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	<title>Salgari &#187; le tigri di Mompracem</title>
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	<description>I racconti di Emilio Salgari pubblicati a puntate</description>
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		<title>l&#8217;ultima pugna della tigre</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:07:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambiata la rotta, i pirati si misero febbrilmente all&#8217;opera, onde prepararsi alla pugna che doveva essere senza dubbio tremenda e forse l&#8217;ultima che impegnavano contro l&#8217;aborrito nemico. Caricavano i cannoni, montavano le spingarde, aprivano i barili di polvere, ammonticchiavano a prua e a poppa enormi quantit&#224; di palle e di granate, toglievano le manovre inutili [...]]]></description>
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</script></p><p>Cambiata la rotta, i pirati si misero febbrilmente all&#8217;opera, onde prepararsi alla pugna che doveva essere senza dubbio tremenda e forse l&#8217;ultima che impegnavano contro l&#8217;aborrito nemico.<br />
Caricavano i cannoni, montavano le spingarde, aprivano i barili di polvere, ammonticchiavano a prua e a poppa enormi quantit&agrave; di palle e di granate, toglievano le manovre inutili e rinforzavano le pi&ugrave; necessarie, improvvisavano le barricate e preparavano i grappini d&#8217;abbordaggio. Perfino dei recipienti di bevande alcooliche furono portati in coperta, onde riversarli sul ponte del legno nemico e incendiarlo.<br />
Sandokan li animava tutti col gesto e colla voce, promettendo a tutti di mandare a picco quel vascello che lo aveva tenuto incatenato, e che gli aveva distrutti i pi&ugrave; prodi campioni della pirateria e rapita la fidanzata.<br />
- S&igrave;, lo distrugger&ograve; quel maledetto, lo incendier&ograve;! &#8211; esclamava egli. &#8211; Dio faccia che giunga in tempo per impedire al lord di rapirmela.<br />
- Assaliremo anche il lord, se sar&agrave; necessario &#8211; disse Yanez. &#8211; Chi resister&agrave; all&#8217;attacco di centoventi tigri di Mompracem?<br />
- Ma se giungessimo troppo tardi e il lord fosse gi&agrave; partito per Sarawack a bordo di un rapido legno?<br />
- Lo raggiungeremo nella citt&agrave; di James Brooke. Piuttosto, quello che mi inquieta &egrave; il modo d&#8217;impadronirci dell&#8217;incrociatore che a quest&#8217;ora deve essere gi&agrave; ancorato alle Tre Isole. Bisognerebbe sorprenderlo, ma&#8230; ah!&#8230; smemorati che siamo!&#8230; &#8211; Cosa vuoi dire?<br />
- Sandokan, ti ricordi ci&ograve; che tent&ograve; di fare lord James, quando lo assalimmo sul sentiero di Vittoria?<br />
- S&igrave; &#8211; mormor&ograve; Sandokan che si sent&igrave; rizzare i capelli. &#8211; Gran Dio!&#8230; E tu vuoi che il comandante?&#8230;<br />
- Pu&ograve; aver ricevuto l&#8217;ordine di uccidere Marianna piuttosto di lasciarla ricadere nelle nostre mani.<br />
- Non &egrave; possibile!&#8230; Non &egrave; possibile!&#8230;<br />
- Ed io ti dico che tremo per la tua fidanzata.<br />
- E dunque? &#8211; chiese Sandokan con un filo di voce.<br />
Yanez non rispose; pareva che fosse assorto in un profondo pensiero. Ad un tratto si batt&egrave; la fronte con violenza, esclamando:<br />
- Ci sono!&#8230;<br />
- Parla, spicciati, fratello. Se hai un progetto, gettalo fuori.<br />
- Per impedire che una catastrofe possa accadere, bisognerebbe che uno di noi, al momento dell&#8217;attacco fosse vicino a Marianna per difenderla.<br />
- &Egrave; vero, ma in qual modo?<br />
- Ecco il progetto. Tu sai che, fra la squadra che ci assal&igrave; a Mompracem, vi erano dei prahos del sultano del Borneo.<br />
- Non l&#8217;ho dimenticato.<br />
- Io mi camuffo da ufficiale del sultano, inalbero la bandiera di Varauni e abbordo l&#8217;incrociatore fingendomi mandato da lord James.<br />
- Benissimo.<br />
- Al comandante dir&ograve; che devo consegnare una lettera a lady Marianna e, appena mi trovo nella sua cabina, mi barrico con lei. Al mio fischio voi balzate sul legno e cominciate la lotta.<br />
- Ah! Yanez! &#8211; esclam&ograve; Sandokan stringendolo al petto. &#8211; Quanto ti dovr&ograve;, se riesci?<br />
- Riuscir&ograve;, Sandokan, purch&eacute; noi giungiamo prima del lord. In quell&#8217;istante si ud&igrave; gridare sul ponte:<br />
- Le Tre Isole!&#8230;<br />
Sandokan e Yanez si affrettarono a salire in coperta.<br />
Le isole segnalate apparivano a sette o otto miglia. Tutti gli occhi dei pirati scandagliarono quell&#8217;ammasso di rupi, cercando avidamente l&#8217;incrociatore.<br />
- Eccolo &#8211; esclam&ograve; un dayako. &#8211; Vedo del fumo laggi&ugrave;.<br />
- S&igrave; &#8211; conferm&ograve; Sandokan, i cui occhi parvero incendiarsi. &#8211; Ecco l&agrave; un pennacchio nero alzarsi dietro quelle scogliere. L&#8217;incrociatore &egrave; l&agrave;!&#8230;<br />
- Procediamo con ordine e prepariamoci all&#8217;attacco &#8211; disse Yanez. &#8211; Paranoa fa imbarcare altri quaranta uomini sul nostro praho.<br />
Il trasporto fu subito operato e l&#8217;equipaggio, forte di settanta uomini, si radun&ograve; attorno a Sandokan che accennava a voler parlare.<br />
- Tigrotti di Mompracem &#8211; diss&#8217;egli con quel tono di voce che affascinava e infondeva in quegli uomini un coraggio sovraumano. &#8211; La partita che noi giuochiamo sar&agrave; terribile, poich&eacute; avremo da pugnare contro un equipaggio numeroso pi&ugrave; di noi e agguerrito, ma rammentatevi che sar&agrave; l&#8217;ultima battaglia che voi combatterete sotto la Tigre della Malesia e che sar&agrave; l&#8217;ultima volta che voi vi troverete di fronte a coloro che distrussero la nostra potenza e che violarono la nostra isola, la nostra patria adottiva.<br />
&quot;Quando io dar&ograve; il segnale irrompete coll&#8217;antico valore delle tigri di Mompracem sul ponte del legno: io lo voglio!&quot;<br />
- Li stermineremo tutti &#8211; esclamarono i pirati, agitando freneticamente le armi. &#8211; Comandate, Tigre.<br />
- L&agrave;, sul legno maledetto che stiamo per assalire, vi &egrave; la Regina di Mompracem. Voglio che ritorni mia, che ritorni libera!<br />
- La salveremo o morremo tutti.<br />
- Grazie amici; ai vostri posti di combattimento ora, e sugli alberi piegate le bandiere del sultano.<br />
Innalzati i vessilli, i tre prahos si diressero verso la prima isola e pi&ugrave; precisamente verso una piccola baia in fondo alla quale si vedeva confusamente una massa nera sormontata da un pennacchio di fumo.<br />
- Yanez, &#8211; disse Sandokan, &#8211; preparati che fra un&#8217;ora saremo alla baia.<br />
- &Egrave; presto fatto &#8211; rispose il portoghese, che scomparve sotto il ponte.<br />
I prahos continuavano intanto ad avanzare colle vele terzarolate e la gran bandiera del sultano di Varauni sulla cima dell&#8217;albero di maestra. I cannoni erano preparati, le spingarde pure e i pirati tenevano le armi sotto mano, pronti a slanciarsi all&#8217;abbordaggio.<br />
Sandokan, da prua, spiava attentamente l&#8217;incrociatore che diventava di minuto in minuto pi&ugrave; visibile e che pareva fosse ancorato, quantunque avesse la macchina ancora accesa. Si sarebbe detto che il formidabile pirata cercava, colla potenza del suo sguardo, di scoprire la sua adorata Marianna. Profondi sospiri gli irrompevano di tratto in tratto dall&#8217;ampio petto, la sua fronte si annuvolava e le sue mani tormentavano impazientemente l&#8217;impugnatura della scimitarra.<br />
Poi il suo sguardo, che brillava d&#8217;un vivo fuoco, percorreva il mare che circondava le Tre Isole come se cercasse di scoprire qualche cosa. Senza dubbio temeva di venir sorpreso dal lord nel furore della battaglia e preso alle spalle. Il cronometro di bordo segnava mezzod&igrave; quando i tre prahos giungevano all&#8217;imboccatura della baia.<br />
L&#8217;incrociatore era ancorato proprio nel mezzo. Sul picco della randa sventolava la bandiera inglese e sulla cima della maestra il gran nastro dei legni da guerra. Sul ponte si vedevano passeggiare parecchi uomini. I pirati, nel vederselo a portata dei cannoni, si precipitarono come un solo uomo sulle artiglierie, ma Sandokan con un gesto li arrest&ograve;.<br />
- Non ancora &#8211; disse. &#8211; Yanez!&#8230;<br />
Il portoghese saliva allora camuffato da ufficiale del sultano di Varauni con una casacca verde, larghi calzoni e un grande turbante in capo. In mano teneva una lettera.<br />
- Cos&#8217;hai in quella carta? &#8211; chiese Sandokan.<br />
- &Egrave; la lettera che consegner&ograve; a lady Marianna.<br />
- E cos&#8217;hai scritto?<br />
- Che noi siamo pronti e che non si tradisca.<br />
- Ma bisogner&agrave; che gliela consegni tu, se vuoi barricarti assieme a lei nella cabina.<br />
- Non la ceder&ograve; a nessuno, sta&#8217; certo fratellino mio.<br />
- E se il comandante ti accompagnasse dalla lady7.<br />
- Se vedo che la faccenda s&#8217;imbroglia, lo uccido &#8211; rispose Yanez freddamente.<br />
- Giuochi una brutta carta, Yanez.<br />
- La pelle vuoi dire, ma spero di conservarla ancora intatta. Ors&ugrave;, nasconditi e lasciami il comando dei legni per pochi minuti e voi tigrotti, componete un po&#8217; cristianamente i vostri musi e ricordatevi che siamo fedelissimi sudditi di quella gran canaglia che si fa chiamare il sultano di Borneo.<br />
Strinse la mano a Sandokan, si accomod&ograve; il turbante e grid&ograve;:<br />
- Alla baia!&#8230;<br />
Il legno entr&ograve; arditamente nel piccolo seno e si avvicin&ograve; all&#8217;incrociatore seguito a breve distanza dagli altri due.<br />
- Chi vive? &#8211; chiese una sentinella.<br />
- Borneo e Varauni &#8211; rispose Yanez. &#8211; Notizie importanti da Vittoria. Ehi, Paranoa, lascia andare l&#8217;ancorotto e fila catena e voi altri fuori i para bordi! Attenti alle tambure!&#8230;<br />
Prima che le sentinelle aprissero la bocca per impedire al prako di venire bordo contro bordo, la manovra era stata eseguita. Il legno and&ograve; a urtare l&#8217;incrociatore sotto l&#8217;ancora di tribordo e vi rimase come appiccicato.<br />
- Dov&#8217;&egrave; il comandante? &#8211; chiese Yanez, alle sentinelle.<br />
- Scostate il legno &#8211; disse un soldato.<br />
- Al diavolo i regolamenti &#8211; rispose Yanez. &#8211; Per Giove! Avete paura che i miei legni affondino il vostro? Su spicciatevi, chiamatemi il comandante che ho degli ordini da comunicargli.<br />
Il tenente saliva allora sul ponte coi suoi ufficiali. Egli si avvicin&ograve; alla murata di poppa e, vedendo Yanez che gli mostrava una lettera, fece abbassare la scala.<br />
- Coraggio &#8211; mormor&ograve; Yanez, volgendosi verso i pirati che fissavano con occhio truce il piroscafo. Volse poi uno sguardo a poppa e i suoi occhi s&#8217;incontrarono con quelli fiammeggianti di Sandokan, il quale si teneva celato sotto una tela gettata sopra il boccaporto.<br />
In meno che lo si dica, il bravo portoghese si trov&ograve; sul ponte del piroscafo. Si sent&igrave; invadere da un vivo timore, ma il suo viso non trad&igrave; il turbamento dell&#8217;anima.<br />
- Capitano &#8211; diss&#8217;egli, inchinandosi spigliatamente dinanzi a lui. &#8211; Ho una lettera da consegnare a lady Marianna Guillonk.<br />
- Da dove venite?<br />
- Da Labuan.<br />
- Cosa fa il lord?<br />
- Stava armando un vascello per venirvi a raggiungere.<br />
- Vi diede nessuna lettera per me?<br />
- Nessuna, comandante.<br />
- Ci&ograve; &egrave; strano. Date la lettera che la consegner&ograve; a lady Marianna.<br />
- Scusate comandante, ma devo consegnarla io &#8211; rispose Yanez audacemente.<br />
- Venite adunque.<br />
Yanez si sent&igrave; gelare il sangue nelle vene.<br />
- Se Marianna fa un gesto, io sono perduto &#8211; mormor&ograve;.<br />
Gett&ograve; uno sguardo a poppa e vide arrampicati sui pennoni del praho dieci o dodici pirati e altrettanti affollati sulla scala.<br />
Pareva che fossero l&igrave; l&igrave; per avventarsi sui marinai inglesi, che li osservavano curiosamente.<br />
Segu&igrave; il capitano e scesero assieme la scala che conduceva a poppa. Il povero portoghese si sent&igrave; rizzare i capelli quando ud&igrave; il capitano bussare a una porta e lady Marianna a rispondere:<br />
- Entrate.<br />
- Un messo di vostro zio lord James Guillonk &#8211; disse il capitano entrando. Marianna si teneva ritta in mezzo alla cabina, pallida, ma fiera. Vedendo Yanez non pot&egrave; frenare un sussulto, ma non emise alcun grido. Aveva compreso tutto.<br />
Ella ricevette la lettera, l&#8217;apr&igrave; macchinalmente e la lesse con calma ammirabile.<br />
Ad un tratto Yanez, che era diventato pallido come un morto, si avvicin&ograve; alla finestra di babordo, esclamando:<br />
- Capitano, vedo un piroscafo che si dirige a questa volta.<br />
Il comandante si precipit&ograve; verso il finestrino per accertarsi coi propri occhi. Pronto come il lampo, Yanez gli si fece addosso e lo percosse furiosamente al cranio coll&#8217;impugnatura del kriss. Il capitano stramazz&ograve; al suolo mezzo accoppato, senza mettere un sospiro.<br />
Lady Marianna non pot&egrave; trattenere un grido d&#8217;orrore.<br />
- Silenzio, sorellina mia &#8211; disse Yanez, che imbavagliava e legava il povero comandante. &#8211; Se l&#8217;ho ammazzato, Dio mi perdoner&agrave;.<br />
- E Sandokan dov&#8217;&egrave;?<br />
- &Egrave; pronto a cominciare la pugna. Aiutatemi a barricarci, sorellina.<br />
Prese un pesante armadio e lo spinse verso la porta, accumulandovi poi dietro casse, scaffali e tavoli.<br />
- Ma cosa sta per succedere? &#8211; chiese Marianna.<br />
- Lo saprete subito, sorellina &#8211; rispose Yanez traendo la scimitarra e le pistole. Si affacci&ograve; al finestrino ed emise un fischio acuto.<br />
- Attenzione sorellina &#8211; disse poi mettendosi dietro la porta colle pistole in pugno.<br />
In quell&#8217;istante urla terribili scoppiarono sul ponte.<br />
- Sangue!&#8230; Sangue!&#8230; Viva la Tigre della Malesia!&#8230;<br />
Tennero dietro colpi di fucile e di pistola, poi urla indescrivibili, bestemmie, invocazioni, gemiti, lamenti, un cozzar furioso di ferri, un calpestio, un accorrere e un rumore sordo di corpi che cadevano.<br />
- Yanez! &#8211; grid&ograve; Marianna che era diventata pallida come una morta.<br />
- Coraggio, tuoni di Dio! &#8211; voci&ograve; il portoghese. &#8211; Viva la Tigre della Malesia!&#8230;<br />
Si udirono dei passi precipitosi scendere le scale e alcune voci che chiamavano:<br />
- Capitano!&#8230; Capitano!&#8230;<br />
Yanez si appoggi&ograve; contro la barricata, mentre Marianna faceva altrettanto.<br />
- Per mille boccaporti!&#8230; Aprite capitano! &#8211; grid&ograve; una voce.<br />
- Viva la Tigre della Malesia!&#8230; &#8211; tuon&ograve; Yanez.<br />
Al di fuori si udirono imprecazioni e urla di furore, poi un colpo violento scosse la porta.<br />
- Yanez! &#8211; esclam&ograve; la giovanetta.<br />
- Non temere &#8211; rispose il portoghese.<br />
Altri tre colpi sgangherarono l&#8217;uscio e una larga fessura fu aperta da un colpo di scure. Una canna di fucile fu introdotta, ma Yanez pronto come un lampo l&#8217;alz&ograve; e scaric&ograve; attraverso l&#8217;apertura una pistola.<br />
Si ud&igrave; un corpo stramazzare pesantemente a terra, mentre gli altri risalivano precipitosamente la scala, gridando:<br />
- Tradimento!&#8230; tradimento!&#8230;<br />
La pugna continuava sul ponte del vascello e le urla echeggiavano pi&ugrave; forti che mai, mescolate a colpi di fucili e di pistole. Di tratto in tratto, fra tutto quel baccano, si udiva la voce tonante della Tigre della Malesia che lanciava le sue bande all&#8217;assalto.<br />
Marianna era caduta in ginocchio e Yanez, smanioso di sapere come stavano le cose al di fuori, s&#8217;affaccendava a rimuovere le mobilie. D&#8217;improvviso si udirono alcune voci gridare:<br />
- Al fuoco!&#8230; Si salvi chi pu&ograve;!&#8230; Il portoghese impallid&igrave;.<br />
- Tuoni di Dio! &#8211; esclam&ograve;.<br />
Con uno sforzo disperato rovesci&ograve; la barricata, tagli&ograve; con un colpo di scimitarra i legami che stringevano il povero comandante, afferr&ograve; Marianna fra le braccia e usc&igrave; correndo.<br />
Dense nubi di fumo avevano gi&agrave; invaso la corsia e nel fondo si vedevano delle fiamme irrompere dai camerini degli ufficiali. Yanez sal&igrave; in coperta colla scimitarra fra i denti.<br />
La battaglia stava per finire. La Tigre della Malesia assaliva allora furiosamente il castello di prua, sul quale si erano trincerati trenta o quaranta inglesi.<br />
- Al fuoco! &#8211; grid&ograve; Yanez.<br />
A quel grido gli inglesi, che ormai si vedevano perduti, balzarono confusamente in mare. Sandokan si volse verso Yanez rovesciando con impeto irresistibile gli uomini che lo circondavano.<br />
- Marianna! &#8211; esclam&ograve;, prendendo fra le braccia la giovanetta. &#8211; Mia!&#8230; mia alfine!&#8230;<br />
- S&igrave;, tua e questa volta per sempre!<br />
Nel medesimo istante si ud&igrave; un colpo di cannone rombare in altomare. Sandokan emise un vero ruggito:<br />
- Il lord&#8230; Tutti a bordo dei prahos!&#8230;<br />
Sandokan, Marianna, Yanez e i pirati scampati alla pugna, abbandonarono il vascello che ormai bruciava come un fastello di legna secca e s&#8217;imbarcarono sui tre legni portando con loro i feriti.<br />
In un lampo le vele furono spiegate, i pirati diedero mano ai remi e i tre prahos uscirono rapidamente dalla baia inoltrandosi verso l&#8217;alto mare.<br />
Sandokan trasse Marianna a prua e colla punta della scimitarra le mostr&ograve; un piccolo brigantino che navigava a una distanza di settecento passi, dirigendosi verso la baia.<br />
A prua, appoggiato all&#8217;albero di bompresso, si scorgeva un uomo.<br />
- Lo vedi Marianna? &#8211; le chiese Sandokan.<br />
La giovanetta gett&ograve; un grido e si coperse il volto colle mani.<br />
- Mio zio!&#8230; &#8211; balbett&ograve;.<br />
- Guardalo per l&#8217;ultima volta!&#8230;<br />
- Ah! Sandokan!&#8230;<br />
- Tuoni di Dio!&#8230; &Egrave; lui!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Yanez.<br />
Strapp&ograve; ad un malese la carabina e la punt&ograve; verso il lord, ma Sandokan gli fece cadere l&#8217;arma.<br />
- Egli &egrave; per me sacro &#8211; disse con aria tetra.<br />
Il brigantino si avanzava rapidamente cercando di tagliare la strada ai tre prahos, ma era ormai troppo tardi. Il vento spingeva i rapidi legni verso l&#8217;est.<br />
- Fuoco su quei miserabili! &#8211; si ud&igrave; a gridare il lord.<br />
Un colpo di cannone part&igrave; e la palla abbatt&egrave; la bandiera della pirateria, che<br />
Yanez aveva allora fatta spiegare.<br />
Sandokan port&ograve; la destra al cuore e il suo viso divenne pi&ugrave; tetro.<br />
- Addio pirateria, addio Tigre della Malesia! &#8211; mormor&ograve; dolorosamente. Abbandon&ograve; bruscamente Marianna e si abbass&ograve; sul cannone di poppa mirando a lungo. Il brigantino tuonava allora furiosamente, lasciando sui tre legni palle e nembi di mitragli. Sandokan non si muoveva, mirava sempre. D&#8217;improvviso s&#8217;alz&ograve; accostando la miccia. Il cannone s&#8217;infiamm&ograve; ruggendo e un istante dopo l&#8217;albero di trinchetto del brigantino, spaccato alla base, rovinava in mare schiantando le murate.<br />
- Guarda!.. Guarda!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Sandokan. &#8211; Seguimi ora&#8230;<br />
Il brigantino si era arrestato di colpo virando di bordo, ma continuava a cannoneggiare.<br />
Sandokan prese Marianna, la trasse a poppa e mostrandola al lord che urlava come un pazzo sulla prua del suo legno:<br />
- Guarda mia moglie! &#8211; disse.<br />
Poi retrocesse a lenti passi colla fronte abbuiata, gli occhi torvi, le labbra strette, ed i pugni chiusi, mormorando:<br />
- Yanez, la prua a Giava!&#8230;<br />
Gir&ograve; due volte su se stesso, poi cadde fra le braccia della sua adorata Marianna e quell&#8217;uomo, che non aveva mai pianto in vita sua, scoppi&ograve; in singhiozzi mormorando:<br />
- La Tigre &egrave; morta e per sempre!&#8230;</p>
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		<title>Yanez</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 22:04:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La sospensione della vita, come aveva detto Sandokan, doveva durare sei ore, n&eacute; un secondo di pi&ugrave;, n&eacute; un secondo di meno, e cos&igrave; infatti doveva essere, poich&eacute; appena inabissatisi, i due pirati tornarono prontamente in loro senza provare la menoma alterazione di forze.<br />
Ritornati a galla con un vigoroso colpo di tallone, girarono subito gli occhi intorno. A meno di una gomena scorsero l&#8217;incrociatore, che si allontanava a piccolo vapore verso oriente.<br />
Primo moto di Sandokan fu quello di inseguirlo, mentre Juioko ancora tutto stordito da quella strana e per lui inesplicabile risurrezione, prendeva prudentemente il largo.<br />
La Tigre si arrest&ograve; per&ograve; quasi subito lasciandosi dondolare fra le onde, ma cogli occhi fissi su quel legno che gli rapiva la disgraziata fanciulla. Un urlo soffocato gli irruppe dal petto e gli si spense fra le increspate labbra.<br />
- Perduta! &#8211; esclam&ograve; con voce semispenta dal dolore.<br />
Un impeto di follia lo prese e per qualche tratto si mise a inseguire il vapore dibattendosi furiosamente fra le acque, poi si arrest&ograve; guardando sempre il vascello che a poco a poco si perdeva fra le tenebre.<br />
- Tu mi fugg&igrave;, orribile nave, portando teco la met&agrave; del mio cuore, ma per quanto l&#8217;Oceano sia ampio ti raggiunger&ograve; un giorno e squarcer&ograve; i tuoi fianchi!<br />
Si rovesci&ograve; rabbiosamente sui flutti e raggiunse Juioko, che lo aspettava ansiosamente.<br />
- Andiamo &#8211; disse con voce strangolata. &#8211; Ormai tutto &egrave; finito.<br />
- Coraggio, capitano, noi la salveremo e forse pi&ugrave; presto di quello che lo crediate.<br />
- Taci!&#8230; Non riaprire la ferita che sanguina.<br />
- Cerchiamo il signor Yanez, capitano.<br />
- S&igrave;, cerchiamolo, perch&eacute; lui solo pu&ograve; salvarci.<br />
Il vasto mare della Malesia si estendeva dinanzi a loro sepolto fra fitte tenebre, senza un isolotto su cui approdare, senza una vela o un lume che segnalasse la presenza di una nave amica o nemica.<br />
Per ogni dove non si vedevano che onde spumeggianti, le quali si cozzavano le une colle altre con fragore, aizzate dal venticello notturno. I due nuotatori, per non consumare le loro forze cotanto preziose in quel terribile frangente, procedevano lentamente a breve distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, cercando con avidit&agrave; sull&#8217;oscura superficie una vela.<br />
Di quando in quando Sandokan si arrestava per volgersi verso oriente come se cercasse di scorgere ancora i fanali del piroscafo, poi proseguiva la via emettendo dei profondi sospiri. Avevano gi&agrave; percorso un buon miglio e gi&agrave; cominciavano a sbarazzarsi delle vesti per essere pi&ugrave; liberi nei movimenti, quando Juioko urt&ograve; in un oggetto che cedette.<br />
- Un pescecane! &#8211; esclam&ograve; egli rabbrividendo e levando il pugnale.<br />
- Dove? &#8211; chiese Sandokan.<br />
- Ma&#8230; no, non &egrave; uno squalo! &#8211; riprese il dayako. &#8211; Mi sembra un gavitello.<br />
- E un salvagente gettato da Marianna! &#8211; esclam&ograve; Sandokan. &#8211; Ah! divina fanciulla!&#8230;<br />
- Speriamo che non sia solo.<br />
- Cerchiamo, amico mio.<br />
Si misero a nuotare all&#8217;ingiro cercando dovunque, e riuscirono, dopo pochi minuti, a trovare l&#8217;altro che non erasi troppo allontanato dal primo.<br />
- Ecco una fortuna che non mi aspettavo &#8211; disse Juioko, con tono allegro.<br />
- Dove ci dirigeremo ora?<br />
- La corvetta veniva dal nord-ovest, credo dunque che sar&agrave; in quella direzione che potremo trovare Yanez.<br />
- Lo incontreremo poi?<br />
- Lo spero &#8211; rispose Sandokan.<br />
- Ci saranno per&ograve; necessarie parecchie ore. Il vento &egrave; debole ed il praho del signor Yanez non deve camminare molto.<br />
- Cosa importa? Pur di trovarlo, rimarrei in acqua anche ventiquattro ore &#8211; disse Sandokan.<br />
- E non pensate ai pescicani, capitano? Voi sapete che questi mari abbondano di tali ferocissimi squali.<br />
Sandokan involontariamente rabbrivid&igrave; e gir&ograve; all&#8217;intorno uno sguardo inquieto.<br />
- Non vedo finora emergere alcuna coda n&eacute; alcuna pinna &#8211; disse poi. &#8211; Speriamo quindi che gli squali ci lascino tranquilli.<br />
&quot;Ors&ugrave;, spingiamoci verso il nord-ovest. Se non incontreremo Yanez, continuando in quella direzione, approderemo a Mompracem o sulle scogliere che si estendono verso il sud.&quot;<br />
Si avvicinarono l&#8217;uno all&#8217;altro per essere pi&ugrave; pronti a proteggersi in caso di pericolo e si misero a nuotare verso la direzione gi&agrave; scelta, cercando per&ograve; di economizzare le loro forze, non ignorando che la terra era molto lontana. Quantunque fossero entrambi decisi a tutto, la paura di venire da un istante all&#8217;altro sorpresi da qualche pescecane, si faceva strada nel loro cuori. Specialmente il dayako si sentiva assalire da un vero terrore. Di quando in quando si arrestava per guardarsi alle spalle, credendo di udire dietro di s&eacute; dei colpi di coda e dei rauchi sospiri ed istintivamente raggrinzava le gambe per paura di sentirsele mozzare dai denti formidabili di quelle tigri del mare.<br />
- Io non ho mai provata la paura &#8211; diceva egli. &#8211; Ho preso parte a pi&ugrave; di cinquanta abbordaggi, ho uccisi di mia mano non pochi nemici e mi sono perfino misurato colle grandi scimmie del Borneo e anche colle tigri delle jungle, eppure ora io tremo come se avessi la febbre. L&#8217;idea di trovarmi, da un istante all&#8217;altro, dinanzi ad uno di quei ferocissimi squali, mi fa gelare il sangue. Capitano, vedete nulla?<br />
- No &#8211; rispondeva invariabilmente Sandokan, con voce tranquilla.<br />
- Mi &egrave; sembrato, anche ora, di aver udito dietro di me un rauco sospiro.<br />
- Effetto della paura. Io non ho udito nulla.<br />
- E questo tonfo?<br />
- &Egrave; stato prodotto dai miei piedi.<br />
- Ho i denti che galoppano.<br />
- Sii calmo, Juioko. Siamo armati di solidi pugnali.<br />
- E se gli squali arrivano sott&#8217;acqua?<br />
- Ci immergeremo anche noi e li affronteremo risolutamente.<br />
- Ed il signor Yanez non si vede!&#8230;<br />
- Deve essere ancora molto lontano.<br />
- Che lo incontriamo, capitano?<br />
- Ho questa speranza&#8230; Yanez mi ama troppo per abbandonarmi al mio triste destino. Il cuore mi dice che egli seguiva la corvetta.<br />
- Per&ograve; non lo si vede comparire.<br />
- Pazienza, Juioko. Il vento aumenta a poco a poco e far&agrave; correre il praho.<br />
- E col vento avremo anche delle onde.<br />
- Non fanno paura a noi.<br />
Continuarono a nuotare, l&#8217;uno vicino all&#8217;altro, per un&#8217;altra ora, scrutando sempre attentamente l&#8217;orizzonte e guardandosi intorno per paura di vedere comparire i temuti squali, poi entrambi sostarono guardandosi l&#8217;un l&#8217;altro.<br />
- Hai udito? &#8211; chiese Sandokan.<br />
- S&igrave; &#8211; rispose il dayako.<br />
- Il fischio d&#8217;una nave a vapore, &egrave; vero?<br />
- S&igrave;, capitano.<br />
- Sta&#8217; fermo!&#8230;<br />
S&#8217;appoggi&ograve; alle spalle del dayako e con una spinta usc&igrave; di pi&ugrave; di mezzo fuori dell&#8217;acqua. Guardando verso il nord, vide due punti luminosi solcare il mare ad una distanza di due o tre miglia.<br />
- Una nave si avanza verso di noi &#8211; disse con voce un po&#8217; commossa.<br />
- Allora possiamo farci raccogliere &#8211; disse Juioko.<br />
- Noi non sappiamo a quale nazione appartenga e se &egrave; mercantile o da guerra.<br />
- Da dove viene?<br />
- Dal nord.<br />
- Rotta pericolosa, mio capitano.<br />
- Cos&igrave; la penso anch&#8217;io. Pu&ograve; essere qualche nave che ha preso parte al bombardamento di Mompracem e che va in cerca del praho di Yanez.<br />
- E la lasceremo andare senza farci raccogliere?<br />
- La libert&agrave; costa troppo cara per perderla nuovamente, Juioko. Se noi venissimo nuovamente presi pi&ugrave; nessuno ci salverebbe e dovrei rinunciare per sempre alla speranza di rivedere Marianna.<br />
- Ma pu&ograve; essere una nave mercantile.<br />
- Non siamo sulla rotta di quei legni. Vediamo un po&#8217; se si pu&ograve; distinguere qualche cosa.<br />
Torn&ograve; ad appoggiarsi alle spalle di Juioko guardando attentamente dinanzi a s&eacute;. Non essendo la notte molto oscura, pot&egrave; distinguere chiaramente la nave che muoveva loro incontro.<br />
- Non un grido, Juioko! &#8211; esclam&ograve;, ricadendo in acqua. &#8211; &Egrave; un legno da guerra, di questo sono certo.<br />
- Grosso?<br />
- Un incrociatore mi sembra.<br />
- Sar&agrave; inglese?<br />
- Non dubito della sua nazionalit&agrave;.<br />
- Lo lasceremo passare?<br />
- Non possiamo fare assolutamente nulla. Preparati ad immergerti poich&eacute; quella nave passer&agrave; a poca distanza da noi. Presto, abbandoniamo i salvagente e teniamoci pronti.<br />
L&#8217;incrociatore, tale almeno lo credeva Sandokan e forse con ragione, s&#8217;avanzava rapidamente sollevando sui suoi fianchi delle vere ondate in causa delle ruote.<br />
La sua direzione era sempre al sud, quindi doveva passare a brevissima distanza dai due pirati.<br />
Sandokan e Juioko appena lo videro a centocinquanta metri, s&#8217;inabissarono mettendosi a nuotare sott&#8217;acqua.<br />
Nel momento che risalirono alla superficie per respirare, udirono una voce a gridare:<br />
- Giurerei d&#8217;aver veduto due teste a babordo. Se non fossi sicuro che abbiamo a poppa una zigaena farei mettere una scialuppa in acqua.<br />
Udendo quelle parole, Sandokan e Juioko s&#8217;erano subito rituffati, ma la loro immersione fu di breve durata.<br />
Fortunatamente per loro, quando ricomparvero, videro il vascello allontanarsi rapidamente verso il sud.<br />
Si trovavano allora in mezzo alla scia biancheggiante ancora di spuma. Le onde sollevate dalle ruote li sballottavano a destra ed a manca, ora spingendoli in alto ed ora precipitandoli negli avvallamenti.<br />
Capitano, in guardia &#8211; aveva gridato il daydko. &#8211; Abbiamo una zigaena nelle nostre acque. Avete udito il marinaio?<br />
- S&igrave; &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Prepara il pugnale.<br />
- Verremo assaliti?<br />
- Lo temo, mio povero Juioko. Simili mostri ci vedono male per&ograve; hanno un fiuto incredibile. Il maledetto non avr&agrave; seguita la nave, te lo assicuro,<br />
- Ho paura, capitano &#8211; disse il dayako, il quale si agitava fra le onde come il diavolo nella pila dell&#8217;acqua benedetta.<br />
- Sii calmo. Finora non la vedo.<br />
- Pu&ograve; arrivarci sott&#8217;acqua.<br />
- Forse la sentiremo giungere.<br />
- Ed i salvagente?<br />
- Stanno innanzi a noi. Due bracciate e li raggiungeremo.<br />
- Non oso muovermi, capitano.<br />
Il povero uomo era in preda ad uno spavento tale che le sue membra si rifiutavano quasi di agire.<br />
- Juioko, non perdere la testa &#8211; disse Sandokan. &#8211; Se ti preme salvare le gambe non devi rimanere l&igrave;, semi-istupidito. Aggrappati al tuo salvagente e tira il pugnale.<br />
Il dayako, rimessosi un po&#8217;, obbed&igrave; e raggiunse il suo gavitello il quale ondeggiava proprio in mezzo alla spuma della scia.<br />
- Ora vediamo se si vede questo pesce martello &#8211; disse Sandokan. &#8211; Forse potremo sfuggirlo.<br />
Per la terza volta si appoggi&ograve; a Juioko e si spinse fuori dell&#8217;acqua, girando all&#8217;intorno un rapido sguardo.<br />
L&agrave;, in mezzo alla candida spuma, aveva scorto una specie di gigantesco martello sorgere improvvisamente fra le acque.<br />
- Stiamo in guardia &#8211; disse a Juioko. &#8211; Non dista da noi che cinquanta o sessanta metri.<br />
- Non ha continuato a seguire la nave? &#8211; chiese il dayako, battendo i denti.<br />
- Ha fiutato l&#8217;odore della carne umana &#8211; rispose Sandokan.<br />
- Che venga?<br />
- Lo vedremo fra poco. Non muoverti e non abbandonare il pugnale.<br />
Si avvicinarono l&#8217;uno all&#8217;altro e si tennero immobili, aspettando con ansiet&agrave; la fine di quella pericolosa avventura.<br />
Le zigaene chiamate anche pesci martello ed anche balance-fish ossia pesci bilancia, sono avversari pericolosissimi. Appartengono alla specie dei pescicani, per&ograve; hanno una forma molto diversa, avendo la testa foggiata a martello. La loro bocca, tuttavia, non la cede a quella dei loro congeneri sia per l&#8217;ampiezza, sia per la potenza dei loro denti. Sono audacissimi, hanno una grande passione per la carne umana e quando s&#8217;accorgono della presenza d&#8217;un nuotatore non indugiano ad assalirlo e tagliarlo in due.<br />
Anche a loro per&ograve; riesce un po&#8217; difficile afferrare la preda, avendo la bocca quasi al principio del ventre, sicch&eacute; devono rovesciarsi sul dorso per poter mordere.<br />
Sandokan e il dayako rimasero alcuni minuti immobili, ascoltando attentamente, poi non udendo nulla, cominciarono ad adoperare una prudente ritirata. Avevano gi&agrave; percorsi cinquanta o sessanta metri, quando d&#8217;improvviso videro comparire, a breve distanza, la ributtante testa della zigaena. Il mostro dardeggi&ograve; sui due nuotatori un brutto sguardo a riflessi giallastri, poi mand&ograve; un rauco sospiro che parve come un tuono lontanissimo. Stette alcuni istanti immobile, lasciandosi dondolare dalle onde, quindi si precipit&ograve; innanzi sferzando poderosamente le acque.<br />
- Capitano!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Juioko.<br />
La Tigre della Malesia, che cominciava a perdere la pazienza, invece di continuare a ritirarsi, abbandon&ograve; bruscamente il salvagente e messosi il pugnale fra i denti, mosse risolutamente contro lo squalo.<br />
- Anche tu vieni a darci addosso!&#8230; &#8211; grid&ograve;. &#8211; Vedremo se la tigre del mare sar&agrave; pi&ugrave; forte della Tigre della Malesia!&#8230;<br />
- Lasciatela andare, capitano &#8211; supplic&ograve; Juioko.<br />
- Voglio finirla &#8211; rispose Sandokan con ira. &#8211; A noi, dannato squalo!&#8230;<br />
Il pesce martello, spaventato forse dalle grida e dall&#8217;attitudine risoluta di Sandokan, invece di continuare la corsa, s&#8217;arrest&ograve; rovesciando a destra ed a manca due ondate, poi si tuff&ograve;.<br />
- Ci viene sotto, capitano &#8211; grid&ograve; il dayako.<br />
S&#8217;ingannava. Lo squalo un istante dopo ricompariva a galla e contrariamente ai suoi istinti feroci, invece di ritentare l&#8217;attacco, si spingeva al largo giuocherellando fra la scia della nave.<br />
Sandokan e Juioko stettero alcuni istanti fermi, seguendo cogli occhi lo squalo, poi vedendo che non pensava pi&ugrave; a loro, almeno pel momento, ripresero la ritirata dirigendosi verso il nord-ovest.<br />
Il pericolo non era per&ograve; ancora cessato, anzi, la zigaena, pur continuando a giuocherellare, non li perdeva di vista. Con un colpo di coda si slanciava di frequente pi&ugrave; di mezza fuori dall&#8217;acqua per assicurarsi della loro direzione, poi con poche guizzate guadagnava la via perduta, tenendosi sempre a distanza di cinquanta o sessanta metri. Probabilmente voleva attendere il momento propizio per ritentare l&#8217;attacco.<br />
Infatti poco dopo Juioko, che si trovava un po&#8217; indietro, vide lo squalo avanzarsi rumorosamente, scuotendo la sua testa e avventando poderosi colpi di coda. Esso descrisse intorno ai due nuotatori un grande cerchio, poi cominci&ograve; a volteggiare ora sotto ed ora a fior d&#8217;acqua, tendendo a restringere sempre pi&ugrave; i suoi giri.<br />
- Badate, capitano! &#8211; grid&ograve; Juioko.<br />
- Sono pronto a riceverlo &#8211; disse Sandokan.<br />
- Ed io ad aiutarvi.<br />
- Ti &egrave; passata la paura?<br />
- Comincio a sperarlo.<br />
- Non abbandonare il gavitello prima che io ne dia il segnale. Cerchiamo intanto di forzare il cerchio.<br />
Colla sinistra stretta attorno al salvagente e la dritta armata del pugnale, i due pirati si misero a battere in ritirata, volgendo sempre la faccia allo squalo. Questi non li abbandonava, anzi continuava a stringerli da vicino, sollevando, con la possente coda, vere ondate e mostrando i suoi acuti denti i quali biancheggiavano sinistramente fra l&#8217;oscurit&agrave;.<br />
Ad un tratto fece un balzo gigantesco uscendo quasi tutto dall&#8217;acqua e si precipit&ograve; addosso a Sandokan che gli stava pi&ugrave; vicino.<br />
La Tigre della Malesia, abbandonato il gavitello, fu pronta ad immergersi, mentre Juioko, reso audace dell&#8217;imminenza del pericolo, si scagliava innanzi col pugnale alzato.<br />
La zigaena, vedendo Sandokan a scomparire sott&#8217;acqua, con un colpo di coda si sottrasse all&#8217;attacco di Juioko ed a sua volta si cacci&ograve; sott&#8217;acqua. Sandokan l&#8217;aspettava. Appena se la vide da vicino, le si gett&ograve; addosso afferrandola per una delle pinne del dorso e con un terribile colpo di pugnale le squarci&ograve; il ventre.<br />
L&#8217;enorme pesce, ferito forse a morte, con un brusco contorcimento si sbarazz&ograve; dell&#8217;avversario che stava per ritentare il colpo e risal&igrave; a galla. Vedendo a due passi il dayako si rovesci&ograve; sul dorso per tagliarlo in due, ma Sandokan era pure emerso.<br />
Il pugnale, che l&#8217;aveva gi&agrave; ferita, la colp&igrave; questa volta in mezzo al cranio e con tale forza che la lama le rimase infissa.<br />
- E prendi anche questi &#8211; url&ograve; il dayako, tempestandola di colpi.<br />
La zigaena questa volta s&#8217;immerse e per sempre, lasciando alla superficie una grande macchia di sangue la quale rapidamente si allargava.<br />
- Credo che non torner&agrave; pi&ugrave; alla superficie &#8211; disse Sandokan. &#8211; Cosa dici, Juioko?<br />
Il dayako non rispose. Appoggiato al gavitello, cercava di alzarsi per spingere lontani gli sguardi.<br />
- Cosa cerchi? &#8211; gli chiese Sandokan.<br />
- L&agrave;&#8230; guardate&#8230; verso il nord-ovest! &#8211; url&ograve; Juioko. &#8211; Per Allah!&#8230;Vedo una grande ombra&#8230; un veliero!<br />
- Yanez, forse? &#8211; chiese Sandokan, con viva emozione.<br />
- L&#8217;oscurit&agrave; &egrave; troppo profonda per ben discernerla ma sento che il cuore mi batte forte, capitano.<br />
- Lascia che salga sulle tue spalle.<br />
Il dayako si avvicin&ograve; e Sandokan appoggiandosi su di lui, usc&igrave; pi&ugrave; che mezzo fuori dalle onde.<br />
- Cosa vedete, capitano?<br />
- &Egrave; un praho!&#8230; Se fosse lui!&#8230; Maledizione!&#8230;<br />
- Perch&eacute; imprecate?<br />
- Sono tre, i legni che si avanzano.<br />
- Siete certo?<br />
- Sicurissimo.<br />
- Che Yanez abbia trovato dei soccorsi?<br />
- &Egrave; impossibile!<br />
- Cosa facciamo adunque? Sono tre ore che nuotiamo e vi confesso che comincio a essere affranto.<br />
- Ti comprendo: amici o nemici facciamoci raccogliere. Chiama aiuto. Juioko radun&ograve; le proprie forze e con voce tuonante grid&ograve;:<br />
- Ohe!&#8230; della nave!&#8230; Aiuto!<br />
Un momento dopo si ud&igrave; al largo un colpo di fucile e una voce che gridava:<br />
- Chi chiama?&#8230;<br />
- Naufraghi.<br />
- Aspettate.<br />
Si videro tosto i tre legni virare di bordo e avvicinarsi rapidamente, essendo il vento alquanto forte.<br />
- Dove siete? &#8211; chiese la medesima voce di prima.<br />
- Accosta &#8211; rispose Sandokan.<br />
Tenne dietro un breve silenzio, poi un&#8217;altra voce esclam&ograve;:<br />
- Per Giove!&#8230; O m&#8217;inganno assai o &egrave; lui!&#8230; Chi vive?<br />
Sandokan con una spinta usc&igrave; dalle onde fino a mezzo corpo gridando:<br />
- Yanez!&#8230; Yanez!&#8230; Sono io, la Tigre della Malesia!&#8230; A bordo dei tre legni part&igrave; un solo urlo:<br />
- Viva il capitano!&#8230; Viva la Tigre!&#8230;<br />
Il primo praho era vicino. I due nuotatori afferrarono una gomena che era stata loro lanciata e si issarono sul ponte colla rapidit&agrave; di due veri quadrumani. Un uomo si avvent&ograve; contro Sandokan stringendolo al petto con frenesia:<br />
- Ah! mio povero fratello!&#8230; &#8211; esclam&ograve;. &#8211; Credevo di non rivederti mai pi&ugrave;!&#8230; Sandokan strinse il bravo portoghese, mentre gli equipaggi gridavano sempre: &#8211; Viva la Tigre!&#8230;<br />
- Vieni nella mia cabina &#8211; disse Yanez. &#8211; Tu devi narrarmi tante cose che desidero ardentemente di conoscere.<br />
Sandokan lo segu&igrave; senza parlare e discesero nella cabina, mentre i legni proseguivano la via a tutte vele spiegate.<br />
Il portoghese stur&ograve; una bottiglia di gin e la porse a Sandokan che vuot&ograve;, uno dietro l&#8217;altro, parecchi bicchieri.<br />
- Ors&ugrave;, narra, come mai ti ho raccolto in mare mentre ti sospettavo prigioniero o morto a bordo del piroscafo che da venti ore seguo accanitamente?<br />
- Ah! Tu seguivi l&#8217;incrociatore? L&#8217;avevo sospettato.<br />
- Per Giove! Dispongo di tre legni e di centoventi uomini e vuoi che non lo seguissi?<br />
- Ma dove hai raccolto tante forze?<br />
- Sai chi comandano i due legni che mi seguono?<br />
- No di certo.<br />
- Paranoa e Maratua.<br />
- Non si erano adunque affondati, durante la burrasca che ci colse presso Labuan?<br />
- No, come lo vedi. Maratua fu spinto verso l&#8217;isola di Pulo Gaya e Paranoa si rifugi&ograve; alla baia di Ambong. Stettero col&agrave; parecchi giorni a riparare le gravi avarie riportate, poi scesero verso Labuan dove s&#8217;incontrarono. Non avendoci trovati alla piccola baia, tornarono a Mompracem; li incontrai ieri sera mentre stavano per recarsi in India, sospettando che l&agrave; noi ci fossimo diretti.<br />
- E sono sbarcati a Mompracem? Chi occupa ora la mia isola?<br />
- Nessuno, poich&eacute; gli inglesi l&#8217;abbandonarono dopo d&#8217;aver incendiato il nostro villaggio e fatti saltare gli ultimi bastioni.<br />
- Meglio cos&igrave; &#8211; mormor&ograve; Sandokan sospirando.<br />
- Ed ora, cosa accadde a te? Ti vidi abbordare il vascello mentre io sventravo la cannoniera a colpi di cannone, poi udii gli urrah di vittoria degli inglesi, indi pi&ugrave; nulla. Fuggii per salvare almeno i tesori che portavo, ma poi mi misi sulle tracce dell&#8217;incrociatore colla speranza di raggiungerlo e di abbordarlo.<br />
- Sono caduto sul ponte del legno nemico, mezzo accoppato da un colpo di mazza e poi fatto prigioniero assieme a Juioko. Le pillole che, come tu sai, portavo sempre indosso, mi salvarono.<br />
- Comprendo &#8211; disse Yanez scoppiando in una risata. &#8211; Vi hanno gettati in mare credendovi morti. Ma di Marianna, cosa successe?<br />
- &Egrave; prigioniera sull&#8217;incrociatore &#8211; rispose Sandokan con voce cupa.<br />
- Chi guidava il vascello?<br />
- Il baronetto, ma nella mischia l&#8217;uccisi.<br />
- Me l&#8217;ero immaginato. Per Bacco! Che brutta fine ha fatto quel povero rivale! Cosa pensi di fare ora?<br />
- Cosa faresti tu?<br />
- Io seguirei il piroscafo e l&#8217;abborderei.<br />
- E ci&ograve; che volevo proporti. Sai dove si dirigeva il vascello?<br />
- Lo ignoro, ma mi pare che navigasse verso le Tre Isole, quando io lo lasciai.<br />
- Cosa andr&agrave; a fare col&agrave;? Qui gatta ci cova, fratellino mio. Camminava molto?<br />
- Filava otto nodi all&#8217;ora.<br />
- Quale vantaggio pu&ograve; avere su di noi?<br />
- Forse di trenta miglia.<br />
- Allora possiamo raggiungerlo, se il vento si mantiene buono. Ma&#8230; &#8211; Egli si ferm&ograve; udendo sul ponte un movimento insolito e un vociare acuto.<br />
- Cosa succede? &#8211; chiese.<br />
- Che abbiano scoperto l&#8217;incrociatore?<br />
- Saliamo, fratellino mio.<br />
Abbandonarono precipitosamente la cabina e salirono in coperta. Proprio in quel momento alcuni uomini stavano traendo dall&#8217;acqua una cassetta di metallo che un pirata, alla prima luce dell&#8217;alba, aveva scorta a poche dozzine di metri dal tribordo.<br />
- Oh!&#8230; oh!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Yanez. &#8211; Cosa vuol dire ci&ograve;? Che contenga qualche documento prezioso? Non mi sembra una scatola comune.<br />
- Noi siamo sempre sulle tracce del piroscafo, &egrave; vero? &#8211; chiese Sandokan, che senza sapere il perch&eacute; si sentiva agitato.<br />
- Sempre &#8211; rispose il portoghese.<br />
- Ah! se fosse&#8230;<br />
- Che cosa?<br />
Sandokan invece di rispondere estrasse il kriss e con un colpo rapido sventr&ograve; la scatola. Tosto nell&#8217;interno si scorse una carta un po&#8217; umida s&igrave;, ma sulla quale si rivelavano nettamente alcune righe di una calligrafia fina ed elegante.<br />
- Yanez!&#8230; Yanez!&#8230; &#8211; balbett&ograve; Sandokan con voce tremante.<br />
- Leggi, fratellino mio, leggi!<br />
- Mi pare di essere diventato cieco&#8230;<br />
Il portoghese gli tolse la carta e lesse:</p>
<p>Aiuto! Mi trasportano alle Tre Isole dove mi raggiunger&agrave; mio zio per condurmi a Sarawack.</p>
<p>Marianna</p>
<p>Sandokan nell&#8217;udire quelle parole emise un urlo di belva ferita. Alz&ograve; il braccio cacciandosi le mani nei capelli che si strapp&ograve; con furore e vacill&ograve; come se fosse stato colpito da una palla.<br />
- Perduta!&#8230; perduta!&#8230; Il lord?&#8230; &#8211; esclam&ograve;.<br />
Yanez e i pirati lo avevano circondato e lo guardavano con ansiet&agrave;, con profonda commozione. Pareva che soffrissero le medesime pene che dilaniavano il cuore di quello sventurato.<br />
- Sandokan! &#8211; esclam&ograve; il portoghese. &#8211; Noi la salveremo, te lo giuro, dovessimo abbordare il legno del lord o assalire Sarawack e James Brooke che la governa.<br />
La Tigre, un istante prima abbattuta da quel fiero dolore, scatt&ograve; in piedi col viso contraffatto e gli occhi in fiamme.<br />
- Tigri di Mompracem! &#8211; tuon&ograve; egli. &#8211; Abbiamo dei nemici da esterminare e la nostra Regina da salvare. Tutti alle Tre Isole!&#8230;<br />
- Vendetta!&#8230; &#8211; urlarono i pirati. &#8211; Morte agli inglesi e viva la nostra Regina!&#8230;</p>
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		<title>la fuga</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 22:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[Partito il tenente, Sandokan si era seduto sull&#8217;ultimo gradino della scala, colla testa stretta fra le mani, immergendosi in profondi pensieri. Un dolore immenso traspariva dai suoi lineamenti. Se fosse stato capace di piangere, non poche lagrime avrebbero bagnate le sue gote. Juioko si era accoccolato a breve distanza, guardando con ansiet&#224; il suo capo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partito il tenente, Sandokan si era seduto sull&#8217;ultimo gradino della scala, colla testa stretta fra le mani, immergendosi in profondi pensieri.<br />
Un dolore immenso traspariva dai suoi lineamenti. Se fosse stato capace di piangere, non poche lagrime avrebbero bagnate le sue gote.<br />
Juioko si era accoccolato a breve distanza, guardando con ansiet&agrave; il suo capo. Vedendolo assorto nei suoi pensieri, non aveva pi&ugrave; osato interrogarlo sui suoi futuri progetti.<br />
Erano trascorsi quindici o venti minuti, quando il boccaporto torn&ograve; ad alzarsi. Sandokan vedendo entrare uno sprazzo di luce, si era precipitosamente alzato guardando verso la scala.<br />
Una donna scendeva rapidamente. Era la giovane dai capelli d&#8217;oro, pallida, anzi livida e lagrimante.<br />
Il tenente l&#8217;accompagnava, tenendo per&ograve; la destra sul calcio d&#8217;una pistola che aveva messa nella cintura.<br />
Sandokan era scattato in piedi, mandando un urlo e si era slanciato verso la fidanzata stringendosela forsennatamente al petto.<br />
- Amor mio &#8211; esclam&ograve; traendola dalla parte opposta della stiva, mentre il comandante si sedeva a mezza scala colle braccia incrociate e la fronte abbuiata.<br />
- Finalmente ti rivedo!<br />
- Sandokan &#8211; mormor&ograve; ella scoppiando in singhiozzi. &#8211; Credevo di non rivederti pi&ugrave; mai!&#8230;<br />
- Coraggio, Marianna, non piangere, crudele, tergi queste lagrime che mi straziano.<br />
- Ho il cuore infranto, mio prode amico. Ah, non voglio che tu muoia, non voglio che ti separino da me! Io ti difender&ograve; contro tutti, io ti liberer&ograve;, io voglio che tu sia ancor mio.<br />
- Tuo!&#8230; &#8211; esclam&ograve; egli emettendo un profondo sospiro. &#8211; S&igrave; ritorner&ograve; tuo, ma quando?<br />
- Perch&eacute; quando?<br />
- Ma non sai, sventurata fanciulla, che mi portano a Labuan per uccidermi?<br />
- Ma io ti salver&ograve;.<br />
- Tu, s&igrave;, forse se mi aiuterai.<br />
- Hai un progetto adunque! &#8211; esclam&ograve; ella delirante per la gioia.<br />
- S&igrave;, se Iddio mi protegge. Ascoltami, amor mio.<br />
Lanci&ograve; uno sguardo sospettoso sul tenente che non si era mosso dal suo posto, poi traendo la giovanetta pi&ugrave; lontana che era possibile, le disse:<br />
- Progetto una fuga e ho speranza di riuscire, ma tu non potrai venire con me.<br />
- Perch&eacute;, Sandokan? Dubiti che io non sia capace di seguirti? Temi forse che mi manchi il coraggio per affrontare i pericoli? Sono energica e non temo pi&ugrave; nessuno; se vuoi pugnaler&ograve; le tue sentinelle o far&ograve; saltare questo vascello con tutti gli uomini che lo montano, se &egrave; necessario.<br />
- &Egrave; impossibile, Marianna. Darei mezzo del mio sangue per condurti meco, ma non posso. Mi &egrave; necessario il tuo aiuto per fuggire o tutto sar&agrave; vano, ma ti giuro che non rimarrai molto tempo fra i tuoi compatrioti, dovessi levare colle mie immense ricchezze un esercito e guidarlo contro Labuan.<br />
Marianna si nascose il capo fra le mani e grosse lagrime inondarono il suo bel viso.<br />
- Rimanere qui, senza di te &#8211; mormor&ograve; con voce straziante.<br />
- &Egrave; necessario, mia povera fanciulla. Ascoltami ora.<br />
Si trasse dal petto una microscopica scatoletta e apertala mostr&ograve; a Marianna alcune pillole d&#8217;una tinta rossiccia e che tramandavano un odore acutissimo.<br />
- Vedi queste pallottoline? &#8211; le chiese. &#8211; Contengono un veleno potente ma non mortale, che ha la propriet&agrave; di sospendere la vita, in un uomo robusto, per sei ore. &Egrave; un sonno che somiglia perfettamente alla morte e che inganna il medico pi&ugrave; esperto.<br />
- E cosa vuoi fare?<br />
- Io e Juioko ne inghiottiremo una ciascuno, ci crederanno morti, ci getteranno in mare, ma poi risusciteremo liberi sul libero mare.<br />
- Ma non vi annegherete?<br />
- No, poich&eacute; io conto su di te.<br />
- Cosa devo fare? Parla, comanda Sandokan, sono pronta a tutto pur di vederti libero.<br />
- Sono le sei &#8211; disse il pirata estraendo il suo cronometro. &#8211; Fra un&#8217;ora io e il mio compagno inghiottiremo le pillole e manderemo un acuto grido. Tu marcherai esattamente sul tuo orologio il minuto secondo in cui quel grido sar&agrave; emesso, conterai sei ore, e due secondi prima ci farai gettare in mare. Procurerai di lasciarci senza amaca e senza palla ai piedi, e cercherai di gettare qualche galleggiante in mare onde ci possa poi giovare e possibilmente vedrai di nascondere qualche arma sotto le nostre vesti. Mi hai compreso bene?<br />
- Ho scolpito tutto nella mia memoria, Sandokan. Ma dopo dove andrai?<br />
- Ho la certezza che Yanez ci segue ed egli ci raccoglier&agrave;. Poi raduner&ograve; armi e pirati e verr&ograve; a liberarti, dovessi porre Labuan a ferro e fuoco ed esterminare i suoi abitanti.<br />
Si arrest&ograve; cacciandosi le unghie nelle carni.<br />
- Maledetto sia il d&igrave; in cui mi chiamai la Tigre della Malesia, maledetto sia il giorno in cui divenni vendicatore e pirata, scatenando su di me l&#8217;odio dei popoli che si frappone, come orribile spettro, fra me e questa divina fanciulla!&#8230; Se non fossi mai stato l&#8217;uomo sanguinario, almeno non sarei stato incatenato a bordo di questo legno, n&eacute; trascinato verso il patibolo, n&eacute; mai diviso da questa donna che cos&igrave; immensamente amo!<br />
- Sandokan!&#8230; Non parlare cos&igrave;.<br />
- S&igrave;, hai ragione, &quot;Perla di Labuan&quot;. Lascia che ti contempli un&#8217;ultima volta &#8211; disse vedendo il tenente alzarsi e avvicinarsi.<br />
Sollev&ograve; il biondo capo di Marianna e la baci&ograve; in viso come un forsennato.<br />
- Quanto ti amo, sublime creatura!&#8230; &#8211; esclam&ograve; egli, fuori di s&eacute;. &#8211; E bisogna separarci!&#8230;<br />
Soffoc&ograve; un gemito e si terse rapidamente una lagrima che gli rotolava sulla bruna guancia.<br />
- Parti, Marianna, parti &#8211; disse bruscamente. &#8211; Se tu rimanessi, io piangerei come un fanciullo!<br />
- Sandokan!&#8230; Sandokan!&#8230;<br />
Il pirata si nascose il viso fra le mani e fece due passi indietro.<br />
- Ah! Sandokan! &#8211; esclam&ograve; Marianna, con accento straziante.<br />
Volle slanciarsi verso di lui, ma le forze le vennero meno e cadde fra le braccia del tenente che si era avvicinato.<br />
- Partite! &#8211; grid&ograve; la Tigre della Malesia, volgendosi altrove e celandosi il viso. Quando si rivolse il boccaporto era stato gi&agrave; abbassato.<br />
- Tutto &egrave; finito! &#8211; esclam&ograve; con voce triste. &#8211; Non mi rimane che di addormentarmi sulle onde del mar Malese. Possa un giorno rivedere felice colei che tanto amo!&#8230;<br />
Si lasci&ograve; cadere ai piedi della scala col viso fra le mani e rimase cos&igrave; quasi un&#8217;ora. Juioko lo strapp&ograve; da quella muta disperazione.<br />
- Capitano &#8211; disse. &#8211; Coraggio, non disperiamo ancora. Sandokan si alz&ograve; con un gesto energico.<br />
- Fuggiamo.<br />
- Non domando di meglio.<br />
Estrasse la scatoletta e lev&ograve; due pillole porgendone una al dayako.<br />
- Bisogna inghiottirla al mio segnale &#8211; disse.<br />
- Sono pronto.<br />
Estrasse l&#8217;orologio e guard&ograve;.<br />
- Sono le sette meno due minuti &#8211; riprese Sandokan. &#8211; Fra sei ore noi torneremo in vita sul libero mare.<br />
Chiuse gli occhi e inghiott&igrave; la pillola mentre Juioko lo imitava. Tosto si videro quei due uomini contorcersi come sotto un violento e improvviso spasimo, quindi stramazzare al suolo emettendo due acute urla.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; </p>
<p>Quelle grida, malgrado lo sbuffare della macchina e il fragore delle onde sollevate dalle possenti ruote, furono udite in coperta da tutti e anche da Marianna che gi&agrave; le attendeva in preda a mille ansie.<br />
Il tenente discese precipitosamente nella stiva seguito da alcuni ufficiali e dal medico di bordo. Ai piedi della scala urt&ograve; contro i due creduti cadaveri.<br />
- Sono morti &#8211; disse. &#8211; Quello che temevo &egrave; avvenuto.<br />
Il medico li esamin&ograve;, ma quel brav&#8217;uomo non pot&egrave; far altro che constatare la morte dei due prigionieri.<br />
Mentre i marinai li sollevavano, il tenente risal&igrave; in coperta e si avvicin&ograve; a Marianna che si teneva appoggiata alla murata di babordo, facendo sforzi sovraumani per soffocare il dolore che l&#8217;opprimeva.<br />
- Milady &#8211; le disse. &#8211; Una disgrazia &egrave; toccata alla Tigre e al suo compagno.<br />
- La indovino&#8230; Sono morti.<br />
- &Egrave; vero, milady.<br />
- Signore &#8211; diss&#8217;ella con voce rotta ma energica. &#8211; Vivi appartenevano a voi, morti appartengono a me.<br />
- Vi lascio libera di fare di loro ci&ograve; che meglio vi aggrada, ma voglio darvi un consiglio.<br />
- Quale?<br />
- Fateli gettare in mare prima che l&#8217;incrociatore giunga a Labuan. Vostro zio potrebbe far appendere Sandokan sebbene morto.<br />
- Accetto il vostro consiglio; fate portare i due cadaveri a poppa e mi si lasci sola con loro.<br />
Il tenente s&#8217;inchin&ograve; e diede gli ordini necessari, onde si eseguisse la volont&agrave; della giovane lady.<br />
Un momento dopo i due pirati venivano collocati su due tavole e portati a poppa, pronti ad essere gettati in mare.<br />
Marianna s&#8217;inginocchi&ograve; accanto a Sandokan irrigidito e contempl&ograve; mutamente quel volto scomposto dalla potente azione del narcotico, ma che conservava ancora quella maschia fierezza che incuteva timore e rispetto. Attese che nessuno facesse a lei osservazione e che le tenebre fossero calate, poi si trasse dal corsetto due pugnali e li nascose sotto le vesti dei due pirati.<br />
- Almeno potrete difendervi, o miei valorosi &#8211; mormor&ograve; ella con profonda emozione.<br />
Poi si assise ai loro piedi, contando sull&#8217;orologio ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo, con pazienza inaudita.<br />
Alla una meno venti minuti si alz&ograve; pallida ma risoluta. S&#8217;avvicin&ograve; alla muratura di babordo e non vista stacc&ograve; due salvagente che gett&ograve; in mare, poi si diresse verso prua e fermandosi dinanzi al tenente che pareva l&#8217;attendesse:<br />
- Signore, &#8211; disse, &#8211; si compia l&#8217;ultima volont&agrave; della Tigre della Malesia.<br />
Ad un ordine del tenente quattro marinai si recarono a poppa e alzarono le due tavole, su cui posavano i cadaveri, fino al capo di banda.<br />
- Non ancora &#8211; disse Marianna rompendo in pianto.<br />
S&#8217;avvicin&ograve; a Sandokan e pos&ograve; le labbra su quelle di lui. Sent&igrave; a quel contatto un lieve tiepore e una specie di fremito. Un momento di esitazione e con voce soffocata disse:<br />
- Lasciate andare!<br />
I marinai alzarono le due tavole e i due pirati scivolarono in mare inabissandosi nei neri flutti, mentre il vascello si allontanava rapidamente portando la sventurata giovanetta verso le coste dell&#8217;isola maledetta.</p>
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		<title>i prigionieri</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 22:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando torn&#242; in s&#233;, ancora semintronato dal fiero colpo ricevuto sul cranio, si trov&#242; non pi&#249; libero sul ponte del proprio legno, ma incatenato nella stiva della corvetta. Dapprima si credette in preda ad un terribile sogno, ma il dolore che gli martoriava ancora il capo, le carni straziate in pi&#249; luoghi dalle punte delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando torn&ograve; in s&eacute;, ancora semintronato dal fiero colpo ricevuto sul cranio, si trov&ograve; non pi&ugrave; libero sul ponte del proprio legno, ma incatenato nella stiva della corvetta.<br />
Dapprima si credette in preda ad un terribile sogno, ma il dolore che gli martoriava ancora il capo, le carni straziate in pi&ugrave; luoghi dalle punte delle baionette e soprattutto le catene che gli serravano i polsi lo richiamarono in breve alla realt&agrave;.<br />
Si alz&ograve; scuotendo furiosamente i ferri e gett&ograve; all&#8217;intorno uno sguardo smarrito, come se non fosse ancora ben sicuro di non trovarsi pi&ugrave; sul suo legno, poi un urlo gli irruppe dalle labbra, un urlo da belva ferita.<br />
- Prigioniero!&#8230; &#8211; esclam&ograve; digrignando i denti e tentando di torcere le catene.<br />
- Cos&#8217;&egrave; accaduto adunque?&#8230; Siamo stati ancora una volta vinti dagli inglesi?&#8230; Morte e dannazione!&#8230; Qual terribile risveglio! E Marianna?&#8230; Cos&#8217;&egrave; successo a quella povera fanciulla? Forse &egrave; morta!&#8230;<br />
Uno spasimo tremendo gli strinse il cuore a quel pensiero.<br />
- Marianna! &#8211; url&ograve; continuando a torcere i ferri. &#8211; Fanciulla mia, dove sei tu?&#8230; Yanez!&#8230; Juioko!&#8230; Tigrotti!&#8230; Nessuno risponde!&#8230; Siete tutti morti adunque?&#8230; Ma no &egrave; impossibile, io sogno od io sono pazzo!<br />
Quell&#8217;uomo che non aveva mai saputo cosa fosse la paura, in quel momento la prov&ograve;. Sent&igrave; che smarriva la ragione e si guard&ograve; intorno con ispavento.<br />
- Morti!&#8230; Tutti morti!&#8230; &#8211; esclam&ograve; con angoscia. &#8211; Solo io sono sopravvissuto alla strage per venire forse trascinato a Labuan!&#8230;<br />
&quot;Marianna!&#8230; Yanez, mio buon amico!&#8230; Juioko!&#8230; Anche tu, mio valoroso, sei caduto sotto il ferro o il piombo dei massacratoti!&#8230;<br />
&quot;Meglio sarebbe stato che anch&#8217;io fossi morto e trascinato, col mio legno, nei baratri del mare.<br />
&quot;Dio, quale catastrofe!&#8230;&quot;<br />
Poi preso da un impeto di disperazione o di follia, si scagli&ograve; attraverso al frapponte, scuotendo furiosamente le catene e gridando:<br />
- Uccidetemi!&#8230; Uccidetemi!&#8230; La Tigre della Malesia non pu&ograve; pi&ugrave; vivere!&#8230; Ad un tratto s&#8217;arrest&ograve; udendo una voce a gridare:<br />
- La Tigre della Malesia!&#8230; &Egrave; vivo ancora il capitano? Sandokan si guard&ograve; intorno.<br />
Una lanterna sospesa ad una punta, illuminava scarsamente il frapponte, per&ograve; quella luce era sufficiente per poter distinguere una persona. Dapprima Sandokan non vide altro che delle botti, ma poi, guardando meglio, scorse una forma umana accovacciata presso lo scassero dell&#8217;albero maestro.<br />
- Chi siete voi? &#8211; grid&ograve;.<br />
- Chi parla della Tigre della Malesia? &#8211; domand&ograve; invece la voce di prima. Sandokan trasal&igrave;, poi un lampo di gioia gli balen&ograve; negli sguardi. Quell&#8217;accento non gli era ignoto.<br />
- V&#8217;&egrave; uno dei miei uomini qui? &#8211; chiese. &#8211; Juioko forse?<br />
- Juioko!&#8230; Mi si conosce adunque? Allora non sono morto!&#8230;<br />
L&#8217;uomo si alz&ograve; scuotendo lugubremente delle catene e si fece innanzi.<br />
- Juioko!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Sandokan.<br />
- Il capitano! &#8211; esclam&ograve; l&#8217;altro.<br />
Poi slanciandosi innanzi, cade ai piedi della Tigre della Malesia, ripetendo:<br />
- Il capitano!&#8230; Il mio capitano!&#8230; Ed io l&#8217;avevo pianto come morto!&#8230;<br />
Quel nuovo prigioniero era il comandante del terzo praho, un valoroso dayako che godeva fama grandissima fra le bande di Mompracem pel suo valore e per la sua abilit&agrave; marinaresca.<br />
Era un uomo di statura alta, bene proporzionato, come lo sono in generale i bornesi dell&#8217;interno, dagli occhi grandi ed intelligenti e la pelle giallo-dorata. Come i suoi compatrioti portava i capelli lunghi ed aveva le braccia e le gambe adorne d&#8217;un gran numero di anelli di rame e di ottone. Il brav&#8217;uomo, vedendosi dinanzi la Tigre della Malesia, piangeva e rideva ad un tempo.<br />
- Vivo!&#8230; Ancora vivo!&#8230; &#8211; esclamava. &#8211; Oh, quale felicit&agrave;!&#8230; Almeno voi siete sfuggito alla strage.<br />
- Alla strage!&#8230; &#8211; grid&ograve; Sandokan. &#8211; Sono morti tutti dunque i valorosi che io trascinavo all&#8217;abbordaggio di questa nave?&#8230;<br />
- Ohim&egrave;!&#8230; S&igrave;, tutti &#8211; rispose il dayako con voce rotta.<br />
- E Marianna? E scomparsa assieme al praho? Dimmelo Juioko, dimmelo.<br />
- No, &egrave; viva ancora.<br />
- Viva!&#8230; La mia fanciulla, viva!&#8230; &#8211; url&ograve; Sandokan fuori di s&eacute; per la gioia.<br />
- Sei certo di quello che tu dici?<br />
- S&igrave;, mio capitano. Voi eravate caduto, ma io, assieme ad altri quattro compagni, resistevamo ancora quando la fanciulla dai capelli d&#8217;oro fu portata sul ponte della nave.<br />
- E da chi?<br />
- Dagli inglesi, capitano. La fanciulla spaventata dall&#8217;acqua che doveva aver invasa la cabina, era salita sulla tolda chiamandovi ad alta voce.<br />
&quot;Alcuni marinai avendola veduta furono pronti a gettare in mare una scialuppa ed a raccoglierla. Pochi minuti che avessero tardato la fanciulla sarebbe scomparsa nel gorgo aperto dal praho.&quot;<br />
- Ed era ancora viva?&#8230;<br />
- S&igrave;, capitano. Ella vi chiamava ancora quando la portavano sul ponte.<br />
- Maledizione!&#8230; Ed io non poter correre in suo aiuto.<br />
- Lo abbiamo tentato, capitano. Non eravamo che in quattro ed avevamo intorno pi&ugrave; di cinquanta uomini che c&#8217;intimavano la resa, pure ci avventammo contro i marinai che portavano la Regina di Mompracem. Eravamo troppo pochi per impegnare ancora la lotta. Io fui atterrato, calpestato e poi legato e trascinato qui.<br />
- E gli altri?<br />
- Si erano fatti uccidere dopo d&#8217;aver fatto strage di coloro che li accerchiavano.<br />
- E Marianna si trova a bordo di questa nave?<br />
- S&igrave;, Tigre della Malesia.<br />
- Non &egrave; stata trasbordata sulla cannoniera?<br />
- Credo che la cannoniera navighi ormai sott&#8217;acqua &#8211; disse Juioko.<br />
- Vuoi dire?<br />
- Che &egrave; stata colata a fondo.<br />
- Da Yanez?<br />
- S&igrave;, capitano.<br />
- Allora Yanez &egrave; ancora vivo.<br />
- Poco prima che mi trascinassero qui, vidi ad una grande distanza il suo praho fuggire a tutte vele spiegate.<br />
&quot;Durante la nostra pugna aveva messo fuori combattimento la cannoniera, frantumandole le ruote, poi l&#8217;ha incendiata. Ho veduto le fiamme alzarsi sul mare ed ho udito, poco dopo, un lontano rombo. Doveva essere la santabarbara che scoppiava.&quot;<br />
- E dei nostri, non &egrave; fuggito nessuno?<br />
- Nessuno, capitano &#8211; disse Juioko con un sospiro.<br />
- Tutti morti! &#8211; mormor&ograve; Sandokan con cupo dolore, prendendosi fra le mani la fronte. &#8211; E tu hai veduto a cadere Singal, il pi&ugrave; prode ed il pi&ugrave; vecchio campione della pirateria.<br />
- &Egrave; stramazzato al mio fianco con una palla di spingarda nel petto.<br />
- E Sangan, il leone delle Romades?<br />
- L&#8217;ho veduto cadere in mare colla testa sfracellata da una scheggia di mitraglia.<br />
- Quale massacro!&#8230; Poveri compagni!&#8230; Ah!&#8230; Triste fatalit&agrave; pesava sulle ultime tigri di Mompracem!<br />
Sandokan tacque, immergendosi in dolorosi pensieri. Per quanto si reputasse forte, si sentiva finalmente accasciato da quel disastro che gli era costato la perdita della sua isola, la morte di quasi tutti i prodi che l&#8217;avevano fino allora seguito in cento battaglie, e da ultimo la perdita della fanciulla amata. In un tale uomo per&ograve; lo scoramento non doveva durare molto. Non erano trascorsi dieci minuti che Juioko lo vide balzare in piedi cogli sguardi sfavillanti.<br />
- Dimmi &#8211; gli disse, volgendosi verso il dayako. &#8211; Credi che Yanez ci segua?<br />
- Ho questa convinzione, mio capitano. Il signor Yanez non ci abbandoner&agrave; nella sventura.<br />
- Anch&#8217;io lo spero &#8211; disse Sandokan. &#8211; Un altro uomo, al suo posto, avrebbe approfittato della mia sventura per fuggire colle immense ricchezze che tiene nel suo praho, ma lui non lo far&agrave;. Egli mi amava troppo per tradirmi.<br />
- E che cosa volete concludere, capitano?<br />
- Che noi fuggiremo.<br />
Il dayako lo guard&ograve; con stupore, domandandosi in cuor suo se la Tigre della Malesia aveva perduta la ragione.<br />
- Fuggiremo!&#8230; &#8211; esclam&ograve;. &#8211; E come? Non abbiamo nemmeno un&#8217;arma e per di pi&ugrave; siamo incatenati.<br />
- Ho il mezzo per farci gettare in mare.<br />
- Non vi comprendo, capitano. Chi ci butter&agrave; in acqua?<br />
- Quando un uomo muore a bordo d&#8217;una nave, cosa se ne fa?<br />
- Lo si mette in un&#8217;amaca con una palla di cannone e lo si manda a tenere compagnia ai pesci.<br />
- E di noi faranno altrettanto &#8211; disse Sandokan.<br />
- Volete suicidarvi?<br />
- S&igrave;, ma in modo da poter ritornare poi in vita.<br />
- Hum!&#8230; Ho i miei dubbi, Tigre della Malesia.<br />
- Ti dico che noi ci sveglieremo vivi e liberi sul libero mare.<br />
- Se voi lo dite, devo credervi.<br />
- Tutto dipende da Yanez.<br />
- Egli deve essere lontano.<br />
- Ma se segue la corvetta presto o tardi ci raccoglier&agrave;.<br />
- E poi?<br />
- Poi torneremo a Mompracem o a Labuan a liberare Marianna.<br />
- Io mi domando se sogno.<br />
- Dubiti di quanto ti ho detto?<br />
- Un poco, lo confesso, mio capitano. Penso che noi non possediamo nemmeno un kriss.<br />
- Non ci sar&agrave; necessario.<br />
- E che siamo incatenati.<br />
- Incatenati! &#8211; esclam&ograve; Sandokan. &#8211; La Tigre della Malesia pu&ograve; spezzare i ferri che la tengono prigioniera. A me mie forze!&#8230; Guarda!&#8230;<br />
Torse con furore gli anelli, poi con uno strappo irresistibile li aperse e gett&ograve; lontano da s&eacute; la catena.<br />
- Ecco la Tigre libera!&#8230; &#8211; grid&ograve;.<br />
Quasi nel medesimo istante il boccaporto di poppa si alz&ograve; e la scala scricchiol&ograve; sotto il passo di alcuni uomini.<br />
- Eccoli!&#8230; &#8211; esclam&ograve; il dayako.<br />
- Ora li mando tutti!&#8230; &#8211; url&ograve; Sandokan, che era stato preso da un tremendo accesso di furore.<br />
Vedendo al suolo una manovella spezzata, la prese e fece atto di scagliarsi verso la scala. Il dayako fu pronto ad arrestarlo.<br />
- Volete farvi uccidere, capitano? &#8211; gli disse. &#8211; Pensate che sul ponte ci sono altri duecento uomini e armati.<br />
- &Egrave; vero &#8211; rispose Sandokan; gettando lungi da s&eacute; la manovella. &#8211; La Tigre &egrave; domata!&#8230;<br />
Tre uomini si avanzarono verso di loro. Uno era un tenente di vascello, probabilmente il comandante della corvetta; gli altri due erano marinai.<br />
Ad un cenno del loro capo, i due ultimi innestarono la baionetta e puntarono le loro carabine verso i due pirati.<br />
Un sorriso sdegnoso comparve sulle labbra della Tigre della Malesia.<br />
- Avete paura forse? &#8211; chiese egli. &#8211; O siete sceso, signor tenente, per prestarmi quei due uomini armati?&#8230; Vi avverto che i loro fucili non mi fanno tremare, potevate quindi fare a meno di un cos&igrave; grottesco spettacolo,<br />
- So che la Tigre della Malesia non ha paura &#8211; rispose il tenente. &#8211; Ho preso semplicemente delle precauzioni.<br />
- Eppure sono inerme, signore.<br />
- Ma non pi&ugrave; incatenato, mi pare.<br />
- Non sono uomo da tenere a lungo le catene ai polsi.<br />
- Una bella forza, in fede mia, signore.<br />
- Lasciate le chiacchiere, signore e ditemi cosa volete.<br />
- Sono stato qui mandato per vedere se avevate bisogno di qualche cura.<br />
- Non sono ferito, signore.<br />
- Pure avevate ricevuto una mazzata sul cranio,<br />
- Che il mio turbante &egrave; stato sufficiente a riparare.<br />
- Quale uomo! &#8211; esclam&ograve; il tenente, con sincera ammirazione.<br />
- Avete finito?<br />
- Non ancora, Tigre della Malesia.<br />
- Ors&ugrave;, cosa volete?<br />
- Mi ha mandato qui una donna.<br />
- Marianna? &#8211; grid&ograve; Sandokan.<br />
- S&igrave;, lady Guillonk &#8211; riprese il tenente.<br />
- &Egrave; viva, &egrave; vero? &#8211; chiese Sandokan, mentre un&#8217;ondata di sangue gli montava in viso.<br />
- S&igrave;, Tigre della Malesia. Io l&#8217;ho salvata nel momento in cui il vostro praho stava per inabissarsi.<br />
- Oh!&#8230; Parlatemi di lei ve ne prego!&#8230;<br />
- A quale scopo? Io vi consiglierei di dimenticarla, signore.<br />
- Dimenticarla! &#8211; esclam&ograve; Sandokan. &#8211; Oh!&#8230; Mai!&#8230;<br />
- Lady Guillonk &egrave; perduta per voi. Quali speranze potete avere ancora?&#8230;<br />
- &Egrave; vero &#8211; mormor&ograve; Sandokan, con un sospiro. &#8211; Io sono un uomo condannato a morte, &egrave; vero?<br />
Il tenente non rispose, ma quel silenzio valeva quanto un&#8217;affermazione.<br />
- Cos&igrave; era scritto &#8211; rispose Sandokan, dopo alcuni secondi. &#8211; Le mie vittorie dovevano fruttarmi una morte ignominiosa. Dove mi conducete?<br />
- A Labuan.<br />
- E mi appiccherete?<br />
Anche questa volta il tenente rimase silenziosa.<br />
- Potete dirmelo francamente &#8211; disse Sandokan. &#8211; La Tigre della Malesia non ha mai tremato dinanzi alla morte.<br />
- Lo so. Voi l&#8217;avete sfidata in cento e pi&ugrave; abbordaggi e tutti sanno che voi siete l&#8217;uomo pi&ugrave; coraggioso che viva nel Borneo.<br />
- Allora ditemi tutto.<br />
- Non vi siete ingannato, voi sarete appiccato.<br />
- Avrei preferito la morte dei soldati.<br />
- La fucilazione, &egrave; vero?<br />
- S&igrave; &#8211; rispose Sandokan.<br />
- Io invece vi avrei risparmiata la vita e vi avrei dato un comando nell&#8217;esercito delle Indie &#8211; disse il tenente. &#8211; Uomini audaci e coraggiosi come voi sono rari al giorno d&#8217;oggi.<br />
- Grazie della vostra buona intenzione, ma essa non mi salver&agrave; dalla morte.<br />
- Pur troppo, signore. Cosa volete? I miei compatrioti, pur ammirando il vostro straordinario valore, hanno sempre paura di voi e non vivrebbero tranquilli anche se vi vedessero lontano da qui.<br />
- Eppure, tenente, quando voi mi avete assalito io stavo per dare un addio alla mia vita di pirata ed a Mompracem.<br />
&quot;Volevo andarmene assai lontano da questi mari, non perch&eacute; temessi i vostri compatrioti, poich&eacute; se l&#8217;avessi voluto, avrei potuto radunare nella mia isola migliaia di pirati e armare centinaia di prahos, ma solo perch&eacute; io, incatenato da Marianna, dopo tanti anni di sanguinose pugne, desideravo la vita tranquilla accanto a colei che amavo. Il destino non ha voluto che io potessi realizzare quel caro sogno, e sia. Uccidetemi pure: sapr&ograve; morire da forte.&quot;<br />
- Non amate pi&ugrave; adunque lady Guillonk?<br />
- Se l&#8217;amo! &#8211; esclam&ograve; Sandokan con accento quasi straziante. &#8211; Voi non potete farvi un&#8217;idea della passione che quella fanciulla ha fatto nascere nel mio cuore. Ascoltatemi: ponete qui Mompracem e l&agrave; Marianna ed io abbandoner&ograve; la prima per la seconda. Datemi la libert&agrave; colla condizione di non riveder pi&ugrave; mai quella fanciulla e mi vedreste rifiutarla.<br />
&quot;Cosa volete di pi&ugrave;?<br />
&quot;Guardate! Io sono disarmato, quasi solo, eppure se avessi la pi&ugrave; piccola speranza di poter salvare Marianna, mi sentirei capace di qualsiasi sforzo, anche di aprire i fianchi di questo vascello per mandarvi tutti in fondo al mare!&quot;<br />
- Siamo pi&ugrave; numerosi di quello che credete &#8211; disse il tenente con un sorriso d&#8217;incredulit&agrave;. &#8211; Sappiamo quanto valete e di che cosa sareste capace ed abbiamo prese le nostre precauzioni per rendervi impotente.<br />
&quot;Non tentate quindi nulla; tutto sarebbe inutile. Una palla di fucile pu&ograve; uccidere l&#8217;uomo pi&ugrave; coraggioso del mondo.&quot;<br />
- La preferirei alla morte che mi attende a Labuan &#8211; disse Sandokan con cupa disperazione.<br />
- Vi credo, Tigre della Malesia.<br />
- Ma noi non siamo ancora a Labuan e potrebbe succedere qualche cosa prima di giungervi.<br />
- Cosa volete dire? &#8211; chiese il tenente guardandolo con una certa apprensione. &#8211; Pensereste a suicidarvi?<br />
- Cosa importerebbe a voi? Che io muoia in un modo o nell&#8217;altro, il risultato sarebbe identico.<br />
- Forse non ve lo impedirei &#8211; disse il tenente. &#8211; Vi confesso che mi rincrescerebbe assai vedervi appiccare.<br />
Sandokan stette un momento silenzioso, guardando fisso fisso il tenente come se dubitasse della verit&agrave; di quelle parole, poi chiese:<br />
- Non vi opporreste voi se mi suicidassi?<br />
- No &#8211; rispose il tenente. &#8211; Ad un valoroso come voi, non negherei un simile favore.<br />
- Allora consideratemi come un uomo morto.<br />
- Io per&ograve; non vi offro i mezzi per finire la vostra vita!<br />
- Ho con me il necessario.<br />
- Qualche veleno forse?<br />
- Fulminante. Prima per&ograve; di andarmene all&#8217;altro mondo vorrei pregarvi d&#8217;un favore.<br />
- Ad un uomo che sta per morire non si pu&ograve; rifiutare nulla.<br />
- Vorrei vedere un&#8217;ultima volta Marianna.<br />
Il tenente rimase muto.<br />
- Ve ne prego &#8211; insistette Sandokan.<br />
- Io avevo ricevuto l&#8217;ordine di tenervi separati, nel caso che fossi stato tanto fortunato di catturarvi. E poi credo che sarebbe meglio per voi e per lady Marianna, impedire di rivedervi. A quale scopo farla piangere?<br />
- Me lo negate per un raffinamento di crudelt&agrave;? Io non credevo che un prode marinaio potesse diventare un aguzzino.<br />
Il tenente impallid&igrave;.<br />
- Vi giuro che ne ebbi l&#8217;ordine &#8211; disse poi. &#8211; Mi rincresce che voi dubitiate della mia parola.<br />
- Perdonatemi &#8211; disse Sandokan.<br />
- Non vi serbo rancore e per dimostrarvi che io non ho mai avuto alcun odio contro un valoroso vostro pari, vi prometto di condurvi qui lady Guillonk. Darete per&ograve; a lei un grande dolore, lo vedrete.<br />
- Non le far&ograve; parola del suicidio.<br />
- Ed allora, cosa vorreste dirle?<br />
- Io ho lasciato, in un luogo nascosto, degli immensi tesori e tutti lo ignorano.<br />
- E vorreste donarli a lei?<br />
- S&igrave;, onde ne disponga come meglio le piacer&agrave;. Tenente, quando potr&ograve; vederla?<br />
- Prima di questa sera.<br />
- Grazie, signore.<br />
- Promettetemi per&ograve; di non parlarle del vostro suicidio.<br />
- Avete la mia parola. Eppure, credetelo &egrave; atroce il dover morire, quando ormai credevo di godere la felicit&agrave; a fianco di quella fanciulla che amo tanto.<br />
- Vi credo.<br />
- Avrei fatto meglio ad affondare il mio praho in alto mare. Almeno sarei sceso negli abissi marini abbracciato alla mia fidanzata.<br />
- E dove andavate quando i nostri legni vi assalirono?<br />
- Lontano, assai lontano, forse in India o in qualche isola del grande oceano. Ors&ugrave;, &egrave; finita. Si compia il mio destino.<br />
- Addio, Tigre della Malesia &#8211; disse il tenente.<br />
- Tengo la vostra promessa.<br />
- Fra poche ore rivedrete lady Marianna.<br />
Il tenente chiam&ograve; i soldati che avevano liberato dalle catene Juioko e risal&igrave; lentamente in coperta. Sandokan rimase l&igrave; a guardarlo, colle braccia incrociate e uno strano sorriso sulle labbra.<br />
- Vi ha recato buone nuove? &#8211; chiese Juioko avvicinandosi.<br />
- Questa notte noi saremo liberi &#8211; rispose Sandokan.<br />
- Ma se la fuga riuscisse vana?<br />
- Allora apriremo i fianchi di questo vascello e morremmo tutti; noi, ma anche loro. Speriamo per&ograve;; Marianna ci aiuter&agrave;.</p>
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		<title>sul mare</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 21:58:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[I pirati ridotti a soli settanta, la maggior parte feriti ma ancora assetati di sangue, ancora pronti a riprendere la lotta, ancora anelanti di vendetta, si ritirarono guidati dai valorosi capi, la Tigre della Malesia e Yanez, miracolosamente scampati al ferro e al piombo nemico. Sandokan, quantunque avesse ormai perduta per sempre la sua potenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pirati ridotti a soli settanta, la maggior parte feriti ma ancora assetati di sangue, ancora pronti a riprendere la lotta, ancora anelanti di vendetta, si ritirarono guidati dai valorosi capi, la Tigre della Malesia e Yanez, miracolosamente scampati al ferro e al piombo nemico.<br />
Sandokan, quantunque avesse ormai perduta per sempre la sua potenza, la sua isola, il suo mare, tutto, conservava in quella ritirata una calma veramente ammirevole. Senza dubbio egli che ormai aveva preveduta l&#8217;imminente fine della pirateria e che ormai si era abituato all&#8217;idea di ritirarsi lontano da quei mari, si consolava pensando che fra tanto disastro gli rimaneva ancora la sua adorata &quot;Perla di Labuan&quot;.<br />
Nondimeno sul suo volto si scorgevano le tracce di una forte commozione, che invano sforzavasi di nascondere.<br />
Affrettando il passo, i pirati giunsero in breve sulle rive di un torrente disseccato, dove trovarono Marianna e i sei uomini posti a guardia di lei. La giovanetta si precipit&ograve; fra le braccia di Sandokan che se la strinse teneramente al petto.<br />
- Dio sia ringraziato &#8211; diss&#8217;ella. &#8211; Tu mi ritorni ancora vivo.<br />
- Vivo s&igrave;, ma sconfitto &#8211; rispose egli con voce triste.<br />
- Cos&igrave; volle il destino, mio prode.<br />
- Partiamo, Marianna, che il nemico non &egrave; lontano. Ors&ugrave;, tigrotti, non facciamoci raggiungere dai vincitori. Forse ci rimane ancora da pugnare e terribilmente.<br />
In lontananza si udivano le grida dei vincitori e appariva una luce intensa, segno evidente che il villaggio era stato incendiato.<br />
Sandokan fece salire Marianna su di un cavallo, fatto col&agrave; condurre fino dal giorno innanzi e la piccola truppa si mise rapidamente in cammino per guadagnare le coste occidentali, prima che il nemico giungesse in tempo a tagliare loro la ritirata.<br />
Alle undici di notte, essi giungevano in un piccolo villaggio della costa, dinanzi al quale stavano ancorati i tre prahos.<br />
- Presto, imbarchiamoci &#8211; disse Sandokan. &#8211; I minuti sono preziosi.<br />
- Verremo assaliti? &#8211; chiese Marianna.<br />
- Forse, ma la mia scimitarra ti coprir&agrave; e il mio petto ti far&agrave; scudo contro i colpi dei maledetti che mi oppressero col numero.<br />
Egli si spinse sulla spiaggia e scrut&ograve; il mare che pareva nero come se fosse d&#8217;inchiostro.<br />
- Non vedo alcun fanale &#8211; disse a Marianna. &#8211; Forse potremo abbandonare la mia povera isola senza essere inquietati.<br />
Emise un profondo sospiro e si asciug&ograve; la fronte madida di sudore.<br />
- Imbarchiamoci &#8211; disse poi.<br />
I pirati s&#8217;imbarcarono colle lagrime agli occhi; trenta presero posto sul praho pi&ugrave; piccolo, gli altri, parte su quello di Sandokan e parte su quello comandato da Yanez che portava gli immensi tesori del capo.<br />
Nel momento di salpare le ancore, si vide Sandokan portare le mani al cuore come se nel petto gli si fosse spezzato qualche cosa.<br />
- Amico mio &#8211; disse Marianna abbracciandolo.<br />
- Ah! &#8211; esclam&ograve; egli con tetro dolore. &#8211; Mi sembra che mi si spezzi il cuore.<br />
- Tu rimpiangi la tua perduta potenza, Sandokan, e la perdita della tua isola.<br />
- &Egrave; vero, amor mio.<br />
- Forse un giorno la riconquisterai e qui ritorneremo.<br />
- No, tutto &egrave; finito per la Tigre della Malesia. E poi sento di non essere pi&ugrave; l&#8217;uomo d&#8217;altri tempi.<br />
Chin&ograve; il capo sul petto e s&#8217;intese una specie di singhiozzo, ma poi sollevandolo con energia tuon&ograve;:<br />
- Al largo!&#8230;<br />
I tre legni sciolsero le gomene e si allontanarono dall&#8217;isola, portando seco gli ultimi superstiti di quella formidabile banda che per dodici anni aveva sparso tanto terrore sul mare della Malesia.<br />
Avevano gi&agrave; percorso sei miglia quando un urlo di furore scoppi&ograve; a bordo dei legni.<br />
In mezzo alle tenebre erano improvvisamente apparsi due punti luminosi, i quali correvano addosso alla flottiglia con cupo fragore.<br />
- Gli incrociatori!&#8230; &#8211; grid&ograve; una voce. &#8211; Attenti amici!<br />
Sandokan che si era seduto a poppa cogli occhi fissi sull&#8217;isola che scompariva lentamente fra le tenebre, si alz&ograve; gettando un vero ruggito.<br />
- Ancora il nemico! &#8211; esclam&ograve; egli con intraducibile accento e serrandosi al petto la fanciulla che stavagli presso. &#8211; Anche in mare, maledetti venite a inseguirmi? Tigrotti, ecco i leoni che ci corrono addosso! Su tutti colle armi in pugno!<br />
Non ci voleva di pi&ugrave; per animare i pirati che ardevano di vendetta e che gi&agrave; si illudevano, con un combattimento disperato, di riacquistare la perduta isola. Tutti brandirono le armi pronti a montare all&#8217;abbordaggio al comando dei capi.<br />
- Marianna &#8211; disse Sandokan volgendosi verso la giovanetta, che guardava con terrore quei due punti luminosi scintillanti fra le tenebre. &#8211; Nella tua cabina, anima mia!<br />
- Gran Dio, siamo perduti! &#8211; mormor&ograve; ella.<br />
- Non ancora; le tigri di Mompracem hanno sete di sangue.<br />
- Forse sono due poderosi incrociatori, Sandokan?<br />
- Fossero anche montati da mille uomini noi li abborderemo.<br />
- Non tentare un nuovo combattimento, mio prode amico. Forse quei due legni non ci hanno ancora scorti e si potrebbe ingannarli.<br />
- &Egrave; vero, lady Marianna &#8211; disse uno dei capi malesi. &#8211; Ci cercano, di questo sono certo, ma dubito assai che ci abbiano veduti.<br />
&quot;La notte &egrave; oscura e non abbiamo alcun fanale acceso a bordo, quindi &egrave; impossibile che si siano di gi&agrave; accorti della nostra presenza.<br />
&quot;Sii prudente, Tigre della Malesia. Se possiamo evitare una nuova lotta, avremo tutto da guadagnare.&quot;<br />
- Sia &#8211; rispose Sandokan, dopo alcuni istanti di riflessione. &#8211; Domer&ograve; pel momento la rabbia che mi brucia il cuore e cercher&ograve; di sfuggire al loro abbordaggio, ma guai a loro se dovessero seguirmi nella nuova rotta!&#8230; Sono deciso a tutto anche ad assalirli.<br />
- Non compromettiamo inutilmente gli ultimi avanzi delle tigri di Mompracem &#8211; disse il capo malese. &#8211; Siamo prudenti per ora.<br />
L&#8217;oscurit&agrave; favoriva la ritirata.<br />
Ad un comando di Sandokan il praho vir&ograve; di bordo, appoggiando verso le coste meridionali dell&#8217;isola, dove esisteva una baia abbastanza profonda per ricoverare una piccola flottiglia. Gli altri due legni s&#8217;affrettarono ad eseguire la manovra, avendo ormai compreso quale era il piano della Tigre della Malesia. Il vento, piuttosto fresco, era favorevole, soffiando dal nord-est, quindi v&#8217;era la possibilit&agrave; pei prahos di giungere alla baia prima dello spuntare del sole.<br />
- Hanno cambiato rotta le due navi? &#8211; chiese Marianna che scrutava il mare con viva ansiet&agrave;.<br />
- &Egrave; impossibile saperlo per ora &#8211; rispose Sandokan che era salito sulla murata poppiera per meglio osservare i due punti luminosi.<br />
- Mi pare che si tengano sempre al largo, &egrave; vero Sandokan? M&#8217;inganno forse io?<br />
- T&#8217;inganni, Marianna &#8211; rispose il pirata, dopo alcuni istanti. &#8211; Anche quei due punti luminosi hanno virato di bordo.<br />
- E muovono su di noi?<br />
- Mi sembra.<br />
- E non riusciremo a sfuggire loro? &#8211; chiese la giovanetta con angoscia.<br />
- Come lottare colle loro macchine? Il vento &egrave; ancora debole per imprimere ai nostri legni tale velocit&agrave; da gareggiare col vapore. Chiss&agrave; per&ograve;, l&#8217;alba non &egrave; lontana e all&#8217;avvicinarsi del sole, in questi paraggi il vento aumenta sempre.<br />
- Sandokan!<br />
- Marianna&#8230;<br />
- Ho dei tristi presentimenti!<br />
- Non temere, mia fanciulla. Le tigri di Mompracem sono pronte a morire tutte per te.<br />
- Lo so, Sandokan, eppure io tremo per te.<br />
- Per me! &#8211; esclam&ograve; il pirata con fierezza. &#8211; Io non ho paura di quei due leopardi che ci cercano per darci ancora battaglia. La Tigre &egrave; stata bens&igrave; vinta, ma non ancora domata.<br />
- Se una palla ti colpisse? Gran Dio! Quale pensiero tremendo, mio valoroso Sandokan!<br />
- La notte &egrave; oscura e nessun lume brilla a bordo dei nostri legni e&#8230; &#8211; una voce partita dal secondo praho, gli tagli&ograve; la frase:<br />
- Ehi, fratello!<br />
- Cosa vuoi, Yanez? &#8211; chiese Sandokan che aveva riconosciuta la voce del portoghese.<br />
- Mi pare che quei due vascelli si preparino a tagliarci la via. I fanali che prima proiettavano una luce rossa, ora sono diventati verdi e ci&ograve; indica che quei legni hanno cambiata rotta.<br />
- Allora gli inglesi si sono accorti della nostra presenza.<br />
- Lo temo, Sandokan.<br />
- Cosa mi consigli di fare?<br />
- Muovere audacemente al largo e tentare di passare in mezzo ai nemici. Guarda: si allontanano l&#8217;uno dall&#8217;altro per prenderci in mezzo.<br />
Il portoghese non si era ingannato.<br />
I due legni nemici, che da qualche tempo pareva che eseguissero una manovra misteriosa, si erano bruscamente allontanati.<br />
Mentre uno si dirigeva verso le coste settentrionali di Mompracem l&#8217;altro muoveva rapidamente verso quelle meridionali.<br />
Ormai non vi era pi&ugrave; da dubitare sulle loro intenzioni. Volevano frapporsi fra i velieri e la costa per impedire a quelli di cercare un rifugio in qualche seno ed in qualche baia e costringerli a prendere il largo per poi assalirli in pieno mare.<br />
Sandokan, accortosene, aveva mandato un urlo di rabbia.<br />
- Ah! &#8211; grid&ograve;. &#8211; Volete darmi battaglia? Ebbene, l&#8217;avrete!<br />
- Non ancora fratellino &#8211; grid&ograve; Yanez che era salito sulla prora del suo legno.<br />
- Muoviamo al largo e cerchiamo di passare fra quei due avversari.<br />
- Ci raggiungeranno, Yanez. Il vento &egrave; ancora debole.<br />
- Tentiamo, Sandokan. Ohe! Alle scotte voi e viriamo all&#8217;ovest! I cannonieri ai loro posti!<br />
I tre velieri un istante dopo cambiavano rotta, dirigendosi risolutamente verso l&#8217;ovest.<br />
I due vascelli, quasi si fossero accorti di quell&#8217;audace manovra, avevano quasi subito cambiata pure direzione, muovendo al largo.<br />
Certamente volevano prendere in mezzo i tre prahos prima che potessero appoggiare su qualche altra isola.<br />
Credendo per&ograve; che muovessero in quella direzione per puro caso, Sandokan e Yanez non cambiarono rotta, anzi ordinarono ai loro equipaggi di spiegare alcuni stragli per cercare di guadagnare maggior via.<br />
Per venti minuti i tre velieri continuarono ad avanzarsi, tentando di sfuggire alla stretta dei due vascelli da guerra, i quali tendevano a riunirsi. Tutti i pirati non staccavano i loro sguardi dai fanali, cercando d&#8217;indovinare la manovra dei nemici. Erano per&ograve; pronti a far tuonare i cannoni ed i fucili al comando dei loro capi. Gi&agrave; con alcune bordate si erano portati molto al largo, quando videro i fanali virare nuovamente di bordo. Un momento dopo si ud&igrave; Yanez a gridare:<br />
- Ohe! Non vedete che ci danno la caccia?<br />
- Ah! Canaglie! &#8211; url&ograve; Sandokan, con accento intraducibile. &#8211; Anche sul mare venite ad assalirmi! Avremo ferro e piombo per tutti!<br />
- Siamo perduti, &egrave; vero, Sandokan? &#8211; disse Marianna stringendosi al pirata.<br />
- Non ancora, fanciulla &#8211; rispose la Tigre. &#8211; Presto, torna nella tua cabina. Fra pochi minuti le palle grandineranno sul ponte del mio praho.<br />
- Voglio rimanere al tuo fianco, mio valoroso. Se tu muori, cadr&ograve; anch&#8217;io presso di te.<br />
- No, Marianna. Se io ti vedessi vicina a me, mi mancherebbe l&#8217;audacia e temerei troppo. Bisogna che io sia libero per tornare la Tigre della Malesia.<br />
- Aspetta almeno che quelle navi siano qui. Forse non ci hanno ancora veduti.<br />
- Muovono su di noi a tutto vapore, mia diletta. Io le scorgo di gi&agrave;.<br />
- Sono legni poderosi?<br />
- Una corvetta ed una cannoniera.<br />
- Non potrai vincerle.<br />
- Siamo tutti valorosi e monteremo all&#8217;assalto della pi&ugrave; grossa. Ors&ugrave;, torna nella tua cabina.<br />
- Ho paura, Sandokan! &#8211; esclam&ograve; la giovanetta singhiozzando.<br />
- Non temere. Le tigri di Mompracem lotteranno con coraggio disperato.<br />
In quell&#8217;istante un colpo di cannone echeggi&ograve; al largo. Una palla pass&ograve;, con un ronfo rauco al disopra del praho attraversando due vele.<br />
- Odi? &#8211; chiese Sandokan. &#8211; Essi ci hanno scoperti e si preparano a darci battaglia. Guardali! Muovono contemporaneamente tutti e due su di noi per speronarci! Infatti i due legni nemici s&#8217;avanzavano a tutto vapore, come se avessero intenzione di passare addosso ai tre piccoli velieri.<br />
La corvetta forzava le sue macchine, eruttando nuvoloni di fumo rossastro e di scorie e si dirigeva verso il praho di Sandokan, mentre la cannoniera cercava di gettarsi contro quello comandato da Yanez.<br />
- Nella tua cabina! &#8211; grid&ograve; Sandokan, mentre una seconda cannonata veniva sparata dalla corvetta. &#8211; Qui vi &egrave; la morte.<br />
Afferr&ograve; fra le vigorose braccia la giovanetta e la trasport&ograve; nella cabina. In quel mentre un nembo di mitraglia spazzava la coperta del legno, scrosciando sullo scafo e contro l&#8217;alberatura. Marianna si aggrapp&ograve; disperatamente a Sandokan.<br />
- Non lasciarmi, mio valoroso &#8211; disse con voce soffocata dai singhiozzi. &#8211; Non allontanarti dal mio fianco! Ho paura, Sandokan!<br />
Il pirata la scost&ograve; con dolce violenza.<br />
- Non tremare per me &#8211; le disse. &#8211; Lascia che vada a combattere l&#8217;ultima battaglia, e che oda ancora il rombo delle artiglierie. Lascia che guidi ancora le tigri di Mompracem alla vittoria.<br />
- Ho dei sinistri presentimenti, Sandokan. Lascia che io resti presso di te. Ti difender&ograve; contro le armi dei miei compatrioti.<br />
- Baster&ograve; io a ricacciare in mare i miei nemici.<br />
Il cannone tuonava allora furiosamente sul mare. Sul ponte si udivano le urla selvagge delle tigri di Mompracem ed i gemiti dei primi feriti.<br />
Sandokan si svincol&ograve; dalle braccia della giovanetta e si precipit&ograve; sulla scala urlando:<br />
- Avanti miei prodi! La Tigre della Malesia &egrave; con voi!<br />
La battaglia infuriava da ambo le parti. La cannoniera aveva assalito il praho del portoghese, tentando di abbordarlo, ma aveva avuto subito la peggio. Le artiglierie di Yanez l&#8217;avevano di gi&agrave; assai maltrattata, frantumandole le ruote, fracassandole le murate e troncandole perfino l&#8217;albero. La vittoria da quel lato non poteva essere dubbia, per&ograve; vi era la corvetta, una nave poderosa, armata di molti cannoni e montata da un equipaggio numerosissimo. Essa si era gettata addosso ai due prahos di Sandokan, coprendoli di ferro e facendo strage di pirati.<br />
La comparsa della Tigre della Malesia rianim&ograve; i combattenti, i quali cominciavano a sentirsi impotenti dinanzi a tanto fulminare.<br />
Il formidabile uomo si slanci&ograve; verso uno dei due cannoni, urlando sempre ferocemente:<br />
- Avanti miei prodi! La Tigre della Malesia ha sete di sangue! Spazziamo il mare e cacciamo in acqua quei cani che vengono a sfidarci!&#8230;<br />
La sua presenza non valeva per&ograve; a cambiare le sorti dell&#8217;aspra pugna. Quantunque non mancasse ai suoi colpi e spazzasse le murate della corvetta con nembi di mitraglia, le palle e le granate piovevano incessantemente sul suo legno, demattandolo e sventrando i suoi uomini.<br />
Era impossibile resistere a tanta furia. Ancora pochi minuti ed i due poveri prahos sarebbero stati ridotti a due pontoni sdrusciti.<br />
Solo il portoghese disputava e con vantaggio, la vittoria alla cannoniera, tirandole delle bordate disastrose.<br />
Sandokan con un solo sguardo s&#8217;accorse della gravit&agrave; della situazione. Vedendo l&#8217;altro praho ormai demattato e quasi affondante, l&#8217;abbord&ograve;, facendo imbarcare sul proprio legno i superstiti, poi sfoderando la scimitarra url&ograve;: &#8211; Su, tigrotti!&#8230; All&#8217;abbordaggio!&#8230; La disperazione centuplicava le forze dei pirati.<br />
Scaricarono d&#8217;un solo colpo i due cannoni e le spingarde per spazzare la murata dai fucilieri che la occupavano, poi quei trenta valorosi lanciarono i grappini d&#8217;abbordaggio.<br />
- Non aver paura, Marianna! &#8211; grid&ograve; un&#8217;ultima volta Sandokan, udendo la giovanetta a invocarlo. Poi alla testa dei suoi valorosi, mentre Yanez pi&ugrave; fortunato di tutti faceva saltare la cannoniera lanciandole una granata nella santabarbara, mont&ograve; all&#8217;abbordaggio precipitandosi sul ponte nemico come un toro ferito.<br />
- Largo! &#8211; tuon&ograve; roteando la sua terribile scimitarra. &#8211; Sono la Tigre!&#8230;<br />
Seguito dai suoi uomini and&ograve; a cozzare contro i marinai che accorrevano colle scuri alzate e li respinse fino a poppa, ma da prua irrompeva un&#8217;altra fiumana d&#8217;uomini guidati da un ufficiale che Sandokan subito riconobbe.<br />
- Ah! sei tu, baronetto! &#8211; esclam&ograve; la Tigre precipitandosi contro di lui.<br />
- Dov&#8217;&egrave; Marianna? &#8211; chiese l&#8217;ufficiale con voce soffocata dal furore.<br />
- Eccola, &#8211; rispose Sandokan, &#8211; prendila!<br />
Con un colpo di scimitarra lo atterr&ograve;, poi gettandosi su di lui gli piant&ograve; il kriss nel cuore, ma quasi nel medesimo tempo stramazzava sul ponte del legno, colpito al cranio col rovescio d&#8217;una scure&#8230;</p>
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		<title>il bombardamento di Mompracem</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 21:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;indomani pareva che il delirio si fosse impadronito dei pirati di Mompracem. Non erano uomini, ma titani che lavoravano con energia sovrumana a fortificare la loro isola che ormai pi&#249; non volevano abbandonare, dacch&#233; la &#34;Perla di Labuan&#34; aveva giurato di rimanervi. S&#8217;affaccendavano attorno alle batterie, rizzavano nuove trincee, battevano furiosamente le rupi per staccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;indomani pareva che il delirio si fosse impadronito dei pirati di Mompracem. Non erano uomini, ma titani che lavoravano con energia sovrumana a fortificare la loro isola che ormai pi&ugrave; non volevano abbandonare, dacch&eacute; la &quot;Perla di Labuan&quot; aveva giurato di rimanervi.<br />
S&#8217;affaccendavano attorno alle batterie, rizzavano nuove trincee, battevano furiosamente le rupi per staccare massi che dovevano rinforzare i ridotti, empivano i gabbioni che disponevano dinanzi ai cannoni, abbattevano alberi per rizzare nuove palizzate, costruivano nuovi bastioni che munivano colle artiglierie levate ai prahos, scavavano trabocchetti, preparavano mine, empivano i fossati di ammassi di spine e piantavano nel fondo punte di ferro avvelenate col succo dell&#8217;upas; fondevano palle, rinforzavano le polveriere, affilavano le armi.<br />
La Regina di Mompracem, bella affascinante, scintillante d&#8217;oro e di perle, era l&agrave; ad incoraggiarli colla sua voce e coi suoi sorrisi.<br />
Sandokan era alla testa di tutti e lavorava con una attivit&agrave; febbrile che pareva una vera pazzia. Correva dove era necessario il suo intervento, aiutava i suoi uomini a porre in batteria le artiglierie, spezzava rupi per ricavare materiali, dirigeva le opere di difesa su tutti i punti, validamente aiutato da Yanez, che pareva avesse perduta la sua solita calma.<br />
La cannoniera, che navigava sempre in vista dell&#8217;isola, spiando i lavori, bastava a stimolare i pirati, convinti ormai che attendesse una potente squadra per bombardare la rocca della Tigre.<br />
Verso il mezzod&igrave; giunsero al villaggio parecchi pirati che erano partiti la sera innanzi coi tre prahos e le notizie che recarono non erano inquietanti. Una cannoniera che pareva spagnola si era mostrata al mattino diretta verso l&#8217;est, ma sulle coste occidentali nessun nemico era apparso.<br />
- Temo un grande attacco &#8211; disse Sandokan a Yanez. &#8211; Gli inglesi non verranno soli ad assalirmi, lo vedrai.<br />
- Che abbiano fatto lega cogli spagnoli e cogli olandesi?<br />
- S&igrave;, Yanez, e il mio cuore mi dice che non m&#8217;inganno.<br />
- Troveranno pane pei loro denti. Il nostro villaggio &egrave; diventato inespugnabile.<br />
- Forse, Yanez, ma non disperiamo. Ad ogni modo in caso di sconfitta i prahos sono pronti a prendere il largo.<br />
Si rimisero al lavoro mentre alcuni pirati invadevano i villaggi indigeni disseminati nell&#8217;interno dell&#8217;isola, per reclutare gli uomini pi&ugrave; validi. Alla sera il villaggio era pronto a sostenere la lotta e presentava una cinta di fortificazioni veramente imponente.<br />
Tre linee di bastioni, gli uni pi&ugrave; robusti degli altri, coprivano interamente il villaggio, estendendosi in forma di semicerchio.<br />
Palizzate e fossati ampi rendevano la scalata di quei fortini quasi impossibile. Quarantasei cannoni del calibro di 12, di 18 e alcuni da 24 collocati nel gran ridotto centrale, una mezza dozzina di mortai e sessanta spingarde difendevano la piazza, pronti a vomitare palle, granate e mitraglia sulle navi nemiche. Durante la notte Sandokan fece disalberare e vuotare di tutto ci&ograve; che contenevano i prahos, quindi li affond&ograve; nella baia onde il nemico non se ne impadronisse o li sfracellasse e mand&ograve; parecchi canotti al largo onde sorvegliare le mosse della cannoniera, ma questa non si mosse.<br />
All&#8217;alba Sandokan, Marianna e Yanez, che da alcune ore dormivano nella grande capanna, furono bruscamente svegliati da acuti clamori.<br />
- Il nemico! il nemico! &#8211; si gridava nel villaggio.<br />
Si precipitarono fuori della capanna e si spinsero sull&#8217;orlo della gigantesca rupe. Il nemico era l&agrave;, a sei o sette miglia dall&#8217;isola e si avanzava lentamente in ordine di battaglia. Nel vederlo, una profonda ruga solc&ograve; la fronte di Sandokan, mentre il viso di Yanez si oscurava.<br />
- Ma &egrave; una vera flotta &#8211; mormor&ograve; questi. &#8211; Dove quei cani d&#8217;inglesi hanno raccolto tante forze?<br />
- &Egrave; una lega che quelli di Labuan mandano contro noi &#8211; disse Sandokan. &#8211; Guarda, vi sono legni inglesi, olandesi, spagnoli e perfino dei prahos di quella canaglia di sultano di Varauni, pirata quando vuole e che &egrave; geloso della mia potenza.<br />
Ed era proprio vero. La squadra assalitrice si componeva di tre incrociatori di grande tonnellaggio, portanti bandiera inglese, di due corvette olandesi potentemente armate, di quattro cannoniere e d&#8217;un cutter spagnoli, e di otto prahos del sultano di Varauni. Potevano disporre tutti assieme di centocinquanta o centosessanta cannoni e di millecinquecento uomini.<br />
- Sono molti per Giove! &#8211; esclam&ograve; Yanez. &#8211; Ma noi siamo valorosi e la nostra rocca &egrave; forte.<br />
- Vincerai, Sandokan? &#8211; chiese Marianna con voce che tremava.<br />
- Speriamo, amor mio &#8211; rispose il pirata. &#8211; I miei uomini sono audaci.<br />
- Ho paura, Sandokan.<br />
- Di che cosa?<br />
- Che una palla ti uccida.<br />
- Il mio buon genio che per tanti anni mi protesse non mi abbandoner&agrave; oggi che pugno per te. Vieni Marianna, che i minuti sono preziosi.<br />
Scesero la gradinata e si recarono al villaggio, dove i pirati avevano gi&agrave; preso posto dietro ai cannoni, pronti a impegnare con gran coraggio la titanica lotta. Duecento indigeni, uomini che sapevano se non resistere ad un urto, almeno trarre archibugiate e anche cannonate, manovra che avevano appreso con facilit&agrave; sotto i loro maestri, erano gi&agrave; giunti e si erano disposti nei punti assegnati dai capi della pirateria.<br />
- Buono &#8211; disse Yanez. &#8211; Saremo in trecentocinquanta a sostenere l&#8217;urto. Sandokan chiam&ograve; sei dei pi&ugrave; valorosi uomini e affid&ograve; loro Marianna, onde la internassero nei boschi per non esporla al pericolo.<br />
- Va&#8217;, mia diletta &#8211; diss&#8217;egli stringendosela al cuore. &#8211; Se io vinco tu sarai ancora la Regina di Mompracem e se la fatalit&agrave; mi far&agrave; perdere, spiccheremo il volo e andremo a cercare la felicit&agrave; su altre terre.<br />
- Ah! Sandokan, ho paura! &#8211; esclam&ograve; la giovanetta piangendo.<br />
- Torner&ograve; da te, non temere mia diletta. Le palle risparmieranno la Tigre della Malesia, anche in questa pugna.<br />
La baci&ograve; in fronte, poi fugg&igrave; verso i bastioni, tuonando:<br />
- Su tigrotti, che la Tigre &egrave; con voi! Il nemico &egrave; forte, ma noi siamo ancora le tigri della selvaggia Mompracem.<br />
Un urlo solo vi rispose:<br />
- Viva Sandokan! Viva la nostra Regina!&#8230;<br />
La flotta nemica si era arrestata a sei miglia dall&#8217;isola e parecchie imbarcazioni si staccavano dalle navi conducendo qua e l&agrave; numerosi ufficiali. Sull&#8217;incrociatore, che aveva inalberate le insegne di comando, si teneva senza dubbio consiglio. Alle dieci le navi e i prahos, sempre schierati in ordine di battaglia, muovevano verso la baia.<br />
- Tigri di Mompracem! &#8211; grid&ograve; Sandokan che si trovava ritto sul gran ridotto centrale, dietro un cannone da ventiquattro. &#8211; Rammentatevi che difendete la &quot;Perla di Labuan&quot; e quegli uomini l&agrave;, che vengono ad assalirci, sono coloro che assassinarono sulle coste di Labuan i vostri compagni!<br />
- Vendetta! Sangue! &#8211; urlarono i pirati.<br />
Un colpo di cannone part&igrave; in quel momento dalla cannoniera che da due giorni spiava l&#8217;isola e per un caso strano la palla abbatt&egrave; la bandiera della pirateria, che sventolava sul bastione centrale. Sandokan sussult&ograve; e sul suo viso si dipinse un vivo dolore.<br />
- Vincerai, o flotta nemica! &#8211; esclam&ograve; con voce triste. &#8211; Il cuore me lo dice!<br />
La flotta si avvicinava sempre, mantenendosi su una linea il cui centro era occupato dagli incrociatori e le ali dai prahos del sultano di Varauni. Sandokan lasci&ograve; che si avvicinasse sino a mille passi, poi alzando la scimitarra tuon&ograve;:<br />
- Ai vostri pezzi, tigrotti! Non vi trattengo pi&ugrave;: spazzatemi il mare da questi prepotenti. Fuoco!&#8230;<br />
Al comando della Tigre i ridotti, i bastioni, i terrapieni avvamparono su tutta la linea, formando una sola detonazione capace di essere udita fino alle Romades. Sembr&ograve; che l&#8217;intero villaggio saltasse in aria e la terra fremette fino al mare. Nubi densissime di fumo avvolsero le batterie, ingigantendo sotto nuovi colpi che si succedevano furiosamente distendendosi a destra e a sinistra, dove tiravano le spingarde.<br />
La squadra, quantunque assai maltrattata da quella formidabile scarica, non stette molto a rispondere.<br />
Gli incrociatori, le corvette, le cannoniere e i prahos si coprirono di fumo tempestando le opere di difesa con palle e granate, mentre un gran numero di abili bersaglieri apriva un vivo fuoco di moschetteria, che se riusciva inefficace contro i bastioni, molestava e non poco gli artiglieri di Mompracem. Non si perdeva colpo n&eacute; da una parte n&eacute; dall&#8217;altra, si gareggiava di celerit&agrave; e di precisione, risoluti di esterminarsi da lontano prima, e poi da vicino. La flotta aveva la supremazia delle bocche da fuoco e degli uomini e aveva il vantaggio di muoversi e di isolarsi dividendo i fuochi del nemico, ma con tutto ci&ograve; non guadagnava.<br />
Era bello vedere quel villaggio, difeso da un pugno di prodi, che avvampava da tutti i lati rispondendo colpo per colpo, vomitando torrenti di palle e di granate e uragani di mitraglia, fracassando i fianchi dei navigli, massacrando le manovre e sventagliando gli equipaggi.<br />
Aveva ferro per tutti, ruggiva pi&ugrave; forte di tutti i cannoni della flotta, puniva i bravacci che venivano a sfidarlo a poche centinaia di metri dalle coste, faceva indietreggiare i pi&ugrave; audaci che cercavano di sbarcare i soldati e per tre miglia faceva saltare le acque del mare.<br />
Sandokan, in mezzo alle sue valorose bande, cogli occhi in fiamme, ritto dietro un grosso cannone da 24, che scatenava dalla sua fumigante gola enormi proiettili, tuonava sempre:<br />
- Fuoco miei prodi! Spazzatemi il mare, sventratemi queste navi che vengono per rapire la nostra Regina!<br />
La sua voce non andava perduta. I pirati, conservando un ammirabile sangue freddo fra quella fitta pioggia di palle che sbranava le palizzate, che forava i terrapieni, che sfasciava i bastioni, puntavano intrepidamente le artiglierie incoraggiandosi con clamori tremendi.<br />
Un praho del sultano fu incendiato e fatto saltare, mentre cercava, con una insolente trovata, di approdare ai piedi della grande rupe. I suoi rottami giunsero fino alle prime palizzate del villaggio e i sette od otto uomini, scampati all&#8217;esplosione, furono fulminati da un nembo di mitraglia.<br />
Una cannoniera spagnola, che cercava di avvicinarsi per sbarcare i suoi uomini, fu completamente disalberata e venne ad arenarsi dinanzi al villaggio essendogli scoppiata la macchina. Neppure uno dei suoi uomini si salv&ograve;.<br />
- Venite a sbarcare! &#8211; tuon&ograve; Sandokan. &#8211; Venite a misurarvi colle tigri di Mompracem se l&#8217;osate. Voi siete fanciulli e noi giganti! <br />
Era chiaro che finch&eacute; i bastioni tenevano duro e le polveri non venivano a mancare, nessuna nave sarebbe riuscita ad avvicinarsi alle coste della terribile isola.<br />
Disgraziatamente pei pirati, verso le sei pomeridiane, quando gi&agrave; la flotta orribilmente malmenata stava per ritirarsi, giunse nelle acque dell&#8217;isola un inaspettato soccorso che fu accolto con strepitosi urrah da parte degli equipaggi. Erano altri due incrociatori inglesi e una grossa corvetta olandese, seguiti a breve distanza da un brigantino a vela ma munito di numerose artiglierie. Sandokan e Yanez nel vedere quei nuovi nemici impallidirono. Compresero ormai che la caduta della rocca era questione di ore, pure non si perdettero d&#8217;animo e volsero parte dei loro cannoni contro quei nuovi navigli. La squadra cos&igrave; rinforzata riprese nuova lena avvicinandosi alla piazza battendo furiosamente le opere di difesa, gi&agrave; gravemente danneggiate. Le granate cadevano a centinaia dinanzi ai terrapieni, ai bastioni, ai ridotti e sul villaggio, provocando violente esplosioni che diroccavano le opere, frantumando le palizzate, introducendosi attraverso alle feritore. In capo ad un&#8217;ora la prima linea dei bastioni non era pi&ugrave; che un ammasso di rovine.<br />
Sedici cannoni erano ridotti inservibili e una dozzina di spingarde giacevano fra le macerie e fra un mucchio di cadaveri.<br />
Sandokan tent&ograve; un ultimo colpo. Drizz&ograve; il fuoco dei suoi cannoni sulla nave comandante, lasciando alle spingarde di rispondere al fuoco degli altri navigli. Per venti minuti l&#8217;incrociatore resistette a quella pioggia di proiettili che lo attraversavano da parte a parte, che gli frantumavano le manovre e gli uccidevano l&#8217;equipaggio, ma una granata da 21 chilogrammi lanciatagli da Giro-Batol con un mortaio, gli apr&igrave; a prua una falla enorme.<br />
Il legno s&#8217;inclin&ograve; su di un fianco affondando rapidamente. L&#8217;attenzione delle altre navi si rivolse a salvare i naufraghi e numerose imbarcazioni solcarono i flutti, ma ben pochi scamparono alla mitraglia dei pirati.<br />
In tre minuti l&#8217;incrociatore affond&ograve; trascinando seco gli uomini che ancora restavano in coperta.<br />
La squadra per alcuni minuti sospese il fuoco, ma poi lo riprese con maggior furia e si avanz&ograve; fino a soli quattrocento metri dall&#8217;isola. Le batterie di destra e di sinistra, oppresse dal fuoco, furono ridotte in silenzio in capo a un&#8217;ora e i pirati furono costretti a ritirarsi dietro la seconda linea dei bastioni e poi dietro alla terza che era gi&agrave; mezza rovinata. In piedi e ancora in buono stato, non rimaneva che il grande ridotto centrale, il meglio armato e il pi&ugrave; robusto.<br />
Sandokan non si stancava di incoraggiare i suoi uomini, ma prevedeva che il momento della ritirata non era lontano.<br />
Mezz&#8217;ora dopo una polveriera saltava con terribile violenza sconquassando le cadenti trincee e seppellendo fra macerie dodici pirati e venti indigeni. Fu tentato un altro sforzo per arrestare la marcia del nemico, concentrando il fuoco su un altro incrociatore, ma i cannoni erano troppo pochi, molti essendo stati imbroccati o smontati.<br />
Alle sette e dieci minuti anche il grande ridotto franava, seppellendo parecchi uomini e le pi&ugrave; grosse artiglierie.<br />
- Sandokan! &#8211; grid&ograve; Yanez precipitandosi verso il pirata, che stava puntando il suo cannone. &#8211; La posizione &egrave; perduta.<br />
- &Egrave; vero &#8211; rispose la Tigre con voce soffocata.<br />
- Comanda la ritirata o sar&agrave; troppo tardi.<br />
Sandokan lanci&ograve; uno sguardo disperato sulle rovine in mezzo alle quali soli sedici cannoni e venti spingarde ancora tuonavano e un altro sulla squadra che stava calando in mare le imbarcazioni per gli uomini da sbarco. Un praho aveva gi&agrave; gettata l&#8217;ancora ai piedi della grande rupe e i suoi uomini si preparavano a prendere posizione.<br />
La partita era irreparabilmente perduta. Fra pochi minuti gli assalitori, trenta o quaranta volte pi&ugrave; numerosi, dovevano sbarcare per attaccare le cadenti trincee alla baionetta e distruggere gli ultimi difensori. Un ritardo di pochi momenti poteva diventare funesto e compromettere la fuga verso le coste occidentali.<br />
Sandokan raccolse tutte le forze per pronunciare quella parola giammai uscita dalle sue labbra e comand&ograve; la ritirata.<br />
Nel momento che i tigrotti della perduta Mompracem, colle lagrime agli occhi, il cuore straziato, si salvavano nei boschi e gli indigeni fuggivano in tutte le direzioni, il nemico sbarcava irrompendo furiosamente, colle baionette calate, contro le trincee dietro le quali credeva di trovare ancora il nemico. La stella di Mompracem si era estinta per sempre!</p>
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		<title>la regina di Mompracem</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 21:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pur troppo Mompracem, l&#8217;isola ritenuta cos&#236; formidabile da sgomentare i pi&#249; coraggiosi al solo vederla, era stata violata non solo, ma per poco non era caduta nelle mani dei nemici. Gli inglesi, probabilmente informati della partenza di Sandokan, certi di trovare un presidio debole, si erano improvvisamente portati contro l&#8217;isola, bombardando le fortificazioni, colando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pur troppo Mompracem, l&#8217;isola ritenuta cos&igrave; formidabile da sgomentare i pi&ugrave; coraggiosi al solo vederla, era stata violata non solo, ma per poco non era caduta nelle mani dei nemici.<br />
Gli inglesi, probabilmente informati della partenza di Sandokan, certi di trovare un presidio debole, si erano improvvisamente portati contro l&#8217;isola, bombardando le fortificazioni, colando a fondo parecchi legni e incendiando parte del villaggio. Avevano spinto la loro audacia fino a sbarcare delle truppe per tentare di impadronirsene, ma il valore di Giro-Batol e dei suoi tigrotti aveva finalmente trionfato e i nemici erano stati costretti a ritirarsi per tema di venire sorpresi alle spalle dai prahos di Sandokan, che ritenevano poco lontani. Era stata una vittoria, &egrave; vero, ma per poco l&#8217;isola non era andata nelle mani del nemico.<br />
Quando Sandokan e i suoi uomini sbarcarono, i pirati di Mompracem ridotti a met&agrave;, si precipitarono incontro a lui con immensi evviva, reclamando vendetta contro gli invasori.<br />
- Andiamo a Labuan, Tigre della Malesia &#8211; urlavano. &#8211; Rendiamo le palle che hanno scagliate contro di noi!<br />
- Capitano &#8211; disse Giro-Batol facendosi innanzi. &#8211; Noi abbiamo fatto il possibile per abbordare la squadra che ci assal&igrave;, ma non vi riuscimmo. Conduceteci a Labuan e noi distruggeremo quell&#8217;isola fino all&#8217;ultimo albero, all&#8217;ultimo cespuglio.<br />
Sandokan, invece di rispondere, prese Marianna e la condusse dinanzi alle orde:<br />
- &Egrave; la patria di costei, &#8211; disse, &#8211; la patria di mia moglie!<br />
I pirati vedendo la giovanetta che fino allora era rimasta dietro a Yanez, mandarono un grido di sorpresa e di ammirazione.<br />
- La &quot;Perla di Labuan&quot;! Viva la &quot;Perla&quot;!&#8230; &#8211; esclamarono, cadendo in ginocchio dinanzi a lei.<br />
- La sua patria mi &egrave; sacra, &#8211; disse Sandokan, &#8211; ma fra poco avrete campo di rimandare ai nostri nemici le palle che essi scagliarono su queste coste.<br />
- Stiamo per venire assaliti? &#8211; chiesero tutti.<br />
- Il nemico non &egrave; lontano, miei prodi; voi potete scorgere la sua avanguardia in quella cannoniera che gira arditamente presso le nostre coste. Gli inglesi hanno forti motivi per assalirmi: vogliono vendicare gli uomini che noi uccidemmo sotto le foreste di Labuan e strapparmi questa giovanetta. Tenetevi pronti, che il momento forse non &egrave; lontano.<br />
- Tigre della Malesia &#8211; disse un capo avanzandosi. &#8211; Nessuno, finch&eacute; uno di noi rimarr&agrave; vivo, verr&agrave; a rapire la &quot;Perla di Labuan&quot; ora che la ricopre la bandiera della pirateria. Ordinate: noi siamo pronti a dare tutto il nostro sangue per lei!<br />
Sandokan, profondamente commosso guard&ograve; quei prodi che acclamavano le parole del capo e che, dopo aver perduto tanti compagni, ancora offrivano la loro vita per salvare colei che era stata la principale causa delle loro sventure.<br />
- Grazie amici &#8211; disse con voce soffocata.<br />
Si pass&ograve; pi&ugrave; volte una mano sulla fronte, mand&ograve; un profondo sospiro, porse il braccio alla lady che non era meno commossa e si allontan&ograve; col capo chino sul petto.<br />
- &Egrave; finita &#8211; mormor&ograve; Yanez con voce triste.<br />
Sandokan e la sua compagna salirono la stretta gradinata che conduceva sulla rupe, seguiti dagli sguardi di tutti i pirati che li guardavano con un misto di ammirazione e di rammarico, e si fermarono dinanzi alla grande capanna.<br />
- Ecco la tua dimora &#8211; diss&#8217;egli entrando. &#8211; Era la mia; &egrave; un brutto nido dove si svolsero talora cupi drammi&#8230; E indegno di ospitare la &quot;Perla di Labuan&quot;, ma &egrave; sicuro, inaccessibile al nemico che non potr&agrave; forse mai qui giungere.<br />
&quot;Se tu fossi diventata la Regina di Mompracem, l&#8217;avrei abbellito, ne avrei fatto una reggia&#8230; Ors&ugrave;, perch&eacute; parlare di cose impossibili? Tutto &egrave; morto o sta per morire qui.&quot;<br />
Sandokan port&ograve; le mani al cuore e il suo viso si alter&ograve; dolorosamente. Marianna gli gett&ograve; le braccia al collo.<br />
- Sandokan tu soffri, tu mi nascondi i tuoi dolori.<br />
- No, anima mia, sono commosso, ma nulla di pi&ugrave;. Che vuoi? Nel ritrovare la mia isola violata, le mie bande decimate e nel pensare che fra poco tutto dovr&ograve; perdere&#8230;<br />
- Sandokan, tu rimpiangi adunque la tua passata potenza e soffri all&#8217;idea di dover perdere la tua isola. Odimi, mio eroe, vuoi tu che io rimanga in quest&#8217;isola fra i tuoi tigrotti, che impugni anch&#8217;io la scimitarra e che combatta al tuo fianco? Lo vuoi?<br />
- Tu! tu! &#8211; esclam&ograve; egli. &#8211; No, non voglio che tu diventi una donna simile. Sarebbe una mostruosit&agrave; l&#8217;obbligarti a rimanere qui, l&#8217;assordarti sempre col rimbombo delle artiglierie e colle urla dei combattenti ed esporti ad un continuo pericolo. Due felicit&agrave; sarebbero troppo e non le voglio.<br />
- Tu dunque mi ami pi&ugrave; della tua isola, dei tuoi uomini, della tua fama?<br />
- S&igrave;, anima celeste. Questa sera raduner&ograve; le mie bande e dir&ograve; loro che noi, dopo combattuta l&#8217;ultima battaglia, abbasseremo per sempre la nostra bandiera e lasceremo Mompracem.<br />
- E che cosa diranno i tuoi tigrotti a simile proposta? Essi mi odieranno sapendo ch&#8217;io sono la causa della rovina di Mompracem.<br />
- Nessuno oser&agrave; alzare la voce verso di te. Io sono ancora la Tigre della Malesia, quella Tigre che li ha fatti sempre tremare con un solo gesto.<br />
&quot;E poi mi amano troppo per non obbedirmi. Ors&ugrave;, lasciamo che si compia il nostro destino.&quot;<br />
Soffoc&ograve; il sospiro, poi disse con un amaro rimpianto:<br />
- L&#8217;amor tuo mi far&agrave; dimenticare il mio passato e forse anche Mompracem.<br />
Depose sui biondi capelli della fanciulla un bacio, quindi chiam&ograve; i due malesi addetti all&#8217;abitazione e:<br />
- Ecco la vostra padrona &#8211; disse loro indicando la giovane. &#8211; Obbeditele come a me stesso.<br />
Ci&ograve; detto, dopo di aver scambiato con Marianna un lungo sguardo, usc&igrave; a rapidi passi e discese sulla spiaggia.<br />
La cannoniera fumava sempre in vista dell&#8217;isola, dirigendosi ora verso il nord ed ora verso il sud. Pareva che cercasse di scoprire qualche cosa, probabilmente qualche altra cannoniera o incrociatore proveniente da Labuan. Intanto i pirati, prevedendo ormai un non lontano attacco, lavoravano febbrilmente sotto la direzione di Yanez, rinforzando i bastioni, scavando fossati e rialzando scarpe e stecconate.<br />
Sandokan si avvicin&ograve; al portoghese che stava disarmando i prahos delle loro artiglierie per guarnire un potente ridotto, costruito proprio al centro del villaggio.<br />
- Nessun&#8217;altra nave &egrave; comparsa? &#8211; gli chiese.<br />
- No, &#8211; rispose Yanez, &#8211; ma la cannoniera non lascia le nostre acque e questo &egrave; un brutto segno. Se il vento fosse tanto forte da superare la macchina, l&#8217;assalirei con molto piacere.<br />
- Bisogna prendere delle misure per mettere al riparo le nostre ricchezze e in caso di sconfitta preparaci la ritirata.<br />
- Temi di non poter far fronte agli assalitori?<br />
- Ho dei presentimenti sinistri, Yanez; sento che quest&#8217;isola io sto per perderla.<br />
- Bah! Oggi o fra un mese &egrave; tutt&#8217;uno, dacch&eacute; hai deciso di abbandonarla. I nostri pirati lo sanno?<br />
- No, ma questa sera condurrai le bande nella mia capanna e l&agrave; apprenderanno le mie decisioni.<br />
- Sar&agrave; un brutto colpo per loro, fratello.<br />
- Lo so, ma se vorranno continuare per proprio conto la pirateria, io non lo impedir&ograve;.<br />
- Non pensarlo! Sandokan. Nessuno abbandoner&agrave; la Tigre della Malesia e tutti ti seguiranno ove vorrai.<br />
- Lo so, mi amano troppo questi prodi. Lavoriamo, Yanez, rendiamo la nostra rocca se non imprendibile, almeno formidabile.<br />
Raggiunsero i loro uomini che lavoravano con accanimento senza pari, rizzando nuovi terrapieni e nuove trincee, piantando enormi palizzate che guarnivano di spingarde, accumulando immense piramidi di palle e di granate, riparando le artiglierie con barricate di tronchi d&#8217;albero, di macigni e di lastre di ferro strappate ai navigli saccheggiati nelle loro numerose scorrerie. Alla sera la rocca presentava un aspetto imponente e poteva dirsi inespugnabile.<br />
Quei centocinquanta uomini, poich&eacute; a cos&igrave; pochi erano ridotti dall&#8217;attacco della squadra e dalla perdita di due equipaggi, che avevano seguito Sandokan a Labuan, e dei quali non si aveva avuto nessuna nuova, avevano lavorato come cinquecento.<br />
Calata la notte Sandokan fece imbarcare le sue ricchezze su di un grande praho e lo mand&ograve; assieme ad altri due, sulle coste occidentali onde prendere il largo se la fuga fosse diventata necessaria.<br />
Alla mezzanotte Yanez, coi capi e tutte le bande, saliva alla gran capanna dove lo aspettava Sandokan.<br />
Una sala, ampia tanto da contenere duecento e pi&ugrave; persone, era stata arredata con lusso insolito. Grandi lampade dorate versavano torrenti di luce facendo scintillare l&#8217;oro e l&#8217;argento degli arazzi e dei tappeti e la madreperla che adornava i ricchi mobili di stile indiano.<br />
Sandokan aveva indossato il costume di gala, di raso rosso e il turbante verde adorno di un pennacchio tempestato di brillanti. Portava alla cintura i due kriss, insegna di gran capo e una splendida scimitarra colla guaina d&#8217;argento e l&#8217;impugnatura d&#8217;oro.<br />
Marianna invece indossava un vestito di velluto nero trapunto in argento, frutto di chiss&agrave; mai quale saccheggio e che lasciava allo scoperto le braccia e le spalle sulle quali cadevano come pioggia d&#8217;oro i suoi stupendi capelli biondi. Ricchi braccialetti adorni di perle d&#8217;inestimabile valore e un diadema di brillanti, che mandava sprazzi di luce, la rendevano pi&ugrave; bella, pi&ugrave; affascinante. I pirati nel vederla non avevano potuto trattenere un grido di ammirazione dinanzi a quella superba creatura, che essi riguardavano come una divinit&agrave;.<br />
- Amici, miei fedeli tigrotti &#8211; disse Sandokan chiamando intorno a s&eacute; la formidabile banda. &#8211; Qui vi ho chiamati per decidere la sorte della mia Mompracem.<br />
&quot;Voi mi avete veduto lottare per tanti anni senza posa e senza piet&agrave; contro quella razza esecrata che assassin&ograve; la mia famiglia, che mi rap&igrave; una patria, che dai gradini di un trono mi precipit&ograve; a tradimento nella polvere e che mira ora alla distruzione della razza malese, voi mi avete veduto lottare come una tigre, respingere sempre gli invasori che minacciavano la nostra selvaggia isola, ma ora basta. Il destino vuole che mi arresti, e cos&igrave; sia.<br />
&quot;Ormai sento che la mia missione vendicatrice &egrave; finita; sento di non saper pi&ugrave; ruggire n&eacute; combattere come un tempo, sento d&#8217;aver bisogno di riposo.<br />
&quot;Combatter&ograve; ancora un&#8217;ultima battaglia col nemico che verr&agrave; forse domani ad assalirci, poi dar&ograve; un addio a Mompracem e andr&ograve; lontano a vivere con questa donna che amo e che diverr&agrave; mia moglie. Vorrete voi continuare le imprese della Tigre? Vi lascio i miei legni e i miei cannoni e se preferite seguirmi nella mia nuova patria, vi considerer&ograve; ancora come miei figli.&quot;<br />
I pirati, che parevano atterriti da quella rivelazione inaspettata, non risposero, ma si videro quei volti, anneriti dalla polvere dei cannoni e dai venti del mare, bagnarsi di lagrime.<br />
- Piangete! &#8211; esclamo Sandokan con voce alterata dalla commozione. &#8211; Ah! S&igrave;, vi comprendo miei prodi, ma credete che anch&#8217;io non soffra all&#8217;idea di non rivedere forse pi&ugrave; mai la mia isola, il mio mare, di perdere la mia potenza, di rientrare nell&#8217;oscurit&agrave; dopo aver tanto brillato, di aver conquistata tanta fama, sia pure terribile, sinistra? &Egrave; la fatalit&agrave; che cos&igrave; vuole e curv&ograve; il capo e poi ora non appartengo che alla &quot;Perla di Labuan&quot;.<br />
- Capitano, mio capitano! &#8211; esclam&ograve; Giro-Batol che piangeva come un fanciullo. &#8211; Rimanete ancora fra noi, non abbandonate la nostra isola. Noi la difenderemo contro tutti, noi leveremo uomini, noi se vorrete, distruggeremo Labuan, Varauni e Sarawack onde pi&ugrave; nessuno osi minacciare la felicit&agrave; della &quot;Perla di Labuan&quot;.<br />
- Milady! &#8211; esclam&ograve; Juioko. &#8211; Rimanete anche voi, noi vi difenderemo contro tutti, noi faremo coi nostri corpi scudo contro i colpi del nemico e se vorrete conquisteremo un regno per darvi un trono.<br />
Fra tutti i pirati vi fu un&#8217;esplosione di vero delirio. I pi&ugrave; giovani supplicavano, i pi&ugrave; vecchi piangevano.<br />
- Rimanete milady! Rimanete a Mompracem! &#8211; gridavano tutti affollandosi dinanzi alla giovanetta. Questa ad un tratto si avanz&ograve; verso le bande, reclamando con un gesto il silenzio.<br />
- Sandokan &#8211; disse con un accento che non tremava. &#8211; Se ti dicessi rinuncia alle tue vendette e alla pirateria e se io spezzassi per sempre il debole vincolo che mi lega ai miei compatrioti e adottassi per patria quest&#8217;isola, accetteresti tu?<br />
- Tu, Marianna, rimanere sulla mia isola?<br />
- Lo vuoi?<br />
- S&igrave; e io ti giuro che non prender&ograve; le armi che in difesa della mia terra.<br />
- Mompracem sia adunque la mia patria e qui rimango!<br />
Cento armi si innalzarono e si incrociarono sul petto della giovanetta che era caduta fra le braccia di Sandokan, mentre i pirati ad una voce gridarono:<br />
- Viva la Regina di Mompracem! Guai a chi la tocca!&#8230;</p>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 21:51:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Punito il legno nemico, il quale aveva dovuto fermarsi per riparare i gravissimi danni causatigli dalla granata, cos&igrave; destramente lanciata da Sandokan, il praho coperto dalle sue immense vele si era subito allontanato, con quella velocit&agrave; che &egrave; propria di quel genere di legni i quali sfidano i pi&ugrave; celeri clippers della marina dei due mondi. Marianna, affranta da tante emozioni, si era nuovamente ritirata nella graziosa cabina e anche buona parte dell&#8217;equipaggio aveva lasciata la coperta non essendo il legno minacciato da alcun pericolo, almeno pel momento. Yanez e Sandokan per&ograve; non avevano lasciato il ponte. Seduti sul coronamento di poppa discorrevano fra di loro, guardando di quando in quando verso l&#8217;est, dove scorgevasi ancora un sottile pennacchio di fumo.<br />
- Quel piroscafo avr&agrave; molto da fare a trascinarsi fino a Vittoria &#8211; diceva Yanez.<br />
- La bomba lo ha conciato cos&igrave; gravemente, da rendergli impossibile ogni tentativo di inseguimento.<br />
&quot;Credi tu che ce l&#8217;abbia mandato dietro lord Guillonk?&quot;<br />
- No, Yanez &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Al lord sarebbe mancato il tempo di accorrere a Vittoria e di avvertire il governatore di ci&ograve; che era accaduto.<br />
&quot;Quel legno per&ograve; doveva cercarci forse da qualche giorno. Ormai nell&#8217;isola si doveva sapere che noi eravamo sbarcati.&quot;<br />
- Credi tu che il lord ci lascer&agrave; tranquilli?&#8230;<br />
- Dubito molto, Yanez. Io conosco quell&#8217;uomo e so quanto &egrave; tenace e vendicativo. Noi dobbiamo aspettarci, e presto, un formidabile assalto.<br />
- Che venga ad assalirci nella nostra isola?&#8230;<br />
- Ne sono certo, Yanez. Lord James gode molta influenza e per di pi&ugrave; so che &egrave; ricchissimo. A lui sar&agrave; quindi facile noleggiare tutti i legni che sono disponibili, arruolare marinai ed avere l&#8217;aiuto del governatore. Fra breve noi vedremo comparire dinanzi a Mompracem una flottiglia, lo vedrai.<br />
- E noi cosa faremo?<br />
- Daremo la nostra ultima battaglia.<br />
- L&#8217;ultima?&#8230; Perch&eacute; dici cos&igrave;, Sandokan?<br />
- Perch&eacute; Mompracem perder&agrave; poi i suoi capi &#8211; disse la Tigre della Malesia con un sospiro. &#8211; La mia carriera sta per finire, Yanez. Questo mare, teatro delle mie imprese, non vedr&agrave; pi&ugrave; i prahos della Tigre a solcare le sue onde.<br />
- Ah! Sandokan&#8230;<br />
- Cosa vuoi, Yanez: cos&igrave; &egrave; scritto. L&#8217;amore della fanciulla dai capelli d&#8217;oro doveva spegnere il pirata di Mompracem.<br />
&quot;&Egrave; triste, immensamente triste, mio buon Yanez, dover dare un addio e per sempre a questi luoghi e dover perdere la fama e la potenza, eppure dovr&ograve; rassegnarmi.<br />
&quot;Non pi&ugrave; battaglie, non pi&ugrave; tuonare di artiglierie, non pi&ugrave; fumanti carcasse inabissantisi nei baratri di questo mare, non pi&ugrave; tremendi abbordaggi!&#8230;<br />
&quot;Ah!&#8230; Sento il mio cuore sanguinare, Yanez, pensando che la Tigre morr&agrave; per sempre e che questo mare e la mia stessa isola diverranno d&#8217;altri.&quot;<br />
- Ed i nostri uomini?<br />
- Essi seguiranno l&#8217;esempio del loro capo, se lo vorranno, e daranno anche loro un addio a Mompracem &#8211; disse Sandokan con voce triste.<br />
- E la nostra isola dopo tanto splendore dovr&agrave; rimanere deserta come lo era prima della tua comparsa?<br />
- Lo diverr&agrave;.<br />
- Povera Mompracem!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Yanez con profondo rammarico. &#8211; Io che l&#8217;amavo come fosse gi&agrave; la mia patria, la mia terra natia!&#8230;<br />
- Ed io credi che non l&#8217;amassi?&#8230; Credi tu che non mi si stringa il cuore pensando che forse non la rivedr&ograve; pi&ugrave; mai e che forse pi&ugrave; non solcher&ograve;, coi miei prahos, questo mare che io chiamavo mio?&#8230; Se io potessi piangere, vedresti quante lagrime bagnerebbero le mie gote. Ors&ugrave;, cos&igrave; voleva il destino. Rassegnamoci, Yanez, e non pensiamo pi&ugrave; al passato.<br />
- Eppure non so rassegnarmi, Sandokan. Veder sparire d&#8217;un solo colpo la nostra potenza che ci era costata immensi sacrifici, tremende battaglie e fiumi di sangue!&#8230;<br />
- &Egrave; la fatalit&agrave; che cos&igrave; vuole &#8211; disse Sandokan con voce sorda.<br />
- O meglio l&#8217;amore della fanciulla dai capelli d&#8217;oro &#8211; disse Yanez. &#8211; Senza quella donna il ruggito della Tigre della Malesia giungerebbe ancora possente fino a Labuan e farebbe tremare, per lunghi anni ancora, gli inglesi ed anche il sultano di Varauni.<br />
- &Egrave; vero, amico mio &#8211; disse Sandokan. &#8211; &Egrave; la fanciulla che ha dato il colpo mortale a Mompracem. Se non l&#8217;avessi mai veduta, chiss&agrave; per quanti anni ancora le nostre trionfanti bandiere scorrazzerebbero questo mare, ma ormai &egrave; troppo tardi per rompere le catene che ha gettato su di me.<br />
&quot;Se fosse stata un&#8217;altra donna, pensando alla rovina della nostra potenza, l&#8217;avrei sfuggita o ricondotta a Labuan&#8230; ma sento che spezzerei per sempre la mia esistenza, se non dovessi pi&ugrave; mai rivederla.<br />
&quot;La passione che mi arde in petto &egrave; troppo gigante per soffocarla.<br />
&quot;Ah!&#8230; Se ella lo volesse!&#8230; Se ella non avesse in orrore il nostro mestiere e non avesse paura del sangue e del rombo delle artiglierie!&#8230; Quanto farei brillare l&#8217;astro di Mompracem accanto a lei!&#8230; Un trono potrei darglielo o qui o sulle coste del Borneo, ed invece&#8230; Ors&ugrave;, si compia il nostro destino.<br />
&quot;Andremo a dare a Mompracem l&#8217;ultima battaglia, poi lasceremo l&#8217;isola e faremo vela&#8230;&quot;<br />
- Per dove, Sandokan?<br />
- Lo ignoro, Yanez. Andremo dove ella vorr&agrave;, molto lontano da questi mari e da queste terre, tanto anzi da non udirne pi&ugrave; mai parlare. Se dovessi rimanere vicino, non so se saprei resistere a lungo alla tentazione di tornare a Mompracem.<br />
- Ebbene, sia; andiamo a impegnare l&#8217;ultima pugna e poi si vada pur lontani &#8211; disse Yanez con accento rassegnato. &#8211; La lotta sar&agrave; per&ograve; tremenda, Sandokan. Il lord ci dar&agrave; un assalto disperato.<br />
- Trover&agrave; la tana della Tigre inespugnabile. Nessuno finora &egrave; stato tanto audace da violare le coste della mia &igrave;sola e non le toccher&agrave; nemmeno lui. Aspetta che noi siamo giunti e vedrai quali lavori noi intraprenderemo per non farci schiacciare dalla flottiglia che mander&agrave; contro di noi.<br />
&quot;Renderemo il villaggio talmente forte da poter resistere al pi&ugrave; terribile bombardamento.<br />
&quot;La Tigre non &egrave; ancora domata e ruggir&agrave; forte ancora e getter&agrave; lo sgomento nelle file nemiche.&quot;<br />
- E se dovessimo venire oppressi dal numero? Tu sai, Sandokan, che gli olandesi sono alleati degl&#8217;inglesi nella repressione della pirateria. Le due flotte potrebbero unirsi per dare a Mompracem il colpo mortale.<br />
- Se dovessi vedermi vinto, dar&ograve; fuoco alle polveri e salteremo tutti, assieme al nostro villaggio ed ai nostri prahos.<br />
&quot;Non potrei rassegnarmi alla perdita della fanciulla. Piuttosto di vedermela rapire preferisco la morte mia e sua.&quot;<br />
- Speriamo che ci&ograve; non succeda, Sandokan.<br />
La Tigre della Malesia chin&ograve; il capo sul petto e sospir&ograve;, poi, dopo qualche istante di silenzio, disse:<br />
- Eppure ho un triste presentimento.<br />
- Quale? &#8211; chiese Yanez con ansiet&agrave;.<br />
Sandokan non rispose. Abbandon&ograve; il portoghese e si appoggi&ograve; sulla murata di prua esponendo l&#8217;ardente viso alla brezza notturna.<br />
Era inquieto: profonde rughe solcavano la sua fronte e di tratto in tratto dei sospiri gli uscivano dalle labbra.<br />
- Fatalit&agrave;!&#8230; E tutto per quella creatura celeste &#8211; mormor&ograve;. &#8211; Per lei dovr&ograve; perdere tutto, tutto, perfino questo mare che chiamavo mio e consideravo come sangue delle mie vene! Diverr&agrave; di loro; di quegli uomini che da dodici anni combatto senza posa, senza tregua, di quegli uomini che mi hanno precipitato dai gradini d&#8217;un trono nel fango, che mi hanno ucciso madre, fratelli, sorelle!&#8230;<br />
&quot;Ah! tu ti lamenti &#8211; continu&ograve; guardando il mare, che gorgogliava dinanzi la prua del veloce legno. &#8211; Tu gemi, tu non vorresti diventare di quegli uomini, tu non vorresti tornare tranquillo come prima che io qui giungessi, ma credi che anch&#8217;io non soffra? Se fossi capace di piangere, da questi occhi schizzerebbero non poche lagrime.<br />
&quot;Ors&ugrave;, a che lamentarsi ora? Questa fanciulla divina mi compenser&agrave; di tante perdite.&quot;<br />
Port&ograve; le mani alla fronte come se volesse scacciare i pensieri che gli tumultuavano nell&#8217;ardente cervello, poi si raddrizz&ograve; e a lenti passi scese nella cabina. S&#8217;arrest&ograve; udendo Marianna a parlare.<br />
- No, no &#8211; diceva la giovanetta con voce affannata. &#8211; Lasciatemi, non appartengo pi&ugrave; a voi.. Sono della Tigre della Malesia&#8230; Perch&eacute; volermi separare da lui?&#8230; Via quel William, io lo odio, via&#8230; via!&#8230;<br />
- Sogna &#8211; mormor&ograve; Sandokan. &#8211; Dormi sicura fanciulla che qui non corri pericolo alcuno. Io veglio e per strapparti a me bisogner&agrave; che passino sul mio cadavere.<br />
Apr&igrave; la porta della cabina e guard&ograve;. Marianna dormiva respirando affannosamente e agitava le braccia come se cercasse di allontanare una visione. Il pirata la contempl&ograve; alcuni istanti con indefinibile dolcezza, poi si ritir&ograve; senza far rumore ed entr&ograve; nella sua cabina.<br />
All&#8217;indomani il praho, che aveva navigato tutta la notte con velocit&agrave; ragguardevole, si trovava a sole sessanta miglia da Mompracem. Ormai tutti si consideravano al sicuro, quando il portoghese che sorvegliava con grande attenzione, scorse una sottile colonna di fumo che pareva si dirigesse verso l&#8217;est.<br />
- Oh! &#8211; esclam&ograve; egli. &#8211; Abbiamo un altro incrociatore in vista? Che io sappia non ci sono vulcani in questo tratto di mare.<br />
Si arm&ograve; di un cannocchiale e si arrampic&ograve; fino sulla cima dell&#8217;albero di maestra, scrutando con profonda attenzione quel fumo che allora erasi considerevolmente avvicinato. Quando ridiscese la sua fronte era annuvolata.<br />
- Cos&#8217;hai, Yanez? &#8211; chiese Sandokan che era tornato in coperta.<br />
- Ho scoperta una cannoniera, fratellino mio.<br />
- Poco di male.<br />
- Lo so che non si arrischier&agrave; di attaccarci, essendo quei legni armati usualmente di un solo cannone, ma sono inquieto per altro motivo.<br />
- Quale mai?<br />
- Quel legno viene dall&#8217;est e forse da Mompracem.<br />
- Oh!&#8230;<br />
- Non vorrei che durante la nostra assenza una flotta nemica avesse bombardato il nostro nido.<br />
- Mompracem bombardata? &#8211; chiese una voce argentina dietro di loro. Sandokan si volse rapidamente e si trov&ograve; dinanzi a Marianna.<br />
- Ah! Sei tu, amica mia! &#8211; esclam&ograve; egli. &#8211; Ti credevo ancora addormentata.<br />
- Mi sono alzata or ora, ma voi di cosa parlavate? Forse che un nuovo pericolo ci minaccia?<br />
- No, Marianna &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Siamo per&ograve; inquieti nel vedere una cannoniera che viene dall&#8217;occidente ossia dalla parte di Mompracem.<br />
- Temi che abbia cannoneggiato il tuo villaggio?<br />
- S&igrave;, ma non sola; una scarica dei nostri cannoni sarebbe bastata per affondarla,<br />
- Aho! &#8211; esclam&ograve; Yanez, facendo due passi innanzi.<br />
- Cosa vedi?<br />
- La cannoniera ci ha scorti e vira di bordo dirigendosi verso di noi.<br />
- Verr&agrave; a spiarci &#8211; disse Sandokan.<br />
Infatti il pirata non si era ingannato. La cannoniera, una delle pi&ugrave; piccole, della portata di forse cento tonnellate, armata d&#8217;un solo cannone situato sulla piattaforma di poppa, si accost&ograve; fino a mille metri, poi vir&ograve; di bordo ma non si allontan&ograve; del tutto, poich&eacute; si vedeva sempre il suo pennacchio di fumo a una decina di miglia verso l&#8217;est.<br />
I pirati non si preoccupavano per questo, ben sapendo che quel piccolo legno non avrebbe ardito gettarsi contro il praho, le cui artiglierie erano cos&igrave; numerose da tenere testa a quattro di siffatti nemici.<br />
Verso il mezzod&igrave; un pirata, che si era arrampicato sul pennone di trinchetto, per accomodare una fune, segnal&ograve; Mompracem, il temuto covo della Tigre della Malesia.<br />
Yanez e Sandokan respirarono, ritenendosi ormai sicuri e si precipitarono verso prua seguiti da Marianna.<br />
L&agrave;, dove il cielo si confondeva col mare, si scorgeva una lunga striscia ancora di colore indeciso, ma che a poco a poco diventava verdeggiante.<br />
- Presto, presto! &#8211; esclam&ograve; Sandokan che era in preda ad una viva ansiet&agrave;.<br />
- Cosa temi? &#8211; chiese Marianna.<br />
- Non so, ma il cuore mi dice che laggi&ugrave; qualche cosa &egrave; accaduto. La cannoniera ci segue sempre?<br />
- S&igrave;, vedo il pennacchio di fumo verso l&#8217;est &#8211; disse Yanez.<br />
- Brutto segno.<br />
- Lo temo anch&#8217;io, Sandokan.<br />
- Vedi nulla tu?<br />
Yanez punt&ograve; un cannocchiale e guard&ograve; con profonda attenzione per alcuni minuti.<br />
- Vedo i prahos ancorati nella baia.<br />
Sandokan respir&ograve; e un lampo di gioia balen&ograve; nei suoi occhi.<br />
- Speriamo &#8211; mormor&ograve;.<br />
Il praho, spinto da un buon vento, in capo ad un&#8217;ora giunse a poche miglia dall&#8217;isola e si diresse verso la baia che s&#8217;apriva dinanzi al villaggio.<br />
Ben presto giunse tanto vicino da discernere completamente le fortificazioni, i magazzini e le capanne.<br />
Sulla grande rupe, sulla cima del vasto edificio che serviva di abitazione alla Tigre, si vedeva ondeggiare la grande bandiera della pirateria, ma il villaggio non era pi&ugrave; florido come era stato lasciato e i prahos non erano pi&ugrave; tanto numerosi.<br />
Parecchi bastioni apparivano gravemente danneggiati, molte capanne si vedevano mezze arse e parecchi legni mancavano.<br />
- Ah! &#8211; esclam&ograve; Sandokan, comprimendosi il petto. &#8211; Ci&ograve; che sospettavo &egrave; accaduto: il nemico ha assalito il mio covo.<br />
- E vero &#8211; mormor&ograve; Yanez, con dolore.<br />
- Povero amico &#8211; disse Marianna colpita dal dolore che si rifletteva sul viso di Sandokan. &#8211; I miei compatrioti hanno approfittato della tua assenza.<br />
- S&igrave; &#8211; rispose Sandokan scuotendo tristemente il capo. &#8211; La mia isola, un d&igrave; temuta e inaccessibile, &egrave; stata violata e la mia fama si &egrave; oscurata per sempre!</p>
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		<title>la moglie della tigre</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 21:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[La notte era magnifica. La luna, quell&#8217;astro delle notti serene, splendeva in un cielo senza nubi, proiettando la pallida sua luce d&#8217;un azzurro trasparente, d&#8217;una infinita dolcezza, sopra le oscure e misteriose foreste, sopra le mormoranti acque del fiumicello e riflettendosi con vago tremol&#236;o sui flutti dell&#8217;ampio mare della Malesia. Un soave venticello, carico delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notte era magnifica. La luna, quell&#8217;astro delle notti serene, splendeva in un cielo senza nubi, proiettando la pallida sua luce d&#8217;un azzurro trasparente, d&#8217;una infinita dolcezza, sopra le oscure e misteriose foreste, sopra le mormoranti acque del fiumicello e riflettendosi con vago tremol&igrave;o sui flutti dell&#8217;ampio mare della Malesia.<br />
Un soave venticello, carico delle esalazioni profumate delle grandi piante, agitava con lieve sussurr&igrave;o le fronde e scendendo la placida marina moriva nei lontani orizzonti dell&#8217;ovest. <br />
Tutto era silenzio, tutto era mistero e pace.<br />
Solo di tratto in tratto udivasi la risacca che si rompeva con monotono gorgogl&igrave;o sulle deserte sabbie del lido, il gemito della brezza che pareva un flebile lamento e un singhiozzo che s&#8217;alzava sul ponte del praho corsaro. <br />
Il veloce legno aveva lasciata la foce del fiumicello e fuggiva ratto verso l&#8217;occidente, lasciandosi dietro Labuan che ormai confondevasi fra le tenebre. <br />
Tre sole persone vegliavano sul ponte: Yanez, taciturno, triste, cupo, assiso a poppa con una mano sulla barra del timone; Sandokan e la fanciulla dai capelli d&#8217;oro, seduti a prua, all&#8217;ombra delle grandi vele, accarezzati dalla brezza notturna.<br />
Il pirata si stringeva al petto la bella fuggitiva e le tergeva le lacrime che brillavano sulle sue ciglia.<br />
- Senti, amore mio &#8211; diceva egli. &#8211; Non piangere, io ti far&ograve; felice, immensamente felice e sar&ograve; tuo, tutto tuo. Noi andremo lontani da queste isole, seppelliremo il mio truce passato e non udremo pi&ugrave; mai parlare n&eacute; dei miei pirati, n&eacute; della mia selvaggia Mompracem. La mia gloria, la mia potenza, le mie sanguinose vendette, il mio temuto nome, tutto dimenticher&ograve; per te, perch&eacute; voglio diventare un altro uomo. Odimi, fanciulla adorata, fino ad oggi fui il temuto pirata di Mompracem, fino ad oggi fui assassino, fui crudele, fui feroce, fui tremendo, fui Tigre&#8230; ma non lo sar&ograve; pi&ugrave;. Frener&ograve; gli impeti della mia natura selvaggia, sacrificher&ograve; la mia potenza, abbandoner&ograve; questo mare che un d&igrave; ero orgoglioso di chiamare mio e la terribile banda che fece la mia triste celebrit&agrave;.<br />
&quot;Non piangere, Marianna, l&#8217;avvenire che ci aspetta non sar&agrave; tetro, non sar&agrave; oscuro, ma bens&igrave; ridente, tutto felicit&agrave;.<br />
&quot;Andremo lontani, tanto da non udire pi&ugrave; mai parlare delle nostre isole che ci hanno veduti crescere, vivere, amare e soffrire; perderemo patria, amici, parenti, ma che importa? Ti dar&ograve; una nuova isola, pi&ugrave; gaia, pi&ugrave; ridente, dove io non udr&ograve; pi&ugrave; il ruggito dei cannoni, dove non vedr&ograve; alla notte folleggiarmi intorno quel corteo di vittime da me immolate che mi urlano sempre: assassino! No, non vedr&ograve; pi&ugrave; nulla di tutto ci&ograve; e potr&ograve; ripeterti da mane a sera quella divina parola che per me &egrave; tutto: t&#8217;amo e sono tuo sposo! Oh! Ripetimi anche tu questa dolce parola che mai udii risuonare agli orecchie miei durante la mia burrascosa vita.&quot; <br />
La giovanetta s&#8217;abbandon&ograve; nelle braccia del pirata ripetendo fra i singhiozzi:<br />
- T&#8217;amo, Sandokan, t&#8217;amo e come giammai donna alcuna am&ograve; sulla terra!<br />
Sandokan se la strinse al petto, le sue labbra baciavano i dorati capelli di lei e la sua fronte nivea.<br />
- Ora che sei mia, guai a chi ti tocca! &#8211; riprese il pirata. &#8211; Oggi siamo su questo mare, ma domani saremo al sicuro nel mio inaccessibile nido dove nessuno avr&agrave; l&#8217;ardire di venirci ad assalire; poi, quando ogni pericolo sar&agrave; scomparso, andremo ove tu vorrai, o mia diletta fanciulla.<br />
- S&igrave;, &#8211; mormor&ograve; Marianna, &#8211; andremo lontani, tanto da non udire pi&ugrave; mai parlare delle nostre isole.<br />
Mand&ograve; un profondo sospiro che pareva un gemito e svenne fra le braccia di Sandokan. Quasi nel medesimo istante una voce disse:<br />
- Fratello, il nemico ci insegue!<br />
Il pirata si volse stringendosi al petto la fidanzata e si trov&ograve; di fronte a Yanez che gli additava un punto luminoso scorrente sul mare.<br />
- Il nemico? &#8211; chiese Sandokan coi lineamenti alterati.<br />
- Ho veduto ora quel lume: viene dall&#8217;oriente, forse laggi&ugrave; una nave corre sulle nostre tracce, desiosa di riacquistare la preda rapita al lord.<br />
- Ma noi la difenderemo, Yanez! &#8211; esclam&ograve; Sandokan. &#8211; Guai a chi tenter&agrave; di sbarrarci il passo, guai a loro! Io sarei capace di pugnare, sotto gli occhi di Marianna, contro il mondo intero.<br />
Guard&ograve; attentamente il fanale segnalato e si strapp&ograve; dal fianco la scimitarra. Marianna allora tornava in s&eacute;. Vedendo il pirata coll&#8217;arma in pugno gett&ograve; un leggero grido di terrore.<br />
- Perch&eacute; quell&#8217;arma sguainata, o Sandokan? &#8211; chiese impallidendo.<br />
Il pirata la guard&ograve; con suprema tenerezza ed esit&ograve;, ma poi traendola dolcemente a poppa le mostr&ograve; il fanale.<br />
- Una stella? &#8211; chiese Marianna.<br />
- No, amor mio, &egrave; una nave che ci insegue, &egrave; un occhio che scruta avidamente il mare cercandoci.<br />
- Mio Dio! Ci inseguono adunque?<br />
- &Egrave; probabile, ma troveranno palle e mitraglia per dieci dei loro.<br />
- Ma se ti uccidessero?<br />
- Uccidermi! &#8211; esclam&ograve; egli raddrizzandosi, mentre un lampo superbo gli guizzava negli occhi. &#8211; Io mi credo ancora invulnerabile!<br />
L&#8217;incrociatore, poich&eacute; tale doveva essere, non era pi&ugrave; una semplice ombra. I suoi alberi spiccavano ormai nettamente sul fondo chiaro del cielo e si vedeva innalzarsi una grossa colonna di fumo in mezzo alla quale volteggiavano miriadi di scintille.<br />
La sua prua tagliava rapidamente le acque, che scintillavano al chiarore dell&#8217;astro notturno e il vento portava fino al praho il fragore delle ruote mordenti i flutti.<br />
- Vieni, vieni, maledetto da Dio! &#8211; esclam&ograve; Sandokan sfidandolo colla scimitarra, mentre coll&#8217;altro braccio cingeva la fanciulla. &#8211; Vieni a misurarti colla Tigre, di&#8217; ai tuoi cannoni di ruggire, lancia i tuoi uomini all&#8217;abbordaggio: io ti sfido!<br />
Poi volgendosi verso Marianna che guardava ansiosamente il legno nemico che guadagnava via:<br />
- Vieni, amor mio &#8211; le disse. &#8211; Ti condurr&ograve; nel tuo nido dove sarai al riparo dai colpi di quegli uomini che fino a ieri erano tuoi compatrioti e che oggi sono tuoi nemici.<br />
Si arrest&ograve; un istante fissando sul piroscafo, che forzava le macchine, un bieco sguardo, poi condusse Marianna nella cabina.<br />
Era questa una stanzetta arredata con eleganza, un vero nido. Le pareti sparivano sotto un fitto tessuto orientale e il pavimento era coperto da soffici tappeti indiani. I mobili ricchi, bellissimi, di mogano e di ebano intarsiati di madreperla, occupavano gli angoli, mentre dall&#8217;alto pendeva una grande lampada dorata.<br />
- Qui i colpi non ti raggiungeranno, Marianna &#8211; disse Sandokan. &#8211; Le lastre di ferro che coprono la poppa del mio legno saranno sufficienti per arrestarli.<br />
- Ma tu, Sandokan?<br />
- Io risalgo sul ponte a comandare. La mia presenza &egrave; necessaria per dirigere la battaglia se l&#8217;incrociatore ci assalir&agrave;.<br />
- Ma se una palla ti colpisse?<br />
- Non avere questa paura, Marianna. Alla prima scarica lancer&ograve; fra le ruote del legno nemico tale granata da fermarlo per sempre.<br />
- Io tremo per te.<br />
- La morte ha paura della Tigre della Malesia &#8211; rispose il pirata con suprema fierezza.<br />
- E se quegli uomini venissero all&#8217;abbordaggio?&#8230;<br />
- Io non li temo, mia fanciulla. I miei uomini sono tutti valorosi, sono vere tigri, pronte a morire pel loro capo e per te. Vengano pure all&#8217;abbordaggio i tuoi compatrioti!&#8230; Noi li stermineremo e li cacceremo tutti in mare.<br />
- Ti credo, mio valoroso campione, pure io ho paura. Essi ti odiano, Sandokan, e per prenderti sarebbero capaci di tentare qualunque pazzia. Guardati da loro, mio prode amico, perch&eacute; hanno giurato di ucciderti.<br />
- Uccidermi!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Sandokan, quasi con dispregio. &#8211; Essi uccidere la Tigre della Malesia!&#8230; Si provino, se l&#8217;osano.<br />
&quot;Mi sembra di essere ora diventato tanto possente, da arrestare colle mie mani, le palle delle loro artiglierie.<br />
&quot;No, non temere per me, fanciulla mia. Vado a punire l&#8217;insolente che viene a sfidarmi, poi torner&ograve; da te.&quot;<br />
- Io intanto pregher&ograve; per te, mio valoroso Sandokan.<br />
Il pirata la guard&ograve; per alcuni istanti con profonda ammirazione, le prese poi il capo fra le mani e le sfior&ograve; colle labbra i capelli.<br />
- Ed ora &#8211; disse poi, alzandosi fieramente. &#8211; A noi due, maledetto vascello che vieni a turbare la mia felicit&agrave;!&#8230;<br />
- Mio Dio, proteggilo &#8211; mormor&ograve; la giovanetta, cadendo in ginocchio. L&#8217;equipaggio del praho, svegliato dal grido d&#8217;allarme di Yanez, e dalla prima cannonata, era salito precipitosamente in coperta pronto alla lotta. Scorgendo il legno a cos&igrave; breve distanza, i pirati si gettarono bravamente sui cannoni e sulle spingarde per rispondere alla provocazione dell&#8217;incrociatore. Gli artiglieri avevano gi&agrave; accese le micce e stavano per accostarle ai pezzi, quando Sandokan comparve.<br />
Vedendolo comparire sul ponte, un urlo solo s&#8217;alz&ograve; fra i tigrotti. &#8211; Viva la Tigre!&#8230;<br />
- Largo a me &#8211; grid&ograve; Sandokan, respingendo gli artiglieri. &#8211; Baster&ograve; io solo a punire quell&#8217;insolente! Il maledetto non andr&agrave; a Labuan a raccontare d&#8217;aver cannoneggiata la bandiera di Mompracem!<br />
Ci&ograve; detto and&ograve; a collocarsi a poppa, appoggiando un piede sulla culatta di uno dei due cannoni.<br />
Quell&#8217;uomo pareva che fosse ritornato la terribile Tigre della Malesia d&#8217;altri tempi&#8230; I suoi occhi luccicavano come carboni accesi ed i suoi lineamenti avevano presa un&#8217;espressione di tremenda ferocia. Si capiva che una rabbia terribile avvampava nel suo petto.<br />
- Mi sfidi &#8211; disse. &#8211; Vieni e ti mostrer&ograve; mia moglie!&#8230; Essa sta sotto di me difesa dalla mia scimitarra e dai miei cannoni. Vieni a prendermela, se ne sei capace. Le tigri di Mompracem ti aspettano!<br />
Si volse verso Paranoa che gli stava vicino, tenendo la barra del timone e gli disse:<br />
- Manda dieci uomini nella stiva e fa&#8217; portare in coperta quel mortaio che io ho fatto imbarcare.<br />
Un istante dopo dieci pirati issavano faticosamente sul ponte un grosso mortaio, assicurandolo con alcune funi presso l&#8217;albero maestro. Un artigliere lo caric&ograve; con una bomba da otto pollici, del peso di ventun chilogrammi e che scoppiando doveva lanciare ben ventotto schegge di ferro.<br />
- Ora attendiamo l&#8217;alba &#8211; disse Sandokan. &#8211; Voglio mostrarti, o legno maledetto, la mia bandiera e mia moglie.<br />
Sal&igrave; sulla murata poppiera e si sedette colle braccia incrociate sul petto e gli sguardi fissi sull&#8217;incrociatore.<br />
- Ma cos&#8217;hai intenzione di fare? &#8211; gli chiese Yanez. &#8211; Il piroscafo fra poco sar&agrave; a buon tiro e aprir&agrave; il fuoco contro di noi.<br />
- Tanto peggio per lui.<br />
- Aspettiamo adunque, giacch&eacute; cos&igrave; vuoi.<br />
Il portoghese non si era ingannato. Dieci minuti dopo quantunque il praho divorasse la via, l&#8217;incrociatore era a soli duemila metri. Ad un tratto un lampo balen&ograve; a prua del legno e una forte detonazione scosse gli strati dell&#8217;aria, ma non si ud&igrave; il fischio acuto della palla.<br />
- Ah! &#8211; esclam&ograve; Sandokan sogghignando. &#8211; Mi inviti ad arrestarmi e domandi la mia bandiera? Yanez, spiega il vessillo della pirateria. La luna &egrave; splendida e coi cannocchiali la vedranno.<br />
Il portoghese obbed&igrave;.<br />
Il piroscafo che pareva che non aspettasse che un segnale, subito raddoppi&ograve; la corsa e giunto a mille metri spar&ograve; una cannonata, ma questa non a polvere, poich&eacute; il proiettile pass&ograve; fischiando sopra il praho.<br />
Sandokan non si mosse, n&eacute; batt&egrave; ciglio. I suoi uomini si disposero ai posti di combattimento, ma non diedero risposta n&eacute; all&#8217;intimazione n&eacute; alla minaccia. Il vascello continu&ograve; a venire innanzi, ma pi&ugrave; lentamente, con prudenza. Quel silenzio doveva preoccuparlo, e non poco, ben sapendo che i legni corsari sono sempre armati e montati da equipaggi risoluti.<br />
A ottocento metri lanci&ograve; un secondo proiettile il quale, male diretto, rimbalz&ograve; in mare dopo di aver rasentata la corazza poppiera del piccolo legno. Una terza palla poco dopo infilava la coperta del praho forando le due vele di maestra e di trinchetto, mentre una quarta si frantumava contro uno dei due cannoni di poppa, lanciando un frammento fino alla murata sulla quale stava seduto Sandokan.<br />
Questi si raddrizz&ograve; con un gesto superbo e, tendendo la destra verso il legno nemico, grid&ograve; con voce minacciosa:<br />
- Tira tira, nave maledetta! Io non ti temo! Quando tu potrai vedermi, io ti fracasser&ograve; le ruote e ti arrester&ograve; di volo.<br />
Altri due lampi balenarono sulla prora del piroscafo, seguiti da due acute detonazioni.<br />
Una palla and&ograve; a fracassare parte della murata di poppa a soli due passi da Sandokan, mentre l&#8217;altra portava via nettamente la testa ad un uomo che stava legando una scotta sul piccolo castello di prora. Un urlo di furore s&#8217;alz&ograve; fra l&#8217;equipaggio.<br />
- Tigre della Malesia! Vendetta!<br />
Sandokan si volse verso i suoi uomini, dardeggiando su di loro uno sguardo corrucciato.<br />
- Silenzio! &#8211; tuon&ograve;. &#8211; Qui comando io.<br />
- Il legno non ci risparmia, Sandokan &#8211; disse Yanez.<br />
- Lascia che tiri.<br />
- Cosa vuoi aspettare?<br />
- L&#8217;alba.<br />
- &Egrave; una pazzia, Sandokan. Se una palla ti colpisse?<br />
- Sono invulnerabile! &#8211; grid&ograve; la Tigre della Malesia. &#8211; Guarda: io sfido il fuoco di quel legno!<br />
Con un balzo erasi slanciato sulla murata poppiera, aggrappandosi all&#8217;asta della bandiera.<br />
Yanez prov&ograve; un brivido di spavento.<br />
La luna era sorta sull&#8217;orizzonte e dal ponte del legno nemico, con un buon cannocchiale, si poteva distinguere quel temerario che s&#8217;esponeva ai colpi di cannone.<br />
- Scendi, Sandokan! &#8211; grid&ograve; Yanez. &#8211; Tu vuoi farti uccidere. Un sorriso sprezzante fu la risposta del formidabile uomo.<br />
- Pensa a Marianna! &#8211; rispose Yanez.<br />
- Ella sa che io non ho paura. Silenzio; ai vostri posti!<br />
Sarebbe stato pi&ugrave; facile arrestare il piroscafo nella sua corsa che decidere Sandokan ad abbandonare quel posto.<br />
Yanez, che conosceva la tenacia del suo compagno, rinunci&ograve; ad un secondo tentativo e si ritir&ograve; dietro ad uno dei due cannoni.<br />
L&#8217;incrociatore, dopo quelle cannonate quasi infruttuose, aveva sospeso il fuoco. Il suo capitano voleva certamente guadagnare maggior via per non sprecare inutilmente le munizioni.<br />
Per un altro quarto d&#8217;ora i due legni continuarono la loro corsa, poi a cinquecento metri il cannoneggiamento venne ripreso con maggior furia. Le palle cadevano numerose attorno al piccolo veliero e non sempre andavano perdute. Qualche proiettile passava sibilando attraverso la velatura, recidendo qualche corda o smussando le estremit&agrave; dei pennoni e qualche altro veniva a rimbalzare o scrosciava contro le piastre metalliche. Una palla attravers&ograve; il ponte, d&#8217;infilata, rasentando l&#8217;albero maestro. Se fosse passata pochi centimetri pi&ugrave; a destra, il veliero sarebbe stato arrestato nella sua corsa.<br />
Sandokan, non ostante quel pericoloso grandinare, non si muoveva. Guardava freddamente la nave nemica che forzava la sua macchina per guadagnare via, e sorrideva ironicamente ogni volta che una palla gli sibilava agli orecchie.<br />
Vi fu un momento per&ograve; che Yanez lo vide balzare in piedi e curvarsi come se fosse l&igrave; per slanciarsi verso il mortaio, ma poi riprese quasi subito il suo posto mormorando:<br />
- Non ancora! Voglio che tu veda mia moglie!<br />
Per altri dieci minuti il piroscafo bombard&ograve; il piccolo veliero, il quale non faceva alcuna manovra per sottrarsi a quella grandine di ferro, poi le detonazioni a poco a poco diventarono rade finch&eacute; cessarono del tutto. Guardando attentamente sull&#8217;alberatura del legno nemico, Sandokan vide sventolare una grande bandiera bianca.<br />
- Ah! &#8211; esclam&ograve; il formidabile uomo. &#8211; Tu m&#8217;inviti ad arrendermi!&#8230; Yanez!<br />
- Cosa vuoi fratellino!<br />
- Spiega la mia bandiera.<br />
- Sei pazzo? Quei birboni riprenderanno il cannoneggiamento. Giacch&eacute; si sono stancati, lasciali tranquilli.<br />
- Voglio che si sappia che chi guida questo praho &egrave; la Tigre della Malesia.<br />
- E ti saluter&agrave; con una grandine di granate.<br />
- Il vento comincia a diventare pi&ugrave; fresco, Yanez. Fra dieci minuti noi saremo fuori di portata dai suoi colpi.<br />
- Sia pure.<br />
Ad un suo cenno un pirata attacc&ograve; la bandiera alla drizza di poppa e la iss&ograve; fino alla punta dell&#8217;albero maestro.<br />
Un colpo di vento la sciolse e alla limpida luce della luna mostr&ograve; il suo colore sanguigno.<br />
- Tira ora! Tira! &#8211; grid&ograve; Sandokan, tendendo il pugno verso il legno nemico.<br />
- Fa&#8217; tuonare i tuoi cannoni, arma i tuoi uomini, empi di carbone le tue caldaie, io ti aspetto! Voglio mostrarti la mia conquista al baleno delle mie artiglierie!<br />
Due colpi di cannone furono la risposta. L&#8217;equipaggio dell&#8217;incrociatore aveva di gi&agrave; scorta la bandiera delle tigri di Mompracem e riprendeva, con maggior vigore, il cannoneggiamento.<br />
L&#8217;incrociatore precipitava la marcia per dare addosso al veliero e dargli, occorrendo, l&#8217;abbordaggio.<br />
Il suo camino fumava come un vulcano e le ruote mordevano fragorosamente le acque. Quando le detonazioni cessavano, si udivano perfino i sordi muggiti della macchina.<br />
Il suo equipaggio dovette per&ograve; ben presto convincersi che non era cosa facile gareggiare con un veliero attrezzato a praho. Essendo cresciuto il vento, il piccolo legno, che fino allora non aveva potuto raggiungere i dieci nodi, aveva preso un&#8217;andatura pi&ugrave; rapida. Le sue immense vele, gonfie come due palloni, esercitavano sul legno uno sforzo straordinario.<br />
Non correva pi&ugrave;: volava sulle tranquille acque del mare, sfiorandole appena. Vi erano anzi certi momenti che pareva perfino che si sollevasse e che il suo scafo non toccasse nemmeno l&#8217;acqua.<br />
L&#8217;incrociatore tirava furiosamente, ma ormai le sue palle cadevano tutte nella scia del praho.<br />
Sandokan non si era mosso. Seduto accanto alla sua rossa bandiera, spiava attentamente il cielo. Pareva che non si occupasse nemmeno pi&ugrave; del vascello, che gli dava la caccia con tanto accanimento.<br />
Il portoghese, che non capiva quale idea avesse Sandokan, gli si avvicin&ograve; dicendogli:<br />
- Cosa vuoi fare adunque, fratellino mio? Fra un&#8217;ora noi saremo ben lontani da quel legno se questo vento non cessa.<br />
- Aspetta ancora un po&#8217;, Yanez &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Guarda laggi&ugrave;, ad oriente: le stelle cominciano ad impallidire, e pel cielo si diffondono di gi&agrave; i primi chiarori dell&#8217;alba.<br />
- Vuoi trascinare quell&#8217;incrociatore fino a Mompracem per poi abbordarlo?<br />
- Non ho questa intenzione.<br />
- Non ti comprendo.<br />
- Appena l&#8217;alba permetter&agrave; all&#8217;equipaggio di quel legno di scorgermi, io punir&ograve; quell&#8217;insolente.<br />
- Tu sei troppo abile artigliere per aspettare la luce del sole. Il mortaio &egrave; pronto.<br />
- Voglio che vedano chi dar&agrave; fuoco al pezzo.<br />
- Forse lo sanno di gi&agrave;.<br />
- &Egrave; vero, forse lo sospettano, ma non mi basta. Voglio mostrare loro anche la moglie della Tigre della Malesia.<br />
- Marianna?&#8230;<br />
- S&igrave;, Yanez.<br />
- Quale pazzia!&#8230;<br />
- Cos&igrave; si sapr&agrave; a Labuan che la Tigre della Malesia ha osato violare le coste dell&#8217;isola e affrontare i soldati che vegliavano su lord Guillonk.<br />
- A Vittoria non si ignorer&agrave; ormai l&#8217;ardita spedizione da te tentata.<br />
- Non importa. &Egrave; pronto il mortaio?&#8230;<br />
- &Egrave; gi&agrave; caricato, Sandokan.<br />
- Fra pochi minuti noi puniremo quel curioso. Frantumer&ograve; una delle sue ruote, lo vedrai, Yanez.<br />
Mentre parlavano, verso oriente una pallida luce, che si tingeva per&ograve; rapidamente di riflessi rosei, continuava a diffondersi in cielo. La luna stava tramontando in mare, mentre gli astri continuavano ad impallidire. Ancora pochi minuti ed il sole doveva comparire. Il legno da guerra era allora lontano circa millecinquecento metri. Forzava sempre le macchine per&ograve; perdeva cammino ad ogni minuto. Il veloce praho guadagnava rapidamente aumentando il vento collo spuntare dell&#8217;alba.<br />
- Fratellino mio &#8211; disse ad un tratto Yanez. &#8211; Gi&ugrave; un buon colpo all&#8217;incrociatore.<br />
- Fa&#8217; prendere terzaruoli sulle vele di trinchetto e di maestra &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Quando sar&agrave; a cinquecento metri dar&ograve; fuoco al mortaio.<br />
Yanez diede subito il comando. Dieci pirati s&#8217;inerpicarono sulle griselle, abbassarono le due vele ed eseguirono rapidamente la manovra. Ridotta la velatura, il praho cominci&ograve; a rallentare la corsa. L&#8217;incrociatore, accortosene, riprese il cannoneggiamento, quantunque fosse ancora assai lontano per sperare in un buon successo.<br />
Ci volle ancora una buona mezz&#8217;ora perch&eacute; giungesse alla distanza desiderata da Sandokan.<br />
Gi&agrave; le sue palle cominciavano a cadere sul ponte del praho, quando la Tigre, slanciandosi bruscamente gi&agrave; dalla murata, si colloc&ograve; dietro al mortaio. Un raggio di sole era sorto dal mare, illuminando le vele del praho.<br />
- Ed ora a me!&#8230; &#8211; grid&ograve; Sandokan, con un sorriso strano. &#8211; Yanez, metti il legno attraverso il vento!&#8230;<br />
Un istante dopo il piccolo veliero si poneva attraverso al vento, rimanendo quasi in panna.<br />
Sandokan si fece dare una miccia che Paranoa aveva gi&agrave; accesa e si curv&ograve; sul pezzo, calcolando collo sguardo la distanza.<br />
Il legno da guerra, vedendo il veliero ad arrestarsi, approfittava per tentare di raggiungerlo. S&#8217;avanzava con crescente rapidit&agrave;, fumando e sbuffando ed alternando colpi di granata e proiettili pieni. Le schegge di ferro balzavano per la coperta, forando le vele e recidendo le corde, scivolavano sulle piastre, stridendo e maltrattando i madieri. Guai se quella pioggia fosse durata solamente due minuti. Sandokan, impassibile sempre continuava a mirare.<br />
- Fuoco! &#8211; grid&ograve; ad un tratto, facendo un salto indietro.<br />
Si curv&ograve; sul fumante pezzo, trattenendo il respiro, colle labbra strette e gli occhi fissi dinanzi a s&eacute;, come se volesse seguire l&#8217;invisibile traiettoria del proiettile.<br />
Pochi istanti dopo una seconda detonazione scoppiava al largo. La bomba era scoppiata fra i raggi della tambura di babordo, facendo saltare, con inaudita violenza, le ferramenta della ruota e le pale. Il piroscafo, colpito gravemente, s&#8217;inchin&ograve; sul fianco lacerato, poi si mise a girare su se stesso sotto le battute dell&#8217;altra ruota la quale mordeva ancora le acque.<br />
- Viva la Tigre! &#8211; urlarono i pirati gettandosi sui cannoni.<br />
- Marianna! Marianna! &#8211; esclam&ograve; Sandokan mentre il piroscafo rovesciato sul fianco squarciato, imbarcava acqua a tonnellate.<br />
La giovanetta a quella chiamata comparve sul ponte. Sandokan la prese fra le braccia, la sollev&ograve; fino alla murata e mostrandola all&#8217;equipaggio del piroscafo tuon&ograve;:<br />
- Ecco mia moglie!<br />
Poi mentre i pirati scagliavano sul vascello un uragano di mitraglia, il praho virava di bordo allontanandosi rapidamente verso l&#8217;ovest.</p>
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		<title>Yanez alla villa</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 21:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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		<description><![CDATA[La missione del portoghese era senza dubbio una delle pi&#249; arrischiate, delle pi&#249; audaci che quel bravo uomo avesse affrontato in vita sua, perch&#233; sarebbe bastata una parola, un sospetto solo per lanciarlo sulla cima di un&#8217;antenna con una buona corda al collo. Nondimeno il pirata si preparava a giuocare la pericolosissima carta con grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La missione del portoghese era senza dubbio una delle pi&ugrave; arrischiate, delle pi&ugrave; audaci che quel bravo uomo avesse affrontato in vita sua, perch&eacute; sarebbe bastata una parola, un sospetto solo per lanciarlo sulla cima di un&#8217;antenna con una buona corda al collo.<br />
Nondimeno il pirata si preparava a giuocare la pericolosissima carta con grande coraggio e con molta calma, fidando nel proprio sangue freddo e soprattutto nella sua buona stella che mai erasi stancata di proteggerlo. <br />
Si rizz&ograve; fieramente in sella, si arricci&ograve; i baffi per fare pi&ugrave; bella figura, si accomod&ograve; il cappello inclinandolo civettosamente sull&#8217;orecchio e spinse il cavallo alla carriera non risparmiando i colpi di sprone e le sferzate. Dopo due ore di quella corsa furiosa si trovava improvvisamente dinanzi ad una cancellata dietro la quale si elevava la graziosa villa di lord James.<br />
- Chi vive? &#8211; chiese un soldato che stava imboscato dinanzi al cancello, nascosto dietro il tronco di un albero.<br />
- Ehi, giovanotto, abbassa il fucile che io non son n&eacute; una tigre n&eacute; un babirussa &#8211; disse il portoghese rattenendo il cavallo. &#8211; Per Giove! Non vedi che io sono un tuo collega, anzi un tuo superiore?<br />
- Scusate, ma ho l&#8217;ordine di non lasciar entrare nessuno senza sapere da che parte viene e cosa desidera.<br />
- Animale! Io vengo qui per ordine del baronetto William Rosenthal e mi reco dal lord.<br />
- Passate!<br />
Apr&igrave; il cancello, chiam&ograve; alcuni camerati che passeggiavano nel parco per avvertirli di ci&ograve; che accadeva e si fece da una parte.<br />
- Hum! &#8211; f&eacute; il portoghese stringendosi nelle spalle e spingendo innanzi il cavallo. &#8211; Quante precauzioni e quanta paura regna qui.<br />
Si ferm&ograve; dinanzi alla palazzina e balz&ograve; a terra fra sei soldati che lo avevano circondato coi fucili in mano.<br />
- Dov&#8217;&egrave; il lord? &#8211; chiese egli.<br />
- Nel suo gabinetto &#8211; rispose il sergente comandante del drappello.<br />
- Conducetemi subito da lui che mi preme parlargli.<br />
- Venite da Vittoria?<br />
- Precisamente.<br />
- E non avete incontrato i pirati di Mompracem?<br />
- Nemmeno uno, camerata. Quei furfanti hanno ben altro da fare in questo momento che di ronzare qui. Ors&ugrave;, conducetemi dal lord.<br />
- Venite.<br />
Il portoghese fece appello a tutta la sua audacia per affrontare il pericoloso uomo e segu&igrave; il comandante affettando la calma e la rigidezza della razza anglosassone.<br />
- Aspettate qui &#8211; disse il sergente dopo d&#8217;averlo fatto entrare in un salotto.<br />
Il portoghese rimasto solo si mise a osservare attentamente tutto per vedere se era possibile un colpo di mano, ma dovette convincersi che ogni tentativo sarebbe stato inutile essendo altissime le finestre e grosse le muraglie e le porte.<br />
- Non importa &#8211; mormor&ograve;. &#8211; Il colpo lo faremo nel bosco.<br />
In quel momento rientrava il sergente.<br />
- Il lord vi aspetta &#8211; disse additandogli la porta lasciata aperta.<br />
Il portoghese si sent&igrave; correre per le ossa un brivido e impallid&igrave; un po&#8217;.<br />
- Yanez mio, sii prudente e saldo &#8211; mormor&ograve;.<br />
Entr&ograve; colla mano dritta sul cappello e si trov&ograve; in un grazioso gabinetto, arredato con molta eleganza. In un angolo, seduto dinanzi ad un tavolo da lavoro stava il lord, vestito semplicemente di bianco, col volto tetro e lo sguardo corrucciato.<br />
Egli guard&ograve; in silenzio Yanez figgendogli gli occhi addosso come se volesse indagare i pensieri del nuovo venuto, poi disse con un accento secco:<br />
- Venite da Vittoria?<br />
- S&igrave;, milord &#8211; rispose Yanez con voce ferma.<br />
- Da parte del baronetto?<br />
- S&igrave;.<br />
- Vi ha dato qualche lettera per me?<br />
- Nessuna.<br />
- Avete da dirmi qualche cosa?<br />
- S&igrave;, milord.<br />
- Parlate.<br />
- Mi ha mandato a dirvi che la Tigre della Malesia &egrave; circondata dalle truppe in una baia del sud.<br />
Il lord balz&ograve; in piedi cogli occhi sfavillanti e il viso raggiante.<br />
- La Tigre circondata dai nostri soldati! &#8211; esclam&ograve;.<br />
- S&igrave; e pare che sia finita per sempre per quel furfante, poich&eacute; non ha pi&ugrave; scampo.<br />
- Ma siete ben certo di quello che dite?<br />
- Certissimo, milord.<br />
- Chi siete voi?<br />
- Un parente del baronetto William &#8211; rispose Yanez audacemente.<br />
- Ma da quanto tempo vi trovate a Labuan?<br />
- Da quindici giorni.<br />
- Voi adunque saprete anche che mia nipote&#8230;<br />
- &Egrave; la fidanzata di mio cugino William &#8211; disse Yanez sorridendo.<br />
- Ho molto piacere di fare la vostra conoscenza signore &#8211; disse il lord stendendogli la mano. &#8211; Ma ditemi, quando venne assalito Sandokan?<br />
- Stamane all&#8217;alba mentre attraversava un bosco alla testa di una grossa banda di pirati.<br />
- Ma quell&#8217;uomo &egrave; adunque il demonio. Ieri sera era qui! Possibile che in sette od otto ore abbia percorso tanta strada?<br />
- Si dice che avesse dei cavalli con s&eacute;.<br />
- Ora comprendo. E dov&#8217;&egrave; il mio amico William?<br />
- &Egrave; alla testa delle truppe.<br />
- Eravate assieme a lui?<br />
- S&igrave;, milord.<br />
- E sono molto lontani i pirati?<br />
- Una decina di miglia.<br />
- Vi ha dato nessun altro incarico?<br />
- Mi ha pregato di dirvi di abbandonare subito la villa e di portarvi senza indugio a Vittoria.<br />
- Perch&eacute;?<br />
- Voi sapete milord che razza d&#8217;uomo &egrave; la Tigre della Malesia. Ha con s&eacute; ottanta uomini, ottanta tigrotti e potrebbe vincere le nostre truppe, attraversare in un baleno i boschi e gettarsi sulla villa.<br />
Il lord lo guard&ograve; in silenzio come fosse stato colpito da quel ragionamento, poi disse come parlando a se stesso:<br />
- Infatti, ci&ograve; potrebbe accadere. Sotto i forti e le navi di Vittoria mi sentirei pi&ugrave; sicuro di qui. Quel caro William ha proprio ragione, tanto pi&ugrave; che la via per momento &egrave; libera.<br />
&quot;Ah, mia signora nipote ve la strapper&ograve; io la passione che avete per quell&#8217;eroe da forca! Dovessi spezzarvi come una canna, mi obbedirete e sposerete l&#8217;uomo che vi ho destinato!&quot;<br />
Yanez port&ograve; involontariamente la mano all&#8217;elsa della sciabola ma si trattenne ben comprendendo che la morte del feroce vecchio a nulla avrebbe giovato con tanti soldati che si trovavano nella villa.<br />
- Milord &#8211; disse invece. &#8211; Mi permettereste di visitare la mia futura parente?<br />
- Avete qualche cosa da dirle, da parte di William?<br />
- S&igrave;, milord.<br />
- Vi accoglier&agrave; male.<br />
- Non importa, milord &#8211; rispose Yanez sorridendo. &#8211; Io le dir&ograve; ci&ograve; che mi disse William, poi torner&ograve; qui.<br />
Il vecchio capitano prem&egrave; un bottone. Un servo subito entr&ograve;.<br />
- Conducete questo signore da milady &#8211; disse il lord.<br />
- Grazie &#8211; rispose Yanez.<br />
- Cercate di convertirla e poi raggiungetemi che pranzeremo assieme. <br />
Yanez s&#8217;inchin&ograve; e segu&igrave; il servo che lo introdusse in un salotto tappezzato in azzurro e ornato da un gran numero di piante, che spandevano all&#8217;intorno deliziosi profumi.<br />
Il portoghese lasci&ograve; che il servo uscisse, poi s&#8217;inoltr&ograve; lentamente e attraverso le piante che trasformavano quel salotto in una serra, scorse una forma umana, coperta di una candida veste,<br />
Egli, quantunque preparato a qualunque sorpresa, non pot&egrave; frenare un grido di ammirazione dinanzi a quella splendida giovanetta.<br />
Ella era coricata, in una posa graziosa, con un abbandono pieno di malinconia, su di una ottomana orientale dalla cui serica stoffa scaturivano sprazzi d&#8217;oro.<br />
Con una mano si sosteneva la testolina, da cui cadevano come pioggia d&#8217;oro quegli stupendi capelli, che formavano l&#8217;ammirazione di tutti e con l&#8217;altra strappava nervosamente i fiori che le stavano vicini.<br />
Era tetra, pallida, e i suoi occhi azzurri, ordinariamente cos&igrave; tranquilli, mandavano lampi che tradivano la collera mal repressa.<br />
Vedendo Yanez avanzarsi, ella si scosse passandosi una mano sulla fronte a pi&ugrave; riprese, come se si risvegliasse da un sonno e fiss&ograve; su di lui uno sguardo acuto.<br />
- Chi siete voi? &#8211; chiese con voce fremente. &#8211; Chi vi ha data la libert&agrave; di entrare qui?<br />
- Il lord, milady &#8211; rispose Yanez che divorava cogli occhi quella creatura che trovava immensamente bella, pi&ugrave; di quanto gliela aveva descritta Sandokan.<br />
- E che volete da me?<br />
- Una domanda prima di tutto &#8211; disse Yanez, guardandosi attorno per assicurarsi che erano proprio soli.<br />
- Parlate.<br />
- Credete che nessuno possa udirci?<br />
Ella corrug&ograve; la fronte e lo guard&ograve; fisso, come se volesse leggergli nel cuore e indovinare il motivo di quella domanda.<br />
- Siamo soli &#8211; rispose dopo.<br />
- Ebbene, milady, io vengo da assai lontano&#8230;<br />
- Da dove?&#8230;<br />
- Da Mompracem!<br />
Marianna balz&ograve; in piedi come spinta da una molla e il suo pallore scomparve per incanto.<br />
- Da Mompracem! &#8211; esclam&ograve; arrossendo. &#8211; Voi&#8230; un bianco&#8230; un inglese!&#8230;<br />
- V&#8217;ingannate, lady Marianna, io non sono inglese, io sono Yanez!<br />
- Yanez, l&#8217;amico, il fratello di Sandokan! Ah signore, quale audacia entrare in questa villa! Ditemi, dov&#8217;&egrave; Sandokan? Che fa egli? Si &egrave; salvato o &egrave; ferito? Parlatemi di lui o mi farete morire.<br />
- Abbassate la voce, milady; le pareti possono avere degli orecchie.<br />
- Parlatemi di lui, valoroso amico, parlatemi del mio Sandokan.<br />
- Egli &egrave; vivo ancora, pi&ugrave; vivo di prima, milady. Siamo sfuggiti all&#8217;inseguimento dei soldati senza troppa fatica e senza riportare ferite. Sandokan ora si trova imboscato sul sentiero che mena a Vittoria, pronto a rapirvi.<br />
- Ah! Dio mio quanto vi ringrazio di averlo protetto! &#8211; esclam&ograve; la giovanetta colle lagrime agli occhi.<br />
- Ascoltatemi ora, milady.<br />
- Parlate, mio prode amico.<br />
- Io sono venuto qui per decidere il lord ad abbandonare la villa e ritirarsi a Vittoria.<br />
- A Vittoria! Ma giunti l&agrave; come mi rapirete?<br />
- Sandokan non aspetter&agrave; tanto, milady &#8211; disse Yanez sorridendo. &#8211; &Egrave; imboscato coi suoi uomini, assalir&agrave; la scorta e vi rapir&agrave; appena fuori dalla villa.<br />
- E mio zio?<br />
- Lo risparmieremo, ve lo assicuro.<br />
- E mi rapirete?<br />
- S&igrave;, milady.<br />
- E dove mi condurr&agrave; Sandokan?<br />
- Alla sua isola.<br />
Marianna chin&ograve; il capo sul petto e tacque.<br />
- Milady &#8211; disse Yanez con voce grave. &#8211; Non temete, Sandokan &egrave; uno di quegli uomini che sanno far felice la donna che amano. Fu uomo terribile, crudele anche, ma l&#8217;amore lo ha cambiato e vi giuro, signorina, che mai vi pentirete di essere diventata la moglie della Tigre della Malesia.<br />
- Vi credo &#8211; rispose Marianna. &#8211; Che importa se il suo passato fu tremendo, se ha immolato vittime a centinaia, se ha commesso vendette atroci?<br />
&quot;Egli mi adora, egli far&agrave; per me tutto ci&ograve; che io gli dir&ograve;, io far&ograve; di lui un altro uomo. Io abbandoner&ograve; la mia isola, egli abbandoner&agrave; la sua Mompracem, andremo lontani da questi mari funesti, tanto lontani da non udirne pi&ugrave; mai parlare. <br />
&quot;In un angolo del mondo dimenticati da tutti, ma felici, noi vivremo assieme e nessuno mai sapr&agrave; che il marito della &quot;Perla di Labuan&quot; &egrave; l&#8217;antica Tigre della Malesia, l&#8217;uomo che ha fatto tremare regni e che ha versato tanto sangue. S&igrave;, io sar&ograve; sua sposa, oggi, domani, sempre e l&#8217;amer&ograve; sempre!&quot;<br />
- Ah! divina lady!. &#8211; esclam&ograve; Yanez, cadendo alle sue ginocchia. &#8211; Ditemi cosa posso fare per voi, pur di liberarvi e di condurvi da Sandokan, dal mio buon amico, dal mio fratello.<br />
- Avete fatto fin troppo venendo qui e vi serber&ograve; riconoscenza fino alla morte.<br />
- Ma ci&ograve; non basta: bisogna decidere il lord a ritirarsi a Vittoria per dar campo a Sandokan di agire.<br />
- Ma se io parlo, mio zio che &egrave; diventato estremamente sospettoso, temer&agrave; qualche tradimento e non abbandoner&agrave; la villa.<br />
- Avete ragione, adorabile milady. Ma credo che ormai abbia deciso di lasciare la villa e di ritirarsi a Vittoria. Se ha qualche dubbio cercher&ograve; io di farlo risolvere.<br />
- State in guardia, signor Yanez, perch&eacute; egli &egrave; assai diffidente e potrebbe fiutare qualche cosa. Siete un bianco, &egrave; vero, ma quell&#8217;uomo forse sa che Sandokan ha un amico dalla pelle pallida.<br />
- Sar&ograve; prudente.<br />
- Vi aspetta il lord?<br />
- S&igrave;, milady, mi ha invitato a cena.<br />
- Andateci, onde non si metta in sospetto.<br />
- E voi verrete?<br />
- S&igrave;, pi&ugrave; tardi ci rivedremo.<br />
- Addio milady &#8211; disse Yanez baciandole cavalierescamente la mano.<br />
- Andate nobile cuore; io non vi dimenticher&ograve; mai.<br />
Il portoghese usc&igrave; come ubriaco, abbarbagliato da quella splendida creatura.<br />
- Per Giove! &#8211; esclam&ograve; dirigendosi verso il gabinetto del lord. &#8211; Non ho mai veduto una donna cos&igrave; bella e, davvero, comincio a invidiare quel briccone di Sandokan.<br />
Il lord l&#8217;attendeva passeggiando innanzi e indietro, colla fronte aggrottata e le braccia strettamente incrociate.<br />
- Ebbene, giovinotto, che accoglienza vi ha fatto mia nipote? &#8211; chiese con voce dura e ironica.<br />
- Pare che non ami udir parlare di mio cugino William &#8211; rispose Yanez. &#8211; Poco manc&ograve; che mi scacciasse.<br />
Il lord croll&ograve; il capo e le sue rughe divennero profonde.<br />
- Sempre cos&igrave;! Sempre cos&igrave;! &#8211; mormor&ograve; coi denti stretti.<br />
Si rimise a passeggiare, rinchiuso in un silenzio feroce, agitando nervosamente le dita, poi fermandosi dinanzi a Yanez che lo guardava senza fare un gesto, gli chiese:<br />
- Cosa mi consigliate di fare?<br />
- Vi ho gi&agrave; detto, milord, che la miglior cosa da farsi &egrave; quella di andare a Vittoria.<br />
- &Egrave; vero.<br />
- Credete voi che mia nipote possa un giorno amare William? &#8211; gli domand&ograve;.<br />
- Lo spero, milord, ma bisogna prima che la Tigre della Malesia muoia &#8211; rispose Yanez.<br />
- Riusciranno a ucciderla?<br />
- La banda &egrave; circondata dalle nostre truppe e William le comanda.<br />
- S&igrave;, &egrave; vero, l&#8217;uccider&agrave; o si far&agrave; uccidere da Sandokan. Lo conosco quel giovinotto, &egrave; destro e coraggioso.<br />
Tacque ancora e si mise alla finestra guardando il sole che lentamente tramontava. Rientr&ograve; dopo pochi minuti dicendo:<br />
- Voi dunque mi consigliate di partire?<br />
- S&igrave; milord &#8211; rispose Yanez. &#8211; Approfittate della buona occasione per abbandonare la villa e rifugiarvi a Vittoria.<br />
- E se Sandokan avesse lasciati alcuni uomini imboscati nei dintorni del parco? Mi hanno detto che v&#8217;era con lui quell&#8217;uomo bianco che si chiama Yanez, un audace che forse non cede alla Tigre della Malesia.<br />
- Grazie del complimento &#8211; mormor&ograve; in cuor suo Yanez, facendo uno sforzo supremo per trattenere le risa.<br />
Poi guardando il lord, disse:<br />
- Voi avete una scorta sufficiente per respingere un attacco.<br />
- Prima era numerosa, ma ora non lo &egrave; pi&ugrave;. Ho dovuto rimandare al governatore di Vittoria molti uomini, avendone lui urgente bisogno. Voi sapete che la guarnigione dell&#8217;isola &egrave; molto scarsa.<br />
- Questo &egrave; vero, milord.<br />
Il vecchio capitano s&#8217;era rimesso a passeggiare con una certa agitazione. Pareva che fosse tormentato da un grave pensiero o da una profonda perplessit&agrave;. Ad un tratto si avvicin&ograve; bruscamente a Yanez, chiedendogli:<br />
- Voi non avete incontrato nessuno venendo qui, &egrave; vero?<br />
- Nessuno, milord.<br />
- Non avete notato nulla di sospetto?<br />
- No, milord.<br />
- Quindi si potrebbe tentare la ritirata?<br />
- Lo credo.<br />
- Eppure dubito.<br />
- Che cosa milord!<br />
- Che tutti i pirati siano partiti.<br />
- Milord, io non ho paura di quei furfanti. Volete che faccia una gita nei dintorni?<br />
- Ve ne sarei grato. Volete una scorta?<br />
- No, milord. Preferisco andarmene solo. Un uomo pu&ograve; cacciarsi anche in mezzo ai boschi senza attirare l&#8217;attenzione dei nemici, mentre pi&ugrave; uomini difficilmente potrebbero sfuggire ad una sentinella vigilante.<br />
- Avete ragione, giovinotto. Quando partirete?<br />
- Subito. In un paio d&#8217;ore si pu&ograve; fare molto cammino.<br />
- Il sole &egrave; prossimo al tramonto.<br />
- Meglio cos&igrave;, milord.<br />
- Non avete paura?<br />
- Quando sono armato non temo chicchessia.<br />
- Buon sangue quello dei Rosenthal &#8211; mormor&ograve; il lord. &#8211; Andate, giovinotto, io vi aspetto a cena.<br />
- Ah! milord! Un soldato!&#8230;<br />
- Forse che non siete un gentleman? E poi fra breve noi possiamo diventare parenti.<br />
- Grazie, milord &#8211; disse Yanez. &#8211; Fra un paio d&#8217;ore sar&ograve; di ritorno.<br />
Salut&ograve; militarmente, si mise la sciabola sotto il braccio e scese flemmaticamente le scale inoltrandosi nel parco.<br />
- Andiamo a cercare Sandokan &#8211; mormor&ograve;, quando fu lontano. &#8211; Diamine! Bisogna accontentare il lord? Vedrai mio caro che esplorazione far&ograve; io! Puoi essere certo fin d&#8217;ora che io non avr&ograve; incontrato nemmeno una traccia di pirati.<br />
&quot;Per Giove! Che magnifica gherminella! Non credevo che dovesse avere una cos&igrave; superba riuscita.<br />
&quot;La cosa non andr&agrave; tanto liscia, ma quel birbone di mio fratello sposer&agrave; la fanciulla dai capelli d&#8217;oro.<br />
&quot;Per Bacco! Non era mica di cattivo gusto, l&#8217;amico! Non ho mai veduto una ragazza cos&igrave; bella e cos&igrave; graziosa.<br />
&quot;Ma dopo, cosa accadr&agrave;? Povera Mompracem, ti vedo in pericolo.<br />
&quot;Ors&ugrave;, non pensiamoci. Se tutto dovesse finir male, andr&ograve; a finire la mia vita in qualche citt&agrave; dell&#8217;Estremo Oriente, a Canton o al Macao, e dar&ograve; un addio a questi luoghi.&quot;<br />
Cos&igrave; monologando, il bravo portoghese aveva attraversata una parte del vasto parco, fermandosi dinanzi ad uno dei cancelli. Un soldato stava di sentinella.<br />
- Apritemi, amico &#8211; disse Yanez.<br />
- Ripartite, sergente?<br />
- No, vado ad esplorare i dintorni.<br />
- Ed i pirati?<br />
- Non ve ne sono pi&ugrave; da queste parti.<br />
- Volete che vi accompagni, sergente?<br />
- &Egrave; inutile. Sar&ograve; di ritorno fra un paio d&#8217;ore.<br />
Usc&igrave; dal cancello e s&#8217;avvi&ograve; sul sentiero che conduceva a Vittoria. Finch&eacute; fu sotto gli sguardi della sentinella procedette lentamente, ma appena si trov&ograve; protetto dalle piante affrett&ograve; il passo cacciandosi in mezzo agli alberi. Aveva percorsi mille passi quando vide un uomo slanciarsi fuori da un cespuglio e chiudergli il passo. Un fucile lo prese subito di mira mentre una voce minacciosa gli gridava:<br />
- Arrenditi o sei morto!<br />
- Non mi si conosce pi&ugrave; adunque? &#8211; disse Yanez levandosi il cappello. &#8211; Non hai buona vista, mio caro Paranoa.<br />
- Il signor Yanez! &#8211; esclam&ograve; il malese.<br />
- In carne ed ossa, mio caro. Cosa fai qui, cos&igrave; vicino alla villa di lord Guillonk?<br />
- Spiavo la cinta.<br />
- Dov&#8217;&egrave; Sandokan?<br />
- Ad un miglio di qui. Abbiamo buone nuove, signor Yanez?<br />
- Migliori non potrebbero essere.<br />
- Cosa devo fare, signore?<br />
- Correre da Sandokan e dirgli che l&#8217;aspetto qui. Contemporaneamente ordinerai a Juioko di allestire il praho.<br />
- Partiamo?<br />
- Forse questa notte.<br />
- Corro subito.<br />
- Un momento: sono giunti i due prahos?<br />
- No, signor Yanez, e si comincia a temere che si siano perduti.<br />
- Per Giove tuonante! Abbiamo poca fortuna colle nostre spedizioni. Bah! Avremo uomini bastanti per sgominare la scorta del lord. Va&#8217;, Paranoa e sii lesto.<br />
- Sfido un cavallo.<br />
Il pirata part&igrave; colla velocit&agrave; di una freccia. Yanez accese una sigaretta poi si sdrai&ograve; sotto un superbo arecche fumando tranquillamente. Non erano trascorsi venti minuti quando vide avanzarsi a passo accelerato Sandokan. Era accompagnato da Paranoa e da quattro altri pirati armati fino ai denti.<br />
- Yanez, amico mio! &#8211; esclam&ograve; Sandokan, precipitandoglisi incontro. &#8211; Quanto ho tremato per te!&#8230; L&#8217;hai veduta? Parlami di lei, fratello mio!&#8230; Raccontami!&#8230; Io ardo dalla curiosit&agrave;!<br />
- Corri come un incrociatore &#8211; disse il portoghese, ridendo. &#8211; Come vedi ho compiuta la mia missione da vero inglese, anzi da vero parente di quel furfante di baronetto. Che accoglienza, mio caro!&#8230; Nessuno ha dubitato un solo istante di me.<br />
- Nemmeno il lord?<br />
- Oh!&#8230; Lui meno di tutti! Ti basti sapere che mi aspetta a cena.<br />
- E Marianna?&#8230;<br />
- L&#8217;ho veduta e l&#8217;ho trovata cos&igrave; bella da farmi girare il capo. Quando poi l&#8217;ho veduta piangere&#8230;<br />
- L&#8217;hai veduta a piangere!&#8230; &#8211; grid&ograve; Sandokan con accento che aveva dello strazio. &#8211; Dimmi chi &egrave; stato a farle spargere delle lagrime!&#8230; Dimmelo ed io andr&ograve; a strappare il cuore a quel maledetto che ha fatto piangere quei begli occhi!&#8230;<br />
- Diventi idrofobo, Sandokan?&#8230; Ella ha pianto per te.<br />
- Ah!&#8230; Sublime creatura! &#8211; esclam&ograve; il pirata. &#8211; Raccontami tutto Yanez, te ne prego.<br />
Il portoghese non se lo fece dire due volte e gli narr&ograve; quanto era avvenuto prima fra lui ed il lord e quindi colla fanciulla.<br />
- Il vecchio sembra ormai deciso a partire, &#8211; concluse egli, &#8211; quindi tu puoi ormai essere certo di non ritornare solo a Mompracem. Sii prudente, fratellino, poich&eacute; vi sono non pochi soldati nel parco e dovremo lottare bene per sgominare la scorta. E poi, non mi fido molto di quel vecchio. Sarebbe capace di uccidere sua nipote piuttosto di lasciarsela rapire da te.<br />
- La rivedrai tu questa sera?&#8230;<br />
- Certo.<br />
- Ah!&#8230; Se potessi anch&#8217;io entrare nella villa!&#8230;<br />
- Quale pazzia!&#8230;<br />
- Quando si metter&agrave; in marcia il lord?<br />
- Non lo so ancora, per&ograve; credo che prender&agrave; questa sera una decisione.<br />
- Che parta questa notte?&#8230;<br />
- Lo suppongo.<br />
- Come poterlo sapere con certezza?&#8230;<br />
- Non vi &egrave; che un mezzo.<br />
- Quale?&#8230;<br />
- Mandare uno dei nostri uomini nel chiosco cinese o nella serra e attendere col&agrave; i miei ordini.<br />
- Vi sono delle sentinelle sparse nel parco?<br />
- Non ne ho veduto che ai cancelli &#8211; rispose Yanez.<br />
- Se andassi io nella serra?&#8230;<br />
- No, Sandokan. Tu non devi abbandonare questo sentiero. Il lord potrebbe precipitare la partenza e la tua presenza &egrave; necessaria per guidare i nostri uomini. Tu sai bene che conti per dieci.<br />
- Mander&ograve; Paranoa. &Egrave; destro, &egrave; prudente e giunger&agrave; nella serra senza farsi scorgere. Appena tramontato il sole varcher&agrave; la cinta e andr&agrave; ad attendere i tuoi ordini. Stette un momento silenzioso, poi disse:<br />
- E se il lord cambiasse pensiero e rimanesse nella villa?&#8230;<br />
- Diavolo!&#8230; Che brutto affare!&#8230;<br />
- Non potresti tu aprirci la porta di notte e lasciarci entrare nella villa? E perch&eacute; no?&#8230; Mi sembra un progetto attuabile.<br />
- Ed a me difficile, Sandokan. La guarnigione &egrave; numerosa, potrebbe barricarsi nelle stanze e opporre una lunga resistenza.<br />
&quot;E poi il lord, trovandosi alle strette, potrebbe lasciarsi trasportare dall&#8217;ira e scaricare le sue pistole sulla fanciulla. Non fidarti di quell&#8217;uomo, Sandokan.&quot;<br />
- &Egrave; vero &#8211; disse la Tigre, con un sospiro. &#8211; Lord James sarebbe capace di assassinare la fanciulla piuttosto di lasciarsela rapire da me.<br />
- Aspetterai?&#8230;<br />
- S&igrave;, Yanez. Se per&ograve; non si decide a partire presto, io tenter&ograve; un colpo disperato. Noi non possiamo rimanere molto qui. Bisogna che io rapisca la fanciulla prima che a Vittoria si sappia che noi siamo qui e che a Mompracem vi sono pochi uomini. Io tremo per la mia isola. Se la perdessimo cosa sarebbe di noi?&#8230; L&agrave; vi sono i nostri tesori.<br />
- Cercher&ograve; di decidere il lord ad affrettare la partenza. Intanto farai armare il praho e radunare qui l&#8217;intero equipaggio. Bisogna rompere di colpo la scorta, onde impedire al lord di lasciarsi trascinare a qualche atto disperato.<br />
- Vi sono molti soldati nella villa?<br />
- Una diecina ed altrettanti indigeni.<br />
- La vittoria &egrave; allora assicurata.<br />
Yanez si era alzato.<br />
- Ritorni? &#8211; gli chiese Sandokan.<br />
- Non si deve far attendere un capitano che invita a cena un sergente &#8211; rispose il portoghese sorridendo.<br />
- Quanto t&#8217;invidio, Yanez.<br />
- Non per la cena per&ograve;, &egrave; vero Sandokan?&#8230; La fanciulla la vedrai domani.<br />
- Lo spero &#8211; rispose la Tigre con un sospiro. &#8211; Addio, amico, va&#8217; e decidilo.<br />
- Vedr&ograve; Paranoa fra due o tre ore.<br />
- Ti attender&agrave; fino alla mezzanotte.<br />
Si strinsero la mano e si lasciarono.<br />
Mentre Sandokan ed i suoi uomini si cacciavano in mezzo alle piante, Yanez si accese una sigaretta, s&#8217;avvi&ograve; verso il parco, procedendo con passo tranquillo, come se invece di una perlustrazione tornasse da una passeggiata.<br />
Pass&ograve; dinanzi alla sentinella e si mise a passeggiare nel parco, essendo ancora troppo presto per presentarsi al lord.<br />
Allo svolto di un sentiero s&#8217;incontr&ograve; con lady Marianna che pareva lo cercasse.<br />
- Ah, milady, quale fortuna &#8211; esclam&ograve; il portoghese inchinandosi.<br />
- Vi cercavo &#8211; rispose la giovanetta porgendogli la mano.<br />
- Avete da dirmi qualche cosa d&#8217;importante?<br />
- S&igrave;, che fra cinque ore partiamo per Vittoria.<br />
- Ve lo disse gi&agrave; il lord?<br />
- S&igrave;.<br />
- Sandokan &egrave; pronto, milady; i pirati sono stati avvertiti e attendono la scorta.<br />
- Mio Dio! &#8211; mormor&ograve; ella coprendosi il viso con ambo le mani.<br />
- Milady, bisogna essere forti in questi momenti e risoluti.<br />
- E mio zio&#8230; mi maledir&agrave;, mi esecrer&agrave; poi.<br />
- Ma Sandokan vi far&agrave; felice, la pi&ugrave; felice delle donne.<br />
Due lagrime scendevano lentamente lungo le rosee gote della giovanetta.<br />
- Piangete? &#8211; disse Yanez. &#8211; Ah! Non piangete, lady Marianna!<br />
- Ho paura, Yanez.<br />
- Di Sandokan?<br />
- No, dell&#8217;avvenire.<br />
- Sar&agrave; ridente, perch&eacute; Sandokan far&agrave; quello che voi vorrete. Egli &egrave; pronto a incendiare i propri prahos, a disperdere le sue bande, a dimenticare le sue vendette, a dare un addio per sempre alla sua isola e a sfasciare la sua potenza. Baster&agrave; una sola vostra parola per deciderlo.<br />
- Mi ama immensamente adunque?<br />
- Alla pazzia, milady.<br />
- Ma chi &egrave; quest&#8217;uomo? Perch&eacute; tanto sangue e tante vendette? Da dove &egrave; venuto egli?<br />
- Ascoltatemi, milady &#8211; disse Yanez offrendole il braccio e traendola, su di un ombroso sentiero. &#8211; I pi&ugrave; credono che Sandokan non sia che un volgare pirata, sbarcato dalle selve del Borneo, avido di sangue e di prede, ma s&#8217;ingannano: egli &egrave; di stirpe reale e non &egrave; un pirata, ma un vendicatore.<br />
&quot;Aveva vent&#8217;anni quando sal&igrave; sul trono di Muluder, un regno che trovasi presso le coste settentrionali del Borneo. Forte come un leone, fiero come un eroe dell&#8217;antichit&agrave;, audace come una tigre, coraggioso fino alla pazzia, in poco volger di tempo vinse tutti i popoli vicini estendendo le proprie frontiere fino al regno di Varauni e al fiume Koti.<br />
&quot;Quelle imprese gli furono fatali. Inglesi e olandesi, gelosi di quella nuova potenza che pareva volesse soggiogare l&#8217;intera isola, si allearono al sultano di Borneo per fiaccare l&#8217;audace guerriero.<br />
&quot;L&#8217;oro dapprima e le armi pi&ugrave; tardi finirono per squarciare il nuovo reame. Dei traditori sollevarono i vari popoli, dei sicari prezzolati spensero la madre, i fratelli e le sorelle di Sandokan; delle bande potenti invasero il regno in vari luoghi corrompendo i capi, corrompendo le truppe, saccheggiando, trucidando, commettendo atrocit&agrave; inaudite.<br />
&quot;Invano Sandokan lott&ograve; col furore della disperazione, battendo gli uni, schiacciando gli altri. I tradimenti lo raggiunsero nell&#8217;istesso suo palazzo, i suoi parenti caddero tutti sotto il ferro degli assassini pagati dai bianchi, ed egli in una notte di fuoco e di stragi pot&egrave; a malapena salvarsi con una piccola schiera di prodi.<br />
&quot;Err&ograve; parecchi anni sulle coste settentrionali del Borneo, ora inseguito come una belva feroce, ora senza viveri, in preda a miserie inenarrabili, sperando di riacquistare il perduto trono e di vendicare l&#8217;assassinata famiglia, fino a che una notte, ormai disperando di tutto e di tutti s&#8217;imbarc&ograve; su di un praho giurando guerra atroce a tutta la razza bianca, e al sultano di Varauni. Approdato a Mompracem assold&ograve; degli uomini e si di&eacute; a corseggiare il mare.<br />
&quot;Era forte, era prode, era valente ed assetato di vendetta. Devast&ograve; le coste del sultanato, assal&igrave; legni olandesi e inglesi, non accordando quartiere n&eacute; tregua. Divent&ograve; il terrore dei mari, divent&ograve; la Terribile Tigre della Malesia. Voi sapete il resto.&quot;<br />
- &Egrave; adunque un vendicatore della sua famiglia! &#8211; esclam&ograve; Marianna che non piangeva pi&ugrave;.<br />
- S&igrave;, milady, un vendicatore che piange sovente sua madre, i suoi fratelli e le sue sorelle caduti sotto il ferro degli assassini, un vendicatore che mai commise azioni infami, che rispett&ograve; in ogni tempo i deboli, che risparmi&ograve; le donne e i fanciulli, che saccheggia i nemici suoi non per sete di ricchezza, ma per levare un giorno un esercito di prodi e riacquistare il perduto regno.<br />
- Ah! quanto bene mi fanno queste parole, Yanez &#8211; disse la giovanetta.<br />
- Siete decisa ora a seguire la Tigre della Malesia?<br />
- S&igrave;, sono sua perch&eacute; l&#8217;amo e al punto che senza di lui la vita sarebbe per me un martirio.<br />
- Torniamo alla palazzina adunque, milady. Dio veglier&agrave; su di noi.<br />
Yanez condusse la giovanetta alla palazzina e salirono nel salotto da pranzo. Il lord vi era gi&agrave; e passeggiava innanzi e indietro colla rigidezza di un vero inglese nato sulle rive del Tamigi. Era cupo come prima e teneva la testa china sul petto. Vedendo Yanez per&ograve; si arrest&ograve;, dicendo:<br />
- Siete qui? Credevo che vi fosse toccata qualche disgrazia vedendovi uscire dal parco.<br />
- Ho voluto assicurarmi coi miei occhi che non vi &egrave; alcun pericolo, milord &#8211; rispose Yanez tranquillamente.<br />
- Avete veduto nessuno di quei cani di Mompracem?<br />
- Nessuno, milord; possiamo recarci a Vittoria con tutta sicurezza.<br />
Il lord stette zitto per alcuni istanti, poi volgendosi verso Marianna che si era fermata presso una finestra.<br />
- Avete inteso che si va a Vittoria? &#8211; le disse.<br />
- S&igrave; &#8211; rispose ella asciuttamente.<br />
- Verrete?<br />
- Sapete bene che ogni resistenza da parte mia sarebbe inutile.<br />
- Credevo che vi dovessi trascinare a forza.<br />
- Signore!<br />
Il portoghese vide una fiamma minacciosa balenare negli occhi della giovanetta, ma stette zitto, quantunque si sentisse indosso una smania irresistibile di sciabolare quel vecchio.<br />
- Toh! &#8211; esclam&ograve; il lord con maggiore ironia. &#8211; Per caso non amereste pi&ugrave; quell&#8217;eroe da coltello, che acconsentite a venire a Vittoria? Ricevete le mie congratulazioni, signora!<br />
- Non continuate! &#8211; esclam&ograve; la giovanetta con accento tale che fece fremere lo stesso lord.<br />
Stettero alcuni istanti in silenzio, guardandosi l&#8217;un l&#8217;altro come due fiere che si provocano prima di dilaniarsi a vicenda.<br />
- O cederai o ti spezzer&ograve; &#8211; disse il lord con voce furente. &#8211; Piuttosto che tu diventi la moglie di quel cane che si chiama Sandokan, ti uccider&ograve;.<br />
- Fatelo &#8211; diss&#8217;ella, avvicinandosi con aria minacciosa.<br />
- Vuoi farmi delle scene? Sarebbero inutili. Sai bene che io sono inflessibile. Invece va&#8217; a fare i tuoi preparativi per la partenza.<br />
La giovanetta si era arrestata. Scambi&ograve; con Yanez un rapido sguardo, poi usc&igrave; dalla stanza, chiudendo violentemente la porta.<br />
- L&#8217;avete veduta &#8211; disse il lord, volgendosi verso Yanez. &#8211; Ella crede di sfidarmi, ma s&#8217;inganna. Vivaddio, la spezzer&ograve;.<br />
Yanez invece di rispondere si terse alcune gocce di sudore freddo che gli imperlavano la fronte ed incroci&ograve; le braccia per non cedere alla tentazione di porre mano alla sciabola. Avrebbe dato mezzo del suo sangue per sfarsi di quel terribile vecchio che ormai sapeva capace di tutto.<br />
Il lord passeggi&ograve; per la stanza per alcuni minuti, poi fece cenno a Yanez di sedersi al desco.<br />
Il pasto fu fatto in silenzio. Il lord tocc&ograve; appena i cibi; il portoghese invece fece onore ai diversi piatti, da uomo che non sa se e dove potrebbe fare una seconda cena. Avevano appena terminato quando entr&ograve; un caporale.<br />
- Vostro Onore mi ha fatto chiamare? &#8211; chiese egli.<br />
- Dirai ai soldati di tenersi pronti a partire.<br />
- Per quale ora?<br />
- Alla mezzanotte noi lasceremo la villa.<br />
- A cavallo?<br />
- S&igrave;, e raccomanda a tutti di cambiare le cariche ai loro fucili.<br />
- Vostro Onore sar&agrave; servito.<br />
- Partiremo tutti, milord? &#8211; chiese Yanez.<br />
- Non lascer&ograve; qui che quattro uomini.<br />
- &Egrave; numerosa la scorta?<br />
- Si comporr&agrave; di dodici soldati fidatissimi e di dieci indigeni.<br />
- Con tali forze noi non avremo nulla da temere.<br />
- Voi non conoscete i pirati di Mompracem, giovinotto. Se dovessimo incontrarli, non so a chi spetterebbe la vittoria.<br />
- Mi permettete milord di scendere nel parco?<br />
- Cosa volete fare?<br />
- Sorvegliare i preparativi dei soldati.<br />
- Andate, giovinotto.<br />
Il portoghese usc&igrave; e scese rapidamente la scala mormorando:<br />
- Spero di giungere in tempo per avvertire Paranoa. Sandokan preparer&agrave; una bella imboscata.<br />
Pass&ograve; dinanzi ai soldati senza fermarsi e, orizzontandosi alla meglio, si cacci&ograve; in mezzo ad un viale che doveva condurlo nei pressi della serra. Cinque minuti dopo si trovava in mezzo al macchione di banani, l&agrave; dove aveva fatto prigioniero il soldato inglese.<br />
Si guard&ograve; intorno per essere certo di non essere stato seguito, poi si avvicin&ograve; alla serra spingendo la porta.<br />
Subito vide un&#8217;ombra nera rizzarglisi dinanzi, mentre una mano gli puntava sul petto una pistola.<br />
- Sono io, Paranoa &#8211; disse.<br />
- Ah! Voi, padron Yanez.<br />
- Parti subito, senza arrestarti e va&#8217; ad avvertire Sandokan che noi fra qualche ora lasceremo la villa.<br />
- Dove dobbiamo aspettarvi?<br />
- Sul sentiero che conduce a Vittoria.<br />
- Siete in molti?<br />
- Una ventina.<br />
- Parto subito. Arrivederci presto, signor Yanez.<br />
Il malese si slanci&ograve; sotto il viale, scomparendo in mezzo alla fosca ombra delle piante.<br />
Quando Yanez torn&ograve; alla palazzina, il lord stava scendendo la scala della palazzina. Si era cinta la sciabola ed a tracolla portava una carabina.<br />
La scorta si teneva pronta. Si componeva di ventidue uomini, dodici bianchi e dieci indigeni e tutti armati fino ai denti.<br />
Un gruppo di cavalli scalpitava presso il cancello del parco.<br />
- Dov&#8217;&egrave; mia nipote? &#8211; chiese il lord.<br />
- Eccola &#8211; rispose il sergente che comandava la scorta. Infatti lady Marianna scendeva in quel momento la gradinata.<br />
Era vestita da amazzone, con un giubbettino di velluto azzurro e lunga veste di egual stoffa, costume e tinta che facevano doppiamente risaltare il suo pallore e la bellezza del suo viso. In capo portava un grazioso berretto adorno di piume, inclinato sui dorati capelli.<br />
Il portoghese, che l&#8217;osservava attentamente, vide due lagrime tremolare sotto le palpebre e sul viso profondamente scolpita una viva ansiet&agrave;. Non era pi&ugrave; l&#8217;energica fanciulla di poche ore prima che aveva parlato con tanto fuoco e tanta fierezza. L&#8217;idea di un rapimento in quelle condizioni, l&#8217;idea di dover abbandonare per sempre suo zio che era l&#8217;unico parente che ancora vivesse, che non l&#8217;amava, &egrave; vero, ma che aveva avuto per lei non poche attenzioni durante la sua giovent&ugrave;, di dover per sempre lasciare quei luoghi per gettarsi in un avvenire oscuro, incerto, fra le braccia di un uomo che si appellava la Tigre della Malesia, parevano atterrirla.<br />
Quando sal&igrave; a cavallo le lagrime non pi&ugrave; frenate le caddero abbondanti e alcuni singhiozzi le sollevarono il seno.<br />
Yanez spinse il proprio cavallo verso di lei e le disse:<br />
- Coraggio, milady; l&#8217;avvenire sar&agrave; ridente per la &quot;Perla di Labuan&quot;.<br />
Ad un comando del lord il drappello si mise in marcia uscendo dal parco e prendendo il sentiero che conduceva alla imboscata.<br />
Sei soldati aprivano la marcia colle carabine in pugno e gli occhi fissi ai due lati del sentiero, onde non venire sorpresi; seguivano il lord, poi Yanez e la giovane lady, fiancheggiati da altri quattro soldati, e quindi gli altri in gruppo serrato e le armi posate dinanzi la sella.<br />
Malgrado le notizie recate da Yanez, tutti diffidavano e scrutavano con profonda attenzione le circostanti foreste. Il lord pareva che non si occupasse di ci&ograve;, ma di quando in quando si volgeva lanciando su Marianna uno sguardo in cui si leggeva una grave minaccia. Quell&#8217;uomo, lo si capiva, era pronto a uccidere la nipote al primo tentativo da parte dei pirati e della Tigre. Fortunatamente Yanez, che non lo perdeva di vista, si era accorto delle sue sinistre intenzioni e si teneva pronto a proteggere l&#8217;adorabile fanciulla. Avevano percorso, nel pi&ugrave; profondo silenzio, circa due chilometri, quando a destra del sentiero si ud&igrave; improvvisamente un leggero fischio. Yanez, che gi&agrave; s&#8217;aspettava l&#8217;assalto di momento in momento, sfoder&ograve; la sciabola e si mise fra il lord e lady Marianna.<br />
- Cosa fate? &#8211; chiese il lord, che si era bruscamente voltato.<br />
- Non avete udito? &#8211; chiese Yanez.<br />
- Un fischio?<br />
- S&igrave;.<br />
- Ebbene?<br />
- Ci&ograve; vuol dire milord che i miei amici vi circondano &#8211; disse Yanez freddamente.<br />
- Ah! traditore! &#8211; url&ograve; il lord estraendo la sciabola e spingendosi verso il portoghese.<br />
- Troppo tardi, signore! &#8211; grid&ograve; questi gettandosi dinanzi a Marianna. Infatti nell&#8217;istesso momento due scariche micidiali partirono d&#8217;ambo i lati del sentiero, gettando a terra quattro uomini e sette cavalli, poi trenta tigrotti di Mompracem si precipitarono fuori dai boschi, mandando urla indescrivibili e caricando furiosamente il drappello.<br />
Sandokan che li guidava, s&#8217;avvent&ograve; in mezzo ai cavalli, dietro ai quali si erano prontamente radunati gli uomini della scorta e abbatt&egrave; con un gran colpo di scimitarra il primo uomo che gli si par&ograve; dinanzi.<br />
Il lord gett&ograve; un vero ruggito. Con una pistola nella sinistra e la sciabola nella destra si avvent&ograve; verso Marianna che si era aggrappata alla criniera della sua cavalla, ma Yanez era balzato a terra. Afferr&ograve; la giovanetta, la lev&ograve; di sella e stringendosela al petto colle robuste braccia, cerc&ograve; di passare fra i soldati e gli indigeni che si difendevano col furore che infonde la disperazione, trincerati, dietro i loro cavalli.<br />
- Largo! largo! &#8211; grid&ograve; egli cercando di dominare colla voce il fracasso della moschetteria e il cozzar furioso delle armi.<br />
Ma nessuno badava a lui all&#8217;infuori del lord che si preparava ad assalirlo. Per maggior disgrazia o per sua fortuna forse, la giovanetta gli svenne fra le braccia.<br />
Egli la depose dietro un cavallo morto nel mentre che il lord, pallido di furore, gli faceva fuoco addosso.<br />
Con un salto evit&ograve; la palla, poi roteando la sciabola, grid&ograve;:<br />
- Aspetta un po&#8217;, vecchio lupo di mare, che ti far&ograve; assaggiare la punta del mio ferro.<br />
- Traditore, ti uccido! &#8211; rispose il lord.<br />
Si scagliarono l&#8217;uno contro l&#8217;altro, uno risoluto a sacrificarsi per salvare la giovanetta, l&#8217;altro deciso a tutto pur di strapparla alla Tigre della Malesia. Mentre si scambiavano tremendi fendenti con accanimento senza pari, inglesi e pirati combattevano con pari furore, tentando di respingersi vicendevolmente.<br />
I primi, ridotti a un pugno d&#8217;uomini, ma fortemente trincerati dietro i cavalli che erano tutti caduti, si difendevano animosamente aiutati dagli indigeni, che menavano ciecamente le mani, confondendo le loro grida selvagge con quelle tremende dei tigrotti. Colpivano di punta e di taglio, facevano roteare i fucili servendosene come fossero mazze, retrocedevano e avanzavano, ma tenevano saldo.<br />
Sandokan, colla scimitarra in pugno, tentava, ma invano, di sfondare quella. muraglia umana per portare aiuto al portoghese che si affannava a respingere i turbinosi attacchi del lupo di mare. Ruggiva come una belva, fendeva teste e squarciava petti, s&#8217;avventava pazzamente fra le punte delle baionette, trascinando seco la terribile sua banda che agitava le scuri insanguinate e le pesanti sciabole d&#8217;abbordaggio.<br />
La resistenza degli inglesi non doveva durare per&ograve; molto. La Tigre trascinando un&#8217;altra volta i suoi uomini all&#8217;assalto, riusc&igrave; finalmente a respingere i difensori che si ripiegarono confusamente gli uni addosso agli altri.<br />
- Tieni saldo, Yanez! &#8211; tuon&ograve; Sandokan tempestando colla scimitarra il nemico che tentava di chiudergli il passo. &#8211; Tieni saldo che sto per giungere.<br />
Ma proprio in quel momento la sciabola del portoghese si spezzava a met&agrave;. Egli si trov&ograve; disarmato con la fanciulla ancora svenuta e il lord dinanzi.<br />
- Aiuto, Sandokan! &#8211; grid&ograve;.<br />
Il lord gli si precipit&ograve; addosso gettando un urlo di trionfo, ma Yanez non si smarr&igrave;. Si trasse rapidamente da un lato evitando la sciabola, poi urt&ograve; col capo il lord atterrandolo.<br />
Caddero per&ograve; entrambi e si misero a dibattersi cercando di soffocarsi, rotolandosi fra i morti e i feriti.<br />
- John &#8211; disse il lord, vedendo un soldato cadere a pochi passi col viso spaccato da un colpo di scure. &#8211; Ammazza lady Marianna! Te lo comando!<br />
Il soldato facendo uno sforzo disperato si sollev&ograve; sulle ginocchia colla daga in mano pronto ad ubbidire, ma non ebbe il tempo.<br />
Gli inglesi oppressi dal numero cadevano uno ad uno sotto le scuri dei pirati e la Tigre era l&igrave;, a due passi.<br />
Con un urto irresistibile atterr&ograve; gli uomini che ancora rimanevano in piedi, balz&ograve; sul soldato che aveva gi&agrave; alzato l&#8217;arma e lo uccise con un colpo di scimitarra.<br />
- Mia! mia! mia! &#8211; esclam&ograve; il pirata afferrando la giovanetta e stringendosela al petto.<br />
Balz&ograve; fuori della mischia e fugg&igrave; nella vicina foresta, mentre i suoi uomini finivano gli ultimi inglesi.<br />
Il lord, scagliato da Yanez contro il tronco di un albero, rimase solo e semiaccoppato in mezzo ai cadaveri che coprivano il sentiero.</p>
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