La resurrezione di Tremal-Naik (seconda parte)
dicembre 7th, 2007 at 4:26 am (I Pirati della Malesia)
- Non muovetevi – disse ildayaco .
- Che cos’hai visto? – chiese Sandokan.
- Un’ombra attraversare rapidamente quelle macchie.
- Un uomo o un animale?
- Mi è parso un uomo.
- Può essere un poverodayaco – disse Yanez.
- E anche una spia delrajah – disse Sandokan.
- Lo credi?
- Ne sono quasi certo. Aïer-Duk, prendi quattro uomini e batti il bosco. Noi intanto andremo avanti.
Ildayaco chiamò quattro compagni e si cacciò nella fitta boscaglia, strisciando fra le radici, i rami d’albero ed i cespugli.
Poi la marcia fu ripresa attraverso filari disontar , specie di palme che danno, incidendo il loro tronco, un succo zuccherino assai gradevole, e delle cui foglie anticamente si servivano i popoli della Malesia per scrivervi sopra.
Poco dopo il drappello veniva raggiunto da Aïer-Duk e dai suoi compagni. Avevano perlustrato la foresta in tutti i sensi, ma non avevano trovato nulla fuorché tracce recenti di piedi umani.
- Erano numerose? – chiese Sandokan che era ancora assai inquieto.
- Quattro – rispose ildayaco .
- Erano impronte di piedi nudi o calzati?
- Di piedi nudi.
- Forse quei due uomini eranodayachi . Affrettiamoci, tigrotti, qui non siamo troppo sicuri.
Per la terza volta il drappello si rimise in cammino sorvegliando attentamente gli alberi ed i cespugli e, dopo tre quarti d’ora, giungeva sulle rive di un ampio corso d’acqua che sfociava in una vasta baia semi-circolare.
Sandokan mostrò al portoghese un isolotto, alla distanza di trecentocinquanta metri circa, ombreggiato da bellissimi gruppi di alberi sagù, didurion , di mangostani e di arenghe saccarifere e difeso, verso la punta meridionale, da un vecchio ma ancor solido fortinodayaco , costruito con panconi e pali diteck , legno duro quanto il ferro, che resiste alle palle di un cannone di non piccolo calibro.
- È là che riposa lavergine della pagoda ? – chiese Yanez.
- Sì, Ada è in quel fortino – rispose Sandokan.
- Non potevi trovarle un posto migliore. La baia è bella e l’isolotto ben difeso. Se James Brooke verrà ad assalirci, avrà un osso duro da rodere.
- Il mare è a cinquecento passi dall’isolotto, Yanez – disse Sandokan, – e una nave può bombardare il fortino.
- Ci difenderemo.
- Non abbiamo cannoni.
- Ma i nostri uomini sono coraggiosi.
- È vero, ma sono pochi e…
- Che cos’hai?
- Zitto!… Hai udito?…
- Io?… Nulla, Sandokan.
- Mi parVE che un ramo si sia spezzato.
- Dove?
- In mezzo a quel macchione.
- Che ci siano proprio delle spie?… Comincio ad essere inquieto, Sandokan.
- ED anch’io. Affrettiamoci: sospiro il momento di giungere all’isolotto. Aïer-Duk!…
Ildayaco s’avvicinò alla Tigre.
- Prendi otto uomini e accampati in questo luogo – disse Sandokan. – Se vedi degli uomini ronzare in questi dintorni verrai ad avvertirmi.
- Contate su di me, capitano, – rispose ildayaco . – Nessuno s’avvicinerà alla baia senza il mio permesso.
Sandokan, Yanez e gli altri scesero verso la baia, le cui sponde erano coperte da fitte boscaglie, e giunsero ad una piccola cala presso la quale stava nascosta, sotto un ammasso di canne e di rami d’alloro, una scialuppa.
La Tigre girò all’intorno un rapido sguardo, ma non vide alcuno. Una viva inquietudine si dipinse sul suo volto.
- Uno dei miei due uomini dovrebbe guardare la scialuppa, -disse.
- Saranno tutti e due al fortino – disse Yanez.
- E hanno lasciato qui la scialuppa!… Yanez… ho il cuore che mi batte forte… temo una disgrazia.
- Quale?
- Che abbiano rapito Ada.
- Sarebbe un colpo terribile!
- Taci!
- Ancora un rumore?…
- Sì, capitano Yanez – confermarono i pirati impugnando le armi. Si vedevano i rami di un macchione di cespugli agitarsi a cento passi dalla spiaggia.
- Chi vive? – gridò Sandokan.
- Mompracem – rispose una voce.
Poco dopo un pirata usciva dai cespugli. Era ansante e sudato, come se avesse fatto una lunga corsa, e stringeva un fucile.
- Viva la Tigre! – esclamò scorgendo il capo.
- Da dove vieni? – chiese Sandokan.
- Dalla foresta, capitano.
- Dov’è la Vergine?
- Nel fortino.
- Sei certo?…
- L’ho lasciata due ore or sono sotto la guardia di Koty. Sandokan respirò liberamente.