<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Salgari &#187; jolanda la figlia del corsaro nero</title>
	<atom:link href="http://www.salgari.org/category/la-figlia-del-corsaro-nero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.salgari.org</link>
	<description>I racconti di Salgari pubblicati a puntate</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jul 2010 00:03:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>La regina degli antropofaghi</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-regina-degli-antropofaghi/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-regina-degli-antropofaghi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=386</guid>
		<description><![CDATA[Parecchi giorni erano trascorsi senza che alcun avvenimento fosse venuto ad interrompere l&#8217;angosciosa esistenza dei disgraziati corsari. Dopo la loro cattura erano stati nuovamente rinchiusi nella gabbia di legno la quale era stata rinforzata con nuove traverse ed affidata alla sorveglianza di sei guerrieri armati di mazze, di archi e di coltellacci di pietra, coll&#8217;incarico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
google_ad_client = "pub-2246252024494358";
google_ad_width = 234;
google_ad_height = 60;
google_ad_format = "234x60_as";
google_ad_type = "text_image";
google_ad_channel = "";
google_ui_features = "rc:6";
//-->
</script>
<script type="text/javascript"
  src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script></p><p>Parecchi giorni erano trascorsi senza che alcun avvenimento fosse venuto ad interrompere l&#8217;angosciosa esistenza dei disgraziati corsari. Dopo la loro cattura erano stati nuovamente rinchiusi nella gabbia di legno la quale era stata rinforzata con nuove traverse ed affidata alla sorveglianza di sei guerrieri armati di mazze, di archi e di coltellacci di pietra, coll&#8217;incarico di trucidare i prigionieri al menomo tentativo di fuga.</p>
<p>&nbsp;Se erano rigorosamente guardati giorno e notte, gl&#8217;indiani per&ograve; non li avevano n&egrave; trascurati, n&egrave; importunati. Anzi per proteggerli dal sole avevano coperto parte della gabbia con rami e li avevano sempre nutriti abbondantemente con selvaggina arrostita, frutta e pesce. Un giorno il Corsaro, che cominciava a trovare quell&#8217;agonia eccessivamente lunga e troppo angosciosa, vedendo il capo che li aveva ripresi, si risolse d&#8217;interrogarlo per sapere quanto sarebbe ancora durata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; tempo di finirla,&raquo; disse. &laquo;Noi siamo convenientemente ingrassati.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano lo guard&ograve; senza rispondere, stupito forse da quello straordinario sangue freddo.</p>
<p>&nbsp;Poi dopo qualche esitazione, disse:</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; il genio del mare che non vuole ancora che vi si mangi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi dirai almeno quali sono le intenzioni del genio del mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tutti le ignorano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sa chi noi siamo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ho detto a lui che voi siete uomini bianchi e l&#8217;ho veduto a piangere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il genio?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ama gli uomini bianchi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; bianco anche lui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non potremo mai vederlo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, fra poco, al tramonto.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove?&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Apparir&agrave; sulla cima di quella scogliera che si estende dinanzi alla baia. Oggi sacrificher&agrave; un caimano alle divinit&agrave; del mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma cos&#8217;&egrave; questo genio? Un uomo od una donna?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una donna.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una donna!&raquo; esclam&ograve; il Corsaro, impallidendo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; la regina della trib&ugrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro era rimasto come fulminato. Guardava l&#8217;indiano cogli occhi smisuratamente dilatati, mentre il suo pallore aumentava di momento in momento ed il petto gli si sollevava affannosamente.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una donna!&#8230; Una donna!&raquo; ripet&egrave; con voce strozzata. &laquo;Quale dubbio!&#8230; Se fosse Honorata!&#8230; Gran Dio!&#8230; Mi avevano detto che era naufragata su queste spiagge!&#8230; Capo, lascia che io la veda!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; impossibile,&raquo; rispose l&#8217;indiano. &laquo;Ella sta bagnandosi in mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dimmi il suo nome!&raquo; grid&ograve; il Corsaro, che era in preda a tale esaltazione da far temere che impazzisse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ti ho detto che si chiama il genio del mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come &egrave; sbarcata qui?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;abbiamo raccolta in mezzo alle onde, fra i rottami d&#8217;una nave.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quando?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Noi non sappiamo misurare il tempo. So che in quell&#8217;epoca avevamo combattuto contro le trib&ugrave; del settentrione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Conta le lune! &#8211; grid&ograve; il Corsaro, con crescente ansiet&agrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non le ricordo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dille alla tua regina che noi siamo corsari della Tortue.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, dopo il sacrificio,&raquo; disse l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E che io sono il cavaliere di Ventimiglia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi ricorder&ograve; di questo nome. Addio, mi si aspetta sulla scogliera.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Ci&ograve; detto l&#8217;indiano s&#8217;allontan&ograve; a rapidi passi, dirigendosi verso la spiaggia dove gi&agrave; si vedevano numerose scialuppe cariche di selvaggi, pronti a prendere il largo.</p>
<p>&nbsp;Il signor di Ventimiglia si era voltato verso i suoi compagni. Era trasfigurato: al pallore cadaverico di poco prima era successo un rossore febbrile, mentre nei suoi occhi balenava una viva fiamma.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Amici,&raquo; disse con voce spezzata. &laquo;Ella &egrave; qui!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Voi non ne avete ancora la certezza, signore,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ti dico che Honorata &egrave; qui!&raquo; grid&ograve; con esaltazione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Possibile che la duchessa fiamminga sia diventata la regina degli antropofaghi?&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller. &laquo;E se fosse invece un&#8217;altra? Qualche spagnuola sfuggita ad un naufragio?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, il cuore mi dice che quella donna &egrave; la figlia di Wan Guld.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Saremo salvi o saremo perduti?&raquo; si chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro non rispose. Aggrappato alle sbarre della gabbia, ansante, affannato, colla fronte imperlata d&#8217;un freddo sudore, guardava verso la scogliera sulla cui cima doveva fra poco apparire il genio del mare. Un tremito convulso agitava le sue membra.</p>
<p>&nbsp;La cerimonia del sacrificio era cominciata.</p>
<p>&nbsp;Una moltitudine d&#8217;indiani aveva invasa la spiaggia, mentre numerose scialuppe percorrevano la baia dirigendosi verso la scogliera.</p>
<p>&nbsp;Verso il mare si udivano dei canti strani e ad intervalli risuonavano dei colpi sordi che parevano mandati da un enorme tamburo.</p>
<p>&nbsp;La regina degli antropofaghi, circondata dai capi e dai pi&ugrave; famosi guerrieri della trib&ugrave;, doveva aver cominciati i sacrifici destinati alle divinit&agrave; del mare. Le rocce per&ograve; impedivano ai corsari di vedere la strana cerimonia. Gl&#8217;indiani accalcati sulla spiaggia si erano inginocchiati e univano le loro voci a quelle che venivano dalla scogliera. Era un canto triste, monotono, senza scatti, che rassomigliava al misurato rompersi delle onde contro la costa.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto per&ograve; si fece un gran silenzio. Tutti gl&#8217;indiani si erano sdraiati al suolo, colla fronte appoggiata sulla sabbia.</p>
<p>&nbsp;Il sole era allora prossimo al tramonto. Scendeva in mare fra due nuvole color del fuoco, mandando i suoi ultimi raggi proprio sulla cima della scogliera.</p>
<p>&nbsp;Tutto all&#8217;intorno le acque scintillavano, come se dei getti d&#8217;oro fuso si fossero mescolati o fossero sorti dalle profondit&agrave; del mare.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro non distaccava gli sguardi dalla vetta sulla quale doveva apparire la regina degli antropofaghi. Il cuore gli batteva cos&igrave; forte da rompergli il petto, mentre stille di sudore gli solcavano il volto ritornato pallidissimo.</p>
<p>&nbsp;Carmaux, Wan Stiller e Moko, pure in preda ad una viva ansiet&agrave;, si erano collocati ai suoi fianchi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guardatela!&raquo; esclam&ograve; improvvisamente Carmaux.</p>
<p>&nbsp;Sul fondo infuocato del cielo era comparsa una forma umana. Si teneva ritta sulla punta estrema della scogliera, colle braccia tese verso la trib&ugrave; che gremiva la spiaggia. La distanza che la separava dai filibustieri era tale da impedire a questi di poterla ravvisare, ma il cuore del Corsaro aveva provato un sussulto. Qualche cosa, come una specie di corona di metallo, probabilmente d&#8217;oro, scintillava sulla testa della regina ed un ampio mantello, che pareva formato di piume variopinte, l&#8217;avvolgeva dalle spalle ai piedi. Anche alle braccia, che sembravano nude, scintillavano dei pezzi di metallo, forse dei braccialetti o dei monili.</p>
<p>&nbsp;Le chiome erano sciolte e ondeggiavano leggiadramente attorno al volto della regina, sotto i primi soffi della brezza notturna.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La vedete, signore?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose il Corsaro, con voce soffocata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La riconoscete?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ho un velo dinanzi agli occhi&#8230; ma il mio cuore batte forte e mi dice che quella donna &egrave; la stessa che io ho abbandonata sul mare tempestoso dei Caraibi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;In quell&#8217;istante una voce robusta, potente, quella del capo indiano, echeggi&ograve; per l&#8217;aria:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guerrieri rossi!&#8230; La nostra regina proclama sacri gli uomini bianchi, figli delle divinit&agrave; marittime!&#8230; Sventura a chi li tocca!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il sole in quel momento scomparve e l&#8217;oscurit&agrave; scese rapida, celando agli sguardi dei corsari la regina degli antropofaghi.</p>
<p>&nbsp;Il signor di Ventimiglia si era lasciato cadere, nascondendosi il viso fra le mani. Ai suoi compagni era sembrato di udire come un sordo singhiozzo. Gl&#8217;indiani avevano abbandonata la spiaggia e anche le scialuppe erano approdate.</p>
<p>&nbsp;Passando dinanzi alla gabbia, uomini, donne e fanciulli s&#8217;inchinavano come se i prigionieri fossero diventati, di punto in bianco, delle vere divinit&agrave;. Il passaggio era gi&agrave; terminato, quando si vide comparire il capo, seguito da quattro guerrieri che portavano dei rami resinosi accesi.</p>
<p>&nbsp;Con un colpo di mazza sfond&ograve; quattro sbarre e, preso il Corsaro per una mano, gli disse:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vieni! La regina ti attende.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le hai detto il mio nome? &#8211; chiese il signor di Ventimiglia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dimmi se ha i capelli biondi o neri.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come l&#8217;oro.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Honorata!&raquo; esclam&ograve; il Corsaro, comprimendosi il petto con ambe le mani. &laquo;Andiamo!&#8230; Conducimi dalla regina!&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano attravers&ograve; il villaggio che pareva deserto, non scorgendosi alcun lume brillare nelle capanne n&egrave; udendosi alcun rumore, si cacci&ograve; sotto la foresta che la luna cominciava ad illuminare e un quarto d&#8217;ora dopo s&#8217;arrestava dinanzi ad una vasta abitazione la quale sorgeva in mezzo ad una macchia di magnolie.</p>
<p>&nbsp;Era una costruzione che non mancava d&#8217;una certa eleganza, colle pareti coperte di stuoie dipinte a vivaci colori, con una veranda che le girava tutto intorno ed un doppio tetto terminante a punta per ripararla meglio dai cocenti raggi del sole.</p>
<p>&nbsp;Una lampada, avanzo certamente di qualche nave naufragata in quei paraggi, illuminava vagamente l&#8217;interno, lasciando nella penombra buona parte della vasta stanza.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro, pallido come un cencio lavato, si era arrestato sulla soglia. Gli pareva d&#8217;avere un denso velo dinanzi agli occhi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Entra,&raquo; gli disse il capo, il quale si era arrestato al di fuori assieme ai quattro guerrieri. &laquo;La regina &egrave; qui!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Una forma umana, avvolta in un ampio mantello di penne di jacamar verdi e oro a strisce fiammeggianti, con in testa una corona d&#8217;oro, si era staccata dalla parete opposta, avanzandosi lentamente verso il Corsaro. Giunta a tre passi da lui, apr&igrave; il mantello gettando contemporaneamente indietro, con un rapido moto del capo, l&#8217;opulenta capigliatura bionda che le scendeva sulle spalle e sul petto in pittoresco disordine. Era una splendida creatura di venti o ventidue anni, colla pelle rosea, gli occhi grandi, che mandavano vivi lampi, con una bocca piccolissima, che lasciava intravedere dei denti piccoli come granelli di riso e scintillanti come perle. Aveva il corpo racchiuso in una specie di camicia di seta azzurra, stretta ai fianchi da una cintura d&#8217;oro e le braccia cariche di monili di gran valore ed in mezzo al petto portava l&#8217;emblema del sole, in argento massiccio.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro era caduto in ginocchio dinanzi a lei, esclamando con voce soffocata:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Honorata!&#8230; Perdono!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La regina degli antropofaghi, o meglio la figlia di Wan Guld, era rimasta immobile dinanzi a lui. Il seno per&ograve; le si sollevava impetuosamente, mentre dei sordi singhiozzi le morivano sulle labbra.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Perdonami, Honorata,&raquo; ripet&egrave; il Corsaro, tendendo le braccia.</p>
<p>&nbsp;La regina si curv&ograve; su di lui e lo rialz&ograve;, mormorando con voce rotta:</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, t&#8217;ho perdonato&#8230; la notte istessa in cui tu mi abbandonasti sul mare dei Caraibi&#8230; Tu vendicavi i tuoi fratelli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Poi scoppi&ograve; in pianto, nascondendo il bel volto sul petto del fiero scorridore del mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cavaliere,&raquo; mormor&ograve;. &laquo;T&#8217;amo ancora!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro aveva mandato un grido di gioia suprema e si era stretta al cuore la giovane donna. Ad un tratto per&ograve; si stacc&ograve; da lei quasi con orrore, coprendosi il viso colle mani.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sorte fatale!&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Parliamo cos&igrave;, mentre fra me e te il triste destino che mi perseguita ha gettato tanto sangue!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Honorata udendo quelle parole era indietreggiata, mandando un grido.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ah!&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Mio padre &egrave; morto!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; disse il Corsaro con voce cupa. &laquo;Egli dorme il sonno eterno nei baratri del gran golfo, nella stessa tomba ove riposano i miei fratelli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Me l&#8217;hai ucciso&#8230;&raquo; singhiozz&ograve; la povera giovane.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; il destino che te l&#8217;ha ucciso,&raquo; rispose il Corsaro. &laquo;Egli si &egrave; inabissato col suo vascello, mentre cercava di trarmi nella gran tomba umida, dando fuoco alle polveri.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E tu sei sfuggito alla morte!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dio non ha voluto che io morissi senza rivederti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Perdono per mio padre!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le anime dei miei fratelli sono placate,&raquo; disse il Corsaro con voce funebre.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E la tua?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La mia!&#8230; L&#8217;uomo che odiavo non vive pi&ugrave; e oltre la tomba non sopravvive la vendetta. La mia missione &egrave; finita.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E anche l&#8217;amor tuo &egrave; morto, cavaliere?&raquo; singhiozz&ograve; Honorata.</p>
<p>&nbsp;Un sordo gemito fu la risposta.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto il Corsaro prese la giovane per una mano, dicendole:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vieni!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove vuoi condurmi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Bisogna che veda il mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;La trasse fuori dalla casa e la condusse verso la foresta, inoltrandosi sotto i grandi alberi.</p>
<p>&nbsp;Il capo indiano ed i suoi guerrieri, ad un cenno della regina, si erano arrestati, mentre si disponevano a seguirla.</p>
<p>&nbsp;La notte era splendida, una delle pi&ugrave; belle che il Corsaro avesse ammirato sotto i tropici. La luna splendeva in un cielo purissimo, sgombro di qualsiasi nube, proiettando i suoi raggi azzurrini, sui giganteschi pini e sui funebri cipressi della foresta.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aria era calma, tiepida, carica di profumi deliziosi delle magnolie, delle coreopsidi gialle e delle passiflore. Un silenzio quasi assoluto, pieno di pace e di mistero, regnava al di sotto dei grandi vegetali. Solamente di quando in quando, in lontananza, si udiva il frangersi dell&#8217;onda mossa dalla marea.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro aveva cinta colla destra la sottile vita della giovane donna, la quale da canto suo aveva posato il biondo capo sulla spalla di lui. Camminavano lentamente, in silenzio, ora occultandosi sotto la fosca ombra dei vegetali ed ora comparendo alla luce dell&#8217;astro notturno.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morire cos&igrave;, fra il profumo dei fiori e la luna dinanzi agli occhi, sotto queste ombre misteriose, &#8211; disse ad un tratto Honorata. &laquo;Potessero in questo momento le mie palpebre chiudersi per sempre e non riaprirsi pi&ugrave; mai!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, la morte, l&#8217;oblio!&raquo; rispose il signor di Ventimiglia con voce cupa.</p>
<p>&nbsp;Il mare cominciava ad apparire attraverso i tronchi degli alberi. Scintillava come una immensa lastra d&#8217;argento e tremolava vagamente sotto la spinta della marea. L&#8217;onda muggiva cupamente, frangendosi con crescente fragore.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro si era arrestato presso una gigantesca passiflora e guardava con una specie d&#8217;ansiet&agrave; la brillante superficie del mare. Si sarebbe detto che in mezzo a quei flutti argentei cercasse di scoprire qualche cosa.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Essi dormono laggi&ugrave;,&raquo; disse ad un tratto. &laquo;Forse a quest&#8217;ora sanno che noi siamo uniti e rimontano a galla per maledirci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cavaliere!&raquo; esclam&ograve; Honorata, con terrore. &laquo;Quali follie!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Credi tu che l&#8217;odio sia spento nell&#8217;anima tormentata di tuo padre? Credi tu che il suo cadavere non si agiti sapendoci vicini? Ed i fratelli miei, ai quali avevo giurato l&#8217;esterminio di tutta la sua razza?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, essi rimontano a galla,&raquo; prosegu&igrave; il Corsaro che pareva fosse in preda ad una viva esaltazione. &laquo;Io li vedo salire dagli abissi del mare a guizzare attraverso le onde luminose. Essi vengono a imprecare contro il nostro amore, essi vengono a rammentarmi i miei giuramenti, essi vengono a dirci che fra me e te vi sono quattro cadaveri&#8230; del sangue&#8230; dell&#8217;odio&#8230;</p>
<p>&nbsp;Dell&#8217;odio&#8230; Ed essi forse ignorano quanto io ti ho amata e quanto io ti ho pianta. Honorata, dopo quella notte fatale che ti abbandonai sola, in mezzo alla tempesta, affidandoti alla misericordia di Dio!&#8230; Guardali, Honorata, guardali&#8230; Ecco il Corsaro Verde&#8230; ecco il Rosso&#8230; ecco tuo padre&#8230; e anche l&#8217;altro mio fratello ucciso sulle terre di Fiandra&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cavaliere!&raquo; esclam&ograve; la giovane, atterrita. &laquo;Ritorna in te!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vieni!&#8230; Vieni!&#8230; Voglio vederli!&#8230; Voglio dire loro che io t&#8217;amo!&#8230; Che ti voglio mia sposa!&#8230; Che le loro anime ritornino negli abissi del Gran Golfo e che non risalgano pi&ugrave; mai alla superficie.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro, che pareva avesse smarrita completamente la ragione, trascinava Honorata verso la spiaggia. I suoi occhi mandavano strani bagliori e un tremito convulso agitava le sue membra.</p>
<p>&nbsp;La giovane regina degli antropofaghi si lasciava condurre senza opporre resistenza, quantunque comprendesse che il Corsaro correva incontro alla morte.</p>
<p>&nbsp;Quando giunsero sulla spiaggia, la luna stava per tramontare in mare. Un&#8217;immensa striscia d&#8217;argento si proiettava sull&#8217;acqua, la quale pareva che tutto d&#8217;un tratto avesse acquistata una trasparenza insolita. Il Corsaro si era arrestato, curvo innanzi, cogli occhi smisuratamente dilatati, fissi in quella striscia scintillante.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Li vedo!&#8230; Li vedo!&#8230;&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Ecco le quattro salme che salgono dal fondo del mare e che si coricano sull&#8217;onda luminosa!&#8230; Essi ci guardano!&#8230; Vedo i loro occhi scintillare come carbonchi attraverso i flutti!&#8230; Non hai udito tu il gemito di mio fratello morto in Fiandra?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; la brezza notturna che sibila fra i cipressi,&raquo; disse la giovane.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La brezza!&#8230;&raquo; esclam&ograve; il Corsaro come se non avesse compreso. &laquo;No, &egrave; vento che viene dalla Fiandra!&#8230; &Egrave; l&#8217;urlo di mio fratello assassinato ai piedi della rocca!&#8230;</p>
<p>&nbsp;E questo grido? L&#8217;hai udito tu!&#8230; &Egrave; del Corsaro Verde!&#8230; Io l&#8217;ho udito la sera che abbandonavo il suo cadavere fra le onde del mar dei Caraibi!&#8230; E questo &egrave; il gemito del Corsaro Rosso!&#8230; Anche Carmaux e Wan Stiller l&#8217;hanno udito la notte nella quale io rapivo la sua salma dalla forca di Gibraltar.</p>
<p>&nbsp;E questo rombo che mi rintrona gli orecchi?&#8230; &Egrave; la fregata che salta!&#8230; La nave che tuo padre ha inabissato!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vieni, anche la nave rimonta a galla!&#8230; Forse risalir&agrave; anche la mia Folgore che l&#8217;Atlantico mi ha inghiottita!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro, sempre tenendo stretta al suo fianco la giovane donna, scendeva la spiaggia. Le onde mosse dalla marea si frangevano fra le sue gambe e ricadevano gorgogliando e scintillando sotto gli ultimi bagliori della luna.</p>
<p>&nbsp;Aveva sollevata fra le robuste braccia la giovane regina e si avanzava fra i flutti, gridando: &laquo;Vengo!&#8230; Fratelli!&#8230; Vengo!</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto s&#8217;arrest&ograve;. Aveva gi&agrave; l&#8217;acqua alla cintura e le onde gli rimbalzavano fino alle spalle.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove sono io?&raquo; si chiese. &laquo;Cosa sto per commettere?&#8230; Honorata!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;La giovane l&#8217;aveva avvinghiato al collo ed i suoi biondi capelli s&#8217;erano attortigliati attorno al Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La vita o la morte?&raquo; gli chiese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;amor tuo,&raquo; rispose la giovane con un filo di voce.</p>
<p>&nbsp;. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indomani Carmaux, Moko, Wan Stiller e gli indiani, perlustrando la spiaggia, trovavano sulla sabbia la corona ed il mantello di piume della regina e la misericordia del Corsaro.</p>
<p>&nbsp;Contate le scialuppe, avevano trovato che ne mancava una.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Conclusione</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Tre mesi dopo gli avvenimenti narrati, un legno corsaro spinto dalla tempesta, andava a rifugiarsi nella baia abitata dagli antropofaghi. Era montato da sessanta filibustieri guidati da Sharp, un altro che doveva pi&ugrave; tardi acquistare grande rinomanza fra gli scorridori del mare, colla seconda impresa di Panama.</p>
<p>&nbsp;Avevano appena gettate le &agrave;ncore quando videro staccarsi dalla spiaggia una scialuppa montata da due bianchi e da un negro di statura atletica.</p>
<p>&nbsp;Erano Carmaux, Wan Stiller e Moko.</p>
<p>&nbsp;Dopo la misteriosa scomparsa della regina e del Corsaro, nella loro qualit&agrave; di divinit&agrave; marittime, erano stati proclamati liberi, affidando anzi a loro il supremo comando della trib&ugrave;, e di quella libert&agrave; avevano subito approfittato per abbandonare i loro sudditi e rifugiarsi a bordo della nave corsara.</p>
<p>&nbsp;Fu da Sharp, che avevano gi&agrave; conosciuto alla Tortue, che appresero, con stupore, che Morgan e la maggior parte dei suoi compagni erano riusciti a salvarsi non solo, ma anche a ricondurre all&#8217;isola la Folgore, quantunque mezza fracassata dall&#8217;esplosione prima e dalla tempesta poi. Tornati quindici giorni dopo alla Tortue, Carmaux, l&#8217;amburghese ed il negro poterono finalmente rivedere i loro compagni e Morgan che avevano creduti inghiottiti dall&#8217;Atlantico ed informarli della misteriosa scomparsa del signor di Ventimiglia e della figlia di Wan Guld.</p>
<p>&nbsp;Varie spedizioni furono tosto organizzate da Grammont, da Laurent, da Wan Horn, da Sharp e da Harris, i pi&ugrave; famosi capi della filibusteria e dallo stesso Morgan. Navi furono mandate a perlustrare le coste della Florida e perfino alle isole Bahama ma con nessun risultato.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro Nero era scomparso senza lasciar traccia in nessuna terra.</p>
<p>&nbsp;Solamente sei anni pi&ugrave; tardi, quando gi&agrave; Morgan era diventato famoso colla sua ardita e fortunata spedizione di Panama e si era ritirato alla Giamaica a godersi le ricchezze immense accumulate, da un capitano fiammingo che veniva dall&#8217;Europa gli veniva consegnato un piccolo scudo d&#8217;oro che portava nel mezzo gli stemmi del signor di Ventimiglia e di Wan Guld, e che asseriva essergli stato dato da un vecchio marinaio italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-regina-degli-antropofaghi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fuga dei corsari</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-fuga-dei-corsari/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-fuga-dei-corsari/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=384</guid>
		<description><![CDATA[A poco a poco i rumori erano cessati nel villaggio dei pescatori ed i fuochi accesi presso le capanne si erano spenti. Non si udiva altro che il monotono e regolare fragore delle onde, spinte dalla marea, che venivano ad infrangersi sulla sponda. &#160;Gli indiani che dovevano aver pescato tutta la giornata, a giudicare dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A poco a poco i rumori erano cessati nel villaggio dei pescatori ed i fuochi accesi presso le capanne si erano spenti. Non si udiva altro che il monotono e regolare fragore delle onde, spinte dalla marea, che venivano ad infrangersi sulla sponda.</p>
<p>&nbsp;Gli indiani che dovevano aver pescato tutta la giornata, a giudicare dalla straordinaria quantit&agrave; di pesce messo a seccare su certe graticole di legno rizzate sulla riva, si erano addormentati ed il drappello dei cacciatori, che aveva camminato dall&#8217;alba al tramonto, non aveva tardato ad imitarli.</p>
<p>&nbsp;Solamente le due sentinelle che erano state collocate presso la gabbia, vegliavano ancora, sedute presso un fal&ograve; gi&agrave; quasi semispento, ma non dovevano tardare a chiudere gli occhi. La loro conversazione languiva ed il Corsaro, che non le perdeva di vista, si era accorto che facevano sforzi straordinarii per non abbandonarsi in braccio a Morfeo.</p>
<p>&nbsp;Doveva essere la mezzanotte quando gli ultimi tizzoni del fal&ograve;, non pi&ugrave; ravvivati, si spensero completamente. Per alcuni minuti ancora le braci proiettarono verso la gabbia qualche po&#8217; di luce sanguigna, poi anche quelle si coprirono di cenere e l&#8217;oscurit&agrave; piomb&ograve; in quel luogo.</p>
<p>&nbsp;Le due sentinelle si erano sdraiate l&#8217;una presso all&#8217;altra e russavano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; il momento,&raquo; disse il Corsaro, dopo essersi assicurato che nessun altro indiano vegliava attorno alla gabbia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si sono addormentati?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non li odi a russare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Purch&egrave; non fingano di dormire, capitano! Non mi fido affatto di questi indiani.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Rompi le corde, Carmaux.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le ho rose cos&igrave; bene che si spezzeranno subito, capitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora affrettati.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il marinaio contrasse le braccia pi&ugrave; che pot&egrave;, poi le fece scattare allargandole di colpo. Le corde vegetali, gi&agrave; intaccate in varii punti dai suoi acuti denti, si spezzarono.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco fatto, capitano,&raquo; disse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Frugami nel petto,&raquo; disse il signor di Ventimiglia. &#8211; La misericordia l&#8217;ho nascosta qui.</p>
<p>&nbsp;Il filibustiere cacci&ograve; una mano sotto il panciotto di seta nera del Corsaro e trov&ograve; il pugnale, un&#8217;arma affilatissima, d&#8217;una robustezza eccezionale, di acciaio di Toledo, il migliore che si conoscesse in quei tempi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ora recidi le nostre corde,&raquo; disse il signor di Ventimiglia. &laquo;Adagio, non far rumore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux, dopo d&#8217;essersi assicurato che le sentinelle non si erano mosse, s&#8217;accost&ograve; ai suoi compagni e tagli&ograve; destramente i loro legami.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Almeno potremo morire difendendoci,&raquo; disse il Corsaro stiracchiandosi le membra indolenzite da quelle legature.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa devo fare capitano?&raquo; chiese il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Levare due traverse della gabbia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro ed il marinaio passarono dalla parte opposta onde essere pi&ugrave; lontani dalle due sentinelle ed intaccarono risolutamente una delle sbarre.</p>
<p>&nbsp;Il legno era durissimo, essendo di noce nero, ma Moko aveva il pugno solido ed il pugnale tagliava come un rasoio. Bastarono cinque minuti per recidere parte della traversa.</p>
<p>&nbsp;Afferrarono la sbarra e facendo forza insieme la staccarono. S&#8217;ud&igrave; un leggero scricchiol&igrave;o, poi pi&ugrave; nulla.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fermi!&raquo; mormor&ograve; il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;Quantunque il rumore fosse stato leggierissimo, uno dei due indiani si era alzato brontolando.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri s&#8217;erano sdraiati prontamente l&#8217;uno vicino all&#8217;altro, mettendosi a russare.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano, sospettoso come tutti i suoi compatriotti, rimosse coll&#8217;estremit&agrave; della lancia i tizzoni, alzando qualche scintilla, poi sempre brontolando fece il giro della gabbia e ritorn&ograve; presso il compagno senza essersi accorto che una sbarra era stata gi&agrave; levata.</p>
<p>&nbsp;Rimase qualche minuto ritto, guardando la luna che allora cominciava ad alzarsi specchiandosi nel mare poi, rassicurato dal continuo e regolare russare dei prigionieri, torn&ograve; a sdraiarsi.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri rimasero per un buon quarto d&#8217;ora immobili, temendo che il sospettoso indiano li spiasse, poi s&#8217;alzarono silenziosamente e Moko e Carmaux ripresero il lavoro intaccando la seconda sbarra.</p>
<p>&nbsp;Onde evitare lo scricchiol&igrave;o, la recisero completamente alla base ed in alto e poi la fecero cadere.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Capitano, possiamo andarcene,&raquo; disse Carmaux, con un filo di voce.</p>
<p>&nbsp;Diedero un ultimo sguardo ai due indiani i quali non si erano pi&ugrave; mossi, poi uno alla volta abbandonarono la gabbia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove fuggiremo?&raquo; chiese Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Verso il mare,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia. &laquo;C&#8217;impadroniremo d&#8217;una scialuppa e prenderemo il largo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Ho la febbre indosso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Fecero il giro della gabbia e si slanciarono verso la spiaggia la quale non era lontana pi&ugrave; di duecento passi.</p>
<p>&nbsp;Col&agrave; vi erano due dozzine di scialuppe o meglio di canoe , molto pesanti essendo scavate nel tronco d&#8217;un albero e munite di pagaie col manico corto e la pala assai larga.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri unendo i loro sforzi ne spinsero una in acqua. Gi&agrave; stavano per balzarvi dentro, quando si videro piombare addosso le due sentinelle.</p>
<p>&nbsp;Il primo arrivato si scagli&ograve; contro il negro, alzando la mazza e gridando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Arrenditi o ti uccido!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro con una mossa fulminea evit&ograve; il colpo che doveva fracassargli il capo poi, afferrato l&#8217;indiano attraverso il corpo lo sollev&ograve; come che fosse una piuma e lo scagli&ograve; dieci passi lontano facendogli fare un superbo volteggio.</p>
<p>&nbsp;Il secondo indiano, spaventato dalla forza erculea del gigante e anche dalla misericordia che brillava nelle mani del Corsaro, fugg&igrave; verso il villaggio urlando a squarciagola.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Presto, imbarchiamoci!&raquo; grid&ograve; il Corsaro, slanciandosi verso la canoa.</p>
<p>&nbsp;I tre filibustieri l&#8217;avevano seguito, afferrando subito le pagaie.</p>
<p>&nbsp;Nel villaggio si udivano delle grida furiose e si vedevano agitarsi delle ombre umane. Gl&#8217;indiani, ormai avvertiti della fuga dei prigionieri, si preparavano a dare la caccia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Forza, amici, &#8211; disse il Corsaro che si era pure impadronito d&#8217;una pagaia. &#8211; Se fra mezz&#8217;ora non siamo fuori della baia verremo ripresi.</p>
<p>&nbsp;La canoa , spinta velocemente, si era staccata dalla spiaggia, dirigendosi verso le scogliere che difendevano la baia contro la furia dei marosi. I filibustieri arrancavano con lena disperata, tendendo i muscoli fino a farli quasi scoppiare. Soprattutto Moko, il cui vigore era colossale, imprimeva tali colpi alla sua pagaia , da sbandare la canoa fino al bordo superiore. Gl&#8217;indiani, passato il primo momento di confusione, si erano rovesciati verso la spiaggia, gettando in acqua cinque o sei imbarcazioni, fornite ognuna di sei remi.</p>
<p>&nbsp;Vedendo i fuggiaschi dirigersi verso le scogliere, arrancarono celeremente verso l&#8217;uscita della baia per impedire loro di prendere il largo. Avendo maggior numero di remi, quella manovra doveva riuscire senza troppe difficolt&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller, che si era accorto delle intenzioni dei nemici. &laquo;Fra poco avremo la via chiusa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vento d&#8217;inferno!&raquo; grid&ograve; Carmaux. &laquo;Stiamo per venire presi, capitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro aveva abbandonato per un momento il remo, guardando le scialuppe indiane, le quali stavano gi&agrave; per giungere all&#8217;uscita della baia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non possiamo pi&ugrave; prendere il largo,&raquo; disse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cerchiamo di approdare su quella spiaggia,&raquo; disse Carmaux, indicando il lato sud della baia. &laquo;Vi sono alberi e cespugli e potremo forse far perdere le nostre tracce.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Animo!&#8230; Date dentro ai remi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La canoa vir&ograve; di bordo sul posto e riprese la corsa, mentre gl&#8217;indiani, credendo che i fuggiaschi volessero sforzare l&#8217;uscita della baia, si stendevano fra le scogliere per chiudere il passo.</p>
<p>&nbsp;Accortisi per&ograve; della intenzione dei filibustieri, lasciarono tre scialuppe a guardia del passaggio e colle altre si misero in caccia per catturarli prima che potessero toccare terra.</p>
<p>&nbsp;Erano troppo lontani per avere qualche speranza di riuscire. Il Corsaro approfitt&ograve; subito del vantaggio per guidare la canoa dietro una scogliera onde sottrarla agli occhi degli indiani.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Li costringeremo a dividersi,&raquo; disse. &laquo;Forza, amici!&#8230; La riva &egrave; vicina!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Con pochi colpi di remo superarono la distanza che li separava dalla costa ed arenarono l&#8217;imbarcazione su di un banco di sabbia.</p>
<p>&nbsp;Essendo riparati dalla scogliera, giunsero inosservati sotto i primi alberi, partendo a tutta corsa. Dove andavano? Non lo sapevano, n&egrave; pel momento si preoccupavano della direzione. A loro bastava di guadagnare via e di cercare un rifugio. La foresta era fitta, essendo composta d&#8217;immensi noci neri, di tapelas, grandissime piante colle foglie fittissime raggruppate in rosette, di enormi grandiflore e di ammassi di rododendri i quali formavano dei cespi enormi e cos&igrave; folti da impedire quasi il passo.</p>
<p>&nbsp;I fuggiaschi percorsero un chilometro tutto d&#8217;un fiato, e s&#8217;arrestarono dinanzi ad un noce colossale, il cui tronco era coperto da liane e da cobee ricadenti in festoni.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lass&ugrave;,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Il rifugio &egrave; trovato.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Aggrappandosi alle liane ed alle cobee ,i quattro filibustieri raggiunsero i rami superiori, nascondendosi in mezzo al fitto fogliame.</p>
<p>&nbsp;Gli indiani giungevano urlando come indemoniati. Avevano acceso dei rami di pino e frugavano le macchie, minacciando, imprecando ed avventando dovunque colpi di lancia e di mazza. Essi passarono presso l&#8217;albero senza nemmeno arrestarsi e scomparvero in mezzo alla foresta, sempre urlando e tutto fracassando sul loro passaggio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Buon viaggio,&raquo; disse loro Carmaux. &laquo;Vi auguro di non tornare pi&ugrave; mai.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non li aspetteremo di certo,&raquo; disse Wan Stiller. &laquo;Cosa ne dite, capitano?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che ce ne andremo,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Da qual parte?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Verso la spiaggia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Stavano per abbandonare i rami ed aggrapparsi alle liane, quando videro due forme massicce sbucare da un cespuglio ed accostarsi rapidamente all&#8217;albero. Non regnando che una luce molto debole sotto la gigantesca pianta, quantunque la luna brillasse in tutto il suo splendore, l&igrave; per l&igrave; non seppero con quali esseri avevano da fare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non mi pare che siano indiani,&raquo; disse Carmaux, il quale si era subito arrestato.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi sembrano due orsi,&raquo; disse Moko, rabbrividendo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vento d&#8217;inferno! Non ci mancherebbe altro! Dopo gl&#8217;indiani gli orsi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vediamo,&raquo; disse il capitano, curvandosi innanzi ed aggrappandosi solidamente alle liane.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbiamo da fare con due veri orsi, signori,&raquo; disse Wan Stiller, il quale era disceso di qualche metro. &laquo;Mi pare anzi che abbiano intenzione di dare la scalata all&#8217;albero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gli indiani devono averli spaventati e cercheranno anch&#8217;essi di rifugiarsi quass&ugrave;,&raquo; disse il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;O che vengano per mangiarci?&raquo; chiese Carmaux. &laquo;E non abbiamo che un pugnale per difenderci!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La legna non manca qui. Ehi, Moko, spezza qualche grosso ramo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre il negro stava per obbedire, i due orsi, dopo una breve esitazione, s&#8217;erano aggrappati alle liane, cacciando i loro unghioni, solidi come l&#8217;acciaio, nel tronco dell&#8217;albero.</p>
<p>&nbsp;Come si sa, tutti gli orsi, eccettuati i bianchi, sono ottimi arrampicatori. Ordinariamente vivono a terra, ma quando le bacche cominciano a scarseggiare nei boschi, salgono sugli alberi per divorarne le frutta. I due orsi non dovevano quindi incontrare molte difficolt&agrave; per dare la scalata alla noce, tanto pi&ugrave; che il tronco era coperto di piante arrampicanti le quali dovevano facilitare loro molto la salita.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Capitano,&raquo; esclam&ograve; Carmaux. &laquo;L&#8217;hanno proprio con noi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko sei pronto?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ho spezzato un grosso ramo, signore,&raquo; rispose il negro. &laquo;Gli orsi sentiranno se pesa!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io ti aiuter&ograve; colla misericordia .&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eccoli,&raquo; disse Wan Stiller, salendo rapidamente e mettendosi in salvo su di un grosso ramo.</p>
<p>&nbsp;I due orsi erano gi&agrave; giunti presso la prima biforcazione dei rami. Udendo per&ograve; quelle voci umane si erano arrestati come se fossero indecisi.</p>
<p>&nbsp;Moko che si trovava a due metri da loro, alz&ograve; il nodoso bastone, ed appiopp&ograve; al pi&ugrave; vicino una legnata da fracassargli di colpo la spina dorsale. Il povero animale mand&ograve; un urlo altissimo che fece rintronare la foresta, poi allung&ograve; le zampe e rovin&ograve; pesantemente, al suolo, schiantando quanti rami incontr&ograve; nella sua caduta. Il compagno, spaventato da quell&#8217;accoglienza, si lasci&ograve; scivolare lungo il tronco e giunto al suolo fugg&igrave; precipitosamente, grugnendo e soffiando. Quasi nel medesimo istante un drappello d&#8217;indiani sbucava fra i cespugli slanciandosi verso l&#8217;albero. Probabilmente avevano udito l&#8217;urlo mandato dal plantigrado, cos&igrave; tremendamente conciato dal negro e s&#8217;erano affrettati ad accorrere per vedere di che cosa si trattava.</p>
<p>&nbsp;Vedendo l&#8217;animale steso alla base dell&#8217;albero, cominciarono a sospettare che fra i rami si nascondessero degli uomini. Uno di essi accese alcuni pezzi di pino e li scagli&ograve; fra le fronde.</p>
<p>&nbsp;Uno and&ograve; proprio a cadere addosso a Carmaux, strappandogli una esclamazione di dolore.</p>
<p>&nbsp;Urla feroci salutarono quel grido.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ah! Miserabile che sono!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, strappandosi i capelli. &laquo;Vi ho perduti!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo eravamo anche senza il tuo grido,&raquo; disse il signor di Ventimiglia. &laquo;Gl&#8217;indiani non se ne sarebbero andati senza esplorare l&#8217;albero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ora non ci rimane che arrenderci,&raquo; disse Wan Stiller. &#8211; La graticola ci aspetta.</p>
<p>&nbsp;Una voce ben nota, quella del capo che li aveva fatti prigionieri sulla riva del fiume, grid&ograve; loro:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che gli uomini bianchi scendano! Ogni resistenza sarebbe inutile.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Preferiamo morire combattendo,&raquo; grid&ograve; il Corsaro, spingendosi verso il tronco dell&#8217;albero, per mettersi al riparo dalle frecce.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vi accordiamo salva la vita.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, pel momento.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il genio del mare vi protegge.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ti credo,&raquo; rispose Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Scendete!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No,&raquo; disse il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora vi affumicheremo e daremo fuoco all&#8217;albero,&raquo; grid&ograve; il capo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E se fosse vero che il genio del mare ci protegge?&raquo; chiese Moko.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sar&agrave; il capo supremo della trib&ugrave; o qualche stregone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Signor capo,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Si potrebbe parlamentare col genio del mare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gli uomini bianchi non devono vederlo,&raquo; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Potremo intendercela meglio con lui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ors&ugrave;, finitela o faccio incendiare tutte le piante che circondano l&#8217; hickorys.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi pare che non vi sia pi&ugrave; nulla da fare qui,&raquo; disse l&#8217;amburghese. &laquo;Questo selvaggio metter&agrave; in opera la minaccia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Giacch&egrave; il genio del mare ci protegge, arrendiamoci,&raquo; disse il signor di Ventimiglia. &laquo;La misericordia l&#8217;ho nascosta e se ci si presenter&agrave; l&#8217;occasione ritenteremo il colpo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ah!&#8230; Vedo la mia pelle in pericolo,&raquo; sospir&ograve; Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E rimanendo quass&ugrave; non la salveresti, vecchio mio,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Scendete?&raquo; grid&ograve; l&#8217;indiano che cominciava a perdere la pazienza.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eccoci,&raquo; rispose il Corsaro, aggrappandosi alle liane e lasciandosi scivolare lungo il tronco.</p>
<p>&nbsp;Appena giunto a terra si sent&igrave; afferrare e stringere da dieci corde vegetali, in modo da non poter fare pi&ugrave; alcun movimento. I suoi compagni non ebbero migliore trattamento.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eh, signor capo,&raquo; disse Carmaux. &laquo;&Egrave; in questo modo che il genio del mare ci protegge?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose l&#8217;indiano con un feroce sorriso. &laquo;Aspettate la notte del Kium e vedrete cosa ne faremo di voi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci mangerete, &egrave; vero?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La trib&ugrave; &egrave; impaziente di assaggiare la carne bianca e la nera.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per sapere quale &egrave; la migliore?&raquo; chiese Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Te lo diremo quando ti avremo mangiato,&raquo; rispose l&#8217;indiano con un atroce sorriso.</p>
<p>&nbsp;Fece gettare i prigionieri su quattro barelle improvvisate con rami ed il drappello riprese la via del villaggio, attraversando la foresta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-fuga-dei-corsari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli antropofaghi della Florida</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/gli-antropofaghi-della-florida/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/gli-antropofaghi-della-florida/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=382</guid>
		<description><![CDATA[Per tre giorni i filibustieri s&#8217;avanzarono attraverso a foreste di pini e di cipressi, costeggiando vaste paludi dalle acque nere e fangose, pullulanti di caimani e di serpenti alligatori, poi al quarto, completamente privi di viveri, non avendo incontrato alcun animale da uccidere, si arrestavano sulle rive di un fiume che serpeggiava in mezzo ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tre giorni i filibustieri s&#8217;avanzarono attraverso a foreste di pini e di cipressi, costeggiando vaste paludi dalle acque nere e fangose, pullulanti di caimani e di serpenti alligatori, poi al quarto, completamente privi di viveri, non avendo incontrato alcun animale da uccidere, si arrestavano sulle rive di un fiume che serpeggiava in mezzo ad una boscaglia. Da dodici ore non avevano mangiato che poche manate di tupelas, specie di prugne, piuttosto grosse, di forma oblunga, eccellenti a mangiarsi, ma non sufficientemente nutritive, specialmente per uomini che marciavano dall&#8217;alba al tramonto.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci fermeremo qui tutta la giornata,&raquo; disse il Corsaro, vedendo che i suoi uomini non potevano pi&ugrave; reggersi in piedi. &#8211; La baia gi&agrave; non deve essere molto lontana.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E noi ci metteremo in caccia,&raquo; disse Carmaux, al negro. &laquo;Questo fiume non deve essere sprovvisto di pesci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non allontanatevi troppo,&raquo; disse il Corsaro, il quale, aiutato dall&#8217;amburghese, stava costruendo una capannuccia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non batteremo che i dintorni,&raquo; rispose Carmaux. &laquo;Vieni compare, e speriamo di ritornare carichi di selvaggina e di pesci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Presero i loro randelli, vi attaccarono i loro pugnali onde servirsene come lance e si misero a costeggiare il fiume battendo le folte erbe ed i cespugli colla speranza di far uscire qualche tartaruga.</p>
<p>&nbsp;La foresta che si estendeva sulle due rive non era formata esclusivamente di pini e di cipressi. Qua e l&agrave; si vedevano macchie d&#8217;alberi da cetriuoli, specie di magnolie dal tronco liscio e alte pi&ugrave; di trenta metri, con foglie larghissime e una grande quantit&agrave; di fiori d&#8217;una tinta bianco-turchiniccia che espandevano un soave profumo di violetta. Vengono chiamati alberi da cetriuoli, perch&egrave; le frutta ne hanno la forma e anche la grossezza. Sono per&ograve; rossi a completa maturazione e vengono adoperati per metterli in infusione, rimedio eccellente per combattere le febbri intermittenti.</p>
<p>&nbsp;Si vedevano pure macchie di sassifraghi dal legno nero, il fogliame d&#8217;un verde appannato, di aspetto triste, di noci nere, piante d&#8217;aspetto maestoso, altissime, frondose, e di rododendri formanti cespi alti dieci metri, con rami grossi quanto la coscia d&#8217;un uomo e coperti di fiori porporini e di magnolie che espandevano profumi cos&igrave; acuti da stordire.</p>
<p>&nbsp;Numerosi uccelli si levavano da tutte le parti all&#8217;apparire dei due filibustieri, ma fuggivano cos&igrave; rapidamente da rendere vano ogni tentativo per abbatterli. Fenicotteri, tantali verdi, ibis bianche, anitre, palombi dalla testa bianca volteggiavano in mezzo alle piante, mentre lungo le rive del fiume si vedevano fuggire dei bellissimi galli dal collare, uno dei volatili pi&ugrave; ricercati per la squisitezza delle sue carni e che si pagano carissimi dai ghiottoni americani e non poche galline sultane, col becco e gli occhi rossi, la gola ed il petto purpurei, le ali e la coda turchine e verdi ed il groppone bianco.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guarda quelle gallinelle,&raquo; disse il negro, indicando parecchie coppie di uccelli somiglianti alle nostre pernici, grige di piume. &laquo;Sono eccellenti, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quell&#8217;uccellaccio l&agrave;, tutto gambe, che ha le penne bruno-rossicce e la testa picchiettata di bianco? Come si chiama?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; un curlam, chiamato anche becco a lancetta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E perch&egrave;, compare sacco di carbone?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Perch&egrave; il suo becco &egrave; cos&igrave; duro ed aguzzo da somigliare ad una lama d&#8217;acciaio. L&#8217;uccello se ne serve per tenere testa ai cani e anche ai cacciatori.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quell&#8217;altro che rade le acque del fiume e che ha le penne verdi dorate sopra e bianche sotto e la coda mezza nera e mezza rossa?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; un jacamar, una specie di tordo marino, molto squisito.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quella bestia l&agrave;, accovacciata sulla riva del fiume? Cosa credi che sia compare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Un orso lavatore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni!&#8230; Un altro orso!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, facendo un salto.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non pericoloso per&ograve;, compare. Guardalo bene.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Quell&#8217;animale, che il negro aveva chiamato un orso lavatore, non era pi&ugrave; grosso di un cane barbone. Aveva il muso molto appuntito come quello dei sorci, la coda lunga e ricca di peli come quella d&#8217;una volpe, il pelame grigio-giallognolo a screziature nere.</p>
<p>&nbsp;Questi orsi, poich&egrave; appartengono alla famiglia dei plantigradi, quantunque non rassomiglino n&egrave; ai neri, n&egrave; ai grigi, n&egrave; ai bruni, si chiamano anche raccoon o procioni e sono affatto inoffensivi. Abitano le foreste ricche d&#8217;acqua e sono per lo pi&ugrave; notturni, per&ograve; non &egrave; raro incontrarli anche di giorno. La loro unica occupazione &egrave; la pesca. Passano delle lunghe ore sulle rive dei fiumi e degli stagni, cercando pesci, molluschi, gamberi e larve, che mettono poi da parte, avendo l&#8217;abitudine di non mangiare il cibo se prima non lo hanno ben lavato e parecchie volte.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;animale scoperto da Carmaux, stava appunto preparandosi la colazione.</p>
<p>&nbsp;Aveva ammucchiati parecchi piccoli pesci, dei ranocchi e dei gamberi e colle zampe anteriori li manipolava lavandoli nella corrente.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quell&#8217;animaletto lo chiami un orso!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, scoppiando in una risata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo &egrave;, compare,&raquo; rispose Moko.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; mangiabile?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;I negri hanno una vera passione per la carne di quegli animali.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora cerchiamo di catturarlo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello che volevo proporti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux ed il negro si misero a strisciare in quella direzione, tenendosi sottovento onde l&#8217;orso non li fiutasse.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;animale era per&ograve; cos&igrave; occupato a lavare i cibi, da non accorgersi del grave pericolo che correva.</p>
<p>&nbsp;Dieci minuti dopo Carmaux ed il compagno giungevano a quindici passi, nascondendosi dietro un cespo di pontedeire.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tiri?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non lo sbaglier&ograve;,&raquo; rispose il negro, alzando la lancia.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; stava per scagliare l&#8217;arma, quando si ud&igrave; in aria un leggero sibilo. Una freccia era partita da una macchia di rododendri ed era andata a colpire il povero orso lavatore alla gola, attraversandogliela da parte a parte.</p>
<p>&nbsp;Carmaux e Moko erano balzati in piedi, esclamando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gl&#8217;indiani!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Quasi nell&#8217;istesso momento quattro pelli-rosse, di statura alta, semi-nudi, colla testa adorna di piume e armati di archi e di mazze pesantissime, balzarono fuori dal cespuglio, fermandosi dinanzi ai due filibustieri, stupiti da quella improvvisa comparsa.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Carmaux!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuggiamo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gambe, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Stavano per prendere la corsa, quando altri cinque indiani, armati come i primi, comparvero dietro ai due filibustieri, tagliando loro la ritirata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che gli uomini bianchi si fermino,&raquo; disse uno di quegli indiani in cattivo spagnuolo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko, siamo presi,&raquo; disse Carmaux, arrestandosi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Prepariamoci a vendere cara la pelle,&raquo; rispose il negro, impugnando la lancia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci faremo uccidere inutilmente.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che gli uomini bianchi depongano le armi,&raquo; disse l&#8217;indiano che aveva parlato e che doveva essere il capo del drappello, a giudicarlo dalle tre penne d&#8217;aquila che portava infisse nella capigliatura. &laquo;Se non obbediscono noi li uccideremo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Invece di deporre la lancia, Moko con un moto fulmineo si gett&ograve; contro il secondo drappello colla speranza di aprirsi il passo e di slanciarsi nella foresta. Gl&#8217;indiani, che forse si aspettavano quella mossa, in un baleno strinsero la loro linea e scagliatisi sul fuggiasco lo atterrarono, strappandogli la lancia.</p>
<p>&nbsp;Sei o sette mazze si alzarono su di lui, mentre il capo indiano diceva con voce minacciosa: &laquo;Arrenditi o sei morto!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Ogni resistenza sarebbe stata vana, anzi pericolosa, poich&egrave; gl&#8217;indiani parevano disposti ad eseguire la minaccia. Il negro che si preparava a difendersi disperatamente coi pugni, si lasci&ograve; legare senza opporre resistenza, onde non uccidessero anche Carmaux, il quale ormai si era arreso.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare,&raquo; disse questi al negro. &laquo;&Egrave; meglio non farsi ammazzare pel momento; la speranza di poter sfuggire a questi birboni non &egrave; ancora perduta. Fingiamo di rassegnarci a servire loro da cena o da colazione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed il capitano?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non facciamo comprendere agl&#8217;indiani che abbiamo dei compagni. Il Corsaro e l&#8217;amburghese non potrebbero opporre maggior resistenza di noi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre si scambiavano queste parole, le pelli-rosse, radunate presso la riva del fiume, pareva che tenessero consiglio.</p>
<p>&nbsp;Discutevano animatamente, si curvavano al suolo come se esaminassero le tracce lasciate sul terreno dai due prigionieri, poi giravano attorno ai cespugli ed alle macchie, quindi tornavano a radunarsi parlando a voce bassa.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko,&raquo; disse Carmaux, che non li perdeva di vista. &laquo;Mi pare che sospettino che noi abbiamo dei compagni.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; vero, compare,&raquo; rispose il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che riescano a sorprendere anche il capitano?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo temo, compare. I nostri compagni sono accampati a breve distanza da qui e forse hanno acceso il fuoco in attesa della colazione. Il fumo li tradir&agrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Brutto affare se dovessero venire presi anch&#8217;essi,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Sarebbe la nostra rovina.&raquo;</p>
<p>&nbsp;In quel momento il capo indiano si avvicin&ograve; a loro, dicendo sempre in un pessimo spagnuolo:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Voi non siete soli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;T&#8217;inganni, capo,&raquo; rispose Carmaux. &laquo;Noi non abbiamo alcun compagno.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;uomo bianco cerca di sviare le nostre ricerche, ma non vi riuscir&agrave;. Noi abbiamo veduto del fumo alzarsi in mezzo agli alberi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Qualche indiano avr&agrave; acceso la legna per cucinarsi la colazione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Qui non vi &egrave; che la nostra trib&ugrave;,&raquo; disse il capo. &laquo;Quel fuoco &egrave; stato acceso dai tuoi compagni.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora va a cercarli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello che faremo, uomo bianco. Voglio per&ograve; sapere quanti sono.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Molti ed hanno delle armi che tuonano e che mandano fuoco.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gli uomini rossi conoscono le armi degli spagnuoli e non le temono, &#8211; disse il capo con fierezza. &#8211; I nostri avi ci hanno insegnato ad affrontarle.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Fece legare i prigionieri al tronco d&#8217;un albero, mise a guardia di loro due guerrieri di statura quasi gigantesca, armati di pesantissime mazze, poi si inoltr&ograve; sotto gli alberi seguito da tutti gli altri indiani.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;inferno!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, digrignando i denti. &laquo;Anche il capitano &egrave; perduto!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Temo, compare, che non ci rimanga da vivere che poche ore. Gli spagnuoli, colle loro crudelt&agrave;, hanno resi quest&#8217;indiani feroci e perci&ograve; non ci risparmieranno.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La morte non mi fa paura, compare. Vorrei per&ograve; sapere in quale modo ce la daranno. Si dice che tormentino atrocemente i prigionieri prima di spedirli all&#8217;altro mondo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;ho udito a raccontare anch&#8217;io,&raquo; rispose Moko.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Proviamo ad interrogare questi due indiani, se ci comprendono.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ditemi, uomini rossi, cosa vuol farne il capo di noi?&raquo; chiese Carmaux, volgendosi verso i due giganti che si erano seduti presso l&#8217;albero.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vi mangeremo,&raquo; rispose uno dei due indiani, con un sorriso atroce.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Canaglie!&raquo; grid&ograve; Carmaux, con voce spezzata. &laquo;Ci volete mangiare!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tutti i prigionieri si arrostiscono.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, mentre un freddo sudore gli bagnava la fronte. &laquo;Se non troviamo un mezzo per fuggire per noi &egrave; finita.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro non rispose. Si era curvato per quanto glielo permettevano i legami e pareva che ascoltasse con estrema ansiet&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hai udito qualche grido?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi pare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che abbiano gi&agrave; sorpreso il capitano?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un clamore assordante si era alzato in mezzo ai pini ed ai cipressi che si estendevano lungo il fiume.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Assaltano il campo!&raquo; esclam&ograve; Carmaux con angoscia.</p>
<p>&nbsp;Le grida erano subito cessate. L&#8217;assalto doveva essere stato cos&igrave; improvviso da evitare qualsiasi resistenza da parte del Corsaro Nero e dell&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;I due guardiani si erano alzati e guardavano sotto gli alberi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vengono?&raquo; chiese loro Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;I vostri compagni sono presi,&raquo; rispose uno dei due giganti.</p>
<p>&nbsp;Diceva il vero poich&egrave; alcuni istanti dopo si videro comparire gl&#8217;indiani i quali trascinavano i due filibustieri.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro e anche l&#8217;amburghese avevano le vesti a brani, ma non pareva che avessero ricevute ferite. Certamente dopo una breve resistenza si erano arresi per non farsi accoppare a mazzate.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Capitano!&raquo; grid&ograve; Carmaux, con voce strozzata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Anche tu, Carmaux!&raquo; esclam&ograve; il signor di Ventimiglia. &laquo;Mi ero immaginato che eravate stati presi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siamo nelle mani degli antropofaghi, signore!&raquo;</p>
<p>&nbsp;I due filibustieri furono legati con fibre vegetali e gettati dinanzi all&#8217;albero a cui stavano attaccati Carmaux ed il negro. Il capo indiano venne ad accoccolarsi dinanzi a loro, mentre i suoi uomini stavano tagliando dei rami per improvvisare forse delle barelle.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sei tu il capo di questi uomini?&raquo; chiese, volgendosi verso il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose questi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come vi trovate qui? Gli uomini dalla pelle bianca non hanno mai abitato queste foreste.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siamo naufragati.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si &egrave; rotta una di quelle grandi case galleggianti?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si &egrave; sfasciata sulle scogliere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Gli sguardi del capo ebbero un lampo di cupidigia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu mi dirai dove si &egrave; spezzata. Io so che quelle grandi case galleggianti contengono sempre delle ricchezze.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le onde hanno spazzato via ogni cosa,&raquo; rispose il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu cerchi d&#8217;ingannarmi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;A quale scopo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per raccogliere tu quelle ricchezze, ma non le avrai perch&egrave; noi ti mangeremo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Saremo un po&#8217; duri,&raquo; disse il Corsaro con ironia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo,&raquo; disse il capo, alzandosi.</p>
<p>&nbsp;I suoi guerrieri avevano preparate le barelle formate con rami di pino legati con liane. Presero i quattro prigionieri e ve li coricarono sopra.</p>
<p>&nbsp;Il drappello, preceduto da quattro esploratori, si mise in marcia dirigendosi verso l&#8217;ovest, ossia in direzione del mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Capitano,&raquo; disse Carmaux, il quale veniva dietro al Corsaro. &laquo;Che sia proprio finita per noi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tutto &egrave; nelle mani di Dio, Carmaux. Se la nostra ultima ora &egrave; giunta, sapremo morire da forti.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siamo sfuggiti all&#8217;esplosione ed alle ire del mare per finire nel ventre di questi ributtanti antropofaghi! Sarebbe stato meglio che ci avessero divorati gli squali.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morire in un modo o nell&#8217;altro &egrave; tutt&#8217;uno, Carmaux. Anch&#8217;io avrei preferito cadere sul ponte della mia nave, fra il rombo delle artiglierie e le grida di guerra degli equipaggi&#8230; ma bah!&#8230; Si compia il mio destino.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Intanto gl&#8217;indiani marciavano rapidamente, costeggiando la riva sinistra del fiume che era quasi sgombra di cespugli. Solamente di quando in quando dei macchioni di palme e di platani, avvolti fra un caos di cobee arrampicanti che formavano dei grandi festoni con ghirlande di fiori vivaci, si spingevano fino sulla riva, costringendo le pelli-rosse ad aprirsi il passo a gran colpi di mazza. A mezzogiorno il drappello si arrestava sul margine di un laghetto formato dal fiume. Arrostirono l&#8217;orso lavatore che non avevano dimenticato, aggiungendovi alcuni conigli che avevano uccisi lungo la via e delle prugne di tupelas.</p>
<p>&nbsp;I prigionieri non furono dimenticati, anzi ebbero una porzione molto abbondante.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hanno paura che dimagriamo,&raquo; disse Carmaux, con un comico sospiro. &laquo;Potessi diventare magro come un&#8217;aringa!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non guadagneresti molto,&raquo; disse Wan Stiller. &laquo;Questi indiani sarebbero capaci d&#8217;ingrassarti a forza.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come le anitre del mio paese.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io per&ograve; non ho ancora perduta la speranza di fuggire.&raquo; disse il corsaro</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sognate la liberazione?&raquo; chiese Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La tenteremo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In quale modo? Questi indiani non mi sembrano cos&igrave; sciocchi da permetterci di andarcene.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ti dico che qualche cosa noi faremo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Avete qualche piano, capitano?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Forse,&raquo; rispose il Corsaro. &laquo;Sapete che ho nascosta la misericordia ?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come, voi non l&#8217;avete data agli indiani?&raquo; chiesero Carmaux e Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, ho avuto il tempo di cacciarmela sotto il panciotto.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa potrete fare con quell&#8217;arma?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Potr&agrave; servirci a tagliare le corde innanzi a tutto,&raquo; rispose il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vale una pistola, capitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pu&ograve; esserci ugualmente utile, mio bravo Carmaux. Una mano robusta che la sappia adoperare non si trover&agrave; imbarazzata a uccidere una sentinella. Amici, non disperiamo ancora. Questa sera sapremo se vi sar&agrave; qualche probabilit&agrave; di prendere il largo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;La loro conversazione fu interrotta dagli indiani. Terminato il pasto, s&#8217;erano rialzati ricollocando i prigionieri sulle barelle.</p>
<p>&nbsp;Fatto il giro del laghetto, il drappello si cacci&ograve; sotto una folta pineta, i cui tronchi per&ograve; permettevano il passaggio senza dover ricorrere alle mazze, non essendo circondati da cespugli. Il capo pareva che avesse molta fretta di giungere al villaggio poich&egrave; incitava sovente i portatori delle barelle ad allungare il passo. Un po&#8217; prima del tramonto il drappello giungeva improvvisamente sulla riva del mare. La costa in quel luogo formava un&#8217;ampia insenatura difesa da alcune file di scogliere e sulla spiaggia si vedevano numerose canoe scavate nei tronchi di pino, adorne a prora di teste di coccodrillo. All&#8217;estremit&agrave; della baia i prigionieri scorsero due dozzine di capanne allineate su una doppia fila, formate con tronchi e coperte di foglie secche.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il tuo villaggio?&raquo; chiese il Corsaro al capo che gli camminava a fianco.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dei nostri pescatori,&raquo; rispose l&#8217;indiano. &laquo;Il grosso della trib&ugrave; abita sui fianchi di quella montagna.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro alz&ograve; gli occhi e vide dietro il bosco di pini ergersi una collina coperta di fitte piante, sulle cui pendici si scorgevano numerosi gruppi di capanne.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; numerosa la tua trib&ugrave;?&raquo; chiese il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Numerosa e potente,&raquo; rispose l&#8217;indiano con orgoglio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora vi sar&agrave; un re.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il capo lo guard&ograve;, ma non rispose, anzi si allontan&ograve; per mettersi alla testa del drappello.</p>
<p>&nbsp;Una mezz&#8217;ora dopo i guerrieri giungevano al piccolo villaggio dei pescatori. Parecchi indiani, quasi interamente nudi, non avendo che un piccolo perizoma stretto ai fianchi e delle penne sulla testa, si erano precipitati verso i prigionieri mandando grida minacciose ed agitando le mazze, le lance e certi coltellacci di pietra molto affilati.</p>
<p>&nbsp;Il capo con un gesto li trattenne, poi fece condurre i quattro prigionieri dinanzi ad una grande gabbia costruita con solidissimi rami di noce hickorys e coperta, nella parte superiore, di quell&#8217;erba dura e amara che pullula nelle terre salate della Florida e che viene chiamata algochloa. I quattro corsari furono spinti dentro, facendoli passare per una stretta apertura, che fu poi subito chiusa con robuste traverse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per ora rimarrete qui,&raquo; disse il capo, volgendosi verso il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quando ci mangerete?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La vostra vita dipende dal genio del mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Chi &egrave; questo genio del mare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci&ograve; non ti riguarda,&raquo; rispose il capo volgendogli le spalle ed allontanandosi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Capitano,&raquo; chiese Carmaux. &laquo;Chi sar&agrave; questo genio?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ne so pi&ugrave; di te,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia. &laquo;Suppongo per&ograve; che sia qualche grande capo, il comandante supremo della trib&ugrave; o qualche stregone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se avesse un po&#8217; di compassione per noi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non crearti delle illusioni, Carmaux.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora non ci resta che tentare la fuga.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello che faremo pi&ugrave; tardi. Non vi sono che due sentinelle a guardia della gabbia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Purch&egrave; pi&ugrave; tardi non vengano raddoppiate.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo si vedr&agrave;, Carmaux. Ors&ugrave;, corichiamoci e fingiamo di dormire. Pi&ugrave; tardi, quando tutti gli abitanti del villaggio dormiranno profondamente, tenteremo qualche cosa. Moko!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Padrone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu che possiedi una forza prodigiosa, saresti capace di spezzare queste sbarre?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi sembrano molto solide, capitano, per&ograve; spero di riuscirvi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Senza rumore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi ci prover&ograve;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Carmaux, tu devi tentare di rodere le tue corde.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;I denti sono buoni, capitano, e con un po&#8217; di pazienza taglier&ograve; i miei legami. Vedo che facendo qualche sforzo posso accostare le mani alle labbra.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Benissimo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E le sentinelle?&raquo; chiese Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le sorprenderemo e le pugnaleremo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E dopo? Avremo addosso tutti gli abitanti del villaggio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le scialuppe non sono lontane e fuggiremo subito in mare. Chiudete gli occhi ed aspettate il mio segnale.&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/gli-antropofaghi-della-florida/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il baribal</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/il-baribal/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/il-baribal/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 12:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=380</guid>
		<description><![CDATA[&#160;A quindici passi da loro, fermo presso un pino enorme, stava uno di quegli orsi neri chiamati baribal, di dimensioni enormi. &#160;Era uno dei pi&#249; bei campioni della specie, col pelame corto, ispido, lucentissimo, che diventava fulvo solamente ai lati del muso. &#160;Era lungo pi&#249; di due metri, alto uno dalla zampa alla spalla e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;A quindici passi da loro, fermo presso un pino enorme, stava uno di quegli orsi neri chiamati baribal, di dimensioni enormi.</p>
<p>&nbsp;Era uno dei pi&ugrave; bei campioni della specie, col pelame corto, ispido, lucentissimo, che diventava fulvo solamente ai lati del muso.</p>
<p>&nbsp;Era lungo pi&ugrave; di due metri, alto uno dalla zampa alla spalla e grossissimo. Questi orsi, anche oggid&igrave; sono abbastanza numerosi non solo nelle foreste della Florida, bens&igrave; anche in quelle delle regioni pi&ugrave; settentrionali degli Stati Uniti, dove fanno dei grandi guasti, devastando i campi e decimando anche gli armenti, essendo ad un tempo erbivori e carnivori.</p>
<p>&nbsp;Carmaux e Moko, scorgendo quel nemico inaspettato, da cui nulla di buono potevano aspettarsi, si erano ritirati frettolosamente sul tronco dell&#8217;aristolochia, guardandolo con diffidenza.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Carmaux!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco una sorpresa che non m&#8217;aspettavo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E che ci far&agrave; sudare freddo, compare,&raquo; disse Moko.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non ce ne siamo nemmeno accorti! Se l&#8217;avessimo veduto venire almeno saremmo fuggiti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per poco, Carmaux. Questi orsi neri corrono velocemente e non si trovano imbarazzati a raggiungere un uomo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa facciamo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Aspettiamo, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che l&#8217;orso se ne vada?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non trovo altro mezzo migliore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;orso pareva che si divertisse davvero della paura dei due filibustieri. Piantato sulle sue zampe deretane, come un gatto che aspetta il momento opportuno di gettarsi sul sorcio, guardava coi suoi occhietti maliziosi e mobilissimi i due poveri pescatori, sbadigliando in modo da slogarsi le mascelle. Pel momento per&ograve; non dimostrava intenzioni ostili, anzi sembrava che non avesse alcun desiderio di abbandonare il suo posto per accostare i due filibustieri.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, che cominciava a perdere la pazienza. &laquo;Mi pare che sia una faccenda molto lunga. Sono molto pericolosi questi orsi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hanno delle unghie d&#8217;acciaio e posseggono una forza prodigiosa. Coi nostri coltelli non verremo a capo di nulla.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Diavolo!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, grattandosi furiosamente la testa. &laquo;Il capitano comincer&agrave; a inquietarsi della nostra prolungata assenza. Un&#8217;idea!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gettala fuori compare,&raquo; disse il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Proviamo ad imbarcarci?</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ad imbarcarci!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, guardandolo con stupore. &laquo;Hai scoperta qualche scialuppa tu?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, compare, ma dico che si potrebbero tagliare le radici di questa pianta e far servire il tronco da barca.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu sei un genio, compare sacco di carbone! A me forse non sarebbe mai venuta una simile idea! Mio caro orsaccio questa volta ti gabbiamo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Al lavoro compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono pronto, Moko.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aristolochia che serviva loro di rifugio, come si disse, aveva il tronco grosso quanto una botte, sostenuto da parecchie radici piantate nel fondo della palude e che emergevano da tutte le parti. Bastava reciderle per far cadere la pianta e servirsene come d&#8217;una zattera, molto incomoda &egrave; vero, ma sufficiente per sostenere quei due uomini.</p>
<p>&nbsp;Carmaux ed il negro si misero quindi a recidere quelle radici, maneggiando abilmente i coltelli. Ne avevano troncate pi&ugrave; di mezze, quando videro l&#8217;orso abbandonare il suo posto e scendere lentamente verso la riva.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ehi, compare, viene!&raquo; esclam&ograve; Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;orso?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pare che sia curioso di sapere cosa facciamo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;O che abbia intenzione di assalirci?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il baribal, vinto forse dalla curiosit&agrave;, s&#8217;apriva il passo fra i canneti che ingombravano la riva, accostandosi al luogo occupato dai due filibustieri. Non sembrava per&ograve; che fosse di cattivo umore, poich&egrave; di quando in quando s&#8217;arrestava come se fosse indeciso fra l&#8217;andare innanzi ed il tornare indietro.</p>
<p>&nbsp;Giunto a quindici o venti passi dalla riva, si alz&ograve; sulle zampe deretane per meglio vedere a quale genere di lavoro si erano dedicati i due filibustieri, poi di certo sodisfatto torn&ograve; ad accovacciarsi, continuando a sbadigliare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko,&raquo; disse Carmaux, che riprendeva animo. &laquo;Mi nasce un dubbio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quale, compare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che il nostro orso abbia pi&ugrave; paura di noi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono pazienti e difficilmente assalgono per primi. Egli sa che noi non possiamo rimanere eternamente qui e ci aspetta sulla riva. Non ti fidare, sono feroci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lega intanto l&#8217;anguilla ad un ramo. Attento, compare, il tronco sta per cadere in acqua.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aristolochia, priva ormai di quasi tutte le sue radici, si curvava lentamente sull&#8217;acqua. Ad un&#8217;ultima scossa del negro cadde del tutto sprofondandosi quasi tutta, ma poi torn&ograve; subito a galla.</p>
<p>&nbsp;Il negro e Carmaux s&#8217;erano messi a cavalcioni del tronco, tenendosi aggrappati ai rami.</p>
<p>&nbsp;Udendo quel tonfo l&#8217;orso si era alzato, ma invece di precipitarsi verso la riva era fuggito verso la foresta a tutte gambe.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ehi, compare&raquo; grid&ograve; Carmaux. &laquo;Te lo dicevo io che il tuo ferocissimo orso aveva pi&ugrave; paura di noi! &Egrave; scappato vigliaccamente come se gli avessimo sparato contro una cannonata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che non sia un&#8217;astuzia per aspettarci a terra?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ti dico che il tuo orso &egrave; un poltrone e che se lo incontro gli romper&ograve; le reni a bastonate,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Andiamo a terra, compare, e torniamo al campo ad arrostire la nostra anguilla.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Con pochi colpi di piede spinsero il tronco verso la riva e sbarcarono. Carmaux raccolse il suo bastone, si gett&ograve; in ispalla il pesce tamburo e si diresse verso il bosco seguito dal negro. Dobbiamo per&ograve; confessare che procedeva con molta precauzione, guardandosi intorno con sospetto e che, non ostante le sue rodomontate, aveva ancora indosso un po&#8217; di paura e nessuna voglia di rivedere l&#8217;orso. Giunto sul margine della pineta si arrest&ograve; per ascoltare, poi non udendo alcun rumore si rimise in cammino dicendo:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se n&#8217;&egrave; proprio andato.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non fidiamoci, compare. Forse ci spia e si tiene pronto a piombarci addosso,&raquo; disse Moko.</p>
<p>&nbsp;Stava per cacciarsi sotto gli alberi, quando un grido strano lo inchiod&ograve; al suolo. In mezzo alle piante, una voce che pareva quasi umana aveva gridato ripetutamente:</p>
<p>&nbsp;&laquo; Dum-ka-duj!&#8230; Dum-ka-duj!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare!&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Gl&#8217;indiani!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove li vedi?&raquo; chiese il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non li vedo ma li odo. Ascolta. Dum-ka-duj!&#8230; Dum-ka-duj!&#8230;Che sia il grido di guerra degli antropofaghi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, del botauro-mokoko,&raquo; rispose il negro, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Chi &egrave; questo signore?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Un magnifico arrosto da preferirsi al pesce tamburo. Vieni compare, noi lo prenderemo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma chi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il botauro-mokoko. Zitto e seguimi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Quelle strane grida erano uscite da un cespuglio formato da un gruppo di pontedeire.</p>
<p>&nbsp;Il negro s&#8217;arrest&ograve; guardando attentamente fra il fogliame, poi, alzato bruscamente il bastone foggiato a lancia, lo scagli&ograve; abilmente dinanzi a s&egrave;.</p>
<p>&nbsp;Il dum-ka-duj cess&ograve; improvvisamente.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Preso?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eccolo!&raquo; rispose Moko che si era slanciato in mezzo ai cespugli. &laquo;&Egrave; pi&ugrave; pesante di quanto credevo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il volatile che aveva cos&igrave; abilmente trafitto colla lancia era alto pi&ugrave; di due piedi. Aveva le penne bruno-nerastre rigate, il becco giallo e acutissimo e gli occhi molto dilatati.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Bell&#8217;uccello!&raquo; esclam&ograve; Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E sopratutto squisito,&raquo; disse Moko, &laquo;quantunque viva di pesci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E un pescatore?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed anche un gran cacciatore, poich&egrave; si pasce anche di piccoli uccelli che divora interi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vuoi dire compare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Invece di rispondere Carmaux aveva fatto un salto indietro, impugnando il suo nodoso bastone.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cos&#8217;hai?&raquo; chiese il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi &egrave; parso d&#8217;aver veduto l&#8217;orso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In mezzo a quei cespugli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ancora quell&#8217;animalaccio!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Moko!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Battiamocela.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E le legnate che volevi dargli?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sar&agrave; per un&#8217;altra volta,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;Raccolsero il botauro-mokoko e se la diedero a gambe, trottando come due cavalli spronati a sangue. Dopo un quarto d&#8217;ora, ansanti e trafelati, giungevano all&#8217;accampamento.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siete inseguiti?&raquo; chiese il Corsaro, balzando in piedi colla misericordia in pugno.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbiamo veduto un orso, capitano,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vi segue?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pare che si sia fermato.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora abbiamo tutto il tempo per cenare,&raquo; rispose tranquillamente il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;Vi era gi&agrave; una bella distesa di carboni ardenti. Carmaux tagli&ograve; il pesce tamburo, ne infil&ograve; un pezzo di tre o quattro chilogrammi in una bacchetta verde e lo mise sul fuoco, girandolo lentamente onde si arrosolasse per bene.</p>
<p>&nbsp;Venti minuti dopo i quattro corsari davano l&#8217;assalto all&#8217;arrosto, lodandone la squisitezza e la delicatezza.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Giacch&egrave; non si vede, dormiamo,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Chi monta il primo quarto di guardia?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Carmaux,&raquo; disse Moko. &laquo;Egli gi&agrave; non ha paura degli orsi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E te lo mostrer&ograve;, compare sacco di carbone,&raquo; rispose il filibustiere, piccato. &laquo;Lascia che si mostri e vedrai che cosa sono capace di fare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora affidiamo a te le nostre costolette,&raquo; disse l&#8217;amburghese. &laquo;Buona guardia, camerata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre i suoi compagni si cacciavano sotto la capannuccia, Carmaux si sedette presso il fuoco, tenendo a fianco la lancia del negro. Nel bosco e verso la palude si udivano certi rumori che non rassicuravano molto il bravo filibustiere, non pratico di quelle regioni. Di quando in quando il silenzio veniva rotto da lontani muggiti che parevano mandati da tori, ma che invece erano dovuti ai caimani della palude; poi si udivano sotto i cespugli delle grida ora acute ed ora rauche, poi pi&ugrave; lontano il triste ululato di qualche lupo vagante in cerca di preda. Di quando in quando invece rane e ranocchi improvvisavano concerti assordanti che coprivano tutti quei diversi rumori.</p>
<p>&nbsp;Carmaux ascoltava attentamente e si guardava intorno. Non temeva n&egrave; i lupi n&egrave; i caimani, i primi troppo codardi per assalire in piccolo numero l&#8217;accampamento ed i secondi troppo lontani: aveva solamente paura di quel maledetto orso.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si direbbe che io ho perduto il mio coraggio,&raquo; mormorava. &laquo;Eppure ho infilzato un bel numero di nemici, meglio armati e forse pi&ugrave; pericolosi di quel bestione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Si era alzato per fare il giro della capannuccia, quando a breve distanza ud&igrave; un urlo che gli gel&ograve; il sangue nelle vene.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;orso!&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Che si sia cacciato nel cervellaccio l&#8217;idea di volermi mangiare? Siamo in quattro, mio caro, e ti faremo ballare rompendoti il groppone a legnate.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Scivol&ograve; sotto la capannuccia e svegli&ograve; Moko e Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Su, camerati,&raquo; disse. &laquo;L&#8217;orso viene.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dov&#8217;&egrave;?&raquo; chiese l&#8217;amburghese, raccogliendo un pesante randello semi-acceso.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non deve essere lontano,&raquo; rispose Carmaux. &laquo;Odi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un secondo urlo, pi&ugrave; potente del primo, ruppe il silenzio della notte.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; l&#8217;orso, &egrave; vero Moko?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo a scovarlo,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eccolo!&raquo; esclam&ograve; Moko.</p>
<p>&nbsp;Un orso, probabilmente l&#8217;istesso che si era mostrato presso la palude e che poi li aveva seguiti, era uscito da una macchia di pontedeire e si dirigeva verso l&#8217;accampamento, dondolando comicamente la massiccia testaccia.</p>
<p>&nbsp;I tre filibustieri si erano riparati dietro al fuoco, coprendo contemporaneamente la capanna.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;ha proprio con noi,&raquo; disse l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Svegliamo il capitano,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; inutile,&raquo; rispose il Corsaro, comparendo dietro di loro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo vedete?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, e mi pare che sia ben grosso. Potr&agrave; offrirci degli eccellenti prosciutti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;orso accortosi che gli avversarii erano nuovamente aumentati di numero, si era fermato a cento metri dall&#8217;accampamento, guardando con diffidenza il fuoco che ardeva vicino alla capannuccia.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri si mantenevano immobili, colla speranza di deciderlo ad avvicinarsi. Tutto d&#8217;un tratto per&ograve; il plantigrado fece un brusco voltafaccia e part&igrave; al galoppo scomparendo in direzione della palude.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo avevo detto io che era un pauroso,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Si sar&agrave; finalmente persuaso che &egrave; meglio se ne stia lontano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;I suoi compagni stettero qualche po&#8217; seduti attorno al fuoco poi, convinti che il bestione avesse definitivamente rinunciato alle sue idee bellicose, ripresero l&#8217;interrotto sonno.</p>
<p>&nbsp;La notte trascorse senz&#8217;altri allarmi, quantunque due o tre lupi si fossero avvicinati all&#8217;accampamento urlando a pi&ugrave; riprese lugubremente. All&#8217;alba i quattro filibustieri riprendevano la marcia costeggiando la grande palude la quale si prolungava verso l&#8217;ovest.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/il-baribal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fra le foreste</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/fra-le-foreste/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/fra-le-foreste/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=378</guid>
		<description><![CDATA[Quel mostro che si teneva in agguato fra le sabbie e che Moko aveva asserito essere un diavolo di mare, nome datogli dagli abitanti delle coste del Messico e conservato anche oggid&#236; dai coloni della Florida, era un grosso pesce della specie dei cefalopodi, di forme appiattite come quelle delle razze, largo e lungo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel mostro che si teneva in agguato fra le sabbie e che Moko aveva asserito essere un diavolo di mare, nome datogli dagli abitanti delle coste del Messico e conservato anche oggid&igrave; dai coloni della Florida, era un grosso pesce della specie dei cefalopodi, di forme appiattite come quelle delle razze, largo e lungo quanto la vela d&#8217;una nave, pesante almeno un migliaio di chilogrammi e d&#8217;aspetto ributtante. La sua pelle era irta di punte uncinate, assai robuste, la sua testa era armata di un paio di corna simili a quelle dei tori e la sua coda, molto lunga e che si dice sia velenosa, era lunga e tagliente come la lama d&#8217;una lancia.</p>
<p>&nbsp;Questi mostri, fortunatamente rari al giorno d&#8217;oggi, si tengono celati fra le sabbie, tenendo la bocca, che &egrave; larga quanto quella d&#8217;un forno, a fior di terra e sempre aperta, pronta ad inghiottire tutto ci&ograve; che loro si presenta.</p>
<p>&nbsp;Carmaux, quantunque si fosse sentito gelare il sangue a quell&#8217;improvvisa apparizione, non aveva perduta la testa. Vedendo a pochi passi la bocca del mostro, con un fulmineo volteggio s&#8217;era slanciato due metri pi&ugrave; indietro, rotolando fra le gambe del negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuggiamo, compare!&raquo; grid&ograve; il negro.</p>
<p>&nbsp;In quel momento il Corsaro e l&#8217;amburghese, attirati dalle loro grida, giungevano correndo. Il primo aveva impugnata la sua misericordia ed il secondo il coltello. Vedendo il mostro, il Corsaro si era fermato dicendo:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non accostatevi!&#8230; &Egrave; velenoso!</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mettiamolo almeno in fuga,&raquo; disse Wan Stiller, raccogliendo un macigno che le onde avevano rotolato fino l&agrave; e scagliandolo contro il mostro.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri vedendo altri sassi dispersi per la spiaggia, si misero a raccoglierli e cominciarono a pestare il diavolo di mare, il quale impotente a far fronte a tanta tempesta, cercava di guadagnare l&#8217;acqua. Muggiva come un toro in furore, agitava le corna e batteva la coda rovesciando addosso ai suoi persecutori ammassi di fango.</p>
<p>&nbsp;Finalmente con un ultimo sforzo pot&egrave; raggiungere il mare e tuffarvisi lasciando alla superficie un cerchio di sangue.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Va&#8217; a trovare tuo compare Belzeb&ugrave;!&raquo; grid&ograve; Carmaux, lanciando un ultimo masso. &laquo;Mi ha fatto provare una tale emozione, che per poco non ho perduto l&#8217;appetito.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Tornarono al loro accampamento, presso lo scoglio che aveva servito d&#8217;osservatorio al Corsaro, mettendosi all&#8217;ombra di alcuni pini altissimi che crescevano fra splendidi cespi di coreopsidi gialle col disco porporino, di anemoni di varii colori e gruppetti di violette selvatiche. Raccolsero della legna morta ed avendo conservati i loro acciarini, con del muschio ben secco accesero un bel fuoco, mettendo ad arrostire i pesci rubati alle aquile pescatrici.</p>
<p>&nbsp;Un quarto d&#8217;ora dopo i quattro filibustieri davano l&#8217;assalto all&#8217;arrosto non lasciando che le spine.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed ora, discorriamo,&raquo; disse Carmaux volgendosi verso il capitano. &laquo;Suppongo che non avremo il desiderio d&#8217;immobilizzarci eternamente fra queste sabbie, in attesa del passaggio d&#8217;una nave.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che rimanendo qui non avremo alcuna probabilit&agrave; di salvezza,&raquo; rispose il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Avete qualche idea?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io so che la baia di Ponce de Leon &egrave; qualche volta frequentata da pescatori cubani che vanno a cacciare i lamantini. Andremo dunque l&agrave; ad aspettarli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dubito, capitano, che prendano a bordo dei loro legni dei filibustieri. Se lo faranno sar&agrave; per consegnarci poi alle autorit&agrave; dell&#8217;Avana o di Matanzas.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Chi potr&agrave; riconoscere in noi dei filibustieri? Noi tutti parliamo bene lo spagnuolo e possiamo fingerci naufraghi di quella nazione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; vero, capitano,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E se invece si costruisse una zattera coi rottami che le onde spingono alla spiaggia e si andasse in cerca della Folgore &raquo; chiese Wan Stiller. &laquo;Pu&ograve; essersi arenata presso le isole dei Pini.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non pensiamo alla mia nave,&raquo; disse il Corsaro, con un sospiro. &laquo;L&#8217;uragano deve averla spinta nell&#8217;Atlantico e le onde forse l&#8217;hanno inghiottita. Il mio nemico &egrave; morto, ma quale perdita per me!&#8230; Morgan e tutti i miei marinai valevano bene la vita di quel traditore. Ors&ugrave;, non parlate mai pi&ugrave; della mia nave e lasciate che la sanguinante ferita si rimargini.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; lontana quella baia, capitano?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;In una dozzina di giorni vi potremo giungere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E gl&#8217;indiani?&#8230; Non cadremo nelle loro unghie?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Forse desidererei incontrarli, quantunque si dica che siano ferocissimi,&raquo; disse il Corsaro, con voce cupa.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Incontrare quei fieri uomini! &#8211; esclam&ograve; Wan Stiller, con ispavento. &#8211; Guardiamoci da loro, capitano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu dunque hai dimenticata la notte nella quale io uccisi il fiammingo Sandorf?&raquo; chiese il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Il fiammingo aveva detto che Honorata Wan Guld era naufragata su queste coste. Si direbbe che il destino ci abbia guidati appositamente qui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Noi appureremo se Sandorf ha detto la verit&agrave;,&raquo; disse il Corsaro, &laquo;n&egrave; lasceremo questi paraggi senza aver chiarita la cosa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Ci&ograve; detto si era alzato di scatto, col viso sconvolto da un dolore intenso, e si era messo a passeggiare agitatamente lungo la spiaggia. Pareva che egli cercasse di soffocare dei singhiozzi che gli facevano nodo alla gola.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Povero capitano,&raquo; disse Carmaux, con voce commossa. &laquo;Egli l&#8217;ama ancora.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; disse Wan Stiller. &laquo;Da quella notte fatale in cui l&#8217;ha abbandonata alle onde su quella scialuppa, non &egrave; stato pi&ugrave; lui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro era ritornato dicendo con voce breve:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Partiamo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;I tre marinai si erano alzati, raccogliendo i loro nodosi bastoni e alcune frutta che avevano conservate per levarsi la sete, nel caso che non trovassero acqua dolce. Il Corsaro si era levato dalla fascia una bussoletta d&#8217;oro che portava appesa ad una catenella e aveva consultata la direzione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Taglieremo la penisola delle Sabbie,&raquo; disse. &laquo;Risparmieremo un lungo quanto inutile giro.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;immensa foresta stava dinnanzi a loro, formata da pini immensi e da frassini. Non volendo subito attraversarla si misero a costeggiarla per tenersi, pi&ugrave; che era possibile, in vicinanza del mare. Il lido si prestava per una marcia rapida, essendo piano e cosparso di fuchi i quali impedivano che il piede affondasse nelle sabbie. Per di pi&ugrave; offriva anche di che cibarsi, essendovi numerosi crostacei e sopratutto molte ostriche. Moltissimi uccelli marini volteggiavano sopra le dune gridando a piena gola, senza manifestare alcun timore per la presenza dei filibustieri. Si vedevano bande di rincopi, quei disgraziati volatili che per la strana disposizione dei loro becchi sono costretti a volare a fior d&#8217;acqua, aspettando pazientemente che i pesciolini vadano da loro stessi a gettarsi nella gola sempre aperta; truppe di corvi di mare, grossi come galli e cos&igrave; feroci ed audaci da gettarsi addosso a tutte le bestie ferite che riescono a trovare; poi parecchie coppie di fetonti, chiamati anche paglie in coda, avendo due lunghe piume o calami pendenti, e di sterne, ossia rondini di mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ahi! La cena sar&agrave; dura da guadagnare,&raquo; diceva sospirando. &laquo;Con questi bastoni non faremo mai nulla.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Dopo un&#8217;ora di marcia, i naufraghi giungevano su di una spiaggia coperta da un fitto strato di fuchi. Vedendo quegli ammassi di alghe, Carmaux si era fermato pensando al diavolo di mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che si nascondano qui sotto di quegli orribili mostri?&raquo; disse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non sono cos&igrave; comuni come credi,&raquo; rispose il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri si erano inoltrati su quegli ammassi di fuchi, quando udirono sotto i loro piedi varie detonazioni.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa succede?&raquo; chiese Carmaux. &laquo;Si direbbe che in mezzo a queste alghe siano nascoste delle castagnole. Tac!&#8230; Tif!&#8230; Tum!&#8230; Che bella musica.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono vesciche di mare,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Non inquietarti, Carmaux.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il capitano non si era ingannato. Quelle vesciche sono dei veri molluschi della specie delle fisalie e dei discolabi, appartenenti all&#8217;ordine degli acefali ossia dei senza testa, che la marea spinge in gran numero sulle spiagge assieme alle alghe fluttuanti sulla superficie del mare. Decomponendosi, si riempiscono d&#8217;aria e sotto la pressione dei piedi scoppiano con molto rumore. Se poi si toccano colle mani, sembrano formati di materie ardenti lasciando sulle dita delle bruciature molto dolorose. Attraversato quell&#8217;ampio strato di fuchi senza aver incontrato nessun altro diavolo di mare, i naufraghi giunsero l&agrave; dove volavano le sterne. Con grande stupore di Carmaux, quei volatili invece di fuggire piombarono addosso ai naufraghi assordandoli con grida acute e volteggiando in tutti i sensi, senza dimostrare alcuna paura.</p>
<p>&nbsp;Le sterne sono d&#8217;una audacia incredibile e non si possono scacciare nemmeno a fucilate. Tutt&#8217;al pi&ugrave; si alzano dopo i primi spari, poi tornano a volare attorno ai cacciatori senza dimostrare alcuna paura.</p>
<p>&nbsp;Carmaux si era subito provato ad abbattere quelle che gli passavano vicine a colpi di bastone, ma per quanto studio vi mettesse percuoteva nel vuoto, poich&egrave; se le sterne sono imprudenti, hanno anche un volo cos&igrave; fulmineo che riesce difficile il colpirle.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ti stancheresti inutilmente, compare,&raquo; disse Moko, il quale rideva a crepapelle, vedendo il filibustiere roteare il bastone come un indemoniato.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; vero,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Pare impossibile, eppure non riesco a prenderne neppure una.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E mi pare che ti deridano,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, le briccone! Ci vendicheremo sui loro nidi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guarda, compare, la spiaggia &egrave; seminata di uova.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Per un tratto immenso si vedevano delle piccole buche in forma di coppe, scavate nella sabbia, contenenti ognuna due o tre uova giallo-verdastre, a puntini bruni e rossi e grosse quasi quanto quelle delle galline: Ve n&#8217;erano tante da fare una frittata per duecento e pi&ugrave; persone.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri, malgrado le proteste assordanti dei volatili, si misero a saccheggiare i nidi, vuotando rapidamente le uova fresche e gettando in mare quelle ormai troppo vecchie. Carmaux sopratutto ne fece una tale scorpacciata, da affermare di poter far a meno, per quel giorno, della cena. Da uomo prudente, per&ograve;, si riemp&igrave; tutte le tasche, invitando i compagni a fare altrettanto.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci daranno forza,&raquo; diceva.</p>
<p>&nbsp;Terminata la raccolta, il Corsaro, vedendo che la spiaggia scendeva verso il sud, si volse verso la foresta, onde evitare l&#8217;immenso giro della penisola delle Sabbie.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Peccato,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Almeno la spiaggia ci dava delle uova.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma nemmeno un bicchiere d&#8217;acqua,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hai ragione, camerata,&raquo; disse Carmaux. &laquo;E aggiungo anzi che ne berrei volentieri una sorsata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Nella foresta non mancher&agrave;,&raquo; disse Moko.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro, orientatosi colla sua bussola, si cacci&ograve; sotto gli alberi, procedendo di buon passo.</p>
<p>&nbsp;Quella foresta era di una bellezza meravigliosa. Sotto l&#8217;ombra dei pini bellissimi, disposti quasi simmetricamente, cresceva una seconda foresta formata per lo pi&ugrave; da cespi di splendidi rododendri alti quasi dieci metri, con rami grossi quanto la coscia d&#8217;un uomo, coperti di fiori porporini e da ammassi di passiflore, piante arrampicanti, che crescono in forma di festoni ed i cui fiori purpurei con stami a pistilli bianchi rappresentano tutti gli istrumenti della Passione. Vi si vedono infatti il martello, i chiodi, il ferro della lancia e perfino la corona di spine. Il profumo poi che esalano &egrave; soavissimo. In mezzo a quelle piante numerosi uccelli cicalavano: colombi dalla testa bianca, grossi quanto i nostri, colle piume del petto e del collo d&#8217;uno splendido verde dorato e le gambe rosse ma molto lunghe; tringhe, specie di allodole con gambe pure lunghissime, volatili molto apprezzati per la squisitezza delle loro carni e pappagalluzzi verdi e gialli molto chiassosi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che siamo condannati a vivere di uova?&raquo; chiese a Moko. &laquo;La cosa finir&agrave; col diventare noiosa. Cosa ne dici, compare sacco di carbone?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Troveremo qualche cosa di pi&ugrave; solido,&raquo; rispose il negro. &laquo;Vi sono anche dei grossi animali in questa regione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quali?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Degli orsi, per esempio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Bella figura che faremo coi nostri bastoni! Preferisco che stiano lontani per ora.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non mancano i lupi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Preferirei mangiare dei cani, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sei difficile da accontentare,&raquo; disse il negro, ridendo. &laquo;Vi sono per&ograve; anche molti serpenti a sonagli velenosissimi, degli alligatori neri, dei caimani e degli indiani mangiatori di uomini bianchi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Superata la foresta di pini, erano entrati in una seconda, formata esclusivamente di palme bellissime, alte trenta o quaranta piedi, coronate da lunghe foglie palmate che ricadevano elegantemente con spate di un superbo violetto iridiscente, listate di porpora. Mille profumi inebbrianti circolavano sotto quella foresta, esalanti dai fiori azzurri delle pontedeire ,dalle coreopsidi gialle, dalle passifore e dalle tigridie, le quali spiegavano al sole i loro bellissimi fiori a coppa, scarlatti e occhiuti come la coda d&#8217;un pavone ed il pelo della tigre americana.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Splendida!&raquo; aveva esclamato quell&#8217;incorreggibile chiacchierone di Carmaux. &laquo;Non ho mai veduto una foresta cos&igrave; bella!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma senz&#8217;acqua,&raquo; disse l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ne troveremo perfino troppa e fra non molto,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Tutta la Florida meridionale &egrave; una palude. Aspetta che abbiamo attraversata questa zona boscosa e non ti lamenterai pi&ugrave; della mancanza d&#8217;acqua.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Come il Corsaro aveva predetto, tre ore dopo essi giungevano in mezzo a terreni paludosi interrotti da stagni d&#8217;acque nere e putride, dove si vedevano dei serpenti alligatori, neri come l&#8217;ebano, assai grossi e colla testa appiattita.</p>
<p>&nbsp;Degli uccelli acquatici volavano al di sopra degli stagni, tantali verdi, ibis bianche, anitre fischianti, e sulle rive, semi-nascoste fra i canneti, si vedevano anche non poche coppie di quei barocchi uccellacci tutti collo e gambe, coi becchi storti, chiamati fenicotteri o fiammanti, avendo le candide ali orlate di una splendida tinta rosea. Quegli stagni erano il principio delle immense paludi che occupano almeno la terza parte di quella vasta penisola, spingendosi fino al tetro lago di Okeechobee, cupe solitudini popolate solo da melanconici cipressi e da pini, con acque nere e stagnanti, sede delle livide febbri, officina della morte.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che brutto paese!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, il quale si era arrestato. &laquo;Si direbbe che noi stiamo per attraversare un immenso cimitero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci accampiamo qui, padrone?&raquo; chiese Moko &laquo;Il sole sta per tramontare e pi&ugrave; innanzi vedo una gran palude.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fermiamoci,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Finch&egrave; dura un po&#8217; di luce andrete in cerca della cena.&raquo;</p>
<p>&nbsp;A breve distanza scorreva un rigagnoletto d&#8217;acqua limpida. Si dissetarono, poi con dei rami di pino improvvisarono un ricovero onde ripararsi dall&#8217;umidit&agrave; della notte che &egrave; pericolosissima in quelle regioni.</p>
<p>&nbsp;Mentre Wan Stiller accendeva il fuoco per tener lontani i serpenti che dovevano essere numerosi in quei luoghi, Carmaux ed il negro si spinsero verso la gran palude che si scorgeva attraverso i pini. Dopo d&#8217;aver costeggiato alcuni stagni, giunsero sulle rive della palude o meglio del lago, fermandosi presso ad alcuni coni di fango, alti un piede, allineati in mezzo alle canne.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che cosa sono?&raquo; chiese Carmaux con stupore. &laquo;Dei nidi di uccelli?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non indovini, compare?&raquo; chiese Moko, il quale si guardava intorno con una certa apprensione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;No davvero, compare sacco di carbone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono nidi di caimani.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fulmini!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vieni a vederli, finch&egrave; i caimani sono lontani.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux ed il negro s&#8217;avvicinarono, osservandoli curiosamente. Erano, come si disse, dei coni non pi&ugrave; alti d&#8217;un terzo di metro, composti di ramicelli, di muschi intrecciati e di fango.</p>
<p>&nbsp;Quelle piccole costruzioni sembravano piene di terra ben battuta, ma raschiatala, Moko mise allo scoperto una decina di uova, grosse quanto quelle di un&#8217;oca, un po&#8217; pi&ugrave; allungate per&ograve;, col guscio bianchissimo, rugoso e tutto a disegni.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E da queste uova nascono quei bestioni!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, con stupore. &laquo;E quante ve ne sono in questi nidi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ordinariamente trenta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non le covano le caimane?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&#8217;incarica il calore solare di schiuderle.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Buttiamole nella palude.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Bada, compare, sono mangiabili.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Puah!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Le lascio a te, compare. Io non manger&ograve; mai simili uova.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Troveremo forse qualche cosa di meglio. Toh!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ehi!&#8230; Chi suona il tamburo?&#8230; Degl&#8217;indiani forse?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Verso la palude si udiva un rull&igrave;o molto forte che pareva provenisse da un vero tamburo. A volte per&ograve; cessava per cambiarsi in un mugghio rauco simile a quello del toro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che cosa succede?&raquo; chiese Carmaux che si guardava intorno, con inquietudine.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ascolta bene, compare,&raquo; disse il negro con voce tranquilla. &laquo;Da dove ti pare che venga questo rull&igrave;o?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per la mia morte! Si direbbe che il tamburo si trovi sotto le acque di questa palude.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si compare, perch&egrave; chi suona si trova precisamente sott&#8217;acqua.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora &egrave; un pesce&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tamburo,&raquo; disse Moko. &laquo;Vieni, compare; noi lo prenderemo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Toh!&#8230; e questo sibilo!&#8230; L&#8217;odi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, compare. &Egrave; un pesce pompiere che si gonfia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Prenderemo anche quello?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; velenoso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Alla larga!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Zitto e seguimi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro aveva raccolto da terra un lungo ramo di pino, perfettamente diritto e spoglio di rami, e all&#8217;estremit&agrave; vi aveva legato il suo lungo ed acuminato coltello, formando una specie di lancia che poteva servire anche, bene o male, da fiocina.</p>
<p>&nbsp;Si port&ograve; in mezzo ai canneti che coprivano le rive della palude e si curv&ograve; sull&#8217;acqua. A pochi passi cresceva una aristolochia, pianta acquatica irta di foglie ovali, con fiori lividi in forma di sifone ed il tronco della grossezza d&#8217;una botte, sorretta da un gran numero di grosse radici.</p>
<p>&nbsp;Era precisamente presso quella pianta che si udiva a rullare il tamburo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sta nascosto l&igrave; sotto,&raquo; disse il negro a Carmaux, che lo aveva seguito.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Speri di prenderlo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non mi sfuggir&agrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro, con un&#8217;agilit&agrave; e destrezza straordinarie in un uomo cos&igrave; gigantesco, balz&ograve; sul tronco dell&#8217;aristolochia e scrut&ograve; attentamente le piante acquatiche.</p>
<p>&nbsp;Pareva che presso le radici succedesse qualche lotta subacquea. Le larghe foglie si torcevano, i rami oscillavano violentemente e dei fiotti di spuma salivano dal fondo, rompendosi alla superficie.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che il pesce tamburo sia stato assalito?&raquo; mormor&ograve; il negro. &laquo;Prendiamolo prima che qualcuno ce lo mangi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Vedendo l&#8217;acqua a gonfiarsi, immerse rapidamente la lancia. Una piccola ondata si ruppe fra le radici della aristolochia, poi una specie di cilindro sorse improvvisamente, sferzando vivamente l&#8217;acqua.</p>
<p>&nbsp;Il negro, lesto come un gatto, aveva afferrato quel corpo, stringendolo con ambe le mani.</p>
<p>&nbsp;Si prov&ograve; a tirare, ma non ostante la sua forza prodigiosa, non ne venne a capo, essendo quel cilindro estremamente liscio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Aiutami Carmaux!&raquo; grid&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Il filibustiere era gi&agrave; balzato fra le radici della pianta, tenendo in mano una cordicella.</p>
<p>&nbsp;In un baleno fece un nodo scorsoio e strinse quella specie d&#8217;anguilla al disopra delle pinne.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ohe! Issa!&raquo; grid&ograve; poi.</p>
<p>&nbsp;I due uomini si misero a tirare con quanta forza avevano. Il pesce, non ostante i suoi contorcimenti, saliva, per&ograve; pareva che fosse estremamente pesante o che rimorchiasse qualche cosa. Era una anguilla grossissima, di venticinque o trenta chilogrammi, col dorso bruno ed il ventre argenteo, colla mascella inferiore adorna di dieci o dodici barbiglioni che gli davano un aspetto assai strano.</p>
<p>&nbsp;E non era sola. Attaccato fortemente, trascinava con s&egrave; anche un altro abitante delle acque, molto pi&ugrave; grosso e pi&ugrave; pesante, formato da una scatola ossea coperta da una specie di corazza cornea ed irta di spine.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa abbiamo pescato?&raquo; chiese Carmaux, afferrando colla sinistra il coltello.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lascialo andare, Carmaux,&raquo; disse Moko. &laquo;&Egrave; un pesce tabacchiera.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che ha abboccato il tamburo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Con un colpo ben aggiustato costrinse quello strano crostaceo a lasciare l&#8217;anguilla che era stata gi&agrave; tirata fra le radici.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come era brutto!&raquo; esclam&ograve; Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non mangiabile, compare,&raquo; disse il negro. &laquo;Quei pesci non hanno che un po&#8217; di carne filamentosa ed un fegato enorme ed oleoso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Accontentiamoci del tamburo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Stavano per balzare verso la riva, quando un grido di terrore sfugg&igrave; ad entrambi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mille tuoni!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, impallidendo. &laquo;Siamo fritti!&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/fra-le-foreste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le coste della Florida</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/le-coste-della-florida/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/le-coste-della-florida/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=375</guid>
		<description><![CDATA[La Florida, sulle cui rive i venti e le onde avevano spinto i quattro filibustieri, &#232; una grande penisola che, staccandosi dal continente dell&#8217;America Settentrionale, si prolunga per trecento e ottanta miglia fra il mare delle Antille e l&#8217;Atlantico. &#160;Anche oggid&#236; &#232; una delle meno note ed una delle meno popolate dell&#8217;Unione Americana, non avendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Florida, sulle cui rive i venti e le onde avevano spinto i quattro filibustieri, &egrave; una grande penisola che, staccandosi dal continente dell&#8217;America Settentrionale, si prolunga per trecento e ottanta miglia fra il mare delle Antille e l&#8217;Atlantico.</p>
<p>&nbsp;Anche oggid&igrave; &egrave; una delle meno note ed una delle meno popolate dell&#8217;Unione Americana, non avendo ancora raggiunto i centomila abitanti; a quell&#8217;epoca poi era un paese assolutamente selvaggio, che inspirava terrore ai naviganti, quantunque gli spagnuoli fossero riusciti a fondare alcune citt&agrave; lungo le coste orientali ed occidentali. Al settentrione ed al centro la Florida &egrave; tuttora un&#8217;immensa foresta, interrotta solamente da piccole catene di montagne che si prolungano verso il nord-ovest; a mezzod&igrave; invece non vi &egrave; altro che una immensa palude bagnata ora dalle acque dell&#8217;oceano ed ora dalle piogge invernali che non trovano scolo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aspetto di quelle terre sature d&#8217;acqua, coperte da foreste di pini e di cipressi, &egrave; cos&igrave; triste che finora nessun colono ha osato spingersi a mezzod&igrave; del lago di Okeechobee. Sono passati circa quattrocento anni dalla scoperta di quella penisola, eppure quella parte che viene bagnata dal mare e dalla corrente del Gulf Stream &egrave; ancora disabitata. Le febbri che imperano al disotto di quelle tristi e cupe foreste hanno costretto l&#8217;europeo e l&#8217;americano di razza bianca a fuggire verso regioni pi&ugrave; salubri e pi&ugrave; soleggiate.</p>
<p>&nbsp;La scoperta di questa terra la si deve ad una strana leggenda. Ponce de Leon, uno dei pi&ugrave; intraprendenti avventurieri spagnuoli, aveva udito a raccontare dagli indiani di S. Domingo e di Porto Ricco che in una penisola, situata a settentrione della Perla delle Antille, si trovava una fonte miracolosa che aveva l&#8217;incredibile propriet&agrave;&#8230; di ringiovanire le persone!</p>
<p>&nbsp;L&#8217;avventuriero, gi&agrave; molto innanzi negli anni e pieno di acciacchi, presta fede alla mirabolante leggenda e decide di andare alla scoperta della fonte. Organizza una spedizione e, nel 1512, salpa per quel misterioso paese, deciso anche a conquistarlo. Le ricchezze favolose scoperte nel Messico, nel Per&ugrave; e nella Venezuela non dovevano mancare anche in quella terra.</p>
<p>&nbsp;Il credulo spagnuolo naviga adunque verso settentrione e scopre la regione desiderata, alla quale impone il nome di Florida, per la bellezza meravigliosa dei fiori che ne coprivano le sponde.</p>
<p>&nbsp;Interroga gli indiani che trova accampati in quelle paludi e, ricevuta conferma dell&#8217;esistenza della miracolosa fonte, si slancia audacemente nell&#8217;interno, scoprendo cos&igrave; il continente americano, ma non certamente l&#8217;acqua che doveva ridonargli la perduta giovent&ugrave;. Dopo Ponce de Leon, ritornato pi&ugrave; vecchio di prima e completamente sfinito dalle fatiche, succede nel 1515 Vasques d&#8217;Aylien, ma gl&#8217;indiani, accortisi che mirava alla conquista delle loro terre, gli trucidano parte degli equipaggi e lo costringono ad imbarcarsi pi&ugrave; che in fretta.</p>
<p>&nbsp;Nel 1517 Naevaey, uno dei conquistatori del Messico, avendo udito parlare delle prodigiose ricchezze della Florida, esistite soltanto nel cervello esaltato di alcuni avventurieri, invade quelle terre alla testa di seicento uomini e cade con tutti i suoi, vinto dalle frecce e dalle mazze di quegli arditi indiani. Tre soli sfuggono al massacro e riescono, dopo una marcia delle pi&ugrave; straordinarie, a giungere nel Messico, attraversando successivamente il Missisip&igrave;, la Luigiana ed il Texas.</p>
<p>&nbsp;A questo secondo disastro ne succede un terzo. Gli spagnuoli, punto scoraggiati, organizzano una nuova spedizione che viene affidata a Fernando de Soto, uno dei pi&ugrave; intrepidi compagni di Pizzarro, il famoso conquistatore del Per&ugrave;. Si componeva di dodici navi montate da mille e duecento uomini, con duecento cavalli, parecchi pezzi d&#8217;artiglieria e venti preti che dovevano incaricarsi della civilizzazione degl&#8217;indiani.</p>
<p>&nbsp;Quella numerosa truppa, la pi&ugrave; forte che si fosse veduta fino allora, spinta dalla sete dell&#8217;oro penetra nell&#8217;interno, percorre battagliando incessantemente la Georgia, le Caroline, l&#8217;Alabama, il Misuri e ritorna nella Florida senza capo, morto di febbre nell&#8217;Arkansas, e ridotta a soli duecento uomini morenti di fame!</p>
<p>&nbsp;Non fu che nel 1565 che gli spagnuoli, sotto la condotta di Mendez de Avila, il fondatore di S. Agostino &#8211; che &egrave; anche oggid&igrave; una delle principali citt&agrave; di quella regione, &#8211; riuscirono a stabilirsi definitivamente nella Florida previo consenso di quei fieri indiani, i cui discendenti dovevano pi&ugrave; tardi dare tanto filo da torcere anche agli Stati Uniti.</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Il Corsaro ed i suoi compagni, sottrattisi all&#8217;assalto delle onde, si erano lasciati cadere dinanzi ad un gruppo di pini altissimi, di aspetto funebre, che si torcevano, gemendo lugubremente, sotto gli ultimi soffi dell&#8217;uragano.</p>
<p>&nbsp;Erano cos&igrave; sfiniti da quella lunga lotta, durata pi&ugrave; di quattro ore, da non potersi pi&ugrave; reggere in piedi. Erano inoltre affamati e assetati, essendo rimasti quasi sempre immersi nell&#8217;acqua salata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mille tuoni!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, che si tastava i fianchi per accertarsi che le sue costole non avevano ceduto. &laquo;Mi sembra ancora impossibile di essere vivo. Scampare prima alle cannonate, poi all&#8217;esplosione, quindi alla tempesta! &Egrave; troppa fortuna in fede mia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Purch&egrave; non siamo al principio delle nostre tribolazioni!&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;importante per ora &egrave; di essere giunti qui vivi e senza membra rotte, mio caro amburghese.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E senz&#8217;armi, &egrave; vero?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io ho il mio coltello ed il capitano non ha perduta la sua misericordia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Anche noi abbiamo i nostri coltelli,&raquo; dissero l&#8217;amburghese ed il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora non abbiamo pi&ugrave; da tremare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vedremo per&ograve; cosa farai col tuo coltello quando incontreremo gl&#8217;indiani,&raquo; disse l&#8217;amburghese. &laquo;Sai che queste trib&ugrave; hanno una passione spiccata per le costolette umane?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo dici per spaventarmi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, Carmaux. Mi hanno detto che &egrave; stato su queste spiagge che gl&#8217;indiani hanno mangiato il capitano Penna Bianca ed il suo equipaggio. Lo conoscevi tu?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per bacco! Un valoroso che non aveva paura nemmeno del diavolo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E che &egrave; finito sulla graticola come un rombo o come una bistecca.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora bisogna cercare di tenerci lontani da quei messeri che non hanno rispetto per le polpe dei bianchi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E neanche di quelle dei negri,&raquo; disse l&#8217;amburghese, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lasciamo in pace gli indiani e andiamo a procurarci la colazione&raquo; aggiunse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sotto questi alberi possiamo trovare forse qualche cosa. Compare sacco di carbone, vuoi che andiamo a vedere? Wan Stiller rimarr&agrave; intanto a guardia del capitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo,&raquo; disse il negro, armandosi d&#8217;un grosso ramo d&#8217;albero privo di fronde.</p>
<p>&nbsp;Mentre si preparavano a frugare la foresta che si estendeva dinanzi a loro, il Corsaro Nero era salito su d&#8217;una roccia che si elevava per una decina di metri e di l&agrave; scrutava attentamente il mare, spingendo gli sguardi verso l&#8217;est. Senza dubbio cercava ancora di scoprire la sua nave che l&#8217;uragano aveva spinta nell&#8217;Atlantico; vana speranza per&ograve;, poich&egrave; le onde ed il vento dovevano ormai averla trascinata molto lontana e forse di gi&agrave; fracassata in mezzo alle isole.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Veglia su di lui,&raquo; disse Carmaux all&#8217;amburghese. &laquo;Povero capitano! Temo che non rivedr&agrave; pi&ugrave; mai la sua valorosa nave. Vieni, compare sacco di carbone. Se troveremo qualche orso lo accopperemo a legnate.</p>
<p>&nbsp;Il filibustiere che non perdeva mai il suo buon umore, nemmeno nelle pi&ugrave; gravi circostanze, si arm&ograve; d&#8217;un nodoso randello e si cacci&ograve; risolutamente nella foresta seguito dal negro. Quella parte della Florida era coperta da pini maestosi, alti quaranta, cinquanta e talvolta perfino sessanta metri, con foglie grandissime, d&#8217;un verde pallido, lunghe pi&ugrave; di mezzo metro e la corteccia del tronco bigia e lamellata.</p>
<p>&nbsp;Queste piante, che sono innumerevoli nelle parti meridionali della Florida, crescono per lo pi&ugrave; su terreni argillosi, bianchi, compatti ed impenetrabili all&#8217;acqua e coperti da strati di frutte gi&agrave; decomposte, accumulatesi da secoli e secoli e sui quali, camminando, si saltella e si rimbalza.</p>
<p>&nbsp;Crescendo questi vegetali ad una certa distanza gli uni dagli altri, Carmaux ed il suo compagno non erano costretti a cercarsi i passaggi. Tutt&#8217;al pi&ugrave; si vedevano costretti a scivolare in mezzo alle radici enormi che spuntavano da ogni parte, non trovando posto in quel suolo impenetrabile.</p>
<p>&nbsp;Al di sotto di quei giganti non si vedevano n&egrave; cespugli, n&egrave; altre piante da fusto. Si estendevano solamente zone di un&#8217;erba dura ed amara, che le stesse capre rifiutano e che si chiama olgahola e strati di lenzie, specie di funghi bellissimi, lucenti, a riflessi argentei e madreperlacei, molto pericolosi a mangiarsi. Carmaux ed il suo compagno, dopo di essersi inoltrati nella foresta per tre o quattrocento metri, si erano arrestati per ascoltare.</p>
<p>&nbsp;Sui pi&ugrave; alti rami di quei giganteschi vegetali si vedevano volteggiare dei volatili e si udivano dei pispigli e dei trilli, ma sotto, nessun rumore e nessun animale.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vedi nulla, compare sacco di carbone?&raquo; chiese Carmaux al negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vedo che degli scoiattoli volanti,&raquo; rispose il gigante, il quale osservava attentamente i tronchi dei pini. &laquo;Sono eccellenti ma troppo difficili a prendersi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Toh!&raquo; esclam&ograve; Carmaux. &laquo;Che in questo paese vi siano degli uccelli che volano non mi stupisce, ma degli scoiattoli che hanno le ali la mi pare grossa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu puoi vederli, compare. Guarda quel pino che si eleva sopra tutti gli altri. Non li vedi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux guard&ograve; la pianta che il negro gl&#8217;indicava e dovette convenire che il compare sacco di carbone non aveva inventato assolutamente nulla. Fra i rami del gigantesco vegetale vi erano infatti numerosi scoiattoli, i quali si divertivano a fare delle vere volate sugli alberi vicini.</p>
<p>&nbsp;Non erano pi&ugrave; grossi dei topi comuni, colla pelle grigio-argentea sopra e bianca sotto, con orecchie piccolissime e nere, il muso roseo e la coda bellissima e molto folta. Quegli agili animaletti avevano sui fianchi una specie di membrana che si univa ai piedi posteriori e che aprendosi permetteva loro di spiccare dei salti di quaranta o cinquanta passi.</p>
<p>&nbsp;Pi&ugrave; che volare per&ograve; pareva che guizzassero come i pesci.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ho mai veduto nulla di simile,&raquo; disse Carmaux, il quale seguiva, con stupore, quelle volate incredibili. &laquo;Peccato che non abbiamo un fucile.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Rinunciamo a quella colazione, compare,&raquo; disse il negro. &laquo;Non &egrave; fatta per noi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Troveremo di meglio?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Taci!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hai udito qualche orso?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il grido di un&#8217;aquila.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non saranno i nostri bastoni che l&#8217;accopperanno, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; il grido di un&#8217;aquila pescatrice, compare bianco.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E che cosa vuoi concludere?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che troveremo nel nido la nostra colazione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una frittata?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E forse dei buoni pesci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non ci caveranno gli occhi le tue aquile?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si aspetta che vadano a pescare. Vieni, compare, so dove hanno il nido.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il negro che guardava in aria, spiando le cime dei pini, si mise a strisciare in mezzo alle radici che serpeggiavano in tutte le direzioni e and&ograve; a fermarsi dinanzi ad un&#8217;altissima pianta di specie diversa, che cresceva quasi isolata in mezzo ad una piccola radura.</p>
<p>&nbsp;Era uno dei noci neri, piante queste che raggiungono delle dimensioni enormi, molto ricche di fronde e che producono una specie di mandorla di qualit&agrave; mediocre. Danno un legno nero, pregiatissimo per costruzioni e ricercato dagli ebanisti.</p>
<p>&nbsp;Su uno dei pi&ugrave; grossi rami si vedeva una specie di palco che aveva una larghezza di sei piedi su una lunghezza di otto, formato con rami abilmente intrecciati e cogli interstizii chiusi da muschi e da foglie secche.</p>
<p>&nbsp;Alla base dell&#8217;albero vi erano molti avanzi di pesci corrotti, i quali esalavano odori pestilenziali che facevano arricciare il naso al buon Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello il nido delle tue aquile?&raquo; chiese questi al negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose il gigante.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vedo i proprietarii.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco il maschio che arriva; ritorna dalla pesca.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un volatile di dimensioni straordinarie volteggiava al disopra dei pini, descrivendo degli ampii giri che a poco a poco si ristringevano.</p>
<p>&nbsp;Era un&#8217;aquila che misurava almeno tre metri in lunghezza e le cui ali spiegate toccavano insieme i sette e fors&#8217;anche gli otto.</p>
<p>&nbsp;Aveva il dorso nero e la testa e la coda bianca e mostrava delle unghie poderose. Fra il becco teneva un grosso pesce ancora vivo, poich&egrave; lo si vedeva dibattersi e contorcersi disperatamente.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che uccellaccio!&raquo; esclam&ograve; Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E molto pericoloso,&raquo; aggiunse il negro. &laquo;Le aquile pescatrici non hanno paura degli uomini e li assalgono intrepidamente.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vorrei far conoscenza con quel becco, compare sacco di carbone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Aspetteremo che il volatile se ne sia andato.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che abbia i piccini nel nido?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose il negro. &laquo;Non vedi qui questi gusci d&#8217;uovo color del caff&egrave;?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E d&#8217;una bella grossezza anche.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Questi gusci indicano che i piccoli sono nati.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aquila dopo d&#8217;aver volteggiato qualche po&#8217; sopra i pini, come se avesse voluto accertarsi che non vi erano nemici nei dintorni, era calata sul nido. Il negro, che ascoltava attentamente, ud&igrave; in alto delle grida roche indicanti la presenza degli aquilotti. Il maschio aveva abbandonato loro la preda ed i piccoli facevano festa al genitore.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Preparati a scalare l&#8217;albero,&raquo; disse a Carmaux. &laquo;Se tardiamo non troveremo pi&ugrave; nulla di quel bel pesce.&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aquila era tornata ad alzarsi. Gir&ograve; ancora qualche po&#8217; sopra l&#8217;albero, poi part&igrave; velocemente in direzione del mare.</p>
<p>&nbsp;I due filibustieri con un salto s&#8217;aggrapparono ai rami inferiori della pianta, poi aiutandosi l&#8217;un l&#8217;altro, raggiunsero rapidamente il nido. Quella piattaforma, costruita cos&igrave; robustamente da poter reggere anche un uomo senza pericolo che si sfondasse, era piena di avanzi di pesci e di penne ed era occupata da due aquilotti grossi gi&agrave; quanto due bei capponi. In mezzo a quegli avanzi, oltre il pesce appena abbandonato dal maschio, ve n&#8217;erano altri due della specie delle palamite, pesanti alcuni chilogrammi.</p>
<p>&nbsp;I due piccoli vedendo apparire il negro si erano slanciati coraggiosamente verso di lui gridando e cercando di colpirlo negli occhi, ma Moko non si era dato subito gran pensiero di loro. Consegn&ograve; a Carmaux i pesci, dicendogli:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Scendi subito, possiamo venire sorpresi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Stava per accoppare con due pugni gli aquilotti, quando vide una grand&#8217;ombra proiettarsi sul nido, quindi ud&igrave; un grido furioso.</p>
<p>&nbsp;Alz&ograve; gli occhi e vide piombarsi addosso un&#8217;aquila di dimensioni maggiori della prima. Era la femmina, la quale forse vegliava sulla cima di qualche pino, mentre il maschio erasi recato alla pesca.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Compare!&raquo; grid&ograve;, estraendo rapidamente il coltello. &laquo;Lascia andare i pesci e seguimi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Abbandon&ograve; il nido e si lasci&ograve; scivolare fino alla biforcazione dei rami, onde appoggiarsi al tronco e non correre il pericolo di venire gettato gi&ugrave; da qualche colpo d&#8217;ala. Carmaux l&#8217;aveva prontamente seguito dopo d&#8217;aver gettati i pesci a terra.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;aquila si era scagliata contro l&#8217;albero tentando di passare fra i rami e di gettarsi addosso ai due filibustieri. La smisurata lunghezza delle sue ali non glielo permetteva troppo facilmente. Gridava forte, arruffava le penne e batteva vivamente il lungo becco giallastro e uncinato.</p>
<p>&nbsp;Carmaux e Moko vibravano colpi di coltello alla cieca, cercando di aprirgli il petto o di troncarle un&#8217;ala.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uccellaccio, visto che non poteva assalirli di fronte, gir&ograve; attorno all&#8217;albero e trovato un varco fra i rami, vi si cacci&ograve; dentro aggrappandosi disperatamente al tronco: con un colpo di becco lacer&ograve; la giubba di Carmaux e con un colpo d&#8217;ala per poco non precipit&ograve; a terra il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Addosso, compare!&raquo; grid&ograve; Carmaux, il quale si era riparato prontamente dietro un ramo.</p>
<p>&nbsp;Appoggiandosi solidamente al tronco, il negro colla sinistra afferr&ograve; l&#8217;inferocito volatile per un&#8217;ala e coll&#8217;altra le vibr&ograve; una coltellata ferendolo in mezzo al petto.</p>
<p>&nbsp;Stava per replicare il colpo, quando l&#8217;aquila con una scossa disperata si liber&ograve; dalla stretta, inalzandosi fino al nido.</p>
<p>&nbsp;Delle gocce di sangue cadevano attraverso le fessure della piattaforma, scorrendo lungo il tronco dell&#8217;albero.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuggiamo!&raquo; grid&ograve; Moko. &laquo;Il maschio sta forse per arrivare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed io non ho alcun desiderio d&#8217;incontrarlo,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;Aggrappandosi ai rami, il bianco ed il negro toccarono il suolo senza essere stati oltre disturbati dall&#8217;aquila, la quale gridava a piena gola per attirare l&#8217;attenzione del compagno.</p>
<p>&nbsp;Raccolti i pesci se la diedero a gambe, cacciandosi nella parte pi&ugrave; folta della pineta e nascondendosi in mezzo ad un folto cespuglio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dannati uccellacci!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, asciugandosi il sudore che gli bagnava la fronte. &#8211; Non avrei mai creduto che due uomini come noi dovessero fuggire dinanzi a loro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ora basta, torniamo al campo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, ma facciamo il giro della spiaggia per provvederci di molluschi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo pure, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Erano appena usciti dal cespuglio, quando il negro si ferm&ograve; esclamando allegramente: &laquo;Compare, avremo anche le frutta!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Perdinci!&raquo; esclam&ograve; Carmaux. &laquo;Ma tu hai degli occhi d&#8217;aquila. Un po&#8217; che andiamo innanzi tu sei capace di scoprire anche dei biscotti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se non dei veri biscotti possiamo trovare qualche cosa che li surroghi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove sono queste tue frutta?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guarda quell&#8217;albero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Sul margine della pineta sorgeva un gruppo di arbusti che parevano appartenere alla famiglia delle magnolie, i cui rami portavano degli splendidi fiori purpurei a riflessi nerastri, foggiati a coppa, molto grandi e nel cui interno si vedevano mazzetti di frutta grosse come cetriuoli.</p>
<p>&nbsp;Erano delle enormi grandiflore, piante che crescono in gran numero nelle terre umide della Florida meridionale e le cui frutta, refrigeranti e di gusto discreto, sono ricercate dagli indiani.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono quelle le frutta che prometti?&raquo; chiese Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, compare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo a farne raccolta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Diedero il sacco agli arbusti e, fatta un&#8217;ampia provvista di quei cetriuoli, uscirono dalla foresta avanzandosi lungo il lido. Carmaux, che oltre ad essere affamato era anche molto assetato, succhiava avidamente le frutta, pure confessando che se erano ricche d&#8217;acqua non avevano molto sapore.</p>
<p>&nbsp;Il mare a poco a poco s&#8217;era calmato. Solamente di quando in quando una grossa ondata veniva a rompersi, con molto fragore, contro la spiaggia spruzzando di spuma perfino gli ultimi alberi della foresta.</p>
<p>&nbsp;In mezzo a quei cavalloni si vedevano apparire e scomparire numerosi rottami, avanzi della misera fregata fatta scoppiare dal duca. Vi erano pezzi di pennoni, di fasciame, di murate, di puntali, e di corbetti. Non si scorgevano per&ograve; n&egrave; barili n&egrave; casse.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tutti rottami inutili,&raquo; disse Carmaux, che si era fermato ad osservarli. &laquo;Vi fosse almeno qualche barile di biscotti o di carne salata!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo, compare,&raquo; disse il negro. &laquo;Vedo Wan Stiller ed il padrone ritti sullo scoglio: aspettano la nostra colazione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Si rimisero in cammino seguendo la spiaggia sabbiosa, cosparsa di alghe strappate dal fondo del mare dalle ondate.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; non distavano che poche centinaia di passi dall&#8217;accampamento, quando tutto d&#8217;un tratto videro dinanzi a loro la sabbia muoversi, poi gonfiarsi, quindi aprirsi lasciando il passo ad un&#8217;orribile bestia la quale si avvent&ograve; contro di loro mandando un muggito spaventevole.</p>
<p>&nbsp;Carmaux era stato rovesciato al suolo, mentre il negro aveva avuto il tempo di balzare indietro, urlando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guardati, compare!&#8230; &Egrave; un diavolo di mare!&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/le-coste-della-florida/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I naufraghi</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/i-naufraghi/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/i-naufraghi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=373</guid>
		<description><![CDATA[Passato il primo istante di stupore e, diciamolo pure, di terrore, il negro e Carmaux si erano messi in cerca d&#8217;un rottame onde non venire travolti dalle onde che li assalivano da tutte le parti, ora spingendoli in alto ed ora precipitandoli pazzamente nei baratri. &#160;Attorno a loro danzavano disordinatamente tronconi d&#8217;albero, pennoni a cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passato il primo istante di stupore e, diciamolo pure, di terrore, il negro e Carmaux si erano messi in cerca d&#8217;un rottame onde non venire travolti dalle onde che li assalivano da tutte le parti, ora spingendoli in alto ed ora precipitandoli pazzamente nei baratri.</p>
<p>&nbsp;Attorno a loro danzavano disordinatamente tronconi d&#8217;albero, pennoni a cui erano ancora appese vele, pezzi di fasciame, di murate, di ponti, casse, barili e cordami appesi a bancacce, a grue, a traverse, a bastingaggi. Non vi era che da scegliere.</p>
<p>&nbsp;Vedendo passare a breve distanza un pezzo di cassero capace di accogliere non quattro ma anche venti persone, il negro e Carmaux lo abbordarono, issandovisi sopra. Il Corsaro e Wan Stiller si dibattevano a breve distanza, nuotando faticosamente fra le onde incalzanti.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Prendete questa fune!&raquo; grid&ograve; Carmaux, gettando loro un pezzo di paterazzo che era ancora attaccato al rottame. &laquo;Tenete saldo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La corda, lanciata destramente, cadde fra i due nuotatori. Afferrarla strettamente e raggiungere la zattera fu l&#8217;affare di pochi istanti pel Corsaro e pel suo compagno.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Qui, signore,&raquo; disse Carmaux, aiutando il cavaliere. &laquo;Su questo rottame noi potremo forse resistere fino al termine dell&#8217;uragano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro, appena in salvo, aveva subito guardato verso l&#8217;est. Pareva tranquillo, per&ograve; i suoi occhi tradivano una viva ansiet&agrave; che non riusciva a nascondere.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cercate la Folgore, &egrave; vero capitano?&raquo; chiese Carmaux che gli si era coricato a fianco, tenendosi stretto al paterazzo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia, con un sospiro. &laquo;Cosa sar&agrave; accaduto della mia nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;ho veduta sparire in direzione dell&#8217;Atlantico.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Era senz&#8217;alberi, &egrave; vero?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, capitano. L&#8217;esplosione deve aver sradicato anche l&#8217;albero maestro.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora &egrave; perduta,&raquo; disse il signor di Ventimiglia, con voce sorda.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il fuoco era anche scoppiato a bordo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora la si dovrebbe vedere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io credo, signore, che qualche isola o qualche scogliera ce la nasconda.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non so cosa darei perch&egrave; si salvasse. Avete veduto Morgan nel momento in cui la fregata stava per saltare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Era stato respinto a bordo della Folgore, &raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sei certo di ci&ograve;?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, capitano. L&#8217;ho veduto io sul castello di prora, mentre rincuorava i suoi uomini a ritentare l&#8217;assalto.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se egli &egrave; sfuggito allo scoppio, forse la Folgore potr&agrave; ancora salvarsi,&raquo; disse il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se potesse almeno tornare qui e raccoglierci!&raquo; disse Carmaux. &laquo;Egli deve averci veduti saltare in mare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non contiamo su di lui in questo momento,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia.</p>
<p>&nbsp;Appoggiato a Moko, s&#8217;era rizzato sulle ginocchia e scrutava attentamente l&#8217;orizzonte, spingendo gli sguardi sul tenebroso Atlantico.</p>
<p>&nbsp;Cercava fra quelle onde il corpo del duca o tentava di scoprire la sua Folgore? Probabilmente l&#8217;uno e l&#8217;altra.</p>
<p>&nbsp;Anche Carmaux e Wan Stiller, che si tenevano disperatamente aggrappati alla gomena legata fra le due estremit&agrave; del rottame, interrogavano ansiosamente l&#8217;orizzonte. Alla vivida luce dei lampi essi vedevano le isole e le scogliere, ma la Folgore pareva che fosse scomparsa fra quelle onde mostruose che avevano gi&agrave; inghiottita la gigantesca nave spagnuola e tutti quelli che la montavano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non si scorge nulla,&raquo; disse ad un tratto Carmaux, con un sospiro. &laquo;Devono essere morti tutti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il duca ha venduta cara la sua vita,&raquo; disse l&#8217;amburghese. &laquo;Quell&#8217;uomo doveva essere fatale ai filibustieri.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma egli dorme finalmente in queste acque, dove pure si trovano le sue vittime e ti dico io che non torner&agrave; pi&ugrave; a galla. I fratelli del capitano hanno avuto la loro vendetta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che uomo terribile per&ograve;, Carmaux! Mi pare di vederlo ancora, ritto sull&#8217;alto cassero, cogli occhi sfolgoranti d&#8217;odio, i suoi lunghi capelli bianchi sciolti al vento, colla fiaccola in mano!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Un momento che non scorder&ograve; mai in tutta la mia vita, amburghese.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quell&#8217;orribile rimbombo!&#8230; L&#8217;ho ancora nel cervello!&raquo;</p>
<p>&nbsp;In quel momento si ud&igrave; il Corsaro a gridare:</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&agrave;!&#8230; L&agrave;!&#8230; Guardate!&#8230;La Folgore !&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux e Wan Stiller erano balzati in piedi come spinti da una molla.</p>
<p>&nbsp;Sul tenebroso orizzonte, ma ad una grande distanza, si scorgeva distintamente una fiamma gigantesca che ardeva al di sopra d&#8217;una nave. Ora pareva che toccasse le tempestose nubi ed ora che scendesse in fondo agli abissi del mare. Appariva, scompariva, poi tornava a mostrarsi pi&ugrave; viva, pi&ugrave; scintillante di prima lanciando in aria nembi di scintille e nuvoloni di fumo a riflessi sanguigni.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro la seguiva attentamente cogli sguardi, coi lineamenti alterati da una emozione profonda, tendendo le braccia verso di essa come se avesse voluto afferrarla.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La mia nave!&#8230; La mia Folgore! &raquo; mormorava con voce rotta da un singhiozzo. &laquo;Essa si perde&#8230; Morgan, salvala!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La filibustiera s&#8217;allontanava sempre con vertiginosa rapidit&agrave; lasciandosi indietro una lunga colonna di scintille. Il vento e le onde la trascinavano nell&#8217;Atlantico per inghiottirla forse pi&ugrave; tardi.</p>
<p>&nbsp;Per alcuni minuti ancora i filibustieri poterono scorgerla, poi nave e fiamme scomparvero bruscamente dietro le isole che si estendevano in quella direzione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller, asciugandosi alcune gocce di freddo sudore che gl&#8217;imperlavano la fronte. &laquo;&Egrave; finita!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Chi sa che non riesca ancora a salvarsi,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andr&agrave; a rompersi fra le isole o verr&agrave; inghiottita dall&#8217;Atlantico.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non disperiamo ancora, amburghese. I nostri uomini non sono di quelli che si perdono d&#8217;animo e non si lasceranno assorbire dalle onde senza lotta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Taci!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa odi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;In lontananza eransi udite alcune detonazioni. Era la Folgore che chiamava soccorso od erano scoppiati dei barili di polvere?</p>
<p>&nbsp;&laquo;Signore,&raquo; disse Carmaux. &laquo;Cosa succede a bordo della nostra nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro non rispose. Erasi coricato sul rottame, colla testa stretta fra le mani, come se avesse voluto nascondere l&#8217;emozione che gli alterava il viso.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Egli piange la sua nave,&raquo; disse Carmaux a Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quale disastro!&#8230; Non poteva esser pi&ugrave; completo!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lasciamo i morti e pensiamo a noi, Carmaux. Corriamo un grave pericolo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo so, amburghese.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se non usciamo da queste scogliere, le onde sfracelleranno il rottame e noi insieme.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non possiamo tentare nulla?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hai veduta la costa?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, poco fa, alla luce d&#8217;un lampo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non deve essere molto lontana, &egrave; vero Carmaux?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cinque o sei miglia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Riusciremo ad approdare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vedo che le isole dei Pini sono gi&agrave; scomparse. Ci&ograve; vuol dire che le onde ed il vento ci spingono verso terra.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il rottame intanto trabalzava disordinatamente fra le onde che lo assalivano da tutte le parti. S&#8217;alzava ora da una parte ed ora dall&#8217;altra, imprimendo ai disgraziati naufraghi delle scosse cos&igrave; brusche, da sbatterli l&#8217;uno contro l&#8217;altro o s&#8217;abbassava improvvisamente negli avvallamenti dei marosi, per poi rimontare e librarsi sulle creste spumeggianti.</p>
<p>&nbsp;Alcuni momenti un&#8217;onda si sfasciava sulla coperta col fragore del tuono, subissando i filibustieri e minacciando di strapparli dalla corda e di sfracellarli.</p>
<p>&nbsp;Fortunatamente erano usciti dal labirinto d&#8217;isole, sicch&egrave; non correvano, almeno pel momento, il pericolo di venire scagliati contro qualche punta rocciosa e uccisi di colpo: per&ograve; anche in quel vasto canale, formato dalle coste meridionali della Florida e le isole dei Pini, da Sombrero, Alligatore ed altre, il mare si manteneva tempestosissimo. Ai primi albori Carmaux e Wan Stiller avevano gi&agrave; nuovamente veduta quella terra che per loro rappresentava, almeno momentaneamente, la salvezza: non era molto lontana ed essendo bassa, pareva non presentare pericoli, anche investendovi contro.</p>
<p>&nbsp;Il sole cominciava a mostrarsi attraverso gli squarci delle nubi. Di quando in quando qualche raggio guizzava rapidamente fra uno squarcio dei vapori, illuminando quelle montagne d&#8217;acqua rotolanti sul fondo sabbioso dei banchi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Signore,&raquo; disse ad un tratto Carmaux, trascinandosi verso il Corsaro, il quale stava sdraiato a fianco del gigantesco negro. &laquo;Siamo presso la costa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il signor di Ventimiglia si era alzato, guardando la costa che si delineava a meno di ottocento metri, spiegandosi dall&#8217;est all&#8217;ovest.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vi &egrave; nulla da fare,&raquo; disse. &laquo;Lasciamo che le onde ci spingano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sar&agrave; tremendo l&#8217;urto?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La spiaggia &egrave; bassa, Carmaux. Tenetevi pronti a gettarvi in acqua appena il rottame toccher&agrave; i banchi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sar&agrave; la terra ferma quella o qualche grande isola?&raquo; chiese Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; la Florida,&raquo; rispose il Corsaro. &laquo;Le isole le abbiamo gi&agrave; lasciate al sud.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora avremo da fare coi selvaggi. Mi hanno detto che ve ne sono molti e ferocissimi su quella terra,&raquo; disse Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Procureremo di evitarli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco i primi banchi,&raquo; disse Moko, il quale essendo il pi&ugrave; alto di tutti, poteva vederli meglio degli altri.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non abbandonate la gomena se prima non vi do il comando,&raquo; disse il Corsaro. &laquo;Quando toccheremo lasciatevi trasportare dalle onde.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller, il quale si sentiva accapponare la pelle nel vedere quei marosi rompersi con furore contro la spiaggia. &laquo;Mi par gi&agrave; di sentirmi fracassare fra le scogliere!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Attenti!&raquo; grid&ograve; il Corsaro. &laquo;Tenetevi stretti!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;onda aveva preso il rottame e l&#8217;aveva sollevato, spingendolo bruscamente innanzi. La zattera s&#8217;inclin&ograve; spaventosamente fino quasi a rovesciarsi, scrollando poderosamente i disgraziati naufraghi, poi scese in un avvallamento con rapidit&agrave; prodigiosa, rollando e beccheggiando disperatamente.</p>
<p>&nbsp;Si ud&igrave; uno schianto, poi avvenne un urto cos&igrave; violento che i quattro filibustieri si sentirono balzare in alto. Un pezzo di rottame si era staccato, ma il restante non si era sfasciato. Anzi, preso da una seconda e pi&ugrave; enorme ondata, fu slanciato nuovamente innanzi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pronti a lasciar la gomena!&raquo; grid&ograve; il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci siamo gi&agrave;?&raquo; chiese Carmaux, che si sentiva affogare dalla spuma.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Via tutti!&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;onda che passava li port&ograve; via, mentre la zattera si sfasciava con fracasso su un bassofondo o su una scogliera che fosse.</p>
<p>&nbsp;I quattro filibustieri furono travolti fra la spuma, rotolati fra le sabbie del lido, pestati, sbattuti, poi con un&#8217;ultima spinta lanciati sulla spiaggia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuggite!&raquo; grid&ograve; il Corsaro, vedendo un&#8217;altra onda correre addosso alla riva.</p>
<p>&nbsp;Carmaux ed i suoi compagni, quantunque zoppicando, salirono di corsa il pend&igrave;o e andarono a cadere dinanzi ad alcuni alberi, fuori di portata dai colpi di mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per centomila vascelli!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, con voce rotta. &laquo;Tutto ci&ograve; si chiama aver fortuna!&#8230; Vedremo in seguito se la buona stella continuer&agrave; a proteggerci.&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/i-naufraghi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vendetta di Wan Guld</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-vendetta-di-wan-guld/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-vendetta-di-wan-guld/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 12:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=371</guid>
		<description><![CDATA[Se la nave spagnuola si trovava a mal partito, essendo ormai sotto il tiro della filibustiera, nemmeno i corsari si trovavano in un letto di rose. Coll&#8217;uragano che s&#8217;avanzava rapidamente dall&#8217;Atlantico, colle rocce, le isole, gli isolotti ed i banchi che si succedevano senza interruzione a destra, a sinistra e dinanzi, e con quelle due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la nave spagnuola si trovava a mal partito, essendo ormai sotto il tiro della filibustiera, nemmeno i corsari si trovavano in un letto di rose. Coll&#8217;uragano che s&#8217;avanzava rapidamente dall&#8217;Atlantico, colle rocce, le isole, gli isolotti ed i banchi che si succedevano senza interruzione a destra, a sinistra e dinanzi, e con quelle due navi cos&igrave; vicine, correvano pericolo di trovarsi da un momento all&#8217;altro in condizioni estremamente pericolose. La corvetta poteva arrestarsi, far fronte al nemico che la inseguiva e tener fors&#8217;anche duro fino all&#8217;arrivo della fregata, la quale ormai aveva segnalata la sua presenza con quegli spari. Le onde, che ingrossavano a vista d&#8217;occhio e che diventavano sempre pi&ugrave; impetuose presso le isole, dovevano favorirla, rendendo difficile l&#8217;abbordaggio. Morgan aveva subito compreso il pericolo ed indovinato l&#8217;audace disegno del comandante spagnuolo.</p>
<p>&nbsp;Sal&igrave; sulle griselle dell&#8217;albero maestro, spingendosi fino sulle crocette e guard&ograve; attentamente verso il sud. In quella direzione gi&agrave; lampeggiava ed il tuono rombava cupamente, propagandosi fra le procellose nubi. I fanali della fregata scintillavano sul fosco orizzonte, ma non si poteva giudicare con esattezza a quale distanza si trovava la nave.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Aspettiamo un lampo,&raquo; mormor&ograve;. &laquo;Poi prenderemo una decisione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Attese alcuni minuti, tenendosi stretto alle funi per resistere alla furia del vento ed alle scosse che subiva l&#8217;albero, finch&egrave; un gran lampo che divise le nubi come una immensa scimitarra, facendo scintillare il mare fino agli estremi limiti dell&#8217;orizzonte, gli permise di distinguere la fregata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; a otto miglia per lo meno,&raquo; disse. &laquo;Prima che sia qui impiegher&agrave; un&#8217;ora, e in sessanta minuti si possono fare molte cose.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Discese rapidamente, si slanci&ograve; sul ponte di comando ed imboccato il porta-voce per dominare meglio il fragore delle onde, tuon&ograve;:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuoco di bordata!&#8230; Pronti per l&#8217;abbordaggio!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un grido di gioia irruppe da tutti i petti, a quel comando lungamente atteso. In un baleno tutti i filibustieri presero i loro posti di combattimento, mentre gli artiglieri puntavano i loro pezzi.</p>
<p>&nbsp;La corvetta allora non si trovava che a sei o settecento metri dalla Folgore e stava per virare di bordo, onde evitare l&#8217;isola del Piccolo Pino che le si mostrava a tribordo.</p>
<p>&nbsp;Subito i due grossi cannoni da caccia della filibustiera avvamparono con un accordo ammirabile, prendendo la nave avversaria di traverso e sfondando le murate di babordo e di tribordo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pi&ugrave; alto, nell&#8217;alberatura! &#8211; grid&ograve; Morgan che alla luce d&#8217;un lampo aveva potuto constatare gli effetti di quella prima scarica.</p>
<p>&nbsp;La corvetta, solamente danneggiata nella sua opera morta, vir&ograve; di bordo quasi sul posto e rispose con una bordata dei suoi quattro pezzi di tribordo, colpendo la filibustiera presso la linea di galleggiamento.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ah! Si risponde vigorosamente!&raquo; esclam&ograve; Morgan.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uragano, quasi fosse geloso di quel combattimento, entrava in lizza a sua volta con grande sfoggio di lampi e di tuoni. Il vento, scatenatosi quasi improvvisamente, cominciava a ruggire tremendamente, spingendo addosso alle navi vere trombe d&#8217;acqua. Corsari e spagnuoli per&ograve; pareva che non si preoccupassero gran che dell&#8217;uragano. Erano intenti a rovinarsi le navi per poi distruggersi da vicino. In mezzo ai tuoni assordanti, fra le onde che scuotevano sempre pi&ugrave; impetuosamente le navi, in mezzo all&#8217;acqua che cadeva a torrenti sulle tolde, combattevano con rabbia estrema, cannoneggiandosi furiosamente.</p>
<p>&nbsp;La corvetta, inferiore per artiglierie, si difendeva disperatamente, ma aveva la peggio. I pezzi da caccia della filibusteria, abilmente maneggiati, la coprivano di ferro, sfondandole i madieri, fracassandole le murate e le imbarcazioni, crivellandole il cassero ed il castello di prora e recidendole pennoni, vele e cavi in gran numero.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri, ansiosi di abbordarla, non le lasciavano un momento di tregua, ed infuriavano maggiormente, risoluti ad impadronirsene, prima che giungesse la fregata del duca fiammingo.</p>
<p>&nbsp;Dieci minuti dopo con una bordata le fracassavano l&#8217;albero maestro, arrestandola nel bel mezzo della sua corsa. La caduta di quel colosso, spaccato quasi alla base da una palla da trentasei, spost&ograve; bruscamente il suo equilibrio, facendola inclinare sul tribordo. Era il momento atteso da Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;All&#8217;abbordaggio!&raquo; grid&ograve;. &laquo;Fuori i para-bordi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre i marinai gettavano lungo i fianchi delle enormi palle di canape intrecciato per ammorzare l&#8217;urto, Morgan form&ograve; la colonna d&#8217;assalto coi fucilieri e con parte degli artiglieri, concentrandola sul castello di prora e sul cassero. La corvetta, non pi&ugrave; guidata, andava attraverso alle onde minacciando di arenarsi sui banchi dell&#8217;isola del Piccolo Pino. Il suo equipaggio non aveva per&ograve; rinunciato alla difesa e continuava a sparare i pezzi della batteria.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Attenti!&raquo; grid&ograve; ad un tratto Morgan, che aveva presa la ribolla del timone. &laquo;Fermi in gambe!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La Folgore, quantunque fortemente scrollata dalle onde, s&#8217;avvicinava alla povera corvetta, la quale ormai si trovava impotente a sfuggirle. Alle scariche degli spagnuoli rispondevano i due cannoni da caccia della coperta i quali tiravano a mitraglia, spazzando la nave da prora a poppa.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto avvenne un urto spaventevole. La Folgore aveva cacciato il suo bompresso fra le sartie di trinchetto della nave nemica, poi, sospinta dall&#8217;onda, l&#8217;aveva investita con tale violenza da fracassarle parecchi madieri di babordo.</p>
<p>&nbsp;Mentre i gabbieri lanciavano i grappini d&#8217;abbordaggio per stringere le due navi ed evitare nuovi urti, Morgan alla testa dei fucilieri si era gi&agrave; slanciato sulla tolda dell&#8217; Alambra,urlando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Arrendetevi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli irrompevano allora in coperta, salendo dalle batterie. All&#8217;intimazione del filibustiere, rispondono con un urlo di guerra:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Viva la Spagna!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Avanti!&raquo; grida Morgan.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri accorrono da tutte le parti. Scendono dal cassero, si slanciano dal castello di prora, si calano dai paterazzi e dalle sartie, piombano dai pennoni di trinchetto e di maestra. In mezzo alla pioggia che si rovescia sulle due navi, fra gli urti, i cozzi violenti, i muggiti orrendi delle onde e gli scrosci assordanti delle folgori, s&#8217;impegna una lotta atroce. L&#8217;acqua si mescola al sangue e scorre fra i piedi dei combattenti, sfuggendo a stento fra i crepacci delle murate.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;urto dei filibustieri &egrave; stato cos&igrave; impetuoso, da costringere gli spagnuoli, assai inferiori di numero, a ripiegarsi confusamente verso il castello di prora dove hanno piazzato un cannone.</p>
<p>&nbsp;Mentre i suoi uomini si preparano ad espugnare quel posto, Morgan, seguito dall&#8217;amburghese e da alcuni fidi, si slancia verso il cassero lasciato libero dal nemico.</p>
<p>&nbsp;Con pochi colpi di scure sfonda la porta del quadro e si precipita gi&ugrave; dalla scala, gridando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cavaliere!&#8230; Signor di Ventimiglia!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;Una voce a lui ben nota echeggia dietro la porta d&#8217;una cabina.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per centomila diavoli! Siete voi, signor Morgan?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Carmaux!&raquo; esclam&ograve; l&#8217;amburghese, scagliandosi contro la porta con tale furia da sfondarla di colpo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Adagio, amici,&raquo; grida Carmaux.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dov&#8217;&egrave; il capitano?&raquo; chiese Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Nella cabina vicina assieme a Moko.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Liberi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Legati, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre alcuni marinai liberavano Carmaux, Morgan e gli altri sfondavano la porta della cabina attigua. Il Corsaro e Moko giacevano al suolo strettamente legati ed attaccati ad un grosso anello di ferro. Il signor di Ventimiglia aveva mandato un grido:</p>
<p>&nbsp;&laquo;I miei uomini!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Presto, cavaliere,&raquo; disse Morgan. &laquo;Stiamo per venire assaliti da una fregata!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E questa nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; ormai conquistata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E la mia Folgore?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pu&ograve; ancora sostenere una seconda lotta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Datemi una spada!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eccovi la mia, signore,&raquo; disse Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Venite!&#8230; Mostreremo agli spagnuoli come sanno combattere i filibustieri!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il signor di Ventimiglia si slanci&ograve; sulla scala balzando sul cassero.</p>
<p>&nbsp;&laquo;A me, uomini del mare!&raquo; tuon&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Un urlo uscito da cento petti vi rispose:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Viva il capitano!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La battaglia era finita a bordo della corvetta. Gli spagnuoli, impotenti a resistere al formidabile assalto dei filibustieri, s&#8217;erano arresi deponendo le armi.</p>
<p>&nbsp;Se la nave era stata conquistata, il pericolo non era per&ograve; cessato per la Folgore. La fregata del duca s&#8217;avanzava minacciosa, sormontando le onde che l&#8217;assalivano da tutte le parti. Quella massa enorme, colla sua immensa alberatura, faceva impressione alla livida luce dei lampi.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro Nero non era per&ograve; uomo da lasciar tempo ai suoi uomini d&#8217;impressionarsi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbandonate la corvetta!&raquo; tuon&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed i prigionieri?&raquo; gridarono alcuni marinai.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbandonateli al loro destino: la nave sta per rompersi sulle scogliere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In ritirata!&raquo; grid&ograve; Morgan.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri non esitano pi&ugrave;. Gettano in mare le armi cedute dagli spagnuoli, inchiodano i pezzi d&#8217;artiglieria onde renderli inservibili, spezzano a colpi di scure la ribolla del timone e, tagliati i grappini d&#8217;abbordaggio, si rovesciano a bordo della Folgore.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ai bracci delle manovre!&raquo; grida il Corsaro. &laquo;Pronti a virare!&raquo;</p>
<p>&nbsp;La Folgore abbandona la corvetta nel momento in cui la poppa di questa va a infrangersi contro una scogliera.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ai vostri pezzi!&raquo; comanda il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;La filibustiera, tornata al vento, si slancia verso la costa settentrionale dell&#8217;isola per fuggire nel canale che bagna le coste della Florida, ma il Corsaro s&#8217;accorse che ormai era troppo tardi per eseguire quella manovra.</p>
<p>&nbsp;La fregata aveva gi&agrave; superata la punta del Pino e piombava addosso alla povera filibustiera, favorita dal vento e anche dalle onde.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Signore,&raquo; disse Morgan, che si teneva presso il Corsaro. &laquo;&Egrave; impossibile prendere il largo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo vedo,&raquo; rispose il signor di Ventimiglia, con voce calma. &laquo;Chi comanda quella nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il duca, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;assassino dei miei fratelli?&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lui, cavaliere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed io stavo per fuggire mentre quest&#8217;uomo viene ad assalirmi!&#8230; Uomini del mare!&#8230; Vendetta pel Corsaro Rosso e pel Verde!&#8230; L&#8217;uomo che li ha uccisi sta dinanzi a noi!&#8230; All&#8217;abbordaggio!&#8230; All&#8217;abbordaggio!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, vendetta o la morte!&raquo; urlarono i filibustieri.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E sia,&raquo; disse Morgan. &laquo;Con questi uomini possiamo compiere qualunque miracolo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro Nero s&#8217;era messo alla ribolla del timone con a fianco Wan Stiller, Carmaux ed il negro.</p>
<p>&nbsp;Fermo incrollabile fra i furiosi rollii della nave che le onde, diventate spaventevoli, scuotevano orribilmente, fra i lampi, i tuoni ed i fischi del vento, il Corsaro guidava impavido la Folgore.</p>
<p>&nbsp;I suoi occhi, ogni volta che un lampo rompeva l&#8217;oscurit&agrave;, si dilatavano e si fissavano sul cassero della nave nemica, cercando avidamente il suo mortale nemico. Egli sentiva per istinto che il vecchio fiammingo doveva trovarsi l&agrave;, al timone, a guidare la fregata in mezzo alla tempesta e che anche lui lo cercava.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri lo guardavano con un misto d&#8217;ammirazione e di terrore superstizioso. Capivano vagamente che qualche cosa di tremendo stava per accadere fra quei due formidabili avversarii.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; la Folgore era giunta a cinquecento passi dalla fregata, senza che n&egrave; da una parte n&egrave; dall&#8217;altra fosse stata sparata una sola cannonata, quando fra le due navi si videro due immense ondate luminose. Correvano l&#8217;una contro l&#8217;altra, colle creste scintillanti. Pareva che in mezzo a loro guizzassero getti di piombo fuso o di zolfo liquefatto. Nel vederle un grido di terrore era echeggiato fra l&#8217;equipaggio della filibustiera. Anche Morgan era diventato pallidissimo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;I due corsari sono rimontati a galla!&raquo; esclam&ograve; Carmaux, facendosi il segno della croce. &laquo;Essi vengono ad assistere alla morte del loro assassino.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed alla nostra,&raquo; mormor&ograve; Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;Le due ondate si erano incontrate proprio dinanzi alla Folgore, accavallandosi confusamente col fragore del tuono, poi si erano sciolte scorrendo lungo i fianchi della nave come due immensi torrenti di fuoco.</p>
<p>&nbsp;Nel medesimo istante un lampo accecante aveva rotta l&#8217;oscurit&agrave;, illuminando la filibustiera e la grossa fregata.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro Nero ed il duca fiammingo si erano veduti. Entrambi guidavano le loro navi; entrambi avevano il medesimo sguardo terribile. Quella livida luce non era durata che tre secondi, ma erano bastati perch&egrave; i due formidabili avversarii si guardassero e forse si comprendessero.</p>
<p>&nbsp;Due grida erano subito partite su ambi i vascelli.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuoco!&raquo; aveva gridato il Corsaro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuoco!&raquo; aveva urlato il fiammingo.</p>
<p>&nbsp;Le due navi avvamparono simultaneamente. La lotta era cominciata fra quell&#8217;orribile rimescolamento d&#8217;acqua, lotta tremenda, senza quartiere. La grossa fregata sembra un vulcano. Le sue batterie, piene di cannoni, vomitano senza posa torrenti di palle e di granate e scagliano uragani di mitraglia, ma anche la filibustiera non dorme: ogni volta che l&#8217;onda la inalza, i suoi cannoni tuonano con fracasso orrendo e le sue palle non vanno tutte perdute.</p>
<p>&nbsp;I marosi fanno trabalzare le due navi, le scuotono come piume, le sollevano o le precipitano negli avvallamenti o balzano a bordo spazzando la coperta e minacciando di sfracellare contro le murate gli uomini che sono al servizio dei pezzi di coperta.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;acqua entra per gli sportelli ed invade le batterie, correndo fra le gambe degli artiglieri, ma cosa importa? Le due navi non s&#8217;arrestano, anzi corrono l&#8217;una incontro all&#8217;altra, impazienti di distruggersi e di abbandonare i loro rottami alle onde. Il Corsaro Nero ed il vecchio fiammingo le guidano e quei due uomini hanno gi&agrave; giurato di mandare tutti a picco, pur di mettere fine al loro terribile odio. Le loro voci, del pari possenti, risuonano senza posa fra gli urli della tempesta e lo scrosciare delle artiglierie.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuoco!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fuoco!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;Ad ogni lampo che rompe le tenebre, si scambiano uno sguardo saturo d&#8217;odio. Essi si cercano sempre, come se avessero paura di non vedersi pi&ugrave; allo stesso posto. Ma no, anche il vecchio fiammingo non desidera pi&ugrave; evitare il suo rivale, anzi anche lui lo cerca. Lo si rivede sempre al timone, coi capelli bianchi sciolti al vento, cogli occhi in fiamme, saldo come il Corsaro, colle mani raggrinzate attorno al frenello della ribolla.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo vedi?&raquo; chiese Carmaux all&#8217;amburghese, dopo un nuovo lampo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non abbandoniamo il Corsaro.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, amico Stiller, qualunque cosa succeda, noi non lo lasceremo, e se quel sinistro vecchio giunge fino a noi la pagher&agrave; cara. Moko!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa vuole il compare bianco?&raquo; chiese il negro.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Veglia sul padrone.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non lo abbandoner&ograve; nemmeno durante l&#8217;abbordaggio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guardati dal duca.</p>
<p>&nbsp;Intanto le due navi continuavano la loro pazza corsa cannoneggiandosi furiosamente. Le palle cadevano fitte dappertutto, sfondando le murate ed i madieri, spezzando pennoni, troncando corde e fulminando artiglieri ed archibugieri.</p>
<p>&nbsp;La grossa fregata, pi&ugrave; pesante e meno maneggiabile, si sbandava spaventosamente, minacciando ad ogni istante di sommergersi; la Folgore invece volteggiava sulle creste dei marosi come un immenso uccello marino, tuonando sempre con lena crescente. Gi&agrave; due volte aveva scaricati i suoi cannoni di babordo spazzando il ponte della fregata e facendo dei grandi vuoti fra gli archibugieri radunati in coperta per l&#8217;abbordaggio. Le aveva spezzato il bompresso, sconquassato il castello di prora e danneggiato gravemente anche il cassero, non ricevendo in cambio che poche palle. A cento passi per&ograve; le due navi, inalzate contemporaneamente da un&#8217;ondata gigantesca, si erano scaricate addosso due tremende bordate. L&#8217;effetto era stato disastroso per entrambe. L&#8217;albero di trinchetto della filibustiera, spaccato all&#8217;altezza della coffa, era rovinato in coperta trascinando nella caduta anche l&#8217;alberetto di maestra e sbandando spaventosamente la nave.</p>
<p>&nbsp;La fregata invece era stata rasata come un pontone.</p>
<p>&nbsp;Urla terribili avevano accolto quelle scariche. Era la fine per entrambe le navi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ci rimane che morire sul ponte del nemico,&raquo; aveva detto Carmaux. &laquo;Qui finisce il Corsaro Nero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Carmaux s&#8217;ingannava: non era ancora finita. Il signor di Ventimiglia con un colpo di timone aveva rialzata la sua nave, ed approfittando d&#8217;una raffica furiosa l&#8217;aveva spinta addosso alla fregata che si trovava nell&#8217;impossibilit&agrave; di governare.</p>
<p>&nbsp;Fra le urla di terrore degli spagnuoli e gli ultimi spari delle artiglierie, la sua voce risuon&ograve; potente ancora:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Uomini del mare!&#8230; All&#8217;abbordaggio!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;onda solleva la filibustiera e l&#8217;avventa contro la nave nemica. La prora, affilata come uno sperone ed a prova di scoglio, penetra nel fianco sinistro della fregata, producendole uno squarcio immenso e vi rimane incastrata.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro aveva gi&agrave; abbandonato il timone e si era scagliato verso prora colla spada in pugno, urlando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;A me, uomini del mare!&raquo;</p>
<p>&nbsp;I filibustieri accorrevano da tutte le parti, urlando come demonii.</p>
<p>&nbsp;Senza pensare che la fregata, rotta quasi in due dallo sperone della Folgore, sta per inabissarsi, si rovesciano confusamente addosso agli spagnuoli, trincerati fra gli alberi ed i pennoni caduti in coperta. Fra le onde che spazzano ormai i ponti, muggendo e rompendosi fra gli attrezzi e le gambe dei combattenti e gli scrolli e trabalzi che subiscono le due navi, s&#8217;impegna una lotta omerica a colpi di spada, di sciabola, di scure e di pistola.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli, sapendosi ormai perduti, vogliono vendere almeno cara la vita. Due volte pi&ugrave; numerosi dei corsari, oppongono una fiera resistenza.</p>
<p>&nbsp;Morgan alla testa di trenta o quaranta uomini prende gli spagnuoli di fianco per cercare di giungere sul cassero, dove spera di trovare il duca, ma anche da quella parte trova una resistenza cos&igrave; accanita da dover ripiegarsi sulla Folgore. Ad un tratto, quando la Folgore s&#8217;era gi&agrave; staccata e l&#8217;acqua irrompeva, col fragore del tuono, attraverso l&#8217;immenso squarcio della fregata, una voce tuonante urla:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morirete tutti!&raquo;</p>
<p>&nbsp;I combattenti s&#8217;arrestano un momento. Tutti guardano verso poppa.</p>
<p>&nbsp;L&agrave;, ritto sul cassero, presso la ribolla del timone, coi capelli scarmigliati, la lunga barba bianca scompigliata, scorgono il duca. In una mano stringe una pistola e nell&#8217;altra una fiaccola accesa che il vento ravviva.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morirete tutti!&raquo; ripete il vecchio con voce terribile. &laquo;La nave salta!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro aveva fatto atto di scagliarsi innanzi per raggiungere il suo mortale nemico e cacciargli la spada nel cuore. Moko, pronto come un lampo, l&#8217;aveva afferrato fra le robuste braccia, sollevandolo come una piuma.</p>
<p>&nbsp;&laquo;A me, Carmaux, &#8211; grida.</p>
<p>&nbsp;Mentre il terrore inchioda i combattenti sulle tavole che stanno per aprirsi sotto la spinta della polveriera, balza sopra la murata e si precipita in mare senza abbandonare il padrone.</p>
<p>&nbsp;Due uomini sono piombati dietro di lui: Carmaux e l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;Mentre un&#8217;ondata enorme li spinge al largo, rotolandoli fra la spuma, una luce accecante rompe le tenebre, segu&igrave;ta da un orribile rimbombo che si ripercuote lungamente sul mare.</p>
<p>&nbsp;Quando il Corsaro ed i suoi compagni tornano a galla, la fregata, sventrata, sminuzzata dallo scoppio della polveriera, era scomparsa negli abissi del canale della Florida.</p>
<p>&nbsp;Ad una grande distanza invece, la Folgore, completamente disalberata e fiammeggiante, andava attraverso le onde, trasportata verso l&#8217;Atlantico dalla corrente del Gulf Stream.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-vendetta-di-wan-guld/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Folgore fra due fuochi</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-folgore-fra-due-fuochi/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-folgore-fra-due-fuochi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 12:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=369</guid>
		<description><![CDATA[Mentre Morgan, senza attendere maggiori schiarimenti, dava ordine di mettersi immediatamente alla vela e di mettere la prora verso Matanzas, l&#8217;amburghese ed i suoi uomini salivano rapidamente a bordo. La baleniera fu subito issata coi paranchi e saldata alle grue di cappone. &#160;&#171;Gravi notizie dunque?&#187; chiese Morgan conducendo l&#8217;amburghese sul ponte di comando. &#160;&#171;Il duca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Morgan, senza attendere maggiori schiarimenti, dava ordine di mettersi immediatamente alla vela e di mettere la prora verso Matanzas, l&#8217;amburghese ed i suoi uomini salivano rapidamente a bordo. La baleniera fu subito issata coi paranchi e saldata alle grue di cappone.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gravi notizie dunque?&raquo; chiese Morgan conducendo l&#8217;amburghese sul ponte di comando.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il duca sa gi&agrave; che il Corsaro &egrave; a bordo dell&#8217; Alambra,signore,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Me l&#8217;ero immaginato. E dove si trova quella nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ha appoggiato sull&#8217;Avana, non pu&ograve; quindi tardare a giungere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;assaliremo subito.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non in queste acque, signore. Il duca &egrave; a bordo d&#8217;una fregata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco una notizia che mi d&agrave; molto fastidio. Due navi ed il cavaliere da salvare!&#8230; Un&#8217;impresa difficile.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Corriamo verso l&#8217;Avana, signore. Prima che la fregata si muova noi avremo gi&agrave; liberato il capitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Morgan imbocc&ograve; il porta-voce e comand&ograve;:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Accendete i fanali e due gabbieri sulle crocette.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Quindi scese sul cassero e si mise a fianco del pilota per dirigere personalmente la nave, sapendo che la costa era sparsa di numerose isolette e di banchi di sabbia molto pericolosi. Il vento era favorevole tanto per la Folgore quanto per una nave che fosse partita dall&#8217;Avana, soffiando dal sud.</p>
<p>&nbsp;Morgan, superata la punta d&#8217;Hicanos, diresse la Folgore verso ponente, in modo per&ograve; da poter passare dinanzi a Matanzas, potendosi dare il caso che l&#8217; Alambra,per tema di essere segu&igrave;ta da qualche nave filibustiera, si fosse rifugiata in quel porto in attesa dell&#8217;alba.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Speriamo che non vi sia,&raquo; disse Morgan a Wan Stiller, il quale lo aveva raggiunto. &#8211; Mi spiacerebbe dare battaglia sotto la costa ed a cos&igrave; breve distanza dall&#8217;Avana e da Cardenas. I colpi di cannone metterebbero in allarme tutte le guarnigioni e potrebbe giungerci addosso una squadra intera.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Credete che sospettino la nostra presenza in queste acque?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ancora,&raquo; rispose Morgan. &laquo;Abbiamo fatto un viaggio rapidissimo e senza aver destato sospetti. Io sono convinto che ci credono ancora nel Golfo di Camp&egrave;che e che&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;La frase gli fu tagliata da una voce che partiva dalla crocetta dell&#8217;albero maestro:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Badate!&raquo; aveva gridato il gabbiere di guardia. &laquo;Fanali dinanzi a noi!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morte e sangue!&raquo; esclam&ograve; Morgan, balzando verso la murata. &laquo;Sarebbero i fanali dell&#8217; Alambra!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E non siamo che a tre miglia da Cardenas!&raquo; esclam&ograve; l&#8217;amburghese, impallidendo. &laquo;Mi pare gi&agrave; di vedere la fregata alle nostre spalle.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Scorgi la nave?&raquo; grid&ograve; Morgan, imboccando il porta-voce.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, vagamente,&raquo; rispose il gabbiere.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Esce da Matanzas?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, mi pare che venga da ponente.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E si dirige qui?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Punta verso Hicanos.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora non pu&ograve; essere che l&#8217; Alambra,&raquo; disse Morgan, coi denti stretti.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non lasciamola entrare in Cardenas o avremo addosso due navi invece d&#8217;una,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La costringer&ograve; a prendere il largo,&raquo; disse Morgan con voce risoluta. &laquo;La fregata ci sarebbe di troppo in questo momento.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Imbocc&ograve; nuovamente il porta-voce, gridando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ai pezzi gli artiglieri e gli altri a posto di combattimento.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Respinse il pilota ed afferr&ograve; la ribolla del timone, mentre gli artiglieri accendevano le micce, gli archibugieri si disponevano dietro alle murate, sul castello di prora e sulle coffe e gli uomini della manovra ai bracci delle vele e sui pennoni.</p>
<p>&nbsp;I due fanali, avvertiti dal gabbiere dell&#8217;albero maestro, si cominciavano a discernere anche dal ponte della Folgore : risaltavano nettamente sul fondo tenebroso dell&#8217;orizzonte, riflettendosi in acqua con tremolii vaghi che ora s&#8217;allungavano come se dovessero toccare il fondo del mare e che ora s&#8217;accorciavano.</p>
<p>&nbsp;Dalla loro direzione, si capiva anche a prima vista che quella nave cercava di avvistare il capo Hicanos per entrare poi in Cardenas.</p>
<p>&nbsp;&laquo;La vedi?&raquo; chiese Morgan a Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Se fossi certo di aver da fare coll&#8217; Alambranon esiterei un momento ad assalirla.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E la fregata? Siamo ancora troppo vicini a Cardenas, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Allora accontentiamoci di darle la caccia. All&#8217;alba vedremo cosa ci converr&agrave; di fare.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Morgan spingeva la Folgore verso la costa, stringendo il vento pi&ugrave; che poteva, onde impedire alla supposta corvetta di virare di bordo e di rifugiarsi nel vicino porto di Matanzas. Gli era necessario che si allontanasse da quelle spiagge per poterla pi&ugrave; tardi catturare fuori di portata dalla nave di Wan Guld. Uomo valentissimo in cose di mare, Morgan si teneva quasi certo della riuscita. Lasci&ograve; che la Folgore continuasse la sua corsa fino all&#8217;altezza di Matanzas, poi virando bruscamente di bordo mosse velocemente, con vento in poppa, addosso alla nave segnalata, minacciandole il fianco.</p>
<p>&nbsp;Quella manovra, molto sospetta, doveva aver allarmato gi&agrave; gli spagnuoli. Temendo gi&agrave; la comparsa dei filibustieri, appena si avvidero che la Folgore mostrava l&#8217;intenzione di abbordarli, non esitarono pi&ugrave; a mettere la prora al nord, unica via di scampo che oramai rimanesse loro.</p>
<p>&nbsp;Morgan aveva operato in modo da impedire loro di retrocedere verso Matanzas e di rifugiarsi in Cardenas. Avendo tutto il vento in favore, poteva ormai tagliare la via verso ponente e levante.</p>
<p>&nbsp;La nave spagnuola per&ograve;, anche fuggendo, aveva sparato un colpo in bianco per intimare alla filibustiera di fermarsi e di farsi conoscere.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che nessuno risponda!&raquo; comand&ograve; Morgan. &laquo;Fuori gli scopamari ed i coltellacci e diamole vigorosamente la caccia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;La spagnuola vedendo che la Folgore non obbediva all&#8217;intimazione, anzi che cercava di stringerla da vicino, lanci&ograve; in aria due razzi e poi diede fuoco ai suoi otto pezzi d&#8217;artiglieria.</p>
<p>&nbsp;Quella scarica simultanea non poteva avere che uno scopo solo, trovandosi la Folgore ancora fuori di portata dai proiettili: avvertire la guarnigione di Cardenas e la fregata del pericolo che correva e revocare aiuto.</p>
<p>&nbsp;Il rimbombo di quegli otto pezzi doveva infatti udirsi non solo al di l&agrave; della punta di Hicanos, bens&igrave; anche a Matanzas e forse pi&ugrave; lontano ancora.</p>
<p>&nbsp;Morgan aveva mandato un grido di gioia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il Corsaro &egrave; a bordo di quella nave!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; disse l&#8217;amburghese che alla luce dei lampi aveva potuto scorgere sufficientemente la nave. &laquo;&Egrave; la corvetta!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ci sfugge pi&ugrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma ci ha segnalati, signore. A momenti avremo alle spalle la fregata di Wan Guld.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Daremo battaglia ad entrambe, se sar&agrave; necessario.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Uomini del mare!&#8230; Il Corsaro &egrave; l&agrave;&#8230; Andiamo all&#8217;abbordaggio!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un urlo immenso s&#8217;alz&ograve; a bordo della filibustiera:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Viva il Corsaro!&#8230; Andiamo a salvarlo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217; Alambra,poich&egrave; non v&#8217;era pi&ugrave; alcun dubbio che si trattasse veramente di quella nave, fuggiva a tutte vele sciolte verso il nord, come se avesse intenzione di cercare un rifugio in mezzo alle innumerevoli isole e isolette che fanno argine alla Florida.</p>
<p>&nbsp;Sapendosi molto meno armata della Folgore e anche meno solida, non aveva osato impegnare la lotta, dubitando forse del pronto intervento della fregata. Era d&#8217;altronde una nave dotata di eccellenti qualit&agrave; nautiche e d&#8217;una tale velatura, da poter gareggiare colle pi&ugrave; rapide navi del golfo del Messico.</p>
<p>&nbsp;Morgan si era subito accorto che aveva a che fare con una vera nave da corsa, poich&egrave; la Folgore, quantunque avesse spiegate tutte le sue vele, perfino i coltellacci e gli scopamari, non era riuscita, almeno di primo slancio, a guadagnare via sull&#8217;avversaria.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morte e sangue!&raquo; esclam&ograve;. &laquo;Ecco una nave che ci far&agrave; correre per bene e che non si lascer&agrave; raggiungere cos&igrave; facilmente. Ma bah! la nostra Folgore finir&agrave; per prenderla! Lo sparviero avr&agrave; ben presto ragione della rondine marina!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbiamo trovato pane pei nostri denti, signore,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;La filibustiera seguiva gi&agrave; con poco vantaggio l&#8217; Alambra, che correva sempre verso il nord.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&#8230;&raquo; esclam&ograve; qualche ora dopo Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dei punti luminosi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, signor Morgan.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In direzione di Cardenas.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fulmini! &Egrave; la fregata che si prepara a darci la caccia!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Udite?&raquo;</p>
<p>&nbsp;In lontananza si era udita una cupa detonazione prodotta da qualche grosso pezzo d&#8217;artiglieria.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Bisogna aumentare la corsa o domani noi ci troveremo fra due fuochi,&raquo; disse Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Abbiamo spiegate tutte le vele, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fa&#8217; spiegare qualche fiocco sul bompresso e qualche straglio fra il maestro ed il trinchetto. Il posto non mancher&agrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Proviamoci signore,&raquo; disse l&#8217;amburghese scendendo in coperta.</p>
<p>&nbsp;Mentre i filibustieri tentavano di aggiungere nuove vele alla loro nave, l&#8217; Alambracontinuava a fuggire mantenendo vittoriosamente la distanza. Non aveva che un paio di miglia di vantaggio, ma tale distanza era sufficiente per mantenersi fuori del fuoco nemico, non avendo le artiglierie usate in quell&#8217;epoca l&#8217;immensa portata di quelle d&#8217;oggi. Il suo comandante non aveva fatto alcun tentativo per piegare verso le coste di Cuba e cercare un rifugio in qualche porto. Comprendendo che cambiando rotta avrebbe perduto il vantaggio del vento, sia pure per pochi minuti, aveva continuata la sua corsa verso il nord. Probabilmente aveva il suo scopo per mantenere quella direzione. Sapendo che il duca aveva divisato di recarsi in quei paraggi per cercare la giovane fiamminga, aveva presa quella direzione colla speranza di venire, presto o tardi, raggiunta dalla fregata e di prendere i filibustieri fra due fuochi. Morgan, furioso di veder la Folgore tenuta in scacco da quella corvetta, mentre aveva creduto di poterla subito abbordare e di costringerla a rendere il Corsaro, si sfogava con terribili minacce.</p>
<p>&nbsp;Anche i suoi uomini erano diventati furibondi. Ingiuriavano la spagnuola, prorompevano in minacce, spiegavano nuovi velacci che aggiungevano alle estremit&agrave; dei pennoni e di quando in quando, impotenti a frenarsi, facevano qualche scarica.</p>
<p>&nbsp;Guai se in quel momento fossero venuti all&#8217;abbordaggio!</p>
<p>&nbsp;&laquo;Morte e sangue!&raquo; esclam&ograve; Morgan, volgendosi verso l&#8217;amburghese che non lo lasciava un solo momento. &laquo;&Egrave; incredibile! La nostra Folgore non riesce a spuntarla!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Pure, signore, mi sembra che qualche cosa abbiamo guadagnato,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Gettate il loch !&raquo; grid&ograve; Morgan.</p>
<p>&nbsp;Il mastro d&#8217;equipaggio aiutato da due marinai gett&ograve; a poppa la funicella, trattenuta subito da un pezzo di legno quasi triangolare e la lasci&ograve; filare contando i nodi, mentre uno dei suoi aiutanti rovesciava le due fialette di vetro contenenti la finissima sabbia, l&#8217;antico orologio, ma ridotto a minime proporzioni.</p>
<p>&nbsp;&laquo; Stop!&raquo; grid&ograve; il marinaio, quando tutta la sabbia fu passata.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quante miglia?&raquo; chiese Morgan al mastro, che contava i nodi della funicella.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Undici, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una bella velocit&agrave; in fede mia,&raquo; disse l&#8217;amburghese. &laquo;Quella corvetta fila bene.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Troppo bene,&raquo; rispose Morgan. &laquo;Ci tiene in iscacco.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E la fregata?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vedo ancora i due punti luminosi, ma &egrave; ancora ben lontana.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ohe! Badate ai banchi!&#8230; Due uomini a prora e pronti a scandagliare, e quattro gabbieri sulle crocette!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Le due navi che da sei ore correvano con velocit&agrave; straordinaria, si trovavano gi&agrave; nei pericolosi paraggi dello stretto della Florida.</p>
<p>&nbsp;In quell&#8217;ampio canale, percorso dalla corrente del Gulf Stream, si trovano moltissime isole ed isolette ed anche grandi banchi di sabbia, i quali rendevano la navigazione difficilissima. Ve ne son disseminati dappertutto, formando come un&#8217;immensa barriera, la quale descrive un ampio semicerchio attorno alle coste meridionali della Florida e lascia solamente pochi passaggi.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; le scogliere di Double Headed e quelle di Elbom erano comparse ad oriente delle due navi, mostrando minacciosamente le loro sponde rocciose, dirupate e difese da file di scoglietti, contro i quali si frangeva, con molto impeto, la grande corrente del Golfo.</p>
<p>&nbsp;Morgan, avendo osservato che l&#8217; Alambraaveva cercato di accostarsi a quegli isolotti, per un momento aveva avuto il sospetto che, disperando di sfuggire alla caccia, il suo comandante avesse avuto l&#8217;intenzione di fracassare la nave in mezzo a quelle rocce o che vi cercasse qualche passaggio pericoloso, per mandare in secco la Folgore. Lo spagnuolo per&ograve;, dopo di aver costeggiato per due o tre gomene le isolette di Elbom, aveva rimessa la prora verso il nord, dirigendosi verso le isole dei Pini.</p>
<p>&nbsp;Quella manovra, non seguita dal furbo filibustiere, aveva permesso alla Folgore di guadagnare duecento metri sulla nave avversaria. Non era gran cosa, pure non era nemmeno una distanza disprezzabile, poich&egrave; col vantaggio acquistato durante quelle otto ore di caccia accanita, la filibustiera si trovava gi&agrave; a portata di cannone.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Fra qualche ora le palle dei nostri pezzi da caccia cadranno sulla coperta dell&#8217; Alambra,&raquo; disse Morgan, a cui nulla sfuggiva. &laquo;Noi saluteremo l&#8217;alba bombardando la spagnuola.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed io non vedo pi&ugrave; i fanali della fregata, signore,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Li avr&agrave; spenti per ingannarci.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo credete, signor Morgan?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il duca non ci lascer&agrave;; te lo assicuro. Quel volpone si sar&agrave; gi&agrave; accorto d&#8217;aver da fare con noi e non ci lascer&agrave; tranquilli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E glielo daremo, &egrave; vero signore?</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ecco che siamo a tiro della spagnuola: artiglieri, pronti ai vostri pezzi!&#8230; La musica comincia!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Purch&egrave; le nostre palle non uccidano i nostri, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non temere, amburghese,&raquo; disse Morgan. &laquo;I nostri cannonieri hanno gi&agrave; ricevuto l&#8217;ordine di non far fuoco che contro l&#8217;alberatura. Arrestata la nave, andremo all&#8217;abbordaggio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E tanto pi&ugrave; presto l&#8217;abborderemo meglio sar&agrave; per noi,&raquo; disse l&#8217;amburghese, il quale osservava il cielo con inquietudine.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il tempo accenna a cambiare, signore, e le burrasche che imperversano in questi paraggi fanno paura ai pi&ugrave; audaci marinai.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Me ne sono accorto,&raquo; rispose Morgan. &laquo;Il mare accenna a montare ed il vento tende a girare all&#8217;est. Nell&#8217;Atlantico deve fare tempesta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;I due lupi di mare non s&#8217;ingannavano. Oltrepassate le isole di Headed, le due navi cominciarono ad incontrare le prime ondate che venivano dall&#8217;oceano. Trovando resistenza nella corrente del golfo, la quale, come si disse, sbocca nell&#8217;Atlantico seguendo le coste meridionali della Florida, quei marosi rimbalzavano furiosamente, provocando controondate pericolose. Anche il vento cominci&ograve; ad aumentare, sibilando fra l&#8217;attrezzatura, e sbatacchiando fortemente le vele. Con un salto improvviso era girato dal sud all&#8217;est, prendendo le due navi di traverso ed abbattendole sul tribordo in causa dell&#8217;immensa superficie di tela spiegata. Non vi era un momento da perdere. Morgan, che non voleva compromettere la sua nave, fece chiudere i pappafichi e i contropappafichi, ammainare coltellacci e scopamari e prendere terzaruoli sulle vele basse. La corvetta d&#8217;altronde aveva eseguita l&#8217;identica manovra, anzi per maggior precauzione aveva imbrogliate anche le due rande.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Facciamo attenzione,&raquo; disse Morgan al pilota, che aveva ripreso il suo posto alla ribolla del timone. &laquo;Qui si sta giuocando non solo la nostra pelle bens&igrave; anche la Folgore : Se ci coglie la tempesta in mezzo a tutte queste scogliere, non so come potremo cavarcela.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Signore,&raquo; disse Wan Stiller, &#8211; l&#8217; Alambrasi getta fra le isole.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mille morti!&#8230; Dove vuole condurci quella dannata nave?&raquo; grid&ograve; Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E rivedo i fanali della fregata, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ancora!&raquo;</p>
<p>&nbsp;In quel momento due lampi balenarono sulla coperta dell&#8217; Alambra esi ud&igrave; in alto il rauco sibilo dei proiettili.</p>
<p>&nbsp;Pochi istanti dopo, in lontananza, rimbomb&ograve; cupamente una detonazione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; la fregata che risponde,&raquo; disse Morgan, torcendosi rabbiosamente la barba. &laquo;Se fra un&#8217;ora non abbordiamo l&#8217; Alambraper noi sar&agrave; finita.&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-folgore-fra-due-fuochi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La caccia all&#8217;Alambra</title>
		<link>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-caccia-allalambra/</link>
		<comments>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-caccia-allalambra/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 12:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
				<category><![CDATA[jolanda la figlia del corsaro nero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.salgari.org/?p=367</guid>
		<description><![CDATA[In quell&#8217;ampio stanzone doveva essere avvenuta una lotta tremenda, disperata. Il pavimento e perfino le pareti erano chiazzate di sangue e qua e l&#224; si vedevano spade e alabarde spezzate, elmetti fracassati, scuri scheggiate, sbarre di ferro contorte e brandelli di stoffa e piume sbrindellate. In un angolo giacevano due cadaveri, col cranio sfondato, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In quell&#8217;ampio stanzone doveva essere avvenuta una lotta tremenda, disperata. Il pavimento e perfino le pareti erano chiazzate di sangue e qua e l&agrave; si vedevano spade e alabarde spezzate, elmetti fracassati, scuri scheggiate, sbarre di ferro contorte e brandelli di stoffa e piume sbrindellate. In un angolo giacevano due cadaveri, col cranio sfondato, in un altro v&#8217;era un sergente spagnuolo col petto squarciato o da un formidabile colpo di sciabola o da un colpo di scure e presso la feritoia che guardava verso il mare ve n&#8217;erano altri due.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;amburghese ed i suoi compagni, con un solo sguardo si erano accertati che fra quei cadaveri non vi era alcuno degli uomini che cercavano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che siano stati presi vivi?&raquo; si chiese Wan Stiller. &laquo;Cosa ne dite, signor Morgan?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io dico che, se sono stati fatti prigionieri, li ritroveremo in qualche torre del castello.&raquo;</p>
<p>&nbsp;In quel momento udirono una voce fioca a mormorare:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Da bere!&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;Quella voce era partita dall&#8217;angolo pi&ugrave; oscuro della stanza. Morgan con due salti si era slanciato verso quel luogo.</p>
<p>&nbsp;Un altro soldato giaceva dietro ad alcuni barili e ad un vecchio affusto di colubrina. Era un giovane ancora imberbe, dai lineamenti delicati, quasi un ragazzo. Aveva ricevuto un colpo di spada nel fianco destro ed aveva le vesti macchiate di sangue, il quale doveva essergli uscito in gran copia dalla ferita. Vedendo Morgan, aveva subito allungata la destra per impugnare una spada che si trovava a portata della mano.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lascia stare quell&#8217;arma, giovanotto,&raquo; gli disse Morgan. &laquo;Noi non vogliamo farti alcun male.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non siete voi dei filibustieri?&raquo; chiese il giovane soldato con voce fioca.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; vero, per&ograve; non siamo qui venuti per ucciderti.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Credevo che voi voleste vendicare il Corsaro Nero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siamo venuti a cercarlo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; ormai lontano,&raquo; mormor&ograve; lo spagnuolo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa vuoi dire?&raquo; chiese il signor di Grammont che aveva raggiunto Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che &egrave; stato condotto lontano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Dove?&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il soldato colla destra indic&ograve; la feritoia che guardava verso il mare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vuoi dire che &egrave; stato imbarcato?&raquo; chiese Morgan, impallidendo.</p>
<p>&nbsp;Lo spagnuolo fece col capo un cenno affermativo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Spiegati,&raquo; disse il signor di Grammont, con voce minacciosa.</p>
<p>&nbsp;Il soldato cerc&ograve; di sollevarsi, mormorando:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Da bere&#8230; da bere&#8230; prima&#8230;&raquo;</p>
<p>&nbsp;Wan Stiller si lev&ograve; dalla cintura una fiaschetta quasi piena d&#8217;acqua mescolata abbondantemente a rhum di Giamaica e la porse al ferito il quale la vuot&ograve; avidamente, intanto che Morgan colla sua fascia di seta gli arrestava il sangue che usciva ancora lentamente dalla ferita.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Grazie,&raquo; mormor&ograve; lo spagnuolo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Potrai ora parlare?&raquo; gli chiese Grammont.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ora mi sento meglio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Spicciati, adunque; io ardo d&#8217;impazienza.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come vi ho detto, il Corsaro Nero non si trova pi&ugrave; a San Giovanni de Luz, &#8211; disse il ferito. &#8211; Egli si trova gi&agrave; in mare, a bordo d&#8217;un vascello spagnuolo, in rotta per Cardenas di Cuba, onde consegnarlo al duca fiammingo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;A Wan Guld!&raquo; esclamarono i tre filibustieri.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, a Wan Guld.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per Plutone e Vulcano!&raquo; grid&ograve; Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tu menti,&raquo; disse Grammont. &laquo;Quando io assalivo il forte, il Corsaro doveva trovarsi ancora qui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;No, signore,&raquo; rispose lo spagnuolo. &laquo;E poi a quale scopo mentire? Non sono io in vostra mano? Ingannandovi non salverei certamente la mia vita.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Eppure qualche ora prima che giungesse la Folgore e che aprisse il fuoco contro il castello, il Corsaro Nero si trovava in questa torre,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Questo &egrave; vero,&raquo; rispose lo spagnuolo. &laquo;Si era rinchiuso in questo stanzone assieme ad un marinaio che chiamavasi Carmaux e ad un negro di statura gigantesca.</p>
<p>&nbsp;Il nostro primo assalto per impadronirci di loro era andato a vuoto; quando per&ograve; udimmo le cannonate della Folgore, rinnovammo il tentativo, risoluti ad averli nelle nostre mani. Approfittando d&#8217;un passaggio che i filibustieri ignoravano, piombammo alle loro spalle, impegnando un combattimento disperato.</p>
<p>&nbsp;Il Corsaro Nero ed i suoi due compagni si difesero terribilmente, uccidendo parecchi dei nostri; ma finalmente furono oppressi dal numero, disarmati e legati.</p>
<p>&nbsp;La Folgore bombardava allora il torrione ed i vostri uomini assalivano i bastioni di ponente; ci restava per&ograve; libera la via del settentrione. Il governatore, indovinando lo scopo dell&#8217;attacco, fece imbarcare i prigionieri su di una scialuppa che si trovava nascosta fra le scogliere, e sotto buona scorta li fece condurre, inosservati, nelle lagune, dinanzi alle quali incrociava un vascello spagnuolo in attesa di nostri ordini.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Come sai tu questo?&raquo; chiese Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tutti conoscevano questo progetto del governatore, onde sottrarvi il Corsaro Nero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il nome di quella nave?&raquo; chiese Morgan.</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217; Alambra.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La conosci tu?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono venuto nel Messico a bordo di essa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; una nave da guerra?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E buona veliera anche.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quanti cannoni?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Una decina.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La raggiunger&ograve;,&raquo; disse Morgan, volgendosi verso il signor di Grammont.</p>
<p>&nbsp;Chiam&ograve; alcuni filibustieri affidando il ferito alle loro cure, poi usc&igrave; seguito da Morgan e da Wan Stiller. La notizia che il Corsaro Nero non era stato trovato nel castello si era ormai propagata fra i filibustieri, rendendoli cos&igrave; furiosi da temere che trucidassero tutti i prigionieri spagnuoli. Ci volle tutta l&#8217;autorit&agrave; di Grammont e di Laurent per frenare la loro collera e impedire un massacro. Le informazioni date dal giovane spagnuolo riuscirono esattissime. Interrogati separatamente numerosi ufficiali, tutti furono concordi nell&#8217;affermare che il Corsaro Nero, dopo una lotta tremenda, era stato fatto prigioniero assieme ai due compagni ed imbarcato su di una scialuppa per tradurlo a bordo dell&#8217; Alambra.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vi rimane che una cosa sola da fare, mio caro Morgan,&raquo; disse il signor di Grammont, volgendosi al luogotenente della Folgore. &laquo;Prendere il largo senza perdere tempo e dare la caccia al vascello spagnuolo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello che far&ograve;, signore,&raquo; rispose l&#8217;inglese. &laquo;Dovessi combattere contro l&#8217;intera squadra del Messico, io salver&ograve; il cavaliere di Ventimiglia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Metto a vostra disposizione uomini e cannoni.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non ne ho bisogno, signor di Grammont. La Folgore &egrave; armata formidabilmente e montata da centoventi uomini che non temono la morte.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quando prendete il largo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Subito, signore. Non voglio che quella nave guadagni troppa via. Se giungesse a Cardenas prima di me, pel Corsaro Nero la sarebbe finita, poich&egrave; il duca non lo risparmierebbe.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non mi consolerei giammai che quel valoroso dovesse terminare la sua gloriosa carriera su una forca infame, come i suoi disgraziati fratelli.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La Folgore &egrave; buona veliera, signor di Grammont e giunger&agrave; prima a Cardenas.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Guardatevi dai cattivi incontri.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non temo nessuno. Quando partirete voi, signore?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non pi&ugrave; tardi di domani c&#8217;imbarcheremo tutti per la Tortue. Abbiamo saputo che un grosso corpo spagnuolo s&#8217;avanza a marce forzate per sorprenderci in Vera-Cruz e noi non saremo cos&igrave; sciocchi d&#8217;aspettarlo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Direte al Corsaro Nero che il sacco della citt&agrave; ha fruttato sei milioni di piastre e che altri due ne ricaveremo dal riscatto dei prigionieri. Io serber&ograve; la parte che gli aspetta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Voi sapete che il signor di Ventimiglia non ci tiene al denaro e che la sua parte l&#8217;abbandona al suo equipaggio.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo; Addio, Morgan, spero di venirvi incontro pi&ugrave; tardi. Cuba non &egrave; molto lontana dalla Tortue e dalla punta di Samana.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Si strinsero la mano; poi l&#8217;inglese lasci&ograve; il forte che i filibustieri stavano saccheggiando e fece ritorno in citt&agrave; assieme a Wan Stiller ed a cinquanta uomini della Folgore.</p>
<p>&nbsp;Quattro imbarcazioni li aspettavano sul molo.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri s&#8217;imbarcarono e, attraversato il porto, raggiunsero la Folgore che si era messa in panna all&#8217;estremit&agrave; della gettata, in vicinanza del faro.</p>
<p>&nbsp;Appena giunto a bordo, Morgan fece schierare l&#8217;equipaggio dicendo:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il nostro capitano &egrave; in mano degli spagnuoli e naviga a quest&#8217;ora nel Golfo del Messico per essere consegnato al suo mortale nemico, il duca fiammingo, l&#8217;assassino del Corsaro Rosso e del Corsaro Verde. Desidero che voi mi aiutiate nell&#8217;impresa difficile che io sto per tentare onde sottrarlo ad una morte certa. Che ognuno faccia il suo dovere d&#8217;uomo valoroso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Un grido immenso di furore aveva accolto quel triste annuncio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andiamo a salvarlo!&raquo; urlarono tutti.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; quello che io tenter&ograve;,&raquo; rispose Morgan. &laquo;Rompete le file e mettiamoci in caccia senza perdere tempo!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Pochi minuti dopo la Folgore si rimetteva alla vela, salutata dagli hurr&agrave; dei filibustieri affollati sui torrioni e sui bastioni del forte e da alcuni colpi di cannone.</p>
<p>&nbsp;Usciti dal porto, Morgan mise la prora direttamente all&#8217;est, per giungere innanzi a tutto al capo Catoche che separa l&#8217;Yucatan dalla punta estrema di Cuba.</p>
<p>&nbsp;Vi era il pericolo di incontrare in quei paraggi la flotta del Messico o di dare dentro agli incrociatori che vegliavano dinanzi all&#8217;Avana, ma Morgan contava sulla velocit&agrave; della Folgore per sfuggire l&#8217;una e gli altri.</p>
<p>&nbsp;Il vento era favorevole ed il mare quasi tranquillo, quindi vi era la speranza di raggiungere in brevissimo tempo le coste della grande isola, la cos&igrave; detta Perla delle Antille, di piombare su Cardenas prima che arrivasse l&#8217; Alambrae prepararle un agguato dinanzi al porto.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Giungeremo in tempo,&raquo; disse Morgan a Wan Stiller che lo interrogava. &laquo;La nave spagnuola non deve avere pi&ugrave; di ventiquattro ore di vantaggio su di noi, una vera miseria per la nostra Folgore. &raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E quel dannato duca?</p>
<p>&nbsp;&laquo;Questa volta non ci sfuggir&agrave; pi&ugrave;, Wan Stiller. Dovessi mettere a ferro ed a fuoco tutte le coste settentrionali di Cuba.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ha una fortuna strana quell&#8217;uomo. &Egrave; gi&agrave; la terza volta che il capitano lo tiene sotto la punta della sua spada e che gli sfugge. Si direbbe che &egrave; protetto da Belzeb&ugrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Anche la fortuna si stancher&agrave; di essergli propizia,&raquo; disse Morgan.</p>
<p>&nbsp;Intanto la Folgore, tagliata la grande corrente del Gulf Stream che saliva verso il nord costeggiando le spiagge dell&#8217;America Centrale, si era slanciata, leggera come un gabbiano e rapida come una rondine marina, sulle acque del Golfo Camp&egrave;che.</p>
<p>&nbsp;I marinai, quantunque fossero certi di non scoprire cos&igrave; presto la nave spagnuola che conduceva il loro capitano, si erano messi in sentinella sui pennoni, sulle coffe e sulle crocette, ansiosi di segnalarla. Occhi e cannocchiali scrutavano attentamente l&#8217;orizzonte cercando un punto bianco o nero che indicasse la presenza dell&#8217; Alambra.Vane ricerche per&ograve;, perch&egrave; la notte scese senza che alcun vascello si fosse scoperto in alcuna direzione.</p>
<p>&nbsp;Morgan, da uomo prudente, non accese i fanali regolamentari. L&#8217;equipaggio dell&#8217; Alambraavrebbe potuto vederli, sospettare la presenza di qualche nave lanciata sulle loro tracce e cambiare rotta.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indomani ancora nulla di nuovo e nemmeno nei giorni seguenti, non ostante l&#8217;attenta vigilanza dei marinai. Era forse la nave avversaria salita molto al nord per ingannare gli inseguitori od invece era scesa molto al sud, tenendosi presso le coste? Comunque fosse, la Folgore giunse al capo Catoche senza averla veduta.</p>
<p>&nbsp;La traversata dello stretto di Yucatan si comp&igrave; senza cattivi incontri e venti ore dopo, spinta da un fresco vento dell&#8217;ovest, la nave corsara toccava il capo S. Antonio che &egrave; il pi&ugrave; occidentale dell&#8217;isola di Cuba.</p>
<p>&nbsp;Proprio da quel momento perci&ograve; dovevano cominciare i veri pericoli e che si doveva raddoppiare la vigilanza a bordo della Folgore.</p>
<p>&nbsp;Le coste settentrionali dell&#8217;isola anche in quell&#8217;epoca erano molto frequentate dalle navi spagnuole, anzi i governatori dell&#8217;Avana mantenevano continuamente una flottiglia nei dintorni della capitale per impedire qualsiasi colpo di mano da parte dei filibustieri.</p>
<p>&nbsp;Quindi Morgan, stabil&igrave; una guardia permanente sulle coffe, composta di alcuni gabbieri muniti di cannocchiali di lunga portata, fece spiegare quanta pi&ugrave; tela pot&egrave;, compresi i coltellacci e gli scopamari, fece caricare le artiglierie e si gett&ograve; risolutamente verso il nord-est per passare al largo dei paraggi frequentati dalle navi nemiche.</p>
<p>&nbsp;Fu una corsa splendida, meravigliosa, condotta con somma perizia da quell&#8217;abile luogotenente, che doveva pi&ugrave; tardi acquistarsi una cos&igrave; grande fama e come marinaio e come condottiero. La Folgore, carica di vele fino ai contropappafichi, non ostante la violenza dei colpi di vento che sono sovente cos&igrave; pericolosi anche per le navi meglio equilibrate, pass&ograve; quasi inosservata dinanzi agli incrociatori che stazionavano a guardia dell&#8217;Avana, sfuggendo lestamente alla caccia datagli da una nave d&#8217;alto bordo, rimasta ben presto indietro. Due giorni dopo Morgan piegava bruscamente verso il sud, mettendosi in panna a meno di tre miglia da Cardenas, quasi all&#8217;entrata dell&#8217;ampia baia formata dai capi Hicanos e Cruz del Padre.</p>
<p>&nbsp;La prudenza lo consigliava a non accostarsi troppo alle spiagge, onde non farsi sorprendere e bloccare da navi provenienti dal largo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si tratta ora di sapere se l&#8217; Alambra&egrave; gi&agrave; entrata nel porto o se si trova ancora in mare,&raquo; disse Morgan all&#8217;amburghese che lo interrogava.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io ho un bel guardare, signor luogotenente,&raquo; rispose Wan Stiller, &laquo;ma non mi riesce di scorgere alcuna nave nella baia.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Siamo troppo lontani e la costa &egrave; cos&igrave; sinuosa che riesce difficile a poterle scoprire.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E come faremo noi a sapere se l&#8217; Alambrasi trova qui?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si fa una visita alla cittadella,&raquo; rispose Morgan con voce tranquilla.</p>
<p>&nbsp;&laquo;E gli spagnuoli? Si dice che vi siano anche dei fortini ben armati qui.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si evitano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In qual modo signore?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sono le sette,&raquo; disse Morgan, guardando il sole prossimo a tramontare dietro il Pan de Matanzas, enorme cono roccioso che giganteggiava isolato verso l&#8217;ovest. &laquo;Fra un&#8217;ora le tenebre piomberanno ed il mare diventer&agrave; color dell&#8217;inchiostro. Chi potr&agrave; vedere una scialuppa?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andremo a visitare Cardenas in una barca?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, tu andrai a terra, mio bravo amburghese.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E cosa dovr&ograve; fare?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Interrogare qualcuno per sapere se Wan Guld &egrave; ancora qui e vedere se l&#8217; Alambrasi trova in porto.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vado a fare i miei preparativi, signore.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Affrettati: la nave che cerchiamo pu&ograve; giungere qui da un momento all&#8217;altro.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Mentre l&#8217;amburghese sceglieva i suoi uomini che dovevano accompagnarlo in quella pericolosa spedizione, il sole scompariva rapidamente dietro al Pan de Matanzas e le tenebre cominciavano a calare.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;oscurit&agrave; era appena scesa che gi&agrave; l&#8217;amburghese abbandonava il ponte della nave, seguito da otto uomini, scelti fra i pi&ugrave; coraggiosi ed i pi&ugrave; abili rematori dell&#8217;equipaggio. Una baleniera, scialuppa rapidissima, stretta di fianchi e molto leggera, era stata gi&agrave; calata in mare, a tribordo della Folgore.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mi raggiungerai al capo Hicanos,&raquo; disse Morgan, che si era curvato sul bordo. &laquo;Sii prudente e bada di non farti cogliere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lascer&ograve; in pace gli spagnuoli,&raquo; rispose l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;Si sedette a poppa, alla barra del timone e fece segno ai rematori di prendere il largo.</p>
<p>&nbsp;La Folgore intanto si era rimessa al vento e correva gi&agrave; verso il capo Hicanos, essendo da quella parte che doveva giungere l&#8217; Alambra,ammesso che non fosse gi&agrave; entrata in porto.</p>
<p>&nbsp;La baia di Cardenas &egrave; una delle pi&ugrave; ampie che si trovano nella grande isola di Cuba. Essa &egrave; formata da due lunghissime penisole che si estendono per parecchie miglia verso il settentrione, collegandosi quasi a varii gruppi d&#8217;isolette le quali, molto opportunamente, fanno argine all&#8217;irrompere dei marosi. Proprio all&#8217;estremit&agrave; meridionale che si trova la cittadella di Cardenas. In quei tempi per&ograve; non aveva l&#8217;importanza che ha oggid&igrave;, non consistendo che in un gruppo di abitazioni ed in parecchie raffinerie di zucchero difese da due fortini di legno. Serviva per&ograve; di stazione alle navi costiere, trovandosi a non molta distanza dall&#8217;Avana e quasi di fronte alla Florida, allora colonia spagnuola.</p>
<p>&nbsp;La scialuppa, protetta dalle tenebre, attravers&ograve; velocemente la baia in quel momento deserta e and&ograve; ad approdare al molo, senza che nessuno l&#8217;avesse scorta. La prima cosa che i filibustieri videro fu una grossa nave a tre alberi, una fregata a giudicarla dalla forma, ancorata di fronte alla cittadella. Aveva le vele imbrogliate, come se aspettasse l&#8217;alta marea od il vento favorevole per prendere il largo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; esclam&ograve; Wan Stiller, scorgendola. &laquo;Se la Folgore entrava in porto, trovava del pane pei suoi denti. Cosa fa qui questa nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Mio caro amburghese,&raquo; disse un marinaio che gli sedeva vicino, &laquo;mi nasce un sospetto.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quale, Martino?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che gli spagnuoli ci aspettino qui!&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; la presenza di questa nave che te lo fa supporre?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, Wan Stiller.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ebbene, vuoi che te lo dica, Martino? Io sono del tuo parere.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;In tal caso qualcuno avr&agrave; avvertito il governatore dell&#8217;Avana che il Corsaro Nero &egrave; stato catturato,&raquo; disse un altro marinaio.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Certo,&raquo; rispose Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;In quale modo?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non vi pu&ograve; essere che una sola supposizione.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ossia?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che l&#8217; Alambrasia appoggiata all&#8217;Avana.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;E che invece di quella nave il governatore abbia mandato qui questo vascello?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Brutto affare per noi,&raquo; disse Martino.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Appureremo per&ograve; subito se i nostri sospetti sono giusti. Vedo una barca di pescatori che si accosta alla riva.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Andremo ad abbordarla?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; rispose Wan Stiller, con voce decisa. &laquo;Badate per&ograve; che non vi sfugga n&egrave; una parola italiana, n&egrave; francese od inglese. Noi dobbiamo farci credere spagnuoli che vengono dall&#8217;Avana o da Matanzas.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Acqua in bocca a tutti,&raquo; disse Martino. &laquo;Lasceremo parlare te solo, che parli lo spagnuolo come un vero castigliano.&raquo;</p>
<p>&nbsp;La barca da pesca, che doveva essere entrata in porto dopo il tramonto, non era lontana pi&ugrave; di quattrocento metri e manovrava in modo da passare fra il vascello e la baleniera.</p>
<p>&nbsp;Era un piccolo veliero ad un solo albero, sostenente una gran vela latina al pari delle orche della Spagna settentrionale e non doveva essere montato da pi&ugrave; di una mezza dozzina di pescatori.</p>
<p>&nbsp;Wan Stiller, che desiderava abbordarlo prima che toccasse terra, gli tagli&ograve; abilmente la via, intimando all&#8217;equipaggio di mettersi in panna, ossia attraverso il vento. Vedendo che la baleniera era montata da uomini armati, i pescatori non esitarono ad obbedire, credendo probabilmente d&#8217;aver da fare con marinai appartenenti alla nave d&#8217;alto bordo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Cosa desiderate, signor comandante?&raquo; chiese il timoniere del piccolo veliero, gettando una fune onde la baleniera potesse ormeggiarsi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Venite dal largo?&raquo; chiese l&#8217;amburghese cercando di sopprimere l&#8217;accento tedesco.</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;, comandante.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Avete incontrato nessuna nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci &egrave; sembrato d&#8217;aver scorto un vascello verso il capo Hicanos.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Da guerra?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Almeno ci parve tale,&raquo; rispose il pescatore.</p>
<p>&nbsp;&laquo;A quanti alberi?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;A due.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Hanno veduto la Folgore, &raquo; pens&ograve; l&#8217;amburghese, facendo una smorfia.</p>
<p>&nbsp;Poi aggiunse a voce alta:</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non deve essere quello che aspettiamo. Conoscete l&#8217; Alambra?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;La corvetta?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;S&igrave;,&raquo; disse Wan Stiller.</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; stata qui qualche volta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Non &egrave; ancora giunta?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Nessuno l&#8217;ha veduta.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ed il duca Wan Guld &egrave; ancora qui?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;&Egrave; sempre a bordo di quella fregata, ma&#8230; non appartenete a quella nave?&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Noi siamo giunti or ora da Matanzas con ordini di quel governatore per S. E. il duca.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Lo troverete a bordo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Credevo che quella fregata fosse gi&agrave; partita.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sta completando le sue provviste dovendo recarsi alla Florida e poi si dice che attenda una nave che &egrave; gi&agrave; stata segnalata dal governatore dell&#8217;Avana.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Sar&agrave; l&#8217; Alambra.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Io non ve lo posso assicurare signore, ma pu&ograve; darsi che sia proprio quella. Si dice che conduca un capo filibustiero molto famoso.&raquo;</p>
<p>&nbsp;&laquo;Tuoni d&#8217;Amburgo!&raquo; mormor&ograve; Wan Stiller. &laquo;Grazie, buona notte. Vado ad abbordare la fregata.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Lasci&ograve; andare la gomena e mentre il piccolo veliero riprendeva la corsa, dirigendosi verso il molo, la baleniera vir&ograve; sul posto, mettendo la prora in direzione della fregata.</p>
<p>&nbsp;Non era che una semplice mossa eseguita per ingannare i pescatori, non avendo l&#8217;amburghese alcuna intenzione di mostrarsi all&#8217;equipaggio spagnuolo di quel colosso.</p>
<p>&nbsp;Quando vide che i pescatori si erano ormai ormeggiati al molo, torn&ograve; a virare di bordo e si diresse verso il capo Hicanos dove l&#8217;attendeva la Folgore.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Arrancate a tutta lena, &#8211; diss&#8217;egli ai suoi uomini. &#8211; Noi stiamo per giuocare una carta disperata.</p>
<p>&nbsp;La baleniera correva come una focena, balzando agilmente sopra le onde che entravano attraverso gli isolotti sparsi all&#8217;imboccatura del porto.</p>
<p>&nbsp;I marinai, consapevoli del grave pericolo che correva il loro comandante, facevano sforzi prodigiosi, tendendo i muscoli in modo da far quasi scoppiare la pelle delle loro braccia. I colpi di remo si succedevano affrettati, perfettamente regolari per&ograve;, poich&egrave; se quegli uomini erano i pi&ugrave; famosi bersaglieri del mondo erano pure abilissimi canottieri.</p>
<p>&nbsp;Non erano ancora trascorsi tre quarti d&#8217;ora, da che l&#8217;amburghese aveva interrogati i pescatori, che gi&agrave; la baleniera giungeva presso l&#8217;estremit&agrave; della penisola che forma il capo Hicanos.</p>
<p>&nbsp;La Folgore era l&agrave;, in panna, sorvegliando l&#8217;entrata del porto, colla prora volta a ponente, come se si preparasse a correre incontro al suo signore ad aprirgli la prigione con un tremendo colpo di sperone.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ohe, una gomena!&raquo; grid&ograve; l&#8217;amburghese.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Notizie buone?&raquo; grid&ograve; Morgan che si era curvato sul bordo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Preparatevi a partire, signore,&raquo; rispose l&#8217;amburghese. &laquo;Stiamo per venire presi fra due fuochi.&raquo;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.salgari.org/la-figlia-del-corsaro-nero/la-caccia-allalambra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
