Lord James Guillonk (seconda parte)

 Rideva di un riso convulso, e così forte che pareva fosse tutt’a un tratto diventato pazzo. E come se ciò non bastasse, parlava senza arrestarsi, ora di Mompracem, ora dei tigrotti e ora di Sandokan, come se dinanzi a lui ci fossero degli amici, anziché dei nemici.
 - Quell’uomo è pazzo - disse lord Guillonk al colmo della sorpresa.
 - Non è pazzo, milord - aggiunse ilrajah . - È la limonata che fa ridere. Gl’indiani, come vedete, hanno delle bevande veramente meravigliose.
 - Ci dirà, dove si trova la Tigre della Malesia?
 - Senza dubbio. Basterà interrogarlo.
 - Amico Yanez - disse il lord, rivolgendosi al portoghese, - parlami della Tigre della Malesia.
 Il portoghese, che era stato liberato dalle corde che gli stringevano i polsi e le caviglie, udendo la voce del lord, si era prontamente alzato.
 - Chi parla della Tigre? - chiese. - La Tigre, ah… ah! La Tigre della Malesia… Chi non la conosce? Sei tu, vecchio, che non la conosci?… Non conoscere la Tigre, la invincibile Tigre?… Ah!… ah!… ah!…
 - È forse qui la Tigre? - chiese ilrajah .
 - Ma sì, è proprio qui, sul territorio di James Brooke, delrajah di Sarawak. E quello stupido di Brooke non lo sa… ah!… ah!…
 - Ma quest’uomo v’insulta, Altezza - disse Guillonk.
 - Che importa? - disse ilrajah , alzando le spalle. - Insulta, ma darà nelle nostre mani il capo dei pirati di Mompracem.
 - Proseguite, dunque, Altezza.
 - Ditemi, Yanez, dov’è nascosto Sandokan?
 - Non lo sai?… ah!… ah!… Non sa dove sia Sandokan! È qui, proprio qui - disse Yanez, continuando a ridere.
 - Ma in quale luogo?
 - In quale?… È… è…
 Si arrestò. Forse un lampo di lucidità gli aveva rischiarato il cervello, nel momento in cui stava per tradire il suo fedele amico.
 - Perché ti fermi? - chiese ilrajah . - Tu non sai dunque dove si trova?
 Yanez proruppe in una risata convulsa che durò alcuni minuti.
 - Ma sì che lo so - rispose poi. - È in Sarawak.
 - Tu non dici il vero, Yanez.
 - Sì, dico il vero. E nessuno lo sa meglio di me… ah! ah! Io non saper dove sia Sandokan… ah!… ah!… Ma tu sei pazzo.
 - Ebbene, dimmi, dov’è?
 - In città, ti ho detto… Sì, a quest’ora dev’essere giunto e andrà a disseppellire il finto morto… e noi rideremo; sì, rideremo di aver giocato quello stupido di Brooke… Ah! ah!
 Ilrajah e lord Guillonk si guardarono in viso con stupore.
 - Il finto morto! - esclamarono ad una voce. - Chi è questo finto morto?
 - Chi?… Non lo sai? È Tremal-Naik, ilthug indiano.
 - Ah!… miserabile! - esclamò ilrajah . - Ora comprendo. Continua, Yanez, amico mio. Quando disseppellirete il finto morto?
 - Questa stessa notte… e domani rideremo. Oh sì, rideremo Ah!… ah!… che bel tiro!… ah!… ah!…
 - E sarà Sandokan che lo disseppellirà?…
 - Sì, Sandokan, e questa notte stessa… ah! ah! Ci divertiremo domani… e Tremal-Naik sarà contento… oh! sì, contento, tanto contento!…
 - Basta così - disse ilrajah . - Ora sappiamo ciò che dobbiamo fare. Venite, milord.
 Lasciarono la stanza e si ritirarono nello studio dove li attendeva il capitano delle guardie, un bell’indiano di alta statura, di provato coraggio, di grande sagacia, antico compagno d’armi delrajah .
 - Kàllooth - disse il principe. - Di quanti uomini fidati puoi disporre?
 - Di sessanta, tutti indiani - rispose il capitano.
 - Fra dieci minuti che sieno pronti a partire.
 - Sta bene,rajah . E poi?
 - Metterai quattro sentinelle nella stanza di Yanez e dirai loro di ucciderlo come un cane al primo tentativo di fuga. Va’!
 L’indiano salutò e uscì rapidamente.
 - Verrete anche voi, milord? - chiese ilrajah .
 - Non occorreva chiedermelo, Altezza - rispose lord Guillonk. Io esecro la Tigre della Malesia.
 - Eppure è vostro nipote, milord - osservò ilrajah , sorridendo.
 - Non lo riconosco.
 - Sta bene. Domani, se la sorte ci arride, la pirateria malese avrà perduti per sempre i suoi due capi. A noi due, Tigre della Malesia: James Brooke ti sfida.

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