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	<description>I racconti di Salgari pubblicati a puntate</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:21:21 +0000</pubDate>
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		<title>Ferocia e generosità</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:21:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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All&#8217;indomani qualche ora dopo che il sole era sorto, Sandokan usciva dalla capanna, pronto a compiere l&#8217;ardita impresa.
Era abbigliato da guerra: aveva calzato lunghi stivali di pelle rossa, il suo colore favorito, aveva indossata una splendida casacca di velluto pure rosso, adorna di ricami e di frange e larghi calzoni di seta azzurra. Ad armacollo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p>All&#8217;indomani qualche ora dopo che il sole era sorto, Sandokan usciva dalla capanna, pronto a compiere l&#8217;ardita impresa.<br />
Era abbigliato da guerra: aveva calzato lunghi stivali di pelle rossa, il suo colore favorito, aveva indossata una splendida casacca di velluto pure rosso, adorna di ricami e di frange e larghi calzoni di seta azzurra. Ad armacollo portava una ricca carabina indiana rabescata e dal lungo tiro: alla cintura una pesante scimitarra dall&#8217;impugnatura di oro massiccio e di dietro un kriss, quel pugnale dalla lama serpeggiante e avvelenata, tanto caro alle popolazioni della Malesia. <br />
Si arrest&ograve; un momento sull&#8217;orlo della gran rupe, scorrendo col suo sguardo d&#8217;aquila la superficie del mare, diventata liscia e tersa come uno specchio, e lo ferm&ograve; verso l&#8217;oriente.<br />
- &Egrave; l&agrave; - mormor&ograve; egli, dopo alcuni istanti di contemplazione. - Strano destino, che mi spingi laggi&ugrave;, dimmi se mi sarai fatale! Dimmi se quella donna dagli occhi azzurri e dai capelli d&#8217;oro che ogni notte conturba i miei sogni, sar&agrave; la mia perdita!&#8230;<br />
Scosse il capo come se volesse scacciare un cattivo pensiero, poi a lenti passi discese una stretta scaletta aperta nella roccia e che conduceva alla spiaggia. Un uomo lo attendeva al basso: era Yanez.<br />
- Tutto &egrave; pronto - disse questi. - Ho fatto preparare i due migliori legni della nostra flotta, rinforzandoli con due grosse spingarde.<br />
- E gli uomini?<br />
- Tutte le bande sono schierate sulla spiaggia, coi loro capi. Non avrai che da scegliere le migliori.<br />
- Grazie, Yanez.<br />
- Non ringraziarmi, Sandokan; forse ho preparato la tua rovina.<br />
- Non temere, fratello mio; le palle hanno paura di me.<br />
- Sii prudente, molto prudente.<br />
- Lo sar&ograve; e ti prometto che, appena avr&ograve; veduta quella fanciulla ritorner&ograve; qui.<br />
- Dannata femmina! Strangolerei quel pirata che per primo la vide e ne parl&ograve; a te.<br />
- Vieni, Yanez.<br />
Attraversarono una spianata, difesa da grandi bastioni, e armata di grossi pezzi d&#8217;artiglieria, di terrapieni e di profondi fossati e giunsero sulle rive della baia, in mezzo alla quale galleggiavano dodici o quindici velieri, che si chiamano prahos. Dinanzi ad una lunga fila di capanne e di solidi fabbricati, che parevano magazzini, trecento uomini stavano schierati in bell&#8217;ordine, in attesa d&#8217;un comando qualunque per slanciarsi, come una legione di demoni, sulle navi e spargere il terrore su tutti i mari della Malesia. <br />
Che uomini e che tipi!<br />
Vi erano dei malesi, di statura piuttosto bassa, vigorosi e agili come le scimmie, dalla faccia quadra e ossuta, dalla tinta fosca, uomini famosi per la loro audacia e ferocia; dei battias, dalla tinta ancor pi&ugrave; fosca, noti per la loro passione per la carne umana, quantunque dotati di una civilt&agrave; relativamente assai avanzata; dei dayaki della vicina isola di Borneo, di alta statura, dai lineamenti belli, celebri per le loro stragi, che valsero loro il titolo di tagliatori di teste; dei siamesi, dal viso romboidale e gli occhi dai riflessi giallastri; dei cocincinesi, dalla tinta gialla e il capo adorno di una coda smisurata e poi degli indiani, dei bughisi, dei giavanesi, dei tagali delle Filippine e infine dei negritos con delle teste enormi ed i lineamenti ributtanti.<br />
All&#8217;apparire della Tigre della Malesia, un fremito percorse la lunga fila dei pirati; tutti gli occhi parvero incendiarsi e tutte le mani si raggrinzarono attorno alle armi.<br />
Sandokan gett&ograve; uno sguardo di compiacenza sui suoi tigrotti, come amava chiamarli, e disse:<br />
- Patan, fatti innanzi.<br />
Un malese, di statura piuttosto alta, dalle membra poderose, la tinta olivastra e vestito d&#8217;un semplice sottanino rosso adorno di alcune piume, si avanz&ograve; con quel dondolamento che &egrave; particolare agli uomini di mare.<br />
- Quanti uomini conta la tua banda? - chiese.<br />
- Cinquanta, Tigre della Malesia.<br />
- Tutti buoni?<br />
- Tutti assetati di sangue.<br />
- Imbarcali su quei due prahos e cedine la met&agrave; al giavanese Giro-Batol.<br />
- E si va?&#8230;<br />
Sandokan gli lanci&ograve; uno sguardo, che fece fremere l&#8217;imprudente, quantunque fosse uno di quegli uomini che si rideva della mitraglia.<br />
- Ubbidisci e non una parola se vuoi vivere - gli disse Sandokan.<br />
Il malese s&#8217;allontan&ograve; rapidamente, traendosi dietro la sua banda, composta di uomini coraggiosi fino alla pazzia e che ad un cenno di Sandokan non avrebbero esitato a saccheggiare il sepolcro di Maometto, quantunque tutti maomettani.<br />
- Vieni Yanez - disse Sandokan, quando li vide imbarcati.<br />
Stavano per scendere la spiaggia, quando furono raggiunti da un brutto negro dalla testa enorme, dalle mani ed i piedi di grandezza sproporzionata, un vero campione di quegli orribili negritos che s&#8217;incontrano nell&#8217;interno di quasi tutte le isole della Malesia.<br />
- Che cosa vuoi e da dove vieni, Kili-Dal&ugrave;? - gli chiese Yanez.<br />
- Vengo dalla costa meridionale - rispose il negato, respirando affannosamente.<br />
- E ci rechi?<br />
- Una buona nuova, capo bianco; ho veduto una grossa giunca bordeggiare verso le isole Romades.<br />
- Era carica? - chiese Sandokan.<br />
- S&igrave;, Tigre.<br />
- Sta bene; fra tre ore cadr&agrave; in mio potere.<br />
- E poi andrai a Labuan?<br />
- Direttamente, Yanez.<br />
Si erano fermati dinanzi ad una ricca baleniera, montata da quattro malesi.<br />
- Addio, fratello - disse Sandokan, abbracciando Yanez.<br />
- Addio, Sandokan. Bada di non commettere delle pazzie.<br />
- Non temere; sar&ograve; prudente.<br />
- Addio e che la tua buona stella ti protegga.<br />
Sandokan balz&ograve; nella baleniera e, con pochi colpi di remo, raggiunse i prahos, i quali stavano spiegando le loro immense vele. Dalla spiaggia si alz&ograve; un immenso grido.<br />
- Evviva la Tigre della Malesia!<br />
- Partiamo - comand&ograve; il pirata, volgendosi ai due equipaggi.<br />
Le ancore vennero salpate da due squadre di demoni color verde-oliva o giallo-sporco e i due legni, fatte due bordate, si slanciarono in pieno mare, beccheggiando sulle azzurre onde del mar Malese.<br />
- La rotta? - chiese Sabau a Sandokan, che aveva preso il comando del legno maggiore.<br />
- Diritti alle isole Romades - rispose il capo. Poi, volgendosi verso gli equipaggi, grid&ograve;:<br />
- Tigrotti, aprite bene gli occhi; abbiamo una giunca da saccheggiare.<br />
Il vento era buono, soffiando dal sud-ovest, e il mare, appena mosso non opponeva resistenza alla corsa dei due legni, i quali in breve raggiunsero una celerit&agrave; superiore ai dodici nodi, velocit&agrave; veramente non comune ai bastimenti a vela, ma niente straordinaria pei legni malesi, che portano vele immense e hanno scafi strettissimi e leggeri.<br />
I due legni, coi quali la Tigre stava per intraprendere l&#8217;audace spedizione, non erano due veri prahos i quali ordinariamente sono piccoli e sprovvisti di ponte. Sandokan e Yanez, che in fatto di cose di mare non avevano di eguali in tutta la Malesia, avevano modificati tutti i loro velieri, onde affrontare vantaggiosamente le navi che inseguivano.<br />
Avevano conservato le immense vele, la cui lunghezza toccava i quaranta metri e cos&igrave; pure gli alberi grossi, ma dotati di una certa elasticit&agrave; e le manovre di fibre di gamuti e di rotang, pi&ugrave; resistenti delle funi e pi&ugrave; facili a trovarsi, ma avevano dato agli scafi maggiori dimensioni, alla carena forme pi&ugrave; svelte e alla prua una solidit&agrave; a tutta prova.<br />
Avevano inoltre fatto costruire su tutti i legni un ponte, aprire sui fianchi dei fori pei remi ed avevano eliminato uno dei due timoni che portavano i prahos e soppresso il bilanciere, attrezzi che potevano rendere meno facili gli abbordaggi.<br />
Malgrado i due prahos si trovassero ancora ad una grande distanza dalle Romades, verso le quali si supponeva veleggiasse la giunca scorta da Kili-Dal&ugrave;, appena sparsasi la notizia della presenza di quel legno, i pirati si misero subito all&#8217;opera, onde essere pronti al combattimento.<br />
I due cannoni e le due grosse spingarde vennero caricati colla massima cura, si disposero sul ponte palle in gran numero e granate da lanciarsi a mano, poi fucili, scuri, sciabole d&#8217;abbordaggio e sulle murate vennero collocati i grappini d&#8217;arrembaggio, da gettarsi sulle manovre della nave nemica. Ci&ograve; fatto, quei demoni, i cui sguardi gi&agrave; s&#8217;accendevano d&#8217;ardente bramosia, si misero in osservazione chi sui bastingaggi, chi sulle griselle, e chi a cavalcioni dei pennoni, ansiosi tutti di scoprire la giunca che prometteva un ricco saccheggio, provenendo ordinariamente, tali navi, dai porti della Cina. <br />
Anche Sandokan pareva che prendesse parte all&#8217;ansiet&agrave; e irrequietezza dei suoi uomini. Camminava da prua a poppa con passo nervoso, scrutando l&#8217;immensa distesa d&#8217;acqua e stringendo con una specie di rabbia l&#8217;impugnatura d&#8217;oro della sua splendida scimitarra.<br />
Alle dieci del mattino Mompracem scompariva sotto l&#8217;orizzonte, ma il mare appariva ancora deserto.<br />
Non uno scoglio in vista, non un pennacchio di fumo che indicasse la presenza di un piroscafo, non un punto bianco che segnalasse la vicinanza di qualche veliero. Una viva impazienza cominciava a invadere gli equipaggi dei due legni; gli uomini salivano e scendevano gli attrezzi imprecando, tormentavano le batterie dei fucili, facevano lampeggiare le lucenti lame dei loro avvelenati kriss e delle scimitarre.<br />
Ad un tratto, poco dopo il mezzod&igrave;, dall&#8217;alto dell&#8217;albero maestro s&#8217;ud&igrave; una voce a gridare:<br />
- Ehi! guarda sottovento!<br />
Sandokan interruppe la sua passeggiata. Lanci&ograve; un rapido sguardo sul ponte del proprio legno, un altro su quello comandato da Giro-Batol, poi comand&ograve;:<br />
- Tigrotti! Ai vostri posti di combattimento!<br />
In meno che si dica i pirati, che si erano arrampicati sugli alberi, scesero in coperta, occupando i posti loro assegnati.<br />
- Ragno di Mare - disse Sandokan, rivolgendosi all&#8217;uomo rimasto in osservazione sull&#8217;albero. - Che cosa vedi?<br />
- Una vela, Tigre.<br />
- &Egrave; una giunca?<br />
- &Egrave; la vela di una giunca, non m&#8217;inganno.<br />
- Avrei preferito un legno europeo - mormor&ograve; Sandokan, corrugando la fronte. - Nessun odio mi spinge contro gli uomini del Celeste Impero. Ma chiss&agrave;!&#8230; - Riprese la passeggiata e non parl&ograve; pi&ugrave;.<br />
Pass&ograve; una mezz&#8217;ora, durante la quale i due prahos guadagnarono cinque nodi, poi la voce del Ragno di Mare si fece ancora udire.<br />
- Capitano, &egrave; una giunca! - grid&ograve;. - Badate che ci ha scorti e che sta virando di bordo.<br />
- Ah! - esclam&ograve; Sandokan. - Ehi! Giro-Batol, manovra in modo da impedirle di fuggire.<br />
I due legni un momento dopo si separavano e, dopo descritto un ampio semicerchio, mossero a vele spiegate incontro al legno mercantile.<br />
Era questo uno di quei pesanti vascelli che si chiamano giunche, dalle forme tozze e di dubbia solidit&agrave;, usati nei mari della Cina.<br />
Appena accortosi della presenza di quei due legni sospetti, contro i quali non poteva lottare di velocit&agrave;, si era fermato, inalberando un gran drappo.<br />
Nel vedere quel vessillo, Sandokan fece un salto innanzi.<br />
- La bandiera del rajah Brooke, dello &quot;Sterminatore dei pirati&quot;! - esclam&ograve;, con intraducibile accento d&#8217;odio. - Tigrotti! all&#8217;abbordaggio! all&#8217;abbordaggio!&#8230; Un urlo selvaggio, feroce, s&#8217;alz&ograve; fra i due equipaggi, ai quali non era ignota la fama dell&#8217;inglese James Brooke, diventato rajah di Sarawack, nemico spietato dei pirati, un gran numero dei quali erano caduti sotto i suoi colpi.<br />
Patan, d&#8217;un balzo, fu al cannone di prua, mentre gli altri puntavano la spingarda ed armavano le carabine.<br />
- Devo cominciare? - chiese a Sandokan.<br />
- S&igrave;, ma che la tua palla non vada perduta.<br />
- Sta bene!<br />
Di repente una detonazione echeggi&ograve; a bordo della giunca, ed una palla di piccolo calibro pass&ograve;, con un acuto fischio, attraverso le vele. Patan si chin&ograve; sul suo cannone e fece fuoco, l&#8217;effetto fu pronto: l&#8217;albero maestro della giunca che si era spaccato alla base, oscill&ograve; violentemente innanzi e indietro e cadde in coperta, colle vele e tutti i suoi cordami. A bordo del disgraziato legno si videro degli uomini correre sulle murate e poi sparire.<br />
- Guarda, Patan! - grid&ograve; il Ragno di Mare.<br />
Un piccolo canotto, montato da sei uomini, erasi staccato dalla giunca e fuggiva verso le Romades.<br />
- Ah! - esclam&ograve; Sandokan, con ira. - Vi sono degli uomini che fuggono, invece di battersi! Patan f&agrave; fuoco su quei vili!<br />
Il malese lanci&ograve; a fior d&#8217;acqua un nembo di mitraglia che sfond&ograve; il canotto, fulminando tutti quelli che lo montavano.<br />
- Bravo, Patan! - grid&ograve; Sandokan. - Ed ora, rasami come un pontone quella nave, sulla quale vedo ancora un numeroso equipaggio. Dopo la manderemo a raddobbarsi nei cantieri del rajah, se ne ha!<br />
I due legni corsari ripresero l&#8217;infernale musica, scagliando palle, granate e nembi di mitraglia contro il povero legno, spaccandogli l&#8217;albero di trinchetto, sfondandogli le murate e le costole, recidendogli le manovre e uccidendogli i marinai che si difendevano disperatamente a colpi di fucile.<br />
- Bravi! - esclam&ograve; Sandokan, che ammirava il coraggio di quei pochi uomini rimasti sulla giunca.<br />
- Tirate, tirate ancora contro di noi! Siete degni di combattere contro la Tigre della Malesia!<br />
I due legni corsari, avvolti da fitte nuvole di fumo, dalle quali scattavano lampi, si avanzavano sempre e in brevi istanti furono sotto i fianchi della giunca.<br />
- Barra sottovento! - grid&ograve; allora Sandokan, che aveva impugnato la scimitarra.<br />
Il suo legno abbord&ograve; il mercantile sotto l&#8217;anca di babordo, e vi rimase attaccato, essendo stati lanciati i grappini d&#8217;abbordaggio.<br />
- All&#8217;assalto, tigrotti! - tuon&ograve; il terribile pirata.<br />
Si raccolse su se stesso, come una tigre che sta per lanciarsi sulla preda e fece atto di saltare, ma una mano robusta lo trattenne.<br />
Si volse, gettando un urlo di furore, ma l&#8217;uomo che aveva osato di fermarlo gli era saltato dinanzi, coprendolo col proprio corpo.<br />
- Tu, Ragno di Mare! - grid&ograve; Sandokan, alzando su di lui la scimitarra. Proprio in quell&#8217;istante un colpo di fucile partiva dalla giunca e il povero Ragno cadeva sul ponte fulminato.<br />
- Ah! grazie, mio tigrotto - disse Sandokan. - Volevi salvarmi!<br />
Si scagli&ograve; innanzi come un toro ferito, si aggrapp&ograve; alla bocca di un cannone, si iss&ograve; sul ponte della giunca e si precipit&ograve; fra i combattenti con quella pazza temerit&agrave; che tutti ammiravano.<br />
L&#8217;intero equipaggio della nave mercantile si gitt&ograve; addosso a lui per contrastargli il passo.<br />
- A me, tigrotti! - grid&ograve; egli, abbattendo due uomini col rovescio della scimitarra. Dieci o dodici pirati, arrampicandosi come scimmie su per gli attrezzi e saltando le murate, si slanciarono in coperta, mentre l&#8217;altro praho gettava i grappini d&#8217;abbordaggio.<br />
- Arrendetevi! - grid&ograve; la Tigre ai marinai della giunca.<br />
I sette od otto uomini che ancora sopravvivevano, vedendo altri pirati invadere la tolda, gettarono le armi.<br />
- Chi &egrave; il capitano? - chiese Sandokan.<br />
- Io - rispose un cinese, facendosi innanzi, tremando.<br />
- Tu sei un prode, ed i tuoi uomini sono degni di te - disse Sandokan. - Dove andavi?<br />
- A Sarawack.<br />
Una profonda ruga si disegn&ograve; sull&#8217;ampia fronte del pirata.<br />
- Ah! - esclam&ograve; con voce sorda. - Tu vai a Sarawack. E che cosa fa il rajah Brooke, lo &quot;Sterminatore dei pirati&quot;?<br />
- Non lo so, mancando da Sarawack da parecchi mesi.<br />
- Non importa, ma gli dirai che un giorno andr&ograve; a gettare l&#8217;ancora nella sua baia e che l&agrave; attender&ograve; i suoi legni. Oh! la vedremo se lo &quot;Sterminatore dei pirati&quot; sar&agrave; capace di vincere i miei.<br />
Poi si strapp&ograve; dal collo una fila di diamanti del valore di tre o quattrocentomila lire e, porgendola al capitano della giunca, disse:<br />
- Prendi, mio valoroso. Mi rincresce di averti malmenato la giunca che tu hai cos&igrave; bene difesa, ma potrai con questi diamanti comperartene dieci di nuove.<br />
- Ma chi siete, voi? - chiese il capitano, stupito.<br />
Sandokan gli si avvicin&ograve; e, posandogli le mani sulle spalle, gli disse:<br />
- Guardami in viso: io sono la Tigre della Malesia.<br />
Poi, prima che il capitano e i suoi marinai potessero riaversi dal loro sbalordimento e dal loro terrore, Sandokan e i pirati erano ridiscesi nei loro legni.<br />
- La rotta? - chiese Patan.<br />
La Tigre stese il braccio verso l&#8217;est, poi, con voce metallica, nella quale sentivasi una grande vibrazione, grid&ograve;:<br />
- Tigrotti, a Labuan! a Labuan!</p>
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		<title>I pirati di Mompracem</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:21:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[le tigri di Mompracem]]></category>

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La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo.
Pel cielo, spinte da un vento irresistibile, correvano come cavalli sbrigliati, e mescolandosi confusamente, nere masse di vapori, le quali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo.<br />
Pel cielo, spinte da un vento irresistibile, correvano come cavalli sbrigliati, e mescolandosi confusamente, nere masse di vapori, le quali, di quando in quando, lasciavano cadere sulle cupe foreste dell&#8217;isola furiosi acquazzoni; sul mare, pure sollevato dal vento, s&#8217;urtavano disordinatamente e s&#8217;infrangevano furiosamente enormi ondate, confondendo i loro muggiti cogli scoppi ora brevi e secchi ed ora interminabili delle folgori.<br />
N&eacute; dalle capanne allineate in fondo alla baia dell&#8217;isola, n&eacute; sulle fortificazioni che le difendevano, n&eacute; sui numerosi navigli ancorati al di l&agrave; delle scogliere, n&eacute; sotto i boschi, n&eacute; sulla tumultuosa superficie del mare, si scorgeva alcun lume; chi per&ograve;, venendo da oriente, avesse guardato in alto, avrebbe scorto sulla cima di un&#8217;altissima rupe, tagliata a picco sul mare, brillare due punti luminosi, due finestre vivamente illuminate.<br />
Chi mai vegliava in quell&#8217;ora e con simile bufera, nell&#8217;isola dei sanguinari pirati?<br />
Tra un labirinto di trincee sfondate, di terrapieni cadenti, di stecconati divelti, di gabbioni sventrati, presso i quali scorgevansi ancora armi infrante e ossa umane, una vasta e solida capanna s&#8217;innalzava, adorna sulla cima di una grande bandiera rossa, con nel mezzo una testa di tigre.<br />
Una stanza di quell&#8217;abitazione &egrave; illuminata, le pareti sono coperte di pesanti tessuti rossi, di velluti e di broccati di gran pregio, ma qua e l&agrave; sgualciti, strappati e macchiati, e il pavimento scompare sotto un alto strato di tappeti di Persia, sfolgoranti d&#8217;oro, ma anche questi lacerati e imbrattati.<br />
Nel mezzo sta un tavolo d&#8217;ebano, intarsiato di madreperla e adorno di fregi d&#8217;argento, carico di bottiglie e di bicchieri del pi&ugrave; raro cristallo; negli angoli si rizzano grandi scaffali in parte rovinati, zeppi di vasi riboccanti di braccialetti d&#8217;oro, di orecchini, di anelli, di medaglioni, di preziosi arredi sacri, contorti o schiacciati, di perle provenienti senza dubbio dalle famose peschiere di Ceylan, di smeraldi, di rubini e di diamanti che scintillano come tanti soli, sotto i riflessi di una lampada dorata sospesa al soffitto.<br />
In un canto sta un divano turco colle frange qua e l&agrave; strappate; in un altro un armonium di ebano colla tastiera sfregiata e all&#8217;ingiro, in una confusione indescrivibile, stanno sparsi tappeti arrotolati, splendide vesti, quadri dovuti forse a celebri pennelli, lampade rovesciate, bottiglie ritte o capovolte, bicchieri interi o infranti e poi carabine indiane rabescate, tromboni di Spagna, sciabole, scimitarre, accette, pugnali, pistole.<br />
In quella stanza cos&igrave; stranamente arredata, un uomo sta seduto su una poltrona zoppicante: &egrave; di statura alta, slanciata, dalla muscolatura potente, dai lineamenti energici, maschi, fieri e d&#8217;una bellezza strana.<br />
Lunghi capelli gli cadono sugli omeri: una barba nerissima gli incornicia il volto leggermente abbronzato.<br />
Ha la fronte ampia, ombreggiata da due stupende sopracciglia dall&#8217;ardita arcata, una bocca piccola che mostra dei denti acuminati come quelli delle fiere e scintillanti come perle; due occhi nerissimi, d&#8217;un fulgore che affascina, che brucia, che fa chinare qualsiasi altro sguardo.<br />
Era seduto da alcuni minuti, collo sguardo fisso sulla lampada, colle mani chiuse nervosamente attorno alla ricca scimitarra, che gli pendeva da una larga fascia di seta rossa, stretta attorno ad una casacca di velluto azzurro a fregi d&#8217;oro. Uno scroscio formidabile, che scosse la gran capanna fino alle fondamenta, lo strapp&ograve; bruscamente da quella immobilit&agrave;. Si gett&ograve; indietro i lunghi e inanellati capelli, si assicur&ograve; sul capo il turbante adorno di uno splendido diamante, grosso quanto una noce, e si alz&ograve; di scatto, gettando all&#8217;intorno uno sguardo nel quale leggevasi un non so che di tetro e di minaccioso.<br />
- &Egrave; mezzanotte - mormor&ograve; egli. - Mezzanotte e non &egrave; ancora tornato! <br />
Vuot&ograve; lentamente un bicchiere pieno di un liquido color dell&#8217;ambra, poi apr&igrave; la porta, s&#8217;inoltr&ograve; con passo fermo fra le trincee che difendevano la capanna e si ferm&ograve; sull&#8217;orlo della gran rupe, alla cui base ruggiva furiosamente il mare. Stette l&agrave; alcuni minuti colle braccia incrociate, fermo come la rupe che lo reggeva, aspirando con volutt&agrave; i tremendi soffi della tempesta e spingendo lo sguardo sullo sconvolto mare, poi si ritir&ograve; lentamente, rientr&ograve; nella capanna e si arrest&ograve; dinanzi all&#8217;armonium.<br />
- Quale contrasto! - esclam&ograve;. - Al di fuori l&#8217;uragano e qua io! Quale il pi&ugrave; tremendo?<br />
Fece scorrere le dita sulla tastiera, traendo dei suoni rapidissimi e che avevano qualche cosa di strano, di selvaggio e che poi rallent&ograve;, finch&eacute; si spensero fra gli scrosci delle folgori ed i fischi del vento.<br />
Ad un tratto volse vivamente il capo verso la porta lasciata semiaperta. Stette un momento in ascolto, curvo innanzi, cogli orecchie tesi, poi usc&igrave; rapidamente, spingendosi fino sull&#8217;orlo della rupe.<br />
Al rapido chiarore di un lampo vide un piccolo legno, colle vele quasi ammainate, entrare nella baia e confondersi in mezzo ai navigli ancorati. Il nostro uomo accost&ograve; alle labbra un fischietto d&#8217;oro e mand&ograve; tre note stridenti; un fischio acuto vi rispose un momento dopo.<br />
- &Egrave; lui! - mormor&ograve; con viva emozione. - Era tempo!<br />
Cinque minuti dopo un essere umano, avvolto in un ampio mantello grondante d&#8217;acqua, si presentava dinanzi alla capanna.<br />
- Yanez! - esclam&ograve; l&#8217;uomo dal turbante, gettandogli le braccia al collo.<br />
- Sandokan! - rispose il nuovo venuto, con un accento straniero marcatissimo. - Brr! Che notte d&#8217;inferno, fratellino mio.<br />
- Vieni!<br />
Attraversarono rapidamente le trincee ed entrarono nella stanza illuminata, chiudendo la porta.<br />
Sandokan riemp&igrave; due bicchieri e porgendone uno allo straniero che si era sbarazzato del mantello e della carabina che portava ad armacollo, gli disse, con accento quasi affettuoso:<br />
- Bevi, mio buon Yanez.<br />
- Alla tua salute, Sandokan.<br />
- Alla tua.<br />
Vuotarono i bicchieri e si assisero dinanzi al tavolo.<br />
Il nuovo arrivato era un uomo sui trentatr&eacute; o trentaquattro anni, cio&egrave; un po&#8217; pi&ugrave; anziano del compagno. Era di media statura, robustissimo, dalla pelle bianchissima, i lineamenti regolari, gli occhi grigi, astuti, le labbra beffarde, e sottili, indizio di una ferrea volont&agrave;. A prima vista si capiva che era un europeo non solo, ma che doveva appartenere a qualche razza meridionale.<br />
- Ebbene, Yanez, - chiese Sandokan, con una certa emozione, - hai veduta la fanciulla dai capelli d&#8217;oro?<br />
- No, ma so quanto volevi sapere.<br />
- Non sei andato a Labuan?<br />
- S&igrave;, ma capirai che su quelle coste guardate dagli incrociatori inglesi, riesce difficile lo sbarco a gente della nostra specie.<br />
- Parlami di questa fanciulla. Chi &egrave;?<br />
- Ti dir&ograve; che &egrave; una creatura meravigliosamente bella, tanto bella da essere capace di stregare il pi&ugrave; formidabile pirata.<br />
- Ah! - esclam&ograve; Sandokan.<br />
- Mi dissero che ha i capelli biondi come l&#8217;oro, gli occhi pi&ugrave; azzurri del mare, le carni bianche come l&#8217;alabastro. So che Alamba, uno dei nostri pi&ugrave; feroci pirati, la vide una sera passeggiare sotto i boschi dell&#8217;isola e che fu tanto colpito da quella bellezza da fermare la sua nave per meglio contemplarla, a rischio di farsi massacrare dagli incrociatori inglesi.<br />
- Ma a chi appartiene?<br />
- Da alcuni si dice che sia figlia di un colono, da altri di un lord, da altri ancora che sia nientemeno che parente del governatore di Labuan.<br />
- Strana creatura - mormor&ograve; Sandokan, comprimendosi colle mani la fronte.<br />
- E cos&igrave;?&#8230; - chiese Yanez.<br />
Il pirata non rispose. Si era bruscamente alzato in preda ad una viva emozione e si era portato dinanzi all&#8217;armonium, facendo scorrere le dita sui tasti. <br />
Yanez si limit&ograve; a sorridere e, staccata da un chiodo una vecchia mandola, si mise a pizzicarne le corde, dicendo:<br />
- Sta bene! Facciamo un po&#8217; di musica.<br />
Aveva per&ograve; appena cominciato a suonare un&#8217;arietta portoghese, allorquando vide Sandokan avvicinarsi bruscamente al tavolo, puntandovi sopra le mani con tale violenza da farlo piegare.<br />
Non era pi&ugrave; lo stesso uomo di prima: la sua fronte era burrascosamente aggrottata, i suoi occhi mandavano cupi lampi, le sue labbra, ritiratesi, mostravano i denti convulsamente stretti, le sue membra fremevano. In quel momento egli era il formidabile capo dei feroci pirati di Mompracem, era l&#8217;uomo che da dieci anni insanguinava le coste della Malesia, l&#8217;uomo che per ogni dove aveva dato terribili battaglie, l&#8217;uomo la cui straordinaria audacia, l&#8217;indomito coraggio gli avevano valso il nomignolo di Tigre della Malesia.<br />
- Yanez! - esclam&ograve; egli con un tono di voce, che pi&ugrave; nulla aveva d&#8217;umano. - Che cosa fanno gl&#8217;inglesi a Labuan?<br />
- Si fortificano - rispose tranquillamente l&#8217;europeo.<br />
- Forse che tramano qualche cosa contro di me?<br />
- Lo credo.<br />
- Ah! Tu lo credi? Che osino alzare un dito contro la mia Mompracem! Di&#8217; a loro che si provino a sfidare i pirati nei loro covi! La Tigre li distrugger&agrave; fino all&#8217;ultimo e berr&agrave; tutto il loro sangue. Dimmi, che cosa dicono di me?<br />
- Che &egrave; ora di finirla con un pirata cos&igrave; audace.<br />
- E mi odiano molto?<br />
- Tanto che s&#8217;accontenterebbero di perdere tutte le loro navi, pur di appiccarti.<br />
- Ah!<br />
- Dubiti forse? Fratellino mio, sono molti anni che tu ne commetti una peggiore dell&#8217;altra. Tutte le coste portano le tracce delle tue scorrerie; tutti i villaggi e tutte le citt&agrave; sono state da te assalite e saccheggiate; tutti i forti olandesi, spagnoli e inglesi hanno ricevuto le tue palle e il fondo del mare &egrave; irto di navi da te mandate a picco.<br />
- &Egrave; vero, ma di chi la colpa? Forse che gli uomini di razza bianca non sono stati inesorabili con me? Forse che non mi hanno detronizzato col pretesto che io diventavo troppo potente? Forse che non hanno assassinato mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle, per distruggere la mia discendenza? Quale male avevo io fatto a costoro? La razza bianca non aveva mai avuto da dolersi di me, eppure mi volle schiacciare. Ora io li odio, siano spagnoli, od olandesi, o inglesi o portoghesi tuoi compatrioti, io li esecro e mi vendicher&ograve; terribilmente di loro, l&#8217;ho giurato sui cadaveri della mia famiglia e manterr&ograve; il giuramento!<br />
&quot;Se sono per&ograve; stato spietato coi miei nemici, qualche voce spero si alzer&agrave; per dire che talvolta sono stato generoso.&quot;<br />
- Non una, bens&igrave; cento, mille voci possono ben dire che tu sei stato coi deboli perfin troppo generoso - disse Yanez. - Possono dirlo tutte quelle donne cadute in tuo potere che tu hai condotte, a rischio di farti colare a picco dagli incrociatori, nei porti degli uomini bianchi; possono dirlo le deboli trib&ugrave; che tu hai difeso contro le razzie dei prepotenti, i poveri marinai privati dei loro legni dalle tempeste e che tu hai salvati dalle onde e coperti di regali, e cento, e mille altri che ricorderanno sempre i tuoi benefici, o Sandokan.<br />
&quot;Ma dimmi ora, fratellino mio, che cosa vuoi concludere?&quot; <br />
La Tigre della Malesia non rispose. Si era messo a passeggiare per la stanza colle braccia incrociate e la testa china sul petto. A che pensava quel formidabile uomo? Il portoghese Yanez, quantunque lo conoscesse da lungo tempo, non sapeva indovinarlo.<br />
- Sandokan, - disse dopo qualche minuto, - a che cosa pensi?<br />
La Tigre si ferm&ograve; guardandolo fisso, ma ancora non rispose.<br />
- Hai qualche pensiero che ti tormenta? - riprese Yanez. - Toh! Si direbbe che ti crucci perch&eacute; gl&#8217;inglesi ti odiano molto.<br />
Anche questa volta il pirata stette zitto.<br />
Il portoghese si alz&ograve;, accese una sigaretta e si diresse verso una porta nascosta dalla tappezzeria, dicendo:<br />
- Buona notte, fratellino mio.<br />
Sandokan a quelle parole si scosse e, fermando con un gesto il portoghese, disse:<br />
- Una parola, Yanez.<br />
- Parla adunque.<br />
- Sai che voglio andare a Labuan?<br />
- Tu!&#8230; A Labuan!&#8230;<br />
- Perch&eacute; tanta sorpresa?<br />
- Perch&eacute; tu sei troppo audace e commetteresti qualche pazzia nel covo del tuoi pi&ugrave; accaniti nemici.<br />
Sandokan lo guard&ograve; con due occhi che mandavano fiamme ed emise una specie di sordo ruggito.<br />
- Fratello mio, - riprese il portoghese, - non tentare troppo la fortuna. Sta&#8217; in guardia! L&#8217;affamata Inghilterra ha messo gli occhi sulla nostra Mompracem e forse non aspetta che la tua morte per gettarsi sui tuoi tigrotti e distruggerli. Sta&#8217; in guardia, poich&eacute; ho veduto un incrociatore irto di cannoni e zeppo d&#8217;armati ronzare nelle nostre acque, e quello l&agrave; &egrave; un leone che altro non attende che una preda.<br />
- Ma incontrer&agrave; la Tigre! - esclam&ograve; Sandokan, stringendo i pugni e fremendo dai piedi al capo.<br />
- S&igrave;, la incontrer&agrave; e forse nella pugna soccomber&agrave;, ma il suo grido di morte giunger&agrave; fino sulle coste di Labuan ed altri muoveranno contro di te. Morranno molti leoni, poich&eacute; tu sei forte e tremendo, ma morr&agrave; anche la Tigre!<br />
- Io!&#8230;<br />
Sandokan aveva fatto un salto innanzi, colle braccia contratte pel furore, gli occhi fiammeggianti, le mani raggrinzate come se stringessero delle armi. Fu per&ograve; un lampo: si sedette dinanzi al tavolo, tracann&ograve; d&#8217;un sol fiato una tazza rimasta piena e disse con voce perfettamente calma:<br />
- Hai ragione, Yanez; tuttavia io andr&ograve; domani a Labuan. Una forza irresistibile mi spinge verso quelle spiagge, e una voce mi sussurra che io devo vedere la fanciulla dai capelli d&#8217;oro, che io devo&#8230;<br />
- Sandokan!&#8230;<br />
- Silenzio fratellino mio: andiamo a dormire.</p>
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		<title>Conclusione</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 04:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre giorni durarono le stragi di Delhi, stragi orrende che strapparono un urlo d&#8217;indignazione non solo fra le nazioni europee, bens&#237; nell&#8217;istessa Inghilterra.
Gl&#8217;indiani, sapendo la sorte che li attendeva, disputavano palmo a palmo il terreno, combattendo disperatamente nelle vie, nelle case, nei cortili, entro e fuori le cinte, sulle rive della Giumna.
Erano rimasti ancora in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre giorni durarono le stragi di Delhi, stragi orrende che strapparono un urlo d&#8217;indignazione non solo fra le nazioni europee, bens&iacute; nell&#8217;istessa Inghilterra.</p>
<p>Gl&#8217;indiani, sapendo la sorte che li attendeva, disputavano palmo a palmo il terreno, combattendo disperatamente nelle vie, nelle case, nei cortili, entro e fuori le cinte, sulle rive della Giumna.</p>
<p>Erano rimasti ancora in loro possesso il palazzo reale, il forte Selinghur e parecchi edifizi porticati, e opponevano una resistenza degna della pi&uacute; alta ammirazione.</p>
<p>La sera per&ograve; del 17, aperta una breccia nel muro del ben guarnito cortile dei magazzini, gl&#8217;inglesi espugnavano il palazzo reale, che era difeso da centoventi pezzi d&#8217;artiglieria e passavano a fil di spada tutti i difensori, compresi i figli dell&#8217;imperatore, caduti eroicamente colle armi in pugno.</p>
<p>Il 18 anche la batteria dei Kiscengange, che era armata di settantacinque cannoni e che costituiva l&#8217;ultima difesa degl&#8217;insorti, veniva oppressa sotto il fuoco formidabile dei grossi pezzi inglesi ed i difensori subivano egual sorte di quelli del palazzo reale.</p>
<p>Lo stesso giorno anche ilkotuali o municipio della citt&agrave; cadeva e cento cinquanta indiani, fra i quali parecchi membri della famiglia imperiale, che si erano arresi dietro promessa d&#8217;aver salva la vita, venivano fucilati ed impiccati dinanzi all&#8217;edificio!</p>
<p>Il 20 Delhi era tutta in mano agl&#8217;inglesi e allora ne seguirono scene spaventevoli e carneficine inaudite, degne dei selvaggi della Polinesia e non di gente incivilita e di europei.</p>
<p>Migliaia e migliaia d&#8217;indiani furono massacrati dalle truppe ubriache di sangue e di gin, che pi&uacute; nulla ormai rispettavano, n&eacute; sesso, n&eacute; et&agrave;, e la citt&agrave; intera sub&iacute; un saccheggio spaventevole. I valorosi difensori della libert&agrave; indiana caddero tutti, dopo d&#8217;aver trucidate colle proprie mani la moglie e le figlie perch&eacute; non cadessero nelle mani dei vincitori.</p>
<p>Il 24 Sandokan ed i suoi compagni, dopo averne ottenuto il permesso dal generale Wilson, lasciavano la disgraziata citt&agrave; dove migliaia e migliaia di cadaveri cominciavano ad imputridire nelle vie e nelle case e dove gl&#8217;inglesi continuavano ad impiccare e fucilare i vinti. De Lussac, nauseato da quelle barbarie, aveva chiesto ed ottenuto il permesso di accompagnarli a Calcutta.</p>
<p>Ormai l&#8217;insurrezione era domata e solo il prode Tantia Topi, colla bellissima e fiera Rani di Jhansie ed un pugno di valorosi, teneva ancora alta la bandiera della libert&agrave;, fra le folte jungle e le immense foreste del Bundelkund([7]).</p>
<p>Quindici giorni dopo, Sandokan, Yanez e Tremal-Naik con Darma, dopo d&#8217;aver ricompensato largamente Sirdar e d&#8217;aver lungamente abbracciato il valoroso francese, che li aveva cos&iacute; validamente aiutati nella terribile impresa, s&#8217;imbarcavano sullaMarianna , salpando per la lontana isola di Mompracem.</p>
<p>Surama, che aveva ormai conquistato interamente il cuore del flemmatico Yanez la tigre e Punthy li accompagnavano.</p>
<p>
([1])Come si sa, le mucche in India sono considerate animali sacri.(NotadiSalgari)</p>
<p>([2])Piccoli cannoni di ottone che lanciano palle d&#8217;una libra.(NotadiSalgari)</p>
<p>([3])Liquore composto per la maggior parte di oppio liquido che ubriaca fortemente.(NotadiSalgari)</p>
<p>([4])Storico.(NotadiSalgari)</p>
<p>([5])La musica indiana ha quattro sistemi musicali, in relazione colle stagioni dell&#8217;anno. &Egrave; malinconica nell&#8217;inverno, &egrave; viva in primavera, languida nell&#8217;estate, brillante nell&#8217;autunno.(NotadiSalgari).</p>
<p>([6])Sottotenenti.(NotadiSalgari) .</p>
<p>([7])Quel famoso generale per un anno tenne in iscacco tre eserciti inglesi e non si arrese se non dopo che la Rani cadde, crivellata di palle(Nota diSalgari) .</p>
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		<item>
		<title>Le stragi di Delhi (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 04:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavano per entrare in una delle stanze, quando Tremal-Naik url&#242; contro un vaso, rovesciandolo.
- Maledizione! - mormor&#242; il bengalese.
Un&#8217;ombra era improvvisamente comparsa dietro i vetri. Si ferm&#242; un momento, guardando sulla terrazza, poi apr&#237; la porta.
Quasi subito un uomo gli piomb&#242; addosso, afferrandolo strettamente pei polsi e facendogli cadere, con una stretta terribile, la pistola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavano per entrare in una delle stanze, quando Tremal-Naik url&ograve; contro un vaso, rovesciandolo.</p>
<p>- Maledizione! - mormor&ograve; il bengalese.</p>
<p>Un&#8217;ombra era improvvisamente comparsa dietro i vetri. Si ferm&ograve; un momento, guardando sulla terrazza, poi apr&iacute; la porta.</p>
<p>Quasi subito un uomo gli piomb&ograve; addosso, afferrandolo strettamente pei polsi e facendogli cadere, con una stretta terribile, la pistola che impugnava. Era Sandokan che assaliva la Tigre dell&#8217;India.</p>
<p>Con una spinta irresistibile, cacci&ograve; Suyodhana entro la stanza che era illuminata da una lampada, dicendogli freddamente:</p>
<p>- Se mandi un grido, sei morto!</p>
<p>Il capo dei Thugs era rimasto cos&iacute; sorpreso da quell&#8217;improvviso attacco, che non aveva nemmeno pensato ad opporre resistenza.</p>
<p>Quando per&ograve; vide comparire dietro a Sandokan, Tremal-Naik, e poi Sirdar, un urlo di furore gli sfugg&iacute; dalle labbra.</p>
<p>- Il padre della piccola&laquo; Vergine della pagoda&raquo;! - esclam&ograve;, digrignando i denti. - Che cosa vuoi tu?&#8230; Come ti trovi qui?</p>
<p>- Vengo a riprendermi mia figlia, miserabile! - url&ograve; Tremal-Naik. - Dov&#8217;&egrave;?</p>
<p>Il terribile capo degli strangolatori era rimasto silenzioso.</p>
<p>Colle braccia strette sul petto, lo sguardo cupo, i lineamenti sconvolti, guardava i suoi nemici, fissando soprattutto Sirdar.</p>
<p>Era un avversario degno della Tigre della Malesia: alto, tutto muscoli e nervi, con larghe spalle, il volto fiero, reso maggiormente duro da una lunga barba gi&agrave; brizzolata, gli occhi nerissimi che parevano iniettati di sangue.</p>
<p>Stette alcuni secondi immobile, dardeggiando sui suoi avversari uno sguardo feroce, poi disse con voce dura:</p>
<p>- Siete voi, &egrave; vero, coloro che mi hanno dichiarata la guerra?</p>
<p>- S&iacute;, siamo noi che abbiamo anche distrutti ed inondati i sotterranei di Rajmangal ed i loro abitanti, - rispose Sandokan.</p>
<p>- Che cosa vuoi tu e chi sei? - chiese Suyodhana.</p>
<p>- Un uomo che porta un nome che un giorno ha fatto tremare tutti i popoli delle isole della Malesia e che &egrave; venuto qui appositamente per distruggere la tua setta infame.</p>
<p>- E tu credi?&#8230;</p>
<p>- Che avr&ograve; la tua pelle e anche la bambina che hai rapita a Tremal-Naik.</p>
<p>- Ti reputi ben forte: &egrave; vero che siete in quattro.</p>
<p>- La Tigre della Malesia affronter&agrave; sola la Tigre dell&#8217;India, - disse Sandokan.</p>
<p>Un sorriso d&#8217;incredulit&agrave; sfior&ograve; le labbra di Suyodhana.</p>
<p>- Quando ti avr&ograve; ucciso, gli altri mi assaliranno, - rispose Suyodhana. - Il &laquo;padre delle sacre acque del Gange&raquo; sapr&agrave; difendere contro voi anche colei che ormai incarna sulla terra la possente Kal&iacute;.</p>
<p>- Miserabile! - url&ograve; Tremal-Naik, facendo atto di gettarsi su di lui.</p>
<p>Sandokan con gesto imperioso lo trattenne.</p>
<p>Il capo degli strangolatori, rapido come un fulmine, approfitt&ograve; di quel momento in cui Sandokan si era voltato per raccogliere la pistola che giaceva ancora a terra.</p>
<p>Senza pronunciare una parola la punt&ograve; verso la Tigre della Malesia e gliela scaric&ograve; addosso a tre passi di distanza, ma fu forse appunto quel breve tratto che gli fece mancare l&#8217;avversario e anche la troppa precipitazione.</p>
<p>- Ah! Traditore! - grid&ograve; il pirata, gettando la carabina e sguainando il lungo pugnale che portava alla cintola. - Potrei assassinarti: preferisco combatterti.</p>
<p>Suyodhana con un balzo da tigre si era gettato dinanzi alla porta che metteva in una stanza nella quale forse si trovava coricata la piccola Darma, gridando:</p>
<p>- Bisogner&agrave; passare sul mio corpo!</p>
<p>Anche nella sua destra scintillava una specie ditarwar dalla lama leggermente ricurva e lunga quasi quanto quella di Sandokan.</p>
<p>- Che nessuno interrompa la lotta delle due tigri, - disse il pirata. - A noi due, Suyodhana.</p>
<p>- Prima te e poi Sirdar, - rispose il capo dei Thugs con voce cupa. - Il traditore non sfuggir&agrave; alla punizione che l&#8217;attende.</p>
<p>Si erano messi entrambi in guardia, raccolti su se stessi come due tigri pronte a scattare, col braccio sinistro ripiegato dinanzi al petto in modo da coprire il cuore ed il pugnale all&#8217;altezza del viso.</p>
<p>L&#8217;uno doveva valere l&#8217;altro, perch&eacute; entrambi, quantunque non pi&uacute; giovani, possedevano ancora un&#8217;agilit&agrave; straordinaria ed una forza poco comune.</p>
<p>Un profondo silenzio regn&ograve; per alcuni secondi nella stanza.</p>
<p>Yanez, appoggiato ad un enorme vaso di porcellana, fumava flemmaticamente l&#8217;eterna sigaretta senza dimostrare la menoma apprensione; Sirdar, rannicchiato in un angolo, stringeva fra le mani untarwar , pronto a prendere parte alla lotta; Tremal-Naik, visibilmente commosso, tormentava il grilletto della sua carabina risoluto a non lasciarsi sfuggire ilthug , quantunque avesse promesso a Sandokan di non intervenire.</p>
<p>I due avversari si guardarono per qualche po&#8217;, provocandosi cogli sguardi, poi la Tigre della Malesia vedendo che l&#8217;avversario non accennava ad assalire, si slanci&ograve; tentando di colpirlo alla gola.</p>
<p>Suyodhana con un salto si sottrasse al contatto, par&ograve; il colpo colla punta del pugnale, poi abbassatosi si fece sotto a Sandokan cercando di squarciargli il ventre.</p>
<p>Nel fare per&ograve; quell&#8217;atto scivol&ograve; sul pavimento lucidissimo, cadendo su un ginocchio. Prima che avesse potuto rialzarsi e rimettersi in guardia, il pugnale della Tigre della Malesia gli entrava nel petto fino alla guardia, spaccandogli il cuore.</p>
<p>Ilthug rimase un momento col corpo ancora diritto, gettando sul suo avversario un ultimo sguardo d&#8217;odio, poi s&#8217;accasci&ograve;, mentre un getto di sangue gli usciva dalle labbra.</p>
<p>La Tigre dell&#8217;India era morta! Tremal-Naik e Yanez, vedendola cadere, si erano slanciati nella stanza vicina dove in un ricco lettino, incrostato di madreperla, dormiva fra coperte e lenzuola di seta una bambina dai capelli biondi.</p>
<p>Tremal-Naik con un rapido gesto l&#8217;aveva sollevata, stringendola freneticamente fra le braccia.</p>
<p>- Darma! Bambina mia!</p>
<p>- Babbo! - aveva risposto la piccina, fissando sul bengalese i suoi occhioni azzurri.</p>
<p>Nel medesimo istante un rombo formidabile scosse la casa fino alle fondamenta, seguito da un clamore immenso e da un furioso tuonare d&#8217;artiglierie e di carabine.</p>
<p>- Gli inglesi! - s&#8217;ud&iacute; a gridare Sandokan, che si era precipitato verso la veranda. - Sono saltati gli ultimi bastioni!</p>
<p>S&iacute;, erano gl&#8217;inglesi che, tramutati in ladri ed assassini, avevano fatta irruzione nella citt&agrave; saccheggiando e massacrando la popolazione che fuggiva e che davano un ben triste saggio della civilt&agrave; europea.</p>
<p>Fino dal giorno prima avevano prese tutte le misure per un assalto generale, occupando la linea di difesa della trincea d&#8217;acqua, la trincea del bastione dei Mori e la porta di Cascemir ed ai primi albori si erano rovesciati sulla citt&agrave; dopo un terribile combattimento sostenuto dinanzi la porta di Cabul, dove gl&#8217;insorti spiegarono un coraggio straordinario, uccidendo agl&#8217;invasori cinquecento uomini, otto ufficiali e ferendo il generale Nicholson.</p>
<p>Urla spaventevoli s&#8217;alzavano da tutte le vie, accompagnate da scariche tremende. Si combatteva disperatamente dappertutto mentre le donne e parte degli abitanti fuggivano in massa verso il ponte di barche per sottrarsi alla strage.</p>
<p>- Fuggiamo anche noi, - disse Sandokan, che vedeva avanzarsi al galoppo alcuni squadroni di cavalleria che sciabolavano senza misericordia i fuggiaschi, uomini, donne e fanciulli travolgendoli sotto le zampe dei cavalli. Se ci sorprendono qui potrebbero passarci a fil di spada, quantunque possediamo la lettera del governatore ed il salva-condotto. Cerchiamo, se &egrave; possibile, di riguadagnare il nostrobengalow .</p>
<p>Avvolgi Darma in una coperta, Tremal-Naik, e sgombriamo senza perdere tempo.</p>
<p>Presero le carabine e scesero le scale a precipizio. Dietro la palazzina s&#8217;apriva un vasto cortile che confinava con dei giardini.</p>
<p>- Varchiamo la cinta e rifugiamoci fra le piante, - disse Sandokan. - Lasciamo passare la cavalleria.</p>
<p>Stavano per scalarla, quando la porta del cortile fu abbattuta e una frotta di fuggiaschi, per la maggior parte donne e fanciulli, vi si precipit&ograve; dentro mandando urla disperate.</p>
<p>- Troppo tardi! - esclam&ograve; Sandokan, afferrando la carabina. - Eccoci in un bell&#8217;impiccio!</p>
<p>Sette od otto cavalieri, che avevano le sciabole insanguinate fino all&#8217;elsa, avevano fatta pure irruzione, urlando ferocemente:</p>
<p>- Ammazza! ammazza!</p>
<p>Sandokan con un salto si era gettato dinanzi ai fuggiaschi che si erano rifugiati, piangendo e gridando, in un angolo ed aveva puntata risolutamente la carabina verso i soldati, che si preparavano a massacrare quegli infelici.</p>
<p>- Fermi, bricconi! - tuon&ograve;. - Voi disonorate l&#8217;armata inglese! Fermi o vi fuciliamo come cani idrofobi!</p>
<p>Tremal-Naik, affidata la piccola Darma a Sirdar, e Yanez si erano collocati ai suoi fianchi, coi fucili imbracciati.</p>
<p>- Spazzare via quei miserabili! - grid&ograve; il sergente che comandava il drappello.</p>
<p>- Bada! - disse Sandokan. - Noi abbiamo un salva-condotto del governatore del Bengala e se non obbedisci ci difenderemo.</p>
<p>- Gi&uacute; a sciabolate! - comand&ograve; invece il sergente.</p>
<p>Gi&agrave; i suoi uomini stavano per lanciare i cavalli, quando un ufficiale seguito da una dozzina di cavalieri, fra i quali se ne vedevano alcuni di colore, entr&ograve; nel cortile gridando:</p>
<p>- Fermi tutti!</p>
<p>Era il luogotenente de Lussac che giungeva coi malesi lasciati albengalow .</p>
<p>Balz&ograve; a terra stringendo la mano a Sandokan ed ai suoi amici, poi volgendosi verso il sergente che lo guardava confuso, gli disse:</p>
<p>- Vattene! Questi uomini hanno reso al tuo paese un servigio tale, che nessuna ricompensa basterebbe a pagarli. Vattene e ricordati che &egrave; da vile assassinare delle donne.</p>
<p>Mentre i cavalleggeri uscivano precipitosamente, dai suoi fece rinchiudere la porta, dicendo:</p>
<p>- Aspettiamo la fine della battaglia, amici. Io son qui a proteggervi.</p>
<p>- Avrei amato meglio andarmene, - rispose Sandokan. - Non abbiamo pi&uacute; nulla da fare qui.</p>
<p>- Domani, se le stragi saranno finite. Povera Delhi! Quanto sangue! Qui l&#8217;esercito inglese vi lascer&agrave; il suo onore!</p>
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		<title>Le stragi di Delhi (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 04:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grido di gioia era sfuggito da tutti i petti, riconoscendo in quell&#8217;uomo il tanto atteso bramino che credevano ormai di non poter pi&#250; rivedere.
- Suyodhana?
- &#200; qui, signori, - ripose Sirdar.
- Con mia figlia? - chiese Tremal-Naik.
- S&#237;, con tua figlia,sahib .
- Presto, a casa nostra, - disse Sandokan. - Non &#232; questo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grido di gioia era sfuggito da tutti i petti, riconoscendo in quell&#8217;uomo il tanto atteso bramino che credevano ormai di non poter pi&uacute; rivedere.</p>
<p>- Suyodhana?</p>
<p>- &Egrave; qui, signori, - ripose Sirdar.</p>
<p>- Con mia figlia? - chiese Tremal-Naik.</p>
<p>- S&iacute;, con tua figlia,sahib .</p>
<p>- Presto, a casa nostra, - disse Sandokan. - Non &egrave; questo il luogo di discorrere.</p>
<p>Attraversarono quasi di corsa la spianata, che si prolungava dietro le rovine del bastione, tutta coperta di morti e di pezzi d&#8217;artiglierie, e pochi minuti dopo si trovavano riuniti nella stanza che aveva loro assegnata il proprietario delbengalow .</p>
<p>- Ora puoi parlare liberamente, senza tema che nessuno ti oda, - disse Sandokan.</p>
<p>- Quando siete entrati in citt&agrave;?</p>
<p>- Solamente ieri sera, a notte troppo inoltrata per recarmi all&#8217;appuntamento che vi avevo dato, - rispose Sirdar. - Abbiamo attraversato il fiume sotto il fuoco degli inglesi e siamo qui giunti sani e salvi in seguito a non so quale miracolo.</p>
<p>- Perch&eacute; non avete potuto entrare prima? - chiese Yanez.</p>
<p>- La linea ferroviaria era stata guastata dagli insorti e siamo stati costretti a noleggiare due elefanti fino a Merut.</p>
<p>- E perch&eacute; Suyodhana &egrave; venuto qui, a rinchiudersi in una trappola? - domand&ograve; Sandokan. - La citt&agrave; sta per cadere nelle mani degli inglesi.</p>
<p>- Eravamo presi fra due fuochi, - rispose Sirdar - ed era troppo tardi per ritirarci.</p>
<p>Avevamo nemici dinanzi e di dietro e non ci rimaneva altro scampo che di farci prendere o di rifugiarci in Delhi.</p>
<p>D&#8217;altronde Suyodhana non credeva che la citt&agrave; si trovasse cos&iacute; presto in condizioni tanto disastrose.</p>
<p>- Dove si trova ora? - chiese Sandokan.</p>
<p>- In una casa della via Sciandni Sciowk, presso il municipio.</p>
<p>- Il numero?</p>
<p>- Il 24.</p>
<p>- Perch&eacute; questa domanda? - chiese Tremal-Naik - se Sirdar ci condurr&agrave; col&agrave;?</p>
<p>- Lo saprai subito.</p>
<p>La Tigre della Malesia si volse verso i malesi della scorta che assistevano al colloquio.</p>
<p>- Qualunque cosa accada - disse loro - non lascerete questa casa se non giunger&agrave; il tenente de Lussac.</p>
<p>A quest&#8217;ora &egrave; probabile che sappia che noi abbiamo trovata ospitalit&agrave; in questobengalow . Se noi non saremo tornati dopo l&#8217;assalto che gli inglesi daranno probabilmente domani ed egli si presentasse, ditegli che lo aspettiamo nella casa n. 8 della via di Sciandni Sciowk. Badate che da ci&ograve; pu&ograve; dipendere la salvezza vostra ed anche la nostra. Ed ora, Sirdar, conducici da Suyodhana. Credi che lo troveremo solo?</p>
<p>- I capi dei Thugs combattono sui bastioni.</p>
<p>- Partiamo: la piccola Darma &egrave; con lui?</p>
<p>- Un&#8217;ora fa vi era ancora.</p>
<p>- Puoi introdurci senza che se ne accorga?</p>
<p>- Ho la chiave della palazzina.</p>
<p>- Vi sono abitanti?</p>
<p>- Nessuno, perch&eacute; il proprietario ha sgombrato.</p>
<p>- Yanez, Tremal-Naik, andiamo senza perdere tempo. &Egrave; gi&agrave; mezzanotte e temo che domani gli inglesi tentino un assalto generale.</p>
<p>Non abbiamo tempo da perdere. Si pass&ograve; nella fascia il lungo pugnale, si gett&ograve; sulle spalle la carabina e usc&iacute;, dopo aver fatto cenno ai malesi della scorta di coricarsi.</p>
<p>Sui bastioni rombavano sempre le artiglierie degli insorti e qualche bomba, scagliata dai mortai inglesi, solcava il cielo cadendo al di l&agrave; delle cinte.</p>
<p>I prodi difensori della citt&agrave; tentavano con un ultimo sforzo di rompere le linee degli assedianti, gi&agrave; giunti quasi sotto le mura.</p>
<p>La notte era oscurissima ed un vento caldissimo e snervante soffiava dagli altipiani del settentrione.</p>
<p>Il piccolo drappello, tenendosi rasente alle case per non venire colpito dalle granate, s&#8217;avanzava rapidamente attraverso le vie della citt&agrave; diventate quasi deserte.</p>
<p>In tutte le abitazioni per&ograve; ardevano dei lumi. I disgraziati abitanti nascondevano precipitosamente le loro ricchezze, per sottrarle all&#8217;imminente saccheggio e si barricavano per opporre la pi&uacute; lunga resistenza.</p>
<p>Di quando in quando dei drappelli di combattenti passavano a gran corsa per le vie, trascinando qualche pezzo di cannone o qualche falconetto che andavano a piazzare sui punti pi&uacute; deboli e pi&uacute; esposti.</p>
<p>Ed i cannoni tuonavano sempre cupamente nella tenebrosa pianura che si estendeva dinanzi alla citt&agrave;, annunciando una strage orrenda e la distruzione dell&#8217;effimero impero dei Mongoli.</p>
<p>Erano quasi le quattro del mattino, quando Sirdar si arrest&ograve; dinanzi ad una elegante palazzina, col tetto acuminato come quello deibengalow , a due piani, dall&#8217;architettura indo-musulmana.</p>
<p>Tutte le finestre erano oscure, eccettuata una sola.</p>
<p>- &Egrave; l&agrave; che dorme Suyodhana, - disse, rivolgendosi verso Sandokan. - Ed &egrave; pur l&agrave; che si trova la piccina.</p>
<p>- Come potremo entrarvi senza che se ne accorga? Credi che sia sveglio?</p>
<p>- Ho veduto un&#8217;ombra a delinearsi dietro i vetri e suppongo che sia lui, - rispose il bramino. - La veranda &egrave; sostenuta da pali e non ci sar&agrave; difficile scalarla, quantunque io possegga, come vi ho detto, la chiave.</p>
<p>- Preferisco la scalata, - rispose Sandokan.</p>
<p>Fece cenno a Yanez ed a Tremal-Naik d&#8217;accostarsi, quindi disse:</p>
<p>- Qualunque cosa accada, voi rimarrete semplici spettatori. O la Tigre dell&#8217;India uccider&agrave; la Tigre della Malesia o questa quella. Non temete: non sar&ograve; io che cadr&ograve; nella lotta.</p>
<p>In alto, Sirdar!</p>
<p>- Guardati, Sandokan, - disse Tremal-Naik. - So quanto &egrave; terribile quell&#8217;uomo. Lascia affrontarlo a me quantunque sappia che tu sei cento volte pi&uacute; valoroso e pi&uacute; destro di me.</p>
<p>- Tu hai una figlia, io non ho nessuno, - rispose Sandokan, - e dietro di me vi &egrave; Yanez. Egli mi vendicher&agrave;.</p>
<p>Sirdar s&#8217;era gi&agrave; aggrappato ad una delle colonne di ferro che sostenevano laverandah e saliva silenziosamente, inoltrandosi sotto le stuoie di coccottiero che coprivano la balaustrata.</p>
<p>Sandokan ed i suoi due compagni lo imitarono, e mezzo minuto dopo i quattro audaci si trovavano riuniti.</p>
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		<title>Verso Delhi (seconda parte)</title>
		<link>http://www.salgari.org/le-due-tigri/verso-delhi-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 04:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso il tramonto le alte mura di Delhi erano in vista.
- Silenzio, - disse ilcornac . - Se mi fermano, lasciate parlare me solo. Non credo che opporrano difficolt&#224; alla vostra entrata.
Alle 9 l&#8217;elefante s&#8217;inoltrava sotto la porta di Turcoman, la sola lasciata aperta, senza che le sentinelle avessero fatta alcuna obbiezione.
Delhi &#232; la citt&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso il tramonto le alte mura di Delhi erano in vista.</p>
<p>- Silenzio, - disse ilcornac . - Se mi fermano, lasciate parlare me solo. Non credo che opporrano difficolt&agrave; alla vostra entrata.</p>
<p>Alle 9 l&#8217;elefante s&#8217;inoltrava sotto la porta di Turcoman, la sola lasciata aperta, senza che le sentinelle avessero fatta alcuna obbiezione.</p>
<p>Delhi &egrave; la citt&agrave; pi&uacute; venerata dei mussulmani indostani, perch&eacute; contiene fra le sue mura la santa Jammah-Masgid, ossia la moschea pi&uacute; grande e pi&uacute; ricca che sussista in tutta l&#8217;India, ed &egrave; anche una delle pi&uacute; popolose e delle pi&uacute; belle, contando circa centocinquantamila abitanti, duecentosessantauna moschee, cento e ottant&#8217;otto templi indi, trecento e pi&uacute; chiese anglicane ed un numero straordinario di palazzi grandiosi, d&#8217;un&#8217;architettura ammirabile. Meraviglioso sopratutto &egrave; l&#8217;antico palazzo degli imperatori del Gran Mogol, chiamato palazzo del padisci&agrave;, ove trovasi lo splendido Nahobat-Kana, il padiglione imperiale, alla cui estremit&agrave; s&#8217;apre il Dewani Am o sala delle grandi udienze, decorata in mosaici di gran valore, sostenuta da eleganti colonne e con un baldacchino di marmo.</p>
<p>&Egrave; l&agrave; che trovasi pure la famosa sala del trono odivani kh&acirc;s , formata da un chiosco di marmo bianco, semplice di fuori ma straordinariamente ricco nell&#8217;interno, con stupefacenti arabeschi disegnati con pietre preziose incrostate nei marmi, con ghirlande di lapislazzoli, d&#8217;onice, di sardonia ed altre non meno pregiate; gli appartamenti reali, i bagni che hanno il suolo lastricato di marmo; la moschea di Muti Masgid o tempio delle perle ed i giardini imperiali tanto decantati dai poeti mongoli.</p>
<p>Non hanno forse avuto torto i costruttori di quelle meraviglie d&#8217;incidere sulla porta principale del palazzo:Sec &#8216;&egrave;unparadisosullaterra; &egrave;qui!&egrave;qui !&#8230;</p>
<p>Quando il drappello entr&ograve; in citt&agrave;, dietro ai bastioni regnava un&#8217;animazione straordinaria.</p>
<p>Turbe di soldati s&#8217;affannavano a innalzare trincee e terrapieni ed a mettere in batteria pezzi di cannone alla luce delle torce. La notizia che gl&#8217;inglesi avevano ricevuto il parco d&#8217;assedio si era gi&agrave; sparsa, ed i ribelli si preparavano animosamente alla resistenza.</p>
<p>Tremal-Naik ed i suoi compagni si fecero condurre dalcornac fino al bastione di Cascemir, dove riusc&iacute; loro facile trovare ospitalit&agrave; presso un notabile che aveva unbengalow in quelle vicinanze, nessuno osando rifiutarsi d&#8217;accogliere i ribelli, ormai padroni assoluti della citt&agrave;.</p>
<p>Erano cos&iacute; stanchi che appena cenato si ritrassero nella stanza a loro assegnata, che dai servi del padrone era stata subito fornita di comodi letti.</p>
<p>- Domani ci metteremo in cerca di Sirdar, - aveva detto Sandokan, coricandosi, - chiss&agrave; che non si mostri in questi dintorni anche di giorno.</p>
<p>Quando si svegliarono, un po&#8217; dopo l&#8217;alba, il cannone rombava cupamente su tutti i bastioni della citt&agrave;!</p>
<p>Gl&#8217;inglesi, durante la notte, avevano aperte numerose trincee ed avevano collocato a posto i pezzi del loro parco d&#8217;assedio, bombardando furiosamente le mura.</p>
<p>Come fortezza, Delhi non si prestava male. Gl&#8217;imperatori mongoli vi avevano spese somme favolose per renderla inespugnabile.</p>
<p>Aveva una cinta merlata di dodici chilometri, costruita con grossi massi di granito, e numerose fortezze e torri massicce.</p>
<p>Un altro muro si estendeva dal bastione di Wellesley, fino al forte di Gar di Selimo, alto otto metri e che si appoggiava alla Giumna, il fiume che lambiva la citt&agrave;.</p>
<p>Tutte le cinte erano difese da un fosso, largo sedici metri e profondo cinque e da altri bastioni solidamente costruiti, che tuttavia non potevano durare a lungo contro i grossi pezzi d&#8217;assedio dei nemici.</p>
<p>Gl&#8217;inglesi, la notte del 4 settembre, avevano collocati in batteria quaranta pezzi di grosso calibro, inoltre avevano concentrato in vista delle mura due reggimenti di bersaglieri del Tingrab al comando del capitano Wilde, tiratori del Gi&ucirc;t-Ragi&agrave;, bersaglieri di Merut, lancieri, ed avevano subito vigorosamente attaccato il bastione dei Mori con dieci grossi cannoni, collocati a quattrocento metri di distanza dal fossato, mentre una divisione di fanteria manteneva un fuoco nutrito contro le mura della Cadsia-Bag, dove i ribelli avevano concentrate le loro migliori truppe. Non si erano per&ograve; perduti d&#8217;animo gli assediati, quantunque scarseggiassero d&#8217;artiglierie ed avevano risposto vigorosamente, con grande slancio, dirigendo specialmente il loro fuoco contro le fanterie e con tale precisione da ammazzare ben cinquecento uomini, compresi i luogotenenti Debrante e Brannernan.</p>
<p>Quando Sandokan e la sua scorta discesero nella via, le prime bombe cominciavano a cadere sulla citt&agrave;, provocando qua e l&agrave; degl&#8217;incendi, che venivano prontamente spenti, ma causando gravi danni ai ricchi negozi della Sciandni Sciowk, la pi&uacute; bella e la pi&uacute; splendida via di Delhi, chiamata anche via degli orefici, abitata quasi esclusivamente da venditori di gioielli.</p>
<p>In tutte le vie regnava un vivo fermento. Insorti e cittadini accorrevano sui bastioni, sulle torri e sulle mura merlate, credendo imminente l&#8217;assalto.</p>
<p>Le fucilate scrosciavano senza posa, gareggiando colle artiglierie inglesi, con un fracasso assordante.</p>
<p>- Ecco uno spettacolo che non mi aspettava, - disse Sandokan a Yanez. - Ma gi&agrave;, noi vi siamo abituati.</p>
<p>Si erano diretti verso il bastione di Cascemir dai cui spalti gl&#8217;indiani tiravano con due pezzi, aiutati da uno stuolo di bersaglieri, ma invano cercarono Sirdar.</p>
<p>- Aspettiamo questa sera, - disse Tremal-Naik.</p>
<p>- E se Suyodhana non avesse potuto entrare in Delhi? - chiese Yanez. - Se non &egrave; giunto ieri, non gli sar&agrave; pi&uacute; possibile il farlo, ora che la citt&agrave; &egrave; strettamente assediata.</p>
<p>- Non strapparmi questa speranza, - disse Tremal-Naik. - Allora tutto sarebbe finito e Darma sarebbe perduta per me.</p>
<p>- Sapremmo trovarlo egualmente, - disse Sandokan. - Noi non lasceremo l&#8217;India finch&eacute; non ti avremo ridata la figlia e ucciso quel furfante.</p>
<p>Sirdar &egrave; con lui e trover&agrave; il modo di farci avere sue notizie.</p>
<p>Rientriamo nella nostra casa e aspettiamo. Il cuore mi dice che Suyodhana &egrave; qui e non m&#8217;inganner&ograve;, lo vedrai, amico Tremal-Naik.</p>
<p>- Non prenderemo parte alla difesa? - chiese Yanez. - Comincio ad annoiarmi.</p>
<p>- Serbiamoci neutrali ora che gl&#8217;inglesi non sono pi&uacute; nostri nemici.</p>
<p>Durante la giornata, i cannoni ed i fucili continuarono a tuonare con un crescendo spaventevole.</p>
<p>I ribelli, incoraggiati dalla presenza di Mahomud Bahadar, il nuovo imperatore, legittimo discendente dal Gran Mogol, si battevano splendidamente, con un coraggio straordinario, aiutati anche dalla popolazione che aveva promesso di seppellirsi sotto le rovine della citt&agrave; piuttosto che arrendersi.</p>
<p>Alla sera, quando il fuoco fu cessato, Sandokan, come aveva promesso al signor de Lussac, fece gettare dall&#8217;alto del bastione di Cascemir un turbante bianco contenente una lettera con cui lo avvertiva che avevano trovato ospitalit&agrave; presso un notabile, unendovi l&#8217;indirizzo, poi assieme ai compagni si sedette sulla scarpa interna della fortezza colla speranza di veder giungere il bramino.</p>
<p>Fu per&ograve; un&#8217;altra delusione; Sirdar non diede segno di vita.</p>
<p>- Chiss&agrave; che siamo pi&uacute; fortunati domani sera, - disse a Tremal-Naik. - &Egrave; impossibile che quel giovane siasi pentito dei suoi propositi.</p>
<p>Forse qualche caso improvviso gli avr&agrave; impedito di venire qui, e poi non dobbiamo dimenticare che Suyodhana potrebbe sorvegliarlo.</p>
<p>Anche le sere seguenti per&ograve; non furono pi&uacute; fortunate. Che cosa era avvenuto di quel bravo giovane? Era stato sorpreso a scrivere qualche altra lettera compromettente ed ucciso dai settari o Suyodhana non era giunto in tempo per entrare in Delhi?</p>
<p>Intanto l&#8217;assedio continuava pi&uacute; stretto che mai, con enormi perdite da parte degl&#8217;inglesi e degl&#8217;insorti.</p>
<p>S&#8217;avvicinava il giorno dell&#8217;assalto generale.</p>
<p>Gi&agrave; l&#8217;11 settembre il forte dei Mori, vigorosamente attaccato dal contingente Sumno Cascemir e battuto in breccia a duecento soli metri di distanza da una batteria di mortai, era stato ridotto in un mucchio di rovine; il 12 gli inglesi avevano cominciato a bombardare il forte di Cascemir con dieci grossi cannoni, mentre avevano collocati otto pezzi da 18 e dodici piccoli mortai dinanzi alla trincea d&#8217;acqua da cui gli insorti si difendevano gagliardamente con un ammirabile fuoco di carabine, causando agli assedianti gravi perdite e uccidendo loro il capitano d&#8217;artiglieria Fagan.</p>
<p>Il 13 il bastione di Cascemir rovinava fra un nembo di fuoco, poi cadevano i fortini vicini e saltava la polveriera della trincea d&#8217;acqua, mentre il nemico tentava un furioso assalto contro il sobborgo di Kiscengange, assalto per&ograve; respinto vittoriosamente dagli assediati che erano protetti da alcuni pezzi d&#8217;artiglieria.</p>
<p>Ma le colonne inglesi, notevolmente rinforzate, si preparavano all&#8217;attacco coll&#8217;ordine feroce dato dal generale Arcibaldo Wilson, succeduto a Bernard, diammazzare e disaccheggiare non rispettando che le sole donne!&#8230;</p>
<p>Era l&#8217;ultima sera della difesa, quando Sandokan ed i suoi amici si recarono ancora una volta dietro le rovine del bastione di Cascemir, per attendervi il bramino, quantunque ormai avessero perduta la speranza di rivederlo pi&uacute; mai.</p>
<p>Vi erano l&agrave; da qualche ora, quando improvvisamente un&#8217;ombra sorse da uno dei fossati laterali e s&#8217;avanz&ograve; verso di loro dicendo:</p>
<p>- Buona sera,sahib !</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verso Delhi (prima parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 04:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sandokan, Yanez ed i loro compagni udendo quel grido si erano subito fermati, ricaricando precipitosamente le carabine e gettandosi dietro agli alberi.
Si erano appena messi al riparo, quando videro giungere a corsa disperata ilcornac . Il pover&#8217;uomo pareva in preda ad un vivissimo terrore e si guardava di quando in quando alle spalle come se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sandokan, Yanez ed i loro compagni udendo quel grido si erano subito fermati, ricaricando precipitosamente le carabine e gettandosi dietro agli alberi.</p>
<p>Si erano appena messi al riparo, quando videro giungere a corsa disperata ilcornac . Il pover&#8217;uomo pareva in preda ad un vivissimo terrore e si guardava di quando in quando alle spalle come se temesse di vedersi raggiungere da qualcuno.</p>
<p>- Che cos&#8217;hai? Chi ti minaccia? - chiese Bedar, muovendogli incontro.</p>
<p>- L&agrave;!&#8230; l&agrave;!&#8230; - rispose il conduttore, con voce strozzata.</p>
<p>- Ebbene?&#8230; Spiegati.</p>
<p>- Un elefante montato da parecchi uomini.</p>
<p>- Deve essere quello che mancava, - disse Sandokan che li aveva raggiunti. - Avr&agrave; attraversato il fiume lungi da qui per prenderci alle spalle.</p>
<p>Dove si &egrave; fermato?</p>
<p>- Presso il mio animale.</p>
<p>- Ti hanno veduto a fuggire gli uomini che lo montano?</p>
<p>- S&iacute;,sahib ; anzi mi hanno gridato dietro di fermarmi minacciando di farmi fuoco addosso. Mi porteranno via Djuba, signore, ed io sar&ograve; un uomo rovinato.</p>
<p>- Ho qui nella mia tasca di che pagare cento elefanti, - rispose Sandokan, - quindi tu non perderai nulla. E poi noi impediremo a quei bricconi di rubartelo. Amici seguitemi e tenetevi sempre nascosti in mezzo ai cespugli. Vediamo se possiamo sorprenderli.</p>
<p>- E mettere fuori di combattimento anche quel bestione, cos&iacute; non potranno pi&uacute; inseguirci, - aggiunse Yanez.</p>
<p>- Avanti, - comand&ograve; la Tigre della Malesia.</p>
<p>Si slanciarono in mezzo ai cespugli che in quel luogo erano assai folti e raggiunsero le grandi macchie, senza che gl&#8217;indiani del terzo elefante si facessero vedere.</p>
<p>- Dove si saranno fermati? - si chiese Sandokan, un po&#8217; insospettito.</p>
<p>- Che ci tendano un agguato? - chiese Yanez.</p>
<p>- Ne ho quasi la certezza.</p>
<p>- Conduttore, - disse Tremal-Naik, - siamo vicini al luogo ove hai lasciato Djuba?</p>
<p>- S&iacute;, signore.</p>
<p>- Lasciate che vada un po&#8217; a vedere io, - disse Bedar. - Aspettatemi qui.</p>
<p>- Se li vedi retrocedi subito, - gli disse Sandokan.</p>
<p>Ilcipai si assicur&ograve; se la carabina era carica, poi si gett&ograve; al suolo e s&#8217;allontan&ograve; strisciando come un serpente.</p>
<p>- Preparatevi a far fuoco, - disse Sandokan ai suoi uomini. Sento per istinto che quei bricconi ci sono pi&uacute; vicini di quello che supponiamo.</p>
<p>Non era trascorso mezzo minuto quando un colpo di fucile rimbomb&ograve; a brevissima distanza.</p>
<p>Un urlo di angoscia vi aveva tenuto dietro.</p>
<p>- Canaglie! - grid&ograve; Sandokan, balzando innanzi. - Han colpito Bedar. Avanti, tigri di Mompracem! Vendichiamolo!</p>
<p>In quel momento si udirono i rami della macchia a scricchiolare come se qualcuno cercasse d&#8217;aprirsi il passo, poi comparve ilcipai cogli occhi strabuzzati, pallidissimo. Aveva abbandonata la carabina e si comprimeva il petto con ambe le mani.</p>
<p>- Bedar! - esclam&ograve; Sandokan, correndogli incontro.</p>
<p>L&#8217;indiano gli si abbandon&ograve; fra le braccia, dicendo con voce semi-spenta:</p>
<p>- Sono&#8230; morto&#8230; l&agrave;&#8230; imboscati&#8230; sull&#8217;elefante&#8230; sul&#8230;</p>
<p>Uno sbocco di sangue gli tronc&ograve; la frase. Gir&ograve; gli occhi verso Tremal-Naik, come per mandargli l&#8217;ultimo saluto e scivol&ograve; fra le braccia di Sandokan cadendo fra le erbe.</p>
<p>- Uccidiamo quei bricconi! - url&ograve; la Tigre della Malesia. - Alla carica!</p>
<p>I sei pirati, Tremal-Naik ed ilcornac si rovesciarono attraverso la macchia come un uragano, senza prendere pi&uacute; alcuna precauzione, poi fecero una scarica. Si erano trovati improvvisamente dinanzi al terzo elefante che si teneva immobile sotto un colossale tamarindo, la cui folta ombra lo rendeva quasi invisibile.</p>
<p>Sandokan e Yanez avevano fatto fuoco contro l&#8217;animale, gli altri invece avevano diretti i loro colpi sulla cassa che era montata da otto uomini, fra i quali si trovavano i due Thugs dall&#8217;enorme turbante.</p>
<p>Sorpresi a loro volta e con tre uomini fuori di combattimento, gl&#8217;insorti avevano perduto il loro coraggio, tanto pi&uacute; che l&#8217;elefante, gravemente ferito, aveva cominciato ad infuriare, minacciando di rovesciarli tutti.</p>
<p>Spararono a casaccio le loro armi, poi balzarono a terra a rischio di fiaccarsi il collo, fuggendo come lepri attraverso la macchia.</p>
<p>Sandokan aveva caricata rapidamente la carabina.</p>
<p>- No, briccone, - grid&ograve;. - Non mi sfuggi!</p>
<p>Uno dei due Thugs era rimasto entro la cassa, fulminato da una palla; ma l&#8217;altro si era slanciato dietro agl&#8217;insorti, urlando perch&eacute; si arrestassero e facessero fronte al pericolo.</p>
<p>Sandokan che lo aveva gi&agrave; scorto, lo prese di mira, prima che s&#8217;internasse nella macchia e gli fracass&ograve; la spina dorsale, facendolo cadere al suolo, stecchito.</p>
<p>Intanto i suoi uomini, vedendo che l&#8217;elefante stava per caricarli, reso furibondo dalle ferite riportate, lo avevano accolto con un fuoco nutrito, crivellandolo di palle in siffatto modo da farlo stramazzare di colpo.</p>
<p>- Mi pare che la battaglia sia finita, - disse Yanez. - Peccato che quel bravo Bedar non sia pi&uacute; vivo!</p>
<p>- Seppelliamolo e poi partiamo senza ritardo, - disse Sandokan. - Povero uomo! La nostra libert&agrave; gli &egrave; costata la vita.</p>
<p>Tornarono un po&#8217; tristi dove ilcipai era caduto e servendosi dei loro coltelli scavarono frettolosamente una fossa, adagiandovelo dentro.</p>
<p>- Riposa in pace, - disse Tremal-Naik, che era pi&uacute; commosso di tutti. - Non ti dimenticheremo.</p>
<p>- Partiamo senza indugio, - disse Sandokan. - Non tutti gl&#8217;indiani sono morti e potrebbero tornare con dei rinforzi.</p>
<p>Cornac, credi che potremo ora entrare in Delhi?</p>
<p>- S&iacute;, avendomi veduto uscire coll&#8217;elefante ed essendo io conosciuto.</p>
<p>Dir&ograve; alle guardie che ho ricevuto l&#8217;ordine d&#8217;introdurvi in citt&agrave; da Ab&uacute;-Assam e sono certo che mi crederanno.</p>
<p>- Vi potremo giungere prima di sera?</p>
<p>- S&iacute;,sahib .</p>
<p>- Allora partiamo.</p>
<p>Raggiunsero l&#8217;elefante che stava saccheggiando alcuni alberi carichi di frutta, si accomodarono nell&#8217;haudahe ripresero la marcia.</p>
<p>Djuba si era messo nuovamente in corsa, allungando sempre pi&uacute; il passo.</p>
<p>A mezzod&iacute; la foresta era gi&agrave; stata traversata.</p>
<p>Si fermarono presso uno stagno per fare colazione, poi verso le due ripartivano costeggiando delle immense piantagioni d&#8217;indaco e di cotone, ma per la maggior parte devastate.</p>
<p>Dei combattimenti fra le avanguardie inglesi ed indiane dovevano essere avvenuti in quei luoghi, a giudicarlo dalla quantit&agrave; prodigiosa di marab&uacute;, che volteggiavano al di sopra dei solchi, fra i quali forse giacevano ancora numerosi cadaveri.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La caccia alle tigri di Mompracem (terza parte)</title>
		<link>http://www.salgari.org/le-due-tigri/la-caccia-alle-tigri-di-mompracem-terza-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 04:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[I tre elefanti montati dai ribelli si erano invece fermati sulla sponda opposta, come se cercassero qualche altro guado pi&#250; facile.
- Prendiamo posizione, - disse Sandokan. - Daremo loro battaglia sul fiume. Bedar, ferma l&#8217;elefante, e fallo nascondere entro qualche macchia, onde le palle non lo colpiscano.
Ilcipai diede alcornac alcuni ordini, mentre Tremal-Naik e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tre elefanti montati dai ribelli si erano invece fermati sulla sponda opposta, come se cercassero qualche altro guado pi&uacute; facile.</p>
<p>- Prendiamo posizione, - disse Sandokan. - Daremo loro battaglia sul fiume. Bedar, ferma l&#8217;elefante, e fallo nascondere entro qualche macchia, onde le palle non lo colpiscano.</p>
<p>Ilcipai diede alcornac alcuni ordini, mentre Tremal-Naik e le tigri di Mompracem s&#8217;impadronivano delle carabine e dei sacchetti contenenti le munizioni.</p>
<p>L&#8217;elefante s&#8217;intern&ograve; fra un foltissimo macchione di bamb&uacute;, poi si ferm&ograve; mentre ilcornac gettava la scala.</p>
<p>- Gi&uacute; e lesti, - disse Sandokan. - Impediamo loro di attraversare il fiume o avremo addosso una trentina d&#8217;uomini che non ci risparmieranno.</p>
<p>Scesero a precipizio, raccomandarono alcornac di non allontanarsi e tornarono verso il fiume imboscandosi in mezzo alle folte erbe.</p>
<p>Ilcipai si era unito a loro, sicch&eacute; erano in buon numero per disputare accanitamente il passaggio del fiume.</p>
<p>- Che siano in molti gli insorti? - chiese Yanez a Bedar.</p>
<p>- Ogni elefante ne avr&agrave; certo diedi o dodici, - rispose Bedar.</p>
<p>- Che vi sia anche della cavalleria con loro? - domand&ograve; Sandokan.</p>
<p>- Giunger&agrave; forse, ma assai pi&uacute; tardi.</p>
<p>- A cose finite, - disse Tremal-Naik. - Toh! Che cosa fanno che non si decidono a far entrare in acqua gli elefanti?</p>
<p>- Attenderanno l&#8217;alba, - rispose Bedar. - Ormai sanno che noi siamo qui e sono sicuri di raggiungerci.</p>
<p>- Cos&iacute; tireremo meglio, - disse Sandokan. - Leva fuori le palle rivestite di rame. Metteremo subito gli elefanti fuori combattimento.</p>
<p>Si coricarono fra le erbe, dietro la prima fila d&#8217;alberi onde proteggersi meglio dai colpi di fuoco degli avversari, ed attesero l&#8217;attacco sicuri di non venire facilmente sloggiati.</p>
<p>Yanez aveva accesa la sigaretta e fumava placidamente, guardando verso la riva opposta.</p>
<p>Gli indiani accortisi forse che i fuggiaschi si erano arrestati, pareva che non avessero troppa premura di attaccare.</p>
<p>Alle quattro gli astri cominciarono ad impallidire e le tenebre a dileguarsi.</p>
<p>- Bedar, - disse Sandokan, volgendosi verso ilcipai , - erano tre gli elefanti, &egrave; vero?</p>
<p>- S&iacute;,sahib .</p>
<p>- Sei certo di non esserti ingannato?</p>
<p>- Ma s&iacute;, erano tre.</p>
<p>- Dov&#8217;&egrave; andato dunque il terzo che non lo vedo pi&uacute;?</p>
<p>- Infatti non ne vedo che due soli ora, - disse Yanez. - Che l&#8217;abbiano mandato in cerca di rinforzi?</p>
<p>- O che lo tengano invece in riserva, nascosto dietro gli alberi? - disse Tremal-Naik.</p>
<p>- Ci&ograve; m&#8217;inquieta, - rispose Sandokan. - Avrei preferito vedere anche quello.</p>
<p>- Badate, - disse ilcipai . - Si muovono per forzare il passaggio.</p>
<p>I due elefanti, due animali mostruosi, scendevano in quel momento la riva, eccitati dalle grida dei lorocornac .</p>
<p>Nella cassa vi erano dieci uomini e altri quattro stavano coricati dietro. Erano dunque in trenta, forza rispettabile, eppure non troppo temibile per le tigri di Mompracem, abituate a misurarsi con nemici sempre numerosi.</p>
<p>I due pachidermi, dopo una breve esitazione, si cacciarono in acqua, tastando prudentemente il terreno, mentre gli indiani afferravano le carabine.</p>
<p>- A te il primo colpo, Sandokan, - disse Yanez.</p>
<p>La Tigre della Malesia appoggi&ograve; la carabina su una radice che usciva da terra e mir&ograve; per qualche istante il primo elefante.</p>
<p>Un momento dopo una detonazione scoppiava, seguita subito da un barrito formidabile.</p>
<p>Il pachiderma aveva fatto uno scarto improvviso ed aveva alzato vivamente la tromba, soffiando rumorosamente. La palla doveva averlo colpito in qualche parte. Gl&#8217;indiani che lo montavano, udendo quello sparo, avevano risposto con un fuoco nutrito.</p>
<p>- Facciamoci vivi anche noi, - disse Yanez. - Fuoco, tigrotti di Mompracem!</p>
<p>I pirati si alzarono silenziosamente dietro i tronchi degli alberi che li proteggevano e scaricarono le carabine, mirando la cassa.</p>
<p>Pi&uacute; che gli elefanti premeva a loro di mettere fuori di combattimento gli uomini.</p>
<p>Tre indiani caddero nel fondo della cassa morti o feriti, ma gli altri non cessarono il fuoco, anzi ilcornac continu&ograve; ad aizzare l&#8217;elefante che cominciava a mostrarsi titubante.</p>
<p>Sandokan, ricaricata la carabina, mir&ograve; il secondo che era rimasto scoperto e gli strapp&ograve; un barrito terribile.</p>
<p>- Anche quello &egrave; toccato, - disse. - Continuiamo finch&eacute; cadono.</p>
<p>Gli indiani, non ostante il formidabile fuoco delle tigri di Mompracem, resistevano tenacemente, sparando in mezzo agli alberi, con nessun successo poich&eacute; i fuggiaschi si guardavano bene dal mostrarsi.</p>
<p>Scaricata la carabina, si lasciavano cadere fra le erbe, rendendosi invisibili e ricaricata l&#8217;arma riprendevano la musica infernale.</p>
<p>Il primo elefante, quantunque perdesse sangue da una spalla, aveva raggiunta quasi la met&agrave; del fiume, quando una palla di Yanez lo colp&iacute; sotto la gola, penetrandogli certo molto addentro.</p>
<p>Il povero colosso, gi&agrave; indebolito, indietreggi&ograve; vivamente, empiendo l&#8217;aria di clamori assordanti.</p>
<p>- Ben preso, Yanez, - disse Sandokan. - &Egrave; fuori di combattimento e fra poco cadr&agrave;.</p>
<p>- Dagli il colpo di grazia, - disse il portoghese.</p>
<p>- Sto mirandolo.</p>
<p>Sandokan si scopri un momento e fece fuoco a ottanta metri di distanza.</p>
<p>Il pachiderma lanci&ograve; un barrito pi&uacute; spaventevole degli altri, si rizz&ograve; bruscamente sulle zampe deretane, poi si rovesci&ograve; su un fianco sollevando una ondata spumeggiante e gettando in acqua gli uomini che portava.</p>
<p>- &Egrave; finito! - grid&ograve; Yanez, con voce giuliva. - All&#8217;altro, Sandokan!</p>
<p>Mentre gli indiani si salvavano a nuoto abbandonando le carabine, il pachiderma con uno sforzo disperato si era risollevato per non affogare, poi quasi subito ricadde scomparendo per sempre.</p>
<p>L&#8217;altro, vedendo cedere il compagno, si era messo a indietreggiare barrendo e scuotendo l&#8217;enorme capo sotto i colpi d&#8217;arpione che ilcornac non gli risparmiava.</p>
<p>- Fuoco, Yanez! - grid&ograve; Sandokan. - Facciamolo cadere presto.</p>
<p>I due pirati scaricarono simultaneamente le carabine, mirando le spalle del colosso, presso le giunture.</p>
<p>Fu un colpo maestro. Il pachiderma volt&ograve; il dorso fuggendo verso la riva, salutato da una seconda scarica, ma quando si tratt&ograve; di salirla, le forze gli vennero improvvisamente meno e stramazz&ograve; pesantemente, scaraventando fra i cespugli gl&#8217;indiani che erano nell&#8217;haudah.</p>
<p>Un grido di vittoria s&#8217;alz&ograve; sulla riva opposta. Le tigri di Mompracem erano balzate fuori e fulminavano gl&#8217;insorti che nuotavano per impedire a loro di ricongiungersi ai compagni.</p>
<p>- Basta, - disse Yanez. - Ne hanno abbastanza e non ci inquieteranno pi&uacute;.</p>
<p>- Al nostro elefante, - comand&ograve; Sandokan.</p>
<p>Stavano per prendere la corsa verso il bosco, quando udirono una voce umana a gridare:</p>
<p>- Aiuto! Aiuto!</p>
<p>Bedar aveva mandato un urlo di rabbia.</p>
<p>- Il nostrocornac !</p>
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		<item>
		<title>La caccia alle tigri di Mompracem (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 04:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[- Galoppiamo, disse Yanez. - Ora che siamo liberi mi spiacerebbe ricadere nelle mani del vecchio briccone, per quanto sia un generale.
Avevano raggiunto il bosco. Bedar si orient&#242; rapidamente, poi si cacci&#242; sotto i borassi ed i palmizi, seguendo un sentieruzzo appena tracciato fra le alte erbe che crescevano intorno ai tronchi degli alberi.
Era diventato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Galoppiamo, disse Yanez. - Ora che siamo liberi mi spiacerebbe ricadere nelle mani del vecchio briccone, per quanto sia un generale.</p>
<p>Avevano raggiunto il bosco. Bedar si orient&ograve; rapidamente, poi si cacci&ograve; sotto i borassi ed i palmizi, seguendo un sentieruzzo appena tracciato fra le alte erbe che crescevano intorno ai tronchi degli alberi.</p>
<p>Era diventato assai inquieto e si volgeva di frequente indietro, come se temesse di essere seguito dai due Thugs.</p>
<p>Camminarono cosi per un quarto d&#8217;ora, poi giunsero in una piccola radura in mezzo alla quale si vedeva una massa enorme che si agitava.</p>
<p>- Ecco l&#8217;elefante, - disse Bedar.</p>
<p>Un uomo che si teneva dinanzi al pachiderma gli mosse incontro, dicendogli:</p>
<p>- Poco fa sono venuti qui due uomini a chiedermi chi aspettavo.</p>
<p>- Che cosa hai risposto,cornac ? - disse ilcipai con impeto.</p>
<p>- Che aspettavo un signore di Delhi che si era recato da Ab&uacute; Assam.</p>
<p>- Hai fatto bene e avrai una rupia di pi&uacute;, - disse Bedar. - Si sono poi allontanati?</p>
<p>- S&iacute;, padrone.</p>
<p>- Avevano dei turbanti enormi?</p>
<p>- Ed anche il volto coperto.</p>
<p>- Erano quei maledetti Thugs, - disse Bedar, volgendosi verso i fuggiaschi. - Presto signori, salite nell&#8217;haudah.</p>
<p>- Ci accompagni tu? - chiese Tremal-Naik.</p>
<p>- S&iacute; per facilitarvi l&#8217;entrata in citt&agrave; - rispose il bravocipai . - Io mi siedo dietro alcornac .</p>
<p>Tremal-Naik e le tigri di Mompracem entrarono rapidamente nella cassa che era larga e comoda, e fu con vero piacere che scorsero una decina di carabine appoggiate ai bordi.</p>
<p>- Almeno potremo difenderci, - disse Sandokan, prendendone una ed armandola.</p>
<p>- E sotto i nostri piedi vi sono le munizioni, - disse Yanez che si era curvato. - Bravo Bedar! Hai pensato a tutto.</p>
<p>- Avanti, Djuba, - disse in quel momento ilcornac - e trotta bene se vorrai avere doppia razione di zucchero.</p>
<p>L&#8217;elefante, che doveva portare quel nome, agit&ograve; la proboscide da destra a sinistra, aspir&ograve; fragorosamente l&#8217;aria e part&iacute; rapidamente, facendo tremare il suolo sotto la sua massa enorme.</p>
<p>Aveva percorso una ventina di passi quando in mezzo ad una macchia balenarono due lampi seguiti da due detonazioni e dalle grida di:</p>
<p>- Ferma! Ferma!</p>
<p>Una palla fischi&ograve; agli orecchi di Sandokan senza colpirlo.</p>
<p>- Ah! Canaglie! - esclam&ograve; il pirata, esasperato. - Fuoco, amici!</p>
<p>Una scarica segu&iacute; quel comando, ma nessun grido di dolore part&iacute; dalla macchia.</p>
<p>Probabilmente i bricconi che avevano fatto fuoco, sospettando che i fuggiaschi fossero pure armati di fucili, dovevano essersi lasciati cadere a terra per evitare di venire colpiti.</p>
<p>- Non fermare,cornac ! - aveva gridato Bedar.</p>
<p>- No, padrone, - rispose il conduttore, vibrando un poderoso colpo d&#8217;arpione sul cranio del pachiderma.</p>
<p>Una voce stridula echeggi&ograve; fra le tenebre.</p>
<p>- &Egrave; Bedar che li ha fatti fuggire! Ti prenderemo presto!</p>
<p>L&#8217;elefante si era messo in corsa. Col largo petto rovesciava cespugli ed alberi, passando come un uragano attraverso la folta boscaglia.</p>
<p>- Non ci raggiunger&agrave; nemmeno un cavallo, - disse Yanez, che si aggrappava fortemente all&#8217;orlo della cassa per non venire sbalzato fuori. - Se l&#8217;elefante non cede, fra un&#8217;ora saremo ben lontani.</p>
<p>- Che i Thugs organizzino un inseguimento? - chiese Tremal-Naik, rivolgendosi a Bedar.</p>
<p>- &Egrave; probabile, - rispose ilcipai . Abbiamo per&ograve; a quest&#8217;ora un notevole vantaggio e l&#8217;elefante &egrave; un vigoroso corridore.</p>
<p>- Vi sono elefanti nell&#8217;accampamento?</p>
<p>- S&iacute;, parecchi.</p>
<p>- Sar&agrave; con quelli allora che ci daranno la caccia, - disse Sandokan.</p>
<p>- Certo, poich&eacute; i cavalli non potrebbero raggiungerci, - rispose ilcipai . - &Egrave; per quello che ho fatto acquisto di un centinaio di palle colla punta di rame.</p>
<p>- Per abbattere gli elefanti? - chiese Sandokan.</p>
<p>- S&iacute;,sahib .</p>
<p>- Ce ne serviremo, se sar&agrave; necessario.</p>
<p>Il bosco cominciava allora a diradarsi, facilitando la corsa al pachiderma. Quell&#8217;animale doveva possedere un vigore straordinario non avendo ancora rallentato, quantunque corresse da pi&uacute; di un&#8217;ora.</p>
<p>Finalmente con un ultimo slancio sbuc&ograve; in una vasta pianura, che era solamente interrotta da enormi mazzi di bamb&uacute; alti dai dodici ai quindici metri.</p>
<p>- Dove siamo? - chiese Sandokan a Bedar.</p>
<p>- Al nord di Delhi, - rispose ilcipai . - Abbiamo oltrepassato tutto il campo stabilito intorno alla citt&agrave; per garantirla da una sorpresa.</p>
<p>- Ed ora dove andiamo?</p>
<p>- Ci getteremo fra le jungle che costeggiano la Giumna. L&agrave; attenderemo che i nostri inseguitori si stanchino di cercarci.</p>
<p>- Avrei preferito entrare subito in citt&agrave;, - disse Sandokan a Tremal-Naik. - Mi preme rivedere Sirdar.</p>
<p>- La prudenza ci consiglia di ritardare la nostra entrata, - rispose il bengalese. - Non trovandoci, i due Thugs faranno in Delhi delle minuziose ricerche e, scoperti un&#8217;altra volta, non saprei chi potrebbe salvarci.</p>
<p>- &Egrave; vero, - disse Yanez. - Non si trova sempre un Bedar.</p>
<p>- Purch&eacute; ci arriviamo, - disse Sandokan.</p>
<p>- Io non ne dubito, - rispose il portoghese. - E se quel cane di Suyodhana &egrave; giunto, gli faremo passare un brutto momento.</p>
<p>- Qualche cosa di pi&uacute;, Yanez, - disse Sandokan. - La Tigre della Malesia non accorder&agrave; quartiere a quella dell&#8217;India.</p>
<p>- La Giumna, - disse in quel momento Bedar.</p>
<p>Un fiume, abbastanza largo, tagliava la pianura e l&#8217;elefante si era fermato cos&iacute; bruscamente, che per poco i fuggiaschi non furono scaraventati fuori dalla cassa.</p>
<p>- Lo attraversiamo? - chiese Yanez.</p>
<p>- S&iacute;,sahib , - rispose ilcipai . - Sulla riva opposta comincia la jungla.</p>
<p>- Avanti, dunque, se vi &egrave; un guado.</p>
<p>- L&#8217;elefante sapr&agrave; trovarlo.</p>
<p>Djuba allontan&ograve; colla proboscide i rami degli alberi, tuff&ograve; l&#8217;appendice nel fiume e frug&ograve; per qualche po&#8217; il fondo come se volesse prima assicurarsi se era formato di fango molle o di ghiaia. Soddisfatto di quell&#8217;esame, entr&ograve; risolutamente in acqua, sbuffando e soffiando.</p>
<p>- Quanto sono bravi e prudenti questi animali, - disse Yanez. - Non finir&ograve; mai di lodarli.</p>
<p>L&#8217;acqua cominciava a diventare profonda e la corrente anche impetuosa, pure nulla poteva scuotere quella massa enorme, salda quanto uno scoglio.</p>
<p>Col suo largo petto affrontava i gorghi, spezzandoli, e continuava ad avanzarsi, obbedendo docilmente alle indicazioni che gli dava ilcornac .</p>
<p>Gi&agrave; stava per toccare la riva opposta, quando i fuggiaschi udirono dietro di loro dei barriti e delle grida, poi dei colpi di fucile rimbombarono, rompendo il silenzio della notte.</p>
<p>Sandokan e Tremal-Naik avevano mandato un grido:</p>
<p>- Ci sono addosso!</p>
<p>- Per Giove! - esclam&ograve; Yanez. - Sono diavoli costoro, per averci raggiunti cos&iacute; presto? Eppure questo valoroso elefante ha filato come unpraho che ha il vento in poppa!</p>
<p>- Come possono esser gi&agrave; qui? - si chiese Sandokan. - Eppure devono essere essi se ci hanno salutati con dei colpi di fucile.</p>
<p>- S&iacute;, sono essisahib , - rispose Bedar. - Montano tre elefanti, i migliori di certo di quanti se ne trovavano al campo.</p>
<p>- E hanno scoperto subito le nostre tracce, - disse Tremal-Naik.</p>
<p>- Non era difficile trovarle, - rispose Bedar. - Un elefante apre un sentiero nelle foreste che attraversa, che non si chiude subito. Ci siamo,cornac ?</p>
<p>- S&iacute;.</p>
<p>Djuba aveva attraversato felicemente il fiume e stava salendo la riva che era ingombra da enormi macchie di bamb&uacute; alternate a gruppi di tara e di tamarindi.</p>
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		<title>La caccia alle tigri di Mompracem (prima parte)</title>
		<link>http://www.salgari.org/le-due-tigri/la-caccia-alle-tigri-di-mompracem-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 04:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junko</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le due tigri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un quarto d&#8217;ora dopo, assicuratisi nuovamente che nessun ribelle vigilava dalla parte della cinta, i malesi attaccavano febbrilmente le grosse sbarre di una delle finestre, limando con furore.
Sandokan, Yanez, e Tremal-Naik, per impedire che si udisse al di fuori lo stridere del ferro, si erano messi a canticchiare ed a parlare ad alta voce, precauzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un quarto d&#8217;ora dopo, assicuratisi nuovamente che nessun ribelle vigilava dalla parte della cinta, i malesi attaccavano febbrilmente le grosse sbarre di una delle finestre, limando con furore.</p>
<p>Sandokan, Yanez, e Tremal-Naik, per impedire che si udisse al di fuori lo stridere del ferro, si erano messi a canticchiare ed a parlare ad alta voce, precauzione forse superflua poich&eacute; pareva che la torre non fosse abitata da alcun essere vivente.</p>
<p>Qualche sentinella doveva certo vegliare dinanzi all&#8217;entrata, ma non vi era pericolo alcuno che potesse udire il rumore, d&#8217;altronde lieve, prodotto da quei piccoli istrumenti.</p>
<p>Bedar non doveva essere lontano. Gi&agrave; tre volte un fischio stridente si era fatto udire fra il silenzio della notte, in direzione del tamarindo.</p>
<p>Probabilmente il bravocipai , come al mattino, si era nascosto fra il folto fogliame della pianta, onde vegliare ed impedire che qualcuno s&#8217;accostasse.</p>
<p>Alle undici gi&agrave; due sbarre erano strappate e non ne mancava che una per avere uno spazio sufficiente.</p>
<p>Sandokan, Yanez, ed il bengalese avevano surrogati i malesi assai stanchi, onde affrettare il lavoro.</p>
<p>Mancava un quarto alla mezzanotte allorquando anche l&#8217;ultima sbarra, sotto un colpo poderoso di Sandokan, fu strappata.</p>
<p>- La via &egrave; libera, - disse la Tigre della Malesia, respirando a pieni polmoni l&#8217;aria fresca della notte. - Non ci rimane che gettare la corda di seta.</p>
<p>- E di armarci di queste sbarre che potrebbero esserci utili in caso d&#8217;un attacco, - rispose Yanez. - Con un colpo si pu&ograve; ammazzare un uomo.</p>
<p>- Non le avrei lasciate qui, - rispose Sandokan.</p>
<p>Prese il gomitolo, lo svolse, lasciando penzolare al di fuori un capo e assicur&ograve; l&#8217;altro alla quarta sbarra, dopo averne provata la solidit&agrave;.</p>
<p>- A me l&#8217;onore di scendere pel primo, - disse.</p>
<p>Si cacci&ograve; nella fascia uno dei tre coltelli, pass&ograve; attraverso la finestra e si appese alla cordicella, dicendo ai suoi compagni:</p>
<p>- Pensate a proteggere la ritirata, voi.</p>
<p>- Nessuno entrer&agrave;, fino a che non sarete tutti discesi, - rispose Yanez, impadronendosi d&#8217;una traversa e collocandosi dietro la porta di bronzo.</p>
<p>- Ed io ti tengo compagnia, - aggiunse Tremal-Naik.</p>
<p>- Per Giove!</p>
<p>- Che cos&#8217;hai? - chiese Sandokan, arrestandosi.</p>
<p>- Mi pare che qualcuno salga la scala.</p>
<p>- Appoggiatevi alla porta ed impedite l&#8217;entrata.</p>
<p>- &Egrave; troppo tardi!</p>
<p>Uno spazio di luce era penetrato sotto la fessura inferiore e la voce delsubadhar si era fatta udire.</p>
<p>- Prepariamoci ad accopparlo, - disse Sandokan, prendendo pur lui una sbarra di ferro. - A me, malesi!</p>
<p>I quattro marinai si erano slanciati come un solo uomo verso il loro capo, pronti ad impegnare una lotta suprema.</p>
<p>- Sandokan, - disse in quel momento Yanez, che non perdeva mai il suo sangue freddo. - Lascia fare a me. Coricatevi tutti e fingete di dormire. M&#8217;incarico io di mandare al diavolo quell&#8217;eterno seccatore. Una lotta non potrebbe che perderci.</p>
<p>- Sia, - rispose Sandokan, - ci terremo pronti ad impegnarla, se ilsubadhar avesse qualche sospetto.</p>
<p>Si erano appena coricati lungo una parete, nascondendo i coltelli e le sbarre sotto i loro corpi, quando comparve ilsubadhar con una lanterna accesa in mano, accompagnato da alcuni soldati che avevano le baionette inastate.</p>
<p>Yanez si era vivamente alzato, fingendosi di pessimo umore e dicendo:</p>
<p>- Che non si possa dormire nemmeno l&#8217;ultima notte che si sta sulla terra? &Egrave; un paese maledetto dunque questo? Che cosa volete ancora,subadhar ? Ripeterci che domani mattina ci fucileranno? La notizia &egrave; perfino troppo vecchia ed &egrave; divenuta noiosa.</p>
<p>L&#8217;indiano aveva ascoltato quel torrente di parole con una meraviglia facile a comprendersi.</p>
<p>- Perdonate, - disse finalmente, - io non vi avevo detto ci&ograve; con piena sicurezza. Era una mia supposizione.</p>
<p>- E volete concludere? - chiese Yanez, aggrottando la fronte.</p>
<p>- Che il generale mi ha incaricato di confermarvela e di chiedervi se desiderate qualche cosa.</p>
<p>- Dite a quel noioso che noi abbiamo bisogno di fare una buona dormita. Udite? I miei compagni russano.</p>
<p>- Avvertiteli.</p>
<p>- S&iacute;, domani e andatevene al diavolo.</p>
<p>Ci&ograve; detto Yanez si ricoric&ograve;, brontolando e bestemmiando.</p>
<p>Ilsubadhar rimase qualche istante perplesso, poi, vedendo che nessuno si curava pi&uacute; di lui, augur&ograve; la buona notte e se ne and&ograve; chiudendo la porta con precauzione.</p>
<p>- Che ti colga il cholera, - disse Yanez, rialzandosi. - Aspetta di fucilarci, briccone!</p>
<p>- La tua prudenza ed il tuo sangue freddo valgono mille volte pi&uacute; della mia impetuosit&agrave;, - gli disse Sandokan. - Io per esempio li avrei assaliti ed accoppati a colpi di sbarra e vi avrei forse perduti invece di salvarvi.</p>
<p>- Sono il tuo regolatore, - rispose il portoghese, ridendo. - Sbrighiamoci, amici, o Bedar s&#8217;impazientir&agrave;.</p>
<p>Sandokan sali sulla finestra, s&#8217;aggrapp&ograve; alla corda e si lasci&ograve; scivolare fino a terra senza fare rumore alcuno.</p>
<p>Si guard&ograve; intorno, impugnando la sbarra, e non scorse nessuno. Mand&ograve; un leggero sibilo per avvertire i compagni che nessun pericolo li minacciava e poco dopo scendeva Yanez, seguito subito da Tremal-Naik.</p>
<p>I malesi si calavano a loro volta, uno dietro l&#8217;altro.</p>
<p>- Dove sar&agrave; Bedar? - chiese Sandokan.</p>
<p>Si era appena rivolta quella domanda quando vide apparire confusamente, sulla cinta, una forma umana.</p>
<p>- Chi sei? - gli chiese sottovoce Tremal-Naik.</p>
<p>- Io: Bedar.</p>
<p>- C&#8217;&egrave; nessuno?</p>
<p>- No, ma affrettatevi: i due Thugs non tarderanno a giungere.</p>
<p>I fuggiaschi scavalcarono rapidamente la cinta e seguirono ilcipai che allungava il passo.</p>
<p>- Dove ci conduci? - gli chiese Tremal-Naik.</p>
<p>- Nel bosco, signore, - rispose ilcipai . - &Egrave; l&agrave; che si trova l&#8217;elefante.</p>
<p>- Come hai fatto a procurarti quell&#8217;animale?</p>
<p>- L&#8217;ho preso a nolo da un mio amico di Delhi. &Egrave; giunto qui appena tre ore fa.</p>
<p>- E dove ci condurrai?</p>
<p>- Faremo un largo giro onde far perdere le vostre tracce, poi cercherete di entrare in citt&agrave;.</p>
<p>La sorveglianza non &egrave; ancora molto rigorosa, non essendo l&#8217;assedio cominciato.</p>
<p>- Tu poco fa mi hai parlato di due Thugs. Spiegati meglio.</p>
<p>- Sono quei due indiani che tenevano il viso coperto. Sono stati essi a riconoscervi e ad esigere la vostra morte, minacciando, in caso contrario di far abbandonare da tutti i settari la causa degl&#8217;insorti.</p>
<p>- E Ab&uacute; ha ceduto?</p>
<p>- Sono ancora potenti i Thugs e si trovano in buon numero a Delhi. Affrettatevi, signori; possiamo essere seguiti.</p>
<p>- Da chi? - chiese Sandokan.</p>
<p>- Da quei due uomini. So che vi sorvegliavano strettamente e che ogni due o tre ore si recavano alla torre.</p>
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