La futura spedizione di sua altezza reale il Duca degli Abruzzi

Un’altra spedizione destinata a suscitare vive apprensioni nel mondo scientifico e particolarmente in Italia, sarà certamente quella che presto o tardi intraprenderà Sua Altezza Reale il Duca degli Abruzzi, il fortunato ed ardito alpinista, che pel primo ha spiegato la bandiera tricolore sul gigantesco picco del Sant’Elia, la più alta montagna dell’Alaska, fino all’anno scorso creduta assolutamente inaccessibile.

S’ignora ancora quando Sua Altezza Reale salperà per le regioni dei ghiacci, ma ormai è un fatto positivo che sta studiando con grande serietà l’ardito progetto, deciso di oltrepassare Nansen e di posare i piedi sulle immacolate nevi del polo. La spedizione, a quanto sembra, sarà assolutamente diversa da quelle fatte fino ad ora, poiché ormai si è convinti, dopo le cattive prove fatte dalle navi, che solamente a piedi si potrebbe raggiungere quel lontano e misterioso punto del nostro globo.

Il luogo della partenza sarebbe la Terra Francesco Giuseppe, la stessa sulla quale Nansen svernò durante l’inverno del 1895 in compagnia di Johansen e che è, si può dire, la più prossima al polo, dopo la Groenlandia.

Si comporrebbe d’un numeroso personale: un terzo d’italiani, possibilmente di guide alpine già pratiche delle nevi e dei ghiacci, e gli altri due di esquimesi con numeroso seguito di cani, di slitte, parecchi canotti e viveri in abbondanza. Sua Altezza Reale si avanzerebbe attraverso gl’immensi campi di ghiaccio a piccole tappe, formando varie stazioni lungo la via e vari depositi di viveri per assicurarsi il ritorno, assumendo personalmente la direzione morale e materiale della spedizione ed affidando al suo aiutante di campo, cavalier Cagni, la luogotenenza e la cooperazione diretta dell’impresa.

Questo sistema di procedere per scaglioni, ha già dato splendidi risultati durante la spedizione del Sant’Elia, quindi Sua Altezza Reale ha ferma fiducia di ottenere buoni successi anche attraverso i campi di ghiaccio dell’Oceano Artico e di spingersi ben lontano dalla Terra Francesco Giuseppe, forse di poter finalmente strappare al polo il suo segreto ostinatamente cercato, ma invano, per tre secoli, dai più valorosi marinai ed esploratori dei due mondi e che ha già costato, alla scienza, tante vittime.

Grandi senza dubbio saranno gli ostacoli che dovrà superare la spedizione e grandi i pericoli da vincere in quelle desolate regioni dei ghiacci eterni, ma la rara avvedutezza ed audacia mostrata dal giovane Duca nella difficile conquista del nevoso colosso dell’Alaska, fanno sperare una splendida riuscita anche in questo arditissimo tentativo.

Speriamo che il vessillo, impugnato dal principe Sabaudo, vada ben oltre e spieghi i suoi colori ai venti del polo boreale.

Nella scorsa estate, verso la metà di giugno, quattro nuove spedizioni sono salpate pei paesi dei ghiacci eterni.

La prima è partita da Amburgo a bordo della nave tedesca L’Heligoland, al comando di Teodoro Lerner, un noto esploratore che ha già solcato parecchie volte le fredde acque dell’Oceano Artico.

La nave è stata costruita espressamente, tutta in acciaio e porta viveri per tredici mesi, ed undici persone fra le quali i dottori Bruhl, Romer e Schandien.

Questa spedizione farà una campagna al nord delle Spitzbergen dove probabilmente svernerà.

La seconda è quella di Otto Sverdrup col Fram, la nave ormai famosa che ha servito al Nansen durante la sua lunga e fortunata campagna nell’Oceano Artico. Lo Sverdrup si è diretto verso il polo pel canale di Robinson ed andrà a svernare sulla costa nord-ovest della Groenlandia per esplorare quella parte della grande isola o penisola che sia.

La nave è montata da sedici uomini e porta viveri per quattro anni, stati per la maggior parte donati da privati norvegiani. Per di più la Regia Compagnia Groenlandese si è incaricata di depositare 60 tonnellate di carbone fossile a Godhawn e di fornire la spedizione di cani esquimesi.

La terza spedizione è quella di Walter Wellman, americano, il quale salpò da Tromsò (Norvegia) a bordo del Frithyof, organizzata sotto l’alta protezione del presidente degli Stati Uniti MacKinley, di Hay, ambasciatore americano a Londra, e dei più noti milionari yankees, quali i Wanderbilt, i Morgan, ecc.

Il Wellman si è proposto di esplorare l’Oceano Artico al nord delle Spitzbergen e della Terra Francesco Giuseppe, colla speranza di poter aver nuove di Andrée. Ha condotto con sé anche un drappello di svedesi i quali andranno ad esplorare le coste della Terra Francesco Giuseppe per cercare qualche traccia dell’audace aeronauta e dei suoi compagni.

La quarta spedizione è pure americana, al comando del tenente Peary, un nome già noto fra gli esploratori polari.

E salpato verso la fine di giugno per le coste settentrionali della Groenlandia e si è proposto di spingersi direttamente innanzi pel canale di Kennedy.

La fortuna sorrida agli audaci che vanno a sfidare i ghiacci secolari del polo, spinti solo da un intenso amore per la scienza.

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