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	<title>Salgari</title>
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	<description>I racconti di Salgari pubblicati a puntate</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Aug 2010 00:07:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Capitolo XXII   LA ZATTERA</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 00:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Gli uraganiche scoppiano nell&#8217;America centrale sono fortunatamente rari, ma quando Giove galoppa sulle nubi, accompagnato dal fido Eolo, raggiungono una tale furia da non potere noi, abitanti delle zone temperate, formarcene un&#8217;idea. &#160;Non hanno una lunga durata, per&#242; bastano quelle poche ore per mettere sottosopra provincie intere, devastare immense piantagioni, e quello che &#232; peggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p>&nbsp;Gli uraganiche scoppiano nell&#8217;America centrale sono fortunatamente rari, ma quando Giove galoppa sulle nubi, accompagnato dal fido Eolo, raggiungono una tale furia da non potere noi, abitanti delle zone temperate, formarcene un&#8217;idea.</p>
<p>&nbsp;Non hanno una lunga durata, per&ograve; bastano quelle poche ore per mettere sottosopra provincie intere, devastare immense piantagioni, e quello che &egrave; peggio, per far straripare i fiumi.</p>
<p>&nbsp;Iltornado che aveva dovuto prima infuriare sull&#8217;altasierra , aveva gonfiato quasi di colpo il Maddalena ed ora il fiume gigante, con poco piacere dei fuggiaschi che ne avevano fino sopra i capelli delle avventure, compreso don Barrejo, si preparava a uscire dal suo letto, ed occupare la piccola pianura sabbiosa.</p>
<p>&nbsp;Quantunque continuasse a piovere con una furia spaventevole, l&#8217;indiano ed i tre filibustieri, allarmati da quei fragori che facevano risuonare sinistramente la valle, avevano lasciato per un momento il rifugio, volendo rendersi conto dello stato del fiume e del nuovo pericolo che li minacciava.</p>
<p>&nbsp;Il Maddalena cresceva a vista d&#8217;occhio. Delle ondate mostruose, di colore giallastro, si seguivano senza interruzione, trascinando nel loro corso vertiginoso dei giganteschi alberi strappati ai fianchi dellasierra .</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Ecco che si prepara un&#8217;altra avventura poco piacevole.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non eri forse partito da Panama per andarle a cercare? &ndash; chiese Mendoza. &ndash; Hai lasciato laggi&uacute;, per correre il mondo, una splendida castigliana ed una cantina magnificamente fornita.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;&Egrave; vero che dentro le botti vi erano gli spiritelli?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, vi era dentro quel povero Pfiffero, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; In quanto a mia moglie, lasciala in pace.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Invece di pensare alle persone assenti, pensiamo a noi, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Che cosa si fa? Il fiume monta di minuto in minuto e finir&agrave; per invadere la pianura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Domandalo all&#8217;indiano che sente ed ode tutto, &ndash; rispose don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano invece rimaneva muto come una sfinge egiziana. Colle braccia strette sul petto, gli occhi nerissimi e sempre inquieti come dell&#8217;uomo che si aspetta, da un momento all&#8217;altro, una brutta sorpresa, guardava il fiume senza parlare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Toh!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Ora non sente e non ode pi&uacute;, mentre io odo un fragore spaventevole che cresce di momento in momento.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dunque? &ndash; chiese De Gussac, guardando l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La piena, &ndash; rispose questi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La vedo, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Un paio d&#8217;occhi sono piantati sul mio muso. Ti domandiamo che cosa si pu&ograve; fare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Nulla, &ndash; rispose l&#8217;indiano, colla sua voce monotona.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; E noi staremo qui a farci portar via dalla piena?</p>
<p>&nbsp;&ndash; La roccia, &ndash; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ma questo &egrave; un mulo dei Pirenei, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Vedo anch&#8217;io che c&#8217;&egrave; una roccia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mendoza, puoi levare qualche parola a quest&#8217;uomo o meglio strappargliela?</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La mia pazienza ormai l&#8217;ho esaurita, e se fosse un altro a quest&#8217;ora avrei impugnata la mia draghinassa.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, antropofago!&#8230; &ndash; disse Mendoza. &ndash; Hai la man&iacute;a omicida? Le troppe avventure ti hanno guastato un po&#8217; il cervello, &egrave; vero, mio povero don Barrejo?</p>
<p>&nbsp;Un grande scroscio di risa fu la risposta.</p>
<p>&nbsp;Il mattacchione del di l&agrave; del mar di Biscaglia rideva a crepapelle.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; Questi guasconi!&#8230; &ndash; esclam&ograve; Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Valgono i baschi, &egrave; vero? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Devo confessarlo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Finalmente!&#8230; Interroga dunque quella marmotta rossa che sente sempre e che ode sempre, mentre non sa mai prendere una decisione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Amico, &ndash; disse Mendoza all&#8217;indiano, il quale guardava sempre il fiume coi suoi occhi irrequieti. &ndash; Che cosa si fa dunque? Si scappa verso lasierra ?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Troppo tardi, &ndash; rispose il pelle&ndash; rossa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Abbiamo le gambe ancora buone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Troppo tardi, &ndash; ripet&eacute; l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Mendoza, perdi il tuo tempo, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Da quell&#8217;uomo l&iacute; non caverai altro che un &ldquo;sento&rdquo; ed un &ldquo;odo&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;&Egrave; meglio che pensiamo noi a trarci d&#8217;impiccio.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se gl&#8217;indiani amano annegarsi, io francamente non ci tengo affatto. Se si trattasse di affogarmi in un fiume diXeres passi ancora, ma pap&agrave; No&egrave; non ha pensato a provvedere i fiumi di viti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi &egrave; che una cosa sola da fare, &ndash; disse De Gussac. &ndash; La roccia &egrave; abbastanza alta e non credo che la piena ci raggiunger&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Conosci le rabbie di questo fiume, tu?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io no.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora non ci si pu&ograve; fidare del tuo consiglio. Visto per&ograve; e considerato che non vi &egrave; altra scappatoia, lo accetto, e vi propongo una bagnata coi fiocchi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Cercate almeno di non bagnare le munizioni.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; La polvere &egrave; dentro i corni, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Sar&agrave; sempre pronta a far udire la sua voce, sia contro gli spagnuoli, sia contro i mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Montiamo: l&#8217;acqua cresce con una rapidit&agrave; impressionante.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il Maddalena infatti si gonfiava a vista d&#8217;occhio. Le sue acque, ordinariamente limpide, erano diventate fangose e dal monte le onde si succedevano sempre con rabbia feroce, stendendosi sulla pianura di destra e di sinistra.</p>
<p>&nbsp;Un muggito assordante, continuo, riempiva la valle, ripercuotendosi dentro i boschi dellasierra .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Calcatevi bene in capo i cappelli, &ndash; disse don Barrejo, &ndash; e cercate di farli servire da parapioggia.</p>
<p>&nbsp;Le onde brevi e rapide del Maddalena si stendevano sulle sabbie delle due pianure, coprendo rapidamente i magri cespugli.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano ed i tre avventurieri, non poco impressionati dalla brutta piega che prendevano gli &ldquo;affari&rdquo;, come diceva don Barrejo, abbandonarono il rifugio e si arrampicarono sulla roccia, esponendosi completamente alle furie deltornado .</p>
<p>&nbsp;Lampeggiava sempre e tuonava spaventosamente, mentre dalla valle scendevano delle raffiche cos&iacute; impetuose da costringere i quattro uomini a tenersi ben uniti per non farsi portar via. La pioggia poi continuava pure, lasciando cadere certi goccioloni grossi come un pugno, che se non facevano male, inzuppavano completamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questa si chiama ira di Dio, &ndash; disse don Barrejo, il quale si annoiava mortalmente a starsene zitto. &ndash; Ehi, amico del Darien, ne avremo per molto tempo? Io per ora ne avrei gi&agrave; abbastanza.</p>
<p>&nbsp;Il figlio dei boschi guard&ograve; il cielo incessantemente illuminato dai lampi, poi alz&ograve; le spalle senza dare nessuna risposta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come sono avari di parole, &ndash; riprese don Barrejo, il quale si prendeva filosoficamente quei goccioloni. &ndash; Si direbbe che a questi indiani fa male la lingua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mentre tu l&#8217;hai troppo lunga, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mio caro, prova a prender moglie, e vedrai come si snoder&agrave; anche la tua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per ora non ne ho intenzione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gi&agrave;, tu sei un avventuriero troppo logoro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Anche tu per&ograve; non tornerai a Panama pi&uacute; grasso di prima.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ci torner&ograve; per&ograve; colle tasche piene, &ndash; rispose il guascone. &ndash; Siamo ormai alle frontiere del Darien e spero che quei selvaggi non faranno cattiva accoglienza alla nipote del Gran Cacico, e che ci lasceranno vuotare, senza proteste, le caverne piene d&#8217;oro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se invece ci mangiassero? Ancora pochi anni or sono erano antropofagi e potrebbe dirtelo, se fosse ancora vivo, Pietro l&#8217;Olonese, che era il pi&uacute; famoso filibustiere dei Fratelli della Costa, e che fin&iacute; la sua gloriosa carriera di ladro emerito su una graticola o dentro un pentolone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu vedi tutto nero quest&#8217;oggi, compare; che sia il tempo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pu&ograve; darsi, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E l&#8217;acqua monta rapidamente, &ndash; disse in quel momento De Gussac. &ndash; La pianura si copre.</p>
<p>&nbsp;Infatti il Maddalena era uscito dal suo letto e straripava con una violenza inaudita.</p>
<p>&nbsp;Fra le sue onde fangose, d&rsquo;un brutto color biondastro, travolgeva degli alberi immensi e degli ammassi di radici e di terra che galleggiavano come le famosechimponas del lago di Messico.</p>
<p>&nbsp;Quei galleggianti non erano sempre vuoti. Ora trasportavano una trib&uacute; di scoiattoli, ora un coguaro ed ora un giaguaro.</p>
<p>&nbsp;Queste ultime bestie per&ograve; erano tanto spaventate che si tenevano rannicchiate, col pelame arruffato, senza dimostrare pi&uacute; alcuna ferocia.</p>
<p>&nbsp;La notte tornava a scendere, quando le acque del fiume giunsero ad infrangersi contro la roccia, muggendo sinistramente.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo guard&ograve; l&rsquo;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ors&uacute;, &ndash; gli disse, &ndash; snoda una buona volta la tua lingua. Credi che l&rsquo;acqua non ci raggiunger&agrave;?</p>
<p>&nbsp;La piena &egrave; terribile, &ndash; rispose il selvaggio figlio delle foreste. &ndash; Non ne ho mai veduta una simile.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa possiamo fare, dunque?</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;indiano indic&ograve; le zattere vegetali che il fiume continuava a trascinare in gran numero e che mandava ad arenarsi sui margini della pianura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono come lecanoe , &ndash; disse poi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se ne vanno ad urtare contro qualche roccia?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non essere troppo esigente, don Barrejo, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Seguiamo il consiglio di quest&rsquo;uomo ed imbarchiamoci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Eccone l&agrave; una che pare abbia proprio l&rsquo;intenzione di dirigersi verso di noi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il galleggiante indicato dal basco era un zatterone composto di enormi ammassi di radici, strettamente intrecciate, e coperto da ammassi di cespugli che le raffiche, sempre impetuosissime, volta a volta scuotevano.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri e l&rsquo;indiano si erano alzati per essere pronti a spiccare il salto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Badate che chi cade &egrave; perduto, &ndash; aveva detto Mendoza. &ndash; Contro questa corrente cos&iacute; impetuosa non si potrebbe resistere.</p>
<p>&nbsp;Il galleggiante, oscillando pesantemente, s&rsquo;appressava.</p>
<p>&nbsp;Trovata sul suo corso la roccia, gir&ograve; su s&eacute; stesso senza rompersi e continu&ograve; la sua rapida corsa.</p>
<p>&nbsp;Quel momento di sosta era bastato ai tre avventurieri e all&rsquo;indiano.</p>
<p>&nbsp;Con un gran salto erano andati a cadere in mezzo agli ammassi di cespugli, e subito erano scappati all&rsquo;opposta estremit&agrave; del galleggiante, manifestando una viva inquietudine.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;hai veduto? &ndash; chiese don Barrejo a Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;: era nascosto sotto il fogliame.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E non era solo, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Io ho veduto un altro giaguaro nascosto un po&#8217; pi&uacute; in l&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; il terribile guascone. &ndash; Ecco un bell&#8217;equipaggio che vorrei subito gettare in acqua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E gli archibugi pel momento sono inservibili, &ndash; aggiunse il basco. &ndash; Dovremo scaricarli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che si siano imbarcati di loro spontanea volont&agrave; per provare le emozioni d&#8217;un viaggio acquatico?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Saranno stati, pi&uacute; probabilmente, portati via insieme a qualche lembo di foresta.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Offri loro un ponte, don Barrejo, e vedrai come scapperanno senza curarsi di noi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Faglielo tu colla tua schiena, il passaggio, &ndash; ribatt&eacute; il guascone. &ndash; Per mio conto ci tengo alla mia spina dorsale, e checch&eacute; tu dica, non la metter&ograve; mai a portata di quelle bocche.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preferisco lasciare quelle due bestie nei loro nascondigli. Mi sembrano cos&iacute; spaventate da non avere, per ora, nessun desiderio di attaccarci.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se tu mi assicuri che la paura li ha resi mansueti come agnellini, non mi rincrescerebbe andarli a vedere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed anch&rsquo;io ci terrei, &ndash; disse De Gussac. &ndash; E poi un arrosto di giaguaro potrebbe passare, &egrave; vero don Barrejo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Arrostito sul fiume?&#8230; Ah!&#8230; De Gussac, la vita dell&rsquo;avventuriero non &egrave; proprio fatta per te, e credo che faresti&#8230;</p>
<p>&nbsp;Non pot&eacute; proseguire. La zattera in quell&rsquo;istante era stata presa da una serie di gorghi e si era messa a girare vorticosamente su se stessa, ora sprofondando quasi tutta ed ora rimontando impetuosamente a galla, come se spinta da una forza misteriosa.</p>
<p>&nbsp;Quel moto rotatorio era cos&iacute; rapido che i quattro uomini, non escluso l&rsquo;indiano, si sentirono prendere dalle vertigini.</p>
<p>&nbsp;Anche i giaguari, spaventati, soffiavano e sbuffavano sotto i cespugli che servivano loro d&rsquo;asilo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che sarabanda &egrave; questa? &ndash; Chiese don Barrejo al basco, il quale non riusciva a tenersi in piedi. &ndash; Che siamo vicini alle grandi cascate? Lo sai tu, amico del Darien?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non &egrave; nulla, &ndash; rispose l&rsquo;indiano, il quale si sforzava di strappare una enorme radice per servirsene come di remo. &ndash; Alle cateratte c&rsquo;&egrave; del tempo e non auguratevi, uomini bianchi, di giungervi troppo presto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si tratter&agrave; d&rsquo;un salto, m&rsquo;immagino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io per&ograve; ho udito parlare con grande spavento di quelle cateratte, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Si dice che nemmeno gl&rsquo;indiani, che sono i migliori battellieri, osino tentarne la discesa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Giacch&eacute; sono ancora molto lontane possiamo occuparci dei due giaguari. Io non oserei dormire con questi vicini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Francamente nemmeno io, &ndash; disse l&rsquo;ex-taverniere di Segovia &ndash; e sarei ben lieto di cacciarli in acqua, prima che la notte scenda.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu, Mendoza? &ndash; Chiese don Barrejo. &ndash; Il sole sta per tramontare gi&agrave; e fra una mezz&#8217;ora l&rsquo;oscurit&agrave; sar&agrave; completa.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ti fiderai tu a dormire con quei poco desiderati vicini?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;impresa non sar&agrave; facile, &ndash; rispose il basco, tentennando il capo. &ndash; Voi forse non conoscete la ferocia sanguinaria dei giaguari.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;&Egrave; vero che gl&rsquo;indiani osano talvolta affrontarli armati d&rsquo;una semplice lancia e difesi da una pelle che serve di scudo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed allora noi faremo di meglio, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Colle nostre draghinasse scorcieremo loro le unghie, mentre l&rsquo;amico rosso accarezzer&agrave; loro il dorso con quel bastone che &egrave; riuscito a strappare.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che disgrazia che i nostri archibugi siano ancora pieni d&rsquo;acqua.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Andiamo, camerati, prima che sopraggiunga qualche altro malanno.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;indiavolato avventuriero stava per dirigersi animosamente verso le due belve, risoluto ad offrire loro una battaglia in piena regola, quando il terreno gli manc&ograve; improvvisamente sotto i piedi come se si fosse aperto un trabocchetto.</p>
<p>&nbsp;Quasi nell&rsquo;istesso tempo si sent&iacute; afferrare una gamba da un paio di mascelle e stringere forte gli alti stivali di cuoio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aiuto!&#8230; &ndash; aveva gridato.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac, che gli stavano dietro, furono pronti ad afferrarlo per le spalle ed a trarlo fuori.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Muschio!&#8230; &ndash; grid&ograve; Mendoza. &ndash; Vi &egrave; un caimano imprigionato fra le radici, che lavora alla sua salvezza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Senti questo profumo cos&iacute; delizioso ai nasi dei negri?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, sternutando sonoramente &ndash; questa non &egrave; una zattera bens&iacute; un serraglio completo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che l&rsquo;amico cerchi di montare verso di noi?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; probabile, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Morde le radici in alto invece che sotto.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Avremo di certo una sua visita.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora potremmo occuparci di questo messere prima che ci porti via le gambe.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ai giaguari penseremo dopo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Tutti si erano curvati intorno al buco, il quale in pochi momenti era diventato gi&agrave; molto largo.</p>
<p>&nbsp;Un alligatore, o meglio unjacar&egrave; , come vengono chiamati quei ferocissimi sauriani, lungo non meno di quattro metri, si trovava imprigionato fra il fitto strato di radici e faceva sforzi poderosi per uscire e gettarsi nel fiume.</p>
<p>&nbsp;Le sue robustissime mascelle, armate di denti formidabili, mordevano con furore, mentre le zampaccie allargavano a poco a poco la prigione.</p>
<p>&nbsp;Non vi era nulla di straordinario nel trovare un simile bestione cos&iacute; rinchiuso.</p>
<p>&nbsp;Durante l&rsquo;estate, quando gli stagni confinanti coi fiumi si disseccano, ijacar&egrave; non trovano di meglio che di seppellirsi nel fango e di rimanervi, in una specie di letargo, anche un paio di mesi.</p>
<p>&nbsp;La vegetazione sempre poderosa in quelle regioni, si stende sugli stagni e colle sue radici forma delle vere reti compatte, dentro le quali rimane preso per la maggior parte delle volte il rettile.</p>
<p>&nbsp;Quando le piene, quasi sempre furiosissime, sopravvengono, strappano quei lembi e li portano nel fiume.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;isola galleggiante &egrave; formata, ma pu&ograve; sempre nascondere delle brutte sorprese per le persone che osano montarla.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, passato il primo momento d&rsquo;ansiet&agrave;, aveva impugnata la draghinassa, dicendo all&rsquo;jacar&egrave;, il quale non cessava di contorcersi con rabbia crescente:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor profumiere, noi non abbiamo affatto bisogno n&eacute; del vostro muschio, n&eacute; della vostra coda, perch&eacute; noi non siamo dei luridi negri.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Vorreste dirmi dove devo colpirvi?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu sei pazzo don Barrejo, disse De Gussac. &ndash; Vuoi aspettare che salti fuori e che si scagli addosso a noi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lascia che mi goda prima l&rsquo;agonia di questo bruto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed i giaguari li hai dimenticati? &ndash; chiese Mendoza. &ndash; Guarda: i loro occhi cominciano a luccicare.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sbrighiamocela con questo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;In quel momento l&rsquo;indiano si fece innanzi, armato d&rsquo;un grosso pezzo di radice che, bene o male, rassomigliava ad un rompi-costole.</p>
<p>&nbsp;&ndash; A me l&#8217;jacar&egrave;, &ndash; disse. &ndash; Le vostre armi non varranno gran che contro queste bestiacce.</p>
<p>&nbsp;Alz&ograve; la mazza, la dondol&ograve; innanzi e indietro come per imprimerle maggior slancio, poi la lasci&ograve; cadere dentro la buca, balzando subito indietro. Il caimano aveva spalancate le mascelle, poi le aveva subito chiuse. La mazza gli aveva spaccato il cranio, facendoglielo quasi scoppiare.</p>
<p>&nbsp;Si gonfi&ograve; aspirando un&#8217;ultima boccata d&rsquo;aria, si sgonfi&ograve; allungandosi tutto, poi rimase immobile, mentre le radici si ripiegavano su di lui rinserrandolo come dentro una tomba.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Che colpo, &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; A vederli non si direbbe che questi indiani posseggano una tale forza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;L&#8217;ha fulminato!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; cos&iacute; che se la sbrigano, quando riescono a sorprenderli imprigionati nel fango degli stagni, &ndash; disse Mendoza, il quale non cessava di guardarsi alle spalle per paura di un attacco fulmineo da parte dei giaguari. &ndash; Sei sempre d&#8217;opinione di sbarazzare questa zattera dalle bestiacce che la infestano?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E me lo domandi? Provati tu a chiudere gli occhi dunque con quei messeri che saranno probabilmente mezzi morti di fame.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E giacch&eacute; vi &egrave; ancora un barlume di luce, attacchiamo subito, &ndash; aggiunse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Il tempo si era rasserenato, poich&eacute;, come abbiamo detto, se le tempeste sono formidabili sotto quei climi, hanno una brevissima durata.</p>
<p>&nbsp;I densi vapori, tra i quali rumoreggiava il tuono, erano scomparsi verso levante, ossia in direzione del golfo del Messico, ed il sole tramontava dietro le cime dellasierra , in mezzo ad un mare di luce iridiscente.</p>
<p>&nbsp;D&#8217;altra parte la luna occhieggiava al di sopra delle foreste, alzandosi rapidamente.</p>
<p>&nbsp;Sotto i cespugli gli occhi fosforescenti dei giaguari, contratti come uni , brillavano stranamente. Pareva per&ograve; che i due feroci animali, impressionati dalla corsa vertiginosa che la corrente imprimeva alla zattera, non avessero alcun desiderio di tentare un assalto, almeno pel momento.</p>
<p>&nbsp;Che fossero per&ograve; un terribile pericolo per i quattro amici non si poteva negarlo, poich&eacute; la fame poteva spingerli ad un disperato assalto.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri e l&rsquo;indiano, risoluti a rimanere i soli padroni del galleggiante, si divisero in due gruppi: De Gussac e Mendoza; don Barrejo e l&rsquo;uomo rosso armato del suo rompi-costole che aveva servito cos&iacute; bene contro il sauriano.</p>
<p>&nbsp;I due giaguari, vedendoli avanzare, si erano messi a brontolare minacciosamente, senza per&ograve; lasciare i loro rifugi.</p>
<p>&nbsp;Cantano la loro marcia funebre, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Sanno gi&agrave; di dover finire nel fiume.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non scherzare, compare, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Sono pi&uacute; terribili di quello che tu credi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Proviamo dunque le draghinasse dei guasconi e la spada basca sulla pellaccia di quelle bestie, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; A me fa l&#8217;effetto di andare alla caccia dei gatti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Di quel genere!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non dico che non siano molto grossi, per&ograve; anche le nostre lame sono di tempra superiore.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Voglio vedere quale effetto produrr&agrave; un colpo di draghinassa vibrato all&#8217;estremit&agrave; d&#8217;una zampa. Povere unghie!&#8230; Vedremo se resisteranno!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Adagio don Barrejo!&#8230; Tu vuoi scherzare troppo!&#8230; &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dopo tutto, quelle bestie non sono che dei gattacci, che forse non valgono certi gatti della nostra Guascogna, &egrave; vero De Gussac?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;ex taverniere di Segovia non credette opportuno di rispondere a quella spacconata, degna veramente d&#8217;un guascone.</p>
<p>&nbsp;Mendoza per&ograve; borbott&ograve; fra i denti:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questo diavolo d&#8217;uomo vuole farsi mangiare da quei gattacci. Fortunatamente ci sono io e lo tratter&ograve; all&#8217;ultimo momento.</p>
<p>&nbsp;Mentre si avanzavano, chiacchierando tranquillamente come se si recassero alla caccia dei conigli, i due giaguari non cessavano di ringhiare.</p>
<p>&nbsp;Accovacciati alla distanza di dieci passi l&#8217;uno dall&#8217;altro, continuavano a fissare intensamente i cacciatori, sbadigliando e mostrando nel medesimo tempo certe bocche da far rabbrividire.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Mendoza, &ndash; riprese il terribile guascone, quando furono a una quindicina di passi dai due animali. &ndash; Che siano due maschi o due femmine?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vivaddio, &egrave; troppo, don Barrejo, &ndash; rispose il basco. &ndash; Tu scherzi troppo, e colle tue imprudenze un giorno o l&#8217;altro finirai nel ventre di qualche&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tigre, &ndash; disse il guascone, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non sar&agrave; asiatica, sar&agrave; americana.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah, bah!&#8230; La pelle dei guasconi &egrave; troppo dura da mandarsi gi&uacute; quando vi &egrave; insieme una draghinassa.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che brutto lavoro farebbe negli intestini di quelle bestie.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Taci!&#8230; Ci siamo!</p>
<p>&nbsp;I quattro terribili uomini si trovavano ormai a pochi passi dai due giaguari, sempre in agguato fra i cespugli.</p>
<p>&nbsp;Da una parte e dall&#8217;altra vi fu un momento di grande ansiet&agrave;, poich&eacute; i pretesi gattacci del guascone erano degli avversari formidabili.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, sempre noncurante del pericolo, fu il primo che si mosse, tenendo la draghinassa in linea, come se dovesse bucare sul colpo qualche avversario.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor mio, &ndash; disse al giaguaro di destra, che si teneva ostinatamente nel suo covo. &ndash; Volete degnarvi di accettare una partita d&rsquo;onore fra acciaio ben temprato ed unghie non meno solide?</p>
<p>&nbsp;La risposta fu un rauco ruggito che termin&ograve; in una specie di miagol&iacute;o.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;ho detto io, &ndash; riprese il terribile uomo, &ndash; che questi sono dei gattacci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ehi, pelle-rossa, mentre io punzecchio, tu picchia sodo e spacca teste.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ti ho gi&agrave; veduto alla prova e so quanto vali, quando hai una mazza fra le mani.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si era messo in ginocchio, dinanzi al rifugio della belva, per offrire meno bersaglio all&rsquo;attacco, il quale non doveva tardare.</p>
<p>&nbsp;Contrariamente alle sue abitudini aggressive e sanguinarie, il giaguaro che don Barrejo si proponeva di scucire con un buon colpo di draghinassa, invece di spingersi innanzi, si mise a rinculare, cacciandosi sempre pi&uacute; fra i cespugli e le radici.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; il terribile guascone, facendo descrivere alla sua draghinassa un gran molinello. &ndash; I gatti americani sarebbero pi&uacute; codardi di quelli europei?</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ehi, amico, si arrischia la pelle qui!&#8230; O provare il filo della mia draghinassa o saltare nel fiume.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non hai che da scegliere.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il giaguaro rispose con urlo feroce, e questa volta si fece innanzi, allungandosi e spalancando le mascelle.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo diede uno sguardo all&rsquo;indiano, il quale teneva sollevata la sua mazza, pronto ad ammazzare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bada, amico, &ndash; gli disse. &ndash; Ci attacca!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Con una pazza temerit&agrave; si era spinto innanzi, riprendendo la sua linea di combattimento.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Su, dunque!&#8230; Attacca!&#8230; &ndash; url&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Il giaguaro, vedendosi l&rsquo;uomo a pochi passi, si raccolse su se stesso, poi spicc&ograve; un salto immenso passando sopra al guascone e cadendo quasi ai piedi dell&rsquo;indiano.</p>
<p>&nbsp;Questi, sapendo con che razza di bestie aveva da fare, lasci&ograve; calare la sua mazza e d&rsquo;un colpo abbatt&eacute; la belva, stordendola.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si era voltato di colpo.</p>
<p>&nbsp;Piomb&ograve; come un fulmine sul giaguaro, ormai impotente a rimettersi sulle gambe, e gli vibr&ograve; un formidabile colpo di draghinassa attraverso il collo, staccandogli quasi interamente la testa.</p>
<p>&nbsp;Mentre il primo cadeva senza aver potuto far uso delle sue unghie, il secondo, invece di dare indietro, aveva affrontato risolutamente Mendoza e De Gussac. Aveva mandato un urlo ferocissimo e, come il suo compagno, si era disteso, pronto a slanciarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Guardatevi, De Gussac!&#8230; &ndash; aveva detto il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La draghinassa berr&agrave;, fra poco, il sangue della tigre americana, &ndash; rispose l&rsquo;intrepido ex-taverniere di Segovia, coprendosi con una serie di fulminei molinelli. &ndash; Addosso, Mendoza!&#8230; Mi pare che i nostri compagni abbiano gi&agrave; finito.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora, sotto!&#8230;</p>
<p>&nbsp;I due valorosi, non volendo mostrarsi da meno del primo guascone e dell&rsquo;indiano, attaccarono risolutamente a colpo perduto, vibrando stoccate in tutte le direzioni. Il giaguaro, vigorosamente incalzato, dapprima retrocesse, poi a sua volta attacc&ograve; coll&rsquo;impeto fulmineo che sogliono usare quei terribili animali.</p>
<p>&nbsp;Non era certamente una serata favorevole pei giaguari, poich&eacute; and&ograve; a cadere fra la spada del basco e la draghinassa del guascone.</p>
<p>&nbsp;La prima lo inchiod&ograve; fra le radici, mentre la seconda spaccava costole e troncava zampe, riducendolo ben presto all&rsquo;impotenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ol&agrave;, compari, avete bisogno d&rsquo;aiuto? &ndash; grid&ograve; in quel momento don Barrejo, accorrendo colla draghinassa ancora sanguinante.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Abbiamo finito, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora gi&uacute;, dormiamo, e che la zattera vada all&rsquo;inferno insieme a noi ed ai giaguari.</p>
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		<title>Capitolo XXI   L&#8217;ATTACCO DEGLI ANTROPOFAGI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 00:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;udito finissimo del selvaggio, abituato a raccogliere i pi&#250; lontani rumori della foresta, purtroppo non aveva sbagliato. &#160;I mangiatori di carne umana calavano a torme lungo ilca&#241;on , battendo furiosamente le une contro le altre le loro mazze di legno sonoro. &#160;Pareva che ci tenessero molto a riavere il loro prigioniero, destinato a figurare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;udito finissimo del selvaggio, abituato a raccogliere i pi&uacute; lontani rumori della foresta, purtroppo non aveva sbagliato.</p>
<p>&nbsp;I mangiatori di carne umana calavano a torme lungo ilca&ntilde;on , battendo furiosamente le une contro le altre le loro mazze di legno sonoro.</p>
<p>&nbsp;Pareva che ci tenessero molto a riavere il loro prigioniero, destinato a figurare in qualche gran banchetto, forse con un contorno di banani.</p>
<p>&nbsp;La loro furia doveva per&ograve; rompersi contro la moltitudine di crotali, i quali tappezzavano tutto il fondo della valle, in attesa di mordere.</p>
<p>&nbsp;Il guerriero del gran Cacico del Darien, dopo d&#8217;averli condotti innanzi per due o trecento passi, balzando di ramo in ramo, era ritornato verso gli avventurieri, i quali si trovavano tutt&#8217;altro che tranquilli.</p>
<p>&nbsp;Quel fragore di mazze, accompagnato, di quando in quando, da grida feroci, aveva prodotto una profonda impressione sull&#8217;animo di tutti.</p>
<p>&nbsp;Perfino don Barrejo aveva perduto il suo eterno buon umore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Siete persuaso ora che mi davano la caccia? &ndash; chiese l&#8217;indiano al guascone. &ndash; Udite!&#8230;Udite!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sembrano bestie feroci e non uomini, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Da dove sono sbucate quelle canaglie?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi sono delle trib&uacute; sull&#8217;altasierra e tutte divorano i prigionieri di guerra.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco una bella occasione per te, De Gussac. Giacch&eacute; colla tua arte culinaria hai salvato una volta la pelle, cerca di mettere in salvo ora quella dei tuoi camerati. Va&#8217; ad insegnare anche a loro come si cucinano i cadaveri in salsa bianca o verde.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;ex-taverniere di Segovia fece una smorfia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non si pu&ograve; avere due volte la medesima fortuna e preferisco rimanere qui, fra voi, dietro ai serpenti a sonaglio, &ndash; disse poi. &ndash; Mi sento pi&uacute; sicuro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pensi alla tua pancia, briccone!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Silenzio, &ndash; disse l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;Il frastuono orrendo che poco prima faceva rintronare la gola, era improvvisamente cessato. Le mazze non suonavano pi&uacute; l&#8217;attacco e tutte le bocche erano diventate mute.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono alle prese coi crotali, &ndash; disse Mendoza, il quale, allungato su un ramo, cercava distinguere qualche cosa fra quella pi&uacute; che semi-oscurit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Speriamo che quei maledetti rettili mordano bene, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano fece loro cenno di tacere, imbocc&ograve; il flauto e si mise a suonare precipitosamente, battendo il tempo con le gambe e coi braccialetti.</p>
<p>&nbsp;Udendo quella musica i crotali, che pareva si fossero nuovamente assopiti, alzarono le teste e si spinsero innanzi, fischiando rabbiosamente.</p>
<p>&nbsp;Quanti erano? Delle centinaia e centinaia di certo, poich&eacute; formavano una vera colonna, una colonna spaventosa, perch&eacute; satura del pi&uacute; terribile veleno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi fanno venire freddo, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Su, all&#8217;attacco, mostriciattoli, e spazzate via tutto.</p>
<p>&nbsp;I Tasarios, dopo un breve silenzio, si erano rimessi a urlare ed a battere le mazze.</p>
<p>&nbsp;La battaglia doveva essere cominciata, fra i terribili rettili dal morso che non ha rimedio ed i mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;Di quando in quando si udivano fischiare delle frecce attraverso gli alberi.</p>
<p>&nbsp;Dei colpi sordi echeggiavano, riempiendo ilca&ntilde;on di strani fragori: erano le mazze sonore che picchiavano contro le pietre per fare indietreggiare i serpenti a sonagli.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri e l&#8217;indiano, rannicchiati sulsimaruba frondoso che li rendeva invisibili, ascoltavano con ansiet&agrave; crescente.</p>
<p>&nbsp;Resi furiosi da quell&#8217;attacco, tutte le falangi dei rettili si spingevano innanzi, impazienti di mordere.</p>
<p>&nbsp;I pi&uacute; robusti passavano sopra i pi&uacute; deboli e correvano coraggiosamente in aiuto dei compagni massacrati dalle mazze dei cannibali.</p>
<p>&nbsp;La battaglia non dur&ograve; che pochi minuti: e la vittoria, come l&#8217;indiano aveva previsto, rimase ai serpenti, le cui colonne non si erano aperte dinanzi a nessun sforzo.</p>
<p>&nbsp;Si udirono le urla dei Tasarios allontanarsi verso l&#8217;altoca&ntilde;on , per&ograve; una voce, che pareva il muggito d&#8217;un toro, aveva gridato in una lingua che solo l&#8217;indiano aveva compresa: &ndash; Ti mangeranno egualmente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le tue carni devono avere un sapore speciale, &ndash; disse don Barrejo, quando gli fu tradotta la minaccia. &ndash; Non valeva la pena di muovere una intera trib&uacute; per prendere un solo arrosto.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che mantengano la promessa?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; I Tasarios non ci daranno tregua, &ndash; rispose l&#8217;indiano, il quale appariva preoccupato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cerchiamo di raggiungere al pi&uacute; presto il Maddalena e di scenderlo fino alle grandi cascate.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; quella la nostra via, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Abbiamo laggi&uacute; molti compagni che ci aspettano per guidare la nipote del Gran Cacico del Darien che le trib&uacute; aspettano.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Hai udito parlare tu di quella fanciulla, nata da un uomo bianco e da una figlia del capo?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano aveva guardato, con vivissimo stupore, i tre avventurieri, facendo dei gesti di sorpresa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sareste voi, &ndash; chiese, &ndash; gli uomini che dovevano venire dalla parte ove il sole tramonta e scortare la nipote del Gran Cacico?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, siamo noi, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gli spagnuoli ci hanno separati dai nostri compagni, ma noi ritroveremo sulle rive del Maddalena, presso le cascate, la fanciulla a cui spetta l&#8217;eredit&agrave; del defunto capo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pare che sia grossa, &egrave; vero? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi sono tre caverne piene d&#8217;oro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Con un po&#8217; di quelle pepite aprir&ograve; un vero albergo, corpo di un cannone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lasciami parlare, compare, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Desidero chiarire, innanzi tutto, un punto oscuro.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Il Cacico, prima di morire, aveva mandato un uomo bianco nei lontani paesi d&#8217;oltremare per condurre qui sua nipote?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, &ndash; Rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; tornato?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed &egrave; stato anche mangiato, &ndash; rispose il selvaggio. &ndash; Quell&#8217;uomo, che si era accaparrata la fiducia del Cacico, pretendeva d&#8217;impadronirsi dei tesori, minacciando, in caso di rifiuto, una invasione di spagnuoli. Diventato insopportabile, l&#8217;abbiamo preso e messo alla graticola per ordine deltuscan .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi &egrave; questo signore? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il mago o stregone della trib&uacute;, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corbezzoli!&#8230; Un pezzo grosso!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E poi che cosa &egrave; successo? &ndash; chiese il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Iltuscan , vedendo che l&#8217;uomo bianco voleva impadronirsi dei tesori, come vi dissi, lo fece prendere e mettere alla graticola.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Benissimo!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; &Egrave; la pena giusta dei traditori.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E poi? &ndash; riprese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Delle voci vaghe erano giunte fino alle nostre trib&uacute;, ed annunciavano l&#8217;arrivo di una grossa banda d&#8217;uomini bianchi che si ritenevano nostri amici.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Iltuscan che aveva invece tutto da temere da parte degli spagnuoli, lanci&ograve; dei corrieri in tutte le direzioni, affinch&eacute; li avvicinassero e si accertassero se la nipote del Gran Cacico si trovava veramente fra di loro.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Seppero almeno qualche cosa? &ndash; chiese il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che una truppa, dopo d&#8217;aver lungamente battagliato cogli spagnuoli intorno a Segovia-Nuova, s&#8217;avanzava verso il Maddalena.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; lontano il fiume?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Appena una giornata di marcia, &ndash; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu hai veduto quegli uomini?</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, perch&eacute; i Tasarios, mentre esploravo lasierra , mi hanno catturato. Devo alla buona robustezza delle mie gambe se sono riuscito a sfuggire alla morte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Mendoza, ne sappiamo abbastanza ora, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Non si potrebbe andarsene, prima che i crotali si risveglino?</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&#8217;indiano sapr&agrave; riaddormentarli, se vorr&agrave;, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora che sono tutti dinanzi a noi, non abbiamo pi&uacute; nulla da temere, poich&eacute; formano come una barriera insuperabile fra noi ed i mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fermeremo anche il marchese di Montelimar?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Toh!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Mi ero dimenticato di quel terribile uomo. Dove sar&agrave; rimasto costui?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Noi siamo degli stupidi, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Stiamo qui a chiacchierare, mentre forse a quest&#8217;ora spagnuoli ed antropofagi si preparano, di comune accordo, a darci la caccia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Le due razze vanno spesso assai d&#8217;accordo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed &egrave; proprio vero, &ndash; disse Mendoza. &ndash; I discendenti deiconquistadores li hanno talmente terrorizzati, che basta che vedano un elmetto spagnuolo per dichiararsi schiavi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non valeva la pena, in fondo, che i filibustieri intraprendessero tante meravigliose imprese per vendicare degli esseri ormai abbrutiti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano si era alzato, tenendo in mano il flauto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il tempo vola, &ndash; disse, &ndash; ed i Tasarios potrebbero girare pi&uacute; sopra ilca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io avevo gi&agrave; dimenticato che le mie magre membra correvano il pericolo di finire sulla graticola, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; La vita dell&#8217;avventuriero diventa troppo dura al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E si rimpiange sempre la cantina d&#8217;El Moroe la bella taverniera, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pu&ograve; darsi, ma don Barrejo, da buon guascone, non lo confesser&agrave; mai.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano aveva fatto un moto d&#8217;impazienza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Venite, uomini bianchi, &ndash; disse, col suo solito accento imperioso. &ndash; La morte pu&ograve; essere pi&uacute; vicina di quello che credete.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai ragione, compare, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Noi siamo una massa di chiacchieroni.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ed i serpenti a sonagli?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non si sveglieranno finch&eacute; non lo vorr&ograve; io, e siccome per ora non lo desidero, li lascer&ograve; dormire.</p>
<p>&nbsp;Si aggrapparono alle liane e si lasciarono scendere fino a terra.</p>
<p>&nbsp;I serpenti sonnecchiavano gli uni addosso agli altri, senza muoversi e senza sibilare. Cessato l&#8217;attacco, si riposavano tranquillamente, in attesa d&#8217;un altro risveglio, pi&uacute; terribile forse del primo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano, appena a terra, appoggi&ograve; un orecchio al suolo e si mise ad ascoltare con grande attenzione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Odi sempre, tu? &ndash; chiese don Barrejo, ironico.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sempre, &ndash; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Tu devi avere gli orecchi del Padre Eterno!&#8230; Non credi che si siano allontanati i mangiatori di carne umana?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sospetto che abbiano presa un&#8217;altra via per tenderci un agguato all&#8217;uscita delca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le loro frecce sono avvelenate? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; No.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora possiamo battagliare. L&#8217;archibugio ha ammazzato il dardo.</p>
<p>&nbsp;Pur discorrendo, scendevano a precipizio ilca&ntilde;on , il quale diventava di momento in momento pi&uacute; ripido.</p>
<p>&nbsp;Alberi ve n&#8217;erano dovunque ed intralciavano talvolta la marcia, nondimeno i tre avventurieri e l&#8217;indiano continuavano la loro rapida ritirata, spinti dalla paura di doversi trovare, da un istante all&#8217;altro, dinanzi ai mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;Ilca&ntilde;on a poco a poco si allargava e lungo i suoi fianchi si udivano scrosciare numerosi torrenti che una vegetazione intensa, gigantesca, rendeva assolutamente invisibili.</p>
<p>&nbsp;La luce cominciava a penetrare, poich&eacute; i grandi alberi che crescevano sulle due coste, non potevano pi&uacute; incrociare i loro rami e le loro foglie.</p>
<p>&nbsp;Quella corsa, condotta con crescente rapidit&agrave; dall&#8217;indiano, durava da un paio d&#8217;ore, quando i quattro uomini si fermarono di comune accordo.</p>
<p>&nbsp;In mezzo alle grandi foreste che si stendevano a destra ed a sinistra delca&ntilde;on , avevano udito squillare una trombetta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gli spagnuoli? &ndash; aveva chiesto don Barrejo, guardando l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, &ndash; disse questi, scuotendo il capo e facendosi oscuro in viso, &ndash; questa tromba io l&#8217;ho udita suonare presso i mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La caccia diventa interessante.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed anche estremamente pericolosa, mi pare, &ndash; aggiunse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono dunque passati i tempi nei quali gl&#8217;indiani fuggivano sempre e si lasciavano prendere due imperi, quello del Per&uacute; e quello del Messico, da pochi avventurieri?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Purtroppo sono diventati battaglieri anche essi, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eh!&#8230; Avrebbero potuto aspettare qualche secolo ancora!</p>
<p>&nbsp;In quell&#8217;istante l&#8217;indiano si ferm&ograve; nuovamente e and&ograve; ad appoggiare un orecchio prima contro la costa sinistra, poi contro quella di destra delca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco un uomo prodigioso, che ode e sente sempre, &ndash; riprese l&#8217;incorreggibile chiacchierone. &ndash; Ora verr&agrave; a raccontarci che ci sono gi&agrave; addosso.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano era tornato verso di loro e non aveva detto che una parola:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fuggite!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora, gambe! &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Si slanciarono a corsa disperata lungo il fondo delca&ntilde;on , cosparso di macigni trasportati dalle acque e di cespugli, cercando di distanziare, pi&uacute; che era possibile, i pericolosi mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;Non avevano per&ograve; ancora percorsi cinque o seicento metri, quando una freccia pass&ograve;, sibilando sinistramente, sopra le loro teste.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eccoli!&#8230; &ndash; grid&ograve; De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si volse e punt&ograve; l&#8217;archibugio verso un enorme ammasso di passiflore. Cerc&ograve; un po&rsquo; cogli sguardi, poi premette il grilletto.</p>
<p>&nbsp;La detonazione fu seguita da un grido. Un selvaggio che teneva ancora l&#8217;arco in mano venne a rotolare fino in fondo alca&ntilde;on , fracassandosi il capo contro le pietre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Via!&#8230; Via!&#8230; &ndash; disse don Barrejo, cercando di ricaricare l&#8217;arma. &ndash; Se non usciamo da questa maledetta valle, noi corriamo il pericolo di finire davvero sulla graticola.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;&Egrave; lontano lo sbocco?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano, a cui era rivolta la domanda, fece un cenno negativo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Noi siamo degli stupidi, &ndash; disse il basco. &ndash; Giacch&eacute; i selvaggi scendono lungo la costa di ponente, noi montiamo quella di levante e prendiamo posizione.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se si raggruppano ci massacreranno a colpi di pietra.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; quello che volevo proporvi, &ndash; rispose l&#8217;indiano. &ndash; Sono sicuro che i mangiatori di carne umana non tengono che una costa delca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Montiamo dunque, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Ci vedremo meglio.</p>
<p>&nbsp;Si aprirono frettolosamente il passo attraverso quell&#8217;ammasso di piante che copriva il fianco interno della valle, e dopo pochi minuti raggiungevano la grande foresta.</p>
<p>&nbsp;Erano appena saliti, quando una tempesta di pietre scese lungo ilca&ntilde;on con un fracasso indiavolato.</p>
<p>&nbsp;Quasi nel medesimo tempo delle freccie furono lanciate sopra la valletta, in direzione dei fuggiaschi, senza per&ograve; riuscire a raggiungerli, essendo ormai fuori di portata dagli archi.</p>
<p>&nbsp;Venti o trenta indiani erano subito comparsi sull&#8217;opposta parete delca&ntilde;on , mandando urla spaventevoli.</p>
<p>&nbsp;Erano tutti di alta statura, quantunque molto magri, avevano le teste coperte di piume variopinte, e le braccia e le gambe adorne di braccialetti d&#8217;oro, probabilmente purissimo.</p>
<p>&nbsp;Dei tatuaggi strani, che dal petto salivano fino alla faccia, a diverse tinte, davano loro un aspetto poco gradevole.</p>
<p>&nbsp;Mentre alcuni erano armati di archi, altri sbatacchiavano furiosamente le loro mazze di legno sonoro, cantando nel loro barbaro linguaggio:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi mangeremo! Vi mangeremo!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai capito, Mendoza, che cosa dicono quelle scimmie rosse? &ndash; chiese don Barrejo al basco, dopo che l&#8217;indiano del Darien gli ebbe tradotte quelle parole poco rassicuranti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sono sordo, &ndash; rispose il filibustiere. &ndash; Pare che ci tengano ora ad avere delle bistecche di carne bianca.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Forse non ne hanno mai assaggiate.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non restiamo inoperosi, amici. Giacch&eacute; quei selvaggi si presentano bene ai nostri colpi, tentiamo di spaventarli con una scarica meravigliosa.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Io sono sicuro del mio colpo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed anche noi, &ndash; risposero il basco e De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non ci facciamo temere, li avremo alle costole fino al Maddalena.</p>
<p>&nbsp;In quel momento una raffica violenta pass&ograve; sulla grande foresta, senza che nessun indizio l&#8217;avesse annunciata, torcendo i grossi rami e ululando sinistramente in mezzo al fogliame.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa c&#8217;&egrave; dunque ora? &ndash; chiese l&#8217;eterno chiacchierone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il tempio cambia, &ndash; rispose l&#8217;indiano. &ndash; Avremo untornado .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Affrettiamoci, camerati. Il momento &egrave; buono.</p>
<p>&nbsp;Gl&#8217;indiani continuavano a vociferare sull&#8217;opposta costa delca&ntilde;on , senza per&ograve; decidersi a scendere. Probabilmente dovevano aver gi&agrave; fatta la conoscenza colle canne da fuoco degli uomini bianchi e si tenevano in guardia.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri si appoggiarono al tronco d&#8217;unpinou , per avere la mira pi&uacute; sicura e spararono, uno dietro l&#8217;altro, tre colpi, i quali rumoreggiarono a lungo dentro la valle, come se fosse caduta qualche valanga di sassi.</p>
<p>&nbsp;Tre indiani erano caduti, scivolando lungo il pend&iacute;o. Gli altri, spaventati, si erano affrettati a rinselvarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Speriamo che ci lascino un po&#8217; di tregua, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Credo che pel momento ne abbiano abbastanza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E noi approfittiamone per scendere verso il Maddalena, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Odo gi&agrave; frangersi la sua rapida corrente.</p>
<p>&nbsp;Attesero un momento per vedere, se gl&#8217;indiani si mostravano, di fare un&#8217;altra scarica, poi si slanciarono sotto le foreste scendendo verso la pianura bagnata dal fiume gigante.</p>
<p>&nbsp;Per far comprendere per&ograve; ai mangiatori di carne umana che avevano ancora delle munizioni, di quando in quando si volgevano per sparare qualche colpo in direzione delca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;Mentre affrettavano la discesa per raggiungere il fiume, l&#8217;uragano s&#8217;avanzava con una rapidit&agrave; impressionante.</p>
<p>&nbsp;Il cielo, che qualche ora prima era ancora limpido, si era coperto di tali masse di vapori da intercettare quasi completamente la luce.</p>
<p>&nbsp;Mille strani fragori si scatenavano in alto. Ora pareva che centinaia e centinaia di carri pieni di lamine di ferro e tirati da cavalli focosi, corressero sfrenatamente; ora invece sembrava che si sparassero dei cannoni, e le detonazioni erano segu&iacute;te dalle urla del vento.</p>
<p>&nbsp;Le raffiche piombavano sulla grande foresta, devastandola. Rami, foglie gigantesche, frutta, volavano in aria come fuscelli di paglia.</p>
<p>&nbsp;Tacevano un momento, come per riprendere forza, poi sibilavano con furia pi&uacute; terribile sotto le immense v&ocirc;lte di verzura, strappando d&#8217;un colpo solo i grandi festoni di liane ed abbattendo i superbi cespugli delle passiflore.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri e l&#8217;indiano, assordati da tutti quei fragori e spaventati dalla furia deltornado , affrettavano la marcia, guardandosi di non ricevere qualche ramo sulla testa.</p>
<p>&nbsp;Agl&#8217;indiani ormai non pensavano quasi pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;D&#8217;improvviso, quando gi&agrave; stavano finalmente per sboccare nella valle del Maddalena, udirono fra lo scrosciare dei tuoni e le urla del ventaccio, delle scariche d&#8217;archibugio.</p>
<p>&nbsp;Gli avventurieri si erano fermati, guardandosi l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono ben colpi di fuoco questi? &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che puzzano di polvere lontano un miglio, &ndash; rispose il basco. &ndash; Queste scariche non si possono confondere coi tuoni.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si era messo a ridere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non capite dunque? &ndash; chiese. &ndash; &Egrave; il signor marchese di Montelimar che si prende la briga di accomodare i nostri affari.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La sua banda si &egrave; incontrata coi mangiatori d&#8217;uomini e d&agrave; battaglia.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; In attesa di darla poi a noi, &ndash; aggiunse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io per&ograve; ho constatato un fatto, compare Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quale, don Barrejo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che le nostre gambe sono pi&uacute; resistenti di quelle degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un momento di respiro e guadagnamo il Maddalena, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Vuoi tu?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano guard&ograve; il cielo che continuava ora ad oscurarsi ed ora ad illuminarsi sotto la vivissima luce di centinaia di lampi, poi disse inesorabilmente:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avanti ancora.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lui sente sempre ed ode sempre, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Olio alle gambe, amici, se non volete andare a finire fra una graticola ed una corda da appiccare.</p>
<p>&nbsp;Le scariche si succedevano alle scariche, mescolandosi ai tuoni. Una vera battaglia doveva essersi impegnata fra gli spagnuoli del marchese di Montelimar ed i mangiatori di carne umana.</p>
<p>&nbsp;Gli avventurieri approfittavano di quell&#8217;insperato soccorso per accelerare sempre la marcia.</p>
<p>&nbsp;Ormai il fiume era vicino: si udiva muggire cupamente entro l&#8217;ampia valle.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uragano per&ograve; rendeva la ritirata difficilissima. Alberi giganteschi, che avevano resistito a chiss&agrave; quanti altritornados , cadevano al suolo sotto l&#8217;impeto furioso delle raffiche, trascinando seco dei lembi interi di foresta.</p>
<p>&nbsp;Era un vero miracolo se i fuggiaschi riuscivano ad evitare quei colossi, sotto il cui enorme peso sarebbero rimasti per sempre.</p>
<p>&nbsp;Fortunatamente la foresta si diradava. Lasierra finiva e cominciava la pianura, una pianura strettissima, cosparsa di sabbie, di magri cespugli e di enormi ammassi di fango disseccato.</p>
<p>&nbsp;Con un ultimo slancio l&#8217;indiano ed i tre filibustieri la raggiunsero e si diressero, sempre correndo, verso il fiume, quantunque non avessero nessuna speranza di trovare in quel luogo qualche canotto.</p>
<p>&nbsp;Una roccia, alta una mezza dozzina di metri, molto incavata da una parte, offr&iacute; subito ai fuggiaschi un rifugio e fu tutto quel che poterono avere, poich&eacute; nessuna piroga si scorgeva nelle vicinanze.</p>
<p>&nbsp;Si erano appena riparati, quando le cateratte del cielo si aprirono ed un vero diluvio d&#8217;acqua, accompagnato da rombo di tuoni, da ruggiti di vento e da lampi vivissimi, si rovesci&ograve; sulla valle del Maddalena con furia incredibile.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Compiango gli spagnuoli che non avranno trovato anche loro un asilo, &ndash; disse don Barrejo, stringendosi contro i compagni per evitare i furiosi sprazzi di pioggia. &ndash; Questotornado dovrebbe per&ograve; renderci un favore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quale? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Di lasciar cadere sulla testa del marchese qualchepinou , &ndash; rispose il guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uhm!&#8230; Quell&#8217;uomo deve essere fortunato, mio caro, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Se &egrave; sfuggito finora a tanti pericoli, sfuggir&agrave; a molti altri ancora.</p>
<p>&nbsp;In quell&#8217;istante, a monte del fiume si ud&iacute; un rombo che si spezz&ograve; in mille muggiti.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano era balzato in piedi, mostrandosi inquieto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa c&#8217;&egrave; ancora? &ndash; chiese don Barrejo. &ndash; Tu senti e odi qualche cosa di certo; per&ograve; questo fracasso l&#8217;ho udito anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La piena, &ndash; rispose il selvaggio. &ndash; Il Maddalena straripa.</p>
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		<title>Capitolo XX   LA VALLE DEI SONAGLI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 00:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Dall&#8217;estremit&#224; dell&#8217;America meridionale si stende una gigantesca catena, la quale forma l&#8217;ossatura principale dei due continenti, poich&#233; se oltre l&#8217;istmo di Panama non si chiama pi&#250; la Cordigliera, ma la montagna Rocciosa, &#232; per&#242; sempre la stessa. &#160;Attraverso ai fiumi giganti dei due continenti, la grande catena impera, spingendo talora le sue vette all&#8217;altezza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Dall&#8217;estremit&agrave; dell&#8217;America meridionale si stende una gigantesca catena, la quale forma l&#8217;ossatura principale dei due continenti, poich&eacute; se oltre l&#8217;istmo di Panama non si chiama pi&uacute; la Cordigliera, ma la montagna Rocciosa, &egrave; per&ograve; sempre la stessa.</p>
<p>&nbsp;Attraverso ai fiumi giganti dei due continenti, la grande catena impera, spingendo talora le sue vette all&#8217;altezza del nostro monte Bianco ed anche molto di pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;Singolarmente difficile ad attraversarla, quantunque non pi&uacute; altissima, &egrave; quella parte che si insinua attraverso l&#8217;America centrale.</p>
<p>&nbsp;Ancora oggid&iacute; &egrave; quasi un problema il tentarne la scalata, sia da parte dell&#8217;oceano Pacifico che dell&#8217;Atlantico, perch&eacute; coperta ancora di boscaglie immense, dove i viaggiatori corrono il pericolo di smarrirsi e di morire di fame.</p>
<p>&nbsp;Al tempo in cui si svolge il nostro racconto, lesierre dell&#8217;istmo offrivano pericoli ben maggiori, poich&eacute; gli spagnuoli, solo occupati nello sfruttamento delle ricchissime miniere d&#8217;oro e d&#8217;argento, dove sacrificavano migliaia d&#8217;indiani, non avevano aperto nessuna via.</p>
<p>&nbsp;La paura di una invasione da parte dei filibustieri, di quei formidabili uomini che avevano distrutta Panama, li avevano persuasi a non toccare quelle boscaglie, antiche quasi quanto il mondo, credendo che quelle barriere naturali fossero sufficienti a trattenere i loro eterni nemici.</p>
<p>&nbsp;Come si pu&ograve; ben immaginare, don Barrejo, Mendoza e De Gussac, quantunque quest&#8217;ultimo fosse fornito d&#8217;una piccola bussola e sapesse, approssimativamente, dove si trovava il Maddalena, si erano trovati subito come smarriti in mezzo alle gigantesche foreste vergini che coprivano le ultime cime dellasierra .</p>
<p>&nbsp;Se i grandi deserti, arsi perennemente dal sole, destano, nei viaggiatori che per la prima volta li attraversano, un senso di sbigottimento, se le alte cime coi loro ghiacciai scintillanti, coloriti in rosa dai primi riflessi dell&#8217;alba, o di fuoco dagli ultimi raggi del sole tramontante, destano un senso di ammirazione, la foresta vergine invece spaventa addirittura e rende l&#8217;uomo continuamente perplesso, in preda ad una vera angoscia.</p>
<p>&nbsp;Una v&ocirc;lta senza fine, altissima, formata da foglie, per lo pi&uacute; mostruose, che s&#8217;intrecciano le une alle altre, insieme alla moltitudine di liane ricadenti in enormi festoni, si stende per miglia e per miglia sopra le teste dei viaggiatori, intercettando quasi completamente la luce del sole.</p>
<p>&nbsp;Una paurosa semi-oscurit&agrave;, che non si dirada che verso il mezzod&iacute; e solo per qualche ora, regna in mezzo a quegli immensi oceani di verzura.</p>
<p>&nbsp;Anche i raggi della luna di rado vi penetrano, non esistendo veramente nelle foreste vergini degli squarci che formino radure.</p>
<p>&nbsp;Sotto quegli immensi vegetali regna un&#8217;afa che sovente impedisce, o per lo meno rende difficile il respiro. Talora &egrave; ardente come se dalle v&ocirc;lte cadessero vampe di fuoco; per lo pi&uacute; per&ograve; &egrave; umida, snervante, accasciante.</p>
<p>&nbsp;Un grande silenzio, paragonabile a quello che regna nei grandi deserti, impera durante il giorno; alla notte invece &egrave; un concerto orribile, spaventoso, che non cessa che ai primi albori.</p>
<p>&nbsp;Rospi giganti, insetti che fischiano come le vaporiere, coguari che urlano, giaguari che soffiano e ruggiscono, lupi rossi che lanciano a piena gola degli ululati lugubri, confondono le loro voci in un frastuono orrendo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uomo che s&#8217;avanza affannosamente attraverso a quelle selve senza fine, quasi asfissiato dalla povert&agrave; dell&#8217;aria, non &egrave; sicuro di fare dieci passi senza correre il pericolo di lasciarvi la pelle.</p>
<p>&nbsp;Sono i rettili, quelli velenosi, che pi&uacute; spaventano, poich&eacute; sorgono improvvisamente sotto un ramo morto, sotto un gruppo di foglie secche o in decomposizione e attaccano ferocemente il povero passante, il quale non ha da fare altro che sdraiarsi sotto una pianta e attendere la morte, la quale d&rsquo;altronde non tarda a sopraggiungere.</p>
<p>&nbsp;Le formiche termiti in seguito passano, spolpano il cadavere e lasciano uno scheletro perfettamente denudato, che potrebbe fare ottima figura in un museo o in una scuola d&#8217;anatomia.</p>
<p>&nbsp;E non basta ancora. Ben altri pericoli si celano sotto le foreste vergini. L&agrave; &egrave; il vampiro, una specie di pipistrello, grosso quanto un gatto, che attende che il viandante, stanco morto dalla lunga marcia, si sia addormentato, per fargli un&#8217;abbondante cavata di sangue; pi&uacute; oltre vi sono le orribili migali giganti, non meno assetate di sangue, sempre all&#8217;agguato sul tronco d&#8217;una pianta; pi&uacute; innanzi, quando la foresta diventer&agrave; umida e pantanosa, migliaia e migliaia di mignatte sbucano da tutte le parti, mordendo ferocemente.</p>
<p>&nbsp;Tali sono le delizie delle grandi foreste vergini, siano americane, africane o asiatiche.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, pur sapendo a quali pericoli andavano incontro, spronati anche dalla paura di venire, da un momento all&#8217;altro, raggiunti dal terribile marchese, marciavano affannosamente, sempre avvolti in una semi-oscurit&agrave; crepuscolare che non permetteva loro di poter scorgere subito gli agguati delle belve.</p>
<p>&nbsp;La prima marcia li port&ograve; fino alla cima dellasierra , ma l&agrave; sostarono, dichiarandosi tutti impotenti di mettere un piede dinanzi all&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corpo dei cento tuoni del mar di Biscaglia!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, il quale conservava sempre un umore eccellente. &ndash; Pare che siamo invecchiati mio caro Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Dove sono le corse che abbiamo fatto col conte di Ventimiglia fra le selve di Sandomingo?</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quelle si chiamavano veramente marce e si resisteva!&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per paura di farsi mordere le gambe dai mastini, &ndash; rispose il basco. &ndash; Ce ne avevano sguinzagliati contro!&hellip; Ti ricordi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E qui, compare basco, vi sono le palle che ti possono sorprendere da un istante all&rsquo;altro e produrre delle ferite ben pi&uacute; gravi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Finch&eacute; non le udr&ograve; fischiare, io non mi muover&ograve;, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E per ora nemmeno io, aggiunse De Gussac. &ndash; Abbiamo gi&agrave; guadagnate le cime dellasierra e penso che possiamo prenderci un po&#8217; di riposo e possibilmente prepararci la cena.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh!&#8230; I ghiottoni!&#8230; &ndash; grid&ograve; don Barrejo. &ndash; E la scimmia?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non me la ricordo pi&uacute;, &ndash; rispose Mendoza, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Anche a me &egrave; venuta in mente solamente ora. Diavolo!&#8230; Che cosa offrirvi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; M&#8217;incarico io della cucina, &ndash; disse l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il furbo!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Ma giacch&eacute; mi avete nominato grande provveditore dei vostri stomachi senza fondo, spetta a me di riempirvi il sacco.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Bah!&#8230; Chiss&agrave; che non trovi un&#8217;altra scimmia. Vuoi accompagnarmi, De Gussac, se ti resta ancora un po&#8217; di forza? Mendoza intanto accender&agrave; il fuoco.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per mille passi ci sto ancora, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere, gettandosi in ispalla l&#8217;archibugio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Anche il mestiere del provveditore comincia a diventare pesante. Il peggio &egrave; che temo di non potervi offrire altro che degli avvoltoi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove sono? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Poco fa, mentre ci aprivano il passo fra le grandi macchie, ne ho veduti parecchi volar via.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Buon segno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi deve essere qualche bestia morta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor cuoco, spero che non ci cucinerete delle carogne. Qui non siamo fra gli antropofagi del Darien, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&#8217;animale pu&ograve; essere morto di recente, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere. &ndash; Andiamo un po&#8217; a vedere che cosa divorano quegli avvoltoi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Il fuoco, Mendoza: noi non torneremo a mani vuote.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Diedero uno sguardo alla bussola, poi si ricacciarono sotto le infinite arcate della foresta, procedendo con prudenza.</p>
<p>&nbsp;Un animale doveva essere morto in qualche luogo, poich&eacute; si udivano i volatili gridare come se fossero impazienti di dilaniare la preda.</p>
<p>&nbsp;Percorsi due o trecento passi, i due avventurieri scorsero un gruppo compatto di avvoltoi aura, bruttissimi volatili, grossi come tacchini, colle piume grigie-oscure, gli occhi rossi ed il becco bianco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Li vedi? &ndash; chiese don Barrejo a De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&igrave;, e ti avverto di guardarti anche da loro, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai paura che ci assalgano? Non sono gi&agrave; dei condor.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non l&#8217;oserebbero; hanno per&ograve; la pessima abitudine, quando si vedono disturbati, di vomitare addosso ai cacciatori il cibo che stanno digerendo e ti garantisco che non &egrave; mai profumato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh!&#8230; Brutti porci!&#8230; Far&ograve; fuoco su di loro da lontano.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo per&ograve; nemmeno quella volta ebbe occasione di consumare una carica di polvere, poich&eacute; gli avvoltoi, scorgendo i due cacciatori, preferirono di alzarsi e di scomparire attraverso uno squarcio della foresta.</p>
<p>&nbsp;Certi di trovare qualche animale, morto o moribondo, poich&eacute; quei feroci e avidissimi volatili assalgono anche le bestie che non si possono difendere, i due avventurieri si spinsero innanzi e ben presto scorsero, disteso alla base d&#8217;una palma enorme, un corpaccio che nelle forme rassomiglia ad un maiale, essendo coperto egualmente di setole, ma molto pi&uacute; grosso.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un tapiro!&#8230; &ndash; aveva esclamato De Gussac. &ndash; Quanti ne ho ammazzati, quando mi trovavo fra gl&#8217;indiani!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uno strano animale, che vive sempre solitario nel pi&uacute; fitto delle foreste, e che come vedi, ha per naso una specie di tromba della quale si serve per scavare le radici.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che sia stato ammazzato da molto tempo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io non sento alcun odore sgradevole. Provati a tastare le sue carni.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La sua pelle &egrave; ben tesa.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo affond&ograve; le mani nel corpaccio dell&#8217;animale e cadde bocconi fra un crepit&iacute;o di ossa. Nel medesimo tempo che la massa cedeva come fosse internamente vuota, tre o quattro strani esseri sfuggirono sotto la pelle cercando di battersela.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Acchiappa!&#8230; Acchiappa!&#8230; &ndash; aveva gridato l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, il quale si era prontamente alzato, balz&ograve; innanzi e si precipit&ograve; coll&#8217;archibugio alzato verso i quattro animaletti, non pi&uacute; grossi d&#8217;un coniglio, e che invece di pelame avevano certe scaglie snodate, d&#8217;una tinta giallastra, che parevano pronte a sovrapporsi le une alle altre.</p>
<p>&nbsp;Il terribile guascone si preparava a massacrarli a colpi di calcio d&#8217;archibugio, quando gli animaletti si fermarono e si arrotolarono, formando quattro palle ossee.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh&eacute;, bestiacce!&#8230; &ndash; grid&ograve;. &ndash; Che giuoco mi fate ora?</p>
<p>&nbsp;Cominci&ograve; a picchiare e s&#8217;accorse ben presto che non riusciva assolutamente a nulla. Quelle scaglie offrivano una resistenza tale da mettere in grave pericolo il calcio del fucile.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, De Gussac!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Ne avr&ograve; per molto? Questi mostriciattoli non vogliono snodarsi.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;ex-taverniere rideva a crepapelle, senza muoversi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Birbante!&#8230; Ti diverti a vedermi sudare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lascia andare, don Barrejo. Itat&uacute; , mio caro, hanno delle piastre ossee quasi a prova di palla.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E vuoi lasciarli andare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Niente affatto amico, poich&eacute; sono eccellenti come le tartarughe di terra.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tat&uacute; !&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chiamali, se ti piace meglio, armadilli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora ho capito. Ho veduto qualcuna di queste bestie a Panama.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Come faremo a portarle via?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le porteremo a mano e le getteremo sul fuoco per farle friggere nel loro grasso.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vorrei per&ograve; sapere da te, che mi sembri molto istruito, che cosa facevano queste bestie dentro la pelle di quel tapiro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vedi, questitat&uacute; si nutrono di carogne, n&eacute; pi&uacute; n&eacute; meno degli avvoltoi aura e dei condor.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quando trovano un animale morto, vi si cacciano dentro, ed a poco a poco se lo divorano, non lasciando intatte che le ossa e la pelle.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dunque quel bestione dal naso lungo non aveva pi&uacute; carne dentro di s&eacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Nemmeno una briciola, &ndash; rispose De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si tir&ograve; i baffi e guard&ograve; l&#8217;ex-taverniere, il quale teneva d&#8217;occhio i quattro armadilli perch&eacute; non prendessero la fuga.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa finirai per farci mangiare, tu?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi rifiuterebbe untat&uacute; ben arrosolato nel suo grasso?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E nutrito di carne putrida. Devono avere un sapore detestabile.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io ti prover&ograve; il contrario.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io credo che finiremo, con te, per mangiare anche dei serpenti, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh!&#8230;Ne servivo sovente alcacico e non l&#8217;ho mai udito lamentarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Che stomaco doveva avere quell&#8217;indiano. Tirava gi&uacute; i sonagli come i maccheroni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Senza testa per&ograve;. Prendi itat&uacute; , prima che snodino le loro piastre, e torniamo al campo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mendoza pu&ograve; essere inquieto.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Raccolsero i quattrotat&uacute; , i quali si tenevano ostinatamente sempre avvolti su se stessi come porci-spini, e ripresero la via del ritorno, osservando attentamente i segni che avevano fatti sul tronco degli alberi, sempre a destra, in modo da potersi guidare a sinistra. Trovarono il fuoco acceso ed il basco coll&#8217;archibugio puntato, come se si preparasse a far fuoco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Spari ai pappagalli? &ndash; chiese don Barrejo, sempre scherzando.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quello che &egrave; venuto a ringhiarmi quasi sul viso, mentre stavo raccattando dei rami secchi, era un certo pappagallaccio da spaventare anche un guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dovevi ammazzarlo, scuoiarlo e metterlo sui carboni. Che bella sorpresa per della gente affamata!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Va&#8217; tu a prenderlo per la coda.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sentiamo, &ndash; disse De Gussac, &ndash; che statura aveva?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quella d&#8217;un mastino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed il pelame?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fulvo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho capito: si trattava d&#8217;un leone americano, leone per modo di dire, perch&eacute; non assomiglia affatto a quelli dell&#8217;Africa, non avendone n&eacute; la statura, n&eacute; la forza, n&eacute; la criniera.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono pericolosi? &ndash; chiese il terribile guascone, che si sentiva in vena di battagliare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quantunque di piccola mole, assaltano talvolta perfino gli uomini, con un coraggio che non sempre possiede il giaguaro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; scappato?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi ha uditi giungere e si &egrave; ricacciato nella foresta. &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Buon viaggio. &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Se verr&agrave; a disturbare la nostra cena avr&agrave; il suo conto, corpo d&#8217;un cannone!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ehi, grande cuciniere degl&#8217;indiani antropofagi, occupati un po&#8217; di queste bestioline che non vogliono saperne di aprire le scaglie.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; subito fatto, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere, gettando i quattrotat&uacute; in mezzo alle fiamme. &ndash; Si cucineranno benissimo dentro i loro gusci, senza perdere troppo grasso.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se starai un mese sotto di me diventerai anche tu un grande cuciniere.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, di scimmie e di mangiatori di carogne, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; Ci vuol poco ad imparare un simile mestiere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Intanto per&ograve; fiuti il profumo squisito che tramandano quei divoratori di carogne.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sento bruciare solamente delle ossa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aspetta un po&rsquo;, impaziente.</p>
<p>&nbsp;De Gussac stava per rivoltare itat&uacute; per mezzo d&#8217;un randello, quando Mendoza disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; C&#8217;&egrave; un altro individuo che reclama la sua parte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi? &ndash; domand&ograve; don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&#8217;animalaccio che poco fa mi ha visitato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dov&#8217;&egrave; questo ospite da nessuno richiesto?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Guardalo l&agrave;, piantato su quel ramo. Il profumo degli armadilli lo ha fatto ritornare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E le nostre palle calmeranno la sua fame, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; Signor ghiottone, se vuole farsi avanti, siamo pronti a fare la sua conoscenza, e senza tremare.</p>
<p>&nbsp;Il coguaro, uno splendido animale, ben pi&uacute; grosso di quelli soliti, si teneva accovacciato su un ramo di noci, lasciando pendere la coda.</p>
<p>&nbsp;All&#8217;invito del guascone sbadigli&ograve;, mostrando una dentatura superba e non si mosse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che sia sordo? &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Da un orecchio di certo, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Si potrebbe fargli provare un colpo dei nostri archibugi.</p>
<p>&nbsp;Come se si fosse accorto della minaccia, il coguaro spicc&ograve; in quel momento un gran salto e scomparve nel folto della foresta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; un pauroso, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Lasciamolo andare ed occupiamoci della cena.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se torner&agrave; a disturbarci gli faremo capire che noi siamo persone che se ne ridono di tutte le bestie feroci del mondo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Spaccarono colle draghinasse le scaglie dei quattrotat&uacute; e si misero a lavorare di denti, senza pi&uacute; occuparsi del coguaro.</p>
<p>&nbsp;Avevano appena terminato, quando udirono un frusc&iacute;o di fronde, e come un passo accelerato. Pareva che qualcuno scendesse dasierra a corsa disperata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Badate!&#8230; &ndash; aveva gridato don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Tutti tre erano balzati in piedi, cogli archibugi armati, temendo una sorpresa da parte degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;Il frusc&iacute;o continuava. Un uomo sfondava le fronde per aprirsi il passaggio attraverso a quei foltissimi vegetali.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto un cespuglio si pieg&ograve; in due, ed un indiano, di statura alta, cogli zigomi assai prominenti e la capigliatura foltissima, comparve, fissando sui tre avventurieri i suoi occhi nerissimi, che tradivano un estrema angoscia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Compare, &ndash; gli disse don Barrejo, &ndash; se siete un amico non avete nulla da temere da parte nostra. Favorite quindi avanzarvi.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano, vedendo gli archibugi abbassarsi, fece alcuni passi innanzi, poi mise un ginocchio a terra tendendo le sue braccia graziosamente tatuate e cariche di monili d&#8217;oro.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Amigo , &ndash; disse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora, avanzati ancora. Da dove vieni? T&#8217;inseguiva qualcuno?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Volete un consiglio? &ndash; disse l&#8217;indiano. &ndash; Fuggite senza perdere un istante, od i Tasarios vi piomberanno addosso, vi faranno prigionieri e vi mangeranno.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano, che era un bel giovane di forse trent&#8217;anni, si esprimeva benissimo in lingua spagnuola, lingua gi&agrave; ormai quasi adottata da molte trib&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi sono questi Tasarios? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dei mangiatori di carne umana. Sono sfuggito loro per un puro caso, per&ograve; vi posso dire che m&#8217;inseguono.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ci mancava altro, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Ecco un altro brutto affare, da nessuno richiesto, che ci piomba addosso.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Tu, a quale trib&uacute; appartieni?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; A quella del Gran Cacico del Darien, &ndash; rispose l&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri avevano mandato un grido di sorpresa ed insieme di gioia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vieni, amico, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Ci spiegheremo meglio pi&uacute; tardi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Tu conosci queste foreste?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come le mie, perch&eacute; le ho percorse per parecchi anni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi sarebbe un asilo in questi dintorni?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano riflett&eacute; un momento poi, facendo un gesto energico, rispose:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io vi condurr&ograve; in un luogo ove i Tasarios non potranno raggiungerci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sono gi&agrave; in marcia: io li sento.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri non ne vollero sapere di pi&uacute; pel momento e si misero dietro all&#8217;indiano, il quale scendeva lasierra con passo celere, senza mai esitare, quantunque la grande foresta vergine continuasse ancora.</p>
<p>&nbsp;Una mezz&#8217;ora dopo, i fuggiaschi giungevano all&#8217;entrata di un profondoca&ntilde;on , ossia d&#8217;una stretta valle, anche quella coperta da una prodigiosa quantit&agrave; di vegetali.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Scendiamo all&#8217;inferno? &ndash; si chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Silenzio, &ndash; disse l&#8217;indiano. &ndash; &Egrave; pericoloso parlare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Temi l&#8217;assalto di qualche bestia feroce?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uomo rosso scosse il capo e si mise un dito sulle labbra come per invitarlo a non aprire pi&uacute; la bocca.</p>
<p>&nbsp;Quelca&ntilde;on sembrava una tenebrosa ed interminabile galleria, poich&eacute; le immense piante che crescevano sui suoi margini, intrecciavano in alto strettamente i loro rami e le loro foglie.</p>
<p>&nbsp;Un silenzio impressionante regnava fra quell&#8217;oscurit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;uomo rosso continuava la sua marcia, fermandosi solo, di quando in quando, ad ascoltare.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri per&ograve; si erano accorti che lanciava continuamente de gli sguardi inquieti a destra ed a sinistra, come se temesse un improvviso attacco o da parte dei Tasarios o di animali pericolosi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Silenzio, silenzio, &ndash; ripeteva, &ndash; e soprattutto non fate rumore, se vi preme salvare la vita.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove vede tutti questi pericoli quest&#8217;animale di pelle-rossa? &ndash; borbottava don Barrejo. &ndash; Non vi &egrave; nemmeno unmosquito , ed a udir lui si direbbe che qui si sono radunate tutte le belve che abitano l&#8217;America centrale.</p>
<p>&nbsp;Invece Mendoza e De Gussac, che conoscevano meglio gl&#8217;indiani, lo seguivano senza mormorare, cercando di fare meno rumore che era possibile.</p>
<p>&nbsp;Pensavano che se l&#8217;uomo delle foreste agiva cos&iacute;, doveva avere i suoi motivi.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;altra ora trascorse, poi l&#8217;indiano si ferm&ograve; sotto un foltissimosimaruba , pianta di dimensioni enormi, e dei cui fiori sono ghiottissime le testuggini terrestri.</p>
<p>&nbsp;Infatti basta scavare la terra presso le radici per trovarne quasi sempre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dammi la tuanavaja per un momento solo, &ndash; disse a don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi hai da sbudellare? &ndash; chiese il guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Nessuno, per ora. Mi occorre per fabbricarmi un flauto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vuoi offrirci un concerto?</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano lo guard&ograve; con un certo stupore, poi scuotendo la folta e lunga capigliatura intrecciata con delle sottilissime liane, disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; I Tasarios vengono.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ce lo hai gi&agrave; detto una mezza dozzina di volte e non abbiamo ancora veduto volare una sola freccia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io li sento.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Nemmeno io sono sordo, eppure non odo che stormire le fronde.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Salite su questa pianta, uomini bianchi, &ndash; disse l&#8217;indiano, con accento imperioso. &ndash; Intorno a voi vi &egrave; la morte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai capito, Mendoza? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed allora obbediamo. Quest&#8217;uomo rosso sapr&agrave; il perch&eacute; vuole mandarci in alto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io per&ograve; non ho capito finora assolutamente niente. Ors&uacute;, proviamo se i muscoli sono sempre in ottimo stato.</p>
<p>&nbsp;Mentre i tre avventurieri si aggrappavano ai festoni di liane pendenti dagli enormi rami, l&#8217;indiano, con un colpo dinavaja , aveva reciso un bamb&uacute; di mediocre grossezza, poi a sua volta aveva dato la scalata alsimaruba , dimostrando un certo terrore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; To&#8217;!&#8230; &ndash; disse l&#8217;eterno chiacchierone. &ndash; Mi hai una faccia punto tranquilla e ti prepari a fabbricarti una trombetta!&#8230; Come sono curiosi questi indiani!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Varr&agrave; meglio delle tue canne da fuoco, &ndash; rispose il selvaggio, il quale continuava il suo lavoro. &ndash; Fra poco lo vedrai.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aspettiamo dunque, &ndash; disse il terribile guascone.</p>
<p>&nbsp;Quando il piccolo istrumento musicale fu terminato, l&#8217;indiano lo imbocc&ograve; e trasse alcune note.</p>
<p>&nbsp;Un momento dopo, in mezzo ai cespugli, sotto le foglie secche, fra le enormi radici degli alberi, si udirono suonare come dei sonagliuzzi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lampi!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Questi sono serpenti a sonagli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E la valle ne &egrave; piena, &ndash; disse l&#8217;indiano. &ndash; Queste terribili bestie arresteranno la corsa dei Tasarios.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non si tratta che di trarli dal loro letargo e di metterli in marcia.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bell&#8217;affare se noi scendevamo attraverso questoca&ntilde;on , &egrave; vero De Gussac?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ringrazia quest&#8217;uomo a cui noi tutti dovremo la vita, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dinanzi a lui mi levo tanto di cappello.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed io perfino la casacca, &ndash; aggiunse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco un saluto che quest&#8217;indiano apprezzer&agrave; probabilmente pi&uacute; del mio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per tutti i tuoni del mar di Biscaglia!&#8230; Hai preso la lingua di tua moglie prima di lasciare Panama? Chiacchieri sempre, come dieci scimmie rosse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Me l&#8217;avr&agrave; prestata senza che io lo sappia, &ndash; rispose il terribile guascone, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; Ridi!&#8230; Vorrei vederti l&agrave; in mezzo che boccaccie faresti. Eccoli che giungono e s&#8217;avanzano a battaglioni.</p>
<p>&nbsp;I velenosissimi crotali, galvanizzati improvvisamente dalle note strane che l&#8217;indiano cavava dal suo flauto primitivo, si erano come irregimentati nel fondo delca&ntilde;on , mettendosi in marcia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Solamente a vederli fanno sudare freddo, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;indiano stacc&ograve; un momento il flauto dalle labbra e disse agli avventurieri:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi occupate di me, per ora. Devo condurre la truppa, e dalla loro marcia dipende la vostra salvezza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove vai? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Incontro ai Tasarios.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vengono? &ndash; chiese don Barrejo, ironicamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ci sono vicini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora buona passeggiata fra i serpenti.</p>
<p>&nbsp;S&#8217;ingannava. L&#8217;indiano, quantunque dovesse essere un incantatore di rettili, non aveva alcun desiderio di offrire le sue gambe ai loro morsi.</p>
<p>&nbsp;Si spinse lungo un ramo, poi balz&ograve; verso un ammasso di passiflore sospese ad una palma e si allontan&ograve;, cominciando una vera marcia aerea. Di quando in quando il suo flauto echeggiava, mettendo un certo malessere nei tre avventurieri, poi taceva per qualche minuto per farsi udire pi&uacute; lontano.</p>
<p>&nbsp;I crotali, attratti, affascinati da quelle note, continuavano a calare nel fondo delca&ntilde;on , occupandolo interamente.</p>
<p>&nbsp;Perfino dalle spaccature dei vecchi alberi ne uscivano a dozzine, lasciandosi cadere addosso ai compagni.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri assistevano, in preda ad un violento terrore, a quella formidabile emigrazione. Come mai si erano radunati in quella valle tenebrosa tanti rettili? Forse nemmeno l&#8217;indiano avrebbe potuto dirlo.</p>
<p>&nbsp;I battaglioni intanto continuavano sempre la loro marcia, risalendo la valle, con uno strano ed impressionantissimo rumore di sonagli. Pareva che fossero stati presi da una vera furia di correre, poich&eacute; si saltavano gli uni addosso agli altri per andare pi&uacute; innanzi e non perdere nessuna delle note dell&#8217;indiano.</p>
<p>&nbsp;D&#8217;improvviso la musica cess&ograve;.</p>
<p>&nbsp;I crotali, non pi&uacute; aizzati, si alzarono ondeggiando le loro teste e scuotendo impazientemente le loro code sonore, poi si lasciarono cadere nel fondo delca&ntilde;on .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tuttoci&ograve; &egrave; spaventoso, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Preferirei combattere contro cento spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;E perch&eacute; l&#8217;indiano tace ora?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Egli deve aver gi&agrave; veduto i Tasarios, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Veduti o uditi, poich&eacute; &egrave; un paio d&#8217;ore che continua a soffiarmi negli orecchi che li sentiva.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Un paio d&#8217;orecchi li posseggo anch&#8217;io, diavolo!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed ora che cosa succeder&agrave;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Una cosa semplicissima. I crotali arresteranno di colpo la marcia degli antropofagi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uhm!&#8230; &ndash; fece don Barrejo. &ndash; Purch&eacute; quei furfanti non mangino anche i serpenti velenosi senza crepare!&#8230;</p>
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		<title>Capitolo XIX   FRA LE FORESTE VERGINI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 00:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;La luna cominciava a tramontare dietro le alte cime dellasierra , quando i tre avventurieri si rimisero in cammino, colla speranza di piombare di sorpresa addosso al marchese ed ai suoi pochi uomini, se non si erano ripiegati gi&#224; sulle cinquantine della retroguardia, e finirla per sempre con quel formidabile ed inafferrabile avversario. &#160;Si erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;La luna cominciava a tramontare dietro le alte cime dellasierra , quando i tre avventurieri si rimisero in cammino, colla speranza di piombare di sorpresa addosso al marchese ed ai suoi pochi uomini, se non si erano ripiegati gi&agrave; sulle cinquantine della retroguardia, e finirla per sempre con quel formidabile ed inafferrabile avversario.</p>
<p>&nbsp;Si erano cacciati in mezzo ad una boscaglia di noci nere, alberi giganteschi, frondosi, foltissimi, che danno delle frutte in quantit&agrave; enorme, colla corteccia molto spessa ed il nocciolo invece piccolo e mediocre, preziosissimi per&ograve; pel loro legno che pu&ograve; quasi competere col famoso ebano africano.</p>
<p>&nbsp;Un silenzio di tomba regnava sotto quelle magnifiche piante. La caccia notturna doveva essere finita, poich&eacute; l&rsquo;alba non era lontana e le belve si erano certamente gi&agrave; ritirate, nei loro covi, dopo aver fatto delle vere ecatombi di conigli.</p>
<p>&nbsp;Di quando in quando un improvviso bagliore rompeva l&rsquo;oscurit&agrave; profondissima. Proveniva da masse di funghi fosforescenti, di dimensioni gigantesche, che si stringevano intorno ai tronchi enormi dei noci.</p>
<p>&nbsp;Quella corsa furiosa, condotta da don Barrejo, il quale si sentiva spinto da un desiderio feroce di vendicare il povero sergente, non ebbe alcun risultato.</p>
<p>&nbsp;Ai primi albori, i tre avventurieri, madidi di sudore, colle gambe rotte, si trovavano sulla cima dellasierra . Degli spagnuoli non avevano trovato alcuna traccia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, don Barrejo, &ndash; disse il basco, &ndash; spero che non mi prenderai per un mulo dei Pirenei, corpo d&rsquo;una saetta!&#8230; Io e De Gussac siamo quasi morti di fame.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora potremo cacciare, senza correre alcun pericolo, &ndash; rispose il guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho ammazzato il cane che guidava gli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu hai fatto questo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ho perduto il mio tempo, compare. Avevo gi&agrave; giurato di fare la pelle a quella bestiaccia che costituiva per noi un continuo pericolo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Anche se gli spagnuoli udranno un colpo d&rsquo;archibugio, difficilmente sapranno orientarsi, specialmente sotto queste boscaglie.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io preferirei per&ograve; fare una dormita, giacch&eacute; abbiamo guadagnato terreno, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Non ne posso pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Alla colazione potremo pensare pi&uacute; tardi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tutti i tavernieri non sono nati avventurieri, &ndash; disse don Barrejo, scherzando. &ndash; D&rsquo;altronde anch&rsquo;io non ho dormito un solo momento, tormentato sempre dal pensiero che sarei stato inesorabilmente appiccato.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Cadere sul campo di battaglia, passi, ma finire sulla forca come un bandito!&#8230; Oh!&#8230; Ci&ograve; mi crucciava immensamente.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che cosa dici, Mendoza?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il basco non rispose. Si era sdraiato in mezzo ad un folto e freschissimo tappeto di muschi e cominciava gi&agrave; a sonnecchiare, quantunque avesse gli occhi ancora aperti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora approfittiamo, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Pel momento nessuno verr&agrave; a disturbarci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Abbiamo almeno un vantaggio di sei ore di marcia sugli spagnuoli, ammettendo che si siano mossi coll&rsquo;alzarsi della luna.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dormi, chiacchierone eterno, &ndash; disse Mendoza, sbadigliando. &ndash; La tua lingua starebbe bene in bocca alla bella castigliana.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Anche la sua &egrave; abbastanza lunga e non ha bisogno che gliene dia un po&#8217; della mia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Tu non l&rsquo;hai mai udita come urlava quando salivo dalla cantina colle gambe malferme! E quella briccona non voleva capire che i vini devono essere sempre assaggiati da un buon taverniere.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Vi pare?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Gli risposero due grugniti: Mendoza e l&rsquo;ex-taverniere di Segovia dormivano come ghiri, affondati in mezzo al soffice strato di muschio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sono della mia fibra, &ndash; disse il guascone, torcendosi con sussiego i baffi. &ndash; Giacch&eacute; non posso parlare nemmeno coi pappagalli, che qui mancano assolutamente, sar&agrave; meglio che approfitti anch&rsquo;io della circostanza. Chiss&agrave;!&#8230; Posso sognare le deliziose serate passate nella mia cantina, intorno alle botti ben piene.</p>
<p>&nbsp;Sbadigli&ograve; tre o quattro volte, stirandosi le membra, poi a sua volta si affond&ograve; nel soffice muschio, mandando un gran sospiro di soddisfazione.</p>
<p>&nbsp;Sonnecchiava da forse un quarto d&rsquo;ora, quando fu sorpreso da una dolcissima corrente d&rsquo;aria che pareva prodotta da un ventaglio agitato sopra la sua testa. Non essendo ancora completamente addormentato, agit&ograve; una mano e prov&ograve; una strana impressione di freddo che gli fece subito spalancare gli occhi.</p>
<p>&nbsp;Un uccellaccio, che rassomigliava ad un grossissimo pipistrello, si era alzato sopra di lui, mandando delle piccole grida e descrivendo dei fulminei zig-zag.</p>
<p>&nbsp;Essendosi il sole gi&agrave; un po&#8217; alzato, il guascone aveva potuto vederlo. Aveva la testa grossa, armata di due denti e d&rsquo;una specie di ventosa, e le sue ali pelose misuravano, insieme, quasi un metro, mentre il corpo non era pi&uacute; lungo d&rsquo;una ventina di centimetri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un vampiro!&#8230; &ndash; url&ograve;. &ndash; All&rsquo;erta, camerati!&#8230; Si cerca di dissanguarci!&#8230;</p>
<p>&nbsp;N&eacute; Mendoza, n&eacute; l&rsquo;ex-taverniere di Segovia avevano risposto alla chiamata d&rsquo;allarme.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Sono stati gi&agrave; dissanguati!&#8230; &ndash; esclam&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Si era alzato in preda ad una visibile emozione, tenendo l&rsquo;archibugio alzato per ammazzare quei maledetti succhiatori di sangue.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto arrest&ograve; inorridito, lasci&ograve; cadere il fucile che a nulla avrebbe potuto servirgli, e snud&ograve; la draghinassa.</p>
<p>&nbsp;Un orribile spettacolo si era offerto ai suoi occhi; uno spettacolo da far gelare il sangue all&rsquo;uomo pi&uacute; coraggioso dei due mondi.</p>
<p>&nbsp;Accovacciati sul petto dei suoi due compagni, stavano due ragni giganteschi, orribili, pelosi, tutti neri, grossi quanto una bottiglia, con due branche armate di terribili uncini, lunghi non meno di otto pollici, i quali si erano gi&agrave; affondati nella carne, attraverso lo sparato della sbrindellata camicia.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, abbastanza pratico della regione, non aveva tardato a riconoscere in quei due brutti mostri che succhiavano sangue avidamente, due migale giganti, ossia due di quei ragni che vivono nelle foreste dell&rsquo;America centrale, e che quando sono affamati non esitano anche ad assalire le persone addormentate.</p>
<p>&nbsp;Le branche taglientissime dei due brutti mostri avevano intaccato le carni di Mendoza e dell&rsquo;ex-taverniere di Segovia, e succhiavano ferocemente.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo balz&ograve; contro il pi&uacute; vicino, con una pedata lo tolse dal petto di De Gussac, poi con un gran colpo di draghinassa lo fin&iacute;.</p>
<p>&nbsp;Il secondo, vista la mala fine del compagno, aveva tentato di mettersi in salvo su un vicino albero, per&ograve; prima che fosse troppo alto la draghinassa lo colse, spaccandolo nettamente in due.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Amici!&#8230; Amici!&#8230; &ndash; grid&ograve; il terribile guascone, scuotendoli. &ndash; Non vi accorgete che vi dissanguano?</p>
<p>&nbsp;Mendoza pel primo apr&iacute; gli occhi, e non seppe trattenere un grido di ribrezzo vedendosi il petto coperto di sangue.</p>
<p>&nbsp;&ndash; M&rsquo;hanno assassinato!&#8230; &ndash; esclam&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ma che!&#8230; &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Non si tratta che d&rsquo;una semplice cavata di sangue compiuta dalle migale.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;&Egrave; vero che se tardavo ad accorgermene, quei mostriciattoli te ne avrebbero succhiato almeno un paio di libbre.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed anch&rsquo;io sono tutto insanguinato, &ndash; disse De Gussac, balzando in piedi, spaventato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed io per poco non dividevo la medesima sorte, poich&eacute; un grosso vampiro cercava di sorprendermi nel sonno, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; D&rsquo;ora innanzi noi non commetteremo pi&uacute; l&rsquo;imprudenza di addormentarci tutti e tre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le hai almeno accoppate quelle bestie? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io ho vendicato il tuo sangue. Vi &egrave; un ruscelletto che scorgo laggi&uacute;, andate a lavarvi e mettete sulle ferite un po&#8217; di cotone.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ecco l&agrave; un albero che ve ne fornir&agrave; finch&eacute; ne vorrete.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sarebbe stato meglio che quel cotoniere portasse delle frutta, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Noi moriamo di fame.</p>
<p>&nbsp;&ndash; To&#8217;!&#8230; Mi ero scordato che avete sempre la pancia vuota, mentre il mio ventre &egrave; stato generosamente imbottito di non so quale infame intruglio navigante in una veraolla podrida .</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mentre fate un po&#8217; di toeletta, mi prover&ograve; a battere questa foresta.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bada di non perderti, &ndash; gli disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non andr&ograve; lontano, compare. So bene che &egrave; facile smarrirsi in queste immense foreste vergini.</p>
<p>&nbsp;Mise un po&#8217; di polvere nello scodellino dell&#8217;archibugio, abbass&ograve; il cane perch&eacute; la trattenesse contro la pietra focaia, e se ne and&ograve;, guardando attentamente a desta e a sinistra.</p>
<p>&nbsp;Non aveva percorsi duecento passi quando ud&iacute;, in mezzo alle folte piante, uscire un grido malinconico, lugubre:</p>
<p>&nbsp;&ndash;A-j !&#8230;</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si era fermato, guardandosi intorno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi &egrave; che si lamenta? &ndash; si chiese. &ndash; Che vi sia qualche ferito? Non rappresenterebbe una colazione, per centomila code del diavolo!&#8230;</p>
<p>&nbsp;In quel momento il grido si fece nuovamente udire, pi&uacute; lungo, pi&uacute; straziante.</p>
<p>&nbsp;Pareva proprio che qualcuno si lamentasse.</p>
<p>&nbsp;Il guascone, un po&#8217; impressionato, stava per tornare indietro, quando, alzando gli occhi verso una noce, scorse aggrappate ad un ramo, col dorso rivolto a terra, una specie di scimmia, dal pelame molto folto e colla testa che rassomigliava piuttosto a quella d&#8217;un gatto che d&#8217;un quadrumane qualunque.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco la colazione!&#8230; &ndash; esclamo il guascone. &ndash; Non so che cosa sia, so per&ograve; che sotto la pelle vi &egrave; della carne di arrostire.</p>
<p>&nbsp;Aveva alzato gi&agrave; l&#8217;archibugio, poi torn&ograve; ad abbassarlo, borbottando:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non si muove! Vediamo se si pu&ograve; risparmiare una carica. &ndash; Infatti quello strano quadrumane, quantunque avesse gi&agrave; scorto il cacciatore, non abbandonava il ramo e non cessava di mandare il suo sgradevolissimo urlo lamentevole.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bisogna venir gi&uacute;, mio caro, &ndash; disse il guascone. &ndash; Se hai le gambe rotte e non puoi muoverti io non so che cosa farci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ci servirai egualmente da colazione.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si avvicin&ograve; al ramo che era piuttosto basso e spoglio interamente di tutte le sue foglie, ed afferr&ograve; la coda del quadrumane, tirando a tutta forza.</p>
<p>&nbsp;Il ramo, sotto quella violenta trazione, si abbass&ograve;, ma l&#8217;animale rimase fermo al suo posto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Altro che zampe rotte!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Queste sono zampe di ferro.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Signora scimmia, volete arrendervi si o no?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il quadrumane ritir&ograve; lentamente la sua coda e non si mosse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure non &egrave; legata, &ndash; disse il guascone. &ndash; che razza di bestia &egrave; questa? Me lo dir&agrave; Mendoza che conosce meglio di me le bestie che abitano queste selve.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ors&uacute;, legami o no, tagliamo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Tir&ograve; fuori la draghinassa e d&#8217;un colpo, decapit&ograve; la povera bestia, poi aggrappandosi nuovamente alla coda, dopo sei o sette strappate, le une pi&uacute; vigorose delle altre, pervenne ad impadronirsene.</p>
<p>&nbsp;Solo allora si accorse che quello strano animale invece di avere delle dita possedeva delle unghie robustissime, lunghe un buon pollice.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che appartenga alla famiglia delle scimmie graffianti, se ne esiste una al mondo? Io veramente non ne ho mai udito parlare.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Graffiante o no, andiamo a scuoiarla ed a gettarla sul fuoco.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;La riprese per la coda per lasciare che il sangue sfuggisse interamente e torn&ograve;, non senza qualche difficolt&agrave;, al campo.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e l&#8217;ex-taverniere di Segovia avevano terminata la loro toeletta ed avevano chiuse le due piccole ferite prodotte dalle terribili branche delle migale con dei ciuffi di cotone selvatico.</p>
<p>&nbsp;La cavata di sangue era stata forse un po&#8217; abbondante, per&ograve; le ferite riportate si riducevano a semplici tagli sulla pelle.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Mendoza, &ndash; disse il guascone, gettandogli ai piedi il singolare quadrumane. &ndash; Io ti porto la colazione e vorrei, prima di metterla sui carboni, che tu mi dicessi che specie di animale noi mangeremo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Certo non &egrave; un serpente, ed io non ho mai udito parlare di scimmie velenose.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quantunque tu l&#8217;abbia decapitato ti dir&ograve; subito che &egrave; una-j .</p>
<p>&nbsp;&ndash;A-j ?&#8230; Che cos&rsquo;&egrave;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&#8217;animale pi&uacute; poltrone che esista al mondo, poich&eacute; impiega non meno d&#8217;un paio di giorni a percorrere un paio di metri, per raggiungere le foglie che gli servono d&#8217;alimento.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Figurati, amico, che piuttosto d&#8217;incomodarsi a scendere dagli alberi, si lascia cadere a terra per risparmiarsi la fatica.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che gambe hanno dunque?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Solidissime e anche ben armate.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lo so io che non ero capace di strappare gi&uacute; questo macaco. &Egrave; almeno mangiabile?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gli indiani non rifiutano la sua carne, quantunque si affermi che sia coriacea come quella del tapiro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bah!&#8230; Abbiamo lo stomaco robusto e andr&agrave; gi&uacute; egualmente, &ndash; disse l&#8217;ex-taverniere di Segovia, il quale aveva gi&agrave; impugnata lanavaja per preparare l&#8217;arrosto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Degli spagnuoli nessuna nuova? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io non ho veduto altro che degli alberi, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Devono essere ancora ben lontani, dopo la nostra marcia forzata. Signor taverniere di Segovia, come si pu&ograve; cucinare questa bestia?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gl&#8217;indiani, che sono grandi divoratori di scimmie, le cuociono al forno. Lasciate fare a me.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Portatemi della legna e vi offrir&ograve; una colazione eccellente.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uhm!&#8230; &ndash; fece il basco, scuotendo la testa.</p>
<p>&nbsp;Nemmeno don Barrejo parve convinto, poich&eacute; fece una smorfia di disgusto.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;ex-taverniere aveva terminato di scuoiare l&#8217;a-je l&#8217;aveva avvolto in diverse foglie di palmizio, dopo d&#8217;avergli cacciato nel ventre, prima vuotato, delle erbe aromatiche che aveva trovato a portata di mano.</p>
<p>&nbsp;Servendosi un po&#8217; della draghinassa e un po&#8217; delle mani, scav&ograve; una buca abbastanza profonda e vi gett&ograve; dentro quanta legna gi&agrave; accesa pot&eacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco un forno molto economico e molto spiccio, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Per caso hai fatto cucina agl&#8217;indiani?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pi&uacute; di quanto t&#8217;immagini, &ndash; rispose De Gussac, ridendo. &ndash; Ti posso anzi dire che se sono ancora vivo lo devo alla mia abilit&agrave; culinaria.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa ti &egrave; successo dunque?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Traversavo l&#8217;istmo in compagnia d&#8217;una mezza dozzina di avventurieri, i quali si erano proposti di raggiungere le sponde dell&#8217;oceano Pacifico per arruolarsi sotto Davis, quand&#8217;ecco che un brutto giorno una tempesta di frecce ci accoglie in mezzo alla boscaglia, senza che si potesse vedere da qual parte provenivano.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Rispondemmo subito coi nostri archibugi. Il fragore dei colpi pareva che non spaventasse affatto quei fieri indiani, poich&eacute; continuarono a prenderci di mira coi loro dardi e cos&iacute; bene, che dopo un quarto d&#8217;ora tutti i miei compagni giacevano a terra morti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eri protetto da qualche prezioso amuleto, tu? &ndash; chiese don Barrejo, il quale sorvegliava il fuoco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Certo, &ndash; rispose, serio serio, l&#8217;ex-taverniere di Segovia. &ndash; Nella famiglia dei De Gussac si conservava una medaglia benedetta, che si aveva l&#8217;abitudine di portare sul cuore.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ti avverto che era grossa quando una piastra.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tira avanti, &ndash; disse don Barrejo, sorridendo, &ndash; e tu, Mendoza, ritira i tizzoni e getta nel forno la nostra scimmia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Si deve coprirla di terra, mi pare, &egrave; vero, De Gussac?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed accendervi sopra un altro fuoco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora continua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Morto mio padre, la medaglia l&#8217;avevo presa io, perch&eacute; era l&#8217;unica cosa che avesse ancora un po&#8217; di valore, essendo d&#8217;oro di miniera.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Erano ricchi come i miei, i De Gussac, &ndash; disse il terribile guascone. &ndash; Continua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu non lo crederai, eppure tre volte delle frecce mi colpirono in direzione del cuore e si spuntarono tutte contro l&#8217;amuleto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cospettaccio!&#8230; Vuoi vendermelo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non l&#8217;ho pi&uacute;!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dov&#8217;&egrave; andato a finire?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si trover&agrave; ancora sospeso al collo del capo della trib&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu dunque hai reso quel briccone invulnerabile!&#8230; Speriamo di non trovarlo sul nostro cammino, &ndash; disse don Barrejo, un po&#8217; ironicamente. &ndash; E come and&ograve; a finire la storia?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Accerchiato da tutte le parti, da non so quante dozzine d&#8217;indiani armati d&#8217;archi e di rompi-costole, fui costretto ad arrendermi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Fortunatamente quegl&#8217;indiani erano antropofagi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fortunatamente!&#8230; &ndash; esclamarono ad una voce Mendoza e don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non lo fossero stati, io non sarei gi&agrave; qui a narrarvi quella brutta avventura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Spiegati meglio, amico, &ndash; disse il terribile guascone. &ndash; Qui vi &egrave; un punto oscuro che bisogna chiarire.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Te lo dico subito, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere di Segovia-Nuova. &ndash; Mi avevano condotto al villaggio e mi avevano legato ad un palo, in attesa di mangiarmi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Avendo per&ograve; abbastanza carne umana, perch&eacute; come ti ho detto, tutti i miei compagni erano rimasti sul terreno, mi riservarono per una colazione che ilcacico doveva offrire ad un altro capo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sotto i miei occhi vidi arrosolare cinque dei miei camerati, su certe graticolone formate di legno d&#8217;albero del ferro. Trovandomi presente a quell&#8217;orgia di carne, un indiano fu tanto gentile di portarmi una mano semi&ndash; bruciata, invitandomi a divorarla.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu l&#8217;hai mangiata! &ndash; grid&ograve; don Barrejo facendo tre o quattro smorfie di fila. &ndash; Puah!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Finsi invece di assaggiarla, poi protestai altamente contro i cucinieri, chiamandoli ignari dei pi&uacute; semplici elementi della culinaria.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ilcacico , che era un gran buongustaio, come seppi dopo, mi offerse senz&#8217;altro la carica di grande cuciniere di corte.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ed eccomi all&#8217;indomani a cucinar cadaveri dentro pentoloni, con contorno di patate e di erbe aromatiche.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E chi cucinavate? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gli altri cinque miei compagni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fulmini!&#8230; Che fegato!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mio caro, si trattava di salvare la pelle, e se non li avessi cucinati io, li avrebbero arrostiti gli altri.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Il successo fu immenso, straordinario. Se quella sera ilcacico non mor&iacute; d&#8217;indigestione fu un vero miracolo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco una terribile storia di cannibali!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Continua, De Gussac: questo racconto m&#8217;interessa assai.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&#8217;interesse &egrave; terminato, &ndash; rispose l&#8217;ex-taverniere di Segovia. &ndash; Per cinque mesi non feci altro che preparare gl&#8217;indiani morti negli scontri, alcuni alla salsa verde, altri alla rossa, finch&eacute; un giorno, stanco di quella carica, me ne andai.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Senza il medaglione?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Era rimasto nelle mani delcacico .</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tutto fin&iacute; l&iacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho attraversato boschi, montagne e fiumi, sempre spronato dalla paura di venire ripreso e mangiato a mia volta, finch&eacute; un giorno giunsi a Segovia-Nuova, che allora non era che un semplice villaggio e l&agrave; mi stabilii.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Queste si chiamano avventure, &egrave; vero, Mendoza? &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che fanno venire la pelle d&#8217;oca solamente a udirle raccontare, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dimmi un po&#8217;, De Gussac, hai servito anche qualche morto agli spagnuoli di Segovia?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi avrebbero gi&agrave; appiccato. Oh&eacute;, Mendoza, e l&#8217;arrosto? Non cucinavo cos&iacute; io quand&#8217;ero fra gli antropofagi del Darien.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La scimmia deve essere cucinata a puntino.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Spensero il fuoco, colle draghinasse vuotarono la buca e misero allo scoperto l&#8217;a-j, il quale, pur essendo un quadrumane, spandeva intorno a s&eacute; un profumo appetitoso. L&#8217;ex-taverniere di Segovia tolse le foglie di palmizio e la tanto sospirata colazione finalmente comparve.</p>
<p>&nbsp;I tre uomini per&ograve;, quantunque affamati, si guardarono l&#8217;un l&#8217;altro ed esitarono ad intaccare l&#8217;arrosto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; De Gussac, &ndash; chiese don Barrejo, &ndash; a che cosa ti pare che somigli questo arrosto?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ad uno di quei bambini che cucinavo pelcacico nelle feste di gala.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Somigli anche al diavolo, non sar&ograve; io che mi tirer&ograve; addietro, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;Prese lanavaja e spacc&ograve; l&#8217;a-j, il quale sembrava pi&uacute; un essere umano che una bestia.</p>
<p>&nbsp;Vinta la ripugnanza e solleticati dalle erbe aromatiche i tre filibustieri finirono per dare all&#8217;arrosto un tale assalto da non lasciare che poche ossa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi pare che questa carne fosse molto dura, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; Io non me ne sono accorto, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; So che riposa tranquillamente nel mio ventre e che il sacco non &egrave; pi&uacute; vuoto come prima.</p>
<p>&nbsp;De Gussac approv&ograve; con un cenno del capo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Possiamo andare? &ndash; chiese don Barrejo. &ndash; Non scordiamoci che abbiamo dietro di noi il marchese di Montelimar e che i nostri compagni sono forse gi&agrave; giunti al Maddalena.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gambe, &ndash; risposero semplicemente il basco e l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
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		<title>Capitolo XVIII   LA VENDETTA DEL MARCHESE</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 00:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Mentre don Barrejo, protetto da una fortuna pi&#250; che sorprendente, riusciva a sfuggire al marchese di Montelimar, quando si vedeva gi&#224; appeso ad un grosso ramo d&#8217;albero, Mendoza e De Gussac rimasti sul nido, si erano precipitati all&#8217;impazzata sulla femmina e dopo un violento battagliare erano riusciti a decapitarla ed a precipitare nella sottoposta foresta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Mentre don Barrejo, protetto da una fortuna pi&uacute; che sorprendente, riusciva a sfuggire al marchese di Montelimar, quando si vedeva gi&agrave; appeso ad un grosso ramo d&#8217;albero, Mendoza e De Gussac rimasti sul nido, si erano precipitati all&#8217;impazzata sulla femmina e dopo un violento battagliare erano riusciti a decapitarla ed a precipitare nella sottoposta foresta quel corpaccio che colle sue ali ancora aperte occupava tutto il rifugio aereo.</p>
<p>&nbsp;Avevano assistito, col cuore stretto da un&#8217;angoscia indescrivibile, alla volata del guascone, per&ograve; si erano subito rassicurati vedendolo scendere lentamente verso terra.</p>
<p>&nbsp;Non s&#8217;immaginavano per&ograve; che quel dannato uccellaccio andasse a cacciarsi fra i tori dellapuna per far ridurre in una poltiglia sanguinolenta il suo avversario.</p>
<p>&nbsp;Sbarazzatisi quindi della femmina, non avevano avuto che un solo pensiero: quello di mettersi in cerca del valoroso taverniere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bisogna trovarlo, &ndash; aveva detto Mendoza, il quale amava don Barrejo come se fosse suo fratello.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E subito, &ndash; aveva soggiunto De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Senza pensare che sotto di loro si potevano trovare ancora i tori dellapuna o gli spagnuoli, si preparavano a sgombrare il nido, quando videro il condor che aveva, per modo di dire, rapito il suo compagno, comparire al di sopra dell&#8217;immensa foresta e muovere verso di loro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che non si finisca pi&uacute; con questi uccellacci!&#8230; &ndash; esclam&ograve; Mendoza, pallido d&#8217;ira. &ndash; Ecco l&#8217;altro che ritorna all&#8217;attacco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Scendiamo subito, &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sei pazzo!&#8230; Se ci assalisse prima che noi possiamo giungere a terra, vedresti che terribile capitombolo faremmo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mandiamogli un paio di palle.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Nemmeno per sogno, camerata. Poco fa ho udito il cane che urlava, quindi vuol dire che gli spagnuoli sono nelle vicinanze.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E don Barrejo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aspetter&agrave; che anche noi ci siamo sbarazzati di questi ostinati uccellacci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Aveva l&#8217;archibugio con s&eacute;, quindi non correr&agrave; un immediato pericolo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che non si sia rotte le gambe?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sar&agrave; stato cos&iacute; stupido da abbandonare le zampe del condor a grande altezza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sono certo che noi lo ritroveremo appollaiato su qualche altro albero.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ors&uacute;, prepariamoci alla seconda battaglia, che prevedo sar&agrave; non meno terribile della prima.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Prendete la draghinassa di don Barrejo; vi servir&agrave; meglio della vostra spada, &ndash; disse l&#8217;ex-taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E vero, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Cercher&ograve; di non guastargliela, poich&eacute; ci tiene troppo a questo pezzo d&#8217;acciaio.</p>
<p>&nbsp;Il condor, invece di muovere subito all&#8217;assalto del nido, si era innalzato per quattro o cinquecento metri e di lass&uacute; si era messo a descrivere dei giri che andavano a poco a poco restringendosi.</p>
<p>&nbsp;Si capiva che voleva lasciarsi cadere quasi di peso sul nido, per tentare di schiacciare i due intrusi.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac, in ginocchio, colle draghinasse puntate in aria aspettavano coraggiosamente l&#8217;attacco che prevedevano terribile.</p>
<p>&nbsp;Per cinque o sei minuti, l&#8217;enorme uccellaccio si mantenne a quell&#8217;altezza, poi ripieg&ograve; un po&#8217; le ali, discendendo con fulminea rapidit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Gi&agrave; stava per cadere sul nido, quando cinque o sei colpi d&#8217;archibugio rimbombarono improvvisamente in mezzo al bosco.</p>
<p>&nbsp;Colpito certamente da parecchie palle, tent&ograve; di risollevarsi, mandando grida feroci, quando ad un tratto le forze gli vennero meno.</p>
<p>&nbsp;Raccolse le ali e si lasci&ograve; cadere come corpo morto in mezzo alla foresta, dove i cacciatori lo aspettavano di certo.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac, udendo quegli spari, si erano lasciati cadere in fondo al nido.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gli spagnuoli? &ndash; aveva chiesto l&#8217;ex-taverniere con inquietudine.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non possono essere che loro, &ndash; aveva risposto il basco, il quale non si sentiva pure affatto tranquillo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che ci abbiano veduti?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avrebbero fatto fuoco piuttosto su di noi che sul condor.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Adesso prenderanno don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; un tal diavolo d&#8217;uomo che non mi d&agrave; troppe preoccupazioni, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Io l&#8217;ho sempre veduto cavarsela anche nelle situazioni pi&uacute; difficili.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora siamo noi invece che corriamo il pericolo di venire crivellati di palle. Se si accorgono che noi siamo quass&uacute; non ci risparmieranno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Udite il cane voi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, non l&#8217;odo pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si sar&agrave; messo alla testa di qualche cinquantina, &ndash; disse Mendoza. &ndash; &Egrave; una vera fortuna per noi, poich&eacute; avrebbe potuto seguire la nostra pista fino alla base di questopinou . Tuttavia la nostra situazione non mi pare troppo allegra.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se don Barrejo si trover&agrave; male, noi non ci troviamo meglio.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa fare ora?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Rimanere tranquilli ed aspettare che gli spagnuoli se ne vadano. Don Barrejo a quest&rsquo;ora avrebbe fatta gi&agrave; la proposta di riprendere la dormita.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io non avr&ograve; questo coraggio, &ndash; rispose l&rsquo;ex-taverniere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Confesso che non l&rsquo;ho nemmeno io e che preferisco vigilare, per difendere la mia pelle meglio che potr&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Possiamo dare uno sguardo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lasciate fare a me, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Il vostro elmetto luccica troppo e potrebbe attirare subito l&rsquo;attenzione dei nostri nemici.</p>
<p>&nbsp;Si gett&ograve; bocconi e si mise a strisciare verso il margine del vasto nido, da cui poteva sicuramente vedere gli spagnuoli, se erano entrati nella foresta, come faceva supporre l&rsquo;uccisione del condor.</p>
<p>&nbsp;Stava per sporgere il capo, quando delle voci umane salirono fino a lui.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Alonzo!&#8230; Guarda dove aveva il nido quel condor. Lo vedi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, Pedro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Forse ci sarebbe da raccogliere una bella frittata lass&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se vuoi romperti il collo provati tu. Io mi accontento di un po&#8217; di brodo dei due volatili.</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, dei due volatili. Che cosa ne pensi tu della femmina che abbiamo trovata decapitata?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che, stanca di vivere, si sia suicidata.</p>
<p>&nbsp;Uno scroscio di risa salut&ograve; quella risposta spiritosa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Adagio, camerati, &ndash; riprese colui che si chiamava Pedro. &ndash; Che io sappia, i condor non hanno mai posseduto dei rasoi per farsi cos&iacute; ferocemente la barba.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora spiegher&ograve; io, camerata, come s&rsquo;&egrave; svolta la dolorosa istoria. La condoressa rivedeva qualche amico ed il marito, accortosene, le ha strappato la testa o meglio gliel&rsquo;ha tagliata con un terribile colpo di becco.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Credi tu che anche fra i volatili non esista la gelosia?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dite quello che volete, ma questa sera, dopo cena, tenter&ograve; la salita di quell&rsquo;albero, &ndash; rispose Pedro. &ndash; Voglio andare a vedere se vi sono dei condorini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se ne abbiamo gi&agrave; raccolti due, &ndash; disse un altro soldato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ve ne possono essere degli altri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu sei un asino, Pedro, e non conosci i condor. Ma se vuoi provare i tuoi muscoli, non saremo certamente noi che te lo impediremo.</p>
<p>&nbsp;Mendoza ud&iacute; un altro scroscio di risa, poi pi&uacute; nulla.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La nostra situazione si complica, &ndash; mormor&ograve;. &ndash; Se quell&rsquo;uomo si prende il capriccio di fare una visita al nido siamo fritti.</p>
<p>&nbsp;Stette qualche minuto ancora in ascolto, poi, non udendo pi&uacute; nulla, os&ograve; sporgere la testa. Si trovava d&rsquo;altronde ad una cos&iacute; grande altezza che non sarebbe stato facile scorgerlo, specialmente fra i lunghi rami delpinou , i quali si stendevano quasi orizzontalmente.</p>
<p>&nbsp;Delle nuvole di fumo salivano in aria, a breve distanza dalla grossa pianta. Gli spagnuoli, con grande spavento di Mendoza, dovevano essersi accampati.</p>
<p>&nbsp;Il basco scost&ograve; con precauzione i rami e scorse una dozzina e mezza d&rsquo;uomini, affaccendati a spennacchiare i condor ed i piccini.</p>
<p>&nbsp;Il fuoco era stato acceso ed una pentola di dimensioni non comuni, era stata appesa ad un ramo, in attesa di ricevere un buon pezzo di quella selvaggina aerea, eccellente per fare del brodo, ma coriacea come quella di un vecchio mulo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se vi fosse con noi don Barrejo, si avrebbe potuto tentare questa sera una sorpresa, &ndash; mormor&ograve; il basco. &ndash; Diciotto contro due sono troppi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Toh!&#8230; Come si sono frazionate queste cinquantine!&#8230; Si vede che a quei signori preme assai averci nelle loro mani, mentre a noi preme di non lasciarci prendere.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si ritrasse colle medesime precauzioni di prima e si allung&ograve; accanto a De Gussac, informandolo di quanto aveva veduto e udito.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se quel curioso giunge quass&uacute;, noi saremo scoperti, &ndash; disse l&rsquo;ex-taverniere, diventando un po&#8217; pallido.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh!&#8230; Non &egrave; ancora salito, mio caro De Gussac, ed in una scalata notturna possono succedere molti accidenti, come la rottura d&rsquo;un ramo abilmente tagliato prima.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Prima che la luna si mostri mi occuper&ograve; io di questo affare e non vorrei certo trovarmi dopo nei panni di quel visitatore di nidi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Con tuttoci&ograve; non sono tranquillo, Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Oh, nemmeno io! &ndash; disse il basco. &ndash; E credo che in questo momento non lo sia nemmeno quel povero don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Spero per&ograve;, se si sar&agrave; rifugiato subito su qualche pianta, che scorger&agrave; i fuochi dell&rsquo;accampamento e che si guarder&agrave; bene dal raggiungerci finch&eacute; gli spagnuoli non se ne saranno andati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per voi dunque il mio caro compatriotta sarebbe ancora vivo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E perch&eacute; no? Il condor, trascinato dal peso scendeva abbastanza dolcemente, &ndash; rispose il basco. &ndash; Quegli uccelli posseggono una forza straordinaria, non tale per&ograve; da poter sorreggere a lungo un uomo, anche se magro come don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete ragione e probabilmente egli si trova in migliori condizioni delle nostre, perch&eacute; non correr&agrave; il pericolo d&rsquo;essere, come noi, da un momento all&rsquo;altro crivellato dalle palle.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Alto l&agrave;, compare! Questo nido, quantunque non sembri, &egrave; solido come una piccola fortezza ed i proiettili non lo attraverseranno a sessanta o settanta metri di distanza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quello piuttosto che temo &egrave; un assedio in piena regola, senza provviste, mentre questo ventre insaziabile ricomincia a brontolare.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Stringetevi la cintola.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;ho gi&agrave; fatto, &ndash; rispose il basco. &ndash; Corpo d&rsquo;una pipa!&#8230; Che profumo sale dal basso!</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non lo sentite, voi?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; odore di buon brodo, &ndash; rispose l&rsquo;ex-taverniere di Segovia. &ndash; Me ne intendo io.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho capito. Gli spagnuoli hanno cacciato nel pentolone qualche ala di condor e si preparano la zuppa.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che peccato non poter prendere parte alla loro mensa!&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come vi siete stretta la cintola, turatevi il naso.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se fosse lungo come quello dei guasconi, si potrebbe provare, mentre invece i nasi dei baschi, non si sa il perch&eacute;, pare che abbiamo un grande desiderio di scomparire.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;ex-taverniere di Segovia non pot&eacute; trattenere una risata che, da quell&rsquo;altezza, non poteva di sicuro giungere agli orecchi degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;I due assediati, tormentati dalla fame e stuzzicati da quell&rsquo;odore di brodo che arrivava sempre fino a loro, si stesero nel nido l&rsquo;uno accanto all&rsquo;altro, dopo d&rsquo;aver preparati gli archibugi.</p>
<p>&nbsp;Sotto udivano gli spagnuoli chiacchierare e ridere. La zuppa di condor doveva averli messi in allegria, dopo tante privazioni.</p>
<p>&nbsp;Dopo l&rsquo;odor del brodo fu il fumo delle pipe che giunse fino sulpinou , con grande disperazione di Mendoza, il quale, possedeva del tabacco, ma non osava servirsene.</p>
<p>&nbsp;Le ore trascorsero in un&rsquo;ansia continua pei due disgraziati, i quali temevano ad ogni istante di veder qualcuno dare la scalata dell&rsquo;altissimo albero.</p>
<p>&nbsp;Appena il sole fu tramontato e le tenebre furono scese sulla foresta, Mendoza, come aveva promesso, prese l&rsquo;affilata draghinassa di don Barrejo ed incise profondamente due rami che si allungavano sotto il nido, uno a destra e l&rsquo;altro a sinistra.</p>
<p>&nbsp;Un uomo, per quanto agile e destro, che si fosse spinto fino lass&uacute; ed avesse messa una mano su l&rsquo;uno o l&rsquo;altro di quei rami, non doveva salvarsi da uno spaventevole capitombolo.</p>
<p>&nbsp;Nel frattempo gli spagnuoli, i quali pareva che avessero ricevuto l&rsquo;ordine di bivaccare in quel luogo per lasciar tempo alle cinquantine di radunarsi e formare massa, avevano accesi altri fal&ograve; e messi sui carboni enormi pezzi di carne di condor. Una viva allegria regnava nel campo, mentre una cupa tristezza regnava sul nido dei condor.</p>
<p>&nbsp;I disgraziati, per la seconda volta avevano dovuto accontentarsi dei profumi, abbastanza stuzzicanti, che salivano dal basso. Mendoza, che era affamato come un lupo, aveva stretta la sua cintura di pelle di un altro occhiello.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto alcune voci si alzavano, seguite da scrosci di risa:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pedro!&#8230; Pedro!&#8230; La luna spunta sulla cima dellasierra .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Va&#8217; a cercarti la frittata dei condorini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Da&#8217; una prova della forza dei tuoi muscoli,carrai !</p>
<p>&nbsp;&ndash; Su, su, in alto! Noi staremo a vederti.</p>
<p>&nbsp;Mendoza non aveva potuto trattenere una bestemmia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete udito, De Gussac? &ndash; chiese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pare che la nostra ultima ora stia per suonare, &ndash; rispose il guascone. &ndash; Questo &egrave; quanto ho capito.</p>
<p>&nbsp;Mendoza si era alzato sulle ginocchia, stringendo ferocemente la draghinassa di don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;La luna appariva in quel momento, dietro la pi&uacute; alta cima dellasierra , rovesciando sui boschi i suoi dolcissimi raggi azzurrini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Potevi, almeno per una volta, annegarti nel mare, &ndash; disse il basco.</p>
<p>&nbsp;Sotto la pianta, gli spagnuoli continuavano a gridare in coro:</p>
<p>&nbsp;&ndash; In alto, Pedro!&#8230; La luna &egrave; sorta per illuminare la frittata!&#8230; Una voce finalmente si alz&ograve;, dominando quel frastuono.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Giacch&eacute; volete la frittata, l&rsquo;avrete.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Pedro non ha che una parola.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il soldato che portava quel nome, un gagliardo garzone che non doveva toccare la trentina, si alz&ograve; e dopo essersi fatta scorrere la misericordia da destra a sinistra per essere pi&uacute; libero nelle mosse, s&rsquo;avvicin&ograve; alpinou e con un gran salto s&rsquo;aggrapp&ograve; ad uno dei primi rami.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voglio mostrarvi, &ndash; disse, &ndash; come i gabbieri prendono d&rsquo;assalto le alberature. Silenzio e lasciatemi fare.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac tutto avevano veduto e tutto avevano anche udito. Se quell&rsquo;uomo riusciva a scansare i rami quasi tagliati, potevano considerarsi come perduti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa dite, Mendoza? &ndash; chiese l&rsquo;ex-taverniere di Segovia, il quale tormentava il grilletto del suo archibugio. &ndash; Se lo freddassi prima che potesse giungere fino a noi? Sono sicuro dei miei colpi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed anch&rsquo;io dei miei, &ndash; rispose il basco, &ndash; per&ograve; vi prego di lasciare in pace le armi da fuoco per ora.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Io non dispero ancora. D&rsquo;altronde penso che le loro palle non riusciranno a passare questi grossi rami cos&iacute; strettamente intrecciati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se arriva?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lo faremo prigioniero e lo terremo in ostaggio. Siamo in due ed entrambi robusti ed avremo facilmente ragione di quel gabbiere del malanno.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Tuttavia teniamo pronte le draghinasse e se sar&agrave; proprio necessario ce ne serviremo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E dopo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un assedio in piena regola.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Senza niente da cacciare in corpo. Ah!&#8230; Se don Barrejo ci avesse lasciati almeno i condorini.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tardivi rimpianti, &ndash; rispose il basco. &ndash; L&rsquo;uomo sale lesto: attento, De Gussac!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Il gabbiere, abituato a scalare le sartie dei galeoni e favorito dalla luna la quale illuminava la foresta magnificamente, montava rapidamente, aggrappandosi di ramo in ramo.</p>
<p>&nbsp;Di sotto, i suoi compagni, disposti in circolo intorno alpinou , lo guardavano senza parlare.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac lo vedevano, col cuore stretto all&rsquo;angoscia, avvicinarsi. Il primo aveva impugnato la draghinassa di don Barrejo, mentre il secondo aveva ripreso l&rsquo;archibugio, deciso a servirsene checch&eacute; dovesse accadere poi.</p>
<p>&nbsp;Qualche minuto ancora ed il gabbiere raggiunse gli ultimi rami che reggevano il nido. Stava per aggrapparsi gi&agrave; all&rsquo;orlo della costruzione, quando si ud&iacute; un crac sinistro.</p>
<p>&nbsp;Uno dei rami sui quali si appoggiava aveva ceduto ed il disgraziato, dopo d&rsquo;aver mandato un urlo straziante, era andato a sfracellarsi fra i fuochi del campo, con grande terrore dei suoi compagni.</p>
<p>&nbsp;Il tonfo di quel povero corpo che precipitava da quell&rsquo;altezza, era stato cos&iacute; intenso, da poterlo paragonare ad un colpo di spingarda o di falconetto.</p>
<p>&nbsp;Passato il primo istante di spavento, gli spagnuoli erano accorsi a lui e s&rsquo;avvidero subito che pel disgraziato gabbiere, vittima del ramo traditore preparato da Mendoza, non vi era da fare altro che scavargli una buca in mezzo alla foresta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi rincresce averlo ammazzato cos&iacute;, senza affrontarlo, &ndash; disse Mendoza a De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Disgraziatamente la guerra non ha leggi, specialmente qui, e noi eravamo nel nostro pieno diritto di difendere la nostra pelle.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Crederanno ad una disgrazia i suoi compagni?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; Questo non lo so.</p>
<p>&nbsp;Il dubbio del guascone era ben fondato, poich&eacute; gli spagnuoli, dopo d&rsquo;aver gettata una coperta da campo sopra il gabbiere, si erano messi a girare intorno alpinou , guardando sospettosamente l&rsquo;immenso nido.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto uno di loro alz&ograve; l&rsquo;archibugio e spar&ograve; un colpo. I due assediati udirono la palla penetrare fra i rami, ma come il basco aveva previsto, non giunse fino a loro.</p>
<p>&nbsp;I fucili di quell&rsquo;epoca avevano una portata limitatissima ed una penetrazione misera, tale anzi che un solo ramo sarebbe bastato a far deviare facilmente un proiettile.</p>
<p>&nbsp;Altri cinque o sei colpi furono sparati, a breve distanza l&rsquo;uno dall&rsquo;altro, sempre contro il nido, collo stesso risultato.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac, quantunque temessero che da un momento all&rsquo;altro qualche palla potesse aprirsi un passaggio, si guardarono bene dal rispondere.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto delle grida di terrore echeggiarono nel campo spagnuolo:</p>
<p>&nbsp;&ndash; I tori!&#8230; I tori!&#8230; Anda!&#8230; Anda!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Una torma di quelle pericolosissime bestie, attirata probabilmente da quegli spari e disturbata nel suo sonno, caricava all&rsquo;impazzata attraverso la foresta, dirigendosi appunto l&agrave; dove i fuochi brillavano.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli, sapendo con che razza di animali avevano da fare, spararono a casaccio i loro ultimi colpi, quindi si dispersero per la foresta, sempre inseguiti dai furibondi cornuti.</p>
<p>&nbsp;Mendoza si era alzato in piedi di colpo esclamando:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco degli alleati sui quali io non contavo. Se vi preme mettere in salvo la pelle, De Gussac, lasciate subito il nido e scendiamo nella foresta.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Passate a sinistra se non volete fare la fine di quel disgraziato gabbiere.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Scavalcarono in un lampo l&rsquo;enorme cesta, non senza aver prima raccolta la famosa draghinassa di don Barrejo che non volevano assolutamente perdere, e cominciarono la discesa, calando di ramo in ramo.</p>
<p>&nbsp;In lontananza si udivano le grida degli spagnuoli, accompagnate, di quando in quando, da qualche colpo d&rsquo;archibugio.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;inseguimento non era dunque ancora cessato.</p>
<p>&nbsp;Cinque minuti dopo, Mendoza e l&rsquo;ex-taverniere di Segovia erano a terra.</p>
<p>&nbsp;I fuochi ardevano ancora, il pentolone giaceva col fondo in aria, qua e l&agrave; erano state dimenticate delle armi.</p>
<p>&nbsp;Il basco raccolse due spade, s&rsquo;avvicin&ograve; alla salma del povero gabbiere che per un caso straordinario era sfuggita alla carica dei tori, form&ograve; una specie di croce e gliela mise sulla coperta, dicendo con voce abbastanza commossa:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avrei preferito affrontarti colla spada alla mano e ricevere una stoccata. Riposa in pace, pover&rsquo;uomo.</p>
<p>&nbsp;Poi spicc&ograve; tre o quattro salti attraverso i fal&ograve; e si mise a correre, seguito da De Gussac, nella direzione tutta opposta a quella presa dagli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;Ora che era libero non aveva che un solo pensiero: quello di ritrovare il terribile guascone, senza del quale si sentiva come sperduto, quantunque avesse trovato un altro spadaccino appartenente alla medesima razza.</p>
<p>&nbsp;Che cosa era successo dunque dell&rsquo;allegro don Barrejo? Vagava pei boschi cercando di orientarsi, o era stato catturato dagli spagnuoli? Mendoza si rivolgeva cento volte queste domande, senza riuscire a fare un po&#8217; di luce sulla misteriosa scomparsa del guascone.</p>
<p>&nbsp;Per&ograve; non disperava. Aveva veduto il condor scendere dolcemente ai confini della boscaglia e si teneva certo che don Barrejo non si sarebbe lasciato cadere da una grande altezza, per rompersi le gambe.</p>
<p>&nbsp;I due avventurieri, spinti dal desiderio di sottrarsi alle ricerche degli spagnuoli e di trovare il compagno, continuavano a correre a tutta lena, quantunque si sentissero sfiniti dal digiuno.</p>
<p>&nbsp;Dopo una buona mezz&rsquo;ora, raggiunsero il margine della boscaglia. Dinanzi a loro si stendeva una vasta prateria, fortunatamente in quel momento non occupata dai terribili tori dellapuna .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Don Barrejo deve essere calato qui, &ndash; disse Mendoza, tirando il fiato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure non si vede, &ndash; rispose De Gussac. &ndash; Se provassimo a sparare un colpo di fucile?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mai!&#8230; Ne ho abbastanza degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove cercarlo allora?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Comincio a disperare, De Gussac. I filibustieri lontani, noi quasi smarriti sulle cime di questasierra , don Barrejo perduto.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che cosa accadr&agrave; di noi? Dove andremo a finire?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Probabilmente appesi a qualche ramo con una corda al collo, &ndash; rispose il guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che don Barrejo ci abbia gi&agrave; preceduti? Attraversiamo questa prateria ed andiamo a rovistare la boscaglia opposta.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Forse laggi&uacute; potremo azzardarci a sparare un colpo di fucile.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Dopo aver guardato attentamente, temendo che qualche branco di tori sonnecchiasse fra le alte e profumate erbe, i due avventurieri ripresero la corsa, raggiungendo felicemente il margine della seconda foresta, la quale si stendeva lungo una gobba dellasierra .</p>
<p>&nbsp;Si erano inoltrati per due o trecento metri, quando udirono improvvisamente risuonare, a breve distanza, parecchi spari.</p>
<p>&nbsp;Quasi subito un uomo pass&ograve; dinanzi a loro, correndo come un cervo e mostrandosi ai raggi della luna.</p>
<p>&nbsp;Due grida erano sfuggite a Mendoza ed a De Gussac:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Don Barrejo!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Il fuggiasco si ferm&ograve;, tenendo l&rsquo;archibugio imbracciato, poi abbass&ograve; l&rsquo;arma e mosse verso i suoi compagni non meno stupiti di lui, dicendo:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Panchita, la bella castigliana, deve pregare per me, camerati. Se qualche buon genio non mi avesse sempre protetto, don Barrejo avrebbe finita la sua carriera con una fune al collo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mendoza!&#8230; De Gussac!&#8230;Qua, fra le mie braccia!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ti credevo morto, &ndash; disse il basco, &ndash; e non sapevo rassegnarmi all&rsquo;idea di riprendere il viaggio senza di te.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Chi ha fatto fuoco?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sei o sette colpi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avevo un fascio d&rsquo;archibugi. Ma questo non &egrave; il momento di chiacchierare, amici. Se vogliamo prendere il marchese di Montelimar, seguitemi subito.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Gli spagnuoli del piccolo campo sono quasi inermi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il marchese di Montelimar!&#8230; &ndash; esclam&ograve; Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corri, e non parlare!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Guidati da don Barrejo, il basco e l&rsquo;ex-taverniere di Segovia-Nuova, si erano cacciati nella foresta, seguendo delle vaste aperture tracciate certamente dai tori dellapuna .</p>
<p>&nbsp;Attraverso il fogliame si vedevano brillare vagamente i fuochi del campo.</p>
<p>&nbsp;Con una corsa velocissima i tre avventurieri attraversarono la distanza e piombarono sull&rsquo;accampamento cogli archibugi puntati.</p>
<p>&nbsp;Non vi era, almeno in quel momento, bisogno di bruciare della polvere, poich&eacute; gli spagnuoli, credendosi assaliti dal corpo principale dei filibustieri, non avevano pi&uacute; fatto ritorno.</p>
<p>&nbsp;Anche il marchese era scomparso.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac, vedendo il pentolone, vi si erano precipitati sopra per raccogliere gli ultimi avanzi, mentre don Barrejo faceva una rapida esplorazione pel campo.</p>
<p>&nbsp;Un grido di furore interruppe il loro magro pasto.</p>
<p>&nbsp;Il terribile guascone si era fermato dinanzi al cadavere d&rsquo;un soldato, cacciandosi disperatamente le mani nei capelli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il vecchio sergente!&#8230; Un altro guascone!&#8230; &Egrave; quello che mi ha fatto fuggire e il marchese lo ha assassinato! &ndash; gridava.</p>
<p>&nbsp;Mendoza ed il guascone numero due erano accorsi.</p>
<p>&nbsp;Un uomo, che aveva due lunghi baffi grigi e dei galloni sulle maniche della sua variopinta casacca, stava steso in mezzo all&rsquo;erba col capo fracassato da una e forse da due palle.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi &egrave;? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;uomo che mi ha fatto fuggire prima che il marchese mi appiccasse, ed &egrave; uno dei nostri, sai, De Gussac, un guascone anche lui, &ndash; rispose don Barrejo, il quale aveva le lagrime agli occhi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi l&rsquo;ha ucciso?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quel cane di Montelimar, non ci pu&ograve; esser nessun dubbio. Solo il marchese aveva delle pistole alla cintura, e questi non sono colpi d&rsquo;archibugio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, &ndash; rispose il basco, il quale appariva pure profondamente commosso, poich&eacute; in quel momento pensava al povero gabbiere. &ndash; Qualunque uomo di guerra lo capirebbe subito.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si morse le dita a sangue, poi disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quel Montelimar non rivedr&agrave; pi&uacute; mai le torri dei suoi castelli di Francia e di Spagna, perch&eacute; io lo uccider&ograve;.</p>
<p>&nbsp;Si chin&ograve; sul cadavere del sergente, gli chiuse gli occhi, poi disse ancora:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Seguitemi!&#8230; Il marchese si trova dinanzi a noi con pochi uomini, quasi sprovvisti d&rsquo;armi da fuoco.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Voglio avere la sua pelle!&#8230;&rdquo;</p>
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		<title>Capitolo XVII   LA CATTURA DI DON BARREJO</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 00:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Quantunquei flessibili rami della magnolia acuminata, &#8211; si chiamano cos&#237; quegli altissimi cespugli, &#8211; avessero ceduto subito sotto il suo peso, passarono parecchi minuti prima che il taverniere di Panama potesse rimettersi un po&#8217; in gambe. La volata prima, la corsa furiosa dopo, l&#8217;avevamo talmente stordito da domandarsi se per caso aveva sognato. &#160;Da vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Quantunquei flessibili rami della magnolia acuminata, &ndash; si chiamano cos&iacute; quegli altissimi cespugli, &ndash; avessero ceduto subito sotto il suo peso, passarono parecchi minuti prima che il taverniere di Panama potesse rimettersi un po&#8217; in gambe. La volata prima, la corsa furiosa dopo, l&#8217;avevamo talmente stordito da domandarsi se per caso aveva sognato.</p>
<p>&nbsp;Da vero guascone possedeva per&ograve; dei nervi d&#8217;una solidit&agrave; a prova di bomba e non tard&ograve; a lasciarsi scivolare gi&uacute; dal cespuglio, trascinando seco una moltitudine di frutta, somiglianti nella forma ai citriuoli, ma d&#8217;un rosso lucentissimo, buonissime per le febbri intermittenti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa &egrave; successo? &ndash; si era chiesto subito. &ndash; Sono ancora vivo o sono morto? Eppure poco fa dormivo tranquillamente sul nido dei condor&#8230;Tonnerre !&#8230; In venti o trenta minuti io ho arrischiata due volte la pelle&#8230; ora me ne ricordo&#8230; Ed il toro? Dove &egrave; andato a finire? L&#8217;uccellaccio l&#8217;ho ben veduto rialzarsi ma l&#8217;animalaccio, non l&#8217;ho veduto continuare la sua furiosa corsa dopo avermi scaraventato in mezzo a queste piante come se fossi una palla di cannone.</p>
<p>&nbsp;Colle gambe allargate, le mani chiuse intorno alla fronte, ancora intontito, don Barrejo giaceva al suolo, respirando a pieni polmoni per riprendere un po&#8217; di lena.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; riprese un momento dopo, togliendosi l&#8217;archibugio che portava ad armacollo e del quale per sua ventura non aveva mai pensato fino allora a servirsi. &ndash; Io chiacchiero come un pappagallo, mentre Mendoza e De Gussac saranno ancora alle prese coi condor.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Gambe, don Barrejo, ed andiamo a cercare gli amici in pericolo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si era finalmente alzato e dopo pochi passi si era fermato dinanzi ad una profonda buca, in fondo alla quale gemeva il toro dellapuna , col corpo attraversato da un palo aguzzo, di quel certo legno forse preso dall&#8217;albero del ferro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi dispiace per te, amico &ndash; gli disse, &ndash; ma don Barrejo ha una taverna ed una bella moglie, mentre tu non hai che qualche nera compagna brutta al pari di te e non meno feroce.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ad ogni modo mi hai salvata la vita e ti sono riconoscente.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Muori in pace.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si allontan&ograve; da quella trappola scavata probabilmente dagl&#8217;indiani per impadronirsi, senza correre alcun pericolo, di quei grossi animali che hanno le carni eccellenti, ma dovette subito fermarsi di nuovo.</p>
<p>&nbsp;Si ritrova in mezzo ad una folta foresta e non udiva n&eacute; colpi d&#8217;archibugio, n&eacute; grida di condor, n&eacute; altri rumori. Solo di quando in quando un muggito strozzato del toro agonizzante, rompeva quel gran silenzio.</p>
<p>&nbsp;Il guascone si gratt&ograve; la testa, come per sollecitare il cervello a dargli qualche buon consiglio, poi disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questo si chiama un gran brutto affare. Dove mi ha condotto quella bestia dannata nella sua pazza corsa? E i miei due compagni? Saranno riusciti a tagliare la testa a quei dannati uccellacci o saranno stati scaraventati sopra la foresta? Oh!&#8230; Comincio a rimpiangere la tranquilla taverna d&#8217;El Moro!</p>
<p>&nbsp;Si guard&ograve; intorno, cercando di orizzontarsi e si convinse subito dell&#8217;impossibilit&agrave; di prendere una giusta direzione, poich&eacute; sopra di lui le gigantesche foglie delle palme s&#8217;intrecciavano, formando una v&ocirc;lta quasi impenetrabile alla luce solare.</p>
<p>&nbsp;A un tratto Don Barrejo si diede un gran pugno sul cranio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Zucca maledetta, &ndash; disse. &ndash; Dovevi venire prima in mio aiuto. &Egrave; vero che anch&#8217;io qualche volta sono un bestione.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Per uscire da questa boscaglia non vi &egrave; che una cosa sola da fare: seguire alla rovescia le orme del toro.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Anche per questa volta ho scoperto l&#8217;America.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Infatti, il toro nella sua corsa furiosa, doveva aver aperto come un solco attraverso alle masse di cespugli e di liane che aveva sfondati.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si assicur&ograve; che l&#8217;archibugio fosse carico, potendo trovarsi dinanzi, da un momento all&#8217;altro, a qualche coguaro, o peggio ancora a qualche giaguaro, poi torn&ograve; indietro girando intorno alla trappola.</p>
<p>&nbsp;Il toro era spirato e giaceva in mezzo ad una vera pozzanghera di sangue.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo non si degn&ograve; nemmeno di guardarlo e si mise subito in cerca del solco.</p>
<p>&nbsp;Aveva fatto appena pochi passi, quando si trovo dinanzi ad un ammasso di liane che pareva fossero state violentemente strappate.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco la via del ritorno, &ndash; disse. &ndash; Ors&uacute;, cerchiamo di raggiungere al pi&uacute; presto la radura dove pascolavano i tori.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Il nido non deve trovarsi che a qualche centinaia di passi, poich&eacute; la mia volata non ha durato che un paio di minuti. Sono impaziente di ritrovare i miei bravi camerati, senza dei quali io non saprei pi&uacute; far nulla.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Pass&ograve; attraverso lo squarcio delle liane e venti passi pi&uacute; innanzi trov&ograve; un cespuglio, che pareva fosse stato sfondato da un ariete.</p>
<p>&nbsp;Anche per di l&agrave; il toro era passato, quindi era sulla buona via.</p>
<p>&nbsp;Si avanz&ograve; cos&iacute; per una buona ora, seguendo le orme, stupito di essere stato condotto tanto lontano, poi si arrest&ograve; guardandosi intorno con inquietudine.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che ci siano degli altri tori? &ndash; si era domandato. &ndash; Sarebbe un magnifico incontro!&#8230; Don Barrejo, sta&#8217; in guardia e ricordati che non hai pi&uacute; con te la tua fida draghinassa.</p>
<p>&nbsp;Si era messo in ascolto, tenendo il dito sul grilletto dell&#8217;archibugio. Delle fronte si muovevano dinanzi a lui ad una distanza di soli pochi passi. Qualche animale doveva trovarsi in mezzo ai folti cespugli che formavano come una muraglia di verzura, tanto erano alti.</p>
<p>&nbsp;Trascorse qualche minuto d&#8217;angosciosa aspettativa pel povero guascone, il quale non poteva ancora sapere con chi doveva fare, poi un lungo corpo setoloso, nero a riflessi azzurrastri, con una splendida coda ricca di peli, s&#8217;apr&iacute; il passo fra i cespugli, fermandosi non meno sorpreso, dinanzi a don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Era un animale grosso quanto un cane di Terranuova, basso di zampe e che invece di avere una vera bocca, aveva una specie di tubo da cui usciva ad intervalli una brutta lingua vischiosa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cos&#8217;&egrave; questo? &ndash; si chiese il guascone un po&#8217; rassicurato, poich&eacute; quello strano animale se possedeva delle robuste unghie mancava assolutamente di denti.</p>
<p>&nbsp;Se don Barrejo fosse stato un po&#8217; pi&uacute; istruito avrebbe potuto subito riconoscere nel nuovo venuto un orso formichiere, ma non essendosi occupato che di dare colpi draghinassa anche a coloro che non ne volevano, non cap&iacute; niente.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;orso, un&#8217;animale niente affatto pericoloso, che si difende per&ograve; ferocemente cogli artigli contro i coguari che sono ghiotti della sua carne, si era seduto sulle zampe posteriori, mettendosi dinanzi, come uno scudo, la sua magnifica coda, la quale gli giungeva fino all&#8217;altezza della testa.</p>
<p>&nbsp;Si dondolava cosi comicamente, continuando a lanciare fuori, come uno stantuffo, la sua lingua impregnata d&#8217;una materia viscosa colla quale si prende le formiche che formano il suo unico cibo, che don Barrejo non pot&eacute; trattenere una allegra risata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mic&ograve;!&#8230; Mic&ograve;!&#8230; Compare Mic&ograve;!&#8230; &ndash; esclam&ograve;. &ndash; Sei ben gentile per offrirmi questo spettacolo in piena&#8230;</p>
<p>&nbsp;Si era bruscamente interrotto. L&#8217;orso non badava pi&uacute; a lui; teneva i suoi occhietti nerissimi, fissi su un albero sotto il quale giganteggiava una magnolia acuminata.</p>
<p>&nbsp;Il guascone, messo in sospetto, alz&ograve; gli occhi e spicc&ograve; quattro o cinque salti.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; aveva gridato. &ndash; Altro che compare Mic&ograve;!</p>
<p>&nbsp;Coricato sopra un ramo che si spingeva quasi orizzontalmente a pochi metri dal suolo, stava un altro abitante della foresta e non cos&iacute; mansueto come il povero formichiere.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo questa volta l&#8217;aveva subito riconosciuto e perci&ograve; si era messo prontamente fuori di portata.</p>
<p>&nbsp;Si trattava d&#8217;un giaguaro, l&#8217;animale pi&uacute; temuto nell&#8217;America centrale e meridionale, possedendo la forza, lo slancio e la ferocia della tigre indiana, pur essendo inferiore per mole.</p>
<p>&nbsp;Pareva che sonnecchiasse, per&ograve; di quando in quando socchiudeva or uno ed or l&#8217;altro occhio, fissandolo volta a volta sull&#8217;uomo e sul formichiere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signora tigre americana, &ndash; disse don Barrejo, tenendo imbracciato l&#8217;archibugio. &ndash; Se desidera assaggiare le polpette di compare Mic&ograve; faccia pure, a patto che mi lasci andare per le mie faccende.</p>
<p>&nbsp;La risposta fu un sordo miagol&iacute;o che poteva passare per un ruggito strozzato.</p>
<p>&nbsp;Il guascone fece precipitosamente altri quattro o cinque passi indietro e s&#8217;appoggio fortemente contro il tronco d&#8217;un pino, tenendo l&#8217;archibugio sempre puntato.</p>
<p>&nbsp;Il povero formichiere non aveva abbandonato la sua guardia e dietro la grande coda piumata agitava minacciosamente le zampe anteriori armate di lunghi artigli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Qui sta per succedere una tragedia, &ndash; disse il guascone. &ndash; Sarebbe meglio che lasciassi quei due abitanti della foreste alle prese, senza occuparmi dei fatti loro.</p>
<p>&nbsp;Stava per voltarsi e riprendere la corsa, quando il giaguaro con un gran salto cadde in mezzo alla piccola radura mostrando la sua superba pelliccia macchiata.</p>
<p>&nbsp;Le sue potenti unghie, che sono cos&iacute; dure da trapassare perfino i gusci delle testuggini, strappavano le erbe insieme a larghi lembi di corteccia, essendo caduto in mezzo a delle enormi radici.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gambe, don Barrejo! &ndash; grid&ograve; il guascone, prendendo lo slancio. Non desiderava affatto di assistere a quel dramma, poich&eacute; dopo il formichiere, il giaguaro poteva attaccare anche l&#8217;uomo.</p>
<p>&nbsp;Per qualche istante il fuggiasco ud&iacute; dei grugniti e dei miagolii strozzati, poi il silenzio torn&ograve; ad imperare nella grande foresta.</p>
<p>&nbsp;La tigre americana aveva avuto la sua cena.</p>
<p>&nbsp;Per dieci o quindici minuti il guascone, che aveva due buone gambe, continu&ograve; a scappare, seguendo lo squarcio aperto del toro, quando si sent&iacute; cadere addosso qualche cosa, come una corda e stringere il corpo cos&iacute; fortemente da togliergli il respiro. Alcuni soldati spagnuoli erano usciti dai vicini cespugli e lo avevano attorniato, brandendo minacciosamente spadoni, picche ed archibugi.</p>
<p>&nbsp;Illazo lanciato cos&iacute; destramente da uno di loro, fu subito allargato per impedire che il povero guascone morisse strozzato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sangue d&rsquo;un caimano!&#8230; &ndash; esclam&ograve; il guascone, cercando inutilmente la sua fida draghinassa. &ndash; Toccano tutte a me dunque le disgrazie. Chi siete voi e che cosa volete da me? Non sono un toro per prendermi allazo .</p>
<p>&nbsp;I soldati, dieci o dodici in tutti, si erano messi a ridere, godendosi della sua rabbia impotente.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;archibugio per precauzione era stato subito raccolto per impedirgli di commettere qualche pazzia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Appartenete a qualche trib&uacute; di muti? &ndash; grid&ograve; il guascone, sempre pi&uacute; infuriato. &ndash; Oh! Se avessi la mia draghinassa vi farei gelare sulle labbra le vostre rise.Tonnerre !&#8230;</p>
<p>&nbsp;Il comandante del drappello, un vecchio sergente dai baffi bianchi e col naso arcuato come don Barrejo, udendo quell&rsquo;esclamazione, aveva avuto un sussulto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi &egrave; che un Lussac solo e quello si trova in Guascogna, &ndash; aveva mormorato.</p>
<p>&nbsp;Si avvicin&ograve; al prigioniero, il quale non cessava di bestemmiare e di minacciare, quantunque non avesse ormai indosso nemmeno un semplice coltello, e gli disse, battendogli famigliarmente una mano sulla spalla:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete fatta la vostra parte di guascone: ora finitela. L&rsquo;onore &egrave; salvo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi vi ha detto che sono un guascone? &ndash; grid&ograve; don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sar&agrave; stato il marchese di Montelimar, credo. Finitela di sagrare e seguiteci.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un momento, sergente. Avete detto il marchese di Montelimar, &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E poi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dov&rsquo;&egrave; quel signore?</p>
<p>&nbsp;&ndash; A pochi passi da noi.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si morse le labbra a sangue e prov&ograve; un brivido. Quel gentiluomo, che non avrebbe probabilmente potuto resistere a tre colpi della sua draghinassa, gli aveva sempre inspirato un vero senso di paura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La catastrofe &egrave; completa, &ndash; pens&ograve;. &ndash; Cerchiamo di cavarcela alla meglio.</p>
<p>&nbsp;Il vecchio sergente, che continuava a tenergli gli occhi addosso, lo prese per un braccio, dicendo ruvidamente:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andiamo: abbiamo chiacchierato abbastanza.</p>
<p>&nbsp;Nella muraglia di verzura vi era un largo squarcio, aperto probabilmente a colpi di spadone e che formava come una specie di galleria.</p>
<p>&nbsp;Il drappello vi si cacci&ograve; sotto e, dopo aver percorso una cinquantina di passi, si trov&ograve; in mezzo ad una piccola radura, circondata tutta da alberi enormi, i quali intercettavano quasi completamente la luce.</p>
<p>&nbsp;Due soldati s&rsquo;affaccendavano intorno ad un pentolone sospeso al ramo d&rsquo;una pianta e soffiavano di quando in quando sul fuoco.</p>
<p>&nbsp;Vi era per&ograve; nel piccolo campo un terzo uomo, il quale in quel momento stava seduto sul tronco d&rsquo;un albero, tutto occupato a studiare una carta geografica: era il marchese di Montelimar. Vedendo ricomparire la sua scorta, il marchese alz&ograve; gli occhi ed un perfido sorriso gli comparve sulle labbra.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Buona preda, a quanto pare, &ndash; disse. &ndash; Io ho gi&agrave; veduto altre volte quest&rsquo;uomo. Deve essere uno dei tre che da giorni faccio inseguire dalla retroguardia.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo fece un profondo inchino e rispose subito:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io credo che v&rsquo;inganniate, poich&eacute; nella taverna d&rsquo;El Moroche da sei anni tengo in Panama, i gentiluomini non si vedono, quantunque la mia cantina non sia peggiore delle altre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu sei un taverniere!&#8230; &ndash; esclam&ograve; il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per servirvi, Eccellenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La taverna d&rsquo;El Moro!&#8230; Toh! Toh! Io ho udito parlare ancora di quella celebre cantina, &ndash; disse il marchese ironicamente. &ndash;&egrave; appunto l&agrave; dentro che uno dei miei segretari &egrave; scomparso, senza pi&uacute; dare alcuna notizia di s&eacute;.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo ebbe uno scatto d&rsquo;indignazione:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor mio, &ndash; disse, &ndash; io sono sempre stato un onesto taverniere e non ho mai ammazzato le persone che venivano a bere.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi prego di chiamarmi Eccellenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E voi datemi allora del don, perch&eacute; se nelle vostre vene scorre sangue azzurro, anche nelle mie la tinta non cambia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Rossa?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Azzurra con quarti di nobilt&agrave; dei Riberac, un tempo signori di Lussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E fate il taverniere?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cio&egrave;, lo facevo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per imbrancarvi colla canaglia, che scorazza dalle coste dell&rsquo;oceano Pacifico fino a quelle dell&rsquo;Atlantico. Che bel nobile!</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; url&ograve; don Barrejo. &ndash; Sono un guascone e i guasconi non sono mai stati ricchi.</p>
<p>&nbsp;Il vecchio sergente, che assisteva all&rsquo;interrogatorio, approv&ograve; con un leggiero gesto del capo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi infuriate, &ndash; disse il marchese, con la sua solita calma ironica. &ndash; &Egrave; vero che avete sangue francese nelle vene, ma ne ho anch&#8217;io, perch&eacute; i Montelimar hanno un nome in quella grande nazione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E vi siete messo ai servigi della Spagna, nemica continua della Francia? Eccellenza, avevo della stima per voi ed ora non l&#8217;ho pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non si rinnega una patria.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il marchese era diventato livido e aveva fatto un gesto di rabbia. La sua tempesta per&ograve; non ebbe che la durata di pochi secondi poich&eacute; riprese, quasi subito, la sua calma e, fissando il guascone con due occhi saturi d&#8217;odio disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che importa a voi che sia stato francese od olandese o inglese? Oggi sono uno spagnuolo e servo la mia nuova patria, mio caro don&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Barrejo de Lussac, &ndash; rispose prontamente il guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Portate un sedile a questo signore, &ndash; disse il marchese, dopo aver guardato il sole che si mostrava attraverso uno squarcio della boscaglia. &ndash; Avremo ancora due buone ore di luce e chiss&agrave; che in questo frattempo le mie retroguardie finiscano per prendere gli altri due amici del signore, poich&eacute; eravate proprio in tre signor don&#8230; de Lussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Salivate lasierra e vi avevamo veduti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si vede che gli spagnuoli che un tempo hanno avuto tanti buoni occhi da scoprire l&#8217;America, ora non ci vedono pi&uacute;</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Infatti il sole equatoriale non fa bene alla vista.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fate dello spirito, mi pare, signor guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chiamatemi compatriota, sar&agrave; pi&uacute; spiccio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, &ndash; rispose il marchese, con impeto quasi feroce. &ndash; I Montelimar non appartengono pi&uacute; alla Francia da qualche secolo.</p>
<p>&nbsp;Un soldato aveva portato un tamburo, e fece cenno a don Barrejo di sedersi.</p>
<p>&nbsp;Il guascone che conservava un buon umore superbo, prov&ograve; colle nocche delle dita la pelle dell&#8217;asino, per assicurarsi della sua solidit&agrave;, poi si sedette tranquillamente, colle magre gambe aperte, guardando bene in viso il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eccellenza, &ndash; disse, &ndash; la mia sedia &egrave; pi&uacute; comoda della vostra e, se pu&ograve; farvi piacere, sono pronto a cedervela.</p>
<p>&nbsp;&ndash; I miei avi rendevano giustizia ai loro vassalli, seduti su un tronco d&#8217;albero, &ndash; rispose il signor di Montelimar.</p>
<p>&nbsp;&ndash; I miei invece, seduti sulla punta d&#8217;uno scoglio emergente di fronte al mar di Biscaglia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;I nostri antenati avevano dei gusti singolari. Io, per mio conto, avrei preferito una comoda poltrona coi bracciuoli imbottiti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete finito?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Di dire delle sciocchezze?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se V. E. ha parlato dei suoi avi, io ho parlato dei miei, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Sono pure un gentiluomo ed una lingua la posseggo anch&#8217;io.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La metteremo subito alla prova, &ndash; disse il marchese. &ndash; Mi direte, prima di tutto, dove avete lasciati i vostri due compagni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io credo, signor marchese, che di quei due disgraziati non sia rimasta pi&uacute; intatta nemmeno una costola.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Io li ho veduti scomparire in mezzo ad una furiosa carica di tori dellapuna e non li ho pi&uacute; riveduti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voi mi vendete delle carote, signor guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non nascono nel mio paese, quindi non potrei vendervele nemmeno a peso d&#8217;oro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voi siete stupefacente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute;, signor marchese?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io sto cercando l&#8217;albero a cui domani mattina vi appiccher&ograve; e voi continuate a scherzare! &Egrave; vero che siete un guascone e non mi stupisco della vostra audacia.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si dimen&ograve; sul tamburo, facendo crepitare la pelle, poi disse con voce minacciosa:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Badate, signor marchese, che avete dinanzi a voi un corpo di filibustieri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lo so.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E non dimenticare che quegli uomini invincibili hanno l&#8217;abitudine di vendicare i loro camerati.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vengano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi hanno gi&agrave; distrutto tutti gli uomini che difendevano le colline e non avete ancora paura di quei terribili scorridori del mare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un Montelimar non ha mai saputo che cosa sia la paura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vorrei per&ograve; vedervi appeso a quel certo albero che ora state cercando, con una solida fune al collo, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Siete insolente o spavaldo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io veramente sono sempre stato un terribile spadaccino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi pare per&ograve; che la vostra lingua sia lesta come la vostra mano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non me n&#8217;ero accorto prima d&#8217;ora.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dovreste allora fare una cosa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quale, signor marchese?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andarvene a dormire per prepararvi pel grande viaggio che avr&agrave; luogo allo spuntar del sole. Ho giurato che quanti di quei ladroni mi capiteranno fra le mani li avrei giustiziati senza misericordia e manterr&ograve; la parola.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo divenne un po&#8217; pallido, tuttavia non si dette ancora per vinto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un gentiluomo francese assassinare un altro gentiluomo pure francese! Siete un giaguaro voi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi ho detto che ormai sono spagnuolo e che colla mia antica patria non ho pi&uacute; alcun vincolo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Andate a recitare le vostre preghiere, poich&eacute; vi ripeto che domani voi non sarete pi&uacute; vivo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eccellenza, buon riposo, &ndash; disse il guascone, tergendosi con un moto nervoso alcune stille di sudor freddo che gli bagnavano la fronte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Legate quell&#8217;uomo ad un albero, accanto al fuoco, ed alzate la mia tenda, &ndash; disse il marchese. &ndash; Desidero non essere disturbato fino al momento in cui appiccheremo questo ribaldo.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230;. &ndash; url&ograve; il guascone, alzandosi di colpo ed afferrando il tamburo. &ndash; A me del ribaldo?</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli che gli stavano intorno furono lesti a piombargli addosso ed a ridurlo all&#8217;impotenza.</p>
<p>&nbsp;Il disgraziato, in un batter d&#8217;occhio, si trov&ograve; seduto alla base d&#8217;una palma, col corpo quasi interamente avvolto da corde. Dinanzi a lui era stato ravvivato il fuoco su cui bolliva il pentolone, sprigionando dei profumi indescrivibili. Doveva essere una veraolla podrida , composta di chiss&agrave; quali vegetali o radici raccolte nella foresta, poich&eacute; anche gli spagnuoli, dopo un inseguimento che durava da parecchie settimane, dovevano essere assolutamente a corto di viveri.</p>
<p>&nbsp;Frattanto il sergente, aiutato da un paio di soldati, aveva alzata la tenda destinata al marchese, una tenda da campo qualunque.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, un po&#8217; scombussolato dalla cattiva piega che prendevano i suoi affari, si era abbandonato lungo il tronco della palma, fingendo di dormire.</p>
<p>&nbsp;Il volpone per&ograve; non aveva alcuna intenzione, pel momento, di schiacciare un sonnellino, colla prospettiva poco allegra che aveva dinanzi, ossia di venire appiccato all&#8217;alba come un ladrone qualunque.</p>
<p>&nbsp;I suoi occhi seguivano, anche semi&ndash; socchiusi, tutte le mosse del vecchio sergente e fra uno sbadiglio e l&#8217;altro si domandava insistentemente ed anche angosciosamente se per caso aveva trovato un protettore dell&#8217;ultima ora.</p>
<p>&nbsp;Anche il soldato non lo perdeva di vista. Quando i suoi compagni non facevano attenzione a lui, faceva al guascone, di nascosto, dei segni che non erano certo malevoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che sia anche lui un guascone? &ndash; si chiedeva Don Barrejo, con crescente ansiet&agrave;. &ndash; Veramente il nostro naso caratteristico lo possiede anche lui.</p>
<p>&nbsp;Il pentolone fu finalmente tolto dal fuoco ed un intruglio nerastro, a base di cipolle e di funghi, fu dispensato a tutti entro certe gamelle che da parecchi giorni non dovevano aver veduto l&#8217;acqua.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, a cui l&#8217;appetito non faceva mai difetto, fece discretamente onore a quel brodaccio.</p>
<p>&nbsp;Invidiava per&ograve; il coniglio selvatico, splendidamente arrosolato, che il marchese si divorava, stando seduto dinanzi alla sua tenda. S. E. non voleva guastarsi lo stomaco coll&#8217;intruglio dei soldati ed a quanto pareva serbava i migliori bocconi per s&eacute;.</p>
<p>&nbsp;Terminata la cena, gli spagnuoli non udendo nessun rumore ed essendo d&#8217;altronde certi di non venire disturbati, poich&eacute; i filibustieri si trovavano dinanzi a loro, ammassarono intorno ai fuochi, poich&eacute; altri ne erano stati accesi per tenere a distanza le belve feroci, delle bracciate di foglie fresche e profumate, e si coricarono.</p>
<p>&nbsp;Il marchese era gi&agrave; scomparso dentro la tenda e stava digerendo tranquillamente il suo coniglio.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, a cui nulla sfuggiva, vide, con una certa sorpresa, il vecchio sergente montare il primo quarto di guardia.</p>
<p>&nbsp;Il soldato, dopo d&#8217;aver coperto i camerati con delle bracciate di foglie per difenderli dall&#8217;umidit&agrave; e fors&#8217;anche con un altro scopo segreto, si era seduto intorno al fal&ograve; che ardeva presso il guascone e si era messo a fumare la pipa, tenendo l&#8217;archibugio sulle ginocchia.</p>
<p>&nbsp;Pareva che aspettasse l&#8217;occasione di scambiare due parole col prigioniero, poich&eacute; di quando in quando i suoi occhi si fissavano attentamente sui suoi camerati, sdraiati sul fogliame, ed ogni volta che qualcuno faceva un moto, don Barrejo lo udiva sagrare sottovoce e lo vedeva fumare con maggior veemenza.</p>
<p>&nbsp;I grossi grilli della foresta trillavano fra le tenebre, lecoyotes , specie di volpi e di lupi, urlavano lugubremente; ondate di splendidemoscas de luz si incrociavano fra i rami della foresta con un effetto magnifico.</p>
<p>&nbsp;In lontananza un urlo rauco, che non si poteva comprendere da quale animale lanciato, si alzava di quando in quando, coprendo per qualche istante tutti gli altri rumori della boscaglia.</p>
<p>&nbsp;Nel piccolo campo gi&agrave; si russava. I pochi uomini che formavano la scorta del marchese Montelimar, stanchi dalle lunghe marce, dormivano come ghiri, col ventre in aria e le gambe allungate verso i fuochi.</p>
<p>&nbsp;Il vecchio sergente si era alzato, tenendo sempre in mano l&#8217;archibugio.</p>
<p>&nbsp;Gir&ograve; intorno alla tenda del marchese, ascoltando con profonda attenzione, guard&ograve; i suoi camerati ormai vinti da un sonno irresistibile e si accost&ograve; a don Barrejo il quale aveva tutt&#8217;altra voglia che di dormire e di recitare le preghiere dei moribondi, e stesosi sull&#8217;erba, gli disse sottovoce:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Di Lussac, avete detto?</p>
<p>&nbsp;Il guascone, che fingeva di sonnecchiare, spalanc&ograve; gli occhi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, di Lussac, &ndash; rispose.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi &egrave; al mondo, io credo, che un Lussac solo e quello si trova in Guascogna, &ndash; disse il sergente, con una profonda commozione. &ndash; &Egrave; di l&agrave; che escono le migliori lame della Francia che fanno stupire anche la Spagna e l&#8217;Allemagna.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ebbene, brav&#8217;uomo, che cosa volete dire? &ndash; chiese don Barrejo, a cui cominciava ad allargarsi il cuore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che in Lussac sono nato anch&#8217;io, &ndash; rispose il sergente. &ndash; I vostri vi posseggono un castelluccio, &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;&ndash; In cattivo stato, purtroppo, &ndash; sospir&ograve; il guascone. &ndash; Non vi &egrave; mai stato un soldo in casa mia da destinare alle riparazioni.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La Guascogna non &egrave; mai stata ricca.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lo so meglio di voi, signore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa volete allora?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E me lo chiedete? &ndash; domand&ograve; il vecchio sergente con stupore. &ndash; Quando due guasconi s&#8217;incontrano e si vedono in pericolo, levano fraternamente le loro draghinasse e si aiutano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Toh!&#8230;. Un altro guascone!&#8230;. &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, respirando a pieni polmoni. &ndash; &Egrave; il secondo che incontro in America.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete mai avuto da lagnarvi del primo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mai!&#8230;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il castellano di Lussac non avr&agrave; da lagnarsi di uno dei suoi vecchi vassalli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Succeda quello che si vuole, voi domani non sarete appiccato.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E veramente ci tenevo a non farmi strangolare all&#8217;estremit&agrave; d&#8217;un ramo.</p>
<p>&nbsp;Il sergente, il quale pareva in preda ad una vivissima emozione, si alz&ograve;, fece un&#8217;altra volta il giro della tenda occupata dal marchese, guard&ograve; i suoi camerati e sciolse silenziosamente un fascio d&#8217;archibugi, deponendoli dinanzi a don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io non so che cosa accadr&agrave;, &ndash; gli disse, mentre con unanavaja gli tagliava le corde che lo avvincevano all&#8217;albero. &ndash; Tuttavia non vi preoccupate per me. I guasconi hanno sempre saputo trarsi d&#8217;impiccio anche in mezzo alle pi&uacute; terribili circostanze.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa devo fare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cacciatevi nel bosco, mio signore e scaricate tutti questi archibugi, che sono carichi, in aria.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Io dar&ograve; l&#8217;allarme e voi prenderete subito il largo. Vi avverto che vi sono quasi trecento spagnuoli nei dintorni e che sono guidati da un mastino impareggiabile. Ora regolatevi e ricordatevi che anche tra guasconi, simili favori, non si fanno due volte.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si era alzato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Qua la mano, amico, &ndash; disse. &ndash; Io non scorder&ograve; mai che a te devo la vita.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se un giorno tu torni a Lussac, salutami la torre che dovrebbe ergersi sul castelluccio dei miei avi, se non &egrave; gi&agrave; diroccato tutto.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Prese i sei fucili che il suo compatriotta aveva deposto ai suoi piedi, fece col capo un segno d&#8217;addio e se ne and&ograve; tranquillamente, almeno in apparenza.</p>
<p>&nbsp;Il vecchio sergente si era intanto gettato a terra, fingendo di essersi addormentato.</p>
<p>&nbsp;Trascorse qualche minuto, poi nella boscaglia rintronarono, uno dopo l&#8217;altro, cinque colpi d&#8217;archibugio.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo simulava l&#8217;attacco del piccolo campo, sparando per&ograve; in aria per non ammazzare il suo compatriotta.</p>
<p>&nbsp;Il primo sparo era echeggiato, quando si ud&iacute; il vecchio sergente urlare a squarciagola:</p>
<p>&nbsp;&ndash; All&#8217;armi!&#8230; I filibustieri!&#8230; Fuggite!</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo ud&iacute; delle grida, delle bestemmie, poi un tramest&iacute;o e dei comandi precipitati, quindi uno sparo che gli parve un colpo di pistola.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gambe ora, amico, &ndash; disse.</p>
<p>&nbsp;Si era slanciato a corsa disperata, a casaccio, cercando qua e l&agrave; dei passaggi che non sempre trovava.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto un&#8217;ombra bianca, seguita da un uomo, gli si par&ograve; dinanzi.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo aveva mandato un vero ruggito ed aveva spianato il sesto archibugio che era carico.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mastino maledetto!&#8230;. &ndash; grid&ograve;. &ndash; Muori!&#8230;.</p>
<p>&nbsp;Un lampo illumin&ograve; le tenebre segu&iacute;to da un guaito lamentevole. Il famoso cane che guidava le retroguardie era caduto per non rialzarsi pi&uacute;. Il guascone approfitt&ograve; dello spavento che aveva invaso l&#8217;uomo che lo conduceva per spiccare quattro o cinque salti e scomparire nella foresta.</p>
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		<title>Capitolo XVI   SULL’ALTA “SIERRA”</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 00:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Don Barrejo, da buon guascone, era un uomo di parola e siccome la gola tentava ferocemente i suoi compagni, tutti furono d&#8217;accordo di prepararsi la colazione e di divorarsela, salvo a battersi come era loro abitudine. &#160;Il cane, che doveva avere un olfatto finissimo per sentire i nemici ad una cos&#237; grande distanza, continuava a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Don Barrejo, da buon guascone, era un uomo di parola e siccome la gola tentava ferocemente i suoi compagni, tutti furono d&rsquo;accordo di prepararsi la colazione e di divorarsela, salvo a battersi come era loro abitudine.</p>
<p>&nbsp;Il cane, che doveva avere un olfatto finissimo per sentire i nemici ad una cos&iacute; grande distanza, continuava a latrare sui fianchi dellasierra . Seguiva probabilmente qualcheca&ntilde;on , forse un po&#8217; a casaccio, tirandosi dietro i combattenti i quali, dopo tante marce faticose, dovevano essere impazienti di finirla con quegli inafferrabili avventurieri.</p>
<p>&nbsp;Due galli del collare, sapientemente arrostiti da De Gussac, anche lui taverniere, infilzati in una bacchetta di ferro d&rsquo;un archibugio, furono il piatto forte della colazione.</p>
<p>&nbsp;Mendoza per&ograve; vi aveva aggiunto un coniglio ben grassoccio, il quale arrosolandosi spandeva all&rsquo;intorno un profumo squisito, fors&#8217;anche pericoloso col cane che era sempre sulla loro pista.</p>
<p>&nbsp;Malgrado le spacconate dei due guasconi, i quali affermavano di non volersi muovere fino a che non avevano terminato, la colazione fu fatta alla lesta.</p>
<p>&nbsp;I latrati del maledetto cane, echeggianti sempre sul fianco dellasierra e che diventavano di minuto in minuto pi&uacute; distinti, avevano messo un po&#8217; d&rsquo;inquietudine anche indosso ai due gradassi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sgombriamo, &ndash; disse Mendoza, il quale sospirava l&#8217;istante di unirsi alla colonna dei filibustieri. &ndash; Chi vuol battersi rimanga pure.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Per conto mio serbo la pancia per un&#8217;altra occasione.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute; &egrave; piena di quella deliziosa carne di gallo da scoppiare, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Se tu fossi affamato terresti testa a quei demoni che c&#8217;inseguono. Confesso per&ograve; che sono anch&#8217;io del tuo parere e che preferisco rimettermi in cammino.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sai condurci tu, De Gussac?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quando avremo attraversata lasierra vi mostrer&ograve; le cascate del Maddalena.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;La via sar&agrave; lunga e molto aspra, per&ograve; vi assicuro che giungeremo prima dei vostri compagni, se sono costretti a seguire la valle di Segovia.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mettiamoci le gambe in ispalla, &ndash; disse don Barrejo &ndash; e facciamo correre gli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che non si stanchino mai? Oh vedremo se avranno le gambe pi&uacute; solide dei guasconi e dei baschi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ah!&#8230; Quel cane!&#8230; Se potessi mandargli una buona palla!&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si presenter&agrave; pi&uacute; tardi l&#8217;occasione, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Per ora non dobbiamo far altro che correre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Da&#8217; un po&#8217; d&#8217;olio ai muscoli, Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; I muscoli dei baschi non si bagnano che nel vino, &ndash; rispose il filibustiere.</p>
<p>&nbsp;Un&#8217;altra vetta, altissima, tutta coperta di foreste immense stava di fronte a loro.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, dopo essersi ben assicurati che il cane era ancora lontano, attaccarono coraggiosamente la montagna, colla ferma intenzione di far fare agli spagnuoli una lunga e terribile marcia, poich&eacute; quella ostinazione cominciava ad impressionarli. Dovevano essersi ben accorti che non avevano dinanzi che degli sbandati e non gi&agrave; il gruppo principale guidato da Raveneau de Lussan e da Buttafuoco, per impegnarsi cos&iacute; accanitamente.</p>
<p>&nbsp;Un dubbio si era per&ograve; cacciato nel cervello del guascone numero uno e del basco, cio&egrave; che il marchese di Montelimar, abbandonato il grosso delle sue forze, si fosse unito ai trecento uomini per giungere pi&uacute; sollecitamente alle frontiere del Darien.</p>
<p>&nbsp;L&#8217;idea di doversi trovare ancora dinanzi al terribile marchese, faceva correre dei brividi di spavento nelle ossa dei due avventurieri.</p>
<p>&nbsp;Marciavano da quattro ore, con lena affannosa, non fermandosi che qualche istante per ascoltare se il cane guadagnava su di loro, quando De Gussac che marciava in testa si ferm&ograve; bruscamente, facendo un gesto di dispetto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, amico, mi pare che tu non sia contento in questo momento. Hai veduto le corna o la coda di compare Belzeb&uacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Temo che avremo fra poco da fare appunto con delle corna e con delle code, &ndash; rispose il taverniere di Segovia. &ndash; Ascolta un po&#8217; dunque.</p>
<p>&nbsp;&ndash; To&#8217;!&#8230; Si direbbe che qui vi sono delle mucche, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Che bella occasione per bere una tazza di latte!</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, va&#8217; a mungerlo tu, &ndash; rispose De Gussac, il quale non pareva affatto tranquillo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sono spagnuoli e a me basta, &ndash; rispose don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono ben pi&uacute; terribili. Hai mai udito parlare dei tori dellapuna ?</p>
<p>&nbsp;&ndash; M&rsquo;immagino che saranno delle bestie fornite di corna, di zoccoli e di code come tutte le altre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uff!&#8230; &ndash; fece don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non prendete le cose alla leggiera, &ndash; disse Mendoza, il quale aveva gi&agrave; armato l&rsquo;archibugio. &ndash; Io ho udito parlare dei tori delle altesierre e sempre con grande spavento.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Insomma che animali sono? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dei tori fuggiti dalle tenute in seguito ai feroci trattamenti deivaqueros e diventati ormai cos&iacute; selvaggi che appena scorgono un uomo lo assaltano e lo sventrano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Veramente non amerei affatto lasciare sulle loro corna la mia squisita colazione, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Che cosa si fa dunque?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si aspetta, &ndash; rispose De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E gli spagnuoli che ci sono sempre alle spalle!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preferisco affrontare loro, per mio conto, piuttosto che un toro dellapuna .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sei un guascone come me, quindi io devo crederti. Guardiamoci dunque dalle corna di questi signori dell&rsquo;altasierra .</p>
<p>&nbsp;Si erano gettati dietro il tronco d&rsquo;un altissimopinou , facile a scalarsi avendo i rami fino quasi a terra, e si erano messi in ascolto.</p>
<p>&nbsp;Nella boscaglia si udivano dei muggiti sordi, che avevano un non so che di feroce ed attraverso agli squarci delle piante si vedevano passare e ripassare delle grandi ombre tutte nere.</p>
<p>&nbsp;Qualche drappello di quei formidabili animali, riconosciuti di una ferocia inaudita e d&rsquo;uno slancio irrefrenabile, si era radunato in quel luogo e tagliava la via agli avventurieri, i quali correvano il pericolo di vedersi presi fra i colpi d&rsquo;archibugio degli spagnuoli e quelli delle corna non meno temibili.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ci mancava che questo, &ndash; disse sottovoce don Barrejo, il quale spiava curiosamente quelle grosse ombre. &ndash; Io no ho mai avuto a che fare con questi animali.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ci vorrebbe il signor Buttafuoco con una mezza dozzina di bucanieri.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vallo a pescare sul Maddalena, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure anche senza di lui dobbiamo fare qualche cosa. Preferisci le palle o le corna?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preferisco aspettare che i tori se ne vadano, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed allora avremo addosso gli spagnuoli. Il cane ha trovato certamente la nostra pista. Odi come latra giocondamente, ora? Se potessi prenderlo a calci!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non impicciarti coi mastini. Hanno dei denti formidabili e non esitano mai ad attaccare il nemico.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi ricordo di. Sandomingo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lascialo quindi in pace e se vuoi sbarazzarti di lui, ammazzalo con una buona fucilata e anche a distanza, poich&eacute; non sempre vanno a terra con una palla.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;odio ferocemente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed io non meno di te ed aspetto pazientemente l&rsquo;occasione che mi giunga a tiro. Morto lui, gli spagnuoli rimarranno disorientati.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230;</p>
<p>&nbsp;Un colpo di archibugio era risuonato in quel momento lungo i fianchi dellasierra .</p>
<p>&nbsp;I tori, udendo quella detonazione, si gettarono fra i cespugli facendo udire dei muggiti minacciosi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; In alto!&#8230; &ndash; comand&ograve; De Gussac.</p>
<p>&nbsp;I tre uomini s&rsquo;aggrapparono ai grossi rami delpinou e diedero la scalata al vegetale gigante, il quale lanciava la sua cima a sessanta e forse pi&uacute; metri dal suolo.</p>
<p>&nbsp;Si erano appena innalzati, quando dieci o dodici tori, tutti neri, cogli occhi iniettati di sangue, le corna lunghe ed aguzze bene piantate sulla fronte, si gettarono come un uragano sotto la boscaglia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un momento di ritardo e facevano di noi una bella frittata, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Te lo avevo detto io che erano pi&uacute; pericolosi degli spagnuoli, &ndash; rispose De Gussac. &ndash; Quando sono lanciati non li arresterebbe nemmeno un pezzo d&rsquo;artiglieria.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Speriamo che s&rsquo;incontrino coi nostri nemici e che sventrino quel dannato cane.</p>
<p>&nbsp;Temendo di venire da un momento all&rsquo;altro scoperti, si erano messi a salire frettolosamente, passando di ramo in ramo.</p>
<p>&nbsp;Sotto di loro i tori continuavano a scorrazzare all&rsquo;impazzata per la boscaglia, ora scagliandosi con impeto spaventoso ed ora sostando qualche istante, come se cercassero di raccogliere dei lontani rumori.</p>
<p>&nbsp;Probabilmente avevano udito i latrati del cane e si erano accorti dell&rsquo;avanzata degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che brutte bestie, &ndash; disse l&rsquo;eterno chiacchierone, salendo sempre. &ndash; Avevi ragione a dire, De Gussac, che sono peggiori degli spagnuoli, quantunque non li abbia ancora provati.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E ti auguro di non provarli, &ndash; rispose il guascone numero due. &ndash; Fortunatamente non possono arrampicarsi e troveremo sulla cima di questopinou un comodo nido.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un nido, avete detto? &ndash; chiese Mendoza, il quale era pi&uacute; avanzato di tutti. &ndash; Io credo che ce ne sia uno lass&uacute; e abbastanza comodo per starci tutti.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Avremo per&ograve; da fare i conti con i proprietar&icirc;.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa hai scoperto dunque? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vedi lass&uacute;, una grossa macchia nera?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E sarebbe un nido quello?</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; di condor!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vuoto o non vuoto noi lo occuperemo, &ndash; rispose il terribile guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bada ai tuoi occhi, camerata. Non si scherza coi condor.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pu&ograve; essere vuoto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questo lo sapremo fra cinque minuti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi pare che il diavolo abbia messo la coda nei nostri affari. I tori sono sotto di noi, i grossi uccellacci sopra e gli spagnuoli pronti a fucilarci!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Taci e sali, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;Quella scalata pareva che non dovesse finire mai, tanto alta era la pianta. Finalmente Mendoza, che era sempre pi&uacute; in alto di tutti, giunse sotto una specie di piattaforma, coi margini rialzati, formata di robusti rami intrecciati.</p>
<p>&nbsp;Era cos&iacute; vasta da poter contenere non tre, bens&iacute; anche sei uomini, e sulla sua robustezza non si poteva dubitare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; proprio un nido di condor, &ndash; disse. &ndash; Se &egrave; vuoto, potremmo riposarci tranquillamente e lasciar passare gli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quass&uacute; non verranno certo a scovarci.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se sar&agrave; occupato, metteremo gli inquilini alla porta, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Abbiamo archibugi e spade per tenere in rispetto quei giganti dell&rsquo;aria.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sali, Mendoza, ma prima assicurati se questa gigantesca cesta &egrave; solida.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ne rispondo pienamente, senza provarla.</p>
<p>&nbsp;Il basco si aggrapp&ograve; all&rsquo;orlo ed in due tempi si tir&ograve; su piantando il viso fra una moltitudine di penne e di avanzi animali che puzzavano orrendamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sacco rotto!&#8230; &ndash; esclam&ograve;, mettendosi in ginocchio. &ndash; Il nido &egrave; occupato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Da chi? &ndash; chiese Barrejo, il quale si era issato dall&rsquo;altra parte, aiutato da De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi sono due condorini che sonnecchiano in mezzo a tutta questa porcheria.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mettili alla porta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se i genitori ritornano? Non vi &egrave; molto da scherzare coi condor, compare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora strozzali e ci serviranno pi&uacute; tardi di colazione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Puah!&#8230; Volatili nutriti di carogne!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Aveva alzate le piume e le erbe secche ed aveva messo allo scoperto due condorini, gi&agrave; grossi come un tacchino, quantunque non avessero ancora messe le piume.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sarei stato pi&uacute; contento se non li avessimo trovati, &ndash; disse. &ndash; Buttali via, prima che giungano i vecchi e facciamo un po&#8217; di pulizia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Questo &egrave; un letamaio.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il basco guard&ograve; prima in aria, poi non avendo scorto nulla, prese i due piccini e li gett&ograve; nella foresta, mentre De Gussac e don Barrejo rovesciavano penne, avanzi d&rsquo;animali puzzolenti e grossi mazzi d&rsquo;erbe secche.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Panchita sarebbe stata pi&uacute; brava colla scopa, &ndash; disse il terribile guascone, con un sospiro. &ndash; Noi d&rsquo;altronde non abbiamo maneggiato altro che spade e draghinasse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E boccali dimezcal o diXeres , aggiunse maliziosamente Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mio caro, bisogna sapersi guadagnare la vita&#8230; Toh! E gli spagnuoli? Io non odo pi&uacute; i latrati del cane.</p>
<p>&nbsp;I tre uomini si misero in ascolto ed infatti non udirono pi&uacute; la grossa voce del terribile mastino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che ci siano gi&agrave; sotto? &ndash; si chiese don Barrejo, facendo una smorfia. &ndash; Impegnare un combattimento a sessanta metri d&rsquo;altezza &egrave; un certo affare che non mi va troppo a sangue.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vediamo innanzitutto che cosa fanno i tori dellapuna , &ndash; disse Mendoza. &ndash; Se pascolano sempre nel bosco, vuol dire che gli spagnuoli non sono ancora giunti.</p>
<p>&nbsp;Si gett&ograve; carponi e si spinse fino sull&rsquo;orlo del vasto paniere.</p>
<p>&nbsp;Da quell&rsquo;altezza poteva dominare un immenso tratto di foresta, anche perch&eacute; le piante non erano pi&uacute; folte come sui fianchi dellasierra .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si vedono? &ndash; chiese don Barrejo che gli stava dietro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, e pascolano precisamente sotto questopinou , &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure poco fa gli spagnuoli non erano molto lontani. Quel corpo d&rsquo;archibugio deve essere stato sparato a non pi&uacute; di mille passi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sapete, amici, che questo silenzio m&rsquo;inquieta?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che abbiano abbandonata la caccia? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quando le cinquantine spagnuole che hanno per guida un mastino, si mettono su una pista, la seguono con non minor ostinazione degl&rsquo;indiani, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Li conosco troppo bene.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono tranquilli i tori? &ndash; chiese il taverniere di Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Manifestano una certa inquietudine, per&ograve; non si allontanano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sai che dobbiamo fare, camerata? &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;aria &egrave; purissima, il sole &egrave; splendido, il nido oscilla dolcemente come per invitarci a dormire. Chiudiamo gli occhi e lasciamo che gli spagnuoli ci cerchino in mezzo alla foresta.</p>
<p>&nbsp;Con un calcio gett&ograve; gi&uacute; gli ultimi rimasugli di erbe secche, e dopo aver sbadigliato tre o quattro volte di seguito con relativi stiramenti di braccia, si coric&ograve; nel robusto paniere, incrociando le mani sul ventre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Felici volatili, &ndash; disse. &ndash; Coll&rsquo;aria che soffia quass&uacute; devono provare degli appetiti straordinar&icirc;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tali da levare gli occhi anche a te, &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se vengono a seccarci, con due colpi di draghinassa taglier&ograve; loro il collo e li mander&ograve; a tenere compagnia ai condorini che spero si saranno accoppati, cadendo da questa altezza.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se avessi una carica di tabacco sarei l&rsquo;uomo pi&uacute; felice del mondo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; La provvista &egrave; esaurita, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi rifar&ograve; alle cateratte del Maddalena.</p>
<p>&nbsp;I suoi due compagni, vedendo che i tori si mantenevano sempre tranquilli, gi&uacute;, alla base delpinou , e non udendo pi&uacute; i latrati del cane, si erano decisi a coricarsi accanto a lui, quantunque tutti quei rami fossero impregnati d&rsquo;un fetore di carne marcia quasi insopportabile.</p>
<p>&nbsp;Il vento che spirava abbastanza forte, faceva dondolare la cima dell&rsquo;altissima pianta imprimendo anche al nido un leggiero movimento di rollio.</p>
<p>&nbsp;Non ci voleva di pi&uacute; per far chiudere gli occhi ai tre avventurieri, che ben poco si erano riposati dopo la loro fuga da Segovia-Nuova.</p>
<p>&nbsp;Avevano dimenticato spagnuoli e condor; pei tori nulla avevano certo da temere e potevano dormire anche una settimana.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto una fortissima corrente d&rsquo;aria si produsse sopra di loro, poi qualche cosa precipit&ograve; sul nido, emettendo stride acute. De Gussac che aveva ricevuto un terribile colpo di becco sull&rsquo;elmetto, apr&iacute; gli occhi, gridando:</p>
<p>&nbsp;&ndash; All&rsquo;erta!&#8230; I condor!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Un uccellaccio mostruoso, che aveva dell&rsquo;aquila e del marabuto indiano avendo il collo spelato e rognoso con grosse sporgenze, si era lasciato cadere sopra di loro.</p>
<p>&nbsp;Come si sa, i condor sono i pi&uacute; grossi volatili che esistano al mondo, possedendo delle ali che misurano, prese insieme, perfino cinque metri ed una forza tale da portare in aria un montone o un guanaco colla stessa facilit&agrave; come fossero delle semplici lepri.</p>
<p>&nbsp;Non vi era quindi da scherzare con un tale avversario.</p>
<p>&nbsp;Vedendo i tre avventurieri balzare in piedi colle spade in mano, si ritrasse fino all&rsquo;orlo del nido, agitando furiosamente le sue immense ali e spalancando il rostro pronto all&rsquo;offesa.</p>
<p>&nbsp;Imprimeva alla costruzione tali scosse da temere che da un momento all&rsquo;altro tutto si sfasciasse.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, ben risoluti a non lasciarsi levare gli occhi o fare un salto di cinquanta o sessanta metri, stavano per spingersi innanzi, quando una grande ombra si proiett&ograve; sopra di loro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il maschio!&#8230; &ndash; aveva gridato De Gussac, il quale conosceva meglio dei suoi compagni quei formidabili uccellacci.</p>
<p>&nbsp;Un altro condor, pi&uacute; gigantesco del primo, si precipitava sulpinou mandando grida acute e sbattendo rabbiosamente le ali.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Diamo battaglia!&#8230; &ndash; grid&ograve; don Barrejo. &ndash; A me il maschio, per ora; a voi la femmina.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bada di non farti scaraventare nel bosco, &ndash; avvert&iacute; De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Il secondo uccellaccio si era pure aggrappato all&rsquo;orlo del nido e tendeva il collo rognoso, avventando furiose beccate in tutte le direzioni.</p>
<p>&nbsp;Un combattimento a terra, fosse pure contro dei nemici pi&uacute; numerosi, non avrebbe spaventato i due guasconi ed il basco, oramai troppo abituati a menar le mani. Una lotta lass&uacute;, dentro un nido situato sulla cima di un albero, a sessanta metri d&rsquo;altezza, contro due volatili che con un solo colpo d&rsquo;ala potevano spazzarli via, era una certa faccenda che faceva sudar freddo anche don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gettatevi in ginocchio!&#8230; &ndash; aveva comandato De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Era l&rsquo;unica cosa da farsi per evitare un terribile capitombolo.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e l&rsquo;ex taverniere di Segovia-Nuova si erano gettati contro la femmina, la quale sembrava la pi&uacute; furiosa, mentre don Barrejo cercava tener testa al maschio che minacciava di spaccargli la testa con un tremendo colpo di rostro.</p>
<p>&nbsp;La lotta per&ograve; era tutt&rsquo;altro che facile, in causa delle spaventose oscillazioni che sub&iacute;va il nido, sotto l&rsquo;enorme spinta di quelle quattro gigantesche ali.</p>
<p>&nbsp;I colpi grandinavano, colpi di spada e colpi di draghinassa, e non ottenevano altro successo che quello di far volar in aria una nuvola di penne.</p>
<p>&nbsp;I condor tenevano coraggiosamente testa agli invasori del loro nido e sembravano ben decisi a vendicare la loro prole.</p>
<p>&nbsp;S&rsquo;avanzavano, producendo delle impetuose correnti d&rsquo;aria, gridando rabbiosamente, riparandosi destramente dai colpi di spada colle ali e perfino col rostro. Gli archibugi avrebbero potuto avere buon giuoco contro di loro, se il timore di attirare l&rsquo;attenzione degli spagnuoli, forse vicinissimi, non avesse trattenuto prudentemente gli avventurieri.</p>
<p>&nbsp;La battaglia durava da cinque minuti, con pari furore d&rsquo;ambe le parti e con scarso successo, quando il maschio che si sentiva punzecchiare da tutte le parti, abbandon&ograve; l&rsquo;orlo del nido, e alzatosi di pochi metri piomb&ograve; come una massa inerte addosso al terribile guascone, sperando forse di opprimerlo col suo peso o d&#8217;imprigionarlo fra le sue ali.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, sconcertato da quel fulmineo attacco, che certamente non s&rsquo;aspettava, vedendo sopra di s&eacute; gli artigli pronti a piantarsi nella sua testa, lasci&ograve; cadere la draghinassa e s&rsquo;aggrapp&ograve; disperatamente alle zampe dell&rsquo;uccellaccio, confidando nella propria forza e nel proprio peso. Il condor invece, con uno sforzo disperato, si risollev&ograve; e spicc&ograve; una grande volata al di sopra del bosco, abbassandosi gradatamente.</p>
<p>&nbsp;Il disgraziato guascone, che non aveva nessun desiderio di fracassarsi le ossa, non aveva abbandonate le zampe.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aiuto, Mendoza!&#8230; &ndash; aveva urlato.</p>
<p>&nbsp;Disgraziatamente il basco e l&rsquo;ex taverniere di Segovia-Nuova non potevano in quel momento occuparsi di lui, n&eacute; seguirlo nel suo viaggio aereo.</p>
<p>&nbsp;Stretti dalla femmina, che li assaliva con una ferocia inaudita, avevano un gran da fare a tenerla lontana a colpi di spada.</p>
<p>&nbsp;Il condor, non poteva reggere a tanto peso, calava dolcemente, quasi sfiorando le cime degli alberi, contro i quali il guascone di quando in quando urtava, ammaccandosi malamente le ginocchia.</p>
<p>&nbsp;Teneva le immense ali aperte, per servirsene come di paracadute e si dirigeva verso una spianata sulla quale pascolavano alcuni tori dellapuna . Invano don Barrejo, spaventato, urlava disperatamente e stringeva le zampe con tutta la sua forza: l&rsquo;uccellaccio, forse non meno spaventato di lui, continuava la sua discesa, facendo degli sforzi giganteschi per reggersi.</p>
<p>&nbsp;Le disgrazie del teverniere di Panama non erano per&ograve; ancora finite.</p>
<p>&nbsp;Il gigantesco uccellaccio, stremato probabilmente dagli sforzi fatti, precipitava rapidamente e proprio sopra il branco di tori brucanti la fresca e odorosa erba dell&rsquo;altasierra .</p>
<p>&nbsp;Gli animali, vedendo piombarsi addosso quel mostro, tentarono di darsi alla fuga nel momento in cui il guascone, vedendosi ormai a pochi metri da terra, si lasciava andare. Fu una caduta straordinaria, inaspettata. Il disgraziato invece di andarsene a coricare sia pure a gambe levate, sulle folte erbe, si era trovato, senza sapere come, sul d&rsquo;orso d&rsquo;uno dei tori fuggenti!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco la fine, &ndash; pens&ograve;. &ndash; Addio, bella castigliana!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Deciso per&ograve; a lottare fino all&rsquo;estremo delle sue forze, si era aggrappato disperatamente alle corna del toro, mentre il condor riprendeva il suo volo verso il nido, in aiuto della sua compagna.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;animale, uno splendido toro tutto nero, sentendosi addosso quel peso, si era slanciato a corsa furiosa, lasciandosi addietro subito i compagni, i quali non parevano affatto disposti a seguirlo in quella galoppata.</p>
<p>&nbsp;Il toro in pochi minuti attravers&ograve; la radura e si scagli&ograve; pazzamente in mezzo alla foresta, muggendo e scuotendo la robusta testa.</p>
<p>&nbsp;Probabilmente credeva di essere stato assalito da qualche coguaro o da qualche giaguaro e perci&ograve; si gettava furiosamente in mezzo ai cespugli, colla speranza che la supposta bestia lo lasciasse.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, pi&uacute; spaventato che mai, si era allungato tutto sul dorso del bestione perch&eacute; qualche ramo basso non gli spaccasse la testa.</p>
<p>&nbsp;Foglie e fronde gli cadevano addosso in grande quantit&agrave; e si sentiva sferzare crudelmente il viso dai ramoscelli dei cespugli, per&ograve; non lasciava le corna e stringeva disperatamente le gambe, per non fare un capitombolo che avrebbe potuto avere delle conseguenze mortali, fra tanti tronchi d&rsquo;albero.</p>
<p>&nbsp;Il toro, sempre pi&uacute; inferocito e spaventato, precipitava la corsa. Col collo teso, gli occhi iniettati di sangue, i fianchi pulsanti, si scagliava sempre pi&uacute; impetuosamente.</p>
<p>&nbsp;Vi erano certi momenti che il guascone si credeva trasportato da qualche spaventoso uragano.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto quella galoppata disordinata si arrest&ograve; di colpo. Don Barrejo, proiettato innanzi con impeto irresistibile, era andato a cadere, per sua fortuna, in mezzo ad un folto ed altissimo cespuglio di citriuoli, mentre l&rsquo;indemoniato animale scompariva in uno squarcio del terreno, mandando un lamentevole muggito.</p>
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		<title>Capitolo XV   IL PITONE DELLE CAVERNE</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 00:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[I tre avventurieri, profondamente impressionati dall&#8217;ostinazione degli spagnuoli, i quali parevano risoluti a non accordare loro un momento di tregua, si tolsero gli stivali di pelle gialla, appendendoseli agli archibugi ed entrarono nel bacino il cui fondo era coperto di erbe acquatiche. &#160;De Gussac aveva gi&#224; accesa la candela, essendo ormai scomparso anche l&#8217;ultimo barlume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tre avventurieri, profondamente impressionati dall&rsquo;ostinazione degli spagnuoli, i quali parevano risoluti a non accordare loro un momento di tregua, si tolsero gli stivali di pelle gialla, appendendoseli agli archibugi ed entrarono nel bacino il cui fondo era coperto di erbe acquatiche.</p>
<p>&nbsp;De Gussac aveva gi&agrave; accesa la candela, essendo ormai scomparso anche l&rsquo;ultimo barlume di luce e si era messo dinanzi ai compagni tenendo in pugno la spada.</p>
<p>&nbsp;Pratico delle regioni dell&rsquo;America centrale, temeva che sotto quelle acque tranquille sonnecchiasse fra le erbe qualcuno di quei mostruosi serpenti acquatici, particolarmente temuti dagl&rsquo;indiani, potendo sviluppare una forza non inferiore a quella dei pitoni dell&rsquo;India e della Malesia.</p>
<p>&nbsp;La traversata del bacino, non molto vasto d&rsquo;altronde, si comp&iacute; felicemente ed i tre avventurieri si trovarono presto dinanzi alla spaccatura dalla quale l&rsquo;acqua sfuggiva gorgogliando dolcemente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Possiamo passare, De Gussac? &ndash; chiese don Barrejo, che era in coda.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non avremo alcuna difficolt&agrave;, &ndash; rispose il guascone numero due.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cacciati dentro, dunque. Quel maledetto cane si avvicina sempre.</p>
<p>&nbsp;De Gussac alz&ograve; la candela ed attravers&ograve; lo squarcio.</p>
<p>&nbsp;Dinanzi a lui, come aveva gi&agrave; supposto, s&rsquo;apriva uno splendido bacino naturale, di forma quasi circolare, abbastanza ampio per contenere anche due dozzine di uomini.</p>
<p>&nbsp;Dalla v&ocirc;lta e dalle pareti l&rsquo;acqua cadeva abbondantemente, alimentando cos&iacute; la sorgente.</p>
<p>&nbsp;De Gussac aveva fatto alcuni passi innanzi, tastando con precauzione il fondo, quando Mendoza e don Barrejo lo videro improvvisamente arrestarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai veduto qualche satanello? &ndash; chiese il terribile guascone. &ndash; I miei li ho lasciati tutti nella cantina della mia taverna, sotto la guardia di Rios.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non scherzare, camerata, &ndash; rispose De Gussac, con voce un po&#8217; alterata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ci saranno dei caimani qui, m&rsquo;immagino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho udito all&rsquo;estremit&agrave; del serbatoio l&rsquo;acqua subito agitarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure non soffia vento qui dentro.</p>
<p>&nbsp;De Gussac, invece di rispondere, alz&ograve; pi&uacute; che pot&eacute; la candela e si mise a guardare attentamente, ma la luce non poteva giungere fino in fondo alla sorgente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure, &ndash; disse, &ndash; sono certo di non essermi ingannato. &Egrave; precisamente in questi rifugi tranquilli che amano ritirarsi i grossi serpenti d&rsquo;acqua dolce.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Amici, fuori le spade!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Aveva appena pronunciate quelle parole, quando l&rsquo;acqua del bacino, quantunque non fosse pi&uacute; alta di cinquanta centimetri, si gonfi&ograve; improvvisamente formando una vera ondata, ed un mostruoso serpente acquatico, che rassomigliava ad uno di quei terribilisucuriu brasiliani, colle scaglie tutte nere, si eresse sibilando rabbiosamente.</p>
<p>&nbsp;Era pi&uacute; grosso della coscia di un uomo e misurava, su per gi&uacute;, almeno otto metri.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, spaventati da quella improvvisa comparsa, si erano appoggiati contro la parete, per non farsi avvolgere dalle possenti spire del rettile stritolatore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mano agli archibugi!&#8230; &ndash; aveva gridato De Gussac, piantando la candela entro una fessura, per avere le mani libere e non correre il pericolo di rimanere senza luce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Guardatevene!&#8230; &ndash; aveva invece esclamato don Barrejo. &ndash; Volete attirarci addosso gli spagnuoli?</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Abbiamo delle spade e daremo battaglia a questo signor abitante delle caverne.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il serpente, disturbato nel suo sonno, manifestava una collera terribile, per&ograve; non osava ancora assalire, abbagliato forse dalla luce della candela.</p>
<p>&nbsp;Fischiava rabbiosamente, si alzava e si abbassava ed agitava burrascosamente la sua coda, cercando di allungarla verso gli avventurieri per avvolgerla intorno alle loro gambe.</p>
<p>&nbsp;La situazione era terribile. Dal di fuori giungevano, ad intervalli, i latrati del maledetto cane che guidava gli spagnuoli, ed il rettile si preparava per l&rsquo;assalto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preveniamolo!&#8230; &ndash; grid&ograve; don Barrejo, alzando la sua terribile draghinassa. &ndash; Fra cinque minuti gli spagnuoli saranno qui.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Animo, camerati: proviamo il nostro acciaio sulle squame di quel mostro.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, decisi a uscire in qualche modo da quella situazione che di momento in momento si aggravava, si scagliarono a corpo perduto contro l&rsquo;abitatore della caverna, menando colpi disperati.</p>
<p>&nbsp;La spada di Mendoza, troppo leggiera, rimbalzava sulle scaglie del mostruoso rettile, senza riuscire a produrre alcuna ferita seria; le due draghinasse dei guasconi, pi&uacute; solide e pi&uacute; pesanti, tagliavano invece in pieno.</p>
<p>&nbsp;Il serpente, coperto di sangue dalla testa a mezzo corpo, raddoppiava i suoi attacchi, cercando di avvolgere in un sol colpo i suoi assalitori e stritolarli.</p>
<p>&nbsp;La sua possente coda si agitava in tutti i sensi, scagliando addosso ai combattenti sprazzi d&rsquo;acqua che non li sgominavano affatto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Picchia sodo, De Gussac!&#8230; &ndash; gridava don Barrejo, saltando a destra ed a sinistra per non farsi avvolgere. &ndash; Cacciagli la tua spada in gola, Mendoza, se non fa presa sulle scaglie.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E picchia duro anche tu, &ndash; rispondevano i camerati, menando colpi terribili.</p>
<p>&nbsp;Il rettile, ferito in dieci punti, si esauriva rapidamente senza riuscire a sbarazzarsi dei suoi avversar&icirc; che gli piombavano incessantemente addosso come mastini arrabbiati.</p>
<p>&nbsp;Finalmente il lungo corpo si ripieg&ograve; su se stesso, scosso da fortissime convulsioni, poi si stese lentamente sul fondo del serbatoio, proprio nel momento che don Barrejo lo finiva con un tremendo colpo di draghinassa vibratogli sulla testa.</p>
<p>&nbsp;Intorno ai combattenti l&rsquo;acqua era diventata tutta rosa, per&ograve; essendo la bocca di sfogo abbastanza ampia, sfuggiva rapidamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, tergendosi il sudore che gli colava dalla fronte. &ndash; Mi pare di aver battagliato contro qualche mostruoso drago. Sono veramente pericolosi, questi rettili, De Gussac?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sono velenosi, per&ograve; posseggono una tale forza da stritolare, fra le loro spire, perfino un giaguaro.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non vi &egrave; un animale che possa resistere loro.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&rsquo;orso forse?</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, Il tapiro, e deve la sua salvezza alla capacit&agrave; ed alla resistenza dei suoi polmoni.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quando si sente avvincere, e ci&ograve; gli succede di frequente, abitando i luoghi frequentati da questi rettili, si sgonfia tutto.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Quando il rettile ha ben chiuse le spire, beve aria in gran copia, diventando un terzo pi&uacute; grosso e spezza le vertebre del suo avversario se&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Taci!&#8230; &ndash; disse Don Barrejo, curvandosi verso l&rsquo;apertura. &ndash; Gli spagnuoli sono qui.</p>
<p>&nbsp;Un latrato sonoro si era fatto udire a non molta distanza dal bacino. Il cane doveva aver trovata la pista dei fuggiaschi e la seguiva ancora con ostinazione feroce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io ho quasi pi&uacute; paura dei mastini degli spagnuoli che dei giaguari, &ndash; disse Don Barrejo. &ndash; Che riesca a trovarci anche qui dentro, Mendoza?</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; impossibile, &ndash; rispose il basco. &ndash; Se noi restiamo tranquilli e silenziosi, sfuggiremo ancora una volta ai nostri nemici.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vediamo se &agrave; possibile trovare un posticino almeno per sederci.</p>
<p>&nbsp;Non sarebbe piacevole rimanere tutta la notte coi piedi nell&rsquo;acqua tutt&rsquo;altro che calda e sempre ritti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cerchiamo pure, &ndash; rispose Mendoza, il quale ci teneva pure a riposarsi un po&#8217;, dopo una cos&iacute; lunga marcia.</p>
<p>&nbsp;Prese la candela e fece il giro della sorgente. All&rsquo;estremit&agrave; scopr&iacute; una specie di nicchia, scavata dalle acque, bastante a contenerli tutti tre. Era tutt&rsquo;altro che asciutta, poich&eacute; dai pori del suolo sfuggivano, con un allegro rumore, dei getti di acqua che poi si radunavano un po&#8217; pi&uacute; in basso.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ci si pu&ograve; stare, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Saremo costretti a prendere un bagno fino a domani mattina. Tutte le comodit&agrave; d&rsquo;altronde non si possono trovare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai guardato bene se vi &egrave; nascosto dentro qualche altro serpente? Qualche volta questi brutti rettili si appaiano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ho veduto che dell&#8217;acqua colare.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Spegni la candela!</p>
<p>&nbsp;Il cane che guidava gli spagnuoli, un mastino di certo capace di tener testa anche a due uomini, aveva lanciato tre sonori latrati i quali si erano ripercossi sinistramente entro il serbatoio.</p>
<p>&nbsp;La candela fu immediatamente spenta, ed i tre avventurieri si rannicchiarono nello speco, puntando gli archibugi verso l&rsquo;apertura, quantunque dubitassero assai che la polvere fosse asciutta.</p>
<p>&nbsp;Al di fuori, sulle rive del bacino, si udivano gli uomini parlare ad alta voce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il cane si &egrave; fermato, &ndash; diceva uno che aveva un vocione da toro. &ndash; Se Lopez si &egrave; arrestato, vuol dire che quelle canaglie hanno fatto qui una sosta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Bella scoperta!&#8230; &ndash; aveva risposto un altro soldato, che aveva invece una voce squillante come una campana d&rsquo;argento. &ndash; Anch&rsquo;io, senza essere un cane, avrei sospettato che qui avessero fatto una fermata.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Caramba!&#8230; Non si trova sempre dell&rsquo;acqua cos&iacute; fresca e cos&iacute; limpida.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove si saranno nascosti quei demoni? &ndash; aveva ripreso il primo. &ndash; Che abbiano dei muscoli d&rsquo;acciaio? &Egrave; da stamane che corriamo come lupi affamati senza un momento di tregua.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cerca Lopez!&#8230; Cerca!&#8230; &ndash; avevano gridato parecchie voci.</p>
<p>&nbsp;Il cane continuava a latrare lungo le rive del bacino senza decidersi a riprendere la corsa.</p>
<p>&nbsp;La pista che da dodici ore seguiva ostinatamente, gli era ad un tratto mancata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, Mendoza, &ndash; disse don Barrejo, urtando il basco che gli stava vicino. &ndash; Che cosa ti dice il cuore, vecchio mio?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che anche questa volta la passeremo liscia, &ndash; rispose il filibustiere. &ndash; La notte &egrave; scesa e non potranno scorgere la spaccatura per la quale siamo entrati!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un&rsquo;idea!&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, picchiandosi la fronte. &ndash; Talvolta si hanno nelle mani delle fortune e non si afferrano.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora quest&rsquo;uomo metter&agrave; a soqquadro il serbatoio, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non si tratta che di prendere quel serpentaccio e di collocarlo presso l&rsquo;apertura, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; &Egrave; cos&iacute; grosso che la otturer&agrave; completamente.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Vedremo se gli spagnuoli avranno il coraggio di assalirlo.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dopo che noi l&rsquo;abbiamo accoppato, &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora che &egrave; morto difender&agrave; noi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quest&rsquo;uomo ha una fantasia inesauribile, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure le sue trovate, devo convenirne, sono sempre efficaci.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora si va a ripescare quel serpente? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andiamo, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;Deposero gli archibugi, si presero per mano, regnando ormai l&agrave; dentro un&rsquo;oscurit&agrave; perfetta, dopo che avevano spento il pezzo di candela, e si misero a cercare il mostruoso rettile coricato in fondo al bacino.</p>
<p>&nbsp;Non fu difficile trovarlo poich&eacute; era cos&iacute; lungo che occupava quasi tutto l&rsquo;antro, essendosi disteso dopo la sua morte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Issa, &ndash; disse Mendoza, che pel primo l&rsquo;aveva scoperto. &ndash; &Egrave; pesante come dieci gomene delle &acirc;ncore di speranza d&rsquo;un tre ponti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Issa, &ndash; risposero a loro volta i due guasconi.</p>
<p>&nbsp;L&rsquo;impresa per&ograve; non fu cos&iacute; facile come si potrebbe credere, poich&eacute; quell&rsquo;abitatore delle caverne pesava come se avesse dentro i suoi intestini del piombo.</p>
<p>&nbsp;Tirando e spingendo e guidandosi colla debole luce che entrava dalla spaccatura, riuscirono finalmente a trascinarlo sul posto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Prima di chiudere il passaggio vediamo cosa fanno gli spagnuoli e se sono sempre in buon numero, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Dall&rsquo;altra parte del serbatoio giungevano dei riflessi rossastri e si udivano molte voci parlare.</p>
<p>&nbsp;Il guascone sal&iacute; con precauzione fino alla spaccatura e lanci&ograve; al di fuori uno sguardo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corbezzoli!&#8230; &ndash; disse. &ndash; Si sono accampati proprio nei pressi del bacino ed hanno acceso molti fuochi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Passeranno la notte qui; in attesa che il loro cane ritrovi le nostre tracce.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono molti? &ndash; chiese Mendoza che gli stava dietro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non posso scorgerli tutti, &ndash; rispose don Barrejo. &ndash; Mi pare per&ograve; che siano una grossa compagnia.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Devono essere quei famosi trecento che seguivano i filibustieri di Raveneau, per togliere loro i bagagli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Dammi la testa di questo bestione per metterla bene in vista: anche se &egrave; spaccata produrr&agrave; un certo effetto. Oh&eacute;, issa!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Il rettile fu nuovamente sollevato, spinto ed accomodato attraverso lo squarcio della sorgente, in modo da sembrare addormentato.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo aveva avuta la precauzione di mettere la testa bene in vista, dopo d&rsquo;averla pulita del sangue coagulato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ecco uno spauracchio che ci lascer&agrave; tranquilli, &ndash; disse. &ndash; Camerati, in ritirata nel nostro buco e cercate di dormire.</p>
<p>&nbsp;Riattraversarono silenziosamente il serbatoio e raggiunsero il loro rifugio pullulante d&rsquo;acqua freschissima, accomodandosi alla meglio per prendere un po&#8217; di riposo.</p>
<p>&nbsp;Dal di fuori non giungeva pi&uacute; alcun rumore. Gli spagnuoli, stanchi da quella lunga corsa, dovevano essersi addormentati intorno ai fuochi.</p>
<p>&nbsp;Neppure il cane urlava pi&uacute;; solo l&rsquo;acqua del bacino continuava a gorgogliare dolcemente, invitando a dormire.</p>
<p>&nbsp;Potevano riposarsi tranquillamente gli spagnuoli che avevano per materasso dell&rsquo;erba folta e profumata, ma non certo i tre disgraziati avventurieri, che si sentivano correre l&rsquo;acqua sotto e sopra, cadendo anche dalla v&ocirc;lta dei larghi goccioloni che stizzivano specialmente don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Tutta la notte non fecero che agitarsi e cambiare di posto, nella speranza di trovare un posticino asciutto, mentre invece pareva che sopra la grande roccia esistesse un altro serbatoio importante, impaziente di scaricarsi per far posto alle nuove piogge.</p>
<p>&nbsp;Anche quella notte, per quanto tormentosa pass&ograve; come tante altre e finalmente un po&#8217; di luce rischiar&ograve; il serbatoio, filtrando attraverso le spire del serpente.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli al di fuori recitavano, come era loro costume, le preghiere del mattino e si udiva un frusc&iacute;o ed un cozzare di spade e di archibugi.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo che non aveva chiuso gli occhi un solo momento, stava per balzare fuori dal buco volendo sgranchirsi le gambe, quando si udirono echeggiare delle urla di terrore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Serpente!&#8230; Serpente!&#8230; &ndash; gridarono gli spagnuoli, mentre il cane urlava a squarciagola.</p>
<p>&nbsp;Sette od otto colpi di fucile rimbombarono un momento dopo e parecchie palle attraversarono il serbatoio, piantandosi nelle rocce friabilissime.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ci assaltano? &ndash; chiesero Mendoza e De Gussac, svegliati di soprassalto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, il rettile, &ndash; rispose il terribile guascone, ridendo. &ndash; Guardatevi dalle palle di rimbalzo.</p>
<p>&nbsp;Il guascone numero due ed il basco, senza aspettare il suo ordine, si erano gi&agrave; coricati dentro il crepaccio, affinch&eacute; i grossi proiettili, che fischiavano sempre attraverso il serbatoio, non li colpissero.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli si accanivano contro l&rsquo;enorme serpente e gli mandavano addosso una tal grandine di proiettili da farlo sussultare come se fosse ancora vivo.</p>
<p>&nbsp;Quella tempesta dur&ograve; parecchi minuti, quasi senza interruzione, poi fin&iacute; in un clamore altissimo.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli si erano probabilmente convinti che il rettile finalmente doveva essere morto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mendoza, &ndash; chiese don Barrejo, il quale seguiva le pareti del serbatoio tenendosi ben curvo. &ndash; Sei ancora vivo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, compare, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu, De Gussac?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pi&uacute; vivo di prima.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Rendete grazie al serpentaccio, &ndash; disse don Barrejo, togliendosi il cappello ed inchinandosi. &ndash; Quella povera bestia ci ha salvata la pelle, figliuoli miei.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Purtroppo; senza la mia prodigiosa idea, a quest&rsquo;ora voi sareste tutti morti.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E le spade temprate nelle acque del Guadalquivir a che cosa servono dunque? &ndash; chiese il basco, ironicamente. &ndash; Se tagliando le ruvide e grosse scaglie dei serpenti, potrebbero tagliare anche qualche testa umana.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Qualche volta anche dieci teste, quando l&rsquo;uomo che le impugna &egrave; valoroso ed ha il braccio solido, &ndash; disse il terribile guascone.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Anche cento, uomo ferocissimo, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Io ho passati molti anni fra i pi&uacute; tremendi filibustieri e non mi &egrave; mai toccato d&rsquo;incontrarmi in un avventuriero di tale fatta. Tu, compare, sei il vero calibro da 36.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cos&rsquo;&egrave;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quando Wan Horn, il famoso filibustiere, scopriva fra i suoi uomini un accidente secco come te, lo insigniva dell&rsquo;ordine calibro 36, che allora era la massima portata dei pezzi da caccia.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si scopr&iacute; e fece un profondo inchino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu non sei un Wan Horn, n&eacute;, un conte di Ventimiglia, &ndash; disse, colla sua solita comica gravit&agrave;. &ndash; Siccome per&ograve; sei sempre stato un famoso filibustiere, pur combattendo negli ultimi ranghi, io ti sono riconoscente del calibro che mi hai assegnato.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Corpo d&rsquo;un cannone!&#8230; Se noi riusciremo a mettere le mani sul famoso tesoro del Gran Cacico del Darien, far&ograve; fondere per mia moglie unapepita grossa come una patata e su quello spillone far&ograve; incidere il 36.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Nuovo ordine cavalleresco di S. M. Mendoza 54&deg;.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute; 54&deg;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Suppongo che tu avrai avuto degli antenati come qualche altro mortale e che non sarai nato dalla schiuma del mare. Tu dunque sarai il 54&deg; successore del tuo antenatissimo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che il diavolo ti porti!&#8230; &ndash; rispose Mendoza, scoppiando in una risata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; impossibile, camerata, &ndash; disse don Barrejo, &ndash; perch&eacute; i diavoli ed i satanelli li ho lasciati tutti nella mia cantina sotto la guardia di Rios.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Suvvia, aiutatemi a togliere il serpentaccio, giacch&eacute; gli spagnuoli se ne sono andati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ne sei proprio convinto? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non odi il cane latrare in lontananza? O cerca disperatamente la nostra pista o ne ha trovata un&rsquo;altra.</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, se ne sono andati, &ndash; conferm&ograve; Mendoza.</p>
<p>&nbsp;Afferrarono il rettile che era ridotto in uno stato miserando e lo lasciarono cadere nel serbatoio, poi prese le armi e le munizioni lasciarono il rifugio per prendersi, dopo tanta acqua, un bel bagno di sole.</p>
<p>&nbsp;Intorno al bacino fumavano ancora dei tizzoni, sui quali gli spagnuoli avevano abbrustolito delle pannocchie di mais, a giudicare dai molti grani che si vedevano a terra.</p>
<p>&nbsp;Nemmeno essi dovevano essere ricchi in fatto di provviste.</p>
<p>&nbsp;La giornata prometteva di essere splendida. L&rsquo;astro diurno sfolgorava gi&agrave; sulle cime dellasierra di levante, inondando la vallata di raggi d&rsquo;oro, ed una brezzolina fresca fresca passava attraverso i boschi, facendo sussurrare le gigantesche foglie delle palme ed ondeggiare le altissime cime deipinou .</p>
<p>&nbsp;Ritto sui rami d&rsquo;un cespuglio di anone grandiflore un bell&rsquo;uccello, alto quasi due piedi, colle penne bruno rigate sopra ed il ventre grigiastro, col becco lungo ed acutissimo e gli occhi gialli e dilatati, pareva che salutasse il sole, lanciando a tutta gola e senza alcuna interruzione delle note curiose: dun ka-du&#8230; dun ka-du&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quella sarebbe una magnifica colazione, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ibotoko sono delicatissimi, noi per&ograve; saremo costretti a guardarlo da lontano.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;I nostri archibugi non possono sparare per ora. Peccato!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E poi non sarebbe prudente far fuoco in questo momento.</p>
<p>&nbsp;Gli spagnuoli non dovevano essere molto lontani, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure i ventri brontolano minacciosamente. Abbiamo soppresso colazioni, pranzi e cene tutto d&rsquo;un colpo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quando avremo varcata la cresta di questa montagna potremo arrischiare un colpo di fucile, don Barrejo. Lasciamoli quindi brontolare per ora.</p>
<p>&nbsp;Il terribile guascone mand&ograve; un lungo sospiro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; A quest&rsquo;ora, se io fossi nella mia taverna, avrei gi&agrave; fatte due colazioni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E portato il caff&egrave; allase&ntilde;ora moglie, &ndash; aggiunse Mendoza, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questa volta va&#8217; tu al diavolo!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preferisco salire la montagna. Ors&uacute;, De Gussac, attacchiamo.</p>
<p>&nbsp;Dato un ultimo sguardo alla profondissima valle che serpeggiava fra le duesierre e che appariva assolutamente deserta, i tre avventurieri, dopo avere imposto alle loro budella un rigoroso silenzio, si cacciarono attraverso la boscaglia colla speranza di lasciarsi molto addietro gli spagnuoli e di giungere prima di loro alle cateratte del Maddalena.</p>
<p>&nbsp;La selvaggina abbondava sotto a quelle superbe piante, che lanciavano le loro cime a quaranta, a cinquanta e perfino a sessanta metri.</p>
<p>&nbsp;Bande di conigl&icirc; dal pelo rosso chiaro e la coda lunga fuggivano attraverso ai cespugli; i galli dal collare, allora numerosissimi ed ora scomparsi sullesierre del centro americano, facevano per qualche istante la loro comparsa fra le liane che s&rsquo;intrecciavano a festoni, mostrando le loro quattro ali, poich&eacute; ne hanno due piantate quasi sotto il collo, gonfiavano il loro gozzo rugoso di color arancio e salutavano con un grido acutissimo per poi scappare subito; sui tronchi dei pini i picchi capelluti, tutti neri, con un ciuffetto sulla testa, grossi come una cornacchia, picchiavano rabbiosamente contro il legno, col loro becco aguzzo e duro come l&rsquo;acciaio, per cercare le larve depositate dagli insetti.</p>
<p>&nbsp;In alto e quasi rasente al suolo poi, stormi di scoiattoli volanti non pi&uacute; grossi d&rsquo;un topo, col pelame grigio perla sopra e bianco sotto, il muso roseo e le piccole orecchie tutte nere, descrivevano degli zig-zag curiosi a vedersi, allargando la membrana dei fianchi che serve loro come paracadute.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo, il quale non era ancora riuscito a far tacere i suoi intestini reclamanti imperiosamente la colazione, guardava malinconicamente quella selvaggina che pareva lo deridesse.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; borbottava. &ndash; Qui ci sarebbe da fare degli arrosti squisiti e devo contentarmi di guardarli. Cos&iacute; non la pu&ograve; durare.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Sono gi&agrave; abbastanza magro per diventarlo di pi&uacute;.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;A mezzod&iacute;, dopo d&rsquo;aver attraversato parecchica&ntilde;on , i tre avventurieri, pi&uacute; affamati che mai, raggiungevano la cima dellasierra .</p>
<p>&nbsp;Dinanzi a loro si stendevano altre vette che dovevano superare se non volevano cadere nelle braccia degli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;Scaricarono gli archibugi, temendo che la polvere non servisse pi&uacute; e si slanciarono attraverso i cespugli, ansiosi di guadagnarsi finalmente una colazione che mancava loro fino dal giorno innanzi.</p>
<p>&nbsp;Ben presto dei colpi risuonarono a destra ed a sinistra, ripercuotendosi fragorosamente nella profonda vallata. Conigli, galline sultane, galli del collare erano caduti in buon numero sotto i colpi dei cacciatori i quali oltre ad essere spadaccini insuperabili, erano altrettanto famosi bersaglieri, specialmente Mendoza.</p>
<p>&nbsp;Avevano gi&agrave; acceso il fuoco al riparo d&rsquo;una roccia, soffiando un vento piuttosto forte sullasierra , e stavano spennacchiando i volatili, quando don Barrejo gett&ograve; in aria il gallo del collare che teneva in mano, accompagnando il gesto con una sfilza ditonnerre !</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ebbene, diventi pazzo? &ndash; gli chiese Mendoza, stupito. &ndash; &Egrave; vero che lapuna della montagna guasta talvolta i cervelli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ha per&ograve; guasti i miei orecchi, compare, &ndash; rispose il terribile guascone. &ndash; Non odi nulla tu?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dei torrenti scrosciare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu, De Gussac, che sei un guascone al pari di me e che devi aver l&rsquo;udito finissimo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ancora il cane?</p>
<p>&nbsp;&ndash; S&iacute;, urla sul fianco dellasierra . Quella bestia malefica ci ha fiutato anche a lunga distanza e cerca di raggiungerci.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Deve essere per&ograve; molto lontano.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo si diede due pugni sulla testa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corpo di tutti i satanelli chiusi nella mia cantina!&#8230; &ndash; esclam&ograve; furibondo. &ndash; Che non possiamo pi&uacute; n&eacute; dormire, n&eacute; mangiare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Compare, &ndash; disse Mendoza, &ndash; sai come fanno gli spagnuoli quando vanno alla guerra? Fanno colazione con una sigaretta, pranzano con una cipolla e cenano con una serenata fatta alla luna.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se la luna manca?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le chitarre continuano egualmente, &ndash; rispose Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho udito infatti parlare della frugalit&agrave; e della resistenza del soldato spagnuolo, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; E cos&iacute;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si torna a scappare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Senza aver assaggiati prima questi due galli del collare? Oh, mai!&#8230; Abbiamo anche noi il diritto di fare colazione e la faremo, corpo di tutti i satanelli!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Il cane d&rsquo;altronde &egrave; ancora molto lontano e forse segue un&rsquo;altra pista e poi noi teniamo la cresta dellasierra , gli archibugi sono bene asciutti e sapremo difenderci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;De Gussac, soffia sul fuoco.&rdquo;</p>
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		<title>Capitolo XIV   FRA LE BOSCAGLIE DEL NICARAGUA</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 00:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Al fuoco!&#8230; Al fuoco!&#8230; &#160;Questo grido, lanciato nel cuore della notte, in una citt&#224; che ha di fronte un nemico formidabile, capace di tutto, si propag&#242; colla rapidit&#224; del lampo, di casa in casa. &#160;I cittadini, in preda ad uno spavento indescrivibile, si precipitano nelle vie spingendo le donne ed i fanciulli strillanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&ndash; Al fuoco!&#8230; Al fuoco!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Questo grido, lanciato nel cuore della notte, in una citt&agrave; che ha di fronte un nemico formidabile, capace di tutto, si propag&ograve; colla rapidit&agrave; del lampo, di casa in casa.</p>
<p>&nbsp;I cittadini, in preda ad uno spavento indescrivibile, si precipitano nelle vie spingendo le donne ed i fanciulli strillanti e fuggono, senza nemmeno pensare a mettere in salvo le loro ricchezze.</p>
<p>&nbsp;Alla testa di quella turba vi sono tre uomini che non cessano di urlare a squarciagola:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Al fuoco!&#8230; Al fuoco!&#8230; I filibustieri!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Sono i due guasconi ed il basco, i quali cercano di giungere primi a qualche ponte levatoio per guadagnare la montagna.</p>
<p>&nbsp;La taverna d&#8217;El Morobrucia come un zolfanello e le case che le stanno presso, tutte costruite con tavole di pino dellasierra , fiammeggiano anch&#8217;esse.</p>
<p>&nbsp;Cortine di fuoco scagliano al di l&agrave; della strada una tempesta di tizzoni ardenti e nembi di scintille, provocando altri incendi.</p>
<p>&nbsp;Le trombe squillano, le truppe accorrono da tutte le parti, mentre le batterie della montagna, credendo che i filibustieri avessero attaccata la citt&agrave;, fanno rimbombare i loro cannoni.</p>
<p>&nbsp;Ogni tentativo per salvare la citt&agrave;, costruita quasi interamente in legno, eccettuato il palazzo del governo, &egrave; subito riconosciuto vano dai primi accorsi, i quali si trovano costretti a battere in ritirata dinanzi a quel fiammeggiare spaventoso che aumenta di momento in momento.</p>
<p>&nbsp;Degli scoppi avvengono e fanno saltare degli appartamenti interi, mandando tutto all&#8217;aria ed accrescendo il terrore: sono le provviste di polvere che prendono fuoco.</p>
<p>&nbsp;Ormai tutti fuggono, perfino i soldati che temono per la polveriera.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo ed i suoi due compagni sono sempre alla testa di quella moltitudine di fuggiaschi e non cessano di urlare.</p>
<p>&nbsp;Hanno delle gambe solide i due guasconi ed anche il basco e fanno degli sforzi prodigiosi per giungere primi, per non correre il pericolo d&#8217;imbattersi nel marchese di Montelimar o nel suo segretario.</p>
<p>&nbsp;Con un ultimo slancio raggiungono il ponte levatoio di levante, gi&agrave; precipitosamente calato dai soldati di guardia, e si gettano attraverso alla valle, lasciandosi subito molto addietro i cittadini.</p>
<p>&nbsp;Per una diecina di minuti continuano a scendere la valle, che le fiamme illuminano sinistramente, poi si gettano verso la montagna che s&#8217;alza verso il mezzod&iacute; e la scalano per alcune centinaia di metri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Basta, &ndash; disse don Barrejo, il quale soffiava come un mantice. &ndash; I guasconi non hanno mai avuto n&eacute; le zampe, n&eacute; i polmoni dei cavalli.</p>
<p>&nbsp;Si era lasciato cadere sotto un gigantescopinou ed i suoi due compagni, non meno sfiatati di lui, l&#8217;avevano tosto imitato.</p>
<p>&nbsp;Da quell&#8217;altezza potevano assistere, senza alcun pericolo, alla distruzione della disgraziata citt&agrave;.</p>
<p>&nbsp;Segovia-Nuova non era altro che un mare di fuoco, spaventoso a vedersi.</p>
<p>&nbsp;Giganteschi turbini di fumo, che avevano delle tinte sulfuree, salivano verso il cielo come sospinti da un vento impetuoso, mentre miriadi e miriadi di scintille volteggiavano in tutte le direzioni per ricadere in mezzo alle cupe boscaglie della valle.</p>
<p>&nbsp;Di quando in quando una colonna di fuoco si slanciava fuori da quella bolgia infernale, con le selvagge contrazioni dei serpenti, poi vi tornava dentro.</p>
<p>&nbsp;Gli abitanti si affollavano nella valle, spingendo innanzi muli, cavalli e buoi pi&uacute; o meno carichi, fra un url&iacute;o di donne spaventate e di fanciulli terrorizzati, mentre i soldati proteggevano la ritirata occupando fortemente le due falde dei monti, per impedire un improvviso attacco da parte dei filibustieri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per bacco!&#8230; &ndash; disse don Barrejo, il quale si era rialzato. &ndash; Nuova Segovia si potrebbe chiamare ora Nuovo Forno.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non avrei mai creduto che un miserabile caratello d&#8217;aguardientepotesse scatenare un simile incendio.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ah! i filibustieri non potranno lamentarsi di noi. Se non abbiamo potuto prendere il marchese di Montelimar, abbiamo almeno aperta la strada. Che cosa dici, Mendoza?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che schiaccerei un sonnellino, &ndash; rispose il basco, il quale sbadigliava come un orso.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Qui no. il vento comincia a spingere verso di noi il fumo, e poi i filibustieri potrebbero sorprenderci e mandarci all&#8217;altro mondo senza riconoscerci.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Fortunatamente ho detto a Buttafuoco, prima di lasciarlo, che avremmo segnalato il nostro ritorno.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Accendendo la pipa?</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, con dei fuochi disposti in croce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che non potranno vedere con tutte queste gigantesche piante che ci coprono. Bada a me, camerata, gettati al mio fianco ed aspettiamo che il fuoco abbia divorata la citt&agrave;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Domani ci apriremo la via attraverso il bosco ed i filibustieri non saranno cos&iacute; imbecilli da fucilarci senza nemmeno dire: ehi!&#8230; guardati!&#8230; Buttafuoco mander&agrave; degli uomini a cercarci.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; C&#8217;&egrave; troppa luce per dormire.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Copriti gli occhi colle mani, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Io accetto il consiglio del tuo amico, e fino allo spuntare del sole non mi muover&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora monto la guardia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come vuoi, amico: buona notte, e guarda che le fiamme non si spingano fino a noi, &ndash; disse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Potete dormire tranquilli quando veglia un Barrejo.</p>
<p>&nbsp;La risposta fu data da due grugniti. Il guascone numero due ed il basco russavano gi&agrave;, mentre la valle fiammeggiava sempre pi&uacute; intensamente, illuminando perfino le creste delle altissime montagne.</p>
<p>&nbsp;Tutta la notte il fuoco avvamp&ograve; con furia incredibile, facendo crollare case, caserme, chiese, campanili, magazzini, poi verso l&#8217;alba le fiamme, per mancanza di alimento, gradatamente si abbassarono, contorcendosi, come fossero furiose di non aver pi&uacute; nulla da distruggere.</p>
<p>&nbsp;Segovia-Nuova non esisteva pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;La geniale, quantunque feroce, trovata del guascone era stata sufficiente ad aprire, il poche ore, la via ai filibustieri di Raveneau de Lussan e disperdere i grossi corpi spagnuoli che il marchese di Montelimar poteva opporre a loro, e con molte speranze di aver ragione di quel pugno d&#8217;uomini.</p>
<p>&nbsp;Quando il sole riapparve sulle alte vette dell&#8217;impotentesierra , che si stendeva da ponente a levante, fronteggiata da un&#8217;altra minore, i tre avventurieri, non vedendo pi&uacute; nessuno nella valle, si misero in cammino per raggiungere Buttafuoco e Raveneau de Lussan.</p>
<p>&nbsp;I filibustieri, vedendo il passo libero, potevano approfittare e scendere dalle loro posizioni, senza attenderli.</p>
<p>&nbsp;Si ricacciarono sotto i foltissimi boschi che coprivano i fianchi dellasierra e si misero animosamente in cammino, preceduti da De Gussac, il quale si era provvisto d&#8217;un moschetto prima di lasciare la sua tavernaccia.</p>
<p>&nbsp;Nello scendere la valle si erano considerevolmente allontanati dalle trincee tenute dai loro compagni, sicch&eacute; dovettero rimontare faticosamente lasierra per una mezza dozzina d&#8217;ore, aprendosi il passo a colpi di draghinassa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si vedono, &ndash; disse ad un tratto don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi? &ndash; domand&ograve; Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le trincee.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed i filibustieri?</p>
<p>&nbsp;&ndash; O che dormono tutti come ghiri o sono partiti &ndash; rispose il guascone. &ndash; Non vedo nessuna sentinella vegliare sui punti avanzati.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che ci abbiano abbandonati?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mio caro, avranno pensato che era meglio salvare trecento uomini, invece di due soli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gl&#8217;ingrati!&#8230; &ndash; esclam&ograve; Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non siamo ancora dentro le palizzate, &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Forse si riposano all&#8217;ombra delle cinte.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo scosse la testa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Uhm!&#8230; &ndash; fece poi. &ndash; Noi abbiamo lavorato per gli altri, e gli altri hanno piantato in asso noi.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Forse, non vedendoci ritornare presto, avranno creduto che gli spagnuoli ci avessero appiccati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Un odore insopportabile giungeva dalla parte delle trincee, sopra le quali vedevano volteggiare stormi immensi diurubu , i falchi dell&#8217;America centrale.</p>
<p>&nbsp;I cadaveri degli spagnuoli, abbandonati sul campo di battaglia, cominciavano a corrompersi.</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; &ndash; esclam&ograve; don Barrejo, il quale cominciava ad avanzarsi con prudenza. &ndash; Sar&agrave; un affare serio mettere i piedi dentro a quel carnaio.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che i nostri compagni siano fuggiti per non prendersi la peste?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lass&uacute; non vi &egrave; nessun essere vivente, &ndash; disse De Gussac, il quale aveva raggiunto l&#8217;orlo della prima trincea. &ndash; Mi rincresce dirvelo, ma voi siete stati abbandonati.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andremo al Darien per nostro conto, &ndash; rispose don Barrejo, il quale non si spaventava mai di nulla. &ndash; Ora non abbiamo pi&uacute; gli spagnuoli ai fianchi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aspetta: vedo un segnale piantato in mezzo alla trincea.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andiamo a vederlo, &ndash; disse il basco. &ndash; Lo hanno innalzato certamente per noi.</p>
<p>&nbsp;Superarono la trincea, turandosi il naso per non respirare quelle esalazioni pestifere prodotte da quell&#8217;ammasso di corpi umani ormai in completa dissoluzione, e si diressero verso un&#8217;asta di lancia la quale reggeva un drappo rosso con qualche cosa di bianco piantato sulla cima e che non doveva essere un pezzo di lama.</p>
<p>&nbsp;Mendoza non si era ingannato.</p>
<p>&nbsp;Era un biglietto di Buttafuoco, col quale dava loro l&#8217;appuntamento sul Maddalena, nel caso che fossero riusciti a sfuggire agli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hanno approfittato dell&#8217;incendio per passare, coperti dalle nuvole di fumo, sotto le batterie spagnuole, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E noi? &ndash; chiese De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Seguiremo la medesima via.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; lontano per&ograve; il Maddalena, perch&eacute; scorre lungo le frontiere del Darien. Non vi potremo giungere prima di una diecina di giorni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Daremo un po&#8217; d&#8217;olio di palma ai nostri piedi e non ci fermeremo finch&eacute; non avremo raggiunti i compagni.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vorrei sapere quale vantaggio hanno su di noi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Notevole certamente, ma noi cercheremo di guadagnare via. Prima per&ograve; di metterci in marcia cerchiamo delle armi da fuoco e delle munizioni, disse don Barrejo. &ndash; Ne vedo tante l&agrave; in mezzo a quei morti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sar&ograve; certamente io che metter&ograve; i miei piedi in quel carnaio, &ndash; disse Mendoza facendo un gesto di ribrezzo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E nemmeno io, &ndash; aggiunse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;Il guascone li guard&ograve; quasi con commiserazione, poi disse.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Diventate un po&#8217; schizzinosi voi, camerati. Don Barrejo per&ograve; non lo &egrave; mai stato.</p>
<p>&nbsp;Scavalc&ograve; la trincea e si lasci&ograve; cadere su quell&#8217;ammasso di cadaveri, sopra i quali battagliavano ferocemente gliurubu .</p>
<p>&nbsp;Tenendosi uno straccio al naso, si avanz&ograve; con precauzione, temendo una caduta, e giunse finalmente dinanzi ad un gruppo dove archibugi e munizioni abbondavano.</p>
<p>&nbsp;Stava per prendere un paio di armi da fuoco, quando si vide piombare addosso uno stormo di volatili.</p>
<p>&nbsp;I divoratori di carogne, disturbati nel loro nauseabondo pasto, si precipitavano addosso al vivo, tentando di levargli gli occhi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; furfanti!&#8230; &ndash; url&ograve; il guascone, furibondo, sguainando subito la draghinassa. &ndash; Avete fatto alleanza cogli spagnuoli? Ora vi accomodo io.</p>
<p>&nbsp;Chiacchierava e battagliava ad un tempo, tagliando ali e teste, seppellendosi fra una nuvolaglia di penne.</p>
<p>&nbsp;Mendoza e De Gussac ridevano a crepapelle, senza accorrere in suo aiuto.</p>
<p>&nbsp;Gliurubu dovettero per&ograve; ben presto convincersi che i loro becchi erano meno robusti della draghinassa del guascone e finirono per andarsene. Don Barrejo raccolse i suoi due archibugi e le sue munizioni, ripass&ograve; sui cadaveri brulicanti gi&agrave; di vermi e scal&ograve; la palizzata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Guardate un po&#8217;, &ndash; disse. &ndash; Perfino gli uccelli l&#8217;hanno con noi!</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Questa &egrave; la terra della maledizione e&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Un colpo di fucile, sparato a non molta distanza, gli ruppe la frase. Degli uomini che indossavano corazze ed elmetti erano improvvisamente comparsi sulla cresta dell&#8217;altura e si preparavano a fucilare i tre avventurieri senza nemmeno dire loro: Oh&eacute;, guardatevi!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fulmini!&#8230; &ndash; esclam&ograve; Mendoza, mettendosi prontamente al coperto della seconda trincea. &ndash; Gli spagnuoli!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash;Tonnerre !&#8230; Da dove sono sbucati costoro? &ndash; si chiese don Barrejo, il quale aveva fatto altrettanto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Devono essere quei trecento che ci seguivano alle spalle per toglierci i bagagli, &ndash; rispose Mendoza. &ndash; Gambe, amici, e rifugiamoci nella foresta.</p>
<p>&nbsp;Le palle cominciavano a fioccare sulle palizzate, per&ograve; gli spagnuoli, temendo forse di aver dinanzi a loro forze rilevanti, non avevano osato abbandonare la cresta dell&#8217;altura.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, tenendosi curvi e ben vicini alla cinta di mezzo, guadagnarono d&#8217;un fiato il fianco dellasierra , coperto da alberi immensi e da cespugli colossali che s&#8217;intrecciavano ai festoni di liane e vi si gettarono dentro, mentre i colpi di fuoco spesseggiavano con maggior frequenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se non si sono accorti che siamo in tre soli, forse ci lasceranno in pace, &ndash; disse don Barrejo, il quale sciabolava rabbiosamente le piante per aprirsi il passo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; T&#8217;inganni, compare, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Ho udito dei cani latrare e li lanceranno sulle nostre tracce.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ti ricordi quella famosa corsa attraverso i boschi di Sandomingo?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lasciami correre: &egrave; il meglio che possiamo fare.</p>
<p>&nbsp;Avevano trovato uno squarcio nella foresta, forse aperto dai tapiri, i quali hanno l&#8217;abitudine di costruirsi delle vere strade, e si erano messi a correre con lena affannosa, spronati dalle archibugiate che la montagna opposta ripercuoteva con un rimbombo assordante.</p>
<p>&nbsp;Quella corsa disperata, lungo il fianco dellasierra , dur&ograve; una buona ora, poi i tre avventurieri, non udendo pi&uacute; far fuoco, si fermarono, non poco stupiti di essere scampati miracolosamente all&#8217;agguato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa dici tu, Mendoza, di tutta questa faccenda?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che se avessi una buona colazione la divorerei subito in mezzo minuto, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io penso invece che navighiamo ora in un mare di fastidi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sono inezie, pei guasconi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Corpo di bacco!&#8230; Se abbiamo alle spalle quei trecento uomini finiremo per essere presi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Abbiamo delle gambe anche noi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E loro hanno i cani. Hai proprio udito dei latrati?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Qualche mastino urlava fra gli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io ho sempre avuto una paura tremenda di quelle bestiacce, perch&eacute; quando si mettono su una pista non la lasciano pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che bel guadagno che abbiamo fatto a recarci a Segovia! Siamo rimasti tagliati fuori dal grosso e colla retroguardia degli spagnuoli alla spalle.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;De Gussac, tu che sei guascone come me, hai qualche idea meravigliosa?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se avessi qui qualche bottiglia saprei forse trovarcela nel fondo, &ndash; rispose il guascone numero due. &ndash; Il vino, purtroppo, non s&rsquo;incontra nelle boscaglie.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora non ci rimane che di metterci in cammino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Finch&eacute; avremo la lingua asciutta e le gambe rotte, &ndash; aggiunse Mendoza. &ndash; Non bisogna fidarsi di questo silenzio.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se gli spagnuoli non sparano pi&uacute;, &egrave; segno che si sono messi gi&agrave; sulla nostra pista.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Amici, gambe!&#8230;&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Si erano internati in un superbo bosco di passiflore, arrampicanti che in quelle regioni acquistano rapidamente delle dimensioni straordinarie, col fusto irto di spine e che si attorciglia facilmente ai pini od alle palme, formando dei festoni d&rsquo;una magnificenza incredibile.</p>
<p>&nbsp;Quasi tutto il tempo dell&rsquo;anno sono coperte di fiori purpurei con pistilli e stami bianchi i quali rappresentano, con esattezza meravigliosa, dei martelli, dei chiodi, dei ferri di lancia, delle piccole corone di spine e tutti gli altri strumenti della passione.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, che cominciavano a provare le prime strette della fame, si gettarono sulla frutta di quei profumati vegetali, grossi come un piccolo popone, colla buccia giallastra, eccellenti se conditi con vino e zucchero, e dopo d&rsquo;averne fatto un&rsquo;ampia raccolta, si rimisero in cammino seguendo sempre l&rsquo;aspra falda dellasierra .</p>
<p>&nbsp;Di quando in quando, quasi sotto i loro piedi, si alzavano deibotauro , volatili alti quasi due piedi, colle penne brune, rigate sopra, il ventre grigiastro ed il becco acutissimo, oppure deicurlam , trampolieri appartenenti alla famiglia dei francolini, bruno-purpurei e la testa picchiettata di bianco, che non avrebbero dovuto trovarsi in mezzo a quelle foreste essendo uccelli palustri. Vedendo passare i tre avventurieri, i quali si guardavano bene dallo sparare pel timore di attirare l&rsquo;attenzione degli spagnuoli, volavano via gridando:car&ograve; &#8230;car&ograve; &#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ehi, don Barrejo, &ndash; disse Mendoza, il quale seguiva cogli sguardi ardenti un branco di scoiattoli volanti, che avrebbero potuto fornirgli una deliziosa colazione. &ndash; Cantano per te quei trampolieri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per me!&#8230; &ndash; esclam&ograve; stupito il guascone, il quale non cessava di battagliare, con De Gussac, contro le passiflore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questi sono messaggeri gentili, mandati da tua moglie: carocaro&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che il diavolo ti porti!&#8230; &ndash; Tu sei sordo come una campana!.Car&ograve; &#8230;car&ograve; &#8230; la castigliana non mi ha mai dettocar&ograve; .</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Lascia stare le donne e cerca di catturarmi invece un paio di quegli scoiattoli volanti. Credi tu che io sia un uomo da vivere solamente di poponcelli di passiflore?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se vuoi, sparo!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah, no!&#8230; &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Gli spagnuoli ci sono alle calcagna.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Odi quel maledetto cane?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi pare di udirlo di quando in quando.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gi&agrave;!&#8230; I baschi sono diventati anche sordi ora.</p>
<p>&nbsp;Pur chiacchierando non si arrestavano. Colle spade e con la draghinassa battagliavano ferocemente contro le passiflore, le quali formavano sopra di loro dei festoni sempre pi&uacute; folti.</p>
<p>&nbsp;Verso il mezzod&iacute; fecero una breve fermata dinanzi ad una grossa pianta, la quale cresceva solitaria in mezzo a quel caos di verzura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Unpalo de vaca !&#8230; &ndash; aveva esclamato don Barrejo. &ndash; La colazione &egrave; assicurata. Anche i boschi qualche volta servono, bench&eacute; facciano sovente disperare i poveri diavoli che sono costretti ad attraversarli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ehi, Mendoza, tu che hai un buon naso, senti gli spagnuoli?&#8230; Io che posseggo due orecchi larghi come due ombrelli non odo pi&uacute; il cane.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io credo che si siano fermati a fare colazione, &ndash; rispose il basco. &ndash; Non sono gi&agrave; dei muli dei Pirenei per marciare senza un momento di sosta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; De Gussac, prestami il tuo elmetto. Non vi saranno delle bestie dentro?</p>
<p>&nbsp;&ndash; No, camerata, te lo assicuro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; D&rsquo;altronde se vi &egrave; qualche schizzinoso, tanto peggio per lui.</p>
<p>&nbsp;Prese la draghinassa e l&rsquo;elmetto e s&rsquo;appress&ograve; alla pianta, la quale cresceva dritta, tenacemente abbarbicata a una roccia, con una corona di foglie larghissime.</p>
<p>&nbsp;Vibr&ograve; un terribile colpo e dal tronco si vide scaturire subito uno zampillo di liquido biancastro, che pareva non avesse nulla da invidiare al latte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Questo vale meglio dei poponcelli, &ndash; disse, porgendo a Mendoza il casco che traboccava. &ndash; Che peccato non diventare piantatore dipalo de vaca !&#8230; Ci&ograve; mi risparmierebbe la fatica di tenere delle mucche.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sar&agrave; per un&rsquo;altra volta, &ndash; rispose Mendoza, il quale beveva a lunghi sorsi il dolcissimo e denso liquido.</p>
<p>&nbsp;La fermata alla base dell&rsquo;albero non dur&ograve; pi&uacute; di dieci minuti. Un lontano latrato li persuase a rimettersi subito in marcia, per non venire raggiunti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come sono lesti gli spagnuoli a fare colazione, &ndash; disse bon Barrejo. &ndash; La nostra pelle deve valere pi&uacute; dell&rsquo;oro&#8230; Bestia!&#8230; Sono pelli guascone e basche!&#8230; Sfido io che sono ansiosi di levarcele di dosso!</p>
<p>&nbsp;Avevano ripresa la corsa, ma non pi&uacute; attraverso ad una boscaglia di passiflore. Delle palme magnifiche sorgevano dinanzi a loro, a gruppi, lanciando i loro tronchi snelli e flessibili a pi&uacute; di cinquanta metri d&rsquo;altezza. Sulle cime cadevano elegantemente delle immense foglie dentellate, che portavano una spola d&rsquo;un bel violetto iridiscente, listata di porpora e fiocchi di frutta che sembravano mele verdi.</p>
<p>&nbsp;Ai piedi di quelle piante crescevano, in grande quantit&agrave;, delletigridie , le quali spiegavano al sole i loro fiori in forma di coppa, chiazzati ed occhialuti come il pelame d&rsquo;un giaguaro o d&rsquo;un pavone.</p>
<p>&nbsp;Quella seconda corsa, pi&uacute; affannosa della prima, dur&ograve; fino al cader del sole.</p>
<p>&nbsp;Tutto il giorno avevano udito i latrati del maledetto cane, sempre lontani &egrave; vero, ma anche sempre sulla loro pista.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cerchiamoci un rifugio, &ndash; disse De Gussac. &ndash; Se non lasciamo passare gli spagnuoli, ci faranno correre fino alle cateratte del Maddalena.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cercalo tu, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Sarei ben felice di lasciar passare quel cane dannato.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se ci arrampicassimo&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Taci, Mendoza, &ndash; disse il guascone, il quale da qualche istante tendeva gli orecchi. &ndash; Si direbbe che noi siamo vicini a qualche fonte.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ascolta tu, De Gussac.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Odo infatti dell&rsquo;acqua gorgogliare, &ndash; rispose il guascone numero due.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sarebbe quel che ci vorrebbe per far perdere al cane le nostre tracce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Andiamo un po&#8217; a vedere se si potr&agrave; usare quell&rsquo;acqua a nostro vantaggio, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Se si tratta d&rsquo;un ruscello, addio tutte le nostre speranze.</p>
<p>&nbsp;I tre avventurieri, all&rsquo;incerta luce crepuscolare, sfondarono un ammasso enorme di cespugli, massacrarono colle spade una ventina di cactus giganti e si trovarono improvvisamente dinanzi ad un bacino il quale si stendeva dinanzi ad una roccia.</p>
<p>&nbsp;Da una spaccatura, piuttosto ampia, che pareva conducesse a qualche antro, l&rsquo;acqua entrava e da un&rsquo;altra spaccatura, aperta sul margine del bacino, usciva, precipitandosi gi&uacute; pei selvosi fianchi dellasierra .</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo aveva subito fissati i suoi sguardi sulla roccia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La sorgente &egrave; l&agrave; dentro, &ndash; disse. &ndash; Se potessimo trovare un rifugio? Il cane avrebbe un bel cercare le nostre tracce.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Credi che vi sia qualche caverna piena d&rsquo;acqua? &ndash; chiese Mendoza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un serbatoio di certo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E tu vorresti passare la notte l&agrave; dentro coi piedi in acqua?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Rimani fuori e sbrigatela da solo cogli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ho mai avuto simpatia per gli antri oscuri, dentro i quali si possono nascondere anche dei serpenti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E le nostre spade non sono state temprate nelle acque de Guadalquivir? Compare, tu diventi, da qualche tempo, noioso. Invecchi forse?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Pu&ograve; darsi, &ndash; rispose il basco, ridendo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho trovato, disse in quel momento De Gussac, il quale da qualche minuto si frugava le tasche.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa? &ndash; domandarono ad una voce i due amici.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un pezzo di candela che mi &egrave; servito a dar fuoco al barile dell&rsquo;aguardiente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Leviamoci gli stivali e andiamo ad esplorare la sorgente, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; I latrati si odono sempre pi&uacute; distinti, e scommetterei che gli spagnuoli non si trovano a pi&uacute; di mille passi da noi.</p>
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		<title>Capitolo XIII   L&#8217;INCENDIO DI SEGOVIA</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 00:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Ultimi Filibustieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla serai due avventurieri, che fra una bottiglia e l&#8217;altra avevano architettato pi&#250; o meno il loro audace colpo di mano, si presentavano agli alabardieri vigilanti dinanzi al massiccio palazzo del governo, facendosi annunziare pei due ufficiali giunti al mattino da Tusignala. &#160;Il marchese di Montelimar doveva aver dato degli ordini in proposito, poich&#233; i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla serai due avventurieri, che fra una bottiglia e l&#8217;altra avevano architettato pi&uacute; o meno il loro audace colpo di mano, si presentavano agli alabardieri vigilanti dinanzi al massiccio palazzo del governo, facendosi annunziare pei due ufficiali giunti al mattino da Tusignala.</p>
<p>&nbsp;Il marchese di Montelimar doveva aver dato degli ordini in proposito, poich&eacute; i due avventurieri furono subito condotti al piano superiore, dove un ufficiale, lo stesso che li aveva scortati dal ponte alla spianata, li aspettava.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Siete voi che ho condotto stamani dinanzi al marchese? &ndash; domand&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, camerata, &ndash; rispose familiarmente don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sua Eccellenza vi aspetta nel suo gabinetto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; solo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Col suo segretario. Seguitemi, signori.</p>
<p>&nbsp;Fece attraversare loro alcuni corridoi scarsamente illuminati da qualche fumosa lampada ad olio e li introdusse in una vasta sala, occupata quasi tutta da una immensa tavola coperta d&#8217;un ricco tappeto verde.</p>
<p>&nbsp;All&#8217;estremit&agrave;, seduti presso uno scrittoio illuminato da due candele, stavano due uomini: erano il marchese di Montelimar ed il suo segretario, che rassomigliava stranamente al povero Pfiffero, sia per la tinta scialba, sia per gli occhi azzurrastri, sia per i capelli di un biodo slavato.</p>
<p>&nbsp;Il marchese, vedendoli entrare, si era alzato, mentre l&#8217;ufficiale si affrettava a ritirarsi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ah!&#8230; Siete finalmente giunti, &ndash; disse. &ndash; Avete indosso qualche documento che mi assicuri che voi siete realmente stati mandati dal governatori di Tusignala?</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo e Mendoza si scambiarono uno sguardo d&#8217;inquietudine, ma poi il primo rispose prontamente:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Nessuno, Eccellenza, perch&eacute; quando ci siamo veduti assaliti dai filibustieri abbiamo distrutto tutto come ci era stato ordinato.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Al governatore premeva che non si sapesse della rivolta degli indiani perch&eacute; la canaglia del Pacifico non ne approfittasse.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete fatto bene, &ndash; disse il marchese. &ndash; Voi dunque dite che le cose vanno male a Turisanda?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tutta la provincia &egrave; in fiamma e noi abbiamo corso diverse volte il pericolo di morire asfissiati fra le piantagioni brucianti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quanti uomini domanda il governatore?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Un migliaio, Eccellenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quell&#8217;uomo &egrave; pazzo. In questo momento io non posso sprovvedermi di una forza cos&iacute; importante. Che cosa dite voi, don Perego?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che avete ragioni da vendere, &ndash; rispose il segretario, il quale non cessava di far stridere la sua penna d&#8217;oca su dei grossolani fogli di carta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E poi appena usciti dalla citt&agrave; i mille uomini crebbero tutti sotto i colpi dei filibustieri ed io rimarrei con meno forze ed il governatore di Tusignala senza un uomo di pi&uacute;. Vi pare, don Perego?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete sempre ragioni da vendere, &ndash; rispose il segretario.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cambiate qualche volta la risposa, &ndash; disse il marchese, stizzito. &ndash; Colle vostre eterne ragioni da vendere io non capisco affatto il vostro pensiero.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avete&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ho capito: ancora delle ragioni da vendere. Continuate a scrivere il rapporto della battaglia che noi rimetteremo a questi due valorosi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Scusate, Eccellenza, &ndash; disse il guascone. &ndash; Perch&eacute; vorreste consegnarlo a noi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per portarlo al governatore di Tusignala, affinch&eacute; si persuada meglio che io non posso soccorrerlo in modo alcuno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Potr&agrave; giungervi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E perch&eacute; no? Come siete venuti da Tusignala potrete anche ritornare a Tusignala.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Coi filibustieri?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Due uomini soli possono sfuggire pi&uacute; facilmente che mille.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sar&agrave; un&#8217;impresa ardua, Eccellenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che io sapr&ograve; ricompensare per&ograve; largamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E se i filibustieri ci prendessero?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Come siete sfuggiti loro la prima volta, riuscirete anche la seconda.</p>
<p>&nbsp;Ad un tratto il marchese, che aveva fatto il giro della lunga tavola, camminando nervosamente, si ferm&ograve; dinanzi a Mendoza il quale si era tenuto sempre prudentemente dietro al guascone e si mise a guardarlo con una certa insistenza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Siete muto voi, che non parlate mai? &ndash; gli chiese, senza levargli di dosso gli occhi.</p>
<p>&nbsp;I due avventurieri, qualunque fossero coraggiosi fino alla temerariet&agrave;, si sentirono correre un brivido freddo per le ossa.</p>
<p>&nbsp;Il guascone, che non perdeva mai il suo sangue freddo, tent&ograve; di salvare la situazione, dicendo:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perdonate, Eccellenza, se il mio compagno non parla mai, avendo ricevuta una palla attraverso la lingua in non so quale battaglia datasi nell&#8217;Andalusia. Perci&ograve; preferisce rimanere muto per non provocare colla sua voce un certo senso di ribrezzo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; spagnuolo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, eccellenza.</p>
<p>&nbsp;Il marchese scosse il capo, poi, dopo d&#8217;aver guardato con maggior attenzione Mendoza, il quale impallidiva a vista d&#8217;occhio, disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Eppure io ho veduto in qualche luogo questa testa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; &Egrave; impossibile eccellenza, poich&eacute; &egrave; appena un mese che il mio camerata &egrave; giunto dall&#8217;Europa, &ndash; disse don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Soffermandosi a Panama?</p>
<p>&nbsp;Mendoza fece col capo un gesto affermativo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sarebbe una strana rassomiglianza? &ndash; si chiese il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute; dite questo, Eccellenza? &ndash; chiese il guascone, il quale ormai comprendeva perfettamente che le cose andavano imbrogliandosi inaspettatamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Perch&eacute; sulla gettata di Panama io ho riconosciuto un uomo che da sei anni non avevano pi&uacute; riveduto e che somigliava perfettamente al vostro camerata.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sar&agrave; stato un altro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Adagio,caballero : io sono molto curioso e desidero vederci ben chiaro in questa faccenda.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Voi non avete nessuna carta dal governatore di Tusignala?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Se vi ho detto che abbiamo distrutto tutto!&#8230; Era l&#8217;ordine e noi abbiamo obbedito.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mio caro, noi viviamo in tempo di guerra ed io ho l&#8217;abitudine di diffidare di tutti e di tutto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dubitereste di noi? &ndash; Chiese don Barrejo, il quale si sentiva fuggire il terreno sotto i piedi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Del vostro compagno almeno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sareste voi il diavolo? &ndash; esclam&ograve; imprudentemente il guascone.</p>
<p>&nbsp;Il marchese incroci&ograve; le braccia sul petto ed affrontandolo risolutamente, gli chiese:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa avete voluto dire con quelle parole?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che se la Spagna avesse dieci uomini come voi, a quest&#8217;ora non vi sarebbe pi&uacute; un filibustiere n&eacute; sul golfo del Messico n&eacute; nell&#8217;oceano Pacifico, &ndash; rispose pacatamente don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi prego di spiegarvi meglio,caballero .</p>
<p>&nbsp;&ndash; Domand&ograve; invece a voi quali intenzioni avete a nostro riguardo. Vivaddio!&#8230; Abbiamo attraversato fiumi e foreste; abbiamo sfidato cento pericoli; abbiamo salvato la pelle per miracolo, per compiere il nostro dovere ed ecco che ci accogliete con dei sospetti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi dico, anzi, che vi far&ograve; subito arrestare, &ndash; disse il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; L&agrave; l&agrave;, signor di Montelimar, &ndash; rispose don Barrejo, sguainando rapidamente la draghinassa, mentre il basco balzava verso la porta colla spada in pugno. &ndash; La partita non l&#8217;abbiamo ancora perduta e voi non ci farete arrestare.</p>
<p>&nbsp;Il marchese aveva fatto due passi indietro, mentre il suo segretario rimaneva colla penna d&#8217;oca in aria, guardando con ispavento i due falsi ufficiali.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Chi siete voi? &ndash; chiese il marchese, trascorso il primo momento di stupore.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Giacch&eacute; avete su di noi dei sospetti e volete farci arrestare, vi diremo allora che noi non siamo affatto due soldati spagnuoli, signor marchese: voi avete un fiuto straordinario ed i filibustieri li sentite subito.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Filibustieri, avete detto!&#8230; &ndash; esclam&ograve; il governatore, al colmo della sorpresa.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, signor marchese, noi abbiamo l&#8217;onore di appartenere a quella associazione di ladroni, &ndash; rispose don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed avete osato entrare in citt&agrave;?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dite nel vostro studio.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dal quale non uscirete che con una corda al collo!&#8230; &ndash; grid&ograve; il governatore, furibondo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non vi infiammate tanto, signore. Abbiamo perduta la partita, per&ograve; siamo tali uomini da farvi pagare cara la rivincita.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Miserabili!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Il marchese aveva fatto un gesto per cercare la sua spada, che non aveva invece pi&uacute; al suo fianco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Don Perego, &ndash; disse al segretario, &ndash; chiamate gli alabardieri e fate arrestare queste canaglie.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor marchese, &ndash; disse il guascone, &ndash; vi consiglio di ritirare l&#8217;ordine, poich&eacute; il mio compagno veglia dinanzi alla porta e se non parla ha la mano lesta, ve lo assicuro io.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voi osereste opporvi?&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Diavolo!&#8230; Noi non abbiamo alcun desiderio di far la conoscenza colla canapa che intrecciano gli spagnuoli.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Si dice che sia troppo ruvida e che rovini la gola agli appiccati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed avete tanta audacia da scherzare?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E perch&eacute; no, signor marchese? I filibustieri sono sempre di buon umore, anche quando le cose vanno maluccio, ed &egrave; perci&ograve; che vincono sempre.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa siete venuti a fare qui, furfanti?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Avevamo sete, signor marchese, ed abbiamo fatta una visita alle taverne per accettarci se i nostri compagni avrebbero trovato del buon vino in Segovia.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voi siete stupefacente!&#8230; &ndash; esclam&ograve; il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Me lo diceva anche mio padre, &ndash; rispose don Barrejo, ironicamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Basta,caramba !&#8230; Don Perego, chiamate gli alabardieri!&#8230;</p>
<p>&nbsp;Il segretario, quantunque fosse in preda ad un grande spavento, non avendo combattuto, durante la sua vita, che colle penne d&#8217;oca, si alz&ograve; e fece per avanzarsi.</p>
<p>&nbsp;Il guascone, che lo teneva d&#8217;occhio, fu pronto a chiudergli il passo ed a puntargli sul petto la draghinassa, dicendo:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor segretario, occupatevi dei vostri calamai e dei vostri sgorbi. In questi affari non c&#8217;entrate affatto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora andr&ograve; io, &ndash; disse il marchese, il quale aveva cercato invano un&#8217;arma. &ndash; Vedremo chi sapr&agrave; fermare un Montelimar.</p>
<p>&nbsp;&ndash; La punta della mia draghinassa, signore, &ndash; rispose don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Voi osereste?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tutto, signor marchese.Tonnerre !&#8230; Si tratta di salvare la mia pelle e quella del mio compagno e vi giuro che non esister&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non dimenticate, signor marchese, che noi siamo dei filibustieri, quindi delle persone capaci di tutto, anche di portar via un governatore spagnuolo sotto gli occhi dei suoi alabardieri.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Volevate rapirmi forse? &ndash; chiese il marchese, ironicamente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Veramente eravamo scesi in citt&agrave; con quell&#8217;idea, e giacch&eacute; la sorte non ci ha favorito, come speravamo, non ci rimane che di alzare i tacchi e di tornarcene presso il signor Raveneau de Lussan, un bravo e valoroso gentiluomo francese, ve lo afferma un guascone autentico.</p>
<p>&nbsp;Fra i due uomini vi fu un breve silenzio. Il marchese sembrava pietrificato e guardava con inquietudine la draghinassa di don Barrejo, la quale non cessava di descrivere dei molinelli pericolosi.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si direbbe che sogno, &ndash; disse ad un tratto, passandosi una mano sulla fronte. &ndash; Conoscevo l&#8217;audacia dei filibustieri, per&ograve; non credevo che giungesse a tal punto. Siete uomini o diavoli voi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io credo, signor marchese, che noi abbiamo nelle vene un po&#8217; di sangue umano ed un po&#8217; di sangue infernale. &Egrave; tempo per&ograve; di tagliar corto, signor mio.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Abbiamo chiacchierato abbastanza e qualcuno potrebbe venire a disturbarci, ci&ograve; che costringerebbe il mio compagno a far qualche grossa sciocchezza.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che cosa volete, furfanti?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per ora non chiediamo che di andarcene giacch&eacute; ci avete scoperti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E voi sperate&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Speriamo?&#8230; Signor marchese, qui si giuoca la vita ed i vecchi amici del conte Enrico di Ventimiglia e della marchesa di Montelimar vostra cognata, non esiteranno.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Di mia cognata!&#8230; &ndash; esclam&ograve; il marchese furibondo, diventando livido. &ndash; &Egrave; lei forse che vi ha mandati qui per assassinarmi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Niente affatto, signore. Noi siamo stati semplicemente incaricati di scortare la contessina Ines di Ventimiglia fino al Darien.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E spera di giungervi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E di raccogliere anche l&#8217;eredit&agrave; che la spetta.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi trover&agrave; sempre attraverso a tutte le sue vie. Ah!&#8230; Quei Ventimiglia hanno dato da fare alla Spagna, pi&uacute; che tutti i filibustieri dell&#8217;Atlantico e del Pacifico.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Ors&uacute;, finiamola, che cosa volete da me?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Che ci lasciate andare per le nostre faccende e nient&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Provatevi a uscire.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non sar&agrave; da quella parte che noi ce ne andremo, signor marchese. Io non ho mai voluto troppo bene agli alabardieri.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Giacch&eacute; ci sono delle finestre salteremo, non prima per&ograve; di avervi ridotto all&#8217;impotenza.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;Con una improvvisa strappata il guascone aveva spezzata uno dei lunghi cordoni di seta che reggevano la tenda, poi si era avvicinato al marchese, che lo guardava stupito, e gli disse:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Permettete che vi leghi, signore. Vi avverto che se opponete resistenza, fra mezzo minuto il marchese di Montelimar ed il suo segretario non saranno pi&uacute; vivi.</p>
<p>&nbsp;La lama del guascone si era puntata sul petto del governatore, in direzione del cuore. Mendoza aveva lasciato il suo posto dopo d&#8217;aver chiusa la porta a chiave, ed accorreva in aiuto del camerata, brandendo la spada.</p>
<p>&nbsp;Il marchese cap&iacute; di essere perduto e di aver da fare con due uomini risoluti a tutto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Fate, &ndash; disse, tergendosi alcune gocce di sudore, &ndash; spero per&ograve; di rivedervi presto e di prendermi la rivincita. I filibustieri non sono ancora giunti al Darien e la vita &egrave; lunga assai.</p>
<p>&nbsp;Ci&ograve; detto si lasci&ograve; legare, senza tentare la menoma resistenza.</p>
<p>&nbsp;Mendoza si era incaricato del segretario e non aveva avuto da faticare, poich&eacute; quel povero scriba era pi&uacute; morto che vivo pel grande spavento.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Permettete che vi prenda il fazzoletto, signor marchese, &ndash; disse il guascone, quand&#8217;ebbe finito di legargli le gambe.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi volete anche imbavagliare? &ndash; chiese il signor Montelimar, con voce sibilante.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dobbiamo prendere le nostre precauzioni per assicurarci la ritirata, signor mio.</p>
<p>&nbsp;I due disgraziati si lasciarono imbavagliare, poi vennero fatti sedere in due ampie poltrone ai cui bracciali furono ancora assicurati.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Signor marchese, i miei ossequi, &ndash; disse il guascone. &ndash; Avrei voluto portarvi in persona alla contessina di Ventimiglia; si contenter&agrave; per questa volta dei vostri saluti.</p>
<p>&nbsp;Mendoza intanto aveva aperta una finestra e misurava l&#8217;altezza.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dove mette? &ndash; chiese don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Su un giardino.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vi sono sentinelle?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Non ho mai posseduto gli occhi dei gatti, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Possiamo tentare il salto senza romperci il collo?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Siamo al primo piano, quindi non correremo nemmeno il pericolo di slogarci un piede.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Gi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;Mendoza si lasci&ograve; andare, cadendo in mezzo ad un&#8217;aiuola di fiori. Don Barrejo fu pronto a seguirlo.</p>
<p>&nbsp;Diedero un rapido sguardo all&rsquo;intorno e, non avendo scorto nessuno, si slanciarono attraverso i viali spaziosi ombreggiati da splendide palme.</p>
<p>&nbsp;Correvano a casaccio, colla speranza di giungere presto a qualche cancello, poich&eacute; ignoravo assolutamente da quale parte del palazzo si trovava.</p>
<p>&nbsp;Vi era il pericolo che, invece di girarlo per di dietro lo girassero per davanti e si trovassero di colpo fra le braccia degli alabardieri.</p>
<p>&nbsp;Spronati dalla paura, poich&eacute; cominciavano ad averne, ed in non piccola dose, continuarono la corsa furiosa per cinque o sei minuti e andarono a fermarsi dinanzi ad una cinta.</p>
<p>&nbsp;Scalarla e varcarla fu pei due filibustieri l&rsquo;affare di pochi secondi.</p>
<p>&nbsp;Lasciami respirare, Mendoza, &ndash; disse il guascone. &ndash; Finch&eacute; mi trovavo dentro il giardino non ho quasi osato mandar gi&uacute; una boccata d&#8217;aria. L&rsquo;abbiamo fatta grossa!&#8230;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E ce la siamo cavata splendidamente, &ndash; rispose il basco.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Noi, amico, siamo protetti da qualche buona stella.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sia pure, per&ograve; preferirei trovarmi al sicuro nella taverna del mio amico De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Saremo capaci di trovarla?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E che!&#8230; Hanno perduto il naso ora i baschi? Come fiuti dei nemici a grande distanza, potrai fare altrettanto con gli amici.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Cercheremo: corri, don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;Si erano cacciati in una via abbastanza larga, fiancheggiata da alte case ed illuminata da qualche rara lampada che spandeva pi&uacute; fumo che luce.</p>
<p>&nbsp;Pareva che i buoni cittadini di Segovia, malgrado la paura, si fossero profondamente addormentati, poich&eacute; porte e finestre erano chiuse e nessun lume brillava dentro le stanze.</p>
<p>&nbsp;Solamente dei cani randagi vagavano per le vie che i due avventurieri attraversavano l&rsquo;una dietro l&#8217;altra, cercando di orizzontarsi come meglio potevano.</p>
<p>&nbsp;Si sentivano ormai abbastanza sicuri. Anche se il marchese di Montelimar avesse gi&agrave; lanciati sulle loro tracce i suoi alabardieri, la distanza percorsa era abbastanza rilevante per dare loro un grandissimo vantaggio.</p>
<p>&nbsp;Non avevano da temere nemmeno da parte delle ronde, indossando le divise di ufficiali spagnuoli. Pareva per&ograve; che per quella notte il governatore avesse mandato altrove quelle guardie, quasi inutili in una cittaduzza cos&iacute; tranquilla.</p>
<p>&nbsp;Avevano gi&agrave; percorse sette od otto vie che s&rsquo;incrociavano in tutti i versi, passando ora fra case ed ora fra ortaglie, quando si trovarono di fronte alla spianata sulla quale al mattino avevano incontrato il marchese.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ci siamo! &ndash; esclam&ograve; don Barrejo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Alla taverna? &ndash; chiese Mendoza. &ndash; Io non vedo che due cannoni piazzati lass&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ebbene ora io ti dimostrer&ograve;, camerata, che anche i guasconi hanno dei buoni nasi, specialmente per fiutare le taverne.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Conta duecento passi.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Preferisco farli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora facciamoli.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Tu hai fiutato l&#8217;insegna d&rsquo;El Moro?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ti condurr&ograve; diritto alla taverna del mio amico d&#8217;infanzia, senza sbagliare.</p>
<p>&nbsp;S&rsquo;aprivano dinanzi a loro due stradicciuole sfondate e polverose. Don Barrejo esit&ograve; un momento, poi prese la destra, fiutando, come un vero bracco.</p>
<p>&nbsp;Dobbiamo dire che aveva ragione di dire che anche i guasconi possedevano dei buoni nasi, poich&eacute; cinque minuti dopo giungevano dinanzi alla taverna.</p>
<p>&nbsp;Dalle fessure della porta, abbastanza sgangherata, trapelavano dei fili di luce. De Gussac dunque, da vero amico, li aspettava.</p>
<p>&nbsp;Ed infatti bast&ograve; un leggiero picchio perch&eacute; si trovassero tutti e tre riuniti nella miserabile taverna.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Credevo che vi avessero gi&agrave; appiccati, &ndash; disse De Gussac.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lascia le chiacchiere e porta invece delle bottiglie, se ne hai ancora, &ndash; disse don Barrejo, respirando a pieni polmoni. &ndash; Io non avevo saputo prima d&#8217;ora che cosa fosse la paura e quel Montelimar me l&#8217;ha fatta provare.</p>
<p>&nbsp;&ndash; E non l&#8217;avete portato via?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Si, va a prenderlo tu fra i suoi alabardieri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ed io che avevo preparato la botte.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Servir&agrave; egualmente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Per metterci dentro chi?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Portaci da bere prima, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Non vedi che non abbiamo pi&uacute; fiato?</p>
<p>&nbsp;&ndash; E qualche cosa da gettare nel ventre che brontola da parecchie ore, &ndash; aggiunse Mendoza.</p>
<p>&nbsp;De Gussac scese nella cantina e torn&ograve; con altre bottiglie, un mezzo prosciutto e delletortillas di mais.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Le mie ultime ricchezze, &ndash; disse, con sospiro. &ndash; Non ho pi&uacute; che dell&#8217;aguardiente.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Meglio, amico! &ndash; esclam&ograve; don Barrejo. &ndash; Servir&agrave; ai miei tenebrosi progetti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Vuoi farne delle altre, compare? &ndash; chiese Mendoza. &ndash; Io ne ho abbastanza, e giacch&eacute; il colpo &egrave; fallito non domando altro che di cambiare vestito e di andarmene al pi&uacute; presto.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mi pare di sentire, da qualche ora, un gran nodo alla gola.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Brutto segno, &ndash; disse don Barrejo, con voce grave. &ndash; Tu senti la corda degli appiccati!</p>
<p>&nbsp;&ndash; Mi consoler&ograve; pensando che se acciuffano me prenderanno anche te, e che ci terremo compagnia nell&#8217;ultima danza della vita.</p>
<p>&nbsp;Invece di rispondere, don Barrejo si tagli&ograve; una grossa fetta di prosciutto che stese su unatortillas e si mise a mangiare. Mendoza si credette in dovere d&#8217;imitarlo, mentre De Gussac stappava le sue ultime bottiglie.</p>
<p>&nbsp;La cena, abbastanza magra, fu divorata in pochi minuti ed anche abbondantemente innaffiata, poi don Barrejo, che, contro il suo solito, aveva conservato un mutismo assoluto, si rovesci&ograve; sulla spalliera della sedia, e disse a Mendoza:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ti senti tu di poter rimanere ancora qui?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io no, &ndash; rispose il basco. &ndash; Quel Montelimar mi fa troppa paura.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sicch&eacute; &egrave; meglio ritornare fra i nostri.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Io non amo scherzare colle corde degli spagnuoli. Penso che la fortuna ci ha protetti anche un po&#8217; troppo.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Non sar&agrave; per&ograve; cosa facile lasciare la citt&agrave; in questo momento, con tante ronde ed i ponti rialzati.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; De Gussac, tu hai dei vestiti da prestarci?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Il mio guardaroba &egrave; a tua disposizione.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Ora dimmi che cosa vale questa taverna.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Quanto vale!&#8230; Se non c&#8217;&egrave; pi&uacute; nulla qui dentro!&#8230; Tutte le botti sono state vuotate.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Da te?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Credo di si, perch&eacute; il Moro non mi ha portato fortuna.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Hai fatto benissimo, amico, &ndash; disse don Barrejo. &ndash; Quando un taverniere non trova bevitori, deve diventare lui un bevitore, e poi non pagare mai i fornitori.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Sbrigati, don Barrejo, &ndash; disse Mendoza. &ndash; Io ne ho abbastanza di Nuova Segovia e vorrei andarmene al pi&uacute; presto.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Aspetta un momento, camerata, &ndash; disse il guascone. &ndash; Se non abbiamo potuto prendere il marchese di Montelimar, cerchiamo almeno di aprire il passo ai nostri compagni.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Finch&eacute; Segovia resiste nessuno potr&agrave; scendere.&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; E che cosa vorresti fare tu? Prenderla d&#8217;assalto? Se vuoi provare, io star&ograve; a vederti.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lascia che dica due parole a questo caro De Gussac e ti persuaderai che i guasconi hanno sempre delle trovate meravigliose.</p>
<p>&nbsp;Don Barrejo mand&ograve; gi&uacute; un altro bicchiere, l&#8217;ultimo rimasto sulla tavola e che aveva sottratto destramente al basco, poi, rivolgendosi al suo compatriotta, gli chiese:</p>
<p>&nbsp;&ndash; Dunque tu non possiedi pi&uacute; nulla qui?</p>
<p>&nbsp;&ndash; Appartiene tutto ai miei creditori.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Allora possiamo bruciare questi stracci e mandare all&#8217;aria la citt&agrave;. La casa &egrave; vecchia e costruita in legno di pino, ed altre consimili ne ho vedute presso a questa.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Che bella fiammata che noi faremo. &Egrave; grosso il bottale dell&#8217;aguardiente?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;&ndash; Abbastanza rotondo.</p>
<p>&nbsp;&ndash; Lo berranno questi tavolini e queste sedie zoppicanti.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Lesto, camerata, portaci dei vestiti ed un paio di forbici per tagliarci un po&#8217; di barba, mentre noi prepariamo il fal&ograve;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Se Segovia non brucia questa notte non brucer&agrave; pi&uacute;.</p>
<p>&nbsp;&ldquo;Mendoza, scendiamo in cantina e portiamo quass&uacute; il barile.&rdquo;</p>
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