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	<title>Salgari</title>
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	<description>I racconti di Emilio Salgari pubblicati a puntate</description>
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		<title>Fra le acque e le tenebre</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO XIII &#160; &#160;Fra le acque e le tenebre &#160; &#160;Dei pazienti e abilissimi operai avevano scavato l&#8217;interno dell&#8217;enorme pianta la quale, se non per altezza, poteva per grossezza rivaleggiare colle oregonie della California, che sono le piante pi&#250; colossali del mondo finora conosciute. &#160;Lo scavo era stato eseguito in modo da non danneggiare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p>CAPITOLO XIII</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Fra le acque e le tenebre</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Dei pazienti e abilissimi operai avevano scavato l&#8217;interno dell&#8217;enorme pianta la quale, se non per altezza, poteva per grossezza rivaleggiare colle oregonie della California, che sono le piante pi&uacute; colossali del mondo finora conosciute.</p>
<p>&nbsp;Lo scavo era stato eseguito in modo da non danneggiare il tara , ossia senza intaccare la corteccia esterna.</p>
<p>&nbsp;Due gradinate mettevano in una vasta rotonda che altre volte doveva essere stata abitata, poich&eacute; vi erano sparsi al suolo vecchi tappeti ormai fracidi e covoni di paglia, anche quella marcita.</p>
<p>&nbsp;- Come vedi, sahib, &#8211; disse il gur&uacute; a Kammamuri &#8211; nemmeno questa volta mi sono ingannato.</p>
<p>&nbsp;- Ma chi ha scavata questa pianta? &#8211; chiese il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- T&#8217;ho detto che non lo so &#8211; rispose il sacerdote.</p>
<p>&nbsp;- Tu non sai mai nulla &#8211; disse il maharatto un po&#8217; irritato.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute; alz&ograve; le spalle e scese le due scalette toccando il fondo della rotonda.</p>
<p>&nbsp;Timul continuava a far luce colla sua fune incatramata, la quale disgraziatamente si consumava con una rapidit&agrave; veramente spaventosa.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute; fece subito il giro di quella specie di caverna legnosa, cercando qua e l&agrave;, poi un grido gli sfugg&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Pi&uacute; nulla! &#8211; esclam&ograve;, facendo un gesto di disperazione. &#8211; Vi doveva essere un&#8217;altra molla che apriva una seconda porta e non l&#8217;ho trovata.</p>
<p>&nbsp;- Forse l&#8217;avevi sognato &#8211; disse Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- No, vi era; lo ricordo bene.</p>
<p>&nbsp;- E chi vuoi che l&#8217;abbia levata o guastata?</p>
<p>&nbsp;- Io non ho abitato sempre l&#8217;interno di questo albero &#8211; rispose il gur&uacute;. &#8211; Forse degli sconosciuti sono entrati per il passaggio sotterraneo scavato sotto la jungla e tutto hanno distrutto.</p>
<p>&nbsp;- Cercherai meglio pi&uacute; tardi.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse Timul &#8211; avremo luce solamente per altri dieci o quindici minuti.</p>
<p>&nbsp;- Non hai altre corde?</p>
<p>&nbsp;- Nessuna, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Allora approfittiamo subito di questo breve tempo per cercare il passaggio.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; inutile, sahib, &#8211; disse il gur&uacute; &#8211; tutto &egrave; stato distrutto.</p>
<p>&nbsp;- Sicch&eacute; rimarremo prigionieri qui? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Vi &egrave; la porta da cui siamo entrati, e usciremo da quella parte quando saremo ben sicuri che nessun pericolo ci minaccia. Vedrai che i cavalieri del rajah torneranno qui per accertarsi se le tigri ci hanno divorati.</p>
<p>&nbsp;- Non ne dubito. Ma non verranno questa notte. Hanno troppa paura delle jungle&#8230; Hai trovato?</p>
<p>&nbsp;- Nulla, nulla! &#8211; rispose il gur&uacute; con voce quasi piangente.</p>
<p>&nbsp;- Vi saranno dei viveri qui?</p>
<p>&nbsp;- Mai pi&uacute;! Mangiai qui dentro tre o quattro anni fa e non avevo portato con me che alcuni banani ed un po&#8217; di riso.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; una condizione quasi disperata &#8211; disse Kammamuri. &#8211; La rivincita del signor Yanez sar&agrave; ben dura. Si direbbe che tutto congiura contro di noi! E pensare che di noi egli ha tanto bisogno! Che cosa dici tu, rajaputo ?</p>
<p>&nbsp;- Restiamo qui per ora. Non ci scoveranno tanto facilmente i banditi di Sindhia, se torneranno. Vorrei solamente sapere dal gur&uacute; se vi &egrave; qualche finestra.</p>
<p>&nbsp;- Mi pare &#8211; rispose il sacerdote. &#8211; Io mi ricordo che di giorno la luce entrava.</p>
<p>&nbsp;- Da finestre o da fessure?</p>
<p>&nbsp;- Ecco quello che non posso dire &#8211; rispose il sacerdote. &#8211; La mia memoria mi tradisce sempre.</p>
<p>&nbsp;- Lo sappiamo gi&agrave; &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Tu sei sempre cos&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Sono vecchio, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse il rajaputo &#8211; io vorrei proporti un gran bel colpo di testa.</p>
<p>&nbsp;- Butta fuori, mio valoroso.</p>
<p>&nbsp;- Approfittare della notte per andare a sorprendere i cavalieri del rajah e prendere loro le bestie.</p>
<p>&nbsp;- In quattro soli con tre sole armi da fuoco?</p>
<p>&nbsp;- Tu sai che le pistole che si fabbricano in India sono sempre state apprezzate anche dagli inglesi.</p>
<p>&nbsp;- Non dico il contrario. Ma siamo pochi, mio caro.</p>
<p>&nbsp;- Ed io che volevo proporti, sahib, di andare a rapire il rajah&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Per che cosa farne dopo? Sarebbe un fastidio di pi&uacute;. Giacch&eacute; vi &egrave; ancora un po&#8217; di luce, spieghiamo questi vecchi tappeti ed aspettiamo che il sole risorga. Allora decideremo.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; meglio &#8211; disse il gur&uacute;.</p>
<p>&nbsp;I tre uomini stavano per prepararsi un giaciglio pi&uacute; o meno passabile, quando da una parte della rotonda si udirono improvvisamente dei rumori sospetti.</p>
<p>&nbsp;- Puzzo di selvatico. Brutto segno, sahib ! &#8211; esclam&ograve; il cercatore di piste .</p>
<p>&nbsp;- Tu sei un uomo veramente meraviglioso, Timul &#8211; disse il maharatto. &#8211; Possiedi anche un naso straordinario. Prepariamoci a ricevere i signori che desiderano farci una visita punto desiderata.</p>
<p>&nbsp;Timul aveva appena pronunciato quelle parole, che un largo pezzo di parete si rovesci&ograve; dentro l&#8217;enorme tara .</p>
<p>&nbsp;Pareva che una porta fosse stata sfondata, forse quella che doveva mettere al passaggio segreto.</p>
<p>&nbsp;Subito dopo i quattro uomini udirono dei sordi brontolii, poi agli ultimi sprazzi di luce della corda incatramata, videro una testa enorme traforata da due occhi fosforescenti.</p>
<p>&nbsp;- Leopardo? &#8211; si chiese Kammamuri, puntando risolutamente la pistola regalatagli da Kiltar. &#8211; Una tigre no di certo. Anche le bestie si sono alleate per far guerra a noi.</p>
<p>&nbsp;Intanto l&#8217;animale, che con un&#8217;ultima spinta aveva sfondata la parete, cercava di farsi avanti mostrando una bocca formidabilmente armata di denti acutissimi.</p>
<p>&nbsp;- Attenti al leopardo! &#8211; grid&ograve; Kammamuri. &#8211; Non lasciatelo avanzare.</p>
<p>&nbsp;Intanto il rajaputo si era precipitato verso l&#8217;apertura, e impugnata la pistola per la canna, urlava:</p>
<p>&nbsp;- Risparmiate le cariche!</p>
<p>&nbsp;Una belva era gi&agrave; entrata, e si preparava forse ad assalire quegli uomini, quando fu invece assalita dal rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Si udirono alcuni colpi sordi, come di tremende martellate, poi un urlo lunghissimo acutissimo.</p>
<p>&nbsp;- Muori! &#8211; gridava il gigante. &#8211; Credo che tu ne abbia abbastanza ormai e senza avermi fatto consumare un granello di polvere.</p>
<p>&nbsp;- Luce, Timul! &#8211; grid&ograve; Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- La corda sta per finire.</p>
<p>&nbsp;- Corri qui subito.</p>
<p>&nbsp;Il giovane si slanci&ograve; avanti agitando la sua povera fiaccola.</p>
<p>&nbsp;Presso l&#8217;apertura giaceva un magnifico leopardo ridotto in uno stato spaventevole. Aveva il cranio sfondato, il naso fracassato, gli occhi pesti e non pi&uacute; visibili.</p>
<p>&nbsp;- Che colpi, rajaputo! &#8211; disse il maharatto. &#8211; Tu saresti capace di uccidere anche un bufalo selvaggio.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; morta la bestia? &#8211; chiese tranquillamente il gigante.</p>
<p>&nbsp;- Non si muove pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Ha avuto il fatto suo.</p>
<p>&nbsp;- E tu nessuna ferita?</p>
<p>&nbsp;- No, sahib, nessuna. Mi sono tenuto lontano dalle unghie.</p>
<p>&nbsp;In quel momento la fiaccola di Timul si spense del tutto, ed un&#8217;oscurit&agrave; densissima invase la caverna legnosa.</p>
<p>&nbsp;- Bell&#8217;occasione per i leopardi se ve ne sono ancora! &#8211; disse Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Torner&ograve; a martellare &#8211; disse il rajaputo. &#8211; Un colpo che vada a posto, e la bestia sar&agrave; fuori di combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Tuttavia non fidiamoci, amico &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Anzi, apriremo per bene gli occhi e gli orecchi. Ah, se ci fosse ancora un po&#8217; di luce!&#8230; I leopardi avranno la pazienza di aspettare l&#8217;alba per darci addosso? Timul, hai pi&uacute; nulla da bruciare?</p>
<p>&nbsp;Il cercatore di piste frug&ograve; e rifrug&ograve; le sue numerose tasche finch&eacute; mand&ograve; un grido di trionfo.</p>
<p>&nbsp;- Ecco un&#8217;altra corda incatramata &#8211; disse &#8211; che io non ricordavo pi&uacute; di avere indosso. Avremo un&#8217;ora di luce.</p>
<p>&nbsp;- Accendi subito &#8211; disse Kammamuri &#8211; e vediamo come stanno le cose. Le belve ci minacciano qui dentro, i banditi del rajah possono giungere da un momento all&#8217;altro, scoprire la molla e venire a prenderci qui caldi caldi.</p>
<p>&nbsp;Il cercatore di piste ,tutto lieto di aver trovato quella seconda funicella, si affrett&ograve; ad accenderla.</p>
<p>&nbsp;Un altro vivissimo sprazzo di luce si diffuse dentro la caverna legnosa, diradando d&#8217;un tratto le fitte tenebre.</p>
<p>&nbsp;- Vediamo un po&#8217; &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Ecco il passaggio, ed ecco qui il leopardo tutto sanguinante, che non d&agrave; ormai pi&uacute; segno di vita.</p>
<p>&nbsp;Si avvicin&ograve; all&#8217;apertura e vide un enorme pezzo di parete caduta al suolo.</p>
<p>&nbsp;- Quelle bestie devono aver lavorato molto bene di denti &#8211; disse. &#8211; Ma gi&agrave; si sa che le loro mascelle sono armate quasi al pari di quelle delle tigri.</p>
<p>&nbsp;Guard&ograve; la bestia, che occupava col suo corpo parte del passaggio, rialz&ograve;, aiutato dal rajaputo e da Timul, la parete sfondata, e tapp&ograve; coi vecchi tappeti quanto rimaneva di vuoto.</p>
<p>&nbsp;- State zitti un momento &#8211; disse poi.</p>
<p>&nbsp;Si era gettato al suolo e si era messo in ascolto.</p>
<p>&nbsp;Una forte corrente d&#8217;aria continuava a passare attraverso le fessure, rumoreggiando stranamente dentro la caverna legnosa.</p>
<p>&nbsp;- Si direbbe che qualche torrente serpeggia attraverso questo misterioso condotto &#8211; mormor&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Si volse verso il gur&uacute;, il quale si era seduto tranquillamente su un covone di paglia marcita e che pareva sonnecchiasse, e gli domand&ograve;:</p>
<p>&nbsp;- Da questa parte tu uscisti?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Trovasti dell&#8217;acqua?</p>
<p>&nbsp;- Allora no.</p>
<p>&nbsp;- Eppure vi &egrave; un torrente che rumoreggia.</p>
<p>&nbsp;- Io non so nulla.</p>
<p>&nbsp;- Potevo fare a meno d&#8217;interrogarti. &Egrave; sempre la solita risposta. Tu non sai mai nulla, gur&uacute;. Lo sappiamo che sei vecchio.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo si era avvicinato al maharatto, il quale ascoltava sempre con estrema intensit&agrave;, e gli chiese:</p>
<p>&nbsp;- Si pu&ograve; andare?</p>
<p>&nbsp;- Dove?</p>
<p>&nbsp;- Fuori. Io ne ho abbastanza di questa specie di prigione, e vorrei essere gi&agrave; ben lontano.</p>
<p>&nbsp;- E se la luce venisse novamente a mancare? Sar&agrave; meglio che aspettiamo l&#8217;alba. Il gur&uacute; ha affermato che allora anche qui ci vedeva senza bisogno di fanali o di torce.</p>
<p>&nbsp;- Credi a quell&#8217;uomo che ignora sempre tutto? &#8211; brontol&ograve; Kammamuri, stringendo i denti.</p>
<p>&nbsp;Stava per coricarsi presso l&#8217;apertura, temendo sempre che qualche altro leopardo tentasse di irrompere nell&#8217;interno del gigantesco tara , quando Timul grid&ograve;:</p>
<p>&nbsp;- Spengo! spengo!</p>
<p>&nbsp;- Che cosa? &#8211; chiese il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- La corda incatramata.</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute;?</p>
<p>&nbsp;- Sento venire dei cavalli&middot; I miei orecchi non possono ingannarsi.</p>
<p>&nbsp;- Che i banditi di Sindhia ritornino per vedere se noi siamo stati divorati?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; probabile, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Allora pi&uacute; nessuna luce. Questo colosso potrebbe avere delle fessure.</p>
<p>&nbsp;Il giovane cercatore di piste spense rapidamente la corda mettendovi sopra un piede, poi quando le tenebre ripiombarono dentro il rifugio, tutti si misero in ascolto, in preda ad una vivissima ansiet&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Odi, sahib? &#8211; chiese Timul dopo qualche istante.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, il galoppo di parecchi cavalli che si avvicinano &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Ed anche delle grida.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, anche delle grida. Sono i banditi del rajah che vengono a fare una visita ai nostri corpi colla speranza di trovarli bene spolpati.</p>
<p>&nbsp;- Che ci prendano questa volta, sahib ?</p>
<p>&nbsp;- Non siamo ancora nelle loro mani &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Sindhia avrebbe potuto ammazzarci dentro il sepolcreto senza far correre tanto i suoi cavalieri.</p>
<p>&nbsp;Avevano tutti accostato un orecchio al suolo, e udivano distintamente il rumore prodotto da molti cavalli lanciati a corsa sfrenata.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, vengono &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Ma non li aspettiamo qui, giacch&eacute; abbiamo ancora un pezzo di corda incatramata.</p>
<p>&nbsp;- Vorreste fuggire, sahib, per il condotto segreto? &#8211; chiese il gur&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Vorrei tentarlo.</p>
<p>&nbsp;- E se vi sono delle acque?</p>
<p>&nbsp;- Le attraverseremo.</p>
<p>&nbsp;- Un bagno non far&agrave; male &#8211; disse il giovane cercatore di piste .- E poi siamo tutti buoni nuotatori; anche tu, gur&uacute;, non &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;- Nuoto come un indiano che fino dai primi anni ha sfidato le correnti sacre di non so quanti fiumi.</p>
<p>&nbsp;Il fragore dei cavalli era bruscamente cessato al piede del gigantesco vegetale.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ed il rajaputo si alzarono silenziosamente, piano piano si accostarono alla porta aperta dalla molla e si misero in ascolto.</p>
<p>&nbsp;La voce del capo dei banditi echeggiava alta al di fuori.</p>
<p>&nbsp;- Dove sono andati quei cani? &#8211; urlava. &#8211; Eppure li abbiamo ben legati a questa pianta!</p>
<p>&nbsp;- Le tigri li avranno portati via &#8211; rispose un altro cavalleggero.</p>
<p>&nbsp;- Ma non si vedono delle ossa qui, n&eacute; brandelli di stoffa.</p>
<p>&nbsp;- Quelle bestie li avranno portati via, dentro le loro tane.</p>
<p>&nbsp;- Io vorrei peraltro essere sicuro, prima di tornare nella pagoda &#8211; rispose il comandante. &#8211; Il rajah sarebbe capace di farci tagliare la testa a tutti prima del sorgere dell&#8217;aurora.</p>
<p>&nbsp;- Venga qui lui a cercare le ossa dei fuggiaschi.</p>
<p>&nbsp;- Ora sta cenando, e si &egrave; fatto preparare un lettuccio con dei tappeti che abbiamo trovati nelle gallerie della pagoda. Non si disturber&agrave; per cos&iacute; poco.</p>
<p>&nbsp;- Allora possiamo ritornare.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, se t&#8217;incarichi tu di avvertirlo che dei prigionieri non abbiamo trovato nessuna traccia.</p>
<p>&nbsp;- Non voglio sfidare la sua collera. Io ne ho abbastanza di questa notte. Il rajah finir&agrave; col farci morire di fatica e di fame. Renda la corona al Maharajah ed alla rhani, e ci lasci un po&#8217; tranquilli. Gi&agrave;, tanto la partita &egrave; perduta: il colera distrugge senza rimedio un gran numero di uomini; poi ci sono quei demoni scatenati venuti dai lontani paesi con armi cos&iacute; micidiali che decimano le colonne in un batter d&#8217;occhio.</p>
<p>&nbsp;- E tu vorresti andartene?</p>
<p>&nbsp;- Ho fame e sonno anch&#8217;io, capo &#8211; rispose il cavalleggero che fino allora aveva parlato.</p>
<p>&nbsp;- Io invece non ancora.</p>
<p>&nbsp;- Vuoi cacciarti nella jungla ed aprire il ventre delle tigri per vedere se i fuggiaschi sono stati trangugiati?</p>
<p>&nbsp;- Non sar&ograve; cos&iacute; stupido! &#8211; rispose il capo. &#8211; C&#8217;&egrave; troppa oscurit&agrave;, e noi non abbiamo un fanale.</p>
<p>&nbsp;Successe un breve silenzio, poi i cavalli, che dovevano essere parecchi, tornarono a scalpitare ed a nitrire.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo si era accostato a tentoni al maharatto, il quale ascoltava sempre.</p>
<p>&nbsp;- Se ne vanno? &#8211; gli chiese.</p>
<p>&nbsp;- Non ancora &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Parlano sempre dinanzi alla pianta? Che cosa aspettano? Noi forse che saltiamo fuori colle pistole?</p>
<p>&nbsp;- Noi non commetteremo una cos&iacute; grossa sciocchezza! Ci conviene rimaner qui ed aspettare.</p>
<p>&nbsp;- Che entrino e ci uccidano tutti?</p>
<p>&nbsp;- Se avessero scoperta la porta, sarebbero gi&agrave; qui. Pare invece che non sappiano quale decisione prendere.</p>
<p>&nbsp;- Ascolta bene! &#8211; disse il gigante che si era appoggiato contro la porta, la quale gi&agrave; tentennava. &#8211; Parlano di dare fuoco all&#8217;albero e di cremarci.</p>
<p>&nbsp;- Ma noi non ci lasceremo certamente arrostire &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Queste piante sono molto ricche di resina, e bruciano come torce a vento.</p>
<p>&nbsp;Il capo ed i suoi uomini avevano ripresa la conversazione.</p>
<p>&nbsp;- Io ho udito raccontare di grosse piante scavate &#8211; diceva il primo. &#8211; Chi sa che gli uomini che cerchiamo non siano l&iacute; dentro invece che nelle budella delle tigri?</p>
<p>&nbsp;- Ho questo dubbio anch&#8217;io &#8211; rispondeva un&#8217;altra voce.</p>
<p>&nbsp;- Anche tu, Kimal?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, capo &#8211; rispose l&#8217;individuo che doveva portare quel nome.</p>
<p>&nbsp;- La scomparsa di quegli uomini &egrave; troppo misteriosa.</p>
<p>&nbsp;- Li avevamo legati ben bene, e da s&eacute; soli non potevano liberarsi dai lacci.</p>
<p>&nbsp;- Che qualcuno li abbia aiutati?</p>
<p>&nbsp;- Quel bramino veramente mi &egrave; persona sospetta&#8230;</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; il segretario del rajah.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa importa? Dei traditori se ne trovano dappertutto. Prova a picchiare col calcio della carabina contro il tronco di questo enorme albero.</p>
<p>&nbsp;Un gran colpo rison&ograve; seguito da parecchie grida di trionfo.</p>
<p>&nbsp;- Ah! &#8211; esclam&ograve; il capo colla sua voce tagliente. &#8211; Ha risonato come una botte vuota. Andate a fare raccolta di legna e tentiamo di mandare in fiamme questo tara gigante.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, a cui non era sfuggita una parola, trovandosi proprio dietro il pezzo di corteccia che la molla aveva fatto sollevare, si alz&ograve; rapidamente.</p>
<p>&nbsp;- Stanno per arrostirci &#8211; disse al rajaputo che lo seguiva come un&#8217;ombra.</p>
<p>&nbsp;- Ho udito anch&#8217;io, sahib &#8211; rispose il gigante. &#8211; Che cosa decidi?</p>
<p>&nbsp;- Di fuggire e senza ritardo.</p>
<p>&nbsp;- Per quel passaggio, che ha servito al leopardo per giungere fino a noi?</p>
<p>&nbsp;- Non abbiamo altra ritirata.</p>
<p>&nbsp;- Ma tu hai detto che hai udito delle acque scrosciare.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; vero &#8211; rispose il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- Che ci sia qualche fiume sotterraneo?</p>
<p>&nbsp;- Se c&#8217;&egrave;, non ci far&agrave; paura. Meglio l&#8217;acqua che il fuoco.</p>
<p>&nbsp;Fuori i banditi continuavano a picchiare coi calci delle carabine contro la pianta, per accertarsi meglio se era vuota. Disgraziatamente il suono sempre eguale, rivelava la cavit&agrave; del tronco.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; tempo di filare &#8211; disse Kammamuri al rajaputo. &#8211; Finiranno col trovare anche la porta e sfondarla.</p>
<p>&nbsp;- Se non preferiranno cucinarci &#8211; rispose il gigante.</p>
<p>&nbsp;- Ragione di pi&uacute; per sgombrare subito. Quest&#8217;asilo &egrave; ormai diventato troppo pericoloso.</p>
<p>&nbsp;Retrocessero verso la rotonda, cercando di non fare il minimo rumore, e urtarono contro Timul ed il gur&uacute; i quali, assai inquieti, stavano per muoversi.</p>
<p>&nbsp;- Dunque? &#8211; chiese il sacerdote.</p>
<p>&nbsp;- Siamo presi! &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Siamo stati scoperti, bisogna fuggire e presto, poich&eacute; quelle canaglie minacciano di bruciare il tara . Chi resisterebbe qui dentro?</p>
<p>&nbsp;- Nessuno &#8211; disse Timul.</p>
<p>&nbsp;- Quanto pu&ograve; durare ancora la tua corda?</p>
<p>&nbsp;- Ben poco, sahib: ne abbiamo gi&agrave; consumata assai.</p>
<p>&nbsp;- Accendi, e vediamo dove va a finire quel passaggio.</p>
<p>&nbsp;- Non scorgeranno la luce dal di fuori?</p>
<p>&nbsp;- La porta non &egrave; stata ancora aperta.</p>
<p>&nbsp;- Vi possono essere delle fessure.</p>
<p>&nbsp;- Gi&agrave;, sono convinti che noi siamo qui. Gur&uacute;, lascia da parte la tua eterna vecchiaia, e guidaci.</p>
<p>&nbsp;- Io far&ograve; quello che potr&ograve;, sahib &#8211; rispose il sacerdote.</p>
<p>&nbsp;La corda fu accesa ed i quattro uomini si slanciarono l&agrave; dove si trovava ancora il cadavere del leopardo.</p>
<p>&nbsp;Lo rimossero e si cacciarono nel passaggio rombante d&#8217;acque scorrenti.</p>
<p>&nbsp;Timul agitava la sua meschina torcia per far lume ai compagni.</p>
<p>&nbsp;Si era messo alla testa, comprendendo che il gur&uacute; a nulla avrebbe servito, n&eacute; come guida, perch&eacute; non si ricordava mai di nulla, n&eacute; come un uomo pronto ad aiutare, perch&eacute; era troppo vecchio.</p>
<p>&nbsp;- Presto! Presto! &#8211; diceva Kammamuri, il quale conservava sempre un sangue freddo ed una calma ammirabili. &#8211; Mi pare gi&agrave; di sentire puzzo di fumo.</p>
<p>&nbsp;- Anche a me &#8211; disse il rajaputo, sostenendo il povero sacerdote, il quale pareva fosse completamente esaurito.</p>
<p>&nbsp;Alla base del gigantesco vegetale si apriva nella massa legnosa una specie di budello, sufficiente al passaggio di una persona.</p>
<p>&nbsp;- Chi l&#8217;avr&agrave; aperta questa via? &#8211; si chiese Kammamuri. &#8211; Certamente gli stessi uomini che hanno scavata la rotonda. Gi&agrave; tu, gur&uacute;, non saprai nulla.</p>
<p>&nbsp;- Io allora ero nella pagoda di Tsama, che &egrave; molto lontana di qui &#8211; rispose il sacerdote colla sua voce sempre monotona e misurata.</p>
<p>&nbsp;- Ti pare di sentire odore di fumo?</p>
<p>&nbsp;- Qualche cosa deve bruciare non lontano da noi.</p>
<p>&nbsp;- Almeno il naso lo hai ancora buono! &#8211; disse il maharatto ironicamente.</p>
<p>&nbsp;Tutti si erano spinti innanzi, temendo che da un momento all&#8217;altro il tara si trasformasse in una fiaccola spaventosa.</p>
<p>&nbsp;Un acre odore di fumo un po&#8217; resinoso continuava a diffondersi, provocando fra i fuggiaschi dei violentissimi colpi di tosse.</p>
<p>&nbsp;Le radici dell&#8217;enorme vegetale erano finite, sicch&eacute; la marcia era diventata rapidissima.</p>
<p>&nbsp;Il fondo di quel fiume sotterraneo d&#8217;altronde non aveva che una lieve pendenza ed era costituito da tutti i detriti della vicina jungla.</p>
<p>&nbsp;Trascorsero cinque minuti angosciosi, poi la corda di Timul si spense bruscamente.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; finita &#8211; disse il povero giovane. &#8211; Addio luce!</p>
<p>&nbsp;- La nostra situazione veramente &egrave; poco allegra &#8211; disse il maharatto &#8211; ma non siamo ancora morti. Ah, se avessimo potuto portare con noi la grossa lanterna di marina!&#8230; Anche quella ci hanno presa quei dannati banditi!</p>
<p>&nbsp;- Tenete alte le pistole &#8211; disse in quel momento il rajaputo. &#8211; L&#8217;acqua tende ad aumentare.</p>
<p>&nbsp;- Ancora? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Com&#8217;&egrave; il fondo?</p>
<p>&nbsp;- Sempre buono, quantunque assai limaccioso:</p>
<p>&nbsp;Si erano presi per mano, perch&eacute; il deviare di qualcuno, fra quella profonda oscurit&agrave;, sarebbe stata una vera sentenza di morte.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;acqua intanto aumentava sempre. Gi&agrave; giungeva fin quasi al petto dei fuggiaschi, ed era un&#8217;acqua freddissima che dava dei brividi.</p>
<p>&nbsp;Sempre tenendosi per mano, continuarono la terribile marcia fra le tenebre, e dopo un certo tempo si ud&iacute; Timul, che stava in testa al piccolo drappello, esclamare:</p>
<p>&nbsp;- Vedo un&#8217;apertura.</p>
<p>&nbsp;- Dinanzi a noi? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib, e molto ampia.</p>
<p>&nbsp;- Le acque si precipitano verso quella?</p>
<p>&nbsp;- Non mi pare; anzi il fondo si alza rapidamente. Io sono immerso solamente fino alle ginocchia, mentre poco fa correvo il pericolo di annegare.</p>
<p>&nbsp;- Hai bagnata la pistola?</p>
<p>&nbsp;- No: mi &egrave; troppo cara. Ci sar&agrave; preziosa nella jungla.</p>
<p>&nbsp;- Ma tu credi che noi sboccheremo in mezzo al regno delle tigri?</p>
<p>&nbsp;- Io so che possiamo uscire, e posso dirti che non si sente pi&uacute; odore di fumo. Dobbiamo essere gi&agrave; ben lontani dal piede del tara.</p>
<p>&nbsp;- Che qualche divinit&agrave; ci abbia protetti?</p>
<p>&nbsp;- Lo credo &#8211; rispose il gur&uacute; che si tenera stretto fortemente al rajaputo temendo di rimanere indietro.</p>
<p>&nbsp;- Alto! &#8211; comand&ograve; in quel momento Timul. &#8211; La terribile prova &egrave; finita. Anche questa volta la dea della morte non ci ha voluti!</p>
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		<title>IN TRAPPOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 12:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO XI &#160; &#160;IN TRAPPOLA &#160; &#160;Quanto dormirono? Non lo seppero mai dire. &#160;Alcuni spari, diretti verso la galleria che conduceva al sepolcreto, erano improvvisamente echeggiati. &#160;Kammamuri fu il primo a balzar fuori, e subito venne imitato dal rajaputo. &#160;Dinanzi alla porticina sgangherata, illuminati da parecchie torce, stavano in gruppo i cavalieri di Sindhia colle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO XI</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;IN TRAPPOLA</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Quanto dormirono? Non lo seppero mai dire.</p>
<p>&nbsp;Alcuni spari, diretti verso la galleria che conduceva al sepolcreto, erano improvvisamente echeggiati.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri fu il primo a balzar fuori, e subito venne imitato dal rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Dinanzi alla porticina sgangherata, illuminati da parecchie torce, stavano in gruppo i cavalieri di Sindhia colle armi puntate.</p>
<p>&nbsp;Non erano cresciuti di numero, tuttavia erano ancora troppi per impegnare con loro un disperato combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Ors&uacute;, siamo presi! &#8211; disse Kammamuri senza troppo inquietarsi. &#8211; Ci&ograve; presto o tardi doveva avvenire.</p>
<p>&nbsp;Il comandante del drappello scese i gradini, tenendo nelle mani un paio di pistole, e grid&ograve;:</p>
<p>&nbsp;- Ormai vi abbiamo raggiunti e non ci sfuggirete pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Non ci hai ancora nelle tue mani, brutta scimmia! &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Anche noi siamo armati.</p>
<p>&nbsp;- Siamo in venti.</p>
<p>&nbsp;- E noi due soli; ma siamo tali uomini da dare dei fastidi anche a cento. Che cosa vuole Sindhia da noi?</p>
<p>&nbsp;- Io non lo so &#8211; rispose il comandante.</p>
<p>&nbsp;- Legarci a quattro cannoni e lanciarci in aria a brandelli?</p>
<p>&nbsp;- Io non sono il padrone. Io ho ricevuto solamente l&#8217;incarico di condurvi da lui anche morti.</p>
<p>&nbsp;- Come corri!</p>
<p>&nbsp;- Finiamola! &#8211; grid&ograve; il comandante. &#8211; O vi arrendete o ordino il fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Un po&#8217; di pazienza, signor mio! Non siamo delle lepri, per Buddha! Io voglio farti una proposta.</p>
<p>&nbsp;- Di&#8217; su, spicciati.</p>
<p>&nbsp;- Di recarti da Sindhia e chiedergli quali sono le sue intenzioni a nostro riguardo.</p>
<p>&nbsp;- I nostri cavalli sono sfiniti e non potrebbero reggere. Il rajah &egrave; pi&uacute; lontano di quanto tu credi.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa fare? &#8211; si chiese Kammamuri. &#8211; Tentare la lotta? Impossibile! Vi sono dall&#8217;altra parte troppe armi da fuoco e saremmo messi subito fuori di combattimento.</p>
<p>&nbsp;Si volse verso il compagno e disse:</p>
<p>&nbsp;- Amico, noi siamo presi. Io non posso assumere la responsabilit&agrave; d&#8217;un combattimento. Arrendiamoci.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo mand&ograve; un vero ruggito.</p>
<p>&nbsp;- Accoppiamoli tutti! &#8211; grid&ograve;.</p>
<p>&nbsp;La voce del comandante del drappello lo interruppe subito:</p>
<p>&nbsp;- Guardati! Non commettere una pazzia.</p>
<p>&nbsp;- Posa la tua carabina, mio povero rajaputo, &#8211; disse il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- Che sia proprio finita per noi?</p>
<p>&nbsp;- Per ora s&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Anche senza carabina ne accopper&ograve; molti a pugni, quando si presenter&agrave; l&#8217;occasione.</p>
<p>&nbsp;- Avete deciso? &#8211; grid&ograve; il comandante impazientito.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, la resa &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Era tempo. Ci avete fatto correre molto, e siamo tutti sfiniti.</p>
<p>&nbsp;- E noi non meno di voialtri &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Mand&ograve; un lungo sospiro e depose a terra tutte le sue armi. Il compagno lo imit&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Il comandante del drappello, che impugnava sempre i suoi pistoloni, discese la scaletta segu&iacute;to da tutti i suoi uomini, e s&#8217;avvicin&ograve; ai prigionieri.</p>
<p>&nbsp;- In alto le mani! &#8211; grid&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Noi non siamo traditori &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Puoi avvicinarti senza temere alcuna sorpresa. Ci condurrai via subito?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; impossibile. I cavalli hanno bisogno di riposo.</p>
<p>&nbsp;- Fuori splende il sole?</p>
<p>&nbsp;- No, le stelle.</p>
<p>&nbsp;- Che dormita! &#8211; mormor&ograve; il vecchio cacciatore della Jungla nera.- I nostri corpi, d&#8217;altronde, ne avevano ben diritto.</p>
<p>&nbsp;I venti o ventidue banditi si erano avanzati nel sepolcreto con le armi sempre puntate.</p>
<p>&nbsp;Non avevano l&#8217;aspetto veramente guerresco. Vi erano pi&uacute; paria fra di loro che uomini atti alle armi. Erano tutti sparuti, e a mala pena si reggevano in piedi.</p>
<p>&nbsp;Se le avevano passate dure i fuggiaschi, nemmen loro, durante quella caccia accanita, avevano potuto nutrirsi e riposarsi.</p>
<p>&nbsp;- Prendete pure le armi &#8211; disse Kammamuri al comandante.</p>
<p>&nbsp;- Vi ripeto: in alto le mani!</p>
<p>&nbsp;- Eccole! &#8211; risposero i prigionieri.</p>
<p>&nbsp;- Ora vi lascerete legare poich&eacute; noi non partiremo prima di domani.</p>
<p>&nbsp;- Fa&#8217; come vuoi &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Non stringete troppo le corde, altrimenti vi saltiamo alla gola come tante tigri.</p>
<p>&nbsp;- Va bene &#8211; rispose il capo, sorridendo un po&#8217; ironicamente.</p>
<p>&nbsp;Con un segno fece accorrere i suoi uomini, i quali si erano gi&agrave; forniti di funicelle tolte alle loro cavalcature. In un momento i prigionieri furono legati per bene, ma non troppo strettamente.</p>
<p>&nbsp;Poi furono presi e gettati tutti insieme dentro una tomba assai vasta, che doveva aver ricevuto le spoglie di cinque o sei guerrieri per lo meno.</p>
<p>&nbsp;- Tu vuoi soffocarci! &#8211; grid&ograve; il maharatto esasperato.</p>
<p>&nbsp;- Vi state tutti benissimo l&iacute; dentro &#8211; rispose il capo. &#8211; Potrete riprendere tranquillamente il vostro sonno.</p>
<p>&nbsp;- E rimetti al posto anche la pietra?</p>
<p>&nbsp;- No, perch&eacute; voglio sorvegliarvi io stesso fino al momento della partenza.</p>
<p>&nbsp;- Allora buona notte anche a voi.</p>
<p>&nbsp;- Oh, ci riposeremo di certo. Ne abbiamo bisogno.</p>
<p>&nbsp;Delle torce erano state piantate qua e l&agrave;, e intorno all&#8217;avello si erano radunati sei banditi, scelti fra i pi&uacute; robusti ed i meglio armati.</p>
<p>&nbsp;Gli altri si erano sdraiati sulle gualdrappe dei cavalli e avevano cominciato subito a russare.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse il rajaputo che si trovava accanto a Kammamuri &#8211; ci lasceremo portar via cos&iacute;, legati come bestie feroci? Io non so rassegnarmi.</p>
<p>&nbsp;- Ormai non vi &egrave; pi&uacute; nulla da fare, mio povero amico, &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Andiamo a vedere che cosa vuole quel furfante di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Vorr&agrave; la nostra pelle, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Non l&#8217;ha ancora presa. E poi vi &egrave; il Maharajah colle tigri della Malesia che lo tengono a bada.</p>
<p>&nbsp;- Credi che il principe ed i suoi compagni resistano ancora?</p>
<p>&nbsp;- Il principe bianco, o meglio, il signor Yanez? Io sono pi&uacute; che certo che non si sono ancora arresi quei valorosi. Hanno le mitragliatrici collocate sulla cima d&#8217;una collina, e quelle armi, ben maneggiate, in un paio d&#8217;ore gettano a terra una colonna ed anche due.</p>
<p>&nbsp;- Ma volevo dirti, sahib, che io posseggo tanta forza, da rompere i miei legami ed anche i tuoi.</p>
<p>&nbsp;- Siamo troppo sorvegliati. Potresti prenderti qualche colpo di pistola senza nessun avviso. Non vedi come quelle canaglie ci spiano?</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo alz&ograve; la testa e vide i sei banditi scelti per il quarto di guardia, tutti ritti intorno all&#8217;avello. Come si reggevano ancora in piedi dopo tante fatiche? &Egrave; proprio vero che gli indostani posseggono una resistenza superiore perfino alle razze mongole.</p>
<p>&nbsp;- Hai veduto? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib; niente da fare &#8211; rispose il gigante agitandosi tutto.</p>
<p>&nbsp;- Allora conserva la tua forza straordinaria per pi&uacute; tardi.</p>
<p>&nbsp;- Che il gur&uacute; non conosca nessun&#8217;altra molla segreta?</p>
<p>&nbsp;- Gliel&#8217;ho chiesto poco fa e mi ha risposto che altre molle vi saranno, ma che lui &egrave; troppo vecchio per ricordarsi dove si trovano.</p>
<p>&nbsp;- Allora non ci rimane che rassegnarci ad andare a trovare i grandi guerrieri del Nirvana.</p>
<p>&nbsp;- Non siamo ancora morti.</p>
<p>&nbsp;- Su chi conti, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Io non dispero mai. Su nessuno e su tutti. Lasciamoci pure prendere, giacch&eacute; per il momento siamo senz&#8217;armi.</p>
<p>&nbsp;- Vuoi che salti fuori e che accoppi quelle canaglie a pugni?</p>
<p>&nbsp;- Se sei legato al pari di me&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Non importa: in un momento posso rompere queste funi.</p>
<p>&nbsp;- Ti ho detto che ci spiano.</p>
<p>&nbsp;- Questo &egrave; il male &#8211; disse il gigante con un lungo sospiro.</p>
<p>&nbsp;- Allora non commettere sciocchezze! &#8211; disse il maharatto. &#8211; Gi&agrave; io avevo previsto da tempo che i banditi di Sindhia avrebbero finito col prenderci.</p>
<p>&nbsp;- Me lo dici molto tranquillamente, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Non &egrave; il momento di urlare.</p>
<p>&nbsp;- Dunque niente da fare? &#8211; chiese l&#8217;ostinato rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Per ora niente da fare. Puoi riprendere il sonno interrotto.</p>
<p>&nbsp;Il gigante, scoraggiato, si allung&ograve; a fianco del giovane cercatore di piste ,il quale russava gi&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Come si trovasse l&iacute; anche lui, non lo abbiamo detto sopra per non ripetere una storia troppo simile a quella raccontata. Il lettore se ne sar&agrave; accorto da s&eacute; e non si meraviglier&agrave; se trover&agrave; qui Timul e gli altri, compreso lo strano sacerdote.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri non tard&ograve; ad imitarlo, stendendosi presso il gur&uacute;, il quale pure dormiva tranquillamente, malgrado la presenza dei banditi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Mi odi? &#8211; gli chiese urtandolo vigorosamente.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib, &#8211; rispose lo strano sacerdote.</p>
<p>&nbsp;- Non vi &egrave; alcun mezzo per fuggire? Pensa che Sindhia far&agrave; la pelle a noi tutti.</p>
<p>&nbsp;- Ti ho gi&agrave; detto poco fa che possono esservi qui altre molle ed altri passaggi segreti, ma che io non mi ricordo pi&uacute; nulla. Sono vecchio &#8211; rispose il gur&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Anch&#8217;io non sono pi&uacute; giovane, eppure se avessi ancora le armi, mi sentirei in grado di dare battaglia a questi banditi. Disgraziatamente &egrave; troppo tardi, e non abbiamo che le nostre braccia e per di pi&uacute; ben legate.</p>
<p>&nbsp;- Io sono rassegnato al mio destino! &#8211; rispose filosoficamente il gur&uacute;. &#8211; Si prendano pure la mia pelle. Varr&agrave; ben poco, sahib, e faranno un cattivo acquisto: &egrave; tutta cicatrici perch&eacute; sono stato prima un guerriero.</p>
<p>&nbsp;- Baster&agrave; per fare un tamburo.</p>
<p>&nbsp;- Poco me ne importa. Ormai la lotta &egrave; impossibile e rinuncio alla vita senza rammarico.</p>
<p>&nbsp;- E se potessimo sbarazzarci di quei furfanti?</p>
<p>&nbsp;- In qual modo ora che siamo cos&iacute; immobilizzati?</p>
<p>&nbsp;- Anche questo &egrave; vero. Forse io ho avuto troppa fretta a consegnare le armi, ma era necessario per non farci fucilare tutti.</p>
<p>&nbsp;- I rimpianti ormai sono inutili, sahib &#8211; disse il gur&uacute; . &#8211; Cos&iacute; ha voluto Siva. Cerca di riposarti, giacch&eacute; non vi &egrave; nulla da tentare. Siamo come dei sepolti vivi. Guarda: hanno rimesso a posto anche la pietra dell&#8217;avello.</p>
<p>&nbsp;- Me ne sono accorto.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse il rajaputo, il quale cercava invano di addormentarsi &#8211; vuoi che spezzi i miei legami e che con due calci poderosi mandi in aria il coperchio?</p>
<p>&nbsp;- Tu non devi far nulla per ora, ti ho detto &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Che cosa faremmo poi se non abbiamo nemmeno un miserabile tarwar ?</p>
<p>&nbsp;- Ed i miei pugni?</p>
<p>&nbsp;- Basta un colpo di carabina per metterti subito fuori di combattimento, sebbene tu abbia il torace d&#8217;un orso.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,ti obbedisco &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Ho capito anch&#8217;io che ormai una lotta sarebbe assolutamente inutile. Tuttavia io cercher&ograve; di spezzare le mie corde.</p>
<p>&nbsp;- Non farti scorgere.</p>
<p>&nbsp;- Fa abbastanza oscuro dentro questa sepoltura. Lavorer&ograve; con estrema prudenza, senza far rumore. Se poi vorrai, scioglier&ograve; anche te.</p>
<p>&nbsp;- Ne riparleremo pi&uacute; tardi &#8211; disse il maharatto, il quale aveva veduto comparire novamente gli uomini di guardia del comandante del drappello. &#8211; Lavora con prudenza per non farci uccidere tutti prima del tempo.</p>
<p>&nbsp;- Non far&ograve; nessun rumore. Le mie dita sono robuste quanto le tenaglie. Spezzano tutto.</p>
<p>&nbsp;- Fa&#8217; come vuoi, povero amico; ma ti ripeto che questa volta finiremo fra le unghie di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Ed &egrave; per questo, sahib, che cerco di avere almeno le braccia libere. Un giorno sulla montagna con un pugno solo ammazzai un orso che mi aveva assalito sulla discesa del&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Mi racconterai il resto domani &#8211; lo interruppe il maharatto. &#8211; Lasciami riposare. Questo non &egrave; il luogo per raccontare delle avventure.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo si allung&ograve; vicino ad un compagno e si mise bravamente all&#8217;opera. Voleva essere libero prima che lo portassero via di l&iacute;.</p>
<p>&nbsp;Stirava le membra senza badare al dolore, poi lavorava di denti, sfilacciando rapidamente le funicelle.</p>
<p>&nbsp;Se era robusto come un orso, aveva anche dei denti poco dissimili a quelli di quei plantigradi.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, completamente immobilizzato, si lasci&ograve; cadere a fianco del gur&uacute; in attesa di qualche scarica di pistola o di carabina, poich&eacute; i banditi non avevano rallentata la sorveglianza.</p>
<p>&nbsp;Il sacerdote russava tranquillamente, ed anche Timul dormiva della grossa senza pensare al pericolo.</p>
<p>&nbsp;- Queste non sono le tigri della Malesia &#8211; disse il vecchio cacciatore della Jungla nera.</p>
<p>&nbsp;Il gigante intanto riprese il suo durissimo lavoro, cercando di non far rumore. Aveva finalmente capito che poteva prendersi di sorpresa qualche colpo d&#8217;arma da fuoco ed agiva con estrema prudenza.</p>
<p>&nbsp;Era appena trascorsa una mezz&#8217;ora, quando Kammamuri lo ud&iacute; mormorare:</p>
<p>&nbsp;- Finalmente sono libero, e non mi hanno ancora ucciso.</p>
<p>&nbsp;- Ebbene, che cosa farai ora, mio povero amico? Tu conti troppo sulla tua forza &#8211; disse il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- Preferisco essere libero piuttosto che legato. Almeno avr&ograve; la possibilit&agrave; di spaccare qualche testa.</p>
<p>&nbsp;- Ti consiglio di rimanere per ora tranquillo. Potresti fare ammazzare anche noi.</p>
<p>&nbsp;- Sono una bestia. Io non ho pensato che siamo tutti senz&#8217;armi e che voi siete tutti legati.</p>
<p>&nbsp;- Come, non ti sei accorto che il comandante del drappello ci spia? Guardalo: forse si &egrave; gi&agrave; accorto che tu ti sei sciolto.</p>
<p>&nbsp;Il bandito che aveva surrogato quello ucciso da Kammamuri stava curvo sull&#8217;avello e guardava i prigionieri con occhi irati.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa fate dunque? &#8211; chiese con voce minacciosa. &#8211; Volete che vi uccida prima che giunga il rajah?</p>
<p>&nbsp;- Sindhia si degna di venirci a fare una visita? &#8211; disse il maharatto con voce ironica.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;ho mandato a chiamare.</p>
<p>&nbsp;- Eppure tu dicevi che tutti i tuoi cavalli erano diventati bolsi.</p>
<p>&nbsp;- Ne ho trovato uno in ottimo stato.</p>
<p>&nbsp;- Durante il viaggio non lo mangeranno le tigri?</p>
<p>&nbsp;- Il cavaliere &egrave; coraggioso e sapr&agrave; difendersi. Fra cinque o sei ore il rajah sar&agrave; qui.</p>
<p>&nbsp;- Potevi condurci nel suo accampamento.</p>
<p>&nbsp;- Laggi&uacute; infierisce il colera, e non ho alcun desiderio di prendermi quel malanno che di rado perdona.</p>
<p>&nbsp;- Ne sei ben sicuro?</p>
<p>&nbsp;- Muoiono in buon numero nel campo del rajah. Ieri incontrai un informatore che veniva dalla capitale e mi raccont&ograve; tutto.</p>
<p>&nbsp;- Giacch&eacute; sei cos&iacute; gentile, si potrebbe sapere che cosa fa il tuo padrone?</p>
<p>&nbsp;- Questo non lo posso dire.</p>
<p>&nbsp;- Allora ci farai portare qualche cosa da mettere sotto i denti.</p>
<p>&nbsp;- Soffriamo la fame anche noi &#8211; rispose il bandito. &#8211; Non abbiamo nulla da offrirvi. Stringetevi il ventre. Finch&eacute; il rajah non giunger&agrave;, non vi dar&ograve; nemmeno un sorso d&#8217;acqua.</p>
<p>&nbsp;Poi rivolgendosi al rajaputo, che si era messo in ginocchio e pareva pronto a scattare, gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Ora ti lascerai rilegare. Me ne sono accorto che hai spezzate le tue funi.</p>
<p>&nbsp;- Una volta s&iacute;, due no! &#8211; rispose il gigante con voce di tuono.</p>
<p>&nbsp;- Ed allora ti uccido! &#8211; rispose il bandito, puntandogli contro le pistole.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo con uno scatto fulmineo balz&ograve; fuori dell&#8217;avello e si gett&ograve; sul miserabile mandando dei veri ruggiti.</p>
<p>&nbsp;Lo afferr&ograve; pei polsi in modo da spezzarglieli, e si impadron&iacute; delle due armi da fuoco, prima che i colpi partissero.</p>
<p>&nbsp;- Ah, cane! &#8211; url&ograve; il comandante del drappello, che stava per svenire sotto la formidabile stretta. &#8211; All&#8217;armi!</p>
<p>&nbsp;I sei uomini di guardia, quantunque mezzo addormentati, accorsero in suo soccorso.</p>
<p>&nbsp;Ma dinanzi al gigante, che impugnava una pistola per ogni mano, arretrarono, quantunque fossero armati fino ai denti.</p>
<p>&nbsp;- Largo! &#8211; ton&ograve; il gigante &#8211; o vi uccido tutti!</p>
<p>&nbsp;Il comandante del drappello si era intanto rialzato, spasimando per le strette poderose sofferte.</p>
<p>&nbsp;Guard&ograve; il rajaputo, che pareva impazzito, e gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Rendimi le pistole, o ti faccio subito fucilare.</p>
<p>&nbsp;- I tuoi uomini non li temo &#8211; rispose il gigante.</p>
<p>&nbsp;Aveva preso le pistole per le canne e stava per servirsene come martelli. Nelle mani di quel formidabile uomo, adoperate anche in quel modo, diventavano armi terribili.</p>
<p>&nbsp;La resistenza, come gi&agrave; Kammamuri aveva previsto, era inutile. Tutti gli altri banditi, attratti dalle grida di allarme, accorrevano urlando colle carabine puntate.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vuoi fare ora? &#8211; chiese il capo del drappello. &#8211; Vedi bene che sei preso e non puoi sostenere la lotta. Lo so che sei forte, ma anche gli elefanti, che sono pi&uacute; forti di te, si uccidono.</p>
<p>&nbsp;- Ebbene, fammi uccidere! &#8211; disse il rajaputo impugnando le pistole.</p>
<p>&nbsp;- A questo penser&agrave; il rajah.</p>
<p>&nbsp;- Quando verr&agrave;?</p>
<p>&nbsp;- Forse pi&uacute; presto di quello che credi.</p>
<p>&nbsp;- Puoi intanto anticipare le sue stupide vendette.</p>
<p>&nbsp;- Ah, no, signor mio! Io non sono che un povero comandante di un drappello di cavalieri, ed ho ricevuto degli ordini ai quali devo assolutamente obbedire, se non voglio che il mio corpo finisca calpestato dall&#8217;elefante carnefice del rajah. Tengo un po&#8217; anch&#8217;io alla vita, quantunque sia un uomo di guerra ed abbia ormai veduta la morte vicina a me centinaia e centinaia di volte.</p>
<p>&nbsp;- Allora affrontami. Hai degli uomini pronti ad aiutarti.</p>
<p>&nbsp;Il gigante aveva in quel momento un aspetto cos&iacute; terribile, che il capo del drappello credette opportuno rinunciare alla lotta. Gi&agrave; i suoi cavalieri erano scappati, come se temessero di veder crollare le v&ograve;lte del sepolcreto.</p>
<p>&nbsp;- A me, poltroni! &#8211; url&ograve; con voce tonante.</p>
<p>&nbsp;Gli risposero delle risate.</p>
<p>&nbsp;I suoi superbi cavalieri erano gi&agrave; fuggiti nell&#8217;interno della pagoda. Non volevano assolutamente provare le furie di quel gigante, che pareva pi&uacute; una belva che un essere umano.</p>
<p>&nbsp;- Sotto! &#8211; grid&ograve; il comandante, vedendo apparire un giovane graduato. &#8211; Non meritavi i galloni tu, ma te li far&ograve; strappare dal rajah.</p>
<p>&nbsp;- Preferisco la morte ad una tale onta.</p>
<p>&nbsp;- Aiutami.</p>
<p>&nbsp;- Scappano tutti!</p>
<p>&nbsp;- Siete dei vili!</p>
<p>&nbsp;- No, capo: aspetta che prendiamo fiato.</p>
<p>&nbsp;- Quest&#8217;uomo cerca di andarsene.</p>
<p>&nbsp;- Non andr&agrave; lontano.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo, ritto presso l&#8217;avello entro cui si trovavano i suoi compagni ammassati gli uni sopra gli altri, faceva veramente paura. Aveva perfino gli occhi iniettati di sangue come una bestia.</p>
<p>&nbsp;- Su, avanti! avanti! &#8211; urlava. &#8211; Vi voglio uccidere tutti!</p>
<p>&nbsp;Sette od otto banditi intanto erano tornati nel sepolcreto, e decisi a finirla, avevano puntate risolutamente le carabine.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; stavano per far fuoco, quando al di fuori si udirono squillare delle trombe.</p>
<p>&nbsp;- Il rajah! il rajah! &#8211; gridarono tutti alzando le armi.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo stette un momento in forse, poi stringendo sempre le due pistole si sedette sull&#8217;avello bestemmiando.</p>
<p>&nbsp;La voce di Kammamuri si fece udire:</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vuoi tentare, pazzo? La lotta &egrave; impossibile.</p>
<p>&nbsp;- Forse hai ragione, sahib, ma non lascio le mie armi.</p>
<p>&nbsp;- Il meglio che puoi fare &egrave; di arrenderti.</p>
<p>&nbsp;- No! &#8211; rispose il testardo.</p>
<p>&nbsp;Aveva innanzi a s&eacute; dieci banditi, i quali lo avevano preso nuovamente di mira; ma l&#8217;ercole non si sgoment&ograve; affatto.</p>
<p>&nbsp;- Voglio vedere prima la faccia del rajah &#8211; disse. &#8211; Ad arrendersi c&#8217;&egrave; sempre tempo.</p>
<p>&nbsp;In quel momento il capo del drappello ricomparve accompagnato da altri cavalieri i quali scortavano il rajah.</p>
<p>&nbsp;Erano vestiti quasi come i cipai del Bengala, e facevano una discreta figura. Le loro fasce poi erano piene di pistoloni e di corte scimitarre.</p>
<p>&nbsp;- Gi&uacute; le armi! &#8211; ton&ograve; una voce.</p>
<p>&nbsp;Era Sindhia, l&#8217;ex rajah, il quale era improvvisamente comparso fra i suoi guerrieri.</p>
<p>&nbsp;- Ho faticato abbastanza per guadagnarmi queste due pistole &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Chi sei tu, che, solo, osi rifiutarti?</p>
<p>&nbsp;- Un uomo che sapr&agrave; vendere molto cara la propria pelle &#8211; rispose il gigante.</p>
<p>&nbsp;- Abbassa quelle pistole! Io sono il rajah.</p>
<p>&nbsp;- Ti conosco, Altezza. Non &egrave; la prima volta che ti vedo.</p>
<p>&nbsp;- Se entro tre battute di mano non disarmi, comando il fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Ma arrenditi, testardo! &#8211; grid&ograve; Kammamuri, che si trovava stretto fra i suoi compagni di sventura e per di pi&uacute; ancora legato. &#8211; Te lo comando!</p>
<p>&nbsp;- Lo vuoi proprio, sahib?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, lo voglio.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo alz&ograve; le pistole in alto, e prima che il rajah battesse le mani le scaric&ograve;.</p>
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		<title>IL «GURÚ»</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO X &#160; &#160;IL &#171;GUR&#218;&#187; &#160; &#160;- E i cavalli come vanno? &#8211; chiese Kammamuri. &#160;- Sono sfiniti &#8211; rispose il rajaputo &#8211; e non so se dureranno ancora una mezz&#8217;ora. I loro polmoni soffiano come mantici, ed i loro fianchi pulsano febbrilmente. Non ne possono pi&#250;. &#160;Io credo che con queste bestie non giungeremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO X</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;IL &laquo;GUR&Uacute;&raquo;</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;- E i cavalli come vanno? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Sono sfiniti &#8211; rispose il rajaputo &#8211; e non so se dureranno ancora una mezz&#8217;ora. I loro polmoni soffiano come mantici, ed i loro fianchi pulsano febbrilmente. Non ne possono pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;Io credo che con queste bestie non giungeremo mai sugli altipiani di Sadhja.</p>
<p>&nbsp;- Non hai fatto una bella scoperta &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Per salire lass&uacute;, ci vorrebbe un buon elefante.</p>
<p>&nbsp;- Dove trovarlo?</p>
<p>&nbsp;- Ve ne sono molti di selvaggi nelle foreste di questo vasto impero. Va&#8217; a prenderne uno, educalo in modo che ti obbedisca subito&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Per perdere qualche mese, sahib ?</p>
<p>&nbsp;- Anche tre, mio caro &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Sicch&eacute; saremo costretti a tirare innanzi con queste povere bestie che sono ormai bolse.</p>
<p>&nbsp;Non so che cosa dire. Tutte le divinit&agrave; dell&#8217;India proteggono quel furfante di Sindhia&#8230; Ah, l&agrave;!</p>
<p>&nbsp;- Che cosa c&#8217;&egrave;?</p>
<p>&nbsp;- Una piccola pagoda.</p>
<p>&nbsp;- Una pagoda in questi luoghi?</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;ho veduta, e basta.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; abitata?</p>
<p>&nbsp;- Andremo a vedere. Mi pare d&#8217;aver veduto un piccolo getto di luce riflettersi forse su un vetro.</p>
<p>&nbsp;- E ci fermeremo?</p>
<p>&nbsp;- Non vedi che i cavalli non si tengono pi&uacute; in piedi? Ancora un po&#8217; che corrano, e noi li vedremo morire.</p>
<p>&nbsp;- Fa&#8217; come vuoi, sahib, &#8211; rispose il rajaputo sempre remissivo.</p>
<p>&nbsp;Sul margine della jungla era comparso improvvisamente un edificio altissimo, a pi&uacute; piani, di forma rettangolare. Non poteva essere che un tempio, poich&eacute; nessun villaggio poteva trovarsi in quel luogo.</p>
<p>&nbsp;Incontrare delle pagode anche in mezzo alle folte jungle &egrave; una cosa abbastanza comune in India. Se non sono pagode, sono moschee, le quali per altro si trovano pi&uacute; numerose verso occidente, nei dintorni di Benares la santa.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri rallent&ograve; la corsa e si diresse verso la pagoda, a una finestra della quale, al secondo piano, brillava un lume.</p>
<p>&nbsp;I poveri animali si avanzarono a piccolo trotto, soffiando e nitrendo lamentosamente, poi tutti e due caddero, quasi nello stesso tempo, spezzando le stanghe della vettura.</p>
<p>&nbsp;- Morti? &#8211; chiese il rajaputo, saltando lestamente a terra.</p>
<p>&nbsp;- Non potranno ormai che servire da cena agli sciacalli &#8211; rispose il maharatto con voce alterata. &#8211; &Egrave; finita. Siamo senza bestie.</p>
<p>&nbsp;- Hanno resistito abbastanza.</p>
<p>&nbsp;- Potevano resistere un po&#8217; di pi&uacute;!</p>
<p>&nbsp;Accendi il fanale, e andiamo a chiedere ospitalit&agrave; ai sacerdoti di questa pagoda.</p>
<p>&nbsp;- Io trovo che tutto va di male in peggio. Il Maharajah poteva rimanere nelle cloache. I banditi di Sindhia non avrebbero mai osato di andarlo a scovare.</p>
<p>&nbsp;- E che cosa davi tu intanto da mangiare agli elefanti ed ai cavalli. Il tuo immenso turbante che non &egrave; nemmeno composto di paglia?</p>
<p>&nbsp;- Io sono sempre una bestia pi&uacute; grossa d&#8217;un rinoceronte, sahib &#8211; rispose il rajaputo, il quale aveva acceso il fanale.</p>
<p>&nbsp;Presero i pochi biscotti che ancora rimanevano, due bottiglie di birra, le ultime, presero le carabine, e dopo essersi ben accertati che i cavalli non davano pi&uacute; segno di vita, salirono la gradinata della pagoda, assai ampia e decorata da certi leoni di pietra, che parevano piuttosto animali immaginari, e si arrestarono dinanzi ad una enorme porta di bronzo tutta scolpita.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri avendo veduto un pesante martello pure di bronzo, lo alz&ograve; e lo lasci&ograve; ricadere con tutta forza producendo un rumore assordante.</p>
<p>&nbsp;- Tu sfondi le porte &#8211; disse il rajaputo sorridendo.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; troppo solida questa per cedere &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Guarda se il lume &egrave; scomparso.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; disceso al piano terreno. Brilla attraverso i vetri mezzo infranti. Chi sar&agrave; l&#8217;abitatore di questa pagoda, un bandito od un sacerdote?</p>
<p>&nbsp;- Se anche fosse un bandito non ci farebbe paura &#8211; rispose Kammamuri un po&#8217; esasperato.</p>
<p>&nbsp;Torn&ograve; a picchiare rabbiosamente, facendo rintronare il tempio, ed arm&ograve; la carabina.</p>
<p>&nbsp;Una voce chioccia, quasi fessa, chiese poco dopo di dietro la pesante porta di bronzo:</p>
<p>&nbsp;- Chi siete?</p>
<p>&nbsp;- Dei viaggiatori smarriti che domandano ospitalit&agrave; &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; I nostri cavalli sono morti e non sappiamo dove rifugiarci.</p>
<p>&nbsp;- Tutti i templi dedicati a Siva sono sempre aperti ai disgraziati. Ditemi solo se non siete dei paria.</p>
<p>&nbsp;- No; apparteniamo alle alte caste guerriere, e siamo seguaci di Siva, il buon dio che mise pace fra Brahma e Visn&uacute; salvando il mondo.</p>
<p>&nbsp;- Comprendo che tu sei un uomo istruito. Aspetta un momento. La porta &egrave; pesante, ed io son molto vecchio e quasi senza pi&uacute; forze.</p>
<p>&nbsp;- Chiacchierone! &#8211; brontol&ograve; il rajaputo. &#8211; Ci fa perdere del tempo inutilmente.</p>
<p>&nbsp;Si udirono dei grossi chiavistelli scorrere con uno strid&iacute;o acuto, poi finalmente la porta si apr&iacute; con precauzione, ed un filo di luce si proiett&ograve; al di fuori, ma senza vincere quella che mandava la lanterna della vettura postale, che Kammamuri aveva accesa.</p>
<p>&nbsp;- Avanti! &#8211; disse la voce fessa.</p>
<p>&nbsp;I due fuggiaschi spinsero la pesantissima porta con tutte le loro forze e si trovarono dinanzi ad un vecchio di statura altissima, secco come il manico d&#8217;una scopa, col viso quasi incartapecorito, ma sul quale spiccavano due occhietti brillantissimi.</p>
<p>&nbsp;Indossava un lungo dugbah di cotonina pi&uacute; o meno gialla; aveva in capo un piccolo turbante, e la sua fronte era tutta coperta di cenere con tre stelle che spiccavano in azzurro nel mezzo.</p>
<p>&nbsp;- Un gur&uacute; ! &#8211; esclam&ograve; Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Avanti &#8211; disse il vecchio. &#8211; Non avete nulla da temere. Non ho armi.</p>
<p>&nbsp;I due fuggiaschi entrarono e si trovarono in una immensa sala quasi spoglia, ma sulle cui pareti si scorgevano degli strani geroglifici, che ricordavano qualche versetto dei giangunias grossolanamente dipinti.</p>
<p>&nbsp;Solamente all&#8217;estremit&agrave; troneggiava una statua piuttosto informe, con due teste e quattro braccia, e che voleva forse rappresentare Siva.</p>
<p>&nbsp;I gur&uacute; sono dei sacerdoti abbastanza strani. Come i bramini si astengono da ogni specie di carne e da tutto quanto ebbe un principio di vita animale, le uova comprese.</p>
<p>&nbsp;Invece di bruciare i morti, come i sacerdoti di Brahma e di Visn&uacute;, li seppelliscono; ma essi non credono nella metempsicosi.</p>
<p>&nbsp;Alcuni vivono ritirati in piccole pagode, per lo pi&uacute; vecchie e cadenti. Gli altri invece preferiscono la vita randagia, e se ne vanno attraverso le campagne ed i villaggi mendicando, non sempre veduti volentieri, poich&eacute; la prima cosa che fanno &egrave; quella di cacciare di casa il padrone ed i figli maschi per fare compagnia alle mogli ed alle figlie.</p>
<p>&nbsp;Ma nessuno oserebbe respingerli, poich&eacute; sarebbe un peccato imperdonabile. Non si tratta di una bazzecola! Si tratta di andare diritti all&#8217;inferno e restare immersi nell&#8217;olio bollente, pieno di serpenti velenosi i quali non restano mai cotti, e come questo avvenga bisognerebbe domandarlo a quei bravi sacerdoti. Si tratta insomma di una pena che non garba a nessun indiano, il quale preferisce venir bruciato tranquillamente sopra una grossa catasta di legna bene innaffiata di materie resinose liquide.</p>
<p>&nbsp;- Siete voi gli uomini che ho veduto poco fa correre attraverso la pianura su un carrozzino tirato da due focosi cavalli?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, gur&uacute; &#8211; rispose Kammamuri dopo aver fatto un profondo inchino. &#8211; Le bestie sono morte dopo una lunghissima e sfrenata corsa.</p>
<p>&nbsp;- Vi erano delle persone che vi davano la caccia o delle tigri?</p>
<p>&nbsp;- Alcuni furfanti da due giorni ci stanno alle calcagna per ammazzarci.</p>
<p>&nbsp;- Chi sono quegli uomini?</p>
<p>&nbsp;- Dei banditi assoldati da Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Il rajah pazzo! &#8211; grid&ograve; il gur&uacute;, mentre i suoi occhi s&#8217;illuminavano d&#8217;una luce sinistra. &#8211; &Egrave; tornato qui quel nefasto principe?</p>
<p>&nbsp;- Ha conquistato ormai gi&agrave; mezzo Assam; la capitale non esiste pi&uacute;, perch&eacute; &egrave; stata bruciata.</p>
<p>&nbsp;- E perch&eacute; quei banditi volevano uccidervi?</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; siamo corrieri del Maharajah e della rhani, incaricati di una difficilissima missione.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute; si pass&ograve; una mano sulla fronte come se cercasse di rievocare dei lontani ricordi, poi disse con voce stridula, che risuon&ograve; stranamente nel tempio assai sonoro:</p>
<p>&nbsp;- Sindhia! Ah, non ho mai dimenticato quell&#8217;uomo, che per divertirsi mi fece frustare come un cane. Quel pazzo valeva suo fratello&#8230; Siete soli?</p>
<p>&nbsp;- Soli.</p>
<p>&nbsp;- Sono molti gli uomini che vi inseguono?</p>
<p>&nbsp;- Una ventina almeno, se non di pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;La fronte del gur&uacute; si aggrott&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Troppi! &#8211; disse poi. &#8211; Io non so maneggiare nessuna arma, quindi non potrei aiutarvi a respingere il nemico, e poi io sono un sacerdote e non un guerriero.</p>
<p>&nbsp;- Credete che possano entrare qui non ostante la grossa porta di bronzo? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Le finestre sono facili a scalarsi, e le inferriate non resisterebbero all&#8217;urto d&#8217;una piccola trave.</p>
<p>&nbsp;- Non vi sono dei sotterranei qui?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;; dove riposano, forse da migliaia e migliaia d&#8217;anni, dei famosi guerrieri. Vi sono pi&uacute; di cinquanta tombe.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri guard&ograve; il rajaputo, il quale era rimasto sempre silenzioso e perfettamente tranquillo.</p>
<p>&nbsp;- Avresti paura tu di andare a riposarti per questa giornata sopra le ossa di qualche famoso guerriero?</p>
<p>&nbsp;- Io non ho mai avuto paura dei morti &#8211; rispose il gigante, facendo udire per la prima volta al gur&uacute; la sua poderosa voce. &#8211; Ma perch&eacute; mi fai questa domanda, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; se i banditi giungono, noi andiamo a nasconderci dentro due tombe.</p>
<p>&nbsp;- Non sar&agrave; un alloggio allegro.</p>
<p>&nbsp;- Allora rimani tu solo a respingere tutti i banditi di Sindhia che forse fra poche ore saranno qui. I bisonti impediranno loro per il momento di avanzarsi, ma &egrave; certo che finiranno col passare.</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; ti chiama sahib ? &#8211; chiese il gur&uacute; a Kammamuri, osservandolo attentamente.</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; sono un principe maharatto &#8211; rispose il vecchio cacciatore.</p>
<p>&nbsp;- Grandi guerrieri quei maharatti ! E perch&eacute; ti trovi qui?</p>
<p>&nbsp;- Mi ero arruolato sotto le bandiere del Maharajah .</p>
<p>&nbsp;- Avete fame?</p>
<p>&nbsp;- Per ora no. Abbiamo piuttosto bisogno di dormire un paio d&#8217;ore, se i banditi di Sindhia ci lasceranno tranquilli. Andiamo intanto a visitare il sotterraneo e le tombe.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute; si curv&ograve; in avanti tendendo gli orecchi, poi disse:</p>
<p>&nbsp;- Sono gli sciacalli che divorano i vostri cavalli. Siva poteva ben mandar loro una qualche terribile maledizione. Gli uomini che vi danno la caccia devono essere ancora molto lontani. Venite.</p>
<p>&nbsp;Alz&ograve; il lumicino, mentre Kammamuri faceva sfolgorare il fanale della vettura postale, e dopo d&#8217;aver attraversata tutta la pagoda, si ferm&ograve; dinanzi ad una porticina, pure di bronzo, che si apr&iacute; sotto lo scatto d&#8217;una molla.</p>
<p>&nbsp;Apparvero subito dei gradini coperti di muffe umide, che potevano nascondere anche qualche rettile, e poi i tre uomini si trovarono in un sotterraneo abbastanza vasto, occupato tutto da una cinquantina di sarcofaghi di pietra che dovevano essere ben pesanti, e che dovevano racchiudere le spoglie d&#8217;illustri personaggi.</p>
<p>&nbsp;- Ecco qui dei posti sicuri se volete nascondervi e se non avete paura delle ossa umane ormai gi&agrave; polverizzate.</p>
<p>&nbsp;- I morti non ci hanno mai fatto paura, gur&uacute;, &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Possiamo contare sulla tua devozione?</p>
<p>&nbsp;- Mi far&ograve; fare a pezzi prima di denunciarvi &#8211; rispose il sacerdote, facendo scintillare i suoi occhietti neri. &#8211; Quel cane di Sindhia non vi avr&agrave; tanto facilmente. Conservo ancora sul mio corpo le tracce della sua brutalit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri spense il fanale poich&eacute; da una inferriata, aperta quasi a fior di terra, cominciava ad entrare la luce mattutina, poi volgendosi verso il rajaputo, gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Tu che sei forte pi&uacute; di un orso, prova a smuovere una di quelle pietre. Non hai paura dei morti tu?</p>
<p>&nbsp;- Ah no, sahib, &#8211; rispose il gigante. &#8211; E dovremo proprio nasconderci l&iacute; dentro?</p>
<p>&nbsp;- Se vuoi salvare la pelle!&#8230; Pensa che fra qualche ora i banditi di Sindhia saranno qui.</p>
<p>&nbsp;- Ed il carrozzino che abbiamo lasciato fuori? Pei cavalli non mi preoccupo: ormai gli sciacalli li avranno spolpati.</p>
<p>&nbsp;- Vorresti forse tornar fuori?</p>
<p>&nbsp;- Lasciate fare a me, sahib &#8211; disse il gur&uacute;. &#8211; Spezzer&ograve; la mia lampada e lo brucer&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Le nostre tracce le troveranno egualmente.</p>
<p>&nbsp;- Io nulla ho udito, e nulla veduto. Ad un gur&uacute; si pu&ograve; credere. Non perdete tempo, sahib. Gli uomini di Sindhia possono giungere da un momento all&#8217;altro. &Egrave; vero che ci vorr&agrave; del tempo per scassinare la pesante porta di bronzo.</p>
<p>&nbsp;- Seppelliamoci vicini &#8211; disse Kammamuri al gigante. &#8211; Cos&iacute; potremo aiutarci meglio.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib, &#8211; rispose il docile rajaputo. &#8211; Lascia fare a me.</p>
<p>&nbsp;Si avvicin&ograve; ad un sarcofago molto grosso, che aveva molti emblemi intorno, afferr&ograve; la pesante pietra che lo copriva, e colla sua forza prodigiosa la fece scorrere quel tanto che bastava al passaggio di un uomo.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute;, che teneva ancora la sua lampada, e Kammamuri guardarono dentro la tomba di pietra.</p>
<p>&nbsp;Non vi erano che poche ossa, un teschio umano e due tarwar assai arrugginiti.</p>
<p>&nbsp;- Quel muso veramente non &egrave; bello, e non far&agrave; piacere ad averlo vicino &#8211; disse il maharatto scherzando.</p>
<p>&nbsp;- Io te lo lever&ograve;, sahib, e lo getter&ograve; nell&#8217;ossario della pagoda.</p>
<p>&nbsp;- Tu sei un brav&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;- E tu avrai la forza di chiudere il sepolcreto del mio compagno? Pesano enormemente questi coperchi di pietra.</p>
<p>&nbsp;- Mi prover&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Non vi preoccupate &#8211; disse il rajaputo. &#8211; Colle mani e coi piedi mi chiuder&ograve; da me. Non ti cacci dentro, sahib ? Mi pare di udire delle voci lontane.</p>
<p>&nbsp;- Sono pronto &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Fa&#8217; in modo che vi penetri un po&#8217; d&#8217;aria.</p>
<p>&nbsp;- Allora sbrighiamoci &#8211; disse il gur&uacute;. &#8211; Non vorrei perdervi.</p>
<p>&nbsp;Prese il teschio e le ossa, e per il momento le depose in un canto, poi si diresse verso la tomba scelta dal maharatto, segu&iacute;to dall&#8217;erculeo rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Peccato non poter fumare! &#8211; disse Kammamuri. &#8211; L&#8217;odore ci tradirebbe.</p>
<p>&nbsp;Scese nell&#8217;avello e vi si coric&ograve; tutto lungo, mettendosi le armi a fianco e posando la testa sulla casacca a doppio.</p>
<p>&nbsp;- Chiudi pure, rajaputo &#8211; disse. &#8211; Siamo vicini e potremo egualmente chiacchierare e aiutarci a vicenda.</p>
<p>&nbsp;- Lascia fare a me, sahib &#8211; rispose il gigante.</p>
<p>&nbsp;La pietra fu subito collocata a posto, poi fu scoperchiata la seconda tomba, la quale si trovava ad un solo metro di distanza da quella del maharatto.</p>
<p>&nbsp;Come la prima non conteneva che delle ossa ormai ridotte in polvere, ed invece del tarwar, due vecchie pistole a pietra, che dovevano datare da qualche secolo.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo che aveva mossa la pietra lanci&ograve; dentro la tomba uno sguardo quasi sdegnoso, poi vi discese lestamente, e distesosi rimise a posto il coperchio servendosi delle mani e dei piedi.</p>
<p>&nbsp;- Puoi andare, gur&uacute;, &#8211; disse. &#8211; Io sto benissimo qui. Cerca di mandare i cavalieri di Sindhia il pi&uacute; lontano che sar&agrave; possibile.</p>
<p>&nbsp;- Non entreranno facilmente &#8211; rispose il sacerdote. &#8211; Sono un gur&uacute;, e questa &egrave; un&#8217;antica pagoda assai venerata.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa importa a quelle canaglie? Non hanno paura nemmeno della dea Kal&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Se avrai fame, chiamami.</p>
<p>&nbsp;- Ho con me una bottiglia di birra e dei biscotti e mi basteranno per ora &#8211; rispose il sepolto vivo. &#8211; Va&#8217; a terminare le tue faccende e lasciami dormire qualche ora se &egrave; possibile.</p>
<p>&nbsp;- Io lo spero. I cavalieri non sono ancora giunti sotto la pagoda. Se verranno non mancher&ograve; di avvertirti. Addio, sahib; riposa tranquillo.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute; raccolse le ossa e le fece sparire attraverso una botola; poi risal&iacute; la scala borbottando.</p>
<p>&nbsp;- Sahib! &#8211; disse quasi subito il rajaputo. &#8211; Mi odi?</p>
<p>&nbsp;- Perfettamente bene &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Queste pietre sono molto sonore.</p>
<p>&nbsp;- Dormi?</p>
<p>&nbsp;- Sto per chiudere gli occhi.</p>
<p>&nbsp;- E non pensi ai banditi che forse sono vicini?</p>
<p>&nbsp;- Non ci penso affatto. Avranno molto da fare a scovarci. Chi si potrebbe immaginare che noi siamo qui? E poi, vi &egrave; il gur&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Che sia un uomo leale?</p>
<p>&nbsp;- Lo credo &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; &Egrave; un nemico di Sindhia, col quale ha da accomodare qualche vecchio conto. Ti assicuro che ci protegger&agrave; a tutta oltranza.</p>
<p>&nbsp;- Vuoi che dormiamo, sahib ?</p>
<p>&nbsp;- Ne avrei veramente bisogno. Il giaciglio peraltro &egrave; terribilmente duro.</p>
<p>&nbsp;- Hai le tue armi?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Allora possiamo chiudere gli occhi e riposarci un momento. Saremo pi&uacute; freschi e pi&uacute; lesti, se vi sar&agrave; bisogno di&#8230;</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ascolt&ograve; invano il seguito della frase. Il suo compagno gi&agrave; si era addormentato e russava.</p>
<p>&nbsp;- Cerchiamo d&#8217;imitarlo &#8211; disse voltandosi sull&#8217;altro fianco. &#8211; Di un po&#8217; di riposo ne ho assolutamente bisogno.</p>
<p>&nbsp;E si allung&ograve; fra le poche ceneri rimaste nella tomba, mettendosi subito anche lui a sonare il contrabbasso.</p>
<p>&nbsp;Il gur&uacute;, vecchio e dormiglione, non tard&ograve; a imitarli.</p>
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		<title>LA NOTTE NELLA «JUNGLA»</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 12:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO IX &#160; &#160;LA NOTTE NELLA &#171;JUNGLA&#187; &#160; &#160;Il rajaputo e Kammamuri, prima che la vettura si rovesciasse, erano saltati lestamente a terra, mentre il corriere veniva gettato a dieci passi di distanza, in mezzo, per sua fortuna, ad un enorme cumulo di foglie secche. &#160;I cavalli, imbarazzati fra i tiranti, non si erano pi&#250; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO IX</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;LA NOTTE NELLA &laquo;JUNGLA&raquo;</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Il rajaputo e Kammamuri, prima che la vettura si rovesciasse, erano saltati lestamente a terra, mentre il corriere veniva gettato a dieci passi di distanza, in mezzo, per sua fortuna, ad un enorme cumulo di foglie secche.</p>
<p>&nbsp;I cavalli, imbarazzati fra i tiranti, non si erano pi&uacute; mossi. Nitrivano bens&iacute; disperatamente come per chiedere aiuto agli uomini contro la formidabile fiera che si era annunciata, forse ancora digiuna, fors&#8217;anche non sola.</p>
<p>&nbsp;- Sahib, &#8211; disse il corriere, il quale aveva raggiunto prontamente i cavalli tentando di calmarli &#8211; voi siete meglio armati di me: aiutatemi a levarmi d&#8217;impiccio.</p>
<p>&nbsp;- Noi siamo pronti &#8211; rispose Kammamuri, il quale aveva gi&agrave; armata la carabina, inginocchiandosi dietro al carrozzino. &#8211; Non siamo uomini da aver paura d&#8217;una od anche pi&uacute; tigri.</p>
<p>&nbsp;- Devo far alzare i cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Finch&eacute; la bestia o le bestie non si presentano te lo proibisco. Hanno le gambe rotte?</p>
<p>&nbsp;- No: sarebbero pronti a ripartire sahib. Se tu lo volessi li rimetto in piedi e torno a lanciarli.</p>
<p>&nbsp;- Tu non conosci le b&acirc;ghs.</p>
<p>&nbsp;- So che sono cattive ed audacissime. Non &egrave; la prima volta che mi assalgono anche su grandi strade fiancheggiate da boschi o da jungle.</p>
<p>&nbsp;- Sei un uomo fortunato, perch&eacute; vedo che non ti manca nemmeno un braccio.</p>
<p>&nbsp;- Ho perduto un orecchio, sahib, e porto sul mio petto le tracce di tre unghiate.</p>
<p>&nbsp;- Speriamo questa volta di salvare l&#8217;altro tuo orecchio &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Quelle bestie avranno da fare i conti non gi&agrave; colle tue pistole bens&iacute; colle nostre carabine. &Egrave; vero rajaputo?</p>
<p>&nbsp;- E quando sparano difficilmente falliscono &#8211; disse il gigante. &#8211; Una tigre, dopo tutto, non &egrave; un rinoceronte inferocito e spinto a corsa sfrenata.</p>
<p>&nbsp;Quei bestioni fanno molta paura.</p>
<p>&nbsp;- Aspettiamo adunque? chiese il conduttore della posta.</p>
<p>&nbsp;- Non c&#8217;&egrave; altro da fare, se vuoi salvare i tuoi cavalli &#8211; rispose il maharatto.</p>
<p>&nbsp;Si alz&ograve;, stacc&ograve; il fanale il quale splendeva magnificamente, avendo una grossa lente di quarzo, e disse al rajaputo:</p>
<p>&nbsp;- Alza la vettura.</p>
<p>&nbsp;- Insieme con un cavallo?</p>
<p>&nbsp;- No, no, lascia tranquille le bestie, almeno per ora. Le stanghe si sono spezzate?</p>
<p>&nbsp;- No, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Allora alza.</p>
<p>&nbsp;Il gigante che, come si sa, era dotato d&#8217;una forza pi&uacute; che straordinaria, rimise il carrozzino sulle sue due ruote.</p>
<p>&nbsp;- Tu sei un uomo prodigioso &#8211; disse Kammamuri, deponendo il grosso fanale sul primo sedile. &#8211; Ora ci divertiremo un po&#8217;. Peccato che non vi siano con noi il Maharajah ,il mio padrone e la Tigre della Malesia. Che terzetto formidabile!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Va&#8217; a chiamarli, sahib, se ne hai tempo &#8211; disse il rajaputo. &#8211; Come vedi, qui ci sono tre cavalli e di razza.</p>
<p>&nbsp;- Per farmi prendere dai banditi di Sindhia? Oh, che pessimo consiglio mi d&agrave;i.</p>
<p>&nbsp;- Credo anch&#8217;io che non sia affatto buono &#8211; rispose il gigante. &#8211; Signora b&acirc;gh, siamo pronti a farvi un&#8217;accoglienza degna dei vostri denti e delle vostre unghie.</p>
<p>&nbsp;- Non scherzare, &#8211; disse in quel momento il corriere, il quale si era pure rifugiato dietro al carrozzino, tenendo in pugno le sue lunghissime pistole. &#8211; Io ho gi&agrave; veduto la tigre spiccare un gran salto e scomparire in mezzo ai bamb&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- A quale distanza? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- A non pi&uacute; di cinquanta passi.</p>
<p>&nbsp;- Che occhi hai tu?&#8230; Possono competere con quelli del cacciatore di topi delle cloache di Gauhati.</p>
<p>&nbsp;- Chi &egrave; quell&#8217;uomo?</p>
<p>&nbsp;- Te lo dir&ograve; un&#8217;altra volta. Ora dobbiamo occuparci della b&acirc;gh, che affermi di aver veduto. Apri gli orecchi allora ed ascolta!</p>
<p>&nbsp;La tigre aveva lanciato nuovamente il suo lugubre urlo di guerra, facendo rintronare la jungla.</p>
<p>&nbsp;Pareva che fosse sola, ma Kammamuri non si fidava affatto. Sapeva benissimo che i maschi sono sempre accompagnati dalla femmina, la quale lotta con un coraggio disperato, specialmente se conduce con s&eacute; dei tigrotti.</p>
<p>&nbsp;- Nemmeno questa notte dormiremo &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Se non hai paura di farti strappare la testa od una gamba, avvolgiti nella gualdrappa del tuo mongolo e lasciami la tua carabina.</p>
<p>&nbsp;- Oh, mai sahib! Tu giuochi la tua vita e giocher&ograve; anch&#8217;io la mia.</p>
<p>&nbsp;- Mi aspettavo questa risposta, mio valoroso.</p>
<p>&nbsp;- Apriamo allora gli occhi.</p>
<p>&nbsp;- Bisognerebbe coprire il fanale &#8211; disse il corriere. &#8211; Scorgendo tanta luce le b&acirc;ghs non oseranno gettarsi contro di noi.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; presto fatto &#8211; disse il rajaputo prendendo la coperta del suo mongolo. &#8211; Le stelle questa sera sono grosse come ben poche volte le ho vedute.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Si direbbe che stanno per cadere sulla jungla. &raquo;</p>
<p>&nbsp;- Bada che non ti cada addosso qualche stella gialla e nera armata di denti e di artigli, &#8211; disse Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Sulla gigantesca macchia si era alzato un forte venticello notturno, il quale faceva frusciare le altissime cime dei bamb&uacute;, rivestite di lunghissime foglie.</p>
<p>&nbsp;Quel sussurr&iacute;o non era da nessuno desiderato, poich&eacute; bastava a coprire l&#8217;avanzata agile della b&acirc;gh.</p>
<p>&nbsp;Se in alto l&#8217;aria era un po&#8217; fresca, sotto i giganteschi vegetali passavano invece di quando in quando dei soffi caldissimi impregnati di odori pi&uacute; che cattivi. Erano ondate di miasmi che si rovesciavano sulla bassa jungla, prodotti dalla corruzione delle piante ed anche dei numerosi carcami non completamente spolpati dagli sciacalli e dal leopardi.</p>
<p>&nbsp;Le tigri, pi&uacute; signore, soddisfatta la fame, abbandonano la preda e non la toccano pi&uacute;. Quelle bestie malvagie vogliono sempre carne palpitante e sangue caldo, sicch&eacute; molte carogne rimangono disseminate qua e l&agrave; a corrompere l&#8217;aria.</p>
<p>&nbsp;I tre uomini, inginocchiati dietro la vettura postale, aspettavano sempre animosamente il mangiatore d&#8217;uomini coll&#8217;intenzione di mandarlo pieno di piombo in qualche paradiso o in qualche inferno.</p>
<p>&nbsp;Due urli echeggiarono in quel momento nella jungla.</p>
<p>&nbsp;- Sono in due &#8211; disse il rajaputo. &#8211; Che ci attacchino da due parti?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; probabile &#8211; rispose Kammamuri, il quale gi&agrave; s&#8217;inquietava assai. &#8211; Scopri il fanale. Almeno vedremo da quale parte giungeranno. Se si fosse trattato d&#8217;una sola bestia, avremmo potuto sparare anche senza questo getto di luce, ma due!&#8230; Corriere, sono tranquilli i cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Faccio una fatica enorme, sahib, per impedire loro di rialzarsi.</p>
<p>&nbsp;- Fuggirebbero a corsa sfrenata senza di noi.</p>
<p>&nbsp;- Lo so, sahib, ed &egrave; per questo che non li abbandono un solo istante. Mi duole che non posso esservi di nessun aiuto.</p>
<p>&nbsp;- Lascia fare a noi &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Come ti ho detto, non siamo alle nostre prime cacce.</p>
<p>&nbsp;- Si vede dalla vostra tranquillit&agrave; &#8211; rispose il corriere, il quale aveva posato le due lunghe pistole presso al cavallo di mezzo per aiutare i suoi salvatori.</p>
<p>&nbsp;- Ehi, rajaputo, niente ancora? &#8211; chiese il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- No, sahib &#8211; rispose il gigante. &#8211; Si direbbe che ormai le b&acirc;ghs hanno cenato e non hanno pi&uacute; bisogno delle nostre costolette.</p>
<p>&nbsp;- Uhm! Aspetta un po&#8217;, e vedrai, amico. Sono furbe, ed agiscono con estrema prudenza.</p>
<p>&nbsp;- Taci, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Un frusc&iacute;o dinanzi a noi; &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;- Ed un soffio d&#8217;aria impregnata d&#8217;un certo odor di selvatico &#8211; rispose il rajaputo &#8211; Tu pensa a quella che si avanza diritta verso di te; io m&#8217;incarico dell&#8217;altra.</p>
<p>&nbsp;Il momento era terribile. Le due b&acirc;ghs dovevano trovarsi a breve distanza, poich&eacute; le loro esalazioni di selvatico si facevano sentire, portate dalla brezza notturna, che di quando in quando cambiava direzione.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ed il rajaputo spalancavano gli occhi, mentre il corriere faceva sforzi sovrumani per trattenere i cavalli, i quali erano assaliti da intensi tremiti. Le povere bestie sentivano le implacabili nemiche, e cominciavano ad essere invase da un pazzo terrore.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto il rajaputo ricopr&iacute; il fanale, s&#8217;inginocchi&ograve;, alz&ograve; la carabina, poi fece fuoco in direzione di due punti luminosi che vedeva dinanzi a s&eacute;.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;ombra pass&ograve; sopra la carrozza postale e cadde tre metri dinanzi al maharatto.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;occasione era favorevole. Il vecchio cacciatore della Jungla neralasci&ograve; cadere la carabina, impugn&ograve; una delle sue pistole a due colpi e scopr&iacute; il fanale.</p>
<p>&nbsp;Una tigre gigantesca si era rizzata dinanzi a lui, urlando spaventosamente, ma era subito ricaduta come se avesse qualche zampa fracassata.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri non esit&ograve; un istante a sparare, vedendo distintamente la belva entro il cerchio di luce proiettato dal fanale.</p>
<p>&nbsp;- Atterrata? &#8211; chiese il rajaputo, che accorreva in aiuto del cacciatore.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute; &#8211; rispose semplicemente Kammamuri. &#8211; &Egrave; caduta.</p>
<p>&nbsp;- Morta?</p>
<p>&nbsp;&nbsp;- Pare.</p>
<p>&nbsp;- Non ti fidare, sahib: sparale un colpo di carabina.</p>
<p>&nbsp;- Sarebbe forse una carica sprecata.</p>
<p>&nbsp;- Da&#8217; retta a me, sahib.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto, un po&#8217; impressionato per quella insistenza, aveva raccolto la sua grossa arma e stava per puntarla, quando la bestia gigantesca, che egli credeva di aver uccisa, si gett&ograve; con un gran balzo addosso ai cavalli, addent&ograve; il corriere per la nuca e lo port&ograve; via colla stessa facilit&agrave; come se si fosse trattato d&#8217;un fanciullo, scomparendo subito nella jungla.</p>
<p>&nbsp;Non vi era nulla di straordinario in quel fatto. Le tigri, al pari dei giaguari americani, possono resistere a parecchie palle; e con la loro forza straordinaria riescono, anche ferite, a saltare stecconate alte due o pi&uacute; metri, portandosi in bocca un vitello del peso di cento cinquanta chilogrammi, se non pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri mand&ograve; un grido fortissimo:</p>
<p>&nbsp;- Rajaputo,tieni fermi i cavalli; se fuggono, noi siamo perduti.</p>
<p>&nbsp;- E quel disgraziato? &#8211; chiese il gigante, mentre si slanciava verso i tre corsieri, che stavano gi&agrave; per alzarsi, e li abbatteva nuovamente con pugni formidabili</p>
<p>&nbsp;- Hai paura a rimanere qui senza il fanale?</p>
<p>&nbsp;- No, quantunque debba pensare ai cavalli ed alla seconda b&acirc;gh che nessuno sa da qual parte ci piomber&agrave; addosso.</p>
<p>&nbsp;- Taglia le cinghie alla vettura e lega solidamente le gambe ai trottatori. Cos&iacute; sarai pi&uacute; libero di difenderti.</p>
<p>&nbsp;- E poi li ritroveremo sventrati.</p>
<p>&nbsp;- Per Siva, che cosa fare? &#8211; si chiese Kammamuri, cacciandosi le mani sotto il turbante. &#8211; Lasceremo noi divorare quell&#8217;uomo mentre abbiamo delle armi?</p>
<p>&nbsp;- A quest&#8217;ora sar&agrave; morto &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Un colpo di dente di quelle bestiacce, e la colonna vertebrale viene spezzata come se fosse una festuca.</p>
<p>&nbsp;- Eppure io devo tentare di trovarlo o di vendicarlo.</p>
<p>&nbsp;- Non osare tanto, sahib! Pensa che le tigri sono due.</p>
<p>&nbsp;- Sarebbe una vigliaccheria. Un vecchio cacciatore non pu&ograve; rimanere inattivo dinanzi ad un tal fatto&#8230; Hai legato le zampe ai cavalli?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, ho finito.</p>
<p>&nbsp;- Allora aspettami.</p>
<p>&nbsp;Proprio in quel momento, sotto gli altissimi bamb&uacute;, si ud&iacute; una voce umana gridare due volte:</p>
<p>&nbsp;- Aiuto!</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uomo che aveva lanciato quell&#8217;appello disperato non doveva essere lontano pi&uacute; di un centinaio di metri.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri prese il fanale, arm&ograve; la carabina gi&agrave; da lui caricata a grossa mitraglia, che certe volte riesce di miglior effetto d&#8217;una sola palla, e si slanci&ograve; attraverso la tenebrosa macchia, risoluto a ritrovare, vivo o morto, il disgraziato corriere.</p>
<p>&nbsp;Fece velocemente una cinquantina di passi, poi si arrest&ograve; in mezzo a due grossi bamb&uacute; e si mise in ascolto.</p>
<p>&nbsp;Gli parve di udire delle foglie secche scrosciare un po&#8217; pi&uacute; innanzi a lui e poi un sordo mugolio.</p>
<p>&nbsp;- La b&acirc;gh che ha portato via il corriere mi &egrave; vicina &#8211; disse fra s&eacute; il coraggioso maharatto.</p>
<p>&nbsp;Alz&ograve; il fanale e si mise a gridare a pieni polmoni:</p>
<p>&nbsp;- Vengo in tuo aiuto! Se puoi, tieni saldo, conduttore della posta!</p>
<p>&nbsp;Un grido rispose subito:</p>
<p>&nbsp;- Sono&#8230; ferito&#8230; la b&acirc;gh&#8230; la b&acirc;gh.</p>
<p>&nbsp;In quella voce vi era uno spavento orribile. Non pareva nemmeno pi&uacute; una voce umana; era una specie di ululato.</p>
<p>&nbsp;Disprezzando ogni pericolo, cogli occhi in guardia e gli orecchi tesi, il maharatto si avanzava entro una specie di solco che pareva fosse stato appena aperto.</p>
<p>&nbsp;Da una parte e dall&#8217;altra si alzavano sempre i bamb&uacute;, collegati di quando in quando da quella specie di piante che in commercio vengono chiamate canne d&#8217;India, le quali hanno talvolta una larghezza di oltre trecento metri.</p>
<p>&nbsp;Aveva percorsi altri quaranta o cinquanta passi, quando si vide comparire improvvisamente dinanzi, entro il raggio luminoso proiettato dal fanale, una tigre. Era quella che aveva portato via il corriere o la sua compagna?</p>
<p>&nbsp;Kammamuri non se lo chiese due volte. La belva, abbagliata dalla luce, si era bruscamente fermata, brontolando sordamente.</p>
<p>&nbsp;Era il buon momento per far fuoco e quasi a brucia pelo.</p>
<p>&nbsp;La grossa carabina rimbomb&ograve; come una spingarda sotto i folti vegetali rumoreggiando stranamente, e quasi nello stesso tempo si ud&iacute; un urlo terribile.</p>
<p>&nbsp;La b&acirc;gh era stata mitragliata, a soli cinque metri di distanza, in pieno muso.</p>
<p>&nbsp;- Ah, ci sei, amica! &#8211; disse Kammamuri, impugnando una pistola. &#8211; Devo averti accecata completamente, e devo averti strappato il naso.</p>
<p>&nbsp;Si avanz&ograve; con precauzione, spingendo sempre avanti il fanale, e poco dopo vide distesa e senza vita la belva che aveva colpita.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;ho sempre detto io che le nostre grosse carabine malesi sono le meglio adatte per le grosse cacce! &#8211; mormor&ograve; Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Proiett&ograve; la luce sulla b&acirc;gh e vide subito che non si era ingannato. Le grosse pallottole avevano strappato occhi, naso e labbra prima di conficcarsi nel cervello.</p>
<p>&nbsp;La testa era irriconoscibile, e perdeva sangue da dieci o quindici ferite.</p>
<p>&nbsp;- Ora che ho sbrigata la via, pensiamo al corriere &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Io ho fatto tutto ci&ograve; che era umanamente possibile, e se non lo trover&ograve; vivo non sar&agrave; colpa mia. Ben pochi cacciatori avrebbero osato fare altrettanto.</p>
<p>&nbsp;Diede un nuovo sguardo alla tigre, la quale non si agitava pi&uacute;, e si avanz&ograve; nuovamente proiettando dinanzi a s&eacute; la luce del fanale e gridando:</p>
<p>&nbsp;- Conduttore! Vedi questa luce che si avanza? -.</p>
<p>&nbsp;Nessuno rispose.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri sent&iacute; bagnarsi la fronte d&#8217;un sudore freddo, ed affrett&ograve; il passo, gridando ancora:</p>
<p>&nbsp;- Ehi, corriere, sei vivo o morto? Se sei solamente ferito, rispondi perch&eacute; io possa sapere dove dirigermi.</p>
<p>&nbsp;Anche questa volta silenzio assoluto. Il vento notturno era cessato, e le alte cime dei bamb&uacute; non frusciavano pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto, terribilmente impressionato, stava per chiedersi se non sarebbe stato pi&uacute; prudente tornare verso la vettura postale quando urt&ograve; contro qualche cosa andando a gambe levate.</p>
<p>&nbsp;Quantunque non pi&uacute; giovane, era sempre agile come una pantera, sicch&eacute; in un momento fu di nuovo in piedi, col fanale ancora acceso ed intatto.</p>
<p>&nbsp;Un grido d&#8217;orrore gli sfugg&iacute;. Aveva urtato contro il cadavere del corriere, il quale era quasi sepolto sotto un ammasso di foglie secche.</p>
<p>&nbsp;- Morto! &#8211; esclam&ograve;. &#8211; Ah, disgraziato!</p>
<p>&nbsp;Si curv&ograve; su quel misero corpo e lo scopr&iacute;, mandando qua e l&agrave; le foglie.</p>
<p>&nbsp;- Il rajaputo aveva ragione &#8211; mormor&ograve; rabbrividendo. &#8211; Sono giunto troppo tardi!</p>
<p>&nbsp;La tigre aveva fatto scempio del povero conduttore della corriera postale.</p>
<p>&nbsp;Mezza faccia era stata strappata, un braccio mozzato, ed il petto, squarciato da uno spaventoso colpo d&#8217;unghia, mostrava i visceri.</p>
<p>&nbsp;Non vi era nulla da fare. Non rimaneva che fuggire in fretta per accorrere in aiuto del rajaputo, il quale forse era ancora spiato dalla seconda tigre.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri lasci&ograve; ricadere il cadavere, lo ricopr&iacute; di foglie, riprese il fanale e si mise in corsa.</p>
<p>&nbsp;Quell&#8217;uomo, che tante belve aveva abbattute, insieme con Tremal-Naik, nelle Sunderbunds del Gange, cominciava a sentirsi invadere da un terrore invincibile.</p>
<p>&nbsp;E correva, correva come un pazzo, tenendo la pistola puntata, poich&eacute; non aveva pi&uacute; pensato a ricaricare la carabina.</p>
<p>&nbsp;E non aveva torto di perdere la sua audacia ed il suo sangue freddo, dopo aver dato cos&iacute; grande prova di coraggio.</p>
<p>&nbsp;Non &egrave; solamente colle tigri che si ha da fare nelle umide e tenebrose jungle. Ben altri animali, non meno pericolosi, possono apparire da un momento all&#8217;altro dinanzi all&#8217;uomo che osa attraversarle, e straziarlo a colpi d&#8217;unghie, o fulminarlo con un veleno potente, o stritolarlo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;Indostan &egrave; la regione dove le belve sono in maggior numero che in qualunque altro paese del mondo. Le stragi che compiono le tigri, i leopardi, ed i serpenti soprattutto, sono incredibili.</p>
<p>&nbsp;Neppure le grandi battute degli ufficiali inglesi, i quali possono disporre di elefanti ammaestrati, di bande di cani e di schiere di cipai a cavallo, non hanno mai diminuito il numero delle belve feroci, cos&iacute; avide della carne umana.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, che conosceva tutti i pericoli della maledetta jungla, aveva ben ragione dunque di essere inquieto, anzi spaventato.</p>
<p>&nbsp;Oltre a temere della seconda tigre poteva accadergli di mettere i piedi su qualche cobra o su qualche pitone, e cader morto prima di aver riveduto il fedele rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Fortunatamente aveva sempre il fanale e tutte le bestie, come si sa, temono la luce, specialmente se viene proiettata direttamente su di loro.</p>
<p>&nbsp;Dopo avere percorso pi&uacute; di duecento metri, s&#8217;accorse, con suo grande spavento, di aver preso un altro sentiero che forse non lo avrebbe condotto alla vettura postale.</p>
<p>&nbsp;- Ho perduto la via! &#8211; esclam&ograve;, fermandosi di colpo. &#8211; Durer&agrave; questo fanale tanto da permettermi di raggiungere il rajaputo ? Quale pazzia ho commesso ad andare in cerca del corriere! E fossi almeno riuscito a salvarlo!</p>
<p>&nbsp;Aveva ripreso il suo sangue freddo. Il suo cuore e le sue tempie, non battevano pi&uacute; come prima quando pareva volessero spezzarsi.</p>
<p>&nbsp;Ben altre terribili avventure aveva affrontate nella Jungla nera abitata, oltre che dalle belve, dagli strangolatori di Rajmangol.</p>
<p>&nbsp;Scosse la lampada ed un sospiro di soddisfazione gli usc&iacute; dalle labbra. Era ancora quasi piena, quantunque da due ore bruciasse.</p>
<p>&nbsp;Forse il corriere l&#8217;aveva riempita prima di giungere nei pressi della trappola.</p>
<p>&nbsp;- E quel povero rajaputo che cosa penser&agrave; di me non vedendomi ritornare? Se fosse fuggito sul carrozzino? No, &egrave; impossibile; quell&#8217;uomo &egrave; troppo fedele e non ha paura. Sono certo di ritrovarlo presso i cavalli.</p>
<p>&nbsp;Illumin&ograve; tutt&#8217;intorno il terreno per vedere se vi erano dei rettili, depose il fanale, si appoggi&ograve; ad un bamb&uacute;, e sua prima precauzione fu di ricaricare la carabina a mitraglia. Gi&agrave;, nelle pistole non aveva molta fiducia, quantunque quelle indiane siano armi buonissime, di una portata abbastanza lunga e di sufficiente penetrazione.</p>
<p>&nbsp;- Ors&uacute;, andiamo in cerca del rajaputo &#8211; disse. &#8211; In due ci difenderemo meglio; e poi noi dobbiamo riprendere al pi&uacute; presto il nostro viaggio, se vogliamo salvare il signor Yanez, il mio padrone ed il signor Sandokan. Resisteranno ancora? Io lo spero perch&eacute; hanno cavalli, elefanti e mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;Si guard&ograve; ancora intorno, poi rassicurato un po&#8217; dal silenzio che regnava nella jungla, si mise in moto cercando di orientarsi. Ma non era cosa facile fra tutti quei vegetali, che sorgevano ad ogni passo sempre pi&uacute; alti, sempre pi&uacute; fitti e avvinghiati da piante parassite.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri stava per oltrepassare una specie di cortina vegetale formata da spessi calamus, quando ud&iacute; dietro di s&eacute; un frusc&iacute;o.</p>
<p>&nbsp;- Un altro seccatore! &#8211; mormor&ograve;. &#8211; Vediamo se si tratta di un seccatore o di una seccatrice. Ad ogni modo ha da fare i conti colla mia carabina, questo importuno, sia maschio o sia femmina.</p>
<p>&nbsp;Stette fermo un minuto, ascoltando sempre, e gli parve udire un grugnito.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri depose la lanterna al piede di un grosso albero di tamarindo e stette in ascolto.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;ombra nera si disegn&ograve; nel cerchio di luce proiettato dalla lanterna.</p>
<p>&nbsp;- To&#8217;, chi si vede! Ti conosco bene io, e conosco pure le tue brutte abitudini &#8211; mormor&ograve; il maharatto, mettendosi al riparo dietro il tronco del tamarindo.</p>
<p>&nbsp;Era un animale strano che nulla aveva che fare colle tigri e coi leopardi: un animale dal corpo tozzo e corto, le zampe basse, il muso assai sporgente e terminante in una specie di triangolo. Il suo corpo era coperto da un folto pelame quasi lucido.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;orso si era alzato sulle zampe deretane e si precipitava innanzi furiosamente urlando e dimenando le zampe anteriori, pronto ad affondare le sue robuste unghie nella carne del disgraziato.</p>
<p>&nbsp;Si sa gi&agrave; che il prode maharatto possedeva il sangue freddo di Yanez, perci&ograve; non perdette affatto la testa. La Tigre della Malesia si sarebbe lanciata all&#8217;attacco anche armata di un semplice coltello, e fors&#8217;anche Tremal-Naik.</p>
<p>&nbsp;Prese la mira e spar&ograve; a tre soli passi di distanza. L&#8217;orso ricadde sulle sue quattro zampe mandando un urlo feroce, poi si slanci&ograve; di gran corsa attraverso la jungla con una rapidit&agrave; sorprendente. Pareva che un uragano lo spingesse.</p>
<p>&nbsp;In un momento, prima ancora che il maharatto avesse avuto il tempo di mettere mano alle pistole o alla scimitarra, fu fuori di vista.</p>
<p>&nbsp;Si era ricacciato nella jungla portandosi probabilmente in corpo la palla di carabina.</p>
<p>&nbsp;- Corri pure &#8211; disse Kammamuri &#8211; ma non andrai molto lontano. Ti ho tirato a bruciapelo, e nel momento in cui sparavo le mie mani non tremavano. Io non ho il sangue ardente del signor Sandokan.</p>
<p>&nbsp;Si permise il lusso di riposarsi cinque minuti, niente affatto spaventato dagli urli dei coccodrilli nuotanti fra le fangose acque della jungla inondata, ricaric&ograve; l&#8217;arma e si rimise in cammino, deciso a raggiungere il rajaputo prima che le sue forze messe cos&iacute; a dura prova, lo tradissero.</p>
<p>&nbsp;Camminava come l&#8217;ebreo errante, o, meglio, come un ebbro, colle pupille dilatate e il cuore palpitante. Si sentiva ormai completamente sperduto e non sapeva pi&uacute; da qual parte dirigersi.</p>
<p>&nbsp;Luccicavano bens&iacute; nel cielo le stelle, ma sotto gli alti bamb&uacute; regnava sempre un&#8217;oscurit&agrave; paurosa.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri rifece il sentiero che aveva percorso, e giunse ben presto presso la macchia degli alberi del ferro che gli aveva servito di rifugio.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto un grido di lieta sorpresa gli sfugg&iacute; dalle labbra.</p>
<p>&nbsp;Egli aveva inciampato nel corpo dell&#8217;orso.</p>
<p>&nbsp;- Morto! &#8211; disse Kammamuri, respirando a lungo. &#8211; Mi rincresce; ma la mia pelle credo valga ancora qualche cosa. Un gur&uacute; mi ha predetto che camper&ograve; quanto un coccodrillo. Ma io non lo so quanto vivono quelle bestiacce.</p>
<p>&nbsp;Estrasse la scimitarra, un&#8217;arma affilatissima e pesante, si accost&ograve; alla bestia, e con pochi colpi gli stacc&ograve; una zampa deretana.</p>
<p>&nbsp;- Ci servir&agrave; domani &#8211; mormor&ograve;. &#8211; Abbandonare tutto agli sciacalli, che non hanno fatto nulla per guadagnarsi la cena, non va. Tolgo loro almeno uno dei migliori bocconi. Il rajaputo, se sar&agrave; ancora vivo, non si mostrer&agrave; scontento di questo regalo.</p>
<p>&nbsp;Si leg&ograve; lo zampone dietro le spalle con una solida funicella, e riprese l&#8217;interminabile marcia, cercando di giungere al grande strappo della jungla, il solo che avrebbe potuto guidarlo alla corriera postale.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri tent&ograve; un&#8217;ultima volta di orientarsi, e dopo aver percorsi appena cinquecento metri, si trov&ograve; improvvisamente dinanzi al grande strappo.</p>
<p>&nbsp;- Sono salvo! &#8211; esclam&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Lev&ograve; la pistola e spar&ograve; due colpi, con un po&#8217; d&#8217;intervallo fra l&#8217;uno e l&#8217;altro, per richiamare l&#8217;attenzione del rajaputo, non credendo ancora che fosse morto o fuggito, e si mise in ascolto.</p>
<p>&nbsp;Pochi secondi dopo echeggiavano altre due pistolettate, sparate forse alla distanza di cinquecento metri.</p>
<p>&nbsp;- Ah, il brav&#8217;uomo! &#8211; grid&ograve; Kammamuri. &#8211; &Egrave; l&#8217;unico rajaputo veramente fedele.</p>
<p>&nbsp;E con uno sforzo supremo si slanci&ograve; a corsa disperata, gridando a pieni polmoni:</p>
<p>&nbsp;- Tieni fermo! Vengo!</p>
<p>&nbsp;In quel momento il fanale si spense, ma, come abbiamo detto, la notte era abbastanza chiara, e la via ormai cos&iacute; ben delineata che era difficile smarrirsi un&#8217;altra volta.</p>
<p>&nbsp;Correva da un mezzo minuto quando ud&iacute; le sonagliere dei cavalli tintinnare. Il rajaputo segnava con quelle il posto ove si trovava senza sprecare altre munizioni, diventate troppo preziose, specialmente in quei momenti.</p>
<p>&nbsp;Colle mani fece portavoce, e grid&ograve; forte:</p>
<p>&nbsp;- Sei tu, rajaputo?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute; &#8211; rispose quasi subito una voce assai vicina.</p>
<p>&nbsp;- Vivo ancora?</p>
<p>&nbsp;- Credo di s&iacute;, perch&eacute; rispondo.</p>
<p>&nbsp;- Ti porto la cena.</p>
<p>&nbsp;- Ed io, sahib, preparer&ograve; un bel fuoco.</p>
<p>&nbsp;- I cavalli sono fuggiti?</p>
<p>&nbsp;- Ah, no! Non fuggirebbe nemmeno un orso sotto le mie mani &#8211; rispose il rajaputo, alzando la sua poderosa voce baritonale.</p>
<p>&nbsp;- Eccomi!</p>
<p>&nbsp;- Ti aspetto, sahib.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, quantunque si sentisse completamente sfiatato, si dette un ultimo slancio e and&ograve; a cadere addosso ai tre cavalli della vettura postale, le cui zampe non erano state ancora liberate dalle cinghie.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo, il quale aveva gi&agrave; acceso un bel fuoco, corse verso di lui, lo sollev&ograve; fra le robuste braccia e lo coric&ograve; sui due cuscini della leggera vettura.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse &#8211; tu sei sfinito.</p>
<p>&nbsp;- Lo credo &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Cammino da cinque o sei ore senza un istante di riposo. Dimmi: l&#8217;hai uccisa la seconda tigre?</p>
<p>&nbsp;- Non ancora; gira e rigira intorno alla vettura.</p>
<p>&nbsp;- Io ho ammazzato la prima.</p>
<p>&nbsp;- E qualche altra bestia ancora, mi pare &#8211; disse il rajaputo. &#8211; Hai un bello zampone d&#8217;orso appeso dietro le spalle.</p>
<p>&nbsp;- Guadagnato duramente! &#8211; esclam&ograve; il maharatto. &#8211; Ah, che notte terribile!</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; sei stato assente tante ore?</p>
<p>&nbsp;- Mi ero sperduto nella jungla e non sapevo pi&uacute; trovare la via del ritorno. Lasciami riposare cinque minuti, ed intanto infilza nella bacchetta di acciaio della tua carabina lo zampone d&#8217;orso. Sono quarantott&#8217;ore che noi non mangiamo.</p>
<p>&nbsp;- Il mio ventricolo &egrave; perfettamente vuoto, sahib. Domanda imperiosamente qualche cosa per riempirsi.</p>
<p>&nbsp;- E tu prepara l&#8217;arrosto.</p>
<p>&nbsp;- E la seconda tigre, sentendo il profumo d&#8217;un cos&iacute; bel pezzo di carne, non torner&agrave; pi&uacute; ferocemente all&#8217;assalto?</p>
<p>&nbsp;- Io non sono ancora morto, e la mia carabina &egrave; scarica. Se la bestia ritorna, tirami le gambe.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib, tu hai un gran bisogno di riposarti. Lascia fare a me. Io non soffro per il sonno; d&#8217;altronde, io sono sempre stato a sedere mentre tu camminavi. Vieni qui, c&ograve;ricati e fidati di me. Non chiuder&ograve; gli occhi finch&eacute; la bestiaccia far&agrave; udire il suo orribile ha &#8211; o- hung.Ma tu hai ancora il fanale!&#8230; C&#8217;&egrave; una bottiglia d&#8217;olio per riempirlo: l&#8217;ho trovata nel cassetto. Che cosa vuoi di pi&uacute;? Dormi finch&eacute; l&#8217;arrosto si cucina.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto, completamente esaurito dalla fame, dalla stanchezza ed anche dalle emozioni, si lasci&ograve; cadere sui due cuscini della carrozza.</p>
<p>&nbsp;Intanto il bravo rajaputo, non meno affamato, colla bacchetta d&#8217;acciaio del fucile e due rami forcuti aveva cominciato ad arrostire il magnifico zampone d&#8217;orso, pesante non meno di quaranta chilogrammi e ben grasso.</p>
<p>&nbsp;Aveva raccolta molta legna secca, vecchi bamb&uacute; ormai morti, e continuava ad alimentare il fuoco. Gli sprazzi di luce, ora infocati ed ora giallastri, si proiettavano sulla jungla, e gli sciacalli, attirati in buon numero dal profumo dell&#8217;arrosto, urlavano rabbiosamente.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo, ormai rassicurato per la presenza del maharatto, che come cacciatore valeva dieci uomini, continuava a girare lo schidione lanciando di quando in quando degli sguardi sospettosi verso il margine della gigantesca macchia, temendo sempre di veder improvvisamente scintillare gli occhi fosforescenti della seconda b&acirc;gh, la quale non doveva essersi certamente allontanata.</p>
<p>&nbsp;Pi&uacute; che altro osservava i cavalli per vedere se davano segno d&#8217;inquietudine. I tre corridori, sdraiati accosti l&#8217;uno all&#8217;altro colle zampe sempre ben legate, stavano tranquilli, quantunque gli urli degli sciacalli risonassero pi&uacute; acuti che mai, lacerando gli orecchi meglio conformati. Era buon segno. Se la b&acirc;gh si fosse trovata vicina, non avrebbero mancato di segnalarla con dei sonori nitriti.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri dorm&iacute; tranquillo un paio d&#8217;ore, poi fu svegliato dalla voce sonora del rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,la cena &egrave; pronta.</p>
<p>&nbsp;- Cena o colazione? &#8211; chiese Kammamuri dopo un paio di sbadigli.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;alba non &egrave; ancora sorta, e credo che dovr&agrave; passare qualche ora prima che il sole si decida a lasciare il suo letto.</p>
<p>&nbsp;- E la tigre?</p>
<p>&nbsp;- Non ne ho avuto pi&uacute; nessuna nuova &#8211; rispose il rajaputo &#8211; ma sono pi&uacute; che mai convinto che si aggiri silenziosamente attorno al nostro piccolo accampamento in attesa del momento buono per lanciarsi all&#8217;attacco. Sai come fanno quelle bestiacce che hanno l&#8217;anima della sanguinaria dea Kal&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Raddoppieremo la vigilanza &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Si potrebbe allontanarla lanciando attraverso la jungla uno dei nostri cavalli. Ormai, essendo morto il corriere, a noi bastano due.</p>
<p>&nbsp;- Volevo farti anch&#8217;io questa proposta, sahib &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Sarebbe l&#8217;unico mezzo per sbarazzarci di quel pericoloso vicino.</p>
<p>&nbsp;- Prima ceniamo, poi vedremo se converr&agrave; sacrificare uno di questi bravi corridori.</p>
<p>&nbsp;- Vorresti raggiungere le montagne con la vettura postale?</p>
<p>&nbsp;- Non lo spero, ma un cavallo di ricambio sta sempre bene.</p>
<p>&nbsp;- Sicch&eacute; lasceremo qui la posta?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; necessario.</p>
<p>&nbsp;- Ed i banditi di Sindhia, si siano allontanati o veglino ancora sui margini della jungla ? </p>
<p>- Lo sapremo pi&uacute; tardi.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri apr&iacute; il cassetto della leggera vettura e vi trov&ograve; dentro una ventina di biscotti, quattro bottiglie di birra ed una buona provvista di tabacco. Vi era inoltre una fiasca di latta che conteneva dell&#8217;olio per il fanale.</p>
<p>&nbsp;- Siamo ricchi! &#8211; esclam&ograve;. &#8211; Se la signora tigre non verr&agrave; a disturbarci, noi faremo una splendida cena. Scommetterei che vi prenderebbero parte volentieri anche il Maharajah ,il mio padrone ed il signor Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Forse a quest&#8217;ora stanno divorando la proboscide o il piede di qualche elefante, due bocconi riservati ai rajah.</p>
<p>&nbsp;- La carne certo non manca nemmeno a loro &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Anzi ne hanno in abbondanza.</p>
<p>&nbsp;Si guard&ograve; intorno, ed avendo scorto alla luce del fal&ograve; un giovane banano, and&ograve; a staccarne una foglia lunga un paio di metri e larga pi&uacute; di mezzo, la quale poteva benissimo servire da piatto.</p>
<p>&nbsp;Prima di mettersi a mangiare il rajaputo tagli&ograve; le pastoie a uno dei cavalli, dopo di avergli messo al collo una sonagliera.</p>
<p>&nbsp;Il cavallo balz&ograve; in piedi, aspir&ograve; fragorosamente l&#8217;aria e poi part&iacute;, ventre a terra, facendo tintinnare in modo indemoniato la sonagliera.</p>
<p>&nbsp;Dopo pochi istanti era scomparso.</p>
<p>&nbsp;- Ora possiamo cenare tranquilli &#8211; disse il rajaputo. &#8211; La b&acirc;gh almeno per il momento non penser&agrave; a noi.</p>
<p>&nbsp;- E se t&#8217;ingannassi? &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Sai bene che i mangiatori d&#8217;uomini preferiscono le bistecche umane a quelle dei cervi, che sono pi&uacute; tenere e pi&uacute; succulente.</p>
<p>&nbsp;- Speriamo che quella bestia maledetta non lo sappia ancora. Ors&uacute;, sahib, l&#8217;arrosto si raffredda.</p>
<p>&nbsp;I due valorosi si sedettero intorno al fal&ograve;, il quale fiammeggiava rapidamente crepitando e lanciando in aria nembi di scintille, e tagliarono il superbo zampone cucinato a puntino.</p>
<p>&nbsp;In lontananza si udiva sempre echeggiare la sonagliera del corridore.</p>
<p>&nbsp;Ora pareva che si avvicinasse, ora che si allontanasse. La lotta fra il nobile animale e la belva feroce doveva essere ormai stata impegnata, ed era una lotta a base di fughe e di ritorni improvvisi che dovevano stancare a poco a poco i due avversari.</p>
<p>&nbsp;Se il primo avesse trovato dei nuovi squarci fra la jungla, avrebbe avuto molte probabilit&agrave; di sfuggire a tutti gli attacchi, poich&eacute; la b&acirc;gh, malgrado la sua forte muscolatura ed il suo slancio impetuoso, non resiste affatto alla velocit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&Egrave; un animale che ha sempre preferito gli agguati e le sorprese improvvise agli inseguimenti.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ed il rajaputo, pi&uacute; che certi di non venire per il momento disturbati, avevano dato un assalto formidabile all&#8217;arrosto, innaffiandolo colle bottiglie di birra trovate nel cassetto della vettura postale ed accompagnandolo con degli eccellenti biscotti. Tenevano bens&iacute; sulle ginocchia le carabine perch&eacute; non erano perfettamente tranquilli. La b&acirc;gh poteva tentare qualche improvviso ritorno, anche se il corridore continuava a galoppare, facendo echeggiare sempre la sonagliera.</p>
<p>&nbsp;- Credo di averne abbastanza &#8211; disse il rajaputo che aveva mangiato per due. &#8211; D&#8217;altronde ero in arretrato di tre pasti.</p>
<p>&nbsp;- Ti senti in forze? &#8211; chiese Kammamuri, accendendo la pipa.</p>
<p>&nbsp;- Ora s&iacute;, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Se noi approfittassimo per fuggire della caccia che d&agrave; la b&acirc;gh al corridore?</p>
<p>&nbsp;- Era infatti quello che pensavo anch&#8217;io. E credi convenga scappare sulla corriera?</p>
<p>&nbsp;- Per ora s&iacute; &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Il carrozzino &egrave; leggero e andremo come il vento.</p>
<p>&nbsp;- E torneremo sulla gran via che conduce alle montagne, o tenteremo la traversata della jungla?</p>
<p>&nbsp;- Non troveremo passaggi sufficienti. Ritorneremo attraverso il grande strappo.</p>
<p>&nbsp;- E se gli uomini del rajah ci attendessero allo sbocco?</p>
<p>&nbsp;- Daremo battaglia &#8211; rispose Kammamuri alzando le spalle. &#8211; Quanti colpi hai tu ancora?</p>
<p>&nbsp;- Sono ben fornito.</p>
<p>&nbsp;- Allora sbrighiamoci.</p>
<p>&nbsp;Attraverso la tenebrosa jungla si udiva sempre la sonagliera del corridore, ora battere rapida ed ora lentamente.</p>
<p>&nbsp;Il povero animale, non avendo trovato dei passaggi, volteggiava furiosamente, e pareva che tentasse di avvicinarsi al fal&ograve; per mettersi sotto la protezione degli uomini.</p>
<p>&nbsp;- Non aspettiamo il suo ritorno &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Ormai quella bestia &egrave; perduta, e presto o tardi cadr&agrave; sotto i denti di qualche grosso carnivoro.</p>
<p>&nbsp;Avvolsero lo zampone nella foglia di banano, lo misero nel cassetto della vettura insieme con due bottiglie di birra ed una dozzina di biscotti, poi tagliarono le cinghie che stringevano le zampe ai due cavalli.</p>
<p>&nbsp;- Attento! &#8211; grid&ograve; Kammamuri. &#8211; Bada che non scappino.</p>
<p>&nbsp;- Tengo le bestie per le narici, e tu sai se io sono forte.</p>
<p>&nbsp;- Tieni fermo un momento solo.</p>
<p>&nbsp;Prese il fanale, lo riemp&iacute; rapidamente di olio e lo accese.</p>
<p>&nbsp;- Se sar&agrave; necessario lo spegneremo pi&uacute; tardi &#8211; borbott&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Lo mise a posto, sal&iacute; a cassetta raccogliendo le briglie, strinse la frusta, e grid&ograve; al rajaputo:</p>
<p>&nbsp;- Su, monta dietro di me.</p>
<p>&nbsp;Il cavallo di mezzo ed il secondo corridore di volata cominciarono subito a impennarsi e parevano impazienti di riprendere lo slancio e filare fino all&#8217;esaurimento completo delle loro forze.</p>
<p>&nbsp;In quel momento si ud&iacute; squillare vicinissima la sonagliera dell&#8217;animale che era stato posto in libert&agrave; per offrire alla ingorda b&acirc;gh una cena.</p>
<p>&nbsp;Si era accorto che la carrozza stava per ripartire, ed accorreva, quantunque ormai esausto, a compiere il suo dovere.</p>
<p>&nbsp;- Dobbiamo aspettarlo? &#8211; chiese il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Ormai quel povero corridore non vale pi&uacute; nulla. Dopo avere percorse due o tre miglia cadrebbe per non pi&uacute; rialzarsi. Rincresce anche a me abbandonarlo e non potere&#8230;</p>
<p>&nbsp;Si interruppe bruscamente, facendo schioccare la frusta, mentre il rajaputo armava la carabina.</p>
<p>&nbsp;Un sonoro nitrito era echeggiato sul margine della jungla, segu&iacute;to dal ben noto urlo della b&acirc;gh sanguinaria.</p>
<p>&nbsp;La sonagliera tintinn&ograve; per qualche istante, poi i campanelli diventarono ad un tratto muti.</p>
<p>&nbsp;Il povero corsiero, dopo aver tentato venti fughe, aveva finito col cadere sotto gli artigli della belva che l&#8217;aspettava al varco, imboscata fra i bamb&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Via! &#8211; grid&ograve; il rajaputo, sparando a casaccio un colpo a mitraglia. &#8211; Via, sahib !</p>
<p>&nbsp;Il maharatto frust&ograve; vigorosamente mandando il grido dei corrieri. I due cavalli, che avevano avuto gi&agrave; quattro o cinque ore di riposo, partirono ventre a terra, ricacciandosi nel grande squarcio.</p>
<p>&nbsp;- Sahib- grid&ograve; il rajaputo &#8211; ricordati della fossa dei rinoceronti. La troveremo sul nostro cammino.</p>
<p>&nbsp;- Lo so &#8211; rispose il maharatto, frustando sempre.</p>
<p>&nbsp;Il leggero legnetto dalle altissime ruote correva come se fosse trasportato da un uragano. Ma trabalzava orribilmente nel varcare gli ostacoli che incontrava.</p>
<p>&nbsp;Pareva che da un momento all&#8217;altro dovesse andare tutto a pezzi.</p>
<p>&nbsp;Percorso qualche miglio, Kammamuri ferm&ograve; i cavalli. Ormai non vi era pi&uacute; pericolo che la tigre li assalisse. Era rimasta troppo indietro, e poi in quel momento doveva essere troppo occupata a divorarsi il cavallo.</p>
<p>&nbsp;- Mancher&agrave; molto a giungere alla trappola dei rinoceronti? &#8211; chiese il rajaputo, il quale aveva paura d&#8217;un altro capitombolo, che non sarebbe certo riuscito cos&iacute; fortunato come il primo.</p>
<p>&nbsp;- Non credo &#8211; rispose Kammamuri, il quale teneva bene strette le briglie. &#8211; Non dobbiamo essere lontani, poich&eacute; i cavalli hanno filato come uno steamer lanciato a tutto vapore.</p>
<p>&nbsp;- Sii prudente.</p>
<p>&nbsp;- Mi ci vorrebbero gli occhi del cacciatore di topi. Disgraziatamente io non li posseggo.</p>
<p>&nbsp;- Sai che nel fondo della fossa ci sono dei pali aguzzi?</p>
<p>&nbsp;- Lo so purtroppo, e&#8230;</p>
<p>&nbsp;In quel momento i due cavalli s&#8217;inalberarono violentemente, poi cominciarono a dare indietro minacciando di rovesciare il carrozzino. Il rajaputo salt&ograve; subito a terra e si slanci&ograve; avanti col fanale.</p>
<p>&nbsp;- Sahib- disse &#8211; siamo vivi per miracolo. La fossa non si trova che a pochi metri da noi.</p>
<p>&nbsp;- Prendi i cavalli per le briglie e giriamo prudentemente intorno all&#8217;apertura. Uno scarto, e noi piomberemmo sulle carcasse dei nostri mongoli e del rinoceronte.</p>
<p>&nbsp;- Terr&ograve; bene stretti i morsi.</p>
<p>&nbsp;- Vi &egrave; posto per passare?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;; non vi &egrave; molto spazio, ma &egrave; sufficiente. Frusta questi maledetti sciacalli che tentano di mordermi le gambe.</p>
<p>&nbsp;Intorno alla trappola galoppavano rabbiosamente lupi e sciacalli, attirati dall&#8217;odore delle carogne che si corrompevano rapidamente, e non sapevano come fare per addentarle.</p>
<p>&nbsp;Alcuni, pi&uacute; ingordi, erano gi&agrave; precipitati nella trappola o mugolavano disperatamente senza pensare a satollarsi delle carni dei due cavalli e del rinoceronte. Erano destinati a morire di fame fra tanta abbondanza!</p>
<p>&nbsp;- Ingombrano il passo? &#8211; chiese Kammamuri al rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Cominciano a stringersi addosso a noi, sahib, ed i cavalli sono un po&#8217; spaventati. Faccio una fatica enorme a trattenerli.</p>
<p>&nbsp;- Far&ograve; fumare la pelle di quelle bestiacce &#8211; disse Kammamuri, balzando a terra armato della lunga frusta.</p>
<p>&nbsp;I mangiatori di carogne sembravano in vena quella notte di tener testa anche agli uomini, e si spingevano minacciosamente innanzi, urlando spaventosamente.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, che sapeva bene quanto fossero poco pericolosi, anche se raccolti in gran numero, si era spinto dinanzi ai cavalli e frustava senza misericordia.</p>
<p>&nbsp;La lunghissima correggia faceva prodigi. Strappava peli e pezzi di pelle insieme, grondanti sangue.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo intanto teneva ben fermi i cavalli per il morso, e li guidava presso l&#8217;orlo della fossa.</p>
<p>&nbsp;Vi era spazio sufficiente per la leggera vettura del corriere, quantunque il passaggio fosse ingombro di bamb&uacute; abbattuti dalla furiosa carica degli elefanti o dei rinoceronti. Le ruote trabalzavano scricchiolando, come se tutti i raggi da un momento all&#8217;altro dovessero spezzarsi.</p>
<p>&nbsp;Gli sciacalli finalmente retrocessero dietro la grandine di frustate scagliate dal maharatto sempre pi&uacute; terribili, ed il carrozzino pot&eacute; passare e giungere all&#8217;imboccatura del grande squarcio.</p>
<p>&nbsp;- Sali finch&eacute; li trattengo colle briglie &#8211; disse Kammamuri, montando a cassetta.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib &#8211; rispose il rajaputo, lasciando i morsi.</p>
<p>&nbsp;- Vedi nulla dinanzi a noi?</p>
<p>&nbsp;- Nemmeno io ho gli occhi del cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Sali, sali, e bada al fanale.</p>
<p>&nbsp;Il gigante fece di corsa il giro della carrozza, ed a sua volta sal&iacute; a cassetta.</p>
<p>&nbsp;In quel momento parve al maharatto di scorgere una grande ombra sul lato opposto della fossa.</p>
<p>&nbsp;- Morte di Siva! &#8211; grid&ograve;. &#8211; Che sia un rinoceronte? Eviteremo il suo attacco, o faremo un altro brutto salto dentro la trappola.</p>
<p>&nbsp;- Ma che rinoceronte! &#8211; esclam&ograve; il rajaputo. &#8211; &Egrave; il cavallo di volata che ci segue ancora.</p>
<p>&nbsp;- Senza campanelli?</p>
<p>&nbsp;- La b&acirc;gh durante la lotta pu&ograve; averglieli strappati.</p>
<p>&nbsp;- Uhm! In questo momento non vorrei essere al posto di quel disgraziato.</p>
<p>&nbsp;La vettura postale si era rimessa in corsa e filava e filava, sempre trabalzando orribilmente. Perfino il fanale in certi momenti pareva che dovesse spegnersi per via delle scosse.</p>
<p>&nbsp;La grande breccia fu percorsa in pochi minuti, e i due fuggiaschi si trovarono improvvisamente nella vasta pianura battuta dai banditi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Alto! &#8211; grid&ograve; il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto aveva gi&agrave; con una violenta strappata arrestati i cavalli e spento subito il fanale.</p>
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		<title>LA POSTA INDIANA</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 12:05:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO VIII &#160; &#160;LA POSTA INDIANA &#160; &#160;Dei grossi animali, dotati d&#8217;una forza colossale, elefanti o rinoceronti, assaliti da cacciatori o presi da improvviso furore, avevano squarciata la jungla, aprendo un passaggio tale da permettere la corsa anche a cinque cavalieri di fronte. &#160;Bamb&#250; enormi, tulda specialmente, che sono i giganti della specie e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO VIII</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;LA POSTA INDIANA</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Dei grossi animali, dotati d&#8217;una forza colossale, elefanti o rinoceronti, assaliti da cacciatori o presi da improvviso furore, avevano squarciata la jungla, aprendo un passaggio tale da permettere la corsa anche a cinque cavalieri di fronte.</p>
<p>&nbsp;Bamb&uacute; enormi, tulda specialmente, che sono i giganti della specie e che raggiungono l&#8217;altezza di quindici metri, giacevano al suolo colle radici in aria, incrociati in tutti i sensi.</p>
<p>&nbsp;- Avremo un bel da fare ad evitare tutti questi ostacoli, &#8211; disse il maharatto al gigante. &#8211; Bada che il tuo cavallo non si rompa le gambe.</p>
<p>&nbsp;- Lo tengo bene stretto &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Faremo dei grandi salti.</p>
<p>&nbsp;- Che non riusciranno forse tutti bene.</p>
<p>&nbsp;- Non sono saltatori dunque i mongoli di buon sangue?</p>
<p>&nbsp;- Sono pi&uacute; trottatori dotati di una grande, anzi di una incredibile resistenza. Tuttavia noi passeremo egualmente se terremo strette le briglie e larghe le gambe.</p>
<p>&nbsp;To&#8217;! chi &egrave; passato di qui? Solamente degli elefanti selvatici, in preda ad un pazzo terrore, possono avere sfondata la jungla in questo modo.</p>
<p>&nbsp;- Dovevano essere in molti &#8211; disse il rajaputo, il quale faceva fare al suo cavallo dei salti indiavolati.</p>
<p>&nbsp;- Forse qualche centinaio. Io ho trovato qui, e pi&uacute; volte, dei branchi immensi di quei giganteschi pachidermi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ve ne sono ancora molti nell&#8217;Assam.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Purch&eacute; non ci piombino addosso in mezzo alla jungla !&#8230; </p>
<p>- Chi sa dove saranno a quest&#8217;ora gli animali che hanno prodotta una simile devastazione. Hanno il passo lento, e quando sono inseguiti filano come vaporiere.</p>
<p>&nbsp;- Ed i banditi di Sindhia?</p>
<p>&nbsp;- Che ne so io? Ci seguiranno forse a grande distanza.</p>
<p>&nbsp;- Che non sia scoppiato nemmeno il colera fra loro? Quel famoso medico bianco pareva sicuro del fatto suo.</p>
<p>&nbsp;- Ba&#8217; &#8211; fece Kammamuri, alzando le spalle. &#8211; Il colera scoppier&agrave; quando i molanghi delle Sunderbunds ,spinti dalla miseria, verranno a coltivare le risaie assamesi. Ma non giungeranno prima di due o tre mesi, ed allora il colera non sar&agrave; pi&uacute; necessario, io spero.</p>
<p>&nbsp;- Speri, sahib ? &#8211; chiese il rajaputo facendo fare al suo cavallo un altro magnifico salto sopra il tronco d&#8217;un tara . &#8211; Che cosa vuoi dire?</p>
<p>&nbsp;- Che fra un paio di mesi o sar&agrave; Sindhia che regner&agrave; sull&#8217;Assam od il gran sahib bianco. La guerra &egrave; appena cominciata e ci sar&agrave; del lavoro durissimo d&#8217;ambe le parti.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Vengano i montanari, e la rhani per la seconda volta avr&agrave; la sua corona.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Era gi&agrave; trascorsa pi&uacute; di un&#8217;ora e non si udiva in mezzo alla gigantesca jungla nessun rumore, quando il cavallo di Kammamuri, che veniva dietro a quello del rajaputo, fece un violento scarto mandando un acuto nitrito.</p>
<p>&nbsp;Il gigante aveva trattenuto subito il suo corsiero staccando dall&#8217;arcione la carabina.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa c&#8217;&egrave; dunque, sahib? &#8211; chiese, preparandosi a far fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Noi dobbiamo essere inseguiti &#8211; rispose il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- Dai banditi di Sindhia?</p>
<p>&nbsp;- Non penso pi&uacute; a loro. Devono essere ben lontani.</p>
<p>&nbsp;- E da chi dunque?</p>
<p>&nbsp;- Trattieni un momento il tuo cavallo &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; gi&agrave; fermo.</p>
<p>&nbsp;- Tendi gli orecchi ora. Non odi nulla? Ascolta bene.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, un rombo lontano &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Si direbbe che un&#8217;altra banda di elefanti selvaggi si precipita sulla jungla.</p>
<p>&nbsp;- No, elefanti &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Sono bestie pi&uacute; maligne che non hanno paura dell&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;- Delle tigri forse?</p>
<p>&nbsp;- No, no, sono dei rinoceronti.</p>
<p>&nbsp;- Che corrono sulle nostre tracce? &#8211; chiese il gigante, facendo un gesto di spavento.</p>
<p>&nbsp;- Questo non te lo saprei dire.</p>
<p>&nbsp;- E come fai a distinguere se si tratta di elefanti o di rinoceronti?</p>
<p>&nbsp;- I rinoceronti hanno il galoppo pi&uacute; pesante e pi&uacute; irregolare.</p>
<p>&nbsp;- Che seguano lo squarcio?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; ancora troppo presto per potertelo dire.</p>
<p>&nbsp;- E se&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Taci!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Un grido strano lacer&ograve; l&#8217;aria, un grido stridente: niff !&#8230;.</p>
<p>&nbsp;- Mi ero ingannato io? &#8211; chiese Kammamuri, il quale non sapendo da quale parte potevano irrompere quei terribili animali, ben pi&uacute; pericolosi degli elefanti e delle tigri, aveva arrestato il cavallo.</p>
<p>&nbsp;- No, sahib. Questo niff l&#8217;ho udito anch&#8217;io diverse volte, poich&eacute; nei nostri paesi si usa assai cacciare i rinoceronti colla lancia.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; uno solo o saranno in molti? &#8211; si chiese con ansiet&agrave; il maharatto mentre tendeva gli orecchi.</p>
<p>&nbsp;Attraverso alla jungla si udiva un galoppo pesante, irregolare, che si avvicinava con estrema rapidit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Mi pare che sia uno solo &#8211; disse &#8211; e tuttavia le nostre carabine avranno un bel da fare per gettarlo a terra.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Quei bestioni sono corazzati e ricevono le palle senza inquietarsi troppo.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Andiamo, sahib ? &#8211; chiese il rajaputo, il quale pareva in preda ad una vivissima inquietudine.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto stava per rispondere quando il grido stridente echeggi&ograve; improvvisamente a poca distanza.</p>
<p>&nbsp;Quasi subito un bestione enorme, lungo non meno di quattro metri, e alto pi&uacute; d&#8217;uno e mezzo, tutto coperto di fango, ed il naso armato d&#8217;un corno di avorio, lungo pi&uacute; di ottanta centimetri, si precipit&ograve; con furia infernale addosso ai due cavalieri.</p>
<p>&nbsp;- Via! via! &#8211; url&ograve; Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Non vi era bisogno di quel comando. I due mongoli, spaventati, si erano dati ad una corsa pazza attraverso lo squarcio, saltando meravigliosamente tutti gli ostacoli.</p>
<p>&nbsp;Il rinoceronte, scoperti i cavalieri, si era arrestato come se fosse sorpreso d&#8217;un incontro simile, ma dopo un istante di esitazione riprese la corsa.</p>
<p>&nbsp;Tutto cadeva dinanzi a quel bruto dotato di una forza quasi eguale a quella degli elefanti. Teneva la testa quasi rasente al suolo, e col formidabile corno fracassava i bamb&uacute; giganteschi come se fossero semplici pagliuzze.</p>
<p>&nbsp;Le tigri ed i leopardi sono pericolosi e danno molto da pensare anche ai pi&uacute; famosi cacciatori; ma il rinoceronte &egrave; il peggiore di tutti gli animali che infestano le foreste e le jungle dell&#8217;Indostan.</p>
<p>&nbsp;Sembra che sia sempre in preda ad una pazzia furiosa. Va, viene, si slancia, battaglia colle piante atterrandole, si getta perfino dietro agli sciacalli ed ai nilg&ograve; che non possono certamente tentare di assalirlo.</p>
<p>&nbsp;Perfino i carnivori evitano quel bruto dal cervello malato, e scappano dinanzi alle sue cariche furiose, ben sapendo di non aver nulla da guadagnare impegnando una lotta.</p>
<p>&nbsp;Vive quasi sempre solo, unendosi ben di rado alle femmine che tosto abbandona, quantunque non siano migliori di lui, anzi!&#8230; Quando vi &egrave; un piccolo da difendere la rinocerontessa non esiterebbe a scagliarsi anche contro un reggimento di cavalleggeri.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri che sapeva con quale nemico aveva da fare e assai meglio del rajaputo, cercava con una fuga disperata di sottrarsi all&#8217;attacco.</p>
<p>&nbsp;- Tieni strette le briglie!&#8230; &#8211; gridava al compagno che gli galoppava un po&#8217; innanzi. &#8211; Non dimenticare che chi cade deve fare la conoscenza col corno del signor niff !</p>
<p>&nbsp;- Lo so &#8211; rispose il rajaputo, il quale non cessava di aizzare il proprio corsiero. &#8211; Lo so, sahib, e mi guarder&ograve; bene dal cadere. Guadagna su di noi?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; appena a venti metri.</p>
<p>&nbsp;- Se provassimo a sparare?</p>
<p>&nbsp;- Coi salti disordinati dei cavalli? Chi potrebbe mettere una palla al posto?</p>
<p>&nbsp;- Che non perda mai le forze quel dannato bestione?</p>
<p>&nbsp;- Sono resistenti come gli elefanti.</p>
<p>&nbsp;- E durer&agrave; molto questa caccia?</p>
<p>&nbsp;- Va&#8217; a domandarlo al signor niff, se ti basta il coraggio.</p>
<p>&nbsp;- Ah no!&#8230; Preferisco scappare.</p>
<p>&nbsp;I due mongoli, in preda ad un pazzo terrore, divoravano lo spazio cacciandosi sempre pi&uacute; dentro l&#8217;enorme squarcio. Facevano sforzi disperati per conservare la distanza, e si guardavano dal cadere sapendo che non sarebbero sfuggiti alla rabbia del bruto.</p>
<p>&nbsp;Quella corsa furibonda durava gi&agrave; da una buona mezz&#8217;ora, quando Kammamuri ud&iacute; il rajaputo gettare un grido terribile e poi lo vide subito scomparire come se la terra si fosse aperta sotto le zampe del cavallo.</p>
<p>&nbsp;Quantunque incalzato da vicino dal bestione, tent&ograve; di arrestare il mongolo, il quale si era trovato improvvisamente dinanzi ad un enorme ammasso di bamb&uacute; atterrati.</p>
<p>&nbsp;Era troppo tardi per trattenerlo. Il povero animale, spaventato, salt&ograve; e scomparve a sua volta insieme al cavaliere dentro una buca profonda e assai larga e lunga, rompendosi le gambe.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri per contraccolpo era stato scaraventato innanzi ed era andato a finire fra le braccia erculee del rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Un momento dopo rovinava nella buca anche il rinoceronte, mandando un urlo spaventoso.</p>
<p>&nbsp;Per un vero miracolo non era andato a cadere sui due fuggiaschi e sui due cavalli. Anzi, gli era toccato di peggio: si era infilzato su uno di quei pali aguzzi e durissimi che gli indiani collocano in fondo alle fosse da caccia, le quali talvolta sono cos&iacute; vaste da poter contenere anche una decina di elefanti.</p>
<p>&nbsp;Il bruto, mezzo fracassato per la caduta, e ferito orribilmente dal palo che lo aveva subito trattenuto, impedendogli di fare qualsiasi mossa, aveva spalancata la bocca mostrando i denti massicci e mandando fuori un altro urlo pi&uacute; orribile del primo. Ormai era immobilizzato e non poteva pi&uacute; nuocere. La sua agonia cominciava e doveva essere ben lunga, quantunque nella caduta si fosse non solo fracassato il muso ma anche il terribile corno.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ed il rajaputo, salvati miracolosamente, si erano prontamente rimessi in piedi colle carabine in mano.</p>
<p>&nbsp;I due cavalli erano perduti. Se avevano salvato i loro cavalieri si erano quasi fracassati, e si agitavano pazzamente in fondo alla gigantesca trappola mandando dei dolorosi nitriti e sferrando calci in tutte le direzioni.</p>
<p>&nbsp;- Come siamo ancora vivi noi? &#8211; chiese il rajaputo, girando intorno due occhi dilatati dallo spavento. &#8211; Lo sai tu, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Io so che senza di te mi sarei spezzata la testa contro le pareti della fossa. Io ti devo la vita.</p>
<p>&nbsp;- No, sahib, ti ho preso a volo e nient&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;- In buon punto per&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Non dico di no. Mi sono trovato, fortunatamente, sul tuo capitombolo, e le mie braccia t&#8217;hanno arrestato. Come vedi, una cosa naturalissima, semplicissima sahib.</p>
<p>&nbsp;- Non saprei che cosa dire &#8211; rispose il maharatto, il quale aveva riacquistato prontamente il suo sangue freddo. &#8211; Il tuo cavallo &egrave; perduto?</p>
<p>&nbsp;- Fra un paio d&#8217;ore sar&agrave; morto.</p>
<p>&nbsp;- Il mio pure.</p>
<p>&nbsp;- E quel bestione?</p>
<p>&nbsp;- Oh, quantunque impalato, durer&agrave; molto. Non occuparti di lui d&#8217;altronde: &egrave; come un grosso bastimento ancorato.</p>
<p>&nbsp;- Mancherebbe ora che ci piovessero addosso i banditi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Uhm! Chi sa dove saranno ora.</p>
<p>&nbsp;- E noi come ce la caveremo?</p>
<p>&nbsp;- Rispondi prima ad una mia domanda. Come non ti sei spezzato il cranio?</p>
<p>&nbsp;- Quando ho veduto il cavallo precipitare ho aperto le gambe per non trovarmi coi piedi imprigionati nelle staffe, ed ho fatto non so se due o tre salti nel vuoto. &Egrave; Siva che mi ha salvato, o Brahma o Visn&uacute;? Io non lo so. Ma so che sono ancora vivo e pronto a ricominciare la lotta, poich&eacute; le mie costole hanno resistito meravigliosamente, e cos&iacute; pure le gambe e le braccia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ci deve essere un po&#8217; d&#8217;acciaio dentro le mie ossa.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Lo credo, amico. Aspettami.</p>
<p>&nbsp;- Dove vai, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Vado a vedere se ci sar&agrave; possibile di uscire da questa trappola.</p>
<p>&nbsp;- E quel bestione?</p>
<p>&nbsp;- Lascialo urlare. Gi&agrave; non guarir&agrave; pi&uacute; mai; nessun medico oserebbe levargli quel pezzo di palo che lo ha sventrato.</p>
<p>&nbsp;- E se lo spezzasse e si gettasse improvvisamente su di te?</p>
<p>&nbsp;- Questo pericolo non esiste. D&#8217;altronde abbiamo ancora le nostre carabine e le nostre pistole senza contare le scimitarre. Come vedi, malgrado il gran salto che avrebbe dovuto esserci fatale, siamo ancora formidabilmente armati.</p>
<p>&nbsp;Vediamo un po&#8217; se si pu&ograve; uscire.</p>
<p>&nbsp;Senza curarsi degli urli spaventosi del bestione, si era avanzato verso il centro dello scavo.</p>
<p>&nbsp;Si trattava di una vera trappola pei grossi animali, vastissima, con tre pali conficcati fortemente nel terreno e che i cavalli, pure ammazzandosi, avevano miracolosamente evitati.</p>
<p>&nbsp;Quelle fosse che i cacciatori indiani scavano in mezzo alle jungle, hanno la bocca piuttosto stretta ed il fondo invece immenso, e le pareti sono tagliate in modo da non permettere a nessuna bestia di risalire a cagione dell&#8217;estrema pendenza delle pareti che formano con la base degli angoli acuti.</p>
<p>&nbsp;Li coprono di bamb&uacute;, cospargendovi sopra delle zolle di terra, in modo da nascondere l&#8217;agguato, poi i cacciatori vanno a fare le loro visite e quasi sempre trovano selvaggina piccola e grossa che traggono con solidi lacci.</p>
<p>&nbsp;- Questa fossa &egrave; peggiore di una prigione &#8211; disse il maharatto. &#8211; Chi sarebbe capace di arrampicarsi fino alla bocca? Che Sindhia abbia tutte le fortune? Eccoci a piedi ed in cattiva compagnia. Povero signor Yanez, come potremo ora condurre a termine la nostra missione? Io ne dubito assai.</p>
<p>&nbsp;Guard&ograve; il rinoceronte il quale non cessava di urlare spaventosamente, facendo trabalzare i poveri cavalli, pazzi ormai di terrore e gi&agrave; agonizzanti.</p>
<p>&nbsp;Il mostruoso animale era orribile a vedersi. Scuoteva furiosamente la sua testaccia quasi triangolare, vomitando sangue, e sotto il suo ventre, dove il palo l&#8217;aveva infilzato, altro sangue inzuppava il suolo misto a brandelli di budella.</p>
<p>&nbsp;Quantunque dovesse soffrire atrocemente ad ogni mossa, preso da una vera follia, tentava di liberarsi dell&#8217;ostacolo che lo tratteneva, allargando sempre pi&uacute; la ferita.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo aveva raggiunto il maharatto il quale aveva armata la carabina.</p>
<p>&nbsp;- Bisogna ammazzarlo, &#8211; gli disse &#8211; Se i banditi di Sindhia hanno segu&iacute;to il sentiero potrebbero spingersi fino a questa fossa per vedere che cosa succede.</p>
<p>&nbsp;- Lo pensavo anch&#8217;io in questo momento &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Temo bens&iacute; che la carabina attiri quelle canaglie meglio che gli urli di questo bruto.</p>
<p>&nbsp;- Le pistole non fanno tanto fracasso, sahib. Sparagli in un occhio.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; quello che far&ograve;&#8230; I cavalli sono morti?</p>
<p>&nbsp;- Fra dieci minuti se ne andranno anche loro. Sono troppo fracassati per poter sopravvivere.</p>
<p>&nbsp;- Ecco una grave perdita.</p>
<p>&nbsp;- Che nessuno poteva prevedere &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Lo so.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto si tolse dalla cintura una lunga pistola a due canne, di forte calibro, si avvicin&ograve; al bestione il quale continuava a fare degli sforzi prodigiosi per liberarsi dal palo, e spar&ograve; un colpo, a bruciapelo, nell&#8217;occhio sinistro. Segu&iacute; una seconda detonazione e l&#8217;animale, dopo aver mandato un ultimo e pi&uacute; spaventoso urlo, si abbatt&eacute; piegando sotto il ventre squarciato le larghe e robuste zampe.</p>
<p>&nbsp;Aveva preso due palle nel cervello, il solo punto vulnerabile.</p>
<p>&nbsp;- Lo hai fulminato, sahib, &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Io credo che non sia ancora proprio morto &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Conosco queste canaglie. Pare che abbiano dieci cuori e dieci cervelli.</p>
<p>&nbsp;Infatti proprio in quel momento il rinoceronte spalanc&ograve; due o tre volte la bocca vomitando dell&#8217;altro sangue, poi sbadigli&ograve; facendo crocchiare le robuste mascelle.</p>
<p>&nbsp;Era l&#8217;ultimo sforzo. Si raggrinz&ograve; quasi tutto su se stesso mandando un debole lamento, poi scosse le orecchie, distese le zampe che aveva raccolte sotto il ventre, e con un secondo sbadiglio ed un nuovo getto di sangue spir&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Queste bestie fanno veramente paura &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Le tigri valgono meno &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Guard&ograve; in alto, verso l&#8217;uscita della fossa. La luce cominciava a mancare: il sole tramontava rapidamente, e le tenebre stavano per piombare.</p>
<p>&nbsp;I due valorosi si guardarono a lungo, interrogandosi cogli occhi.</p>
<p>&nbsp;- Non so che cosa dire &#8211; disse il maharatto, il quale appariva scoraggiato.</p>
<p>&nbsp;- Che non si possa proprio lasciare questa tomba? &#8211; chiese il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Non vedi come le pareti sono state tagliate. Una scalata &egrave; impossibile.</p>
<p>&nbsp;- E se ci aprissimo una galleria?</p>
<p>&nbsp;- Ci penseremo. Anche i cavalli sono morti; non &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;- Non li vedo pi&uacute; muoversi.</p>
<p>&nbsp;- Chi sa!&#8230; Tu sei forte come quattro uomini; ma per ora non faremo nulla. Aspetteremo l&#8217;alba.</p>
<p>&nbsp;- Dentro questa buca piena di sangue?</p>
<p>&nbsp;- Chiama in tuo aiuto due dozzine di cani volanti e fatti condurre sopra &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Non posso averli sotto mano, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Hai la tua pipa?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, ed un po&#8217; di tabacco ancora; ma lo stomaco &egrave; vuoto.</p>
<p>&nbsp;- Domani cucinerai una zampa del rinoceronte e ti leverai la fame per ventiquattro ore.</p>
<p>&nbsp;- Domani!&#8230; &#8211; brontol&ograve; il rajaputo. &#8211; Ci sono dodici ore.</p>
<p>&nbsp;- Cerca se nelle fonde dei nostri cavalli vi &egrave; ancora qualche cosa da porre sotto i denti.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;; dei miserabili banani che non basteranno al mio corpaccio.</p>
<p>&nbsp;- Stringi la fascia, cos&iacute; diventer&agrave; pi&uacute; stretto.</p>
<p>&nbsp;- Ci vuole ben altro per me, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Ci sono due cavalli ed un rinoceronte. La carne non manca, anzi ne abbiamo troppa. Mangia fin che vuoi.</p>
<p>&nbsp;- Cruda?</p>
<p>&nbsp;- Vorresti che ti fabbricassi uno spiedo od una graticola e che ti accendessi anche il fuoco? Non vedi che qui vi sono solamente poche canne che darebbero pi&uacute; fumo che fuoco?</p>
<p>&nbsp;- Allora non mi rimane che stringere la fascia &#8211; disse il rajaputo con voce malinconica.</p>
<p>&nbsp;- Rifiuteresti la carne cruda? Un bel pezzo di coscia di uno o dell&#8217;altro dei nostri cavalli potrebbe servirti.</p>
<p>&nbsp;- Senza sale e senza pimento?</p>
<p>&nbsp;- Oh&eacute;, signor Ercole, diventate un po&#8217; difficile! Qui non siamo alla capitale.</p>
<p>&nbsp;Il silenzio non era rotto che dagli urli degli sciacalli attirati a diecine dall&#8217;odore della carne del rinoceronte e dei cavalli, dalla quale si ripromettevano un&#8217;abbondante cena, quando ad un tratto il gigante si spinse verso il centro della fossa e si mise in ascolto. Poco dopo un grido gli fuggiva:</p>
<p>&nbsp;- I campanelli!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Che campanelli? &#8211; chiese Kammamuri, il quale si era affrettato a raggiungerlo.</p>
<p>&nbsp;- Non odi, sahib ? Ascolta bene.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, un lontano tintinn&iacute;o che pare si avvicini con rapidit&agrave; diabolica.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; la posta indiana che passa.</p>
<p>&nbsp;- Attraverso a questa jungla?</p>
<p>&nbsp;- I banditi del rajah avranno costretto il conduttore della valigia postale a prendere un&#8217;altra via.</p>
<p>&nbsp;- Se passasse vicino alla fossa!</p>
<p>&nbsp;- E vi cadesse dentro!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Spareremo un colpo di pistola.</p>
<p>&nbsp;- Odi, sahib ? </p>
<p>- S&iacute;, la posta vola. Ha tre cavalli ed il carrozzino pesa appena quanto te, Non so per&ograve; come faremo a trovarvi posto.</p>
<p>&nbsp;- In qualche modo ci accomoderemo. Vi sono due sedili, uno dinanzi per il postino ed uno di dietro.</p>
<p>&nbsp;- Che non pu&ograve; servire che ad una sola persona.</p>
<p>&nbsp;- Io monter&ograve; uno dei cavalli.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; meglio.</p>
<p>&nbsp;- Taci.</p>
<p>&nbsp;Il tintinn&iacute;o dei campanelli si avvicinava sempre e con rapidit&agrave; fulminea. La posta indiana va a rotta di collo, ad un galoppo indiavolato, attraverso a jungle e montagne cambiando gli animali nei bengalow che sono incaricati di tenerne sempre un certo numero.</p>
<p>&nbsp;La corriera postale doveva essersi cacciata attraverso l&#8217;immenso strappo aperto dagli elefanti o dai rinoceronti, e correva diritto verso la trappola che il conduttore, causa l&#8217;oscurit&agrave;, non avrebbe potuto evitare.</p>
<p>&nbsp;Gli sciacalli, spaventati dalle sonagliere erano fuggiti tutti urlando lugubremente. Come si sa, quella specie di lupi, se anche sono in buon numero, salvo qualche rara eccezione, non osano mai attaccare l&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;Fuggono anche dinanzi a tutti i carnivori non essendo dotati di soverchio coraggio. Hanno molto delle jene africane, fracassone, terribili in apparenza, e poi in realt&agrave; vigliacche al punto da fuggire dinanzi ad un ragazzo armato d&#8217;un semplice bastone.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri aguzzava sempre gli orecchi tenendo in pugno una delle sue pistole a due colpi, pronto ad arrestare il corriere, con un colpo di fuoco improvviso, prima che precipitasse, insieme co&#8217; suoi tre cavalli, nella immensa fossa.</p>
<p>&nbsp;I campanelli echeggiavano sempre pi&uacute; vicini fragorosamente. La corriera volava; e volava verso l&#8217;abisso.</p>
<p>&nbsp;- Sahib, &#8211; disse il rajaputo. &#8211; &Egrave; il momento di sparare.</p>
<p>&nbsp;- Aspetta.</p>
<p>&nbsp;Il vecchio cacciatore ascoltava sempre con estrema attenzione.</p>
<p>&nbsp;Pass&ograve; un altro mezzo minuto che al rajaputo parve lungo come una mezz&#8217;ora, poi il maharatto alz&ograve; la pistola e lasci&ograve; partire i due colpi gridando subito, con voce tonante:</p>
<p>&nbsp;- Ferma! ferma! La terra &egrave; spaccata! Ferma postino!</p>
<p>&nbsp;I campanelli sonarono ancora per qualche istante furiosamente, poi tacquero quasi bruscamente. Una voce umana si ud&iacute; al di fuori della fossa squillare altissima:</p>
<p>&nbsp;- Chi &egrave; che ha fatto fuoco?</p>
<p>&nbsp;- Amici della posta indiana &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Stacca il fanale e guarda dove stavi per piombare insieme alla vettura.</p>
<p>&nbsp;- Vi avverto che sono armato.</p>
<p>&nbsp;- Noi non siamo dei banditi della jungla. Ti dico che ti abbiamo salvata la vita.</p>
<p>&nbsp;- Ora lo vedremo.</p>
<p>&nbsp;I campanelli dei tre cavalli squillarono ancora un momento misti a nitriti poderosi, poi un getto di luce si proiett&ograve; dentro la trappola.</p>
<p>&nbsp;Il corriere mand&ograve; un urlo di spavento.</p>
<p>&nbsp;- Grazie &#8211; disse poi. &#8211; Voi mi avete salvato ed insieme con me avete pure salvati i tre corridori, che cosa posso fare per voi?</p>
<p>&nbsp;- Trarci di qui &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Avrai delle funi.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, ma vorrei prima sapere chi voi siete ed in quanti siete.</p>
<p>&nbsp;- Siamo solamente due. Io sono l&#8217;aiutante di campo del Maharajah dell&#8217;Assam, ed il mio compagno &egrave; un rajaputo buono come un fanciullo quantunque possegga una forza gigantesca.</p>
<p>&nbsp;- E come vi trovate l&iacute; dentro?</p>
<p>&nbsp;- Siamo precipitati insieme coi nostri cavalli mentre cercavamo di sfuggire i banditi del rajah ed un rinoceronte che ci ha seguiti nel capitombolo e che si &egrave; impalato.</p>
<p>&nbsp;- I banditi del rajah &#8211; disse il corriere, il quale continuava a proiettare dentro la fossa i raggi del suo fanale &#8211; hanno cercato di darmi la caccia e di arrestarmi.</p>
<p>&nbsp;- Erano a cavallo; non &egrave; vero? Dovevano essere venti o venticinque. Fors&#8217;anche meno poich&eacute; ne abbiamo smontati parecchi.</p>
<p>&nbsp;- Aspettatemi.</p>
<p>&nbsp;- Bada che i cavalli non avanzino.</p>
<p>&nbsp;- Sono gi&agrave; legati &#8211; rispose il corriere.</p>
<p>&nbsp;La sua assenza fu brevissima. Una solida corda cadde ben presto dentro la trappola.</p>
<p>&nbsp;Il maharatto, i cui occhi si erano ormai abituati all&#8217;oscurit&agrave;, la prese a volo e si mise ad arrampicarsi, non dimenticando di portare con s&eacute; le sue armi e la gualdrappa del cavallo.</p>
<p>&nbsp;Di solito la posta indiana si serve di giovanotti, scelti con grande cura, che arma d&#8217;una frusta dal manico corto e la correggia lunghissima e di due buone pistole. Il conduttore della corriera postale che stava per precipitare nell&#8217;abisso era invece un soldato seikko , gi&agrave; sulla quarantina, di forme robustissime, con una lunga barba nera arruffata e due occhi scintillanti come carbonchi.</p>
<p>&nbsp;- Ti ringrazio, sahib, &#8211; disse, dopo aver diretti i raggi della lanterna su Kammamuri, &#8211; di avermi salvata la vita. Se sparavi un momento dopo io mi ammazzavo. Dov&#8217;&egrave; il tuo compagno?</p>
<p>&nbsp;- Eccolo: come vedi &egrave; un rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Che deve lottare con vantaggio contro gli orsi delle nostre montagne! &#8211; disse il corriere, dopo averlo squadrato dalla punta dei piedi al turbante.</p>
<p>&nbsp;- Potrai caricarci tutti e due? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Io monter&ograve; il cavallo di mezzo e voi occuperete i sedili.</p>
<p>&nbsp;- Ma dove andavi?</p>
<p>&nbsp;- Il corriere non pu&ograve; tradire i suoi segreti. Ero incaricato di andare molto lontano, al di l&agrave; della frontiera orientale dell&#8217;Assam.</p>
<p>&nbsp;- Nell&#8217;Arracam od in Birmania?</p>
<p>&nbsp;- Non posso dire nulla. Sar&agrave; meglio riprendere subito la corsa, poich&eacute; gli uomini che l&#8217;ex rajah ha assoldati devono essere tutti sulle mie tracce.</p>
<p>&nbsp;- Siamo ormai in tre ed abbiamo delle grosse carabine &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Li abbiamo gi&agrave; arrestati un paio di volte.</p>
<p>&nbsp;Mise il fanale a posto ed indic&ograve; ai due salvati i due sedili, uno collocato dinanzi e l&#8217;altro dietro al leggero s&iacute;, ma robustissimo carrozzino.</p>
<p>&nbsp;Stava per montare il cavallo di mezzo, il quale continuava a scuotere le sonagliere come se fosse impaziente di riprendere la corsa insieme ai suoi due compagni di volata, quando il corriere si volse nuovamente verso Kammamuri chiedendogli:</p>
<p>&nbsp;- Sahib, conosci questa jungla tu?</p>
<p>&nbsp;- Io non l&#8217;ho mai percorsa &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Ho cacciato parecchie volte i grossi bufali insieme al Maharajah tenendomi sempre lungo i margini di questa immensa macchia.</p>
<p>&nbsp;- Tu dunque non sai se sulla nostra corsa troveremo altre trappole. Non si sfugge due volte alla morte.</p>
<p>&nbsp;- Come ti ho detto io non ho mai attraversato questa jungla.</p>
<p>&nbsp;- E questo squarcio gigantesco che ha servito cos&iacute; bene a sfuggire l&#8217;attacco dei partigiani dell&#8217;ex rajah, chi lo ha fatto?</p>
<p>&nbsp;- Degli elefanti probabilmente spaventati da qualche banda di cacciatori o da altra causa a me ignota.</p>
<p>&nbsp;- Riguadagnare la via carrozzabile che conduce a Daboka non mi conviene. Verremmo presto presi ed io ho ricevuto l&#8217;ordine di non farmi catturare.</p>
<p>&nbsp;- Credo anch&#8217;io che non sia il caso, almeno per ora, di tornare verso il settentrione &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Anche a noi preme assai di non cadere nelle mani dei cavalieri che hanno tentato di darti la caccia. Vuoi sapere altro?</p>
<p>&nbsp;- Per il momento, no. Partiamo.</p>
<p>&nbsp;- Vuoi un buon consiglio prima di lanciare i cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Parla pure, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Sbarazza le bestie delle sonagliere le quali potrebbero tradirci. Noi non abbiamo bisogno di fracasso, anzi di passare inosservati e nel massimo silenzio.</p>
<p>&nbsp;- Hai ragione, sahib.</p>
<p>&nbsp;Il corriere si tolse dalla fascia un coltello affilatissimo, un po&#8217; ricurvo, che sembrava un mezzo tarwar, e fece cadere al suolo tutti i campanelli.</p>
<p>&nbsp;- Ora possiamo ripartire e che Buddha ci guardi dalle trappole.</p>
<p>&nbsp;Si slanci&ograve; sul cavallo di mezzo, impugn&ograve; la frusta dal manico corto e la correggia invece lunghissima, e mand&ograve; un fischio stridente poco dissimile da quello che usano i cornac per far muovere gli elefanti. I tre veloci corsieri s&#8217;impennarono un momento, nitrendo e sbuffando, poi si slanciarono a corsa sfrenata entro l&#8217;enorme squarcio, costeggiando la trappola.</p>
<p>&nbsp;Un gran silenzio regnava sulla jungla. Pareva che tutti gli sciacalli che prima avevano tanto urlato, disperando ormai di dare l&#8217;assaggio ai due mongoli ed al rinoceronte, si fossero molto allontanati. La notte poi era splendida, chiara, una vera notte indiana. Mancava completamente la luna, ma quali sprazzi di luce mandavano le stelle vaganti nel cielo!&#8230; Pareva che palpitassero lanciando lampi color degli smeraldi, dei topazi e dei lampi di materie in fusione.</p>
<p>&nbsp;Avrebbero potuto spegnere il fanale, ma il corriere non l&#8217;osava, sapendo che tutti gli animali temono la luce, specialmente se comparisce improvvisamente.</p>
<p>&nbsp;- Sahib, &#8211; disse il rajaputo, il quale si teneva bene stretto al sedile poich&eacute; la vettura faceva degli scossoni orribili &#8211; dove andremo a finire noi?</p>
<p>&nbsp;La domanda era stata diretta a Kammamuri il quale, come si sa, occupava il sedile collocato dinanzi.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vuoi che ne sappia io, amico? &#8211; rispose il maharatto. &#8211; So che fuggiamo, e per noi &egrave; molto utile frapporre un grande spazio fra le nostre persone ed i banditi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- E questo corriere?</p>
<p>&nbsp;- Porter&agrave; qualche messaggio importante a qualche comandante inglese della frontiera birmana od arracanese.</p>
<p>&nbsp;- Spero che non lo seguiremo fino laggi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Non ne ho nessun desiderio. E poi vi sono qui tre cavalli, e due possono servire a noi. Per la corriera pu&ograve; bastarne uno.</p>
<p>&nbsp;- Conti, sahib ?&#8230;</p>
<p>&nbsp;Kammamuri stava per rispondere quando i tre corridori s&#8217;impennarono violentemente cadendo poi uno addosso all&#8217;altro e rovesciando il carrozzino.</p>
<p>&nbsp;Nel medesimo istante fra le cupe profondit&agrave; della jungla si ud&iacute; risonare il ben noto ha &#8211; o- hungdelle tigri.</p>
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		<title>SUL MARGINE DELLA «JUNGLA»</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 12:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO VII &#160; &#160;SUL MARGINE DELLA &#171;JUNGLA&#187; &#160; &#160;Come si capisce facilmente i due fuggiaschi erano stati terribilmente imbrogliati da quegli uomini di Sindhia che fino allora avevano tanto disprezzato. &#160;Nessuna tigre si era sognata di assalirli alle spalle. Un audace briccone, deciso a sacrificare la propria vita, aveva portato fino sull&#8217;altura una magnifica pelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO VII</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;SUL MARGINE DELLA &laquo;JUNGLA&raquo;</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Come si capisce facilmente i due fuggiaschi erano stati terribilmente imbrogliati da quegli uomini di Sindhia che fino allora avevano tanto disprezzato.</p>
<p>&nbsp;Nessuna tigre si era sognata di assalirli alle spalle. Un audace briccone, deciso a sacrificare la propria vita, aveva portato fino sull&#8217;altura una magnifica pelle insieme a quei panieri zeppi di rettili.</p>
<p>&nbsp;Il furfante doveva avere approfittato del momento in cui i due indiani davano la scalata al tamarindo, per scomparire pi&uacute; che in fretta in mezzo ai k&acirc;lam, e raggiungere i cavalieri che vegliavano alla base della minuscola collina.</p>
<p>&nbsp;I due assediati, in preda ad una viva emozione, guardavano cogli occhi dilatati quella turba di nemici pi&uacute; o meno velenosi, che continuava ad avanzarsi a balzi attraverso le alte erbe.</p>
<p>&nbsp;Alcuni di quei rettili erano stati feriti dalla scarica di mitraglia del rajaputo, e si mostravano i pi&uacute; furibondi. Spiccavano dei veri salti spruzzando i k&acirc;lam di sangue e sibilando orribilmente.</p>
<p>&nbsp;- Ci hanno presi senza sparare un colpo di fucile &#8211; disse il guerriero barbuto &#8211; Sono stati molto pi&uacute; furbi di noi.</p>
<p>&nbsp;- Presi? Eh, non lo siamo ancora, quantunque riconosca che la nostra situazione &egrave; gravissima.</p>
<p>&nbsp;- Mi sembra disperata, sahib. Vedrai che noi, fra poco, perderemo i nostri cavalli.</p>
<p>&nbsp;- T&#8217;inganni: i rettili difficilmente se la prendono coi corridori a quattro zampe che sono ben armati di zoccoli poderosi ed anche di ferri.</p>
<p>&nbsp;Non oseranno attaccarli.</p>
<p>&nbsp;- E noi dovremo rimanere eternamente su questo tamarindo a divorare frutta acide che fanno allegare i denti? Tu non sei un incantatore di serpenti.</p>
<p>&nbsp;- Non lo sono mai stato, e poi mi mancherebbe il flauto. Sar&agrave; in altro modo che noi dovremo sbrigarci di questi inaspettati nemici.</p>
<p>&nbsp;- Mitragliandoli?</p>
<p>&nbsp;- Troppo spreco di munizioni con scarsi risultati &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Quante cartucce hai ancora?</p>
<p>&nbsp;- Ho preso una doppia provvista e puoi contare almeno su cento ottanta cartucce. Questo peso non mi inquietava affatto.</p>
<p>&nbsp;- Inquietava piuttosto il tuo cavallo &#8211; rispose Kammamuri, il quale non perdeva affatto il suo buon umore, malgrado la gravit&agrave; della situazione.</p>
<p>&nbsp;- Ora per&ograve; le porto io.</p>
<p>&nbsp;- Leva la mitraglia od i proiettili ad una cinquantina di cartucce e lascia cadere la polvere fra i k&acirc;lam.</p>
<p>&nbsp;- Per arrostire i rettili?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; l&#8217;unica risorsa che ci rimane.</p>
<p>&nbsp;- E non bruceremo anche noi?</p>
<p>&nbsp;- I tamarindi non prendono fuoco, e poi questo &egrave; altissimo e potremo salire finch&eacute; sar&agrave; giunto il buon momento di ridiscendere e di riprendere la cavalcata.</p>
<p>&nbsp;Agisci mentre io sorveglio i cavalieri del rajah.</p>
<p>&nbsp;Gli arruolati di Sindhia non avevano certamente coraggio da vendere, poich&eacute; invece di montare subito all&#8217;attacco si erano accontentati di raggrupparsi intorno a tre capannucce improvvisate per discutere chi sa quali progetti.</p>
<p>&nbsp;Vedendo che i cavalieri del rajah se ne stavano sempre tranquilli, anzi che si preparavano la colazione, Kammamuri disse al rajaputo, il quale continuava a svitare proiettili per versare la polvere sui k&acirc;larn ben secchi:</p>
<p>&nbsp;- Hai finito?</p>
<p>&nbsp;- Ho vuotato cinquanta cartucce.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa fanno i serpenti?</p>
<p>&nbsp;- Hanno tentato di assalire i cavalli, ma quelle brave bestie li hanno ricevuti con una grandine cos&iacute; fitta di calci, da persuaderli a starsene tranquilli.</p>
<p>&nbsp;- Ed ora dove si trovano?</p>
<p>&nbsp;- Stesi fra le erbe, quasi sotto di noi. Sonnecchiano placidamente; io peraltro non mi riderei di quel sonno.</p>
<p>&nbsp;- Lo credo anch&#8217;io. Cinquanta cartucce!&#8230; Vi &egrave; polvere sufficiente per scatenare un incendio con un colpo a mitraglia.</p>
<p>&nbsp;- Ed arrostire anche noi &#8211; rispose il rajaputo, scotendo la testa &#8211; Vedremo come questa faccenda finir&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Si tolse dai fianchi la sciarpa di seta che era leggerissima, prese la scatola dei fiammiferi e la incendi&ograve; stracciandola rapidamente e disperdendo i pezzi in varie direzioni.</p>
<p>&nbsp;Fra i k&acirc;lam, ormai secchi, vi era la polvere. Un getto di fumo si alz&ograve; attraversato da una fiamma vivissima che aveva il luccicore dei lampi, poi altre scattarono un po&#8217; pi&uacute; lontane facendo crepitare e contorcere le erbe.</p>
<p>&nbsp;- Bene! benissimo! &#8211; esclam&ograve; il maharatto. &#8211; Vedremo ora la danza dei serpenti.</p>
<p>&nbsp;- E noi proveremo le delizie dell&#8217;affumicazione &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Saliremo pi&uacute; in alto. C&#8217;&egrave; un po&#8217; di brezza ed il fumo si disperder&agrave; facilmente.</p>
<p>&nbsp;- Ma c&#8217;impedir&agrave; di vedere quello che fanno gli assedianti.</p>
<p>&nbsp;- Non si muoveranno, te lo dico io. Sindhia ha troppo interesse di stringere da vicino il Maharajah ed il suo formidabile compagno.</p>
<p>&nbsp;Noi non rappresentiamo due grandi personaggi per il rajah, quindi non avr&agrave; grande premura di catturarci. E poi forse a quest&#8217;ora sa che siamo solamente in due, una ben miserabile forza dinanzi a tanti banditi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ah, ah! Guarda che spettacolo! &Egrave; la vera danza dei serpenti!&raquo;</p>
<p>&nbsp;Il fuoco si propagava rapidamente sotto il gigantesco tamarindo, e le polveri s&#8217;infiammavano detonando, poich&eacute; il rajaputo aveva lasciato cadere anche parecchie cartucce cariche di mitraglia.</p>
<p>&nbsp;I rettili, letteralmente arrostiti da quelle vampate, balzavano sibilando rabbiosamente, si contorcevano, poi scoppiavano come se avessero nel corpo della polvere. Altri si mordevano rabbiosamente fra di loro iniettandosi a vicenda il veleno.</p>
<p>&nbsp;Era uno spettacolo che faceva fremere perfino Kammamuri, quantunque vecchio cacciatore di rettili della Jungla nera,</p>
<p>&nbsp;Un odore nauseabondo di carne grassa arrostita appestava l&#8217;aria, togliendo il respiro.</p>
<p>&nbsp;I due assediati, cacciati dal fumo, si erano rifugiati sui pi&uacute; alti rami del tamarindo, tuttavia sentivano un calore ardente che minacciava di disseccarli.</p>
<p>&nbsp;La brezza, volta a volta, spazzava via il fumo, ma non erano che pochi istanti di tregua, poich&eacute; i k&acirc;lam continuavano a bruciare sibilando e tuonando.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse il rajaputo, il quale cominciava ad impressionarsi per l&#8217;estensione dell&#8217;incendio. &#8211; La pianta non prender&agrave; fuoco, ne sono convinto anch&#8217;io, ma potranno resistere i nostri cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Quali? &#8211; chiese il Kammamuri. &#8211; Sei diventato cieco?</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vuoi dire, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Che hanno gi&agrave; spezzati i legami, e che sono scappati pi&uacute; rapidi delle saette.</p>
<p>&nbsp;- E noi come faremo a salvarci?</p>
<p>&nbsp;- I cavalli mongoli dopo la fuga ricercano il padrone &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Non ho certamente la speranza di vederli ritornare qui finch&eacute; i k&acirc;lam ardono, tuttavia sono pi&uacute; che convinto che noi li ritroveremo e li riprenderemo nella pianura.</p>
<p>&nbsp;- Ed intanto soffochiamo.</p>
<p>&nbsp;- Sali pi&uacute; in alto.</p>
<p>&nbsp;- I rami dei tamarindi sono eccessivamente flessibili e si piegano sotto il peso del mio corpaccio.</p>
<p>&nbsp;- Ecco che cosa vuol dire esser giganti, &#8211; disse il maharatto, il quale conservava un sangue freddo meraviglioso.</p>
<p>&nbsp;- Che colpa ne ho io?</p>
<p>&nbsp;- Allora salta dentro il braciere.</p>
<p>&nbsp;- Con tutte le cartuccie che porto strette intorno al corpo? Salterei come una bomba.</p>
<p>&nbsp;- Ed allora respira un po&#8217; di fumo.</p>
<p>&nbsp;- Ah, se potessi levarmi un po&#8217; di costolette e diventare leggero come te, sahib!</p>
<p>&nbsp;- Non ti consiglierei perch&eacute; qui non vi sono n&eacute; medici, n&eacute; ospedali.</p>
<p>&nbsp;- E gli assedianti che cosa fanno?</p>
<p>&nbsp;- Fumano, masticano betel, discutono e ci guardano.</p>
<p>&nbsp;- Guarda, sahib: che gli assedianti salgano per attaccarci? Che non abbiano paura del fuoco che morder&agrave; i loro piedi?</p>
<p>&nbsp;- Ho veduto un uomo che saliva fra le alte erbe ancora verdi, portando con s&eacute; qualche cosa che luccicava stranamente.</p>
<p>&nbsp;- Una bomba?</p>
<p>&nbsp;- No, mi parve piuttosto un vaso di porcellana o di vetro.</p>
<p>&nbsp;- Rubato forse al dottore bianco, quel bombone che ci aveva promesso di distruggere tutti i campi di Sindhia in meno di quarant&#8217;otto ore.</p>
<p>&nbsp;- Io spero di no.</p>
<p>&nbsp;- Dov&#8217;&egrave; l&#8217;uomo? Dobbiamo abbatterlo prima che giunga fino a noi?</p>
<p>&nbsp;- E subito; e sai perch&eacute;?</p>
<p>&nbsp;- Spiegamelo, sahib, &#8211; disse il rajaputo, il quale tossiva orribilmente.</p>
<p>&nbsp;- Nel Bengala, fra certe trib&uacute; di paria, si usa adoperare delle materie pestifere come mezzo di difesa ed anche di offesa. Le chiudono dentro pentole, e poi danno fuoco ad una miccia, ed &egrave; bravo chi sa resistere all&#8217;odore infernale che si sprigiona da quei recipienti.</p>
<p>&nbsp;- Per la morte di K&acirc;l&iacute; nemmeno questa volta ti sei ingannato!</p>
<p>&nbsp;Una nuvolaglia grigia, impregnata di nauseabondi odori, impossibili a descriversi, si estendeva lentamente sulla cima della minuscola collina.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uomo aveva pagato colla vita il suo audace tentativo di asfissiare gli assediati, poich&eacute; nel ritornare precipitosamente nel campo degli assedianti, essendosi per un istante scoperto, era caduto sotto i colpi dell&#8217;infallibile carabina di Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Gi&uacute;! gi&uacute;! Salta! &#8211; url&ograve; costui, fra due colpi di tosse. &#8211; L&#8217;aria diventa avvelenata!</p>
<p>&nbsp;- E non ci arrostiremo le gambe?</p>
<p>&nbsp;- Non so che cosa farci. Se hai paura rimani qui e lasciati morire coi polmoni pieni d&#8217;aria avvelenata.</p>
<p>&nbsp;- Ah, no, sahib! &#8211; url&ograve; il fedele guerriero. &#8211; Non voglio n&eacute; morire n&eacute; lasciarti solo contro tanti nemici&#8230;</p>
<p>&nbsp;&laquo;L&#8217;uomo che portava la pentola l&#8217;hai ucciso?&raquo;</p>
<p>&nbsp;- A quest&#8217;ora sar&agrave; dinanzi a Siva, a Brahma od a Visn&uacute;, &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;ondata di fumo fetente si avanzava verso il tamarindo, sospinta da una leggera brezza di ponente.</p>
<p>&nbsp;Era un fumo assai grigiastro che, di quando in quando, si accendeva verso i margini, sprigionando dei bagliori strani.</p>
<p>&nbsp;I due indiani scesero rapidamente fino ai rami pi&uacute; bassi, poi saltarono a terra sollevando una nuvola enorme di cenere mista a scintille.</p>
<p>&nbsp;Per un momento credettero di morire asfissiati, poich&eacute; l&#8217;incendio non era totalmente spento e covava sotto le ceneri, ma appena poterono rimettersi un po&#8217;, scapparono a gambe levate, sollevando dietro di loro qualche getto di scintille.</p>
<p>&nbsp;Avevano gi&agrave; percorsi tre o quattrocento metri, quando dinanzi ad un gruppo di banani, ormai appassiti, udirono una seconda detonazione.</p>
<p>&nbsp;- Ah, canaglie! &#8211; url&ograve; Kammamuri. &#8211; Hanno proprio deciso di avvelenarci in altro modo giacch&eacute; i serpenti hanno fatto cattiva prova.</p>
<p>&nbsp;- Tu, sahib, hai ucciso l&#8217;uomo che ha fatto scoppiare quella pentola!&#8230; &#8211; url&ograve; il rajaputo. &#8211; Io spero di mandarne anch&#8217;io qualcuno davanti alle tre divinit&agrave; indiane!&#8230; Sono troppo feroci!&#8230; Non meritano nessuna piet&agrave;!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Cos&iacute; dicendo si slanci&ograve;, e poich&eacute; aveva gli stivali di cuoio assai alti e di cuoio molto spesso, poteva correre quasi impunemente fra le ceneri ancora non raffreddate.</p>
<p>&nbsp;Quel gigante barbuto, che coi soli pugni avrebbe potuto ammazzare pi&uacute; persone, faceva davvero paura. Correva come un pazzo, sollevando dietro di s&eacute; nuvole e nuvole di cenere miste a scintille, tenendo la pesante carabina impugnata per la canna, come se volesse servirsene d&#8217;una clava.</p>
<p>&nbsp;Era un gigante che si scagliava, un gigante dotato d&#8217;una forza erculea, capace di atterrare qualunque ostacolo e di affrontare qualunque pericolo.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri lo seguiva saltellando, gridandogli dietro:</p>
<p>&nbsp;- Aspettami! aspettami!</p>
<p>&nbsp;Ma che!&#8230; Il rajaputo pareva che fosse diventato sordo. Attravers&ograve; in un lampo la cima dell&#8217;altura, tutta invasa di un fumo fetente, asfissiante, e avendo veduto un uomo, paria o fakiro che fosse, che cercava di fuggire a tutte gambe, un urlo di belva gli irruppe dal petto:</p>
<p>&nbsp;- Ah, sciacallo!&#8230; Sei preso!</p>
<p>&nbsp;Poi un colpo di fuoco rimbomb&ograve; secco.</p>
<p>&nbsp;- Contro chi hai sparato, amico? &#8211; chiese Kammamuri, il quale era riuscito finalmente a raggiungerlo.</p>
<p>&nbsp;- Ho ammazzato un portatore di quelle pentole fetenti &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Il suo carcame sta rotolando gi&uacute; per l&#8217;altura&#8230; Ed ora?</p>
<p>&nbsp;- Si scappa!&#8230; Andiamo a cercare i nostri cavalli.</p>
<p>&nbsp;- Se li troveremo!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Ti dico che i cavalli mongoli non si allontanano troppo dai loro padroni. Noi li troveremo laggi&uacute;, nella pianura.</p>
<p>&nbsp;Scendevano la collinetta a gran salti per sottrarsi rapidamente a quei fumi puzzolenti che potevano contenere anche delle sostanze tossiche. Fortunatamente il rajaputo aveva accoppato a tempo il secondo portatore di pentole, e prima ancora che avesse potuto incendiare l&#8217;infernale miscela, sicch&eacute; il versante orientale dell&#8217;altura era assolutamente sgombro, anche perch&eacute; il fuoco non si era spinto oltre la cima.</p>
<p>&nbsp;Sempre balzando come capre del Tibet, i due fuggiaschi riuscirono finalmente, dopo una corsa furibonda, a raggiungere la pianura. Un grido di gioia sfugg&iacute; ad entrambi.</p>
<p>&nbsp;I due cavalli mongoli stavano pascolando tranquillamente sotto un fico baniano.</p>
<p>&nbsp;- Te l&#8217;avevo detto io che non sarebbero fuggiti, &#8211; disse Kammamuri dopo un lungo respiro.</p>
<p>&nbsp;- Hai ragione, sahib, &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Si lasceranno poi prendere?</p>
<p>&nbsp;- Non temere che riprendano la corsa. Qui non vi sono pi&uacute; serpenti che li minaccino e non vi &egrave; una scintilla. La pianura &egrave; umida e noi trotteremo al sicuro.</p>
<p>&nbsp;- E che cosa fanno gli uomini del rajah?</p>
<p>&nbsp;Ci crederanno di gi&agrave; asfissiati ed aspetteranno che l&#8217;aria si purifichi per spingersi sull&#8217;altura.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Per Siva! non hanno polmoni differenti dai nostri.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Si accostarono cautamente ai due cavalli i quali non cessavano di pascolare, li afferrarono solidamente per le narici mettendo loro i morsi di sottile acciaio, poi balzarono lestamente in arcione.</p>
<p>&nbsp;- Sempre verso oriente, &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Sta&#8217; in guardia contro le sorprese.</p>
<p>&nbsp;- Due buoni occhi li ho anch&#8217;io, sahib &#8211; rispose il rajaputo,</p>
<p>&nbsp;I cavalli, docilissimi, appena sentita la pressione delle larghe staffe, si rimisero in corsa nitrendo allegramente.</p>
<p>&nbsp;Avevano percorsi appena cinquecento passi e stavano seguendo il margine di una jungla che pareva avesse delle dimensioni straordinarie, quando un url&iacute;o furioso scoppi&ograve; dietro di loro segu&iacute;to da un galoppo sfrenato.</p>
<p>&nbsp;- Sono sulla nostra pista! &#8211; grid&ograve; il maharatto, allentando tutte le briglie. &#8211; Via! via! Rajaputo! Gettiamoci nella jungla.</p>
<p>&nbsp;I fuggiaschi, che a poco a poco, pur trattenendo gli animali, avevano guadagnato ancora un paio di centinaia di metri, portando la distanza a settecento, si trovarono improvvisamente di fronte ad una vasta apertura.</p>
<p>&nbsp;Dei grossi animali dovevano aver squarciata la jungla aprendo una specie di sentiero.</p>
<p>&nbsp;- Questo fa per noi &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Passeremo attraverso a questo mare di bamb&uacute; ma non prima di aver data una dura lezione ai paria di Sindhia. Dobbiamo scavalcarne alcuni per far loro comprendere quanto sia pericoloso l&#8217;inseguimento. Non siamo che in due e cercheremo di combattere come dieci.</p>
<p>&nbsp;Arrest&ograve; violentemente il mongolo proprio sull&#8217;orlo dello squarcio che era ingombro di enormi bamb&uacute; ammonticchiati alla rinfusa e balz&ograve; a terra.</p>
<p>&nbsp;- Lega le bestie &#8211; disse al rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Subito, sahib. Io ho pi&uacute; fiducia della tua carabina che della mia.</p>
<p>&nbsp;- Vedremo &#8211; rispose semplicemente Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;Si era inginocchiato dietro ad una catasta di enormi bamb&uacute; tulda, spiando i cavalieri di Sindhia che si avanzavano faticosamente fra le altissime erbe.</p>
<p>&nbsp;- Cavalli di poca resistenza &#8211; disse. &#8211; Li faremo correre finch&eacute;, ad uno ad uno, cadranno. Fino sulle montagne di Sadhja non ci seguiranno, ne sono sicuro.</p>
<p>&nbsp;Maledetti sciacalli!&#8230; Potessi smontarvi tutti!&#8230;</p>
<p>&nbsp;I banditi giungevano strepitando e sparando sempre. Alla loro testa stava un uomo tutto vestito di seta bianca, di forme erculee, un bramino forse.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri lo mir&ograve; attentamente, cambiando parecchie volte posizione, poi la grossa carabina di mare rintron&ograve; dentro la jungla facendo tacere d&#8217;un colpo solo tutti i volatili che vi si erano rifugiati.</p>
<p>&nbsp;Il cavaliere vestito di bianco si chin&ograve; sul collo della sua cavalcatura, poi vuot&ograve; l&#8217;arcione senza mandare un grido.</p>
<p>&nbsp;I suoi compagni, spaventati, si erano arrestati.</p>
<p>&nbsp;- A te ora, rajaputo, &#8211; disse il bravo maharatto. &#8211; Metti l&#8217;alzo a settecento metri e sarai sicuro del tuo colpo.</p>
<p>&nbsp;- Mi prover&ograve;, sahib. Non sono mai stato un cattivo tiratore.</p>
<p>&nbsp;- Spara. Bisogna spaventarli.</p>
<p>&nbsp;Il gigante, il quale aveva legati i due mongoli, si nascose dietro l&#8217;enorme barricata di bamb&uacute;, e fece il suo colpo.</p>
<p>&nbsp;Tutti i rajaputi sono buoni fucilieri. Abituati a combattere ai confini dell&#8217;India sanno subito misurare la distanza e difficilmente falliscono il colpo.</p>
<p>&nbsp;Come abbiamo gi&agrave; detto sono i soli ind&uacute; che disputano il valore ai maharatti e non sempre con svantaggio.</p>
<p>&nbsp;Il gigante, mentre Kammamuri si affrettava a ricaricare la carabina alz&ograve; l&#8217;arma e punt&ograve; sul gruppo che si avanzava.</p>
<p>&nbsp;- Sono in molti &#8211; disse. &#8211; Qualcuno cadr&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Un altro cavaliere vestito di bianco aveva preso il comando del drappello, e con altissime grida incitava i banditi a spingersi rapidamente innanzi.</p>
<p>&nbsp;Probabilmente si trattava di un altro bramino, poich&eacute; n&eacute; paria , n&eacute; fakiri indossano tali vesti. Appena appena portano un paio di calzoncini rattoppati od un gonnellino quasi sempre pieno di pidocchi.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo appoggi&ograve; la canna della carabina su un grosso bamb&uacute; che era stato divelto e che lo proteggeva dalle scariche avversarie, e dopo d&#8217;aver mirato a lungo, premette il grilletto.</p>
<p>&nbsp;Non fu il cavaliere che cadde, bens&iacute; il cavallo. La povera bestia, dopo essersi violentemente inalberata, era stramazzata fra le erbe, scaraventando l&#8217;uomo che portava in sella a parecchi metri di distanza.</p>
<p>&nbsp;Un grido di rabbia sfugg&iacute; dalle labbra del gigante.</p>
<p>&nbsp;- Non irritarti, amico, &#8211; disse Kammamuri. &#8211; Anche i cavalli contano, e tu hai fatto un magnifico tiro.</p>
<p>&nbsp;- Ma l&#8217;uomo &egrave; ancora vivo e vedo che sta rialzandosi.</p>
<p>&nbsp;- T&#8217;inganni.</p>
<p>&nbsp;- Non sono cieco.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri aveva fatto rapidamente fuoco sul cavaliere e lo aveva fatto ricadere per non rialzarsi certamente mai pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Vedi che &egrave; ancora a terra? &#8211; disse Kammamuri sorridendo.</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; tu l&#8217;hai fulminato, sahib . Ah, questi maharatti ci sono superiori, devo confessarlo.</p>
<p>&nbsp;I banditi di Sindhia, spaventati da quei tre colpi di fuoco giunti tutti a destinazione, e ad una cos&iacute; notevole distanza, si erano slanciati a terra nascondendosi dietro ai loro cavalli.</p>
<p>&nbsp;Quantunque ormai sapessero di non aver da fare che con due soli avversari, non si sentivano l&#8217;animo di riprendere la carica.</p>
<p>&nbsp;- Li aspetteremo? &#8211; chiese il rajaputo, ricaricando l&#8217;arma.</p>
<p>&nbsp;- Ah no!&#8230; &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Mentre loro avanzano al passo, noi spariremo dentro la jungla. Questo grande squarcio in qualche luogo ci condurr&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Montiamo in sella?</p>
<p>&nbsp;- E subito, amico!&#8230; Avanti, e che tutte le divinit&agrave; dell&#8217;India ci proteggano poich&eacute; noi ne abbiamo bisogno.</p>
<p>&nbsp;- Mi fido pi&uacute; della mia carabina &#8211; borbott&ograve; il rajaputo. &#8211; Brahma, Siva e Visn&uacute; sono tutti diventati sordi e non ascoltano pi&uacute; le preghiere dei loro adoratori.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Aveva ragione un missionario bianco, venuto dall&#8217;Europa, di chiamarli falsi dei.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Allarg&ograve; un momento le gambe ed il mongolo, sempre pieno di fuoco, si slanci&ograve; attraverso il grande sentiero, segu&iacute;to subito da quello di Kammamuri.</p>
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		<title>Un brutto tiro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 12:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[6. Un brutto tiro &#160; &#160;Effettivamente le bande di Sindhia, non pi&#250; sostenute dai rajaputi, caduti per la maggior parte nella jungla e poi dinanzi alla grande cloaca, non dovevano possedere un coraggio straordinario malgrado il loro numero. &#160;Con un rapido attacco avrebbero potuto conquistare la collina; invece erano rimaste accampate nella pianura, guardando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>6. Un brutto tiro</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Effettivamente le bande di Sindhia, non pi&uacute; sostenute dai rajaputi, caduti per la maggior parte nella jungla e poi dinanzi alla grande cloaca, non dovevano possedere un coraggio straordinario malgrado il loro numero.</p>
<p>&nbsp;Con un rapido attacco avrebbero potuto conquistare la collina; invece erano rimaste accampate nella pianura, guardando in alto e sparando qualche colpo di fucile che andava a disperdersi fra le foreste di palas.</p>
<p>&nbsp;Vi era dunque da sperare molto da parte degli assediati. Se tenevano fermo poche settimane, i montanari comandati dal vecchio Khampur, avrebbero lasciato i loro villaggi per accorrere in difesa del Maharajah ,lo sposo della rhani, adorata da quei ruvidi uomini delle alte cime.</p>
<p>&nbsp;Si trattava solamente di far presto, poich&eacute; gli elefanti ed i cavalli, i tigrotti della Malesia potevano correre il pericolo di morire di fame.</p>
<p>&nbsp;Come abbiamo detto, le bande si erano mantenute tranquille, pi&uacute; occupate a prepararsi degli accampamenti che a sorvegliare il nemico, il quale d&#8217;altronde era stato bene accerchiato.</p>
<p>&nbsp;Non c&#8217;era che dire. Almeno per il momento Sindhia, il pazzo, l&#8217;ubriacone, era sempre il pi&uacute; forte.</p>
<p>&nbsp;A mezzanotte Kammamuri ed il rajaputo fedele, montati ognuno su un cavallo ben pasciuto e ben riposato, si accostarono alla capanna che le tigri della Malesia avevano innalzata pei loro capi con rami e foglie gigantesche.</p>
<p>&nbsp;Dinanzi ardeva un gran fuoco, il quale mandava bagliori ora giallastri ed ora sanguigni.</p>
<p>&nbsp;Sandokan, Yanez, Tremal-Naik ed il flemmatico olandese stavano fumando in attesa di qualche non improbabile allarme.</p>
<p>&nbsp;- Signori, &#8211; disse il valoroso maharatto &#8211; noi siamo pronti a tentare la sorte.</p>
<p>&nbsp;- E se ti uccidono? &#8211; disse Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Avete altra gente da mandare verso le montagne, signore.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, i montanari, perch&eacute; gli altri, fuorch&eacute; Sambigliong, ignorano le vie e non sono conosciuti. Che cosa dice la Tigre della Malesia?</p>
<p>&nbsp;- Io dico &#8211; rispose Sandokan &#8211; che prima di partire aspetterete, da parte nostra, un falso attacco per sgombrarvi il cammino verso oriente.</p>
<p>&nbsp;Ho gi&agrave; dato ordine al miei uomini di portare le mitragliatrici in basso e di aprire un fuoco infernale.</p>
<p>&nbsp;Voi approfitterete del momento per scendere la collina dalla parte opposta e fuggire verso le montagne.</p>
<p>&nbsp;- I vostri ultimi ordini, signor Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Radunare pi&uacute; montanari che potrai e guidarli qui. Come vedi, &egrave; una cosa semplicissima.</p>
<p>&nbsp;- Purch&eacute; scendano nelle pianure assamesi.</p>
<p>&nbsp;- Di questo rispondo io &#8211; disse Yanez. &#8211; Conosco troppo bene quei valorosi; e poi fra loro vi &egrave; la rhani e il mio piccolo figlio.</p>
<p>&nbsp;- Allora io ed il rajaputo siamo pronti.</p>
<p>&nbsp;- Aspettate un momento &#8211; disse l&#8217;olandese. &#8211; Vado a prendervi una bottiglia piena d&#8217;un fortissimo disinfettante che ammazzer&agrave; all&#8217;istante tutti i bacilli del colera. Il male pu&ograve; essere gi&agrave; scoppiato fra le truppe di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Lasciatela pure in pace &#8211; disse Sandokan. &#8211; Questa gente non ha paura delle vostre misteriose bestioline.</p>
<p>&nbsp;- Per precauzione&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Oh, lasciate andare.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;olandese alz&ograve; le spalle, tir&ograve; una grande fumata, poi disse: &#8211; Non valeva la pena che io lasciassi la Malesia.</p>
<p>&nbsp;- Ma, come vedete, signor Wan Horn, fino ad ora le vostre famose coltivazioni non hanno dato nessun risultato &#8211; disse Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Aspettate, aspettate!</p>
<p>&nbsp;- Fino al giorno in cui saremo tutti morti di fame?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;olandese aspir&ograve; un&#8217;altra gran boccata di fumo dalla sua pipa di porcellana, poi rispose:</p>
<p>&nbsp;- Ba&#8217;, c&#8217;&egrave; tanta carne qui da divorare. Io so che le trombe ed i piedi degli elefanti, cucinati dentro un forno scavato nella terra, sono squisitissimi. Faremo delle scorpacciate!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- E poi chi vi porter&agrave;, signor Wan Horn? &#8211; chiese Sandokan sempre ironico.</p>
<p>&nbsp;- Perbacco! Le mie gambe.</p>
<p>&nbsp;- Le vedremo alla prova.</p>
<p>&nbsp;Usc&iacute; dalla capanna dinanzi alla quale, presso un grosso fal&ograve;, attendevano sempre Kammamuri ed il rajaputo fedele, tenendo per le briglie due cavalli dal pelame nero e lucidissimo, due bellissime bestie di razza mongola, dotate d&#8217;una grande resistenza e d&#8217;una velocit&agrave; fulminea.</p>
<p>&nbsp;- Aspettate &#8211; disse loro.</p>
<p>&nbsp;Afferr&ograve; un grosso ramo ardente, lo rote&ograve; per qualche momento onde ravvivare meglio la fiamma, poi lo scagli&ograve; in alto facendogli descrivere una lunga parabola.</p>
<p>&nbsp;Pochi momenti dopo, verso la met&agrave; della collina, dal lato occidentale, si ud&iacute; una mitragliatrice stridere, seguita subito da alcuni colpi di carabina.</p>
<p>&nbsp;Yanez e Tremal-Naik accompagnati dal cacciatore di topi, di ventato ormai indispensabile anche fuori dalle cloache, udendo quel fracasso si erano pure affrettati a uscire, portando le loro armi.</p>
<p>&nbsp;- Credi che abboccheranno, Sandokan? &#8211; chiese il primo, il quale si mostrava estremamente irrequieto.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, ne sono sicuro &#8211; rispose la Tigre della Malesia. &#8211; Tutte le bande di Sindhia si precipiteranno da questo lato, credendo che noi vogliamo gettarci stupidamente in bocca agli sciacalli. Ah, no!&#8230; Siamo troppo pochi per riaffrontarli.</p>
<p>&nbsp;Poi avvicinandosi al cacciatore di topi, gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Tu che vedi anche di notte, scendi la collina dal lato opposto e sappimi dire se le bande del rajah lasciano i loro campi.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, gran sahib &#8211; rispose il baniano. &#8211; Far&ograve; una corsa rapidissima. Potete fidarvi dei miei occhi.</p>
<p>&nbsp;- Bada che i minuti sono preziosi.</p>
<p>&nbsp;- Non lo dimenticher&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Prese lo slancio e scomparve nell&#8217;oscurit&agrave; come se avesse fatto sempre il corridore pedestre. Che forza meravigliosa doveva possedere quel vecchio!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Intanto un vivissimo combattimento di fucileria e di mitragliatrici si era impegnato fra gli uomini di Sandokan e le bande del rajah; ma non vi era, n&eacute; da una parte n&eacute; dall&#8217;altra, salvo in certi momenti, un gran spreco di munizioni.</p>
<p>&nbsp;- Tu speri sempre, Sandokan? &#8211; chiese Yanez alla Tigre della Malesia, che prestava attento orecchio a tutti quegli spari.</p>
<p>&nbsp;- Ti ho detto che cadranno nell&#8217;agguato che io ho teso loro.</p>
<p>&nbsp;- E se Kammamuri ed il rajaputo cadessero alla loro volta in qualche imboscata?</p>
<p>&nbsp;- Sono uomini da cavarsela. Vedrai che tutto andr&agrave; bene.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri ed il rajaputo, assolutamente tranquilli, aspettavano sempre il segnale della partenza con un piede nella larga staffa di ferro, che ha la punta dinanzi e di dietro, perch&eacute; possa servire da sprone.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; da un quarto d&#8217;ora il cacciatore di topi era partito, e sul fianco della collina si continuava a sparare, a lunghi intervalli, quando il vecchio ricomparve sempre correndo come un giovanotto.</p>
<p>&nbsp;- Grandi sahibs, &#8211; disse rivolgendosi a Yanez, Sandokan e Tremal-Naik &#8211; tutte le bande che accampavano alla base della collina, dalla parte d&#8217;oriente, sono partite. Gli accampamenti sono vuoti.</p>
<p>&nbsp;- Ne sei ben sicuro? &#8211; gli chiese la Tigre della Malesia.</p>
<p>&nbsp;- Come vi ho detto i miei occhi vedono forse meglio di quelli dei topi, i miei vecchi compagni.</p>
<p>&nbsp;- Che tu mangiavi inesorabilmente &#8211; disse Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Era la lotta per la vita, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Allora voi potete partire &#8211; disse Sandokan. &#8211; I cavalli sono stati scelti con cura, sono ben nutriti e riposati, e vi porteranno lontano. Solamente vi dico di guardarvi dagli agguati.</p>
<p>&nbsp;- Apriremo anche noi bene gli occhi come il cacciatore di topi &#8211; rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Partite e portate i miei saluti alla rhani ed a mio figlio &#8211; disse Yanez. &#8211; Pensate che la nostra sorte sta nelle vostre mani.</p>
<p>&nbsp;- Cercheremo di non farci prendere.</p>
<p>&nbsp;Stavano per partire, quando il signor Wan Horn si avvicin&ograve; loro, dicendo colla sua solita voce tranquilla:</p>
<p>&nbsp;- Se potete, datemi qualche notizia sullo sviluppo del colera. A quest&#8217;ora ci devono essere non pochi morti nei campi del rajah.</p>
<p>&nbsp;- Lo credete? &#8211; chiese Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Ma certamente. Le mie bestioline hanno avuto il tempo necessario per svilupparsi.</p>
<p>&nbsp;- Dei morti ve ne saranno, ma uccisi dalle mie mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;- Eh, vedrete!&#8230; Aspettate!</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, la fine del mondo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;olandese non era uomo da scombussolarsi per una frase anche assai aspra. Alz&ograve; le spalle, si accomod&ograve; gli occhiali, e sempre con la sua pipa in bocca si allontan&ograve; per fare forse una visita alle sue famose bottiglie piene di microbi micidiali, almeno cos&iacute; asseriva lui.</p>
<p>&nbsp;- Ors&uacute;, partite &#8211; disse Yanez a Kammamuri ed al rajaputo, mentre la fucileria continuava a rimbombare sotto i boschi di palas.</p>
<p>&nbsp;I due valorosi in un lampo furono in sella. Raccolsero le briglie, assicurarono bene i piedi dentro le larghe staffe, fecero col capo un ultimo saluto e lanciarono i due cavalli neri, i quali, dopo essersi levata la fame ed un po&#8217; riposati, pareva non domandassero che di correre.</p>
<p>&nbsp;- Apri gli occhi, rajaputo &#8211; disse il maharatto, il quale scendeva veloce la collina.</p>
<p>&nbsp;- Ed anche tu, sahib &#8211; rispose il gigante. &#8211; Quattro lanterne fanno maggior luce di due.</p>
<p>&nbsp;- Credi tu che noi passeremo?</p>
<p>&nbsp;- Per tutte le divinit&agrave; dell&#8217;India!&#8230; Passeremo a corsa sfrenata, e vedremo se quell&#8217;accozzaglia di furfanti sar&agrave; capace di arrestarci.</p>
<p>&nbsp;- Sei mai stato lass&uacute;?</p>
<p>&nbsp;- A Sadhja? No, quantunque abbia udito parlare assai di quelle montagne.</p>
<p>&nbsp;- Ne avremo per quattro giorni almeno.</p>
<p>&nbsp;- Nessuna cavalcata mi spaventa.</p>
<p>&nbsp;- Allora tutto va bene &#8211; disse Kammamuri, raccogliendo strettamente le briglie del suo splendido mongolo.</p>
<p>&nbsp;Dall&#8217;altra parte della collina si continuava a sparare. Le detonazioni venivano talvolta coperte da urli selvaggi, lanciati dalle bande di Sindhia, pi&uacute; adatte per gridare che per maneggiare il fucile.</p>
<p>&nbsp;Ma una vera battaglia non doveva essersi impegnata, non avendo gli assediati alcun vantaggio a scendere nella pianura mentre si trovavano lass&uacute;, fra le ultime rocce, come dentro ad un castello. Sandokan e Yanez erano troppo prudenti per impegnarsi a fondo coi pochi uomini che avevano.</p>
<p>&nbsp;Gli assedianti, vera accozzaglia di banditi, di paria, di fakiri, di bramini, avevano lo stesso motivo, avendo ormai conosciuta l&#8217;audacia e il coraggio dei loro avversari.</p>
<p>&nbsp;Certamente il rajah contava pi&uacute; sulla fame che sulle armi da fuoco dei suoi uomini.</p>
<p>&nbsp;Intanto Kammamuri ed il rajaputo fedele, sempre pi&uacute; rassicurati, malgrado l&#8217;oscurit&agrave; continuavano a scendere attraverso i vasti gruppi d&#8217;alberi i quali lasciavano qua e l&agrave; degli ampi passaggi.</p>
<p>&nbsp;I cavalli avevano il piede sicuro quasi quanto i muli, e non vi era nessun pericolo che facessero qualche capitombolo. Erano bravi animali abituati sia ad attraversare le jungle, sia a scalare o scendere montagne.</p>
<p>&nbsp;Era trascorsa appena mezz&#8217;ora quando i due valorosi giunsero al piano.</p>
<p>&nbsp;- Prima di spronare guardiamo attentamente &#8211; disse Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Non vedo nulla &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; &Egrave; vero che io non posseggo gli occhi del cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Saranno corsi tutti dall&#8217;altra parte temendo una discesa del Maharajah .</p>
<p>&nbsp;- Lanciamo, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Lanciamo, rajaputo, e carabina davanti alla sella.</p>
<p>&nbsp;I due cavalli, che si erano arrestati un momento, punzecchiati vivamente colle staffe puntute, partirono a corsa sfrenata.</p>
<p>&nbsp;La notte era oscurissima poich&eacute; non vi erano n&eacute; stelle, n&eacute; luna; anzi vi erano in alto delle grosse masse di vapori che un vento piuttosto freddo spingeva verso ponente, scendendo dalle alte montagne di Sadhja.</p>
<p>&nbsp;Ma Kammamuri sapeva, come la maggior parte degli indiani e degli zingari, dirigersi egualmente, e far di meno della piccola bussola d&#8217;oro che Yanez gli aveva regalato all&#8217;ultimo momento.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;altra mezz&#8217;ora trascorse. Nella vasta e tenebrosa pianura, coperta ad intervalli di fittissime erbe del genere dei k&acirc;lam, ma non cos&iacute; alte, non si udiva risonare che il galoppo, sempre pi&uacute; precipitoso, dei due cavalli.</p>
<p>&nbsp;In lontananza, verso la collina, solamente qualche colpo di carabina od una scarica di mitraglia, rimbombavano. Pareva che assediati ed assedianti economizzassero le munizioni, troppo preziose per gli uni e per gli altri.</p>
<p>&nbsp;I due cavalieri contavano di aver percorso gi&agrave; quattro o cinque miglia e ritenevano di trovarsi ormai fuori di pericolo, quando in mezzo al fitto buio si ud&iacute; una voce rauca urlare:</p>
<p>&nbsp;- Chi passa? Ferma!&#8230; Ferma!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Non rispondere tu &#8211; disse rapidamente Kammamuri al suo gigantesco compagno, trattenendo il cavallo.</p>
<p>&nbsp;Poi a sua volta grid&ograve; con voce minacciosa:</p>
<p>&nbsp;- Fermi voi, cani del Maharajah!</p>
<p>&nbsp;- T&#8217;inganni!&#8230; &#8211; disse l&#8217;uomo che aveva intimato il fermo. &#8211; Noi siamo guerrieri di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Voi mentite!&#8230; Gli uomini del rajah si trovano tutti intorno alla collina e stanno combattendo.</p>
<p>&nbsp;- Lo sappiamo. Chi siete voi?</p>
<p>&nbsp;- Rajaputi- rispose Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- E dove andate?</p>
<p>&nbsp;- Il Maharajah &egrave; riuscito a fuggire e gli diamo la caccia.</p>
<p>&nbsp;- In quanti siete?</p>
<p>&nbsp;- In venti.</p>
<p>&nbsp;- Io non posso lasciarvi passare &#8211; grid&ograve; l&#8217;uomo di Sindhia. &#8211; Ho ricevuto degli ordini formali dal rajah.</p>
<p>&nbsp;- Ed anche noi. Dobbiamo prendere, vivo o morto, l&#8217;uomo bianco.</p>
<p>&nbsp;- Nessuno &egrave; passato di qui.</p>
<p>&nbsp;- Dormivate forse? Avvertir&ograve; Sindhia, miserabili che siete! &#8211; url&ograve; il maharatto.</p>
<p>&nbsp;Poi volgendosi verso il rajaputo gli disse rapidamente:</p>
<p>&nbsp;- Preparati a caricare.</p>
<p>&nbsp;- Sono pronto, sahib. Dopo la carabina lavorer&ograve; colla scimitarra, e vedrai che squarcio far&ograve; fra quegli uomini.</p>
<p>&nbsp;In mezzo alle erbe, diventate in quel luogo cos&iacute; alte da arrivare alle staffe dei cavalieri, si udivano delle persone chiamarsi. Non dovevano essere lontane pi&uacute; di duecento metri, e forse formavano un piccolo accampamento incaricato di vegliare sulle retrovie.</p>
<p>&nbsp;Il capo del posto, che per primo aveva dato l&#8217;allarme, dopo qualche minuto di conversazione coi suoi guerrieri che si tenevano sempre accuratamente nascosti fra le erbe, fece riudire la sua voce veramente stridula:</p>
<p>&nbsp;- Se siete veramente dei rajaputi &#8211; grid&ograve; &#8211; tornate indietro. Il rajah ha bisogno di voi.</p>
<p>&nbsp;- Niente affatto &#8211; rispose Kammamuri. &#8211; Ormai ha preso la collina d&#8217;assalto, e solo pochi dei suoi nemici sono riusciti a fuggire, e fra questi il Maharajah .Largo adunque, e non seccateci, vili paria !&#8230; </p>
<p>- Tu gridi troppo forte.</p>
<p>&nbsp;- Noi rajaputi non siamo persone da arrestarci. Senza di noi, voi non avreste mai espugnata Gauhati.</p>
<p>&nbsp;- Passerete, ma prima voglio accertarmi se siete realmente quello che affermate di essere.</p>
<p>&nbsp;Aspettate che accendiamo del fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Per dar fuoco ai k&acirc;lam ?</p>
<p>&nbsp;- Agiremo con prudenza.</p>
<p>&nbsp;- Non fateci perdere troppo tempo o perderemo le tracce del Maharajah .</p>
<p>&nbsp;- Non domando che un solo minuto.</p>
<p>&nbsp;- E noi, sahib? &#8211; chiese il gigantesco rajaputo, che si sentiva invaso da una voglia furiosa di caricare.</p>
<p>&nbsp;- E noi non saremo cos&iacute; sciocchi d&#8217;aspettare che diradino le tenebre.</p>
<p>&nbsp;- Credi che siano in molti?</p>
<p>&nbsp;- Forse no. Lascia andare la carabina ed impugna piuttosto la scimitarra. Poi abbiamo anche le pistole, e sono gi&agrave; dieci colpi di fuoco sui quali potremo contare.</p>
<p>&nbsp;- Sotto? &#8211; chiese il rajaputo, che frenava a stento il cavallo.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sotto, in piena volata, sciabolando. Resta saldo in sella.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; come se fossi inchiodato.</p>
<p>&nbsp;In quel momento un fuoco brill&ograve; fra le tenebre. Pareva che gli uomini di Sindhia avessero acceso qualche ramo resinoso.</p>
<p>&nbsp;- Addosso!&#8230; &#8211; disse sotto voce il maharatto.</p>
<p>&nbsp;I due cavalieri, che avevano tutto l&#8217;interesse di non mostrare l&#8217;esiguit&agrave; delle loro forze, allentarono le briglie, impugnarono le scimitarre e si scagliarono innanzi a corpo perduto.</p>
<p>&nbsp;In un lampo furono addosso ad una linea d&#8217;uomini che tenevano essi pure dei cavalli, e d&#8217;un colpo solo la sfondarono, mandando urli tremendi e sciabolando furiosamente.</p>
<p>&nbsp;Passarono come saette, salutati appena da qualche colpo di pistola e di fucile, e si allontanarono, ventre a terra, tenendo sempre la direzione orientale.</p>
<p>&nbsp;Ma non avevano per&ograve; percorsi trecento o quattrocento metri, quando udirono dietro di loro il galoppo sfrenato di numerosi cavalli.</p>
<p>&nbsp;- Ah, le canaglie!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Kammamuri. &#8211; Erano gente montata!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Che ci dar&agrave; una caccia accanita &#8211; rispose il gigante, ringuainando la scimitarra lorda di sangue e staccando dall&#8217;arcione la carabina. &#8211; Fortunatamente fa molto oscuro, e non so se riusciranno a filare diritti dietro di noi.</p>
<p>&nbsp;- Il rumore dei nostri cavalli ci tradisce.</p>
<p>&nbsp;- Io vorrei sapere chi sono quei cavalieri. Rajaputi? Uhm! ne dubito assai.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Noi abbiamo un grido di guerra diverso da tutte le caste guerriere dell&#8217;Indostan, e non l&#8217;ho udito. Chi avrebbe detto che quel pazzo furioso si sarebbe procurata anche della cavalleria?&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Io credo che qui sotto ci sia lo zampino del leopardo inglese &#8211; disse Kammarnuri. &#8211; Noi, in Malesia, siamo stati troppo odiati per le nostre strepitose vittorie.</p>
<p>&nbsp;Un colpo di fuoco echeggi&ograve; rompendo, per un istante, le tenebre, ma i fuggiaschi non udirono il fischio della palla.</p>
<p>&nbsp;- Non rispondere &#8211; disse precipitosamente Kammamuri, vedendo che il rajaputo stava per voltarsi sulla sella. &#8211; Non segnalare, per ora, dove noi ci troviamo. Possono essere in molti, e con una scarica fortunata gettarci tutti e due colle gambe in aria.</p>
<p>&nbsp;- Hai ragione, sahib, e devono essere davvero in molti, a giudicarlo dal fracasso che producono i loro cavalli. Dobbiamo accelerare?</p>
<p>&nbsp;- Mancano almeno due ore allo spuntare del sole, e sar&agrave; meglio per noi prendere un maggior vantaggio &#8211; rispose il maharatto. &#8211; Ai nostri giorni le armi sono troppo perfezionate, ed una palla pu&ograve; essere micidiale a cinquecento ed anche pi&uacute; metri. Ti sembra che resista il tuo cavallo?</p>
<p>&nbsp;- Va come se avesse il fuoco nelle vene, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Ed anche il mio. Il signor Yanez ce li ha scelti con cura.</p>
<p>&nbsp;- Ed allora allunghiamo &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Non tanto. Non sfiatiamo queste povere bestie che ci possono rendere degli immensi servigi.</p>
<p>&nbsp;Allentarono un po&#8217; le briglie e punzecchiarono un po&#8217;. I due mongoli scattarono di colpo e presero un passo velocissimo, fendendo coi robusti petti i k&acirc;lam che si stendevano come un mare di verzura.</p>
<p>&nbsp;Dietro di loro galoppavano furiosamente i cavalieri di Sindhia sempre intimando il fermo, e sparando colpi di carabina che non facevano n&eacute; caldo n&eacute; freddo al maharatto ed al rajaputo, sapendo ormai per prova quanto quei banditi fossero dei pessimi tiratori e da fermo. A cavallo non dovevano valere assolutamente nulla.</p>
<p>&nbsp;Colle armi bianche certo che le cose sarebbero andate diversamente.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; i due coraggiosi galoppavano da una buona ora, quando si present&ograve; dinanzi a loro una piccola altura, dai fianchi larghi ed accessibilissima, non pi&uacute; alta di una sessantina di metri.</p>
<p>&nbsp;- Lass&uacute; &#8211; disse il maharatto.</p>
<p>&nbsp;- E poi? &#8211; chiese il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Cercheremo di arrestare quei furfanti. Tu sei sicuro dei tuoi colpi?</p>
<p>&nbsp;- Sbaglio di rado, sahib &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Questa corsa non pu&ograve; durare eternamente, e poi voglio contare i nemici che ci stanno alle calcagna.</p>
<p>&nbsp;- E se ricevessero dei rinforzi?</p>
<p>&nbsp;- Oh, ormai siamo troppo lontani dai campi di Sindhia. Dobbiamo aver gi&agrave; percorse pi&uacute; di venticinque miglia.</p>
<p>&nbsp;- Allora montiamo &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Comprendo anch&#8217;io che non dobbiamo rovinare, in una sola corsa, queste bestie che gi&agrave; hanno sofferto nelle cloache&#8230;</p>
<p>&nbsp;Ed i grandi sahibs che cosa faranno intanto?</p>
<p>&nbsp;- Non preoccuparti di loro. Te l&#8217;ho gi&agrave; detto che sono uomini da non farsi prendere.</p>
<p>&nbsp;- E se l&#8217;assedio si prolungasse?</p>
<p>&nbsp;- Non hanno gli elefanti ed i cavalli da mangiare? E poi le foreste che coprono la collina offriranno loro, per un certo tempo, altre risorse.</p>
<p>&nbsp;I due cavalli montarono intanto l&#8217;altura senza rallentare lo slancio, e si arrestarono fra un gruppo di colossali tamarindi.</p>
<p>&nbsp;Tutto intorno si alzavano delle erbe gigantesche fra le quali serpeggiavano confusamente, attorcigliate come rettili, delle canne d&#8217;India.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri lanci&ograve; intorno un rapido sguardo, poi disse al rajaputo:</p>
<p>&nbsp;- Ecco una magnifica posizione per arrestare quei dannati. Quando ne avremo gettati a gambe levate parecchi, riprenderemo la corsa.</p>
<p>&nbsp;Legarono i due cavalli, tolsero loro rapidamente i morsi perch&eacute; potessero mangiare liberamente, poi, impugnate le carabine, si spinsero verso il lato occidentale dell&#8217;altura.</p>
<p>&nbsp;I cavalieri di Sindhia giungevano sempre urlando e sempre sprecando inutilmente le munizioni, ma faceva ancora troppo scuro per poterli contare.</p>
<p>&nbsp;Erano in molti od in pochi? Ecco quello che si chiedeva ansiosamente il maharatto.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;alba peraltro non era lontana. Verso oriente un tenuissimo velo color di rosa si avanzava, spengendo rapidamente le stelle.</p>
<p>&nbsp;I due valorosi si nascosero fra gli altissimi k&acirc;lam , pronti a mitragliare gli avversari; ma i banditi, accortisi che i fuggiaschi avevano presa posizione, e non sapendo nemmeno loro con quanti uomini avrebbero avuto da fare, non avevano osato spingersi sull&#8217;altura.</p>
<p>&nbsp;Anche loro aspettavano certamente lo spuntare del sole per regolarsi.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo, ben nascosto fra le erbe, aveva intanto accesa la sua vecchia pipa e si era messo a fumare, ma con gli orecchi sempre tesi e gli occhi ben aperti; e Kammamuri, avendo trovato in fondo alla tasca una sigaretta, l&#8217;aveva imitato.</p>
<p>&nbsp;Il cielo a poco a poco si rischiarava, ma meno rapidamente delle altre volte, essendovi sempre in alto grosse masse di vapori. La luce, dapprima rosea, diventava a poco a poco gialla.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto un gran fascio di luce illumin&ograve; l&#8217;immensa pianura che si stendeva fino ai bastioni della citt&agrave; distrutta, ed ai due fuggiaschi apparve una colonna formata d&#8217;una trentina di cavalieri abbastanza bene montati su cavalli morelli, di belle forme, e formidabilmente armati.</p>
<p>&nbsp;- Per Siva!&#8230; &#8211; esclam&ograve; Kammamuri. &#8211; Sono in buon numero. Non credevo che fossero in tanti.</p>
<p>&nbsp;- Non sono rajaputi. Che cosa saranno? Paria, fakiri, bramini, thugs o peggio ancora?</p>
<p>&nbsp;- Chi lo sa! Vedo che si tengono abbastanza bene in sella.</p>
<p>&nbsp;- Cominciamo a fucilarli?</p>
<p>&nbsp;- La tua carabina &egrave; carica a mitraglia od a palla?</p>
<p>&nbsp;- A palla, sahib &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Va bene. Le cartucce a mitraglia le useremo pi&uacute; tardi. Guarda quell&#8217;uomo che ha quel gigantesco turbante rosso, e che pare sia il comandante di quel manipolo di cavalieri.</p>
<p>&nbsp;- Lo vedo.</p>
<p>&nbsp;- Pr&ograve;vati a fare un colpo.</p>
<p>&nbsp;- Subito, sahib.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo, tenendosi sempre semi-nascosto fra i k&acirc;lam, punt&ograve; la carabina mirando con estrema attenzione.</p>
<p>&nbsp;Stava per partire il colpo quando il maharatto gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Risparmia quel colpo. Qualche altro nemico pi&uacute; terribile ci assale alle spalle.</p>
<p>&nbsp;- Chi?</p>
<p>&nbsp;- O m&#8217;inganno, o abbiamo alle costole una b&acirc;gh.</p>
<p>&nbsp;- Possibile, sahib? &#8211; chiese il rajaputo, volgendosi impetuosamente.</p>
<p>&nbsp;- Sono un vecchio cacciatore di tigri e non posso ingannarmi. &#8211; Per Parvati!&#8230; Trenta uomini dinanzi a noi ed una b&acirc;gh alle calcagna! Maledette bestie!&#8230; Corrono sempre dove c&#8217;&egrave; carne umana da divorare. Che cosa facciamo, maharatto?</p>
<p>&nbsp;- Prima pensiamo a sbarazzarci della bestia, la quale potrebbe piombarci addosso nel colmo del combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Impegnarci con una tigre in questo momento?</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; necessario &#8211; rispose Kammamuri, con voce ferma. &#8211; D&#8217;altronde non sono cos&iacute; terribili come tu credi. Quante io ne ho uccise nella Jungla nera insieme col mio padrone!</p>
<p>&nbsp;Vieni, cerca di non far rumore, e non occuparti, per il momento, dei cavalieri. Non oseranno salire, te lo assicuro.</p>
<p>&nbsp;- Andiamo dunque ad uccidere prima la b&acirc;gh &#8211; rispose docilmente il rajaputo. &#8211; Se sbaglier&ograve;, ho delle buone braccia per soffocarla.</p>
<p>&nbsp;- Ed i colpi d&#8217;unghia?</p>
<p>&nbsp;- Da quelli mi guarder&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri, vecchio cacciatore di tigri, che per molti anni aveva dato delle battaglie a quelle pericolosissime bestie nella Jungla nera insieme al suo padrone Tremal-Naik, non doveva essersi ingannato. E non le aveva cacciate solamente in India, bens&iacute; anche in Malesia.</p>
<p>&nbsp;Come mai, sui primi albori, si aggirava sulla cima di quella collina quella formidabile predona? Si sa che tutti i carnivori quando spunta il sole si affrettano a guadagnare i loro rifugi, o meglio le loro tane, poich&eacute; non cacciano che di notte. Probabilmente quella b&acirc;gh non aveva cenato quella sera, e si ostinava, malgrado la luce, a procurarsi delle bistecche.</p>
<p>&nbsp;Checch&eacute; si sia detto e scritto, le tigri, quando sono alle prese con la fame, non esitano a misurarsi cogli uomini, avendo piena conoscenza del proprio slancio impetuoso, irresistibile, e della propria forza pi&uacute; che straordinaria, assai superiore a quella del leone.</p>
<p>&nbsp;Nell&#8217;Africa meridionale si sono veduti dei leoni saltare dentro i kral boeri o zul&uacute;, e rivarcare la cinta portando fra le possenti mascelle un vitello; in India si &egrave; veduto ben altro. Una tigre adulta non esita a portarsi via un bue od una giovenca, e con quel peso, pu&ograve; saltare una cinta pi&uacute; o meno spinosa.</p>
<p>&nbsp;Tanto il rajaputo quanto il maharatto sapevano d&#8217;aver a che fare con un avversario ben pi&uacute; risoluto ed intrepido dei banditi che li assediavano, quindi si erano messi in moto con grandi precauzioni, cercando soprattutto di coprire i cavalli da un fulmineo attacco.</p>
<p>&nbsp;Sempre insieme girarono intorno ai tamarindi, tenendo le carabine puntate, movendo con le canne gli altissimi k&acirc;lam.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri stette un momento in silenziosa osservazione, poi si batt&eacute; colla sinistra la fronte dicendo:</p>
<p>&nbsp;- Noi siamo degli stupidi.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo lo interrog&ograve; collo sguardo, e per un momento abbass&ograve; l&#8217;arma.</p>
<p>&nbsp;- Ma s&iacute;, siamo degli stupidi &#8211; ripet&eacute; il maharatto. &#8211; Giacch&eacute; di qui non possiamo scoprire la b&acirc;gh, innalziamoci e cos&iacute; la scopriremo.</p>
<p>&nbsp;- E dove, se siamo proprio sulla cima dell&#8217;altura?</p>
<p>&nbsp;- Arrampichiamoci su un tamarindo, e di lass&uacute; facciamo fuoco con assai meno pericolo.</p>
<p>&nbsp;- Io non avrei mai avuto una cos&iacute; bella idea &#8211; confess&ograve; candidamente il rajaputo. &#8211; Ma la tigre non ne approfitter&agrave; per squarciare le groppe al nostri cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Abbiamo in mano dieci colpi di fuoco.</p>
<p>&nbsp;Intorno a loro, come abbiamo gi&agrave; detto, si alzavano alcuni superbi tamarindi, i cui rami elasticissimi si piegavano sotto il peso di enormi grappoli di frutta. Erano alti quindici ed anche venti metri, ed i loro tronchi lisci scomparivano quasi tutti sotto un&#8217;abbondante flora parassitaria.</p>
<p>&nbsp;Una scalata per uomini lesti come il rajaputo ed il maharatto non doveva essere che un giuoco da fanciulli.</p>
<p>&nbsp;Prima peraltro di tentare l&#8217;impresa, per paura di venire assaliti a poca altezza e strappati gi&uacute;, i due coraggiosi cercarono un po&#8217; pi&uacute; lontano dei sassi, e furono abbastanza fortunati di trovare due grossi frammenti di roccia mezzo sgretolati dalle acque.</p>
<p>&nbsp;Fu il rajaputo, perch&eacute; assai pi&uacute; robusto del maharatto, che s&#8217;incaric&ograve; di smuovere la tigre.</p>
<p>&nbsp;La dannata bestia si ostinava a non lasciare il suo nascondiglio, ed al precipitare delle due grosse pietre si era accontentata di rispondere con un ha &#8211; o- hungminaccioso e nient&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa fanno i cavalieri? &#8211; chiese il gigante al maharano, il quale aveva lanciato un rapido sguardo nella sottostante pianura.</p>
<p>&nbsp;- Si sono accampati in attesa forse di rinforzi.</p>
<p>&nbsp;- Sahib, te lo ripeto, sbrighiamo l&#8217;affare della b&acirc;gh e poi riprendiamo la corsa.</p>
<p>&nbsp;- Saliamo.</p>
<p>&nbsp;Ascoltarono un&#8217;ultima volta, aguzzarono gli occhi verso i k&acirc;lam che rimanevano perfettamente immobili, poi entrambi si slanciarono contro un grosso tamarindo, ed aggrappandosi alle piante rampicanti, in un momento si trovarono a quindici metri d&#8217;altezza, accomodati fra i grossi rami.</p>
<p>&nbsp;- La vedi? &#8211; chiese subito Kammamuri, armando la carabina.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, e si trova solamente a venti passi da noi &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;idea poteva venirmi anche prima.</p>
<p>&nbsp;- Lo credo anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;Di lass&uacute;, distesa in mezzo ai folti k&acirc;lam, avevano potuto subito scoprire la pericolosa bestia.</p>
<p>&nbsp;Stavano per far fuoco, quando notarono un fatto assolutamente straordinario. La b&acirc;gh stava allungata fra quattro grossi panieri, che avevano i coperchi alzati.</p>
<p>&nbsp;Kammamuri guard&ograve; il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Hai mai veduto nulla di simile, tu?</p>
<p>&nbsp;- Mai, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Io sospetto qualche tradimento.</p>
<p>&nbsp;- Intanto ammazziamo la b&acirc;gh, poi andremo a vedere che cosa contengono quei panieri.</p>
<p>&nbsp;- Per Siva! la colazione della bestia! &#8211; disse Kammamuri, scoppiando in una risata.</p>
<p>&nbsp;- Che sia ammaestrata?</p>
<p>&nbsp;Il maharatto alz&ograve; le spalle. Si accomod&ograve; meglio che pot&eacute; sul grosso ramo e guard&ograve; un&#8217;ultima volta la tigre la quale pareva che sonnecchiasse placidamente, poich&eacute; anche la sua lunga coda rimaneva affatto immobile.</p>
<p>&nbsp;- Rajaputo,- disse il maharatto &#8211; che cosa dici tu?</p>
<p>&nbsp;- Che sarebbe ora di far fuoco.</p>
<p>&nbsp;- La tua carabina &egrave; carica a mitraglia od a palla?</p>
<p>&nbsp;- A palla ed anche a mitraglia. Tu sai meglio di me che queste grosse armi possono sopportare, senza scoppiare, anche una doppia carica.</p>
<p>&nbsp;- Su ci&ograve; non ho alcun timore. Lascia prima che spari io che non sbaglio mai i miei colpi. Se ammazzo la bestia, come spero, tu mitraglierai quei panieri sospetti.</p>
<p>&nbsp;Mir&ograve; con grande calma e con estrema attenzione. Vedeva benissimo la bestia allungata fra le alte erbe a poco pi&uacute; di venti passi, e stava gi&agrave; per lasciar partire il colpo, quando il rajaputo, con suo grande stupore, lo vide rialzare vivamente la carabina e lo ud&iacute; mandare una sorda imprecazione.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa succede dunque, sahib? Non osi sparare?</p>
<p>&nbsp;- Succede che in questo affare non ci vedo chiaro. La tigre si &egrave; appiattita come si fosse, per opera di chi sa quale miracolo, spogliata delle sue carni e delle sue ossa.</p>
<p>&nbsp;- Ma se ha urlato fino a pochi minuti or sono!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Io ho conosciuto molti indiani che sapevano imitare perfettamente l&#8217; ha- o- hungdelle b&acirc;gh.</p>
<p>&nbsp;- Scendiamo?</p>
<p>&nbsp;- Ah, no. Prima voglio essere sicuro del fatto mio.</p>
<p>&nbsp;Riprese la mira e dopo qualche secondo spar&ograve;, ma la tigre rimase perfettamente immobile.</p>
<p>&nbsp;- Eppure io l&#8217;ho colpita &#8211; disse il maharatto furioso. &#8211; Io ho sparato solamente contro una pelle!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; impossibile!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Prova a fare un colpo anche tu.</p>
<p>&nbsp;Il rajaputo a sua volta scaric&ograve; la sua grossa carabina carica a palla e a mitraglia, e anche questa volta la tigre rimase immobile.</p>
<p>&nbsp;Invece i quattro panieri si agitarono furiosamente, e dalle aperture irruppero, sibilando, contorcendosi e ballando un gran numero di serpenti, i quali si dispersero subito fra i k&acirc;lam che circondavano i tamarindi.</p>
<p>&nbsp;Vi erano rettili di tutte le specie: serpenti del minuto, cobra capello, serpenti guilobi dalla pelle picchiettata graziosamente d&#8217;un rossocorallo, boa verdi-azzurrognoli con anelli irregolari lunghi quattro e perfino cinque metri, e bis cobra.</p>
<p>&nbsp;I due indiani avevano mandato un altissimo grido ed avevano ricaricate precipitosamente le loro armi, e questa volta a mitraglia.</p>
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		<title>La ritirata</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[5. La ritirata &#160; &#160;Il cacciatore di topi, appena lasciata la fattoria, si era slanciato a corsa furiosa, orientandosi alla meglio. Abituato a vivere fra le tenebre, non aveva bisogno di lumi per dirigersi; i suoi orecchi poi avevano una acutezza straordinaria. &#160;Quel vecchio possedeva una energia indomabile, ed aveva dei muscoli d&#8217;acciaio. Lanciato, correva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>5. La ritirata</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Il cacciatore di topi, appena lasciata la fattoria, si era slanciato a corsa furiosa, orientandosi alla meglio. Abituato a vivere fra le tenebre, non aveva bisogno di lumi per dirigersi; i suoi orecchi poi avevano una acutezza straordinaria.</p>
<p>&nbsp;Quel vecchio possedeva una energia indomabile, ed aveva dei muscoli d&#8217;acciaio. Lanciato, correva come un veltro.</p>
<p>&nbsp;Aveva gi&agrave; sentiti i nemici, meglio che uditi, perci&ograve; si studiava di evitarli. Disgraziatamente la notte era troppo oscura anche per un uomo abituato a vivere fra le tenebre delle cloache, ed and&ograve; a cadere fra le braccia di due rajaputi che si erano messi in agguato dietro la linea dei foltissimi fichi baniani.</p>
<p>&nbsp;- Chi sei? &#8211; gridarono i due guerrieri, avvinghiandolo strettamente e gettandolo ruvidamente a terra.</p>
<p>&nbsp;- Il padrone di quella fattoria che vedete laggi&uacute; &#8211; rispose il cacciatore di topi. &#8211; Sono venuti degli uomini, mi hanno puntate delle pistole alla gola, e poi mi hanno scaraventato fuori della porta come se fossi un sacco di stracci.</p>
<p>&nbsp;- E dove fuggivi ora? &#8211; chiese il pi&uacute; anziano dei due guerrieri.</p>
<p>&nbsp;- Non lo so nemmeno io &#8211; rispose il baniano. &#8211; Correvo senza una meta fissa per paura che quegli uomini mi uccidessero.</p>
<p>&nbsp;- Ve ne sono molti dentro quella casa?</p>
<p>&nbsp;- Ne ho veduti molti, ma non saprei precisarti il numero, sahib. Ero troppo spaventato.</p>
<p>&nbsp;- Non hai veduto delle armi grosse?</p>
<p>&nbsp;- Dei cannoni?</p>
<p>&nbsp;- No, no, degli strumenti strani che hanno delle canne disposte in forma di ventaglio, e che fanno un fuoco infernale.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, infatti mi parve di aver veduto qualche cosa di simile.</p>
<p>&nbsp;- Si chiamano mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;- Non so che bestie siano. Io non sono che un povero coltivatore, ora irreparabilmente rovinato, poich&eacute; n&eacute; il rajah, n&eacute; il Maharajah ,n&eacute; la rhani mi compenseranno della perdita della mia fattoria.</p>
<p>&nbsp;- Chi forse ti pagher&agrave; sar&agrave; il rajah &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Hai detto forse, sahib.</p>
<p>&nbsp;- La guerra costa cara, ed il nostro padrone, almeno per ora, deve avere le casse vuote.</p>
<p>&nbsp;- Allora non mi rimane che di cercare di raggiungere alcuni miei parenti che posseggono pure una fattoria, ed offrire loro le mie ultime forze per non morire di fame.</p>
<p>&nbsp;- Si trovano molto lontani?</p>
<p>&nbsp;- Una trentina di miglia per lo meno &#8211; rispose il cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Le tigri od i leopardi ti mangeranno prima di giungervi.</p>
<p>&nbsp;- Cos&iacute; avr&ograve; finito di soffrire. Ormai sono vecchio, molto vecchio.</p>
<p>&nbsp;- Ma correvi come un giovane sciacallo.</p>
<p>&nbsp;- La paura mi aveva messo le ali ai piedi.</p>
<p>&nbsp;I due rajaputi si scambiarono uno sguardo, poi quello che aveva sempre parlato, disse al compagno:</p>
<p>&nbsp;- Lasciamo andare questo disgraziato che la guerra ha messo completamente in terra.</p>
<p>&nbsp;- E se fosse una spia del Maharajah ?- chiese il pi&uacute; giovane rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Non si servirebbe certamente di gente cos&iacute; vecchia. Ormai abbiamo saputo abbastanza e questo povero uomo non potrebbe darci maggiori informazioni.</p>
<p>&nbsp;- Fa&#8217; come vuoi.</p>
<p>&nbsp;- Vecchio, sei libero e guardati dai cattivi incontri. Tu sai che nelle jungle si nascondono non poche belve feroci sempre affamate di carne umana.</p>
<p>&nbsp;- Buona notte, sahib &#8211; disse il baniano, fingendosi commosso. &#8211; Voi siete buoni.</p>
<p>&nbsp;Poi riprese la corsa e scomparve ben presto nelle boscaglie che si estendevano al sud della capitale e che conosceva a palmo a palmo, essendo stato anche cacciatore.</p>
<p>&nbsp;Non osava dirigersi subito verso le cloache, temendo che i due rajaputi lo seguissero da lontano.</p>
<p>&nbsp;Percorse un paio di miglia, quasi sempre correndo, poi si spinse attraverso le risaie e raggiunse i bastioni.</p>
<p>&nbsp;Da quella parte non vi erano truppe. Forse Sindhia le aveva ammassate dinanzi alla foce del fiume nero.</p>
<p>&nbsp;Scivol&ograve; fra le rovine, le quali conservavano ancora un po&#8217; di tepore, e dopo d&#8217;aver fatto un lungo giro riusc&iacute; a guadagnare il sotterraneo.</p>
<p>&nbsp;Non aveva nessuna lampada, ma gi&agrave; sappiamo che quello strano uomo, abituato a vivere fra le tenebre, ci vedeva quanto e forse meglio d&#8217;un gatto.</p>
<p>&nbsp;Infil&ograve; la galleria che attraversava le rotonde e si rimise a correre. Quel vecchio aveva una resistenza assolutamente incredibile.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; stava per sboccare sulla banchina, quando ud&iacute; delle fragorose scariche. Pareva che alla foce del fiume nero si fosse impegnata una grossa battaglia.</p>
<p>&nbsp;Fra le schioppettate si udivano i formidabili barriti degli elefanti ed il nitrire dei cavalli.</p>
<p>&nbsp;Il cacciatore di topi si lasci&ograve; scivolare sulla banchina, e veduto un fuoco acceso sulla riva del putrido corso d&#8217;acqua, prese subito la rincorsa, gridando:</p>
<p>&nbsp;- Non sparate!&#8230; Sono il malabaro!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Intorno ad alcuni pezzi di legna si trovavano riuniti, come in consiglio, Sandokan, Tremal-Naik, Kammamuri ed il vecchio guerriero malese, che chiamavano Sambigliong.</p>
<p>&nbsp;Vedendo giungere come una bomba, e solo, il cacciatore di topi, tutti erano balzati in piedi in preda ad una vivissima emozione.</p>
<p>&nbsp;- Il Maharajah &egrave; stato preso, &egrave; vero? &#8211; gli chiese Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Non preso, ma si trova assediato in aperta campagna, dentro una solida fattoria, dietro le cui mura i suoi compagni potranno resistere qualche giorno.</p>
<p>&nbsp;- A quale distanza dai bastioni?</p>
<p>&nbsp;- A due miglia. Stavamo per fare raccolta di foglie pei vostri elefanti, quando le genti di Sindhia ci sono piombati addosso, e con tale rapidit&agrave;, che io solo ho avuto il tempo di fuggire per portarvi la poco allegra notizia.</p>
<p>&nbsp;- Ed il bramino? &#8211; chiese Tremal-Naik.</p>
<p>&nbsp;- Anche quello si &egrave; messo in salvo. Non doveva, d&#8217;altronde, affrontare alcun pericolo essendo troppo conosciuto nei campi del rajah.</p>
<p>&nbsp;- Dimmi &#8211; disse Sandokan, il quale aveva riacquistato prontamente il suo straordinario sangue freddo &#8211; quanto potrebbe resistere il Maharajah ?</p>
<p>&nbsp;- Non saprei dirvelo, gran sahib. Tutto dipende dalla tenacia e dal coraggio degli assedianti.</p>
<p>&nbsp;- Erano in molti?</p>
<p>&nbsp;- Cinque o seicento, per lo meno.</p>
<p>&nbsp;- Mentre i nostri non sono che tredici. Noi non abbiamo pi&uacute; il tempo di attendere che i germi del colera si sviluppino, se pure si svilupperanno. Io gi&agrave; non ho mai avuto fiducia alcuna di quelle bottiglie.</p>
<p>&nbsp;Quell&#8217;olandese avrebbe fatto meglio a prepararci delle granate a mano. Che cosa dici tu, Tremal-Naik?</p>
<p>&nbsp;- Lo credo anch&#8217;io &#8211; rispose il cacciatore della Jungla nera.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa dobbiamo decidere? Noi non possiamo pi&uacute; rimanere qui, anche perch&eacute; gli elefanti ed i cavalli sono alle prese colla fame. Prima che si indeboliscano completamente, serviamocene.</p>
<p>&nbsp;Faremo una carica furiosa con tutte le nostre bestie e correremo in aiuto di Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Sei sempre lo stesso &#8211; disse Tremal-Naik. &#8211; Tu non hai mai contato i tuoi avverarsi.</p>
<p>&nbsp;- Ho sempre avuto questa bella abitudine, e non ho mai avuto da pentirmene.</p>
<p>&nbsp;- E liberato Yanez dove andremo?</p>
<p>&nbsp;- Ci rifugeremo fra i montanari di Sadhja. Lass&uacute; Sindhia non verr&agrave; a scovarci, te lo dico io.</p>
<p>&nbsp;- Ed intanto lui s&#8217;impadronir&agrave; di tutte le migliori citt&agrave; dell&#8217;Assam che noi non possiamo difendere.</p>
<p>&nbsp;- Ma gliele riprenderemo &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Ormai questo famoso impero, per il quale non darei cento rupie, poich&eacute; rende pi&uacute; noie che utile, &egrave; da riconquistare da cima a fondo.</p>
<p>&nbsp;- Un&#8217;impresa un po&#8217; dura.</p>
<p>&nbsp;- Ma &egrave; il nostro mestiere quello di battagliare continuamente. A Mompracem, ora che gl&#8217;inglesi mi lasciano tranquillo, cominciavo ad annoiarmi mortalmente.</p>
<p>&nbsp;Guard&ograve; bene in viso il cacciatore di topi, il quale non aveva mai pronunciata una parola, e gli chiese:</p>
<p>&nbsp;- Tu sapresti condurci, senza farci smarrire la via, fino alla fattoria?</p>
<p>&nbsp;- Rispondo pienamente, gran sahib &#8211; rispose il baniano. &#8211; Collocatemi dietro il cornac che guider&agrave; il primo elefante, e vedrete che noi marceremo, o meglio, galopperemo diritti verso i grandi fichi baniani.</p>
<p>&nbsp;Sandokan guard&ograve; l&#8217;orologio:</p>
<p>&nbsp;- Sono le tre: approfittiamo dell&#8217;ora di tenebre che regner&agrave; ancora. Far&agrave; caldo, l&#8217;impresa sar&agrave; dura, ma io non dispero affatto. Sindhia non ha che una marmaglia che ceder&agrave; subito al primo attacco.</p>
<p>&nbsp;- Ed i rajaputi? &#8211; chiese Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Ne abbiamo ammazzati tanti nelle jungle che credo ne siano rimasti ben pochi a Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- E poi una parte di quei solidi guerrieri sono impegnati intorno alla fattoria.</p>
<p>&nbsp;Sandokan esamin&ograve; la carabina e le pistole, fece scorrere la scimitarra pi&uacute; volte entro la guaina, poi disse con voce risoluta:</p>
<p>&nbsp;- Andiamo: succeder&agrave; un massacro, ma non lo possiamo evitare.</p>
<p>&nbsp;Si misero tutti in marcia, senza curarsi di spegnere il fuoco, e raggiunsero il luogo dove si trovavano gli elefanti ed i cavalli.</p>
<p>&nbsp;Le povere bestie, straziate dalla fame, empivano la grande cloaca di fragori formidabili.</p>
<p>&nbsp;Invano i cornac, con carezze e con dolci parole, cercavano di calmare i giganteschi pachidermi, i quali erano diventati furiosi. L&#8217;olandese era nell&#8217;houdah contenente le sue famose casse piene di bottiglie micidiali, almeno cos&iacute; affermava lui.</p>
<p>&nbsp;- Signor Wan Horn, &#8211; disse Sandokan &#8211; mettete a dormire le vostre bestioline e preparate le vostre armi da fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Come!&#8230; &#8211; esclam&ograve; il dottore. &#8211; Si parte senza attendere lo sviluppo dei bacilli virgola?</p>
<p>&nbsp;- Non abbiamo tempo da perdere, signore &#8211; disse Sandokan un po&#8217; ruvidamente. &#8211; Io, d&#8217;altronde, ho sempre avuto pi&uacute; fiducia nelle mie mitragliatrici e nei kampilangs dei miei uomini.</p>
<p>&nbsp;- Oh, le genti di Sindhia morranno ugualmente &#8211; rispose l&#8217;olandese colla sua solita flemma.</p>
<p>&nbsp;Attorno agli elefanti ed ai cavalli vi erano i cornac e due dozzine di malesi. Sandokan diede alcuni ordini con voce rapida.</p>
<p>&nbsp;- Vi aspettiamo &#8211; disse poi &#8211; all&#8217;uscita della grande cloaca. Badate che le mitragliatrici siano tutte cariche. &Egrave; soprattutto su quelle armi che io conto.</p>
<p>&nbsp;Poi, segu&iacute;to dai suoi compagni, e preceduto dal cacciatore di topi, che aveva accesa un&#8217;altra torcia, si slanci&ograve; a passi rapidi attraverso la banchina.</p>
<p>&nbsp;Alla foce del fiume nero non si combatteva pi&uacute;. I banditi di Sindhia, dopo aver fatto un debole tentativo per forzare l&#8217;entrata, si erano lestamente ritirati dinanzi alle grosse carabine dei malesi e dei dayaki che li mitragliavano inesorabilmente.</p>
<p>&nbsp;Quando Sandokan giunse, i suoi uomini, saputo di che cosa si trattava, erano gi&agrave; pronti ad impegnare la lotta. Come il loro formidabile capo, quei terribili pirati dei mari della Malesia, avevano presa l&#8217;abitudine di montare all&#8217;abbordaggio, di montare all&#8217;assalto senza mai chiedersi quanta gente avessero dinanzi.</p>
<p>&nbsp;Erano guerrieri che non temevano n&eacute; cannoni, n&eacute; baionette. A troppe vittorie li aveva condotti la Tigre della Malesia, ed erano sempre pronti a impegnare qualunque combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Con cinquantamila di questi uomini si pu&ograve; conquistare l&#8217;Asia intera &#8211; mormor&ograve; Tremal-Naik.</p>
<p>&nbsp;Gli elefanti ed i cavalli giungevano senza far troppo fracasso, poich&eacute; i cornac ed i cavalieri facevano il possibile per mantenere ancora calme le bestie.</p>
<p>&nbsp;Sandokan si era spinto verso la foce del fiume fangoso in compagnia di Tremal-Naik, di Kammamuri e del cacciatore di topi, ed interrogava ansiosamente le tenebre.</p>
<p>&nbsp;Non riusciva a scorgere nulla; ma era pi&uacute; che certo che dei banditi dovevano essersi ammassati in buon numero, poich&eacute; fino a pochi momenti prima avevano sparato delle fucilate dentro la grande cloaca.</p>
<p>&nbsp;- Non si aspettano certo questa sorpresa &#8211; disse a Tremal-Naik. &#8211; Caricheremo a fondo e ci apriremo il passaggio senza subire troppe perdite.</p>
<p>&nbsp;Noi abbiamo provate ben altre emozioni; non &egrave; vero, amico?</p>
<p>&nbsp;- Specialmente a bordo del Re del Mare &#8211; rispose il famoso cacciatore. &#8211; Ed allora combattevamo contro mio genero.</p>
<p>&nbsp;- E tu, cacciatore di topi, che vedi anche di notte come i gatti e gli sciacalli, vedi nulla? &#8211; chiese Sandokan al baniano.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, vi sono degli uomini radunati intorno alla moschea.</p>
<p>&nbsp;- Molti?</p>
<p>&nbsp;- Non saprei dirvelo, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Montiamo: i cornac non possono pi&uacute; trattenere gli elefanti.</p>
<p>&nbsp;Salirono rapidamente sull&#8217; houdahdel primo elefante mettendosi dietro alle mitragliatrici, e diedero un ultimo sguardo alle altre bestie, le quali sentendo il profumo delle erbe e delle piante, che il vento spingeva dentro la grande cloaca, si agitavano e s&#8217;impennavano tentando di scappare.</p>
<p>&nbsp;- I dayaki a destra degli elefanti; i malesi invece a sinistra!&#8230; &#8211; grid&ograve;. &#8211; Ed ora via!&#8230; Alla battaglia!&#8230;</p>
<p>&nbsp;La colonna infernale si rovesci&ograve; fuori del gigantesco sotterraneo, mandando spaventevoli gridi di guerra.</p>
<p>&nbsp;Gli elefanti, uno dietro l&#8217;altro, si erano messi a correre furiosamente, barrendo.</p>
<p>&nbsp;In un momento tutti quei prodi si trovarono nei pressi della moschea.</p>
<p>&nbsp;- Fuoco alle mitragliatrici!&#8230; &#8211; url&ograve; Sandokan. &#8211; Presto! &#8230; Presto!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Centinaia e centinaia d&#8217;uomini erano usciti dalle tenebre, sparando all&#8217;impazzata contro gli elefanti, ma il fuoco delle mitragliatrici subito li arrest&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Alla carica!&#8230; Alla carica!&#8230; &#8211; url&ograve; Sandokan.</p>
<p>&nbsp;La colonna infernale si slancia, rovescia, schiaccia, sciabola, mentre le mitragliatrici e le grosse carabine si uniscono a quel fracasso spaventevole.</p>
<p>&nbsp;Gli uomini di Sindhia, sorpresi in un momento in cui stavano per coricarsi, quantunque spalleggiati da qualche drappello di rajaputi, aprono le loro file dinanzi a quella formidabile tromba che semina la morte dovunque.</p>
<p>&nbsp;Non sparano pi&uacute;. Manca loro il tempo, e cominciano a fuggire gettando perfino le armi da fuoco per essere pi&uacute; lesti.</p>
<p>&nbsp;- Su, i miei malesi!&#8230; Su, i miei invincibili dayaki !&#8230;- urla Sandokan, che continua a far tonare la mitragliatrice che ha dinanzi a s&eacute;, pur seguendo attentamente lo svolgersi della piccola battaglia. &#8211; A fondo col kampilang!</p>
<p>&nbsp;I novantacinque uomini a quel comando lasciano andare le carabine che appendono all&#8217;arcione, impugnando le pesanti armi che finiscono in forma di doccia, che sono affilate quanto i rasoi, e di purissimo acciaio naturale, e si scagliano a corsa sfrenata, sciabolando furiosamente.</p>
<p>&nbsp;Nessuno pu&ograve; fermare quegli uomini una volta lanciati: n&eacute; cannoni, n&eacute; carabine, n&eacute; baionette.</p>
<p>&nbsp;I valorosi pirati della Malesia aprono un immenso squarcio fra i banditi che ancora cercavano di radunarsi, e li inseguono senza aspettare gli elefanti.</p>
<p>&nbsp;Paria,bramini, fakiri, rajaputi vanno, per la seconda volta, a gambe all&#8217;aria. I feriti urlano spaventosamente, e gli elefanti, resi furiosi da qualche ferita, rispondono non meno fragorosamente.</p>
<p>&nbsp;La via &egrave; libera. La colonna infernale che i ventimila uomini di Sindhia non sono riusciti ad arrestare in mezzo alle jungle,passa a gran galoppo, calpestando morti, moribondi ed anche vivi.</p>
<p>&nbsp;Le mitragliatrici intanto continuano a fischiare ed a seminare la morte. Quelle armi sono veramente superbe e valgono meglio delle spingarde, cariche come sono di mitraglia formata di chiodi di rame, che si usano sui prahos malesi.</p>
<p>&nbsp;In lontananza romba sinistramente qualche colpo di cannone. Parte dal grosso accampamento di Sindhia che si trova, fortunatamente, troppo lontano, e che ha degli artiglieri che non hanno mai avuto probabilmente nessuna pratica delle grosse armi da fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Va benissimo &#8211; dice Sandokan a Tremal-Naik, il quale non cessa di scaricare la sua carabina. &#8211; Lo sapevo gi&agrave; che tutte queste canaglie non avrebbero potuto opporre nessuna resistenza ad una simile carica.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto peraltro si interruppe gridando forte:</p>
<p>&nbsp;- Cornac,guardatevi!</p>
<p>&nbsp;I venti elefanti che Sindhia aveva carpito cos&iacute; abilmente a Yanez, si erano presentati in linea serrata per impedire ai vittoriosi il passaggio.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; &#8211; grid&ograve; Sandokan. &#8211; Sindhia ci lancia contro le sue ultime riserve!&#8230; Vedremo se sapranno resistere alle nostre mitragliatrici. Su, fuoco di bordata!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Le micidialissime armi tuonano con un accordo perfetto senza arrestarsi. &Egrave; una vera pioggia di proiettili che hanno una forte penetrazione, che si rovescia su quella massiccia barriera.</p>
<p>&nbsp;I poveri animali, non abituati alla guerra, privati subito dei loro cornac fulminati sui loro giganteschi colli, dinanzi a quella tromba di fuoco che li prende di fronte si arrestano, poi si rovesciano fra i fuggenti e si allontanano a gran corsa barrendo.</p>
<p>&nbsp;La colonna infernale continua la sua corsa. Ormai pi&uacute; nessuno pu&ograve; fermarla.</p>
<p>&nbsp;Tutti fuggono dinanzi ad essa, mandando grida di terrore. Le famose truppe del rajah, raccolte nel basso Bengala, regione che non ha mai avuto caste guerresche, sono completamente sconfitte.</p>
<p>&nbsp;- Vittoria!&#8230; &#8211; urla Sandokan, facendo giuocare sempre la mitragliatrice che gli sta dinanzi. &#8211; Yanez &egrave; salvo!&#8230; La via ormai &egrave; libera. Possiamo passare!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Elefanti e cavalli continuano la loro corsa indiavolata; si slanciano fra le risaie e piegano verso la fattoria assediata.</p>
<p>&nbsp;Il cacciatore di topi che monta il primo elefante, dietro al cornac, si volge verso Sandokan, gridandogli:</p>
<p>&nbsp;- Badate, gran sahib!&#8230; Avremo una seconda battaglia!&#8230; Come vi ho detto, delle truppe guardano la casa.</p>
<p>&nbsp;Un sorriso feroce contrae le labbra della Tigre della Malesia, mettendo per un istante a nudo due magnifiche file di denti che non hanno mai intaccato una noce di betel, poi risponde con voce secca che sembra un colpo di pistola:</p>
<p>&nbsp;- Un&#8217;altra battaglia? Ma benissimo! Noi siamo uomini da sostenerne anche dieci.</p>
<p>&nbsp;E la colonna infernale continua sempre pi&uacute; veloce. Tutti hanno fretta di giungere alla fattoria, poich&eacute; in lontananza hanno udito delle scariche fragorose.</p>
<p>&nbsp;Le orde di Sindhia, quantunque battute, dovevano essersi prontamente riordinate per lanciarsi all&#8217;inseguimento.</p>
<p>&nbsp;Era necessario far presto, per evitare il pericolo di essere presi fra due fuochi.</p>
<p>&nbsp;Era gi&agrave; sorta l&#8217;alba quando gli elefanti, che avevano dovuto galoppare intorno alle risaie per non sprofondarvi dentro, giunsero in vista della fattoria.</p>
<p>&nbsp;Anche l&agrave; si combatteva.</p>
<p>&nbsp;Yanez, avendo certamente compreso che Sandokan accorreva in suo aiuto, aveva disposti i suoi montanari sul tetto, e non aveva tardato ad aprire il fuoco contro le bande che si aggiravano per la campagna, tentando di stringere l&#8217;assedio.</p>
<p>&nbsp;- Questa &egrave; una vera battaglia &#8211; disse Sandokan a Tremal-Naik. -Vedremo come finir&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Hai qualche dubbio?</p>
<p>&nbsp;- Oh, no! Ma delle sorprese possono avvenire e scombussolare tutto &#8211; rispose la Tigre. &#8211; Quanti uomini credi che ci siano intorno alla casa?</p>
<p>&nbsp;- Cinque o seicento se i miei occhi non mi tradiscono.</p>
<p>&nbsp;- Credo che tu abbia invece indovinato. Non devono essere di pi&uacute;. Li prenderemo alle spalle e li getteremo a gambe levate.</p>
<p>&nbsp;Poi alzando la voce grid&ograve;:</p>
<p>&nbsp;- Oh&eacute;, cornac, spingete la corsa. Questo &egrave; il momento decisivo.</p>
<p>&nbsp;I poveri animali, quantunque affamati, obbedivano ancora alla voce ed alle carezze dei loro conduttori. Pareva che avessero compreso che si chiedeva loro uno sforzo supremo, e non cessavano di galoppare, sempre fiancheggiati dai cavalieri.</p>
<p>&nbsp;Se fossero state bestie meno intelligenti si sarebbero gettate subito verso i vegetali per calmare la fame che da quarantotto ore tenagliava le loro viscere.</p>
<p>&nbsp;Intanto nella fattoria si battagliava aspramente. Le orde di Sindhia che l&#8217;assediavano, accortesi che stavano per sopraggiungere altri nemici, si erano slanciate in un disperato attacco, colla speranza di fare prigioniero il Maharajah prima che venisse soccorso.</p>
<p>&nbsp;Disgraziatamente per loro avevano da fare con difensori risoluti, rotti gi&agrave; alla guerra.</p>
<p>&nbsp;I montanari, valentissimi tiratori, sdraiati sul tetto, sparavano a cinque o sei per volta, gettando sempre a terra altrettanti avversari, i quali invece, per la maggior parte, si servivano per la prima volta delle armi da fuoco.</p>
<p>&nbsp;Yanez, nascosto dietro un camino, faceva dei colpi meravigliosi. Ogni palla che usciva dalla sua carabina metteva un uomo fuori di combattimento.</p>
<p>&nbsp;Non badava a consumare le munizioni poich&eacute; aveva gi&agrave; scorta, in lontananza, la colonna infernale che si avanzava a gran corsa, galoppando sugli argini delle risaie.</p>
<p>&nbsp;- Sparate! Sparate! &#8211; gridava. &#8211; Le munizioni non ci mancheranno poi.</p>
<p>&nbsp;Ed i bravi montanari, che valevano forse meglio dei rajaputi, continuavano con grande calma le loro scariche, facendo dei grandi vuoti fra le file degli assalitori gi&agrave; troppo malfermi in gambe e che sparavano a caso.</p>
<p>&nbsp;Vedendo che gli elefanti ed i cavalieri erano giunti a meno di mille passi, Yanez fece sgombrare il tetto ed aprire le porte. Ormai pi&uacute; nessuno poteva prenderlo.</p>
<p>&nbsp;- Teniamo fermo cinque minuti ancora &#8211; disse ai montanari &#8211; e noi saremo al sicuro. Ah, che terremoto &egrave; quel Sandokan!&#8230; Farebbe paura anche a me!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Cinque minuti!&#8230; Erano troppi. Le bande di Sindhia, spaventate dall&#8217;avvicinarsi della colonna infernale, la quale aveva ripreso il fuoco colle mitragliatrici, cominciavano a scappare, quantunque fossero rafforzate da qualche mezza compagnia di rajaputi.</p>
<p>&nbsp;Ma nemmeno Sandokan si trovava in buone condizioni, poich&eacute; era stato gi&agrave; inseguito da migliaia e migliaia di paria, che correvano come daini ululando ferocemente.</p>
<p>&nbsp;Fortunatamente si erano messi in corsa troppo tardi, ed occorreva loro del tempo per gettarsi sulla coda della colonna infernale.</p>
<p>&nbsp;Yanez coi suoi pochi valorosi, come abbiamo detto, aveva lasciata la fattoria, impegnando anche da parte sua, risolutamente, il combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Sotto!&#8230; Sotto!&#8230; &#8211; urlava. &#8211; Le invincibili tigri della Malesia sono qui!&#8230; Non abbiate pi&uacute; paura!&#8230;</p>
<p>&nbsp;I colpi di carabina si succedevano ai colpi, con un fragore incessante, ai quali rispondevano le mitragliatrici di Sandokan.</p>
<p>&nbsp;Una nuova vittoria, almeno momentanea, si delineava nettamente dinanzi agli sguardi degli uomini venuti dai mari lontani per difendere il Maharajah il quale per tanti anni, laggi&uacute;, sulle isole, aveva combattuto al loro fianco, e lo avevano sempre adorato non meno di Sandokan.</p>
<p>&nbsp;Nulla pi&uacute; li tratteneva. Senza aspettare che gli elefanti sfondassero le linee nemiche a gran colpi di proboscide, caricavano all&#8217;impazzata coi terribili kampilangs in pugno, sciabolando ferocemente.</p>
<p>&nbsp;- Saccaroa!&#8230;- esclam&ograve; Sandokan, guardando Tremal-Naik. &#8211; Chi avrebbe detto che un giorno io avrei avuto una cavalleria!&#8230; Guarda come carica!&#8230; I famosi lancieri del Bengala non saprebbero fare di pi&uacute;!</p>
<p>&nbsp;E la colonna intera, spazzato il nemico, il quale non aveva opposto che una debole resistenza, con un ultimo slancio giunse quasi addosso a Yanez ed ai suoi valorosi compagni.</p>
<p>&nbsp;Due altissime grida erano rimbombate, coprendo, per un momento, il crepit&iacute;o della fucileria.</p>
<p>&nbsp;- Sandokan!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Yanez!&#8230; Vivo ancora!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Non sono forse anch&#8217;io la Tigre bianca di Mompracem?</p>
<p>&nbsp;- Sali: vi &egrave; posto per te. I tuoi uomini si accomoderanno nelle altre houdah come meglio potranno. Sbr&iacute;gati! Siamo inseguiti!</p>
<p>&nbsp;- Non sono sordo n&eacute; cieco. Si spara dietro di te e si corre a gambe levate.</p>
<p>&nbsp;- Monta!</p>
<p>&nbsp;I cornac avevano gettate rapidamente le scale, e tutti gli assediati in un lampo si erano issati sui larghi dorsi dei pachidermi.</p>
<p>&nbsp;Yanez, insieme col gigantesco rajaputo, si era arrampicato lestamente sul primo elefante nella cui houdah si trovavano Sandokan, Tremal-Naik e Kammamuri.</p>
<p>&nbsp;- Ed ora? &#8211; chiese alla Tigre della Malesia, il quale si preparava a lanciare una nuova bordata di mitraglia dietro gli ultimi fuggiaschi. &#8211; Dove andiamo?</p>
<p>&nbsp;- Verso le montagne di Sadhja &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Se avremo la via libera.</p>
<p>&nbsp;- Ne dubiti?</p>
<p>&nbsp;- Io credo che Sindhia sia pi&uacute; furbo di quello che credi. Deve aver assottigliato il suo campo per radunare gente sulle vie della montagna. Non sar&agrave; questa una vittoria definitiva.</p>
<p>&nbsp;- Comincio a sospettarlo anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;- Ed il colera non fa progressi?</p>
<p>&nbsp;Sandokan alz&ograve; le spalle.</p>
<p>&nbsp;- Il diavolo della guerra era un uomo di valore, e l&#8217;abbiamo veduto. Questo parente del mio amico credo che sia uno scienziato che valga meno dell&#8217;ultimo dottore del mondo. Non fa che delle chiacchiere e finora niente fatti.</p>
<p>&nbsp;- Aspettiamo. I microbi hanno bisogno d&#8217;un certo tempo per svilupparsi.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; &#8211; fece Sandokan. &#8211; Aspettiamo e pensiamo intanto noi a difendere la nostra pelle.</p>
<p>&nbsp;Gli elefanti si erano fermati un momento rimpinzandosi di foglie, imitati alla meglio dai cavalli, ma quando i loro cornac diedero nuovamente il segnale della partenza, si rimisero in marcia a piccolo trotto.</p>
<p>&nbsp;A circa un miglio dalla fattoria si alzava una piccola collina dai fianchi assai boscosi, e Sandokan aveva dato ordine di condurli verso la cima, volendo prima esplorare il paese, non essendo affatto convinto che le vie che conducevano verso le montagne di Sadhja non fossero state occupate.</p>
<p>&nbsp;- Lass&uacute; &#8211; disse a Yanez &#8211; non potremo resistere a lungo senza correre il rischio di morire di fame. Intanto qualcuno di noi cercher&agrave; di raggiungere la rhani ed i guerrieri di Khampur. Un uomo solo, montato su un buon cavallo, pu&ograve; passare quasi inosservato, ma non una colonna cos&iacute; pesante come la nostra.</p>
<p>&nbsp;- E cos&iacute; dovremo subire un nuovo assedio &#8211; rispose il Maharajah .</p>
<p>&nbsp;- Mio caro, le nostre bestie sono sfinite, e non potrebbero ritentare una carica in mezzo a migliaia e migliaia di nemici. Noi non dobbiamo sacrificarle poich&eacute; potranno renderci ancora degli immensi servigi.</p>
<p>&nbsp;- E gli elefanti che Sindhia mi ha rubati?</p>
<p>&nbsp;- Non li ho veduti &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Ma ho udito in distanza, dietro le truppe che ci assalivano, dei barriti. Vuol dire che non li ha perduti.</p>
<p>&nbsp;- Se li avessi ancora!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Quel furfante non avrebbe nemmeno osato assalirti. Gli elefanti ed i rajaputi insieme!&#8230; E poi si diceva che era un gran pazzo!&#8230; Un gran furbo, mio caro Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Che ci dar&agrave;, temo, maggiori fastidi dell&#8217;altra volta.</p>
<p>&nbsp;- Oh, la vedremo! Ci sono i montanari di Sadhja, e quei bravi combatteranno come tigri.</p>
<p>&nbsp;Li condurremo un&#8217;altra volta alla vittoria.</p>
<p>&nbsp;- Tu dunque hai molte speranze, Sandokan?</p>
<p>&nbsp;- Ma s&iacute;, amico. E poi penso che noi siamo sempre le invincibili tigri della Malesia. Hai veduto come con cento soli uomini abbiamo rovesciato le migliaia di nemici.</p>
<p>&nbsp;&Egrave; vero che andavamo con una furia tale, che al loro posto, mi sarei spaventato anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;- Tutto da rifare &#8211; disse Yanez con un sospiro.</p>
<p>&nbsp;- Perfino la tua capitale &#8211; disse Sandokan quasi sorridendo. &#8211; Noi, fortunatamente, siamo ricchi come nababbi, e molta gente potremo far lavorare.</p>
<p>&nbsp;Briccone di Sindhia!&#8230; Da lui non mi aspettavo un tale colpo, specialmente dopo la morte di quella canaglia di greco che funzionava da suo primo ministro.</p>
<p>&nbsp;- E che lo ha istruito.</p>
<p>&nbsp;- Pu&ograve; darsi &#8211; disse Sandokan. &#8211; Ora quell&#8217;uomo riposa in fondo alle acque del Kini Bal&uacute; e non torner&agrave; certamente a galla, dopo tre anni, per accorrere presso il suo signore.</p>
<p>&nbsp;Intanto la ritirata si effettuava senza fastidi. Gli uomini di Sindhia, due volte battuti dalla colonna infernale, non avevano osato spingere l&#8217;inseguimento.</p>
<p>&nbsp;In lontananza sparavano ancora, ma forse pi&uacute; per eccitarsi che colla speranza che qualche palla giungesse a colpire.</p>
<p>&nbsp;Gli elefanti ed i cavalli, quantunque quasi completamente esauriti, avevano attaccata valorosamente la collina, aprendo un passaggio attraverso le boscaglie.</p>
<p>&nbsp;Nessuna pianta resisteva all&#8217;urto poderoso ed alle formidabili proboscidi degli elefanti, sebbene si trattasse di rovesciare dei palas, bellissimi alberi frondosi, d&#8217;un verde azzurrognolo, dal tronco assai nodoso e assai resistente perch&eacute; ricchissimo di radici.</p>
<p>&nbsp;Verso il mezzod&iacute; i poveri animali giungevano in cima alla collina la quale fortunatamente era quasi tutta coperta di mhowah o mahuah, gli alberi che valgono quanto i cocchi e forse di pi&uacute;, producendo una quantit&agrave; enorme di fiori simili a piccole frutta rotonde, con corolle giallo-pallide, la bacca carnosa ed assai nutritiva.</p>
<p>&nbsp;Freschi, quei fiori, sono dolci e gradevoli quantunque tramandino un acuto odore di muschio; seccati, servono a fare una specie di farina che d&agrave; ottime focacce.</p>
<p>&nbsp;Si pu&ograve; dire che migliaia e migliaia d&#8217;indiani si levano la fame solamente con quelle piante estremamente preziose, e che sono cos&iacute; abbondanti di fiori, da darne, ogni stagione, non meno di cento e venticinque chilogrammi l&#8217;una.</p>
<p>&nbsp;Appena gli animali ebbero guadagnata la cima, Sandokan diede ordine ai cornac di togliere le houdah agli elefanti ed i bardamenti ai cavalli, perch&eacute; potessero pascolare in piena libert&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Vi erano erbe in abbondanza lass&uacute;, piante grosse ed una specie di serbatoio pieno d&#8217;acqua limpida.</p>
<p>&nbsp;- Questo &egrave; il paradiso delle bestie &#8211; disse Yanez a Sandokan. &#8211; Ecco un accampamento veramente meraviglioso e conquistato senza una cartuccia. Che ci sia di buon augurio?</p>
<p>&nbsp;- Siamo saliti, ma non so quando e come potremo scendere, fratellino &#8211; rispose la Tigre della Malesia. &#8211; Vedi quel fiumicello che serpeggia nella pianura?</p>
<p>&nbsp;- Lo vedo, come pure vedo che le sue rive sono occupate da parecchie migliaia d&#8217;uomini.</p>
<p>&nbsp;- Pronti a sbarrarci le vie che conducono alle montagne &#8211; rispose Sandokan, il quale era diventato improvvisamente assai pensieroso. &#8211; Io non mi ero ingannato: sentivo il pericolo. Se noi avessimo continuata la nostra marcia nella pianura, cogli animali sfiniti dalla fame e dalle continue cariche, non so se ora saremmo qui a discorrere.</p>
<p>&nbsp;- Tu sei sempre stato un uomo prodigioso.</p>
<p>&nbsp;- E tu non meno di me &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Nessun Maharajah avrebbe pensato a distruggere interamente la propria capitale per lasciare all&#8217;avversario solamente delle ceneri.</p>
<p>&nbsp;- Ed ora come ce la caveremo da questo assedio?</p>
<p>&nbsp;- Le truppe di Sindhia non oseranno salire fin qui. Le mitragliatrici avrebbero troppo buon giuoco, e di quelle armi, che non hanno mai conosciute, hanno una paura grandissima.</p>
<p>&nbsp;- Come stiamo a munizioni?</p>
<p>&nbsp;- Ne abbiamo molte casse, e credo che per un bel po&#8217; di tempo basteranno. Ho pensato pi&uacute; alle polveri ed al piombo che alle provviste da bocca.</p>
<p>&nbsp;- Sempre previdente.</p>
<p>&nbsp;- Noi siamo nati per la guerra.</p>
<p>&nbsp;- Lo credo anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;Si erano arrampicati su un picco da cui potevano abbracciare cogli occhi un vasto tratto di paese. Kammamuri e Tremal-Naik li avevano segu&iacute;ti.</p>
<p>&nbsp;Cento metri pi&uacute; sotto elefanti e cavalli divoravano, agitando le code e gli orecchi. I malesi e i dayaki ,sicuri di fermarsi qualche giorno, avevano cominciato a costruire delle piccole capanne di foglie e di rami.</p>
<p>&nbsp;I quattro uomini, tutti preoccupati, si erano messi a guardare in tutte le direzioni.</p>
<p>&nbsp;Se vi erano migliaia d&#8217;uomini ammassati sulla riva del fiume, altrettanti si raccoglievano nella pianura, venendo dalla distrutta capitale, o meglio, dai campi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;Sandokan fiss&ograve; i suoi occhi su Kammamuri e gli disse:</p>
<p>&nbsp;- Tu avevi fatto una proposta.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, signor Sandokan: di correre verso le montagne ed avvertire la rhani e Khampur del grave pericolo che vi sovrasta.</p>
<p>&nbsp;- Non potrai partire che a notte inoltrata e non solo.</p>
<p>&nbsp;- Chiedo che mi tenga compagnia il rajaputo fedelissimo.</p>
<p>&nbsp;- Accordato &#8211; rispose Yanez. &#8211; Quell&#8217;uomo vale per dieci, e sar&agrave; un amico prezioso quanto il cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Lo so, signore.</p>
<p>&nbsp;- Ti senti tu capace di attraversare le linee nemiche senza farti prendere e fucilare? &#8211; chiese Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Io ed il rajaputo passeremo &#8211; rispose Kammamuri con voce ferma. &#8211; Se mi prenderanno sapr&ograve; giuocarli e giungere egualmente sulle montagne di Sadhja.</p>
<p>&nbsp;- Ma dov&#8217;&egrave; il dottore? &#8211; chiese Yanez. &#8211; Da quando noi siamo saliti quass&uacute; non l&#8217;ho pi&uacute; veduto.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; occupato ad osservare le sue famose bottiglie &#8211; rispose Sandokan con voce ironica. &#8211; Ah, di quelle bombe ho ben poca fiducia. Valgono meno d&#8217;una buona palla da due libbre delle spingarde che armano ancora i miei vecchi prahos. Ba&#8217;, vedremo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;accampamento era stato preparato rapidamente dai malesi, dai dayaki e dai montanari.</p>
<p>&nbsp;Oltre ad aver costruite numerose capanne, quegli uomini infaticabili avevano abbattuti anche molti alberi, improvvisando qua e l&agrave; delle trincee sulle quali avevano montate le mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;Elefanti e cavalli divoravano ferocemente per rimettersi del lungo digiuno sofferto, ed il vecchio Sambigliong, sempre meticoloso e prudente, aveva lanciato una piccola colonna di esploratori attraverso la foresta, onde il nemico non si avanzasse di sorpresa.</p>
<p>&nbsp;- Tutto va bene, almeno per ora &#8211; disse il formidabile pirata, guardando Yanez e Tremal-Naik. &#8211; Il nemico non oser&agrave; tentare un assalto; e poi noi gli prepareremo qualche grossa sorpresa.</p>
<p>&nbsp;- Quale? &#8211; chiese il portoghese.</p>
<p>&nbsp;- La cima della collina in vari luoghi &egrave; franata. Vi sono dei massi enormi che pare domandino di fare una gran corsa verso la pianura.</p>
<p>&nbsp;- Ci serviranno da cannoni &#8211; disse Tremal-Naik.</p>
<p>&nbsp;- Hai detto la vera parola &#8211; rispose Sandokan. &#8211; Quei massi, scagliati di quass&uacute;, impediranno alle bande di Sindhia di montare.</p>
<p>&nbsp;- Se pure lo tenteranno &#8211; disse Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Vorresti dire, fratellino bianco?</p>
<p>&nbsp;- Che preferiranno prenderci colla fame.</p>
<p>&nbsp;- Oh, ne abbiamo qui delle vettovaglie!&#8230; Quando avremo terminati i fiori nutritivi, mangeremo cavalli ed elefanti. Avremo provviste per un mese.</p>
<p>&nbsp;- Ed intanto il colera compir&agrave; la sua opera &#8211; disse una voce dietro di loro.</p>
<p>&nbsp;Il dottore olandese, sempre elegante, coi suoi occhiali montati in oro e le mani sprofondate nelle ampie tasche, si era avvicinato al piccolo gruppo.</p>
<p>&nbsp;- Voi avete dunque sempre una grande fiducia nelle vostre famose bottiglie? &#8211; disse Sandokan con voce un po&#8217; acre.</p>
<p>&nbsp;- Vedrete!&#8230; Cadranno come le mosche i guerrieri di Sindhia. Eh, ci vuole un po&#8217; di tempo, per Santa Radegonda, protettrice di Rotterdam! Voi avete troppo fuoco nelle vene!</p>
<p>&nbsp;- Sta bene &#8211; rispose asciuttamente la Tigre della Malesia. -Aspetteremo.</p>
<p>&nbsp;- Io prevedo orribili stragi &#8211; disse il dottore.</p>
<p>&nbsp;- Purch&eacute; il colera non salga fin quass&uacute; &#8211; disse Yanez, che appariva non meno seccato di Sandokan di quelle fanfaronate.</p>
<p>&nbsp;- Ci penser&ograve; io a cacciarlo &#8211; rispose l&#8217;olandese colla sua solita flemma. &#8211; Posseggo dei disinfettanti potenti che renderanno il nostro campo assolutamente immune.</p>
<p>&nbsp;In quel momento Sambigliong comparve.</p>
<p>&nbsp;- Come va, vecchio mio? &#8211; gli chiese Sandokan. &#8211; Hai scelto i due cavalli migliori?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Tigre della Malesia. Ora dormono, e quando si chieder&agrave; loro di partire voleranno pi&uacute; rapidi delle frecce. La cena &egrave; pronta; &egrave; piuttosto magra, ma per ora baster&agrave;. Venite, signori.</p>
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		<title>L &#8216;ASSEDIO</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 12:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO IV &#160; &#160;L &#8216;ASSEDIO &#160; &#160;Non fu che dopo la mezzanotte che Yanez ed il cacciatore di topi, seguiti dall&#8217;erculeo rajaputo e dai dodici montanari di Sadhja, si misero in marcia per tentare di procurare degli alimenti alle povere bestie, le quali, durante la giornata, avevano barrito e nitrito senza interruzione. &#160;Si erano muniti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO IV</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;L &#8216;ASSEDIO</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Non fu che dopo la mezzanotte che Yanez ed il cacciatore di topi, seguiti dall&#8217;erculeo rajaputo e dai dodici montanari di Sadhja, si misero in marcia per tentare di procurare degli alimenti alle povere bestie, le quali, durante la giornata, avevano barrito e nitrito senza interruzione.</p>
<p>&nbsp;Si erano muniti di due torce ed erano tutti armati di carabine, di pistole e di scimitarre.</p>
<p>&nbsp;Il drappello costeggi&ograve; per oltre due miglia il pigro fiume nero che frusciava invece di gorgogliare, poi entrarono in una delle tante rotonde destinate a raccogliere le acque.</p>
<p>&nbsp;Il cacciatore di topi aveva gi&agrave; fatto un segno su una parete per non ingannarsi, quindi poteva ormai procedere tranquillo attraverso le gallerie superiori che si estendevano sopra l&#8217;immensa arcata e che si diramavano per la citt&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Quanto impiegheremo a giungere in quella cantina? &#8211; chiese Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Appena una mezz&#8217;ora &#8211; rispose il baniano. &#8211; Non faremo che una semplice passeggiata, poich&eacute; le gallerie che io ho scoperte sono tutte ampie e non avremo bisogno di curvarci per passare.</p>
<p>&nbsp;- Bada di non smarrirti.</p>
<p>&nbsp;- Oh, no!&#8230; Nella mia testa vi &egrave; una specie di bussola che mi guida.</p>
<p>&nbsp;- Si perdono anche i marinai talvolta.</p>
<p>&nbsp;- Non io &#8211; rispose il cacciatore di topi con voce ferma.</p>
<p>&nbsp;- Si sar&agrave; raffreddata la cantina?</p>
<p>&nbsp;- Io lo spero. Quando vi sono entrato non vi era una tale temperatura da non poter resistere.</p>
<p>&nbsp;- A quest&#8217;ora troveremo una temperatura meno ardente.</p>
<p>&nbsp;- Anche qui non regna pi&uacute; un gran caldo &#8211; disse Yanez. &#8211; Si suda un po&#8217;, questo &egrave; vero, per&ograve; non dobbiamo dimenticare che siamo nel gran paese del sole.</p>
<p>&nbsp;Cos&iacute; parlando avevano attraversato un ampio corridoio, cosparso di sabbia asciutta che spandeva un odore nauseabondo quantunque fosse bianchissima, ed erano giunti in un&#8217;altra rotonda, capace di contenere anche trenta persone.</p>
<p>&nbsp;Doveva essere stata anche quella abitata dai pi&uacute; miserabili abitanti della capitale, poich&eacute; anche l&agrave; dentro si vedevano mucchi di luridi stracci che dovevano aver servito come letti, delle foglie secche e dei pezzi di legna accatastati con una certa cura.</p>
<p>&nbsp;- Ancora due e poi sboccheremo nella cantina, o meglio nel sotterraneo scavato sotto qualche grande palazzo &#8211; disse il baniano.</p>
<p>&nbsp;- Anche questo fogliame secco pu&ograve; servire pei cavalli se non per gli elefanti &#8211; disse il Maharajah ,il quale tutto osservava minutamente.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;avevo pensato anch&#8217;io, Altezza &#8211; rispose il cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Nelle altre rotonde ne hai veduto?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, e anzi l&#8217;ultima &egrave; ben provvista.</p>
<p>&nbsp;- Buono a sapersi.</p>
<p>&nbsp;- Disgraziatamente gli animali da nutrirsi sono troppi.</p>
<p>&nbsp;- Dimmi la tua idea franca e precisa. Nelle nostre condizioni che cosa faresti?</p>
<p>&nbsp;- Io non mi moverei di qui finch&eacute; ci sono cavalli, elefanti e topi da divorare. Sindhia finir&agrave; per stancarsi e se ne andr&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- E noi a piedi?</p>
<p>&nbsp;- Non so che cosa dire, Altezza. Voi siete altri uomini, mentre io potrei rimanere assediato per anni ed anni senza morire di fame. D&#8217;altronde vi siete persuaso che i topi, bene arrostiti, non sono poi da disprezzarsi.</p>
<p>&nbsp;- Oh, no, ma finirebbero per nauseare &#8211; rispose Yanez.</p>
<p>&nbsp;Il baniano alz&ograve; le spalle e continu&ograve; la marcia, con maggior rapidit&agrave;, sbattendo, di quando in quando, a terra la torcia che portava.</p>
<p>&nbsp;Il drappello percorse altre lunghissime gallerie che n&eacute; i secoli n&eacute; l&#8217;umidit&agrave; avevano guastate, tutte ampie e discretamente arieggiate. Regnava per&ograve; un calore ancora intenso prodotto dall&#8217;enorme ammasso di carboni che aveva coperto le vie della capitale.</p>
<p>&nbsp;Dopo un altro quarto d&#8217;ora sboccarono in una nuova rotonda, assai pi&uacute; ampia della prima, e dopo pochi minuti in un&#8217;altra ancora perfettamente asciutta.</p>
<p>&nbsp;- Siamo a poca distanza dal sotterraneo &#8211; disse il cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;Stava per imboccare un&#8217;altra galleria, l&#8217;ultima, quando si ferm&ograve; tendendo gli orecchi.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa hai udito? &#8211; gli chiese Yanez, togliendosi dalle spalle la carabina.</p>
<p>&nbsp;- Un passo d&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;- Tu sogni. Sar&agrave; qualche esercito di topi affamati.</p>
<p>&nbsp;- No, Altezza: io ho troppo vissuto in queste cloache, e non posso ingannarmi.</p>
<p>&nbsp;- Che abbiano scoperto il passaggio?</p>
<p>&nbsp;- Non lo so: il fatto &egrave; che un uomo si avanza.</p>
<p>&nbsp;- Io non vedo nulla.</p>
<p>&nbsp;- La galleria qui descrive una gran curva, Altezza. Quell&#8217;uomo non tarder&agrave; a mostrarsi.</p>
<p>&nbsp;- Andiamo innanzi o ci fermiamo?</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; meglio attendere, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Spegnete subito la torcia, allora.</p>
<p>&nbsp;Fu prontamente obbedito, ed il drappello si strinse puntando le carabine, e deciso poi a gettarsi innanzi colle scimitarre.</p>
<p>&nbsp;Tutti si erano messi in ascolto e non tardarono a udire un passo che l&#8217;eco della galleria trasmetteva distintamente.</p>
<p>&nbsp;- Tu non ti eri ingannato &#8211; disse Yanez al cacciatore di topi. &#8211; Fortunatamente pare che non si tratti che d&#8217;un solo uomo.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, d&#8217;uno solo, Altezza &#8211; rispose il baniano. &#8211; Non deve essere lontano.</p>
<p>&nbsp;- Anzi, pi&uacute; vicino di quello che potete immaginarvi. Ah!&#8230; Vedete?</p>
<p>&nbsp;Una lampada era comparsa allo svolto della galleria, e subito l&#8217;uomo che la reggeva.</p>
<p>&nbsp;Yanez ed il cacciatore di topi mandarono due grida:</p>
<p>&nbsp;- Kiltar!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sono io &#8211; rispose il bramino, avvicinandosi rapidamente. &#8211; Non credevo di trovarvi qui.</p>
<p>&nbsp;- Tu sei entrato da un sotterraneo? &#8211; gli chiese Yanez.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, d&#8217;un grande palazzo che un giorno era stato abitato, se non m&#8217;inganno, da uno dei vostri ministri.</p>
<p>&nbsp;- Quali nuove rechi?</p>
<p>&nbsp;- Gravi, Altezza &#8211; rispose Kiltar, il cui volto si era offuscato. &#8211; Sindhia lavora attivamente alla vostra perdita.</p>
<p>&nbsp;- In quale modo?</p>
<p>&nbsp;- Un gran numero dei suoi uomini sono stati mandati nelle jungle a far raccolta di grossi bamb&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Non saprei a che cosa gli possono servire. Forse a riedificare la capitale? Riuscir&agrave; un bel villaggio facile a bruciarsi.</p>
<p>&nbsp;- Non scherzate, Maharajah .Quei bamb&uacute; serviranno come conduttura d&#8217;acqua.</p>
<p>&nbsp;Yanez aggrott&ograve; la fronte.</p>
<p>&nbsp;- Vorrebbe tentare di annegarci? E dove prender&agrave; l&#8217;acqua?</p>
<p>&nbsp;- Io non so, ma pare che i suoi fakiri abbiano scoperta una grossa sorgente.</p>
<p>&nbsp;- Ci vorr&agrave; del tempo prima che si costruiscano tante condutture. E poi non credo che queste cloache siano facili ad inondarsi, avendo per scolo il fiume nero. Sindhia ed i suoi uomini perderanno inutilmente il loro tempo.</p>
<p>&nbsp;- E se riuscissero nel loro intento?</p>
<p>&nbsp;- Allora, prima di lasciarci annegare come tanti topi, attaccheremo a fondo, alla disperata; perci&ograve; abbiamo bisogno assoluto di conservare i nostri elefanti e quanti pi&uacute; cavalli potremo.</p>
<p>&nbsp;- Ma quelle bestie non potranno mai passare per queste gallerie &#8211; disse il bramino.</p>
<p>&nbsp;- Lo so, e non sar&agrave; da questa parte che noi attaccheremo.</p>
<p>&nbsp;- Dove andrete allora?</p>
<p>&nbsp;- In cerca di fogliame per gli elefanti che soffrono pi&uacute; dei cavalli. Vi sono truppe al di l&agrave; dei bastioni?</p>
<p>&nbsp;- In certi luoghi s&iacute;, ma io vi far&ograve; passare attraverso le muraglie degli antichi giardini che hanno resistito al fuoco. Qualche cosa della vostra capitale &egrave; rimasto, ma ben poca cosa.</p>
<p>&nbsp;- Il palazzo reale &egrave; crollato?</p>
<p>&nbsp;- Distrutto completamente. Anche tutti i palazzi, le pagode, le moschee sono state sfasciate dal fuoco.</p>
<p>&nbsp;- Ors&uacute;, non perdiamo tempo, gran sahib &#8211; disse il cacciatore di topi. &#8211; Dobbiamo ritornare prima dell&#8217;alba.</p>
<p>&nbsp;- Hai ragione &#8211; rispose Yanez. &#8211; Riaccendete le torce.</p>
<p>&nbsp;Il drappello si rimise in marcia, affrettando il passo. La galleria saliva rapidamente e conservava ancora un forte calore sebbene fossero passati tanti giorni dall&#8217;incendio.</p>
<p>&nbsp;Cinque minuti dopo i sedici uomini entrarono in un vasto sotterraneo che non doveva aver mai fatto parte delle cloache.</p>
<p>&nbsp;Delle pareti, calcinate dal fuoco, erano crollate, e un&#8217;apertura assai larga si era formata.</p>
<p>&nbsp;- Ci siamo &#8211; disse il bramino. &#8211; Una scala e saremo all&#8217;aperto.</p>
<p>&nbsp;- Non ci saranno soldati dispersi fra le rovine?</p>
<p>&nbsp;- Non ho veduto che qualche affamato.</p>
<p>&nbsp;- Ah! &#8230;</p>
<p>&nbsp;- Che cosa avete, Altezza?</p>
<p>&nbsp;- Stanno tutti bene al campo di Sindhia?</p>
<p>&nbsp;- Per ora s&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Malgrado la rottura di quelle due bottiglie?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza. Forse la malattia si svilupper&agrave; pi&uacute; tardi.</p>
<p>&nbsp;- Pu&ograve; darsi. Aspetteremo.</p>
<p>&nbsp;Attraversarono il sotterraneo, giunsero ad una scala di pietra e si trovarono all&#8217;aperto fra una immensa quantit&agrave; di macerie.</p>
<p>&nbsp;- Povera la mia capitale!&#8230; &#8211; disse Yanez. &#8211; Eppure non potevo fare a meno di distruggerla per trattenere gli assalti di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Senza questo gigantesco incendio, non avrei potuto attendere l&#8217;arrivo di Sandokan.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Kiltar si era fermato dietro ad una muraglia tutta nera, e pareva che cercasse di orizzontarsi fra quel caos immenso di rovine.</p>
<p>&nbsp;- Seguitemi &#8211; disse ad un tratto. &#8211; Non faremo cattivi incontri, ma &egrave; necessario che spengiate voi le torce ed io la mia lampada. Riaccenderemo pi&uacute; tardi le une e l&#8217;altra se ne avremo bisogno.</p>
<p>&nbsp;Ascolt&ograve; per qualche momento, poi si mise in marcia, seguendo la muraglia, la quale pareva che si stendesse in direzione dei bastioni.</p>
<p>&nbsp;Un silenzio immenso regnava sulla citt&agrave; distrutta. Pareva che fosse diventata la citt&agrave; dei morti.</p>
<p>&nbsp;Tuttavia, in lontananza, fra le tenebre, brillavano numerosi fuochi i quali indicavano gli accampamenti dei banditi di Sindhia.</p>
<p>&nbsp;Il drappello affrettava la marcia, procedendo in fila indiana, colle carabine montate.</p>
<p>&nbsp;Fra tutte quelle rovine regnava ancora un gran calore. Si sarebbe detto che in certi luoghi, anche dopo tanti giorni, il fuoco covava ancora.</p>
<p>&nbsp;Ed infatti, di quando in quando, delle folate d&#8217;aria ardentissima, soffocante, si abbattevano sul drappello, arrestandolo nella sua marcia per qualche minuto ed anche pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;- Mi chiameranno il Nerone dell&#8217;India &#8211; disse Yanez. &#8211; Io per&ograve; dovevo salvare la mia pelle.</p>
<p>&nbsp;Finalmente i bastioni comparvero. Erano ridotti in uno stato miserando a cagione dello scoppio delle polveriere.</p>
<p>&nbsp;Squarci giganteschi, ingombri in parte di rottami, si scorgevano qua e l&agrave;, ed erano cos&iacute; larghi da permettere il passaggio anche di una grossa colonna d&#8217;assalto.</p>
<p>&nbsp;Kiltar che pareva conoscesse la citt&agrave; meglio del Maharajah e perfino del rajaputo, guid&ograve; il drappello attraverso ad uno squarcio enorme, sui cui margini si stendevano delle casematte completamente sventrate, e lo condusse in aperta campagna.</p>
<p>&nbsp;Da quella parte nessun fuoco brillava. Sindhia non aveva pensato a circondare completamente la citt&agrave;, non immaginandosi mai che dalle cloache si potesse, in qualche luogo, giungere a fior di terra.</p>
<p>&nbsp;- Ah, il famoso guerriero! &#8211; esclam&ograve; Yanez con voce ironica. &#8211; E si vanta un gran capitano! Ben guidati quei poveri paria , fakiri e rajaputi ! Ci vuole ben altro per fare la guerra!</p>
<p>&nbsp;Attraversarono il bastione e si gettarono nella tenebrosa campagna, non rischiarata n&eacute; dalla luna, n&eacute; dalle stelle essendo il cielo assai coperto.</p>
<p>&nbsp;Intorno alla capitale piante ed erbe ve n&#8217;erano in abbondanza, un po&#8217; appassite per l&#8217;intenso calore, ma i banani dalle foglie gigantesche avevano resistito meravigliosamente.</p>
<p>&nbsp;Una fattoria si trovava a breve distanza; era una casa piuttosto massiccia, circondata da alberi colossali.</p>
<p>&nbsp;Il drappello, temendo sempre un improvviso assalto, quantunque nulla lo facesse presentire, invase l&#8217;orto della casa e si mise a sciabolare frettolosamente rami ed erbe.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; avevano completato un buon carico, capace di levare la fame, almeno per una volta, alle bestie, quando Kiltar ed il cacciatore di topi, che si erano messi in sentinella, si avvicinarono rapidamente a Yanez il quale fumava la sigaretta con la sua solita tranquillit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;- Altezza, &#8211; disse il bramino &#8211; gli uomini di Sindhia ci hanno seguiti e fors&#8217;anche circondati.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; &#8211; fece semplicemente il portoghese. &#8211; Mi rincresce solamente per gli elefanti. Qui vi &egrave; una casa e abbastanza solida. Occupiamola e vediamo come sapranno comportarsi i famosi guerrieri di Sindhia. Per Giove, gli affari prendono cattiva piega!</p>
<p>&nbsp;&laquo;Noi qui, Sandokan laggi&uacute; che non conosce il passaggio della galleria, elefanti e cavalli affamati!&#8230; Come finir&agrave; questa storia?&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Grande sahib &#8211; disse il cacciatore di topi. &#8211; Finch&eacute; vi &egrave; tempo volete che ritorni nelle cloache ad avvertire i vostri amici della vostra pericolosa situazione? Anche se uscissero vincitori per la foce del fiume fangoso, chi li guiderebbe qui?</p>
<p>&nbsp;- Tu sei un brav&#8217;uomo. Avresti tanto coraggio?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza.</p>
<p>&nbsp;- Va&#8217;, parti subito. Forse sei ancora in tempo.</p>
<p>&nbsp;- Oh, i miei orecchi sono assai acuti e sapranno subito avvertirmi dell&#8217;avvicinarsi del nemico. Io spero di rivedervi presto.</p>
<p>&nbsp;Ci&ograve; detto gett&ograve; a terra un gran fascio di foglie che si era gi&agrave; caricato sulle spalle, e quel diavolo d&#8217;uomo, malgrado la sua et&agrave; gi&agrave; avanzata, in un momento scomparve fra le tenebre.</p>
<p>&nbsp;- E tu, Kiltar, che cosa pensi di fare? &#8211; chiese Yanez volgendosi al bramino il quale, curvo verso terra, pareva che ascoltasse con estrema attenzione. &#8211; Rimani con noi o ritorni presso il rajah ?</p>
<p>&nbsp;- Io penso sempre che posso esservi pi&uacute; utile rimanendo fra gli assedianti anzich&eacute; rimanere con voi.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Chi vi informerebbe di ci&ograve; che succede nei campi di Sindhia? Nella mia qualit&agrave; di bramino, io posso attraversare liberamente i campi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Pure mi avevi detto che il rajah voleva fucilarti.</p>
<p>&nbsp;- Ha pensato forse che io sono un uomo troppo prezioso, ed ha abbandonata la sua idea.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Altezza, prendo il largo anch&#8217;io. I guerrieri dell&#8217;ubriacone non devono essere lontani.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Voi barricatevi in questa fattoria e tenete duro. Quanti colpi avete per carabina?&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Cento.</p>
<p>&nbsp;- Vi do anche i miei. Addio, Altezza, e badate di non lasciarvi prendere perch&eacute; il rajah non vi risparmierebbe.</p>
<p>&nbsp;- Eh, lo so &#8211; rispose Yanez. &#8211; Va&#8217; anche tu.</p>
<p>&nbsp;Il bramino s&#8217;inchin&ograve; fino quasi a terra, poi prese a sua volta la corsa, per non farsi sorprendere cos&iacute; vicino ai nemici del suo signore.</p>
<p>&nbsp;Intanto i montanari e l&#8217;erculeo rajaputo avevano occupata la fattoria, la quale era stata abbandonata dai suoi proprietari.</p>
<p>&nbsp;Era una casa ad un solo piano, con quattro stanze e otto piccole finestre, che somigliavano piuttosto a feritoie.</p>
<p>&nbsp;Pochi rozzi mobili si trovavano l&agrave; dentro; invece in una delle tre stanze, destinata a magazzino, i montanari avevano subito scoperto molti sacchi pieni di riso, poi fagiuoli, pesce secco per preparare il carri, ed una notevole provvista di legna.</p>
<p>&nbsp;- Gran sahib, &#8211; disse il rajaputo, il quale aveva per primo visitata minutamente la casa &#8211; se noi saremo economi, potremo tirare avanti una quindicina di giorni.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Certo che non dovremo levarci completamente la fame.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- E l&#8217;acqua?</p>
<p>&nbsp;- Vi &egrave; un piccolo pozzo.</p>
<p>&nbsp;- Io non credevo di aver tanta fortuna. Allora noi resisteremo a lungo.</p>
<p>&nbsp;- Molti colpi abbiamo da sparare, e questi montanari, che sono quasi tutti cacciatori, difficilmente sbagliano il bersaglio.</p>
<p>&nbsp;E poi, frugando per bene, potremo forse trovare qualche provvista di polvere. I contadini indiani ne tengono sempre.</p>
<p>&nbsp;- Cercheremo pi&uacute; tardi. Ora pensiamo a barricarci. Sono solide le porte?</p>
<p>&nbsp;- Robustissime, con doppie traverse di legno durissimo.</p>
<p>&nbsp;- Ordinariamente le fattorie hanno sempre un&#8217;apertura che mette sul tetto.</p>
<p>&nbsp;- Vi &egrave; anche in questa: la scala &egrave; nella quarta stanza che serve da magazzino.</p>
<p>&nbsp;- Allora andiamo a metterci in sentinella. I montanari rimarranno qui e spareranno attraverso le finestre.</p>
<p>&nbsp;Un po&#8217; tranquillizzato, si rec&ograve;, insieme col rajaputo, nel magazzino portando la lampada che il bramino gli aveva lasciata, mont&ograve; una scala di bamb&uacute; e spinse in alto una piccola botola la quale peraltro lasciava un&#8217;apertura sufficiente al passaggio d&#8217;una persona.</p>
<p>&nbsp;- Non mi ero ingannato &#8211; disse Yanez allungandosi sul tetto formato di fango ben secco misto a paglia. &#8211; Di quass&uacute; potremo vedere meglio e seguire le mosse dei banditi. Per Giove, io conto ancora di dare a quelle canaglie una terribile lezione!</p>
<p>&nbsp;- Siamo in pochi ma risoluti &#8211; disse il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;Si erano alzati sulle ginocchia e si erano messi in osservazione. L&#8217;oscurit&agrave; era troppo profonda per poter distinguere delle persone, anche perch&eacute; vi erano intorno alla fattoria degli immensi fichi baniani, i quali proiettavano un&#8217;ombra foltissima.</p>
<p>&nbsp;Invano i due uomini aguzzarono gli occhi e tesero gli orecchi: non videro nulla, n&eacute; raccolsero alcun rumore sospetto.</p>
<p>&nbsp;Eppure era convinto che il bramino ed il cacciatore di topi non si erano ingannati.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa dite, sahib ? &#8211; chiese il rajaputo. &#8211; Io non odo altro che i grilli e non vedo che qualche rada stella scintillare fra gli strappi delle nubi.</p>
<p>&nbsp;- Taci &#8211; disse Yanez, il quale ascoltava sempre. &#8211; Anch&#8217;io ho l&#8217;udito acutissimo e gli occhi buonissimi.</p>
<p>&nbsp;- Vengono? &#8211; chiese il rajaputo, dopo un mezzo minuto di silenzio.</p>
<p>&nbsp;- Mi pare che al di l&agrave; di quei fichi baniani alcune persone si muovano.</p>
<p>&nbsp;- Saranno i banditi del rajah?</p>
<p>&nbsp;- Chi vuoi che siano?</p>
<p>&nbsp;- Non so come ci abbiano seguiti. Avete fiducia voi in quel bramino?</p>
<p>&nbsp;- Assoluta.</p>
<p>&nbsp;- Io veramente ne ho poca.</p>
<p>&nbsp;- Ci ha dato gi&agrave; due prove di esserci amico sincero.</p>
<p>&nbsp;- Uhm!&#8230; Vedremo in seguito. Non vi pare, gran sahib, che gli uomini di Sindhia abbiano una grande paura a montare all&#8217;assalto? A quest&#8217;ora dovrebbero essere gi&agrave; qui.</p>
<p>&nbsp;- Sospetteranno forse che noi possediamo una di quelle mitragliatrici che li ha crudelmente decimati nelle jungle intorno agli elefanti della Tigre della Malesia.</p>
<p>&nbsp;- Gran brav&#8217;uomo quel principe bornese vostro amico.</p>
<p>&nbsp;- E terribile guerriero soprattutto. Oh, ne far&agrave; un&#8217;altra delle sue! Credi tu che non venga qui a liberarci?</p>
<p>&nbsp;- Avr&agrave; un bel da fare, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Oh, non mi preoccupo. Una volta lanciato, nessuna cosa, nessun ostacolo arresta quel prode guerriero.</p>
<p>&nbsp;- Se &egrave; riuscito a passare le jungle e a raggiungerci nelle cloache, lo credo. Anche i suoi guerrieri sono uomini che non temono nessuno. La morte non ha mai fatto paura a quei bravi.</p>
<p>&nbsp;In quel momento, sotto l&#8217;oscura ombra dei grandi fichi baniani, si videro brillare delle lampade che subito si spensero.</p>
<p>&nbsp;- Hai veduto? &#8211; chiese Yanez.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, gran sahib, &#8211; rispose il rajaputo. &#8211; Se provassimo a sparare qualche colpo?</p>
<p>&nbsp;- Le munizioni sono troppo preziose, amico, e dobbiamo economizzarle fino all&#8217;arrivo di Sandokan.</p>
<p>&nbsp;- Dunque voi credete che verr&agrave;?</p>
<p>&nbsp;- Se il cacciatore di topi riuscir&agrave; a ritornare nelle cloache, nessuno pi&uacute; tratterr&agrave; il mio amico. Aspettiamo.</p>
<p>&nbsp;Vedendo che i banditi non si decidevano a farsi vivi ridiscesero nella fattoria.</p>
<p>&nbsp;I montanari avevano barricate le porte ed avevano acceso il fuoco mettendo a cucinare insieme, in una gigantesca pentola, del riso, del pesce secco e delle erbe aromatiche per prepararsi il carri.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; durante la giornata non avevano ricevuto che una piccola porzione di carne di cavallo, malamente arrostita, e si sa che i montanari sono sempre disposti a divorare.</p>
<p>&nbsp;- Questa brava gente non perde il suo tempo &#8211; disse Yanez, sorridendo.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;uomo che ha mangiato combatte meglio, gran sahib, &#8211; disse il capo del piccolo drappello.</p>
<p>&nbsp;- Cos&iacute; dicono infatti anche i soldati inglesi.</p>
<p>&nbsp;- Gran sahib, servitevi. Vi &egrave; qui della terraglia che abbiamo prima accuratamente lavata. Anche voi, malgrado le vostre preoccupazioni, dovete avere un po&#8217; d&#8217;appetito.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; probabile, mio bravo &#8211; rispose Yanez. &#8211; Non ho mai avuto nessuna passione per il carri, ma in mancanza di meglio far&ograve; lavorare egualmente i miei denti ed il mio stomaco.</p>
<p>&nbsp;Si erano messi a mangiare, mentre due montanari erano saliti sul tetto, pronti a dare l&#8217;allarme.</p>
<p>&nbsp;Nessuno li disturb&ograve;. Pareva che i banditi di Sindhia, pessimi soldati, non si decidessero a tentare un attacco.</p>
<p>&nbsp;- Ma noi potremo aspettare qui anche una settimana &#8211; disse Yanez al rajaputo, che era andato ad interrogare le sentinelle.</p>
<p>&nbsp;- Eh, non fidatevi, gran sahib &#8211; rispose il gigante, accettando una sigaretta datagli dal portoghese un po&#8217; mal volentieri, poich&eacute; la provvista era diventata piuttosto esigua. &#8211; Quegli uomini non sono guerrieri, bens&iacute; sciacalli.</p>
<p>&nbsp;- Lo sappiamo, e che cosa vorresti dire con ci&ograve;?</p>
<p>&nbsp;- Mi aspetto qualche brutta sorpresa.</p>
<p>&nbsp;- Quale?</p>
<p>&nbsp;- Che ci arrostiscano vivi.</p>
<p>&nbsp;- Per Giove!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Vi sono troppe piante e troppa paglia intorno a questa casa.</p>
<p>&nbsp;- Non abbiamo il pozzo?</p>
<p>&nbsp;- Per Sivah, io vi ammiro!&#8230; Non ho mai veduto un uomo pi&uacute; sicuro di s&eacute; come voi, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Non sarei stato un conquistatore &#8211; rispose Yanez sorridendo. &#8211; Io penso peraltro che tu possa avere ragione, e che qualche provvedimento sarebbe necessario.</p>
<p>&nbsp;- Ordinate, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Lancia fuori i montanari, fa&#8217; distruggere la paglia ed atterrare le piante che circondano la casa.</p>
<p>&nbsp;- Ne avremo il tempo?</p>
<p>&nbsp;- Mi metter&ograve; io in sentinella sul tetto con un paio d&#8217;uomini. Tu sai gi&agrave; che io non spreco una carica.</p>
<p>&nbsp;- Non vorrei trovarmi sotto la vostra mira &#8211; rispose il rajaputo.</p>
<p>&nbsp;- Va&#8217;, il tempo stringe.</p>
<p>&nbsp;Mentre il gigante, segu&iacute;to dai montanari, apriva la porta che era stata fortemente barricata, Yanez sal&iacute; sul tetto portando con s&eacute; la lampada del bramino avvolta in uno straccio.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;oscurit&agrave; era sempre profonda quantunque l&#8217;alba non dovesse essere molto lontana. Grosse masse di vapori continuavano ad offuscare il cielo, spinte da un vento piuttosto forte che soffiava dal nord, dalle altissime montagne dell&#8217;Himalaya.</p>
<p>&nbsp;- Nulla? &#8211; chiese Yanez ai due montanari che si erano coricati sul tetto, tenendo le carabine dinanzi a loro.</p>
<p>&nbsp;- No, gran sahib &#8211; rispose uno dei due. &#8211; Tuttavia non devono essere lontani, poich&eacute; poco fa abbiamo udito l&#8217;urlo d&#8217;uno sciacallo che non era affatto naturale.</p>
<p>&nbsp;Noi montanari conosciamo troppo bene quelle bestie che infestano in gran numero le nostre montagne.</p>
<p>&nbsp;Quelle canaglie sono cos&iacute; audaci, almeno nei nostri villaggi, da portar via fino i ragazzi.</p>
<p>&nbsp;- Cose vecchie &#8211; disse Yanez. &#8211; Potevi raccontarle a tuo nipote, se ne hai uno.</p>
<p>&nbsp;- Ne ho una mezza dozzina, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;- Avrai da chiacchierare una notte intera; ma questo non &egrave; il momento.</p>
<p>&nbsp;Al primo urlo dello sciacallo hanno risposto?</p>
<p>&nbsp;- Subito, gran sahib.</p>
<p>&nbsp;Per la terza o quarta volta l&#8217;ampia fronte del Maharajah si era offuscata.</p>
<p>&nbsp;- Per Giove!&#8230; &#8211; brontol&ograve;. &#8211; La faccenda &egrave; pi&uacute; seria di quello che credevo. Che cerchino proprio di arrostirci?</p>
<p>&nbsp;- Gran sahib&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Taci!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Yanez si era alzato sulle ginocchia ed aveva puntata la carabina.</p>
<p>&nbsp;La canna parve che seguisse per qualche istante un&#8217;ombra, poi una formidabile detonazione ruppe il silenzio della notte, subito seguita da un grido acutissimo.</p>
<p>&nbsp;- Preso! &#8211; disse uno dei due montanari aguzzando gli occhi.</p>
<p>&nbsp;- Lo credo &#8211; rispose il portoghese. &#8211; Un Maharajah deve tirare come un famoso guerriero.</p>
<p>&nbsp;- Ecco un uomo di meno che rimane a Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Ben poca cosa &#8211; rispose Yanez con voce un po&#8217; amara. &#8211; Una mitragliatrice del mio amico avrebbe gi&agrave; spazzato tutto il terreno intorno a questa topaia. Disgraziatamente i passaggi delle cloache erano troppo stretti per far passare quelle armi formidabili. Oh, giungeranno. Io non dispero affatto.</p>
<p>&nbsp;Ricaric&ograve; tranquillamente la carabina e si distese sul tetto, spingendo lo sguardo lontano.</p>
<p>&nbsp;I due montanari si erano spinti fino all&#8217;orlo del tetto, colla speranza di fare anche loro qualche buon colpo che assottigliasse le schiere troppo numerose dell&#8217;ex rajah.</p>
<p>&nbsp;Con grande sorpresa di tutti gli assediati non si effettu&ograve; nessun attacco da parte degli assedianti. Avevano avuto paura, o volevano aspettare la luce per meglio studiare le forze degli avversari?</p>
<p>&nbsp;- Ecco una notte perduta inutilmente &#8211; disse Yanez. &#8211; Eppure avrei avuto tanto bisogno di schiacciare un sonnellino. Quando si potr&agrave;?</p>
<p>&nbsp;Accese un&#8217; altra sigaretta, lanciando ben lontano il fiammifero, perch&eacute; il tetto non prendesse fuoco, e s&#8217;alz&ograve; in piedi guardando da tutte le parti.</p>
<p>&nbsp;Il sole cominciava ad apparire, fugando, con rapidit&agrave; fulminea, le tenebre. Gi&agrave; si sa che in quelle regioni non esistono si pu&ograve; dire, n&eacute; albe n&eacute; crepuscoli.</p>
<p>&nbsp;- Ah, ah! &#8211; fece Yanez. &#8211; Non si era ingannato il cacciatore di topi, come non si era ingannato il bramino.</p>
<p>&nbsp;Poi volgendosi verso i due montanari, disse:</p>
<p>&nbsp;- Su, alzatevi e guardate anche voi.</p>
<p>&nbsp;I due uomini si alzarono subito e spinsero lontano i loro sguardi acuti sulla vasta pianura indorata dal sole, che si rompeva solamente ai bastioni mezzo sventrati della capitale.</p>
<p>&nbsp;A cinque o seicento metri dalla fattoria, fra le risaie, si aggiravano alcune centinaia di banditi, per la maggior parte fakiri e paria, ma non vi mancavano dei minuscoli drappelli di rajaputi.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa dite voi? &#8211; chiese Yanez ai due montanari.</p>
<p>&nbsp;- Che quella gente non osa attaccarci &#8211; risposero insieme.</p>
<p>&nbsp;- Che vogliano affamarci?</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; pi&uacute; probabile, gran sahib &#8211; disse il pi&uacute; vecchio dei due montanari. &#8211; Arrischiano meno.</p>
<p>&nbsp;- Ma forse c&#8217;inganniamo &#8211; disse il portoghese, alzando rapidamente la carabina. &#8211; Ecco laggi&uacute; un fakiro che si avanza verso di noi, facendo sventolare un lurido straccio. Non lo lascer&ograve; certamente avvicinar troppo.</p>
<p>&nbsp;Quel furfante viene a spiarci fingendosi un parlamentario. Ah, no, caro mio. Non ci s&#8217;inganna cos&iacute;.</p>
<p>&nbsp;Un uomo infatti aveva attraversato la linea dei foltissimi fichi baniani, e si avanzava lentamente facendo ondeggiare il suo straccio che doveva essere un lurido dugbah.</p>
<p>&nbsp;Apparteneva alla casta dei fakirichiamati nanck &#8211; punthy,subito riconoscibili per una usanza loro particolare, la cui origine &egrave; ignota, ed &egrave; quella di portare una sola scarpa ed una sola basetta.</p>
<p>&nbsp;Aveva in testa un largo turbante, molto sporco, adorno di sonagli d&#8217;argento, ed intorno al collo delle file di perle intrecciate con fili di ferro.</p>
<p>&nbsp;Il vestito consisteva in un gonnellino d&#8217;un colore impossibile a definirsi ed abbastanza sbrindellato.</p>
<p>&nbsp;Questi fakiri non sono prepotenti come i saniassi, che sono veri saccheggiatori i quali s&#8217;impongono a tutti e saccheggiano senza misericordia le ortaglie dei poveri coltivatori.</p>
<p>&nbsp;Girano in grosse bande, battendo due bastoni l&#8217;uno contro l&#8217;altro e recitando nel medesimo tempo, con una speditezza incredibile, un pezzo di qualche vecchia leggenda indiana che cantano. Guai per&ograve; se la gente non fa la carit&agrave; a quei miserabili! Tutte le maledizioni che si possono immaginare piovono sul povero contadino che non ha un quarto di rupia da regalar loro.</p>
<p>&nbsp;Il fakiro, attraversati i folti vegetali, si era fermato a circa centocinquanta metri dalla casa, come se fosse poco risoluto di andare avanti.</p>
<p>&nbsp;Yanez fece colle mani portavoce, consegnando per un momento la sua carabina ad un montanaro, e grid&ograve; a pieni polmoni:</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vieni a fare tu qui?</p>
<p>&nbsp;Il fakiro agit&ograve; disperatamente il suo bastone, poi rispose in lingua inglese abbastanza pura:</p>
<p>&nbsp;- Mi manda il rajah Sindhia.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa vuole da noi? Delle palle di carabina?</p>
<p>&nbsp;- La vostra resa.</p>
<p>&nbsp;- E per trattare un simile affare manda da me un pezzente? Il tuo padrone vuole burlarsi di noi! Ti do subito un buon consiglio: non fare un passo innanzi perch&eacute; ti fucilo!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Sono un parlamentario, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Tu non sei altro che un bandito. Gira sulla tua unica scarpa, e va&#8217; a dire ai tuoi compagni che siamo in cinquanta, ben provvisti di viveri e di munizioni, e che perci&ograve; non ci arrenderemo senza un terribile combattimento.</p>
<p>&nbsp;- Abbiamo dei rajaputi.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, quelli che erano ai miei servigi!&#8230; &#8211; url&ograve; Yanez, perdendo la sua flemma abituale.</p>
<p>&nbsp;- Ora sono del rajah, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Come!&#8230; Tu osi chiamarmi semplicemente signore e non Maharajah !E che cosa sono dunque io?</p>
<p>&nbsp;- Un principe senza trono &#8211; rispose audacemente il fakiro.</p>
<p>&nbsp;- Chi te lo ha detto?</p>
<p>&nbsp;- Sindhia, e poi dove si trova la tua capitale, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Un pezzo nelle cloache ed un pezzo qui &#8211; rispose Yanez, il quale si tratteneva a stento.</p>
<p>&nbsp;- Bella capitale!&#8230; &#8211; grid&ograve; il fakiro, con voce sardonica. &#8211; Vale meno della mia miserabile capanna.</p>
<p>&nbsp;- Non so se la tua capanna sar&agrave; difesa come questa.</p>
<p>&nbsp;- Forse pi&uacute; ancora, perch&eacute; &egrave; sempre piena di serpenti.</p>
<p>&nbsp;- Bestie che non ci farebbero certamente paura. Ora penso che tu hai chiacchierato abbastanza, e ti invito per la seconda volta a girare sulla tua sola scarpa, prima che mi sfugga qualche colpo di carabina.</p>
<p>&nbsp;- Un momento, gran sahib. Che cosa devo rispondere al rajah ? </p>
<p>- Che qui ci troviamo assai bene, che mangiamo, beviamo e fumiamo senza preoccupazioni. Ora, se credi, pezzente, da&#8217; l&#8217;ordine ai rajaputi di attaccarci.</p>
<p>&nbsp;- Occorrerebbe che sapessero quanti uomini avete voi.</p>
<p>&nbsp;- Cinquanta, con due mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;- Ah, le brutte bestie!</p>
<p>&nbsp;- Ora vattene. &Egrave; tempo!&#8230; Abbiamo parlato abbastanza. Va&#8217;, e non volgerti indietro.</p>
<p>&nbsp;- Ci rivedremo pi&uacute; presto di quello che credete, gran sahib -rispose il fakiro a gran voce. &#8211; Oh, vi strapperemo la corona!</p>
<p>&nbsp;Yanez aveva appoggiato un dito sul grilletto della carabina, ma si arrest&ograve; dicendo:</p>
<p>&nbsp;- Ba&#8217;, lo uccider&ograve; un&#8217;altra volta, quando non agiter&agrave; pi&uacute; quello straccio.</p>
<p>&nbsp;Rispettiamo i parlamentari.</p>
<p>&nbsp;Si sedette sul tetto guardandosi intorno.</p>
<p>&nbsp;I dieci montanari che erano rimasti sotto, guidati dall&#8217;erculeo rajaputo, avevano portato via i covoni di paglia gettandoli entro una vicina risaia abbondantemente irrigata, ed avevano atterrati tutti i cespugli che si trovavano nelle vicinanze perch&eacute; i nemici non potessero incendiarli.</p>
<p>&nbsp;N&eacute; i rajaputi, n&eacute; i paria, n&eacute; i fakiri avevano osato sparare un solo colpo di fucile.</p>
<p>&nbsp;Le mitragliatrici di Sandokan dovevano averli terribilmente impressionati; e per timore che se ne trovassero alcune anche nella fattoria, giudicandosi troppo deboli forse, erano rimasti assolutamente inattivi.</p>
<p>&nbsp;Quella tranquillit&agrave; peraltro non era fatta per assicurare completamente il portoghese.</p>
<p>&nbsp;- Qui si giuoca davvero la mia corona &#8211; disse. &#8211; Se non viene Sandokan coi suoi prodi in mio aiuto, finiremo tutti malamente. Ba&#8217;, la guerra &egrave; la guerra, ed io sono cresciuto fra il rombo dei cannoni, delle spingarde e delle carabine. Vedremo!&#8230;</p>
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		<title>I BACILLI DEL COLERA</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la rivincita di Yanez]]></category>

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		<description><![CDATA[CAPITOLO III &#160; &#160;I BACILLI DEL COLERA &#160; &#160;Un chiarore latteo cominciava a diffondersi verso oriente; il pianeta Venere, in quel cielo terso come un cristallo, splendeva superbamente. &#160;Ma tutta la campagna, che si estendeva intorno alla distrutta capitale, interrotta da folti gruppi di banani e di tamarindi che il grande calore aveva ingialliti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CAPITOLO III</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;I BACILLI DEL COLERA</p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;Un chiarore latteo cominciava a diffondersi verso oriente; il pianeta Venere, in quel cielo terso come un cristallo, splendeva superbamente.</p>
<p>&nbsp;Ma tutta la campagna, che si estendeva intorno alla distrutta capitale, interrotta da folti gruppi di banani e di tamarindi che il grande calore aveva ingialliti e forse spenti per sempre, era ancora bruna poich&eacute; l&#8217;alba non si era ancora mostrata pienamente.</p>
<p>&nbsp;Un grosso drappello, formato d&#8217;una ventina di rajaputi armati di fucili e di pistoloni, si avanzava attraverso la pianura preceduto da un uomo bianco e da un bramino, il quale sulla punta d&#8217;una lancia reggeva una bandiera di seta pi&uacute; o meno bianca.</p>
<p>&nbsp;In lontananza luccicavano dei grandi fal&ograve; i quali annunciavano un accampamento imponente. Si udivano giungere grida umane e barriti d&#8217;elefanti.</p>
<p>&nbsp;I due uomini che pareva guidassero il drappello erano il flemmatico olandese e Kiltar.</p>
<p>&nbsp;Il primo aveva accesa una grossa pipa di porcellana, come usano tutti gli uomini del nord dell&#8217;Europa, e fumava con una flemma sorprendente; il secondo invece masticava qualche cosa, forse del betel con noce d&#8217; arekae calce viva, a giudicare dai lunghi sputi color del sangue che di quando in quando proiettava dinanzi a s&eacute; con una specie di sibilo.</p>
<p>&nbsp;Il drappello, dopo d&#8217;aver fiancheggiato i bastioni della capitale, sventrati dallo scoppio delle polveriere le quali, malgrado le porte di ferro, non avevano potuto resistere all&#8217;uragano di fuoco che distruggeva ogni cosa, si cacci&ograve; su un largo sentiero aperto fra le altissime erbe chiamate k&acirc;lam.</p>
<p>&nbsp;Dinanzi, le luci dell&#8217;accampamento brillavano sempre, mentre il cielo si rischiarava rapidamente.</p>
<p>&nbsp;- Sar&agrave; alzato il rajah? &#8211; chiese l&#8217;olandese.</p>
<p>&nbsp;- Non dorme quasi mai di notte &#8211; rispose il bramino.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa fa?</p>
<p>&nbsp;- Si ubriaca, tanto per non perdere l&#8217;abitudine, insieme coi capi dell&#8217;esercito.</p>
<p>&nbsp;- Capi di gran valore, &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;- Per me sono dei grandi vuotatori di bottiglie. Di guerra devono intendersene meno dei paria.</p>
<p>&nbsp;- Come credi che mi accoglier&agrave;?</p>
<p>&nbsp;- Tu sei un uomo bianco, sahib , e Sindhia ha troppa paura degli uomini che non hanno la pelle abbronzata come noi.</p>
<p>&nbsp;- Purch&eacute; non mi faccia schiacciare la testa sotto la zampa di qualche elefante!</p>
<p>&nbsp;- Non l&#8217;oser&agrave;, te lo dico io, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Allora sono tranquillo.</p>
<p>&nbsp;- Tu non hai nessuna arma, sahib bianco.</p>
<p>&nbsp;- Lo credi? Ho con me solamente due bottiglie.</p>
<p>&nbsp;- Da offrire al rajah?</p>
<p>&nbsp;- Oh, no!&#8230; Da spezzare una volta entrato nel campo, e ti posso assicurare che valgono meglio di tutti i cannoni e di tutte le carabine che possiede il principe.</p>
<p>&nbsp;Il bramino scosse il capo, poi mormor&ograve;:</p>
<p>&nbsp;- Ah, questi bianchi, questi bianchi!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Voglio darti un consiglio &#8211; disse l&#8217;olandese.</p>
<p>&nbsp;- Quale, sahib?</p>
<p>&nbsp;- Di fuggire appena io avr&ograve; spezzate casualmente le due bottiglie.</p>
<p>&nbsp;- Contengono delle materie esplodenti?</p>
<p>&nbsp;- Peggio! &Egrave; un mio segreto e non posso rivelartelo per ora, quantunque io abbia in te completa fiducia.</p>
<p>&nbsp;- Ho detto al Maharajah che il mio corpo ed anche la mia anima, se la desidera, sono cose sue.</p>
<p>&nbsp;- Infatti io l&#8217;ho udito &#8211; rispose l&#8217;olandese, rimettendosi la pipa in bocca. &#8211; Ba&#8217;, vedremo!&#8230; Oh!, saprei vendicarmi terribilmente.</p>
<p>&nbsp;Erano giunti all&#8217;accampamento il quale si estendeva intorno a delle immense risaie.</p>
<p>&nbsp;Gli indiani, che non usano tende, avevano innalzato una grande quantit&agrave; di capannucce coperte di foglie di tara e di banani.</p>
<p>&nbsp;Da tutte quelle minuscole abitazioni uscivano, a quattro a cinque per volta paria semi-nudi e assai sporchi, fakiri magri come chiodi, banditi dagli sguardi torvi che nelle fasce portavano un vero arsenale, poi dei rajaputi e molti cornac incaricati di vegliare sugli elefanti presi cos&iacute; abilmente a Yanez.</p>
<p>&nbsp;Nel mezzo di tutte quelle capannucce si alzava orgogliosamente una tenda tutta rossa, la sola, in forma d&#8217;un immenso cono, sulla cui cima ondeggiava una bandiera azzurra con un leopardo dipinto a forti tinte, e che pareva fosse l&iacute; l&iacute; per spiccare lo slancio: era lo stemma dei Maharajah dell&#8217;Assam.</p>
<p>&nbsp;Vedendo avanzarsi il drappello dei soldati, fecero squillare rumorosamente i gong per dare l&#8217;allarme, poi i fal&ograve; furono rapidamente spenti, ed un centinaio di uomini mosse contro Kiltar, il quale faceva ondeggiare vivamente la bandiera bianca gridando:</p>
<p>&nbsp;- Largo!&#8230; Largo al sahib bianco!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Le schiere che si erano subito ingrossate dietro al primo drappello, avendo riconosciuto il bramino, si erano affrettate ad aprire le loro file.</p>
<p>&nbsp;Wan Horn vuot&ograve; la pipa, si pul&iacute; gli occhiali montati in oro e assicurati da una leggera catenella del medesimo metallo, poi si mise a fianco del sacerdote, guardando piuttosto insolentemente i banditi dell&#8217;ex rajah.</p>
<p>&nbsp;Ormai il sole era sorto, e la vasta tenda di seta rossa si era aperta sul dinanzi.</p>
<p>&nbsp;Quattro rajaputi, che avevano dei giganteschi turbanti e delle barbe nerissime che coprivano loro quasi tutto il viso, vegliavano, due per parte, appoggiati alle carabine le quali avevano i cani alzati.</p>
<p>&nbsp;Il bramino fece segno all&#8217;olandese di fermarsi, poi entr&ograve; nella tenda salutato rispettosamente dalle sentinelle.</p>
<p>&nbsp;Wan Horn, immaginandosi che la conferenza sarebbe stata un po&#8217; lunga, si sedette su un grosso tronco d&#8217;albero atterrato per alimentare i fuochi notturni e ricaric&ograve;, colla sua eterna flemma, la pipa borbottando:</p>
<p>&nbsp;- Mi si far&agrave; fare un po&#8217; d&#8217;anticamera.</p>
<p>&nbsp;Attorno a lui, a una certa distanza, si erano radunati parecchie centinaia di soldati che avevano pi&uacute; l&#8217;aspetto di straccioni che di guerrieri, ma tutti benissimo armati di fucili, di pistole e anche di scimitarre.</p>
<p>&nbsp;- Bell&#8217;esercito &#8211; borbott&ograve; l&#8217;olandese, dopo la terza aspirazione che lo avvolse in una nuvola di fumo profumato. &#8211; Dove quell&#8217;ex rajah ha raccolto questi banditi? Ve ne devono essere molti negli altri accampamenti che ho scorti presso la citt&agrave; distrutta. Vedremo se saranno gente cos&iacute; solida da resistere ai miei bacilli.</p>
<p>&nbsp;Aveva fatto una dozzina di aspirazioni, sempre borbottando, quando vide il bramino uscire dalla tenda.</p>
<p>&nbsp;- Sahib,- disse l&#8217;indiano avvicinandosi rapidamente &#8211; il rajah ti aspetta.</p>
<p>&nbsp;- Di che umore &egrave;?</p>
<p>&nbsp;- Stava gi&agrave; bevendo non so quale bottiglia di liquore giallastro. Come suo fratello, &egrave; un impenitente ubriacone che torner&agrave; ben presto fra i pazzi.</p>
<p>&nbsp;- Sa che io sono olandese?</p>
<p>&nbsp;- Gliel&#8217;ho detto, e pare che si sia ricordato che in Europa esiste una nazione che si chiama Olanda, e che ha ricche colonie a Giava, a Sumatra ed al Borneo.</p>
<p>&nbsp;- Meno male.</p>
<p>&nbsp;Il dottore vuot&ograve; la pipa, torn&ograve; ad accomodarsi gli occhiali, e segu&iacute; il bramino entrando nella spaziosa tenda ormai piena di luce.</p>
<p>&nbsp;Su un ammasso di ricchissimi tappeti e cuscini, ammucchiati abbastanza disordinatamente, stava coricato un indiano dalla pelle appena abbronzata, che poteva avere quarant&#8217;anni come sessanta.</p>
<p>&nbsp;Il suo viso era consunto, la sua fronte solcata di rughe profonde, i suoi occhi nerissimi animati da uno strano lampo, quel lampo che si scorge nelle pupille dei pazzi.</p>
<p>&nbsp;Non aveva n&eacute; barba n&eacute; baffi e nemmeno capelli.</p>
<p>&nbsp;Vestiva elegantemente con una specie di lungo camice di seta bianca ricamato in oro, e stretto ai fianchi da un&#8217;alta fascia di velluto azzurro a lunghe frange d&#8217;oro, reggente una corta scimitarra coll&#8217;impugnatura d&#8217;oro scintillante di pietre preziose.</p>
<p>&nbsp;In piedi aveva scarpe di cuoio rosso colla punta assai rialzata, ed anche quelle con ricami d&#8217;oro.</p>
<p>&nbsp;- Altezza, &#8211; disse il bramino all&#8217;indiano, il quale pareva mezzo inebetito &#8211; ecco il parlamentario.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; &#8211; fece il rajah.</p>
<p>&nbsp;Al suo fianco stava un ragazzo il quale teneva in mano una bottiglia ed un bicchiere ben capace.</p>
<p>&nbsp;- Versami &#8211; gli disse. &#8211; Ho bisogno di raccogliere le idee.</p>
<p>&nbsp;- O di offuscarle, Altezza? &#8211; chiese l&#8217;olandese. &#8211; Voi bevete troppo.</p>
<p>&nbsp;Il viso di Sindhia prese una espressione selvaggia e fiss&ograve; coi suoi occhi, quasi fosforescenti, l&#8217;olandese.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa dite voi? &#8211; chiese dopo un po&#8217; di silenzio, facendo segno al ragazzo di porgergli subito la tazza.</p>
<p>&nbsp;- Dico che voi bevete troppo.</p>
<p>&nbsp;- Chi ve lo ha detto?</p>
<p>&nbsp;- Tutti lo sanno, anche a Calcutta.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; Davvero? &#8211; disse il rajah con voce un po&#8217; ironica. Afferr&ograve; il bicchiere colle mani tremanti, e lo vuot&ograve; d&#8217;un fiato.</p>
<p>&nbsp;- Voi non lo crederete, signore, eppure io ora mi sento meglio e la mia memoria mi si &egrave; risvegliata d&#8217;un tratto.</p>
<p>&nbsp;- Vi avverto che io sono uno dei pi&uacute; famosi medici delle colonie olandesi &#8211; disse il signor Wan Horn, sedendosi su un cuscino senza attendere l&#8217;ordine del rajah.</p>
<p>&nbsp;- Il bramino che funziona da mio segretario me lo ha detto. Voi siete un amico del Maharajah ;non &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sono un suo amico.</p>
<p>&nbsp;- E anche di quell&#8217;altro che &egrave; venuto dal sud con quella tremenda colonna che i miei uomini non sono riusciti ad arrestare. Ah, che perdite ho subito io!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sono amico anche di quello.</p>
<p>&nbsp;- Chi &egrave;?</p>
<p>&nbsp;- Un principe bornese che ha molte navi e migliaia e migliaia di soldati non meno valorosi di quelli che formano la colonna infernale.</p>
<p>&nbsp;- Ah! &#8230; Mi ricordo! &#8211; esclam&ograve; il rajah, stringendo le pugna. &#8211; L&#8217;ho conosciuto, ed &egrave; stato lui che ha aiutato il sahib bianco e Surama a rovesciarmi dal trono. Non credevo che avesse tanta audacia da tornar qui.</p>
<p>&nbsp;- Quell&#8217;uomo, Altezza, ha sfidato cento volte gli inglesi di Labuan e li ha quasi sempre vinti, o meglio schiacciati.</p>
<p>&nbsp;- Ha vinto anche il mio primo ministro, in non so quale lago del Borneo. S&iacute;, lo so, &egrave; un terribile uomo e io desidererei vivamente di averlo nelle mie mani.</p>
<p>&nbsp;- Per farne che cosa, Altezza? &#8211; chiese l&#8217;olandese con accento un po&#8217; ironico. &#8211; Vorreste dirmelo?</p>
<p>&nbsp;- Per fucilarlo insieme col Maharajah se fosse possibile. Alla piccola rhani ci penserei poi io a ridurla nell&#8217;assoluta impotenza malgrado i suoi montanari.</p>
<p>&nbsp;- Andate per le spicce, voi.</p>
<p>&nbsp;- Io devo riconquistare il mio trono, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Che si dice spetti, per diritto, alla rhani anzich&eacute; a voi.</p>
<p>&nbsp;- Chi vi ha detto questo? &#8211; url&ograve; Sindhia con voce arrangolata.</p>
<p>&nbsp;- Conosco la storia dell&#8217;Assam, e so anche che voi avete ucciso vostro fratello con un colpo di carabina mentre gettava in aria una rupia sfidandovi a forarla.</p>
<p>&nbsp;- Quel miserabile, completamente ubriaco, dopo aver ucciso a colpi di fucile tutti i suoi parenti che banchettavano tranquillamente nel cortile d&#8217;onore del palazzo reale, voleva spegnere anche me, e l&#8217;ho abbattuto.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ero nel mio diritto di difendermi. Mi prometteva di lasciarmi vivere se avessi spaccata, con una palla, una rupia lanciata in aria da lui. Non fu la moneta che cadde, fu mio fratello, il quale aveva commessa l&#8217;imprudenza di darmi fra le mani una delle sue carabine.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Che cosa avete dunque da dire voi, sahib, di questo fratricidio?&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Io mi sarei pure difeso &#8211; rispose il prudente olandese.</p>
<p>&nbsp;Sindhia mand&ograve; un grido di gioia.</p>
<p>&nbsp;- Ecco il primo uomo bianco che mi d&agrave; ragione &#8211; disse dimenandosi come un pazzo e porgendo al ragazzo il bicchiere perch&eacute; glielo riempisse. &#8211; Voi dovete essere veramente un gran medico.</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute;?</p>
<p>&nbsp;- Perch&eacute; capite le cose meglio degli altri &#8211; rispose l&#8217;ex rajah.</p>
<p>&nbsp;- Pu&ograve; darsi.</p>
<p>&nbsp;- Volete bere?</p>
<p>&nbsp;- No, grazie non bevo che acqua.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;acqua non d&agrave; nessuna forza.</p>
<p>&nbsp;- Eppure, come vedete, Altezza, sono grasso e rubicondo, e peso forse il doppio di voi.</p>
<p>&nbsp;Sindhia scosse la testa, tese la destra tremolante verso il ragazzo che gli aveva riempito il bicchiere, bevve qualche sorso fissando sempre l&#8217;olandese, poi gli chiese a bruciapelo:</p>
<p>&nbsp;- Dunque si arrendono tutti?</p>
<p>&nbsp;- Chi? &#8211; domand&ograve; Wan Horn.</p>
<p>&nbsp;- Il Maharajah ,il principe bornese e gli uomini che l&#8217;hanno accompagnato.</p>
<p>&nbsp;- Adagio, Altezza. Che io sappia non ne hanno affatto l&#8217;intenzione.</p>
<p>&nbsp;- E allora perch&eacute; siete venuto qui?</p>
<p>&nbsp;- Per farvi una proposta.</p>
<p>&nbsp;- Dite, dite pure, gran dottore &#8211; disse Sindhia, sorridendo sardonicamente.</p>
<p>&nbsp;- I miei amici lasceranno la capitale a vostra disposizione&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Quale capitale? &#8211; url&ograve; Sindhia. &#8211; Non vi &egrave; pi&uacute; una capitale nell&#8217;Assam.</p>
<p>&nbsp;- Non vi mancano gli uomini per ricostruirla!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- E i denari?</p>
<p>&nbsp;- Si dice che voi siete immensamente ricco.</p>
<p>&nbsp;- Ah!&#8230; Ah!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Cos&iacute; si dice nel Bengala.</p>
<p>&nbsp;- Benissimo. Concludete, sahib.</p>
<p>&nbsp;- Sono venuto a dirvi che il Maharajah ed il suo amico sono pronti a lasciarvi padrone del terreno, purch&eacute; permettiate loro di raggiungere le montagne di Sadhja.</p>
<p>&nbsp;- Morte di Siva!&#8230; Hanno il coraggio di farmi una simile proposta, mentre io li tengo ormai fra le mie mani?</p>
<p>&nbsp;- Ne siete ben sicuro, Altezza?</p>
<p>&nbsp;- Non mi sfuggiranno, ve lo dico io, sahib gran dottore. So che tutta quella gente si &egrave; rifugiata nelle grandi cloache.</p>
<p>&nbsp;- E se quella terribile colonna, che porta sugli elefanti delle armi che voi non avete mai vedute, e che fanno delle stragi orrende, si precipitasse attraverso al vostro accampamento?</p>
<p>&nbsp;- La fermeremo.</p>
<p>&nbsp;- Non l&#8217;avete fermata prima quando avevate tutte le probabilit&agrave; di schiacciarla.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;ex rajah digrign&ograve; i denti come un vecchio sciacallo, poi disse con voce piena di amarezza:</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, &egrave; vero; le mie truppe non sono resistenti malgrado l&#8217;aiuto dei rajaputi.</p>
<p>&nbsp;Gett&ograve; via il bicchiere che teneva ancora in mano fracassandolo contro un trofeo d&#8217;armi, poi, dopo un silenzio piuttosto lungo, riprese:</p>
<p>&nbsp;- Insomma, che cosa volete?</p>
<p>&nbsp;- Mi pare di avervelo detto poco fa &#8211; rispose l&#8217;olandese. &#8211; Sono venuto per ottenere da voi il permesso di lasciar andare i miei amici ed i loro combattenti.</p>
<p>&nbsp;- Voi scherzate! &#8211; disse il rajah.</p>
<p>&nbsp;- Vi rifiutate?</p>
<p>&nbsp;- Assolutamente.</p>
<p>&nbsp;- Vi ripeto di guardarvi da quegli uomini che valgono per mille e pi&uacute; i quali, come vi ho detto, posseggono delle mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;- Io sento di essere ancora il pi&uacute; forte.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa farete?</p>
<p>&nbsp;- Li affamer&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- Hanno cinque elefanti, ed il Maharajah ,prima di ritirarsi nelle cloache e di licenziare i montanari, ha fatto accumulare immense quantit&agrave; di provvigioni.</p>
<p>&nbsp;- Io non ho fretta ed aspetter&ograve; che abbiano esaurito tutto.</p>
<p>&nbsp;- E come farete a mantenere tutta la vostra gente ora che non vi &egrave; pi&uacute; una bottega in piedi, nemmeno di panettiere?</p>
<p>&nbsp;- Vivono con niente i miei uomini, mio caro sahib gran dottore. A loro bastano il riso e le frutta delle foreste.</p>
<p>&nbsp;- Si indeboliranno spaventosamente, ve lo dico io, appunto perch&eacute; sono un medico.</p>
<p>&nbsp;- Non ve ne preoccupate &#8211; disse il rajah.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;olandese si alz&ograve; e disse:</p>
<p>&nbsp;- La mia missione &egrave; finita e quindi me ne vado.</p>
<p>&nbsp;- E se vi trattenessi?</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;Olanda vi farebbe pagar cara questa perfida azione, e anche l&#8217;Inghilterra non mancherebbe d&#8217;intervenire.</p>
<p>&nbsp;Il rajah riflett&eacute; qualche momento, poi disse:</p>
<p>&nbsp;- Siete libero: non voglio che si sparga la voce nel vicino Bengala che io tratto i parlamentari come un re barbaro.</p>
<p>&nbsp;- Dunque siete ben deciso a non lasciar uscire quelle persone?</p>
<p>&nbsp;- Vi ho detto di no.</p>
<p>&nbsp;- Altezza, i miei saluti.</p>
<p>&nbsp;Il rajah non rispose nemmeno.</p>
<p>&nbsp;Il dottore usc&iacute; e trov&ograve; subito il bramino accompagnato da un&#8217;altra scorta, composta tutta di rajaputi.</p>
<p>&nbsp;- Mi guidate? &#8211; gli chiese.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, sahib &#8211; rispose Kiltar, mettendoglisi a fianco. &#8211; Non avete concluso nulla?</p>
<p>&nbsp;- Non vuole assolutamente lasciarli andare.</p>
<p>&nbsp;- Lo aveva gi&agrave; detto anche a me.</p>
<p>&nbsp;- Verrai con noi tu, o rimarrai qui?</p>
<p>&nbsp;- Vi posso essere pi&uacute; utile fuori che l&agrave; dentro. Che cosa rappresenterei io? Una carabina di pi&uacute;, ed anche pessima, non essendo mai stato un guerriero.</p>
<p>&nbsp;- Come potremo rivederti?</p>
<p>&nbsp;- Sono stato nelle cloache, so che vi sono delle entrate che non tutti conoscono, e spero di ricomparire ben presto.</p>
<p>&nbsp;- Guardati dal colera.</p>
<p>&nbsp;- Non ho mai avuto paura di quel male che&#8230;</p>
<p>&nbsp;In quel momento l&#8217;olandese incespic&ograve; e cadde lungo disteso spaccando le due bottiglie piene di bacilli.</p>
<p>&nbsp;- Ah, il mio liquore! &#8211; grid&ograve;. &#8211; E non ne ho pi&uacute;!</p>
<p>&nbsp;Kiltar si affrett&ograve; ad alzarlo, e dalle tasche dell&#8217;olandese uscirono dei pezzi di vetro e una certa brodaccia spessa che non tramandava nessun odore d&#8217;alcool.</p>
<p>&nbsp;- Ho capito &#8211; disse.</p>
<p>&nbsp;I rajaputi che formavano la scorta non si erano affatto preoccupati di quella caduta, che, d&#8217;altronde, non poteva essere stata affatto pericolosa.</p>
<p>&nbsp;Si stupirono peraltro un po&#8217; quando videro l&#8217;olandese levarsi in fretta la giacca ed il panciotto e gettarli al vento.</p>
<p>&nbsp;- Il sahib gran dottore ha caldo &#8211; disse loro Kiltar. &#8211; Egli possiede altre vesti. Tuttavia vi ordino di non toccar nulla, poich&eacute; quel sahib pi&uacute; tardi potrebbe reclamare tutto nella sua qualit&agrave; di parlamentario.</p>
<p>&nbsp;I rajaputi sapendo che il bramino godeva la fiducia del rajah, si guardarono bene dal raccogliere quegli indumenti, che gi&agrave; non potevano avere che un meschino valore, specialmente dopo tutte quelle macchie di brodaccia giallastra che si erano rapidamente allargate sulla flanella bianca.</p>
<p>&nbsp;Il dottore, da uomo previdente, prima di fare quel capitombolo aveva cacciato in una tasca dei calzoni la sua inseparabile pipa, la piccola provvista di tabacco ed una scatola di zolfanelli, sicch&eacute; ricominci&ograve; subito a fumare.</p>
<p>&nbsp;Il drappello attravers&ograve; il vasto accampamento, destando una certa curiosit&agrave; fra gli accampati e verso le nove del mattino giunse dinanzi all&#8217;imboccatura della grande cloaca.</p>
<p>&nbsp;All&#8217;allarme dato dai malesi e dai dayaki che vegliavano intorno alle mitragliatrici, i rajaputi, per paura di ricevere una scarica da quelle terribili armi che li avevano crudelmente decimati fra le jungle e le risaie, sostarono.</p>
<p>&nbsp;- Sono il dottore!&#8230; &#8211; grid&ograve; l&#8217;olandese a gran voce. &#8211; Non fate fuoco.</p>
<p>&nbsp;Poi volgendosi verso Kiltar, disse facendo un rapido cenno d&#8217;intelligenza:</p>
<p>&nbsp;- Addio bramino.</p>
<p>&nbsp;- Che il vostro dio vegli su di voi &#8211; rispose Kiltar.</p>
<p>&nbsp;La scorta si allontan&ograve; subito velocemente, fermandosi solamente nei dintorni, della moschea che era stata gi&agrave; occupata da un grosso numero di f akirie di paria.</p>
<p>&nbsp;- Dove sono dunque il Maharajah e la Tigre della Malesia? &#8211; chiese Wan Horn, avanzandosi fra due file di guerrieri.</p>
<p>&nbsp;- Vengono, signore &#8211; disse il malese rugoso che tutti chiamavano Sambigliong.</p>
<p>&nbsp;Ed infatti non era trascorso ancora mezzo minuto che i due capi si presentarono, accompagnati da Tremal-Naik, da Kammamuri e dal cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Dite subito &#8211; disse Yanez all&#8217;olandese. &#8211; Siate breve.</p>
<p>&nbsp;- La mia missione &egrave; pienamente riuscita, signori miei &#8211; rispose il signor Wan Horn. &#8211; Ho perduto la giacca ed il panciotto, ma ormai i microbi del colera si moltiplicano a milioni nell&#8217;accampamento dei banditi.</p>
<p>&nbsp;- Avete rotte le due bottiglie?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza, e senza rompermi, fortunatamente, il naso.</p>
<p>&nbsp;- Avete veduto Sindhia?</p>
<p>&nbsp;- Mi ha ricevuto nella sua tenda e abbastanza gentilmente.</p>
<p>&nbsp;- Era ubriaco?</p>
<p>&nbsp;- Doveva avere gi&agrave; molto bevuto.</p>
<p>&nbsp;- E vi ha detto?</p>
<p>&nbsp;- Che vi terr&agrave; assediati finch&eacute; avrete mangiato l&#8217;ultimo pezzo di elefante.</p>
<p>&nbsp;- Raccontate signor Wan Horn &#8211; disse Sandokan. &#8211; &Egrave; proprio vero che ha con s&eacute; molte migliaia di combattenti?</p>
<p>&nbsp;- Molte migliaia, s&iacute;.</p>
<p>&nbsp;- Truppe solide?</p>
<p>&nbsp;- Ah, io non lo credo. Il loro numero peraltro &egrave; tale da poter resistere a pi&uacute; d&#8217;un assalto.</p>
<p>&nbsp;- Dei rajaputi ve ne sono molti?</p>
<p>&nbsp;- Io non ho visitati tutti i campi, ma il rajah si doleva delle terribili perdite subite da quei forti guerrieri nati per le battaglie.</p>
<p>&nbsp;- Che cosa ci consigliereste di fare?</p>
<p>&nbsp;- Di rimanere qui e d&#8217;impedire, a colpi di mitraglia, l&#8217;entrata a qualunque colonna d&#8217;attacco.</p>
<p>&nbsp;Fra quarantotto ore tutti i campi di Sindhia saranno invasi dai bacilli del colera, ed allora vedrete che stragi.</p>
<p>&nbsp;- Tanta fiducia avete nelle vostre coltivazioni? &#8211; chiese Yanez.</p>
<p>&nbsp;- Vedrete fra poco gli effetti. Il bramino ci sapr&agrave; dire qualche cosa.</p>
<p>&nbsp;- Ah, non &egrave; tornato con voi?</p>
<p>&nbsp;- No, Altezza, perch&eacute; conta di esserci pi&uacute; utile rimanendo fuori.</p>
<p>&nbsp;- E come far&agrave; a spingersi fin qui?</p>
<p>&nbsp;- Dice che conosce le cloache e molti passaggi da tutti forse ignorati.</p>
<p>&nbsp;- Credi tu che vi siano veramente dei condotti che sbocchino nelle rotonde? &#8211; chiese Yanez al cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- Pu&ograve; essere, gran sahib &#8211; rispose il baniano. &#8211; Ne ho scoperti anch&#8217;io parecchi che sboccavano nelle cantine di certi palazzi.</p>
<p>&nbsp;- Ed allora &#8211; disse Sandokan &#8211; aspettiamo che questo famoso colera si diffonda e ci apra la strada, se pure non porter&agrave; via anche tutti noi.</p>
<p>&nbsp;- Nella mia cassa ho dei vasi pieni di potenti disinfettanti quindi non avete nulla da temere.</p>
<p>&nbsp;- La seduta &egrave; tolta. Andiamo a fare colazione con della carne di cavallo, che non sar&agrave; poi cattiva.</p>
<p>&nbsp;- Anzi ottima. &Egrave; quasi uguale a quella dei buoi e degli zeb&uacute; &#8211; rispose l&#8217;olandese. &#8211; Ah, i miei bacilli virgola!&#8230; Altro che le palle di cannone, di mitragliatrici, di carabine e di pistole! Vedrete, vedrete!&#8230;</p>
<p>&nbsp;- Non spaventate i nostri uomini col vostro colera &#8211; disse Yanez. &#8211; Sanno che cos&#8217;&egrave; quel malanno.</p>
<p>&nbsp;Sandokan raccomand&ograve; al drappello delle mitragliatrici di aprire bene gli occhi, e si diresse coi suoi compagni verso un luogo della banchina dove ardeva un magro fuoco.</p>
<p>&nbsp;In lontananza si udivano gli elefanti lamentarsi. Avevano fame, e gli assediati nulla avevano da dar loro, poich&eacute; tentare una uscita per spogliare delle frutta e delle gigantesche foglie quei banani che crescevano in buon numero presso la moschea, sarebbe stato come gettarsi in bocca ai lupi di Sindhia. Alcuni malesi avevano stesi, intorno al fuoco che mandava pi&uacute; fumo che fiamme, dei vecchi tappeti, mentre altri stavano rigirando sugli spiedi del cacciatore di topi dei grossi pezzi di carne di cavallo.</p>
<p>&nbsp;- Domani cominceremo ad abbattere un elefante &#8211; disse Sandokan, sdraiandosi presso il fuoco. &#8211; Ormai sono destinati a morire tutti di fame.</p>
<p>&nbsp;- E come faremo a portare poi con noi le mitragliatrici? &#8211; chiese Yanez. &#8211; Anche i cavalli morranno se non possiamo provvederli di erbe.</p>
<p>&nbsp;- Purtroppo &#8211; rispose Sandokan, corrugando la fronte. &#8211; Io non avevo pensato agli animali.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ba&#8217;, vedremo che cosa sapr&agrave; fare il colera. Noi resisteremo fino all&#8217;ultimo e nemmeno questa volta Sindhia ci avr&agrave;.&raquo;</p>
<p>&nbsp;Gli arrosti, pi&uacute; o meno ben cucinati, furono deposti sul coperchio di una cassa, e tutti si misero a mangiare in silenzio, assai preoccupati dell&#8217;aggravarsi della situazione.</p>
<p>&nbsp;Ed intanto gli elefanti in lontananza barrivano furiosamente, ed i cavalli nitrivano domandando la colazione.</p>
<p>&nbsp;Quella prima giornata d&#8217;assedio trascorse nondimeno tranquilla. Le truppe di Sindhia, quantunque si fossero mostrate in grosso numero nei dintorni della vecchia moschea, non spararono un colpo di fucile verso l&#8217;entrata della grande cloaca.</p>
<p>&nbsp;Si capiva che le mitragliatrici, armi mai vedute da quei banditi, che facevano un grande fracasso e che facevano continua strage, avevano impressionato tutti.</p>
<p>&nbsp;D&#8217;altronde Sandokan e Yanez avevano radunati, presso la foce del fiume fangoso, tutti i cento uomini giunti dalla lontana Malesia, ed avevano fatto condurre, non senza grande fatica da parte dei cornac, i cinque elefanti, decisi a lanciarli contro gli avversari in una corsa spaventosa. Gi&agrave; sapevano ormai che erano condannati al pari dei cavalli.</p>
<p>&nbsp;Il cacciatore di topi, segu&iacute;to da Kammamuri, dal fedele rajaputo e da una mezza dozzina di montanari, aveva approfittato di quella calma per visitare tutte le rotonde e le gallerie superiori, sede un giorno di chi sa quante migliaia di miserabili, e tutti erano tornati carichi di legna per potere, durante la notte, accendere dei fal&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- E dunque? &#8211; gli chiese Yanez, quando lo vide giungere carico come un mulo, segu&iacute;to da tutti gli altri sette.</p>
<p>&nbsp;- Vi porto una buona notizia &#8211; rispose il vecchio, gettando a terra, con gran fracasso, il suo pesante fardello. &#8211; La temperatura si &egrave; rinfrescata, ed anche nelle alte gallerie ora si pu&ograve; vivere benissimo.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Un po&#8217; di sudore d&#8217;altronde non fa mai male in questi paesi.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Dunque l&#8217;incendio deve essersi spento completamente.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza; ed era tempo che le case, le moschee e le pagode finissero di bruciare.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Ma vi &egrave; di pi&uacute;. Ho scoperto, in certe rotonde che io da anni non visitavo, dei veri depositi di legna, e poi ho veduto i topi ritornare in gran numero.&raquo;</p>
<p>&nbsp;- Abbiamo qui abbastanza carne, sicch&eacute; possiamo fare a meno per ora di quei rosicchianti niente affatto piacevoli.</p>
<p>&nbsp;- Non potete dire, Altezza, che bene arrostiti siano cattivi.</p>
<p>&nbsp;- No, ma sono sempre topi. Hai scoperto altro?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, un passaggio che mette in una vasta cantina. &Egrave; ancora troppo caldo, ma fra ventiquattro ore io credo che noi tutti potremo percorrerlo.</p>
<p>&nbsp;- E gli elefanti ed i cavalli?</p>
<p>&nbsp;- Quel passaggio sar&agrave; la salvezza della vostra cavalleria grossa e leggera, sahib &#8211; disse il baniano. &#8211; Di notte noi usciremo e andremo a fare raccolta di foglie e di erbe. Gli uomini di Sindhia non ci inquieteranno. Sono troppo poltroni.</p>
<p>&nbsp;- Tu dunque non vedi la nostra situazione disperata?</p>
<p>&nbsp;- Oh no!&#8230; Con quei terribili guerrieri che ha condotto il vostro amico e con quelle armi non meno terribili, noi finiremo col lasciare l&#8217;amico Sindhia con un buon palmo di naso.</p>
<p>&nbsp;- Sei ottimista.</p>
<p>&nbsp;- Non sono mai stato pessimista, e non ho mai avuto da dolermene.</p>
<p>&nbsp;- Gli elefanti ed i cavalli peraltro da ventiquattro ore non mangiano.</p>
<p>&nbsp;- Domani mattina avranno una colazione abbondante. Il fuoco non pu&ograve; aver rovinato tutte le piantagioni che si estendevano intorno alla capitale.</p>
<p>&nbsp;Mettete a mia disposizione venti di quei terribili uomini, ed io rispondo di tutto, Altezza.</p>
<p>&nbsp;- Te ne concedo anche quaranta con un paio di mitragliatrici.</p>
<p>&nbsp;- No, le mitragliatrici non passerebbero; e poi possono essere pi&uacute; utili a voi che a noi.</p>
<p>&nbsp;- Puoi aver ragione &#8211; rispose Yanez, il quale appariva, malgrado il suo carattere sempre vivace ed allegro, assai preoccupato. &#8211; Quando andrai ad esplorare quel passaggio?</p>
<p>&nbsp;- Appena caduta la notte, signore. &Egrave; necessario che si raffreddi ancora un po&#8217;.</p>
<p>&nbsp;- Io ti accompagner&ograve; con Tremal-Naik. Sandokan intanto veglier&agrave; alla foce del fiume nero.</p>
<p>&nbsp;- L&#8217;impresa potrebbe essere pericolosa assai, Altezza.</p>
<p>&nbsp;Un sorriso sdegnoso sfior&ograve; le labbra dell&#8217;uomo che i malesi ed i dayaki chiamavano la Tigre bianca.</p>
<p>&nbsp;- Ho provato ben altri pericoli a Mompracem, a Labuan, nel Borneo ed anche qui &#8211; disse.</p>
<p>&nbsp;- Lo so, Altezza. Voi avete ucciso, insieme col vostro amico, il capo degli strangolatori delle Sunderbunds durante l&#8217;assalto di Delhi. Tutti sanno, anche in India, che siete degli uomini capaci di rovesciare degli imperi.</p>
<p>&nbsp;- Hai finito?</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza.</p>
<p>&nbsp;- Concludi.</p>
<p>&nbsp;- Questa sera, giacch&eacute; lo desiderate, andremo a cercare il cibo ai cavalli ed agli elefanti insieme con voi.</p>
<p>&nbsp;- Siamo intesi.</p>
<p>&nbsp;In quel momento giungeva il flemmatico olandese con un nuovo panciotto ed una nuova casacca di flanella bianca leggerissima e la grossa pipa in bocca.</p>
<p>&nbsp;- Ebbene, dottore, come vanno le vostre coltivazioni?</p>
<p>&nbsp;- Benissimo, signore &#8211; rispose Wan Horn. &#8211; Ho osservato poco fa le bottiglie dei bacilli del tifo, ed ho constatato che nulla hanno sofferto durante il viaggio. Si sviluppano meravigliosamente sotto questo clima.</p>
<p>&nbsp;- Sicch&eacute; dopo i bacilli del colera andrete a inondare il campo o i campi di Sindhia con quelli del tifo &#8211; disse Yanez sempre ironico.</p>
<p>&nbsp;- Inondare? Eh, via, &egrave; un po&#8217; troppo, Altezza &#8211; rispose l&#8217;olandese. &#8211; E poi non so se si presenter&agrave; un&#8217;altra occasione.</p>
<p>&nbsp;&laquo;Il rajah non mi riceverebbe certamente due volte. Mi farebbe fucilare dai suoi ultimi rajaputi. &raquo;</p>
<p>&nbsp;- Non oserei mandarvi da lui come parlamentario per la seconda volta &#8211; rispose Yanez. &#8211; Sindhia &egrave; un barbaro che non rispetta nessuna persona.</p>
<p>&nbsp;- Aveva gi&agrave; minacciato di trattenermi.</p>
<p>&nbsp;- E non sareste pi&uacute; tornato vivo, ve lo assicuro. Quell&#8217;uomo &egrave; crudele come il fratello che egli stesso ha ucciso con un colpo di carabina durante un banchetto.</p>
<p>&nbsp;- &Egrave; un pazzo, signore. I liquori lo hanno rovinato.</p>
<p>&nbsp;- Lo so che &egrave; un alcoolizzato pericoloso. Dunque voi mi dicevate che occorrono almeno quarant&#8217;otto ore prima che i bacilli si sviluppino e compiano la loro distruzione?</p>
<p>&nbsp;- Forse anche meno, Altezza.</p>
<p>&nbsp;- Per Giove!&#8230; Questo &egrave; un nuovo genere di guerra.</p>
<p>&nbsp;- Che dar&agrave; dei risultati meravigliosi &#8211; rispose freddamente l&#8217;olandese. &#8211; Altro che le vostre carabine, le vostre mitragliatrici ed i vostri kampilangs!&#8230; Vedrete, vedrete!</p>
<p>&nbsp;E quel brav&#8217;uomo che si proponeva di assassinare, con le sue strane colture, se ne and&ograve; colle mani sprofondate nelle ampie tasche, fumando come una vaporiera.</p>
<p>&nbsp;- A questa sera, allora &#8211; disse Yanez al cacciatore di topi.</p>
<p>&nbsp;- S&iacute;, Altezza. Conosco ormai la via e non mi smarrir&ograve;.</p>
<p>&nbsp;- E potremo noi oltrepassare la linea dei bastioni senza essere veduti?</p>
<p>&nbsp;- Io lo spero &#8211; rispose il baniano. &#8211; D&#8217;altronde non andremo senz&#8217;armi o muniti di semplici bastoni.</p>
<p>&nbsp;Yanez stette un momento silenzioso, colla fronte aggrottata, poi si diresse verso il fal&ograve; che ardeva sulla riva destra del fiume fangoso, per comunicare a Sandokan le buone nuove.</p>
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