A Raimangal (seconda parte)
Aprile 17th, 2007 at 1:36 am (i misteri della jungla nera)
Vedendo i due indiani alzare le carabine, si gettarono prontamente nel fondo del canotto.
- Non rispondere, padrone, - disse il maharatto, o siamo perduti.
Due colpi di carabina rintronarono forando i bambù. La tigre fece un salto emettendo un furioso miagolìo.
- Ferma, Darma! - disse Tremal-Naik, rovesciandola.
- Che la dea mi fulmini! - gridò uno dei due indiani. - E’ lui.
- Da’ il segnale, Huka! - comandò l’altro. - Ah! miserabile!
Qualche cosa di lampeggiante brillò al disopra del canotto seguito da uno scroscio formidabile che soffocò l’acuta nota del “ramsinga”.
Tremal-Naik e Kammamuri, che si erano alzati, furono violentemente atterrati mentre la tigre gettava un secondo miagolìo ancor più furioso del primo.
- Padrone! - esclamò Kammamuri. - La folgore!
Tremal-Naik, ancora istupidito dall’influenza della scarica elettrica s’alzò ginocchioni. Un grido di rabbia gli sfuggì.
- Maledizione!… Abbruciamo!
Infatti i bambù, percossi dalla folgore, avevano preso fuoco e abbruciavano rapidamente.
- Siamo perduti! - esclamò Kammamuri. - Nel fiume! Nel fiume!
- Non muoverti, se ti è cara la vita.
Tremal-Naik prese fra le braccia l’ammasso di canne e con uno sforzo disperato le gettò nel fiume.
- E’ lui! - gridò una voce.- Fuoco! Huka!…
Due altre detonazioni rimbombarono. Tremal-Naik udì le palle fischiare ai suoi orecchi.
- Da’ il segnale, Huka!
- Siamo perduti, padrone! - gridò Kammamuri.
- Non muoverti, - disse Tremal-Naik. - Afferra la tigre.
Si slanciò a poppa e mirò l’indiano Huka che accostava alle labbra il “ramsinga”.
Lo scoppio della carabina fu accompagnato da un tonfo e da un grido.
Huka, colpito in fronte dall’infallibile palla del “cacciatore di serpenti”, era precipitato nel fiume.
Il suo compagno esitò un momento, poi fuggì a rompicollo attraverso la jungla, suonando furiosamente il “ramsinga” che aveva raccolto da terra.
Tremal-Naik gli sparò dietro una pistolettata, ma senza riuscire a colpirlo.
- Fallito! - gridò egli, gettando con collera l’arma. - Siamo scoperti!
- Cosa facciamo, padrone? - chiese Kammamuri. - Mi pare che ogni speranza di approdare a Raimangal sia perduta; il “ramsinga” metterà in allarme tutti gl’indiani. Maledetta folgore!…
- Andiamo innanzi lo stesso, Kammamuri. Questa notte non ci arresteranno tutti gl’indiani delle “Sunderbunds”. Da’ mano ai remi ed arranca con quanta forza hai; forse arriveremo prima che i miserabili possano prepararsi a riceverci. Io terrò d’occhio le due rive del fiume e abbatterò quanti si mostrano a portata della mia carabina.
Avanti!
Kammamuri voleva aggiungere qualche parola, forse qualche consiglio, ma Tremal-Naik non gliene lasciò il tempo.
- Se hai paura, sbarca, - gli disse. - Io e la tigre andremo innanzi.
- Ti seguo, padrone, e Siva ci protegga.
Afferrò i remi, si sedette a mezza barca e si mise a remigare con tutte le sue forze. Il canotto, sotto quella potente spinta, discese la fiumana con rapidità vertiginosa, balzando sulle onde.
Tremal-Naik, caricata la carabina, si mise a poppa cogli occhi fissi sulle due rive. La tigre si era accovacciata ai suoi piedi e brontolava sordamente ad ogni baleno.
Passarono dieci minuti. Le rive, che fuggivano rapidamente dinanzi agli occhi dei due indiani, erano coperte di bambù che tuffavansi nella corrente e da rade palme tara, la maggior parte delle quali abbattute o spezzate dalla furia dell’uragano.
D’un tratto Tremal-Naik, che seguiva attentamente il corso del fiume scorse al sud un razzo elevarsi a grande altezza. Quantunque il vento continuasse a ruggire e la folgore a scrosciare, udì distintamente lo scoppio.
- Un segnale forse? mormorò egli. - Arranca, arranca Kammamuri!
Un secondo razzo si elevò sulla riva opposta descrivendo una lunga parabola.
- Padrone? - interrogò Kammamuri.
- Avanti, mio prode maharatto. - Siamo stati segnalati.
- La mia Ada corre un pericolo: avanti! Attenta, Darma: l’ora della pugna s’avvicina.
Il fiume allora correva più rapido restringendosi a mo’ di collo di bottiglia; Tremal-Naik s’accorse di essere vicino al cimitero galleggiante. Senza sapere il perché, provò un fremito.
- Adagio, Kammamuri. Sento che corriamo un pericolo.
Il maharatto rallentò la battuta delle pagaie. Il canotto continuò a filare ed entrò in mezzo al bacino, coperto dalla fitta volta dei tamarindi e dei manghieri. L’oscurità divenne profonda, tanto che i due indiani non vedevano più lontano di cinque passi.
Il canotto urtò contro la massa dei cadaveri, ed un tonfo, come di un corpo che s’inabissa, rispose al primo urto.
- Padrone, hai udito? - chiese Kammamuri.
- Sì, qualcuno si è gettato in acqua.
Tremal-Naik si curvò sul fiume per vedere se qualcuno s’avvicinava al canotto, ma nulla scorse.
Il canotto per la seconda volta urtò.
- Qualcuno passa, - disse una voce che giunse fino ai due indiani.
- Che sieno loro?
- Oppure dei nostri? L’appuntamento è per la mezzanotte.
Tremal-Naik a quella parola “mezzanotte” provò un colpo al cuore.
- Mezzanotte! - mormorò, con voce tremante. L’appuntamento per la mezzanotte! Quale sospetto!
- Olà! - gridò una di quelle voci. - Chi passa?
- Non rispondere, padrone, s’affrettò a dire Kammamuri.
- Al contrario, risponderò. Bisogna che sappia tutto.
- Ti perdi.
- Chi parla? - chiese Tremal-Naik.
- Chi passa? - domandò invece la voce.
- Indiani di Raimangal.
- Affrettate, che la mezzanotte non è lontana.
- Cosa si farà a mezzanotte?
- La vergine della sacra pagoda sale sul rogo.
Tremal-Naik soffocò un urlo che stava per sfuggirgli dalle labbra.
- Siva, Siva, abbi pietà di lei! mormorò.
Poi, dominando la sua commozione, chiese:
- Non è morto, adunque, Tremal-Naik?
- No, fratello, poiché Manciadi non è ancora tornato.
- E la Vergine verrà abbruciata?
- Sì, alla mezzanotte. Il rogo è pronto e la fanciulla salirà nel paradiso di Kâlì.
- Grazie, fratello, - rispose con voce soffocata Tremal-Naik.
- Una parola ancora. Hai udito il “ramsinga”?
- No.
- Hai veduto Huka?
- Sì, accanto al falò.
- Sai dove si brucierà la Vergine?
- Nei sotterranei, mi pare.
- Sì, nella grande pagoda sotterranea. Affrettati che la mezzanotte non deve essere lontana. Addio, fratello.
- Arranca, Kammamuri, arranca! - ruggì Tremal-Naik. - Ada! mia povera Ada!
Un singhiozzo lacerò il suo petto e soffocò la sua voce.
Kammamuri afferrò i remi e si mise ad arrancare con disperata energia.
Il canotto sfondò violentemente la massa dei cadaveri ed uscì dalla parte opposta.
- Presto!… presto! - disse Tremal-Naik, fuori di sé. - A mezzanotte salirà il rogo… Arranca, Kammamuri!
Il maharatto non aveva bisogno di essere eccitato. Arrancava così furiosamente, che i muscoli minacciavano di fargli scoppiare la pelle.
Il canotto attraversò il bacino ed entrò rapido come un dardo nel fiume. Tosto apparve l’estrema punta di Raimangal col suo gigantesco “banian” i cui smisurati rami si contorcevano in mille guise sotto i possenti soffi della burrasca.
Un lampo ruppe le tenebre mostrando la riva completamente deserta.
- Siva è con noi! - esclamò Kammamuri.
- Avanti, maharatto, avanti! - disse Tremal-Naik, che s’era gettato a prora.
Il canotto spinto innanzi a tutta velocità s’arenò sulla sponda, uscendo d’un buon terzo dall’acqua.
Tremal-Naik, caricatosi in furia delle munizioni, Kammamuri e la tigre si slanciarono a terra, raggiungendo il tronco principale del “banian sacro”.
- Odi nulla? - chiese Tremal-Naik.
- Nulla, - disse Kammamuri. - Gl’indiani sono tutti nel sotterraneo.
- Hai paura a seguirmi?
- No, padrone, rispose con ferma voce il maharatto.
- Quando è così, scendiamo anche noi. La mia Ada o la morte!
S’aggrapparono ai colonnati e raggiunsero i rami superiori, avvicinandosi alla smezzata sommità del tronco. La tigre con un salto solo li raggiunse.
Tremal-Naik guardò giù nella cavità. Al chiarore dei lampi scorse delle tacche, che permettevano di discendere.
- Andiamo, mio prode maharatto. Io ti precedo.
E si lasciò calare nel tronco, scendendo silenziosamente. Il maharatto e Darma lo seguirono da vicino.
Cinque minuti dopo i due indiani e la tigre si trovavano nel sotterraneo, in una specie di pozzo semi-circolare scavato nella viva roccia, sei metri sotto il livello delle “Sunderbunds”.